29 luglio: SANTA MARTA (di Betania)

SANTA MARTA (di Betania)
Innamorati di Maria
santa marta

sec. I

Il Vangelo ci presenta Marta come la donna di casa, sollecita e indaffarata per accogliere degnamente il gradito ospite, mentre la sorella Maria preferisce starsene quieta in ascolto delle parole del Maestro. L’avvilita e incompresa professione di massaia è riscattata da questa santa fattiva di nome Marta, che vuol dire semplicemente «signora». Marta ricompare nel Vangelo nel drammatico episodio della risurrezione di Lazzaro, dove implicitamente domanda il miracolo con una semplice e stupenda professione di fede nella onnipotenza del Salvatore, nella risurrezione dei morti e nella divinità di Cristo, e durante un banchetto al quale partecipa lo stesso Lazzaro, da poco risuscitato, e anche questa volta ci si presenta in veste di donna tuttofare. I primi a dedicare una celebrazione liturgica a S. Marta furono i francescani, nel 1262. (Avvenire)

Etimologia: Marta = palma, dall’aramaico o variante di Maria.

Martirologio Romano: Memoria di santa Marta, che a Betania vicino a Gerusalemme accolse nella sua casa il Signore Gesù e, alla morte del fratello, professò: «Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».

Marta è la sorella di Maria e di Lazzaro di Betania, un villaggio a circa tre chilometri da Gerusalemme. Nella loro casa ospitale Gesù amava sostare durante la predicazione in Giudea. In occasione di una di queste visite compare per la prima volta Marta. Il Vangelo ce la presenta come la donna di casa, sollecita e indaffarata per accogliere degnamente il gradito ospite, mentre la sorella Maria preferisce starsene quieta in ascolto delle parole del Maestro. Non ci stupisce quindi il rimprovero che Marta muove a Maria: “Signore, non t’importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”.
L’amabile risposta di Gesù può suonare come rimprovero alla fattiva massaia: “Marta, Marta, tu t’inquieti e ti affanni per molte cose; una sola è necessaria: Maria invece ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta”. Ma rimprovero non è, commenta S. Agostino: “Marta, tu non hai scelto il male; Maria ha però scelto meglio di te”. L’avvilita e incompresa professione di massaia è riscattata da questa santa fattiva di nome Marta, che vuol dire semplicemente “signora”. Marta ricompare nel Vangelo nel drammatico episodio della risurrezione di Lazzaro, dove implicitamente domanda il miracolo con una semplice e stupenda professione di fede nella onnipotenza del Salvatore, nella risurrezione dei morti e nella divinità di Cristo, e durante un banchetto al quale partecipa lo stesso Lazzaro, da poco risuscitato, e anche questa volta ci si presenta in veste di donna tuttofare. La lezione impartitale dal Maestro non riguardava, evidentemente, la sua encomiabile laboriosità, ma l’eccesso di affanno per le cose materiali a scapito della vita interiore. Sugli anni successivi della santa non abbiamo alcuna notizia storicamente accertabile, pur abbondando i racconti leggendari. I primi a dedicare una celebrazione liturgica a S. Marta furono i francescani, nel 1262, il 29 luglio, cioè otto giorni dopo la festa di S. Maria Maddalena, impropriamente identificata con sua sorella Maria.
Autore: Piero Bargellini

Preghiera a Santa Marta

O santa Marta, donna della Palestina e donna del Vangelo,

tu hai ricevuta la grazia di poter conoscere

il nostro Signore Gesù Cristo

ed hai potuto gioire della sua presenza

Con fiducia ci rivolgiamo a te.

Ti confidiamo le nostre difficoltà e sofferenze.

Aiutaci a riconoscere nella nostra esistenza

la presenza luminosa del Signore

come tu l’hai ospitato e servito nella casa di Betania.

Con la tua testimonianza, pregando e operando il bene

hai saputo combattere il male;

aiuta anche noi a respingere ciò che è male,

e tutto ciò che vi conduce.

Aiutaci a vivere i sentimenti e gli atteggiamenti di Gesù

e a rimanere con Lui nell’amore del Padre,

per diventare costruttori di pace e di giustizia,

sempre pronti ad accogliere e soccorrere gli altri.

Proteggi le nostre famiglie,

sostieni il nostro cammino e mantieni ferma

la nostra speranza in Cristo, risurrezione di via.

Amen.

MESE AL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU’: 29 Luglio

MESE AL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU’

luglio

29 luglio – IL SANGUE CHE CONDANNA

Purtroppo il Sangue di Gesù non è per tutti di salvezza; per molti è di condanna. «Questo Fanciullo – disse il santo vecchio Simeone – è venuto al mondo per la re­denzione di molti e per la rovina di altri». Dipende forse da Dio, se, proprio quel Sangue che ha versato per la nostra reden­zione, sarà la rovina di tante anime? No. Dipende unicamente dalla nostra volon­tà. «Per chi vuole sarà di salvezza, dice S. Agostino, per chi non vuole sarà di con­danna». Giuda gettò i trenta denari gridando: «Ho tradito il Sangue innocente» e si im­piccò; Pietro rinnegò il Maestro, pianse amaramente e fu perdonato. Tutti i giorni si leva una voce al cielo che grida «Vendica, o Signore, il sangue dei tuoi giusti che è stato sparso!» Se la voce del sangue dei martiri è così formi­dabile, cosa sarà la voce del Sangue di Cristo? Come sarà terribile quella voce nel giorno del Giudizio! I chiodi e le piaghe di Cristo grideranno condanna, per chi ha disprezzato quel Sangue! Dio, dice il Pro­feta Ezechiele, chiederà conto di quel Sangue! È vero che Gesù è pieno di misericordia e di bontà, ma se non condannasse chi conculca il suo Sangue, sarebbe ingiusto. Se per quel Sangue milioni di anime hanno sofferto, dev’essere la loro gloria; se invece tanti peccatori lo hanno profa­nato e non se ne sono pentiti, dev’essere la loro condanna. «Come la misericordia, dice lo Spirito Santo, così l’ira divina, di­scende veloce sul nostro capo». E per noi? Il Sangue di Gesù sarà di sa­lute o di condanna? O Gesù fa che le tue piaghe siano il nostro rifugio in vita e in morte e il tuo Sangue la nostra salvezza, perché noi non solo confidiamo in te, ma ti amiamo.

ESEMPIO:

Innumerevoli e terribili sono gli esempi dai quali si rileva come Dio punisca anche in questa vita coloro che oltraggiano il Sangue Prezioso del suo Figliuolo.

A Malaga, durante la guerra civile, che insanguinò la Spagna, alcuni giovinastri, penetrati in una chiesa dov’era veneratis­sima una prodigiosa immagine del Cro­cifisso, se ne impossessarono e, bestem­miando, la trascinarono per le vie, la cal­pestarono e ridussero in pezzi. Ad un tratto il giovane che aveva par­ticolarmente infierito sul volto disse: «Buttiamo via questo Cristo! Pare mi guardi in un certo modo….» Gli altri risero della sua paura. Dopo l’atto sacrile­go si recarono in una bettola, si ubriacaro­no e, cantando canzoni oscene, si accinse­ro a tornare a casa. Quando furono in strada, quegli che aveva infierito sul sacro Volto esclamò: «Ma che notte buia, ragaz­zi!». «Si vede che sei ubriaco – gli risposero i compagni – il tempo è bellissimo, le stel­le brillano in cielo e la luna illumina que­sta notte incantevole». II giovane andò a letto molto turbato e fece sogni strani. Al mattino la madre, come al solito, andò a svegliarlo. «È tardi, alzati poltrone e goditi questa magnifica giornata di sole» e così dicendo spalancò la finestra. Il giovane si stropicciò gli oc­chi: «Mamma – gridò disperato – io non vedo più la luce. Ieri ho profanato il volto insanguinato del Crocifisso miracoloso e Dio mi ha punito. Sono diventato cieco». Sarà stata una coincidenza? Chi sa!


PROPOSITO:

Pensiamo spesso alle pene dell’Inferno e così non offenderemo Dio.


GIACULATORIA:

O Gesù, per i meri­ti del tuo Prezioso Sangue, fa che io non mi perda in eterno.

Per approfondimenti:
http://www.innamorati-di-maria.it/dedicazione_luglio.htm

Breve Coroncina del Preziosissimo Sangue

 

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Il servo di Dio Mons. Francesco Alber­tini, per meglio promuovere la devozione al Prezzo della nostra redenzione, fondò la Confraternita del Prez.mo Sangue. Mentre ne scriveva gli Statuti, nel conven­to delle Paolotte in Roma, si udirono urla e strepiti in tutto il monastero. Alle consorelle spaventate, suor Maria Agnese del Verbo Incarnato disse: «Non temete: è il demonio che si arrabbia, perché il no­stro confessore sta facendo cosa che gli di­spiace assai». L’uomo di Dio stava scrivendo la «Co­roncina del Prez. Sangue». Il maligno su­scitò in lui tanti scrupoli che stava per di­struggerla quando la stessa santa suora, ispirata da Dio, vedendolo esclamò: «Oh! che bel regalo ci portate, padre!». «Qua­le?» disse meravigliato l’Albertini, che a nessuno aveva confidato di aver scritto quelle preghiere. «La Coroncina del Prez.mo Sangue», rispose la suora. «Non la distruggete, perché sarà diffusa in tutto il mondo e farà molto bene alle anime». E fu così. Anche i più ostinati peccatori non resistevano quando durante le sante Missioni, si svolgeva la commoventissima funzione delle «Sette Effusioni». L’Albertini fu eletto Vescovo di Terra­cina, dove morì santamente.

 

 

Breve Coroncina del Preziosissimo Sangue

 

Gesù versa Sangue nella circoncisione

O Gesù Bambino, col primo San­gue versato per la nostra salvezza, ci riveli il valore della vita e il dovere di affrontarla con fede e coraggio, nella luce del tuo Nome e nella gioia della Grazia.

Pater e 5 Gloria

Ti supplichiamo, o Signore, di soccorrere i tuoi figli, che hai redenti con il tuo Sangue prezioso.

 

Gesù versa Sangue nell’orto degli ulivi

O Figlio di Dio, il tuo sudore di Sangue nel Getsemani, susciti in noi l’odio al peccato, l’unico vero male che ci ruba il tuo amore e rende triste la nostra vita.

Pater e 5 Gloria

Ti supplichiamo, o Signore, di soccorrere i tuoi figli, che hai redenti con il tuo Sangue prezioso.

 

Gesù versa Sangue nella flagellazione

O Maestro divino, il Sangue della flagellazione ci sproni ad amare la purezza per vivere nell’intimità della tua amicizia e contemplare con occhi limpidi le meraviglie del creato.

Pater e 5 Gloria

Ti supplichiamo, o Signore, di soccorrere i tuoi figli, che hai redenti con il tuo Sangue prezioso.

 

Gesù versa Sangue nella coronazione di spine

O Re dell’universo, il Sangue della coronazione di spine distrugga il no­stro egoismo e il nostro orgoglio, per­ché possiamo servire in umiltà i fratel­li bisognosi e crescere nel tuo amore.

Pater e 5 Gloria

Ti supplichiamo, o Signore, di soccorrere i tuoi figli, che hai redenti con il tuo Sangue prezioso.

 

Gesù versa Sangue nel viaggio al calvario

O Salvatore del mondo, il Sangue versato sulla via del Calvario, illumini il nostro cammino e ci aiuti a portare la croce con te, per completare in noi la tua passione.

Pater e 5 Gloria

Ti supplichiamo, o Signore, di soccorrere i tuoi figli, che hai redenti con il tuo Sangue prezioso.

 

Gesù versa Sangue nella crocifissione

O Agnello di Dio, immolato per noi, insegnaci il perdono delle offese e l’amore ai nemici. E tu, Madre del Signore e nostra, rivelaci la potenza e le ricchezze del Sangue prezioso.

Pater e 5 Gloria

Ti supplichiamo, o Signore, di soccorrere i tuoi figli, che hai redenti con il tuo Sangue prezioso.

 

Gesù versa Sangue nella lanciata al Cuore

O Cuore adorabile, trafitto per noi, accogli le nostre preghiere, le attese dei poveri, le lacrime dei sofferenti, le speranze dei popoli, perché tutta l’u­manità si riunisca nel tuo regno d’amore, di giustizia e di pace.

Pater e 3 Gloria

Ti supplichiamo, o Signore, di soccorrere i tuoi figli, che hai redenti con il tuo Sangue prezioso.

 

Per la recita della Coroncina si usa anche la coro­na con grani rossi. Questa è composta di 7 poste, quanti sono i Misteri, 5 grani per i Gloria ed uno per il Pater. Nell’ultimo Mistero, invece, i Gloria sono soltanto 3 e si recita con i 3 grani vicini al crocifissetto.

MESE AL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU’: 28 Luglio

MESE AL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU’

luglio

28 luglio – I PERSECUTORI DEL SANGUE

Purtroppo la Passione non ebbe termi­ne sul Golgota e non ha avuto mai termi­ne; ancora Gesù continua ad essere croci­fisso e a versare Sangue. La lotta che si fa alla Chiesa e ai cri­stiani si fa a Cristo, perché i perseguita­ti sono membra del Corpo di Cristo. «Così Cristo continua a sanguinare, non solo per il sangue dei martiri, ma per tutti gli strazi inferti ai suoi fedeli, per le umilia­zioni dei suoi ministri, per i vilipendi al suo Vicario, per le chiese arse e profanate, per le opere distrutte, per la carità infran­ta, per l’usura quotidiana della calunnia. Governi, scrittori, oratori, filosofi, tutta una varia coalizione di persecutori che uccide o inceppa l’opera d’amore, la dottri­na e l’espansione della Chiesa, prolun­gando la Passione di Cristo, facendo pio­vere ancora Sangue dalle sue piaghe» (L Giordani. IL SANGUE DI CRISTO). Quante volte, anche ai nostri giorni, il S. Sacrificio deve essere celebrato nasco­stamente, perché i sacerdoti o sono in car­cere o ricercati a morte! È vero che va in voga un certo ritornello «Cristo sì, preti no!» Ma in realtà la persecuzione è contro il Primo Sacerdote, Cristo. «Se tu sei con­tro la Chiesa, dice S. Caterina, come po­trai partecipare al Sangue del Figliolo di Dio? Chi spregia questo dolce Vicario di Cristo, spregia il Sangue!». Forse in questo momento tu pensi: «Io non sono un persecutore del Sangue di Cristo!» Bada che, non solo chi imprigio­na od uccide, perseguita; si perseguita anche con la calunnia, l’odio, lo scandalo; si perseguita anche con l’indifferenza. Vi sono «i parassiti del Sangue» cioè coloro che usufruiscono dei frutti della Reden­zione, ma nulla fanno per Cristo. Quanti ritengono di far una larga concessione al prete, andando in chiesa la domenica! E perciò vogliono essere riveriti, lodati, aiu­tati! No! Dobbiamo essere cristiani gene­rosi, dobbiamo professare la fede per la fede e non per secondi fini, dobbiamo mettere in opera tutte le nostre energie per cooperare alla saldezza della Chiesa, nostra madre.

ESEMPIO:

Il P. Rey nel suo «Mese del Preziosissi­mo Sangue» riporta un episodio della per­secuzione bolscevica, accaduto nella città di Pietroburgo. I rivoluzionari avevano deciso di servir­si, come luogo di ritrovo, di una chiesa. Alcuni fanciulli lo vennero a sapere e, di notte, vi si introdussero; sicché, quando i militi all’alba, sfasciando le porte vi penetrarono, li trovarono tutti inginoc­chiati presso l’Altare. Invitati ad uscire i fanciulli si opposero decisamente. I rivoluzionari puntarono i fucili contro di loro, ma i piccoli non si mossero. Irritati da tanta fermezza fecero fuoco, uccidendone due e ferendo gli altri. Un piccolo ferito, portato a casa, moribondo, disse alla mamma: «Abbiamo difeso Gesù e i rivo­luzionari non hanno osato mettere le mani sul Tabernacolo». Non temiamo le persecuzioni. Vane sono le speranze dei carnefici; la Chiesa non crollerà giammai e il sangue dei martiri sarà seme fecondo di nuovi cri­stiani.


PROPOSITO:

Professiamo apertamen­te la nostra fede e se non ci è dato il privi­legio di spargere il sangue per Cristo, Of­friamogli il martirio del nostro desiderio.


GIACULATORIA:

Gesù, corona dei martiri, per i meriti del tuo Prezioso Sangue, dona forza ai campioni della fede.

Per approfondimenti:
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MESE AL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU’: 27 Luglio

MESE AL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU’

luglio

27 luglio – L’OFFERTA RIPARATRICE DEL SANGUE

Gesù vuole anime riparatrici. Anche ai nostri giorni, e forse più che nel passato, il Sangue di Gesù è profanato e bestem­miato. Par di sentire il lamento del Mae­stro Divino che dice: «Ho dunque versato invano il mio Sangue?» Ma come nel Get­semani non c’era alcuno che vegliasse con Gesù agonizzante, così oggi sono abban­donati i Tabernacoli. Ad un’anima pia’ Gesù così ha parlato: «Cerco dei consolatori e non li trovo; non sono amato. I flutti dei crimini uma­ni salgono fino al Padre, il mio Vicario è calunniato, trionfa il piacere e l’orgoglio, la legge della carità è oltraggiosamente violata. Alcuni sono generosi in parole, ma quando si presenta la croce fuggono. Io voglio anime riparatrici, pronte a sof­frire coraggiosamente, piene di carità per i peccatori, anime che offrano senza stan­carsi mai il mio Sangue al Padre, in espia­zione dei peccati. II mondo non può esse­re salvato che dal mio Sangue. Trovami una legione di anime riparatrici; dì ai miei sacerdoti che, celebrando il S. Sacri­ficio, mi offrano Vittima di riparazione al mio Padre celeste e che, quando la litur­gia lo permette, celebrino la messa votiva del Sangue Prezioso». Anche a noi è rivolto questo appello di Gesù. Come possiamo rimanere indiffe­renti? Uniamoci a quello stuolo di anime, che offrono se stesse, i propri dolori, le proprie azioni in unione del Sangue Pre­zioso di Gesù, perché trionfi il suo Regno nel mondo. Sia anche la nostra una vera anima riparatrice!

ESEMPIO:

S. Teresina di Lisieux, dopo aver ascol­tato la s. messa, chiudendo il libro di pre­ghiere, vide sporgere fuori in un’imma­gine, il braccio di Gesù Crocifisso. Fu pre­sa in quell’istante così vivamente dal pen­siero della Passione, che quella mano, il chiodo e il Sangue, le sembravano cose vive e reali. S’infiammò ancor di più per le sofferenze del Signore e si propose di far conoscere a tutti l’amore e il dolore provati da Gesù sulla croce. Seppe che un tal Pranzini, condannato a morte, stava per essere giustiziato senza dar segni di conversione; era già col capo sotto la mannaia e aveva respinto più volte il sacerdote. Pregò intensamente per lui. All’improvviso il condannato chiese di confessarsi e quando il sacerdote si al­lontanò, lacrime di pentimento sgorgavano dai suoi occhi. S. Teresina aveva ottenuto dal Sangue di Gesù il cielo per quel povero peccatore. Quando sentiamo l’aridità nel nostro cuore e ci accorgiamo che tarda a venire il pentimento delle nostre colpe, pensiamo al Sangue di Gesù: esso ha la potenza di intenerire anche i cuori più duri.


PROPOSITO:

Farò spesso l’offerta del Sangue di Gesù all’Eterno Padre in ripa­razione dei miei peccati e di quelli che si commettono in tutto il mondo.


GIACULATORIA:

Cuore di Gesù, confortato nella tua agonia da un Angelo, confortami nella mia agonia.

Per approfondimenti:
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MESE AL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU’: 26 Luglio

MESE AL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU’

luglio

26 luglio – AMIAMOCI NEL SANGUE DI GESÙ

«Amatevi l’un l’altro, come io vi ho amato». È questa la divisa del vero cristia­no: l’amore scambievole con il prossimo. «In questo conosceranno che siete miei di­scepoli, se vi amerete l’un l’altro». Quando si pensa che ogni uomo ha un’anima immortale e che per ogni ani­ma Gesù ha versato il suo Sangue; quando si pensa che, per effetto della Re­denzione, ognuno di noi fa parte della grande famiglia di Cristo, nel quale tutti siamo fratelli, è inconcepibile come ci si possa odiare l’un l’altro. Chi odia è omi­cida, perché uccide il prossimo nel suo cuore. «Guardate come si amano», diceva­no i pagani, ammirando i primi cristiani. Oggi direbbero: «Guardate come si odiano», se vedessero noi. Riflettiamo che quando si rompe la co­munione col proprio simile, si rompe anche la nostra comunione con Cristo e perciò si arreca un grave danno alla nostra anima. Lasciamo scorrere nelle nostre ve­ne, infettate dall’odio, il Sangue pacifi­catore dell’Agnello e rinascerà quell’amo­re che confisse Cristo alla croce, perché ebbe pietà di noi, suoi fratelli. Fortificati da quel Sangue, anche se avremo peccato contro il nostro fratello, sapremo chieder­gli perdono e sapremo a nostra volta per­donare, se siamo stati offesi. Solo così potremo anche noi sperare nel perdono e nell’amore di Cristo.

ESEMPIO:

A S. Giovanni Gualberto, nobile fio­rentino e valentissimo nelle armi, fu ucciso il fratello Ugo, a causa delle lotte, che allora straziavano tra di loro le famiglie più potenti. Giovanni giurò vendetta e ricercava attivamente l’uccisore per sop­primerlo. Era il mattino del Venerdì Santo del 1003, quando lo incontrò, faccia a faccia, in un vicolo della città. Immediatamente gli si gettò addosso per ucciderlo. Quel disgraziato, impossibilitato a difendersi, non poté fare altro che chiedergli perdono e pietà in nome di Gesù crocifisso. Giovanni, con sforzo sovrumano rinfo­derò la spada, abbracciò il suo nemico e gli disse: «Sì, solo per Lui, per Gesù Cro­cifisso ti perdono!» Con l’animo in tu­multo entrò in chiesa e si inginocchiò ai piedi del Crocifisso ed ebbe la gioia di vedere quel capo coronato di spine muo­versi e chinarsi verso di lui. Allora il fiero cavaliere gettò via la spada, si ritirò a Val­lombrosa e fondò l’Ordine dei Monaci Vallombrosani. Perdonare ad un nostro nemico è l’atto più eroico che si possa compiere e la vittoria più grande che si possa ottenere sul proprio orgoglio. Se si perdona per amore di Gesù, egli chinerà su di noi il suo sguardo per dirci che anche i nostri peccati sono stati perdonati.


PROPOSITO:

Per amore di Gesù per­dona i tuoi nemici e chiedi perdono a chi hai recato offesa.


GIACULATORIA:

O Sangue Prezio­sissimo di Gesù, ti offro all’Eterno Padre, non solo per i miei amici ma specialmente per i miei nemici.

Per approfondimenti:
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26 luglio: S. Anna e S. Gioacchino

S. Anna e S. Gioacchino

Innamorati di Maria

anna e gioachinoAnna e Gioacchino sono i genitori della Vergine Maria. Gioacchino è un pastore e abita a Gerusalemme, anziano sacerdote è sposato con Anna. I due non avevano figli ed erano una coppia avanti con gli anni. Un giorno mentre Gioacchino è al lavoro nei campi, gli appare un angelo, per annunciargli la nascita di un figlio ed anche Anna ha la stessa visione. Chiamano la loro bambina Maria, che vuol dire «amata da Dio». Gioacchino porta di nuovo al tempio i suoi doni: insieme con la bimba dieci agnelli, dodici vitelli e cento capretti senza macchia. Più tardi Maria è condotta al tempio per essere educata secondo la legge di Mosè. Sant’Anna è invocata come protettrice delle donne incinte, che a lei si rivolgono per ottenere da Dio tre grandi favori: un parto felice, un figlio sano e latte sufficiente per poterlo allevare. È patrona di molti mestieri legati alle sue funzioni di madre, tra cui i lavandai e le ricamatrici.

Etimologia: Anna = grazia, la benefica, dall’ebraico

Emblema: Libro

Martirologio Romano: Memoria dei santi Gioacchino e Anna, genitori dell’immacolata Vergine Maria Madre di Dio, i cui nomi sono conservati da antica tradizione cristia

Nonostante che di s. Anna ci siano poche notizie e per giunta provenienti non da testi ufficiali e canonici, il suo culto è estremamente diffuso sia in Oriente che in Occidente. Quasi ogni città ha una chiesa a lei dedicata, Caserta la considera sua celeste Patrona, il nome di Anna si ripete nelle intestazioni di strade, rioni di città, cliniche e altri luoghi; alcuni Comuni portano il suo nome. La madre della Vergine, è titolare di svariati patronati quasi tutti legati a Maria; poiché portò nel suo grembo la speranza del mondo, il suo mantello è verde, per questo in Bretagna dove le sono devotissimi, è invocata per la raccolta del fieno; poiché custodì Maria come gioiello in uno scrigno, è patrona di orefici e bottai; protegge i minatori, falegnami, carpentieri, ebanisti e tornitori. Perché insegnò alla Vergine a pulire la casa, a cucire, tessere, è patrona dei fabbricanti di scope, dei tessitori, dei sarti, fabbricanti e commercianti di tele per la casa e biancheria. È soprattutto patrona delle madri di famiglia, delle vedove, delle partorienti, è invocata nei parti difficili e contro la sterilità coniugale. Il nome di Anna deriva dall’ebraico Hannah (grazia) e non è ricordata nei Vangeli canonici; ne parlano invece i vangeli apocrifi della Natività e dell’Infanzia, di cui il più antico è il cosiddetto “Protovangelo di san Giacomo”, scritto non oltre la metà del II secolo. Questi scritti benché non siano stati accettati formalmente dalla Chiesa e contengono anche delle eresie, hanno in definitiva influito sulla devozione e nella liturgia, perché alcune notizie riportate sono ritenute autentiche e in sintonia con la tradizione, come la Presentazione di Maria al tempio e l’Assunzione al cielo, come il nome del centurione Longino che colpì Gesù con la lancia, la storia della Veronica, ecc. Il “Protovangelo di san Giacomo” narra che Gioacchino, sposo di Anna, era un uomo pio e molto ricco e abitava vicino Gerusalemme, nei pressi della fonte Piscina Probatica; un giorno mentre stava portando le sue abbondanti offerte al Tempio come faceva ogni anno, il gran sacerdote Ruben lo fermò dicendogli: “Tu non hai il diritto di farlo per primo, perché non hai generato prole”. Gioacchino ed Anna erano sposi che si amavano veramente, ma non avevano figli e ormai data l’età non ne avrebbero più avuti; secondo la mentalità ebraica del tempo, il gran sacerdote scorgeva la maledizione divina su di loro, perciò erano sterili. L’anziano ricco pastore, per l’amore che portava alla sua sposa, non voleva trovarsi un’altra donna per avere un figlio; pertanto addolorato dalle parole del gran sacerdote si recò nell’archivio delle dodici tribù di Israele per verificare se quel che diceva Ruben fosse vero e una volta constatato che tutti gli uomini pii ed osservanti avevano avuto figli, sconvolto non ebbe il coraggio di tornare a casa e si ritirò in una sua terra di montagna e per quaranta giorni e quaranta notti supplicò l’aiuto di Dio fra lacrime, preghiere e digiuni. Anche Anna soffriva per questa sterilità, a ciò si aggiunse la sofferenza per questa ‘fuga’ del marito; quindi si mise in intensa preghiera chiedendo a Dio di esaudire la loro implorazione di avere un figlio. Durante la preghiera le apparve un angelo che le annunciò: “Anna, Anna, il Signore ha ascoltato la tua preghiera e tu concepirai e partorirai e si parlerà della tua prole in tutto il mondo”. Così avvenne e dopo alcuni mesi Anna partorì.

Gioacchino portò di nuovo al tempio con la bimba, i suoi doni: dieci agnelli, dodici vitelli e cento capretti senza macchia. L’iconografia orientale mette in risalto rendendolo celebre, l’incontro alla porta della città, di Anna e Gioacchino che ritorna dalla montagna, noto come “l’incontro alla porta aurea” di Gerusalemme; aurea perché dorata, di cui tuttavia non ci sono notizie storiche. I pii genitori, grati a Dio del dono ricevuto, crebbero con amore la piccola Maria, che a tre anni fu condotta al Tempio di Gerusalemme, per essere consacrata al servizio del tempio stesso, secondo la promessa fatta da entrambi, quando implorarono la grazia di un figlio. Dopo i tre anni Gioacchino non compare più nei testi, mentre invece Anna viene ancora menzionata in altri vangeli apocrifi successivi, che dicono visse fino all’età di ottanta anni, inoltre si dice che Anna rimasta vedova si sposò altre due volte, avendo due figli la cui progenie è considerata, soprattutto nei paesi di lingua tedesca, come la “Santa Parentela” di Gesù. Il culto di Gioacchino e di Anna si diffuse prima in Oriente e poi in Occidente (anche a seguito delle numerose reliquie portate dalle Crociate); la prima manifestazione del culto in Oriente, risale al tempo di Giustiniano, che fece costruire nel 550 ca. a Costantinopoli una chiesa in onore di s. Anna. Il suo culto cominciò verso il X secolo a Napoli e poi man mano estendendosi in altre località, fino a raggiungere la massima diffusione nel XV secolo, al punto che papa Gregorio XIII (1502-1585), decise nel 1584 di inserire la celebrazione di s. Anna nel Messale Romano, estendendola a tutta la Chiesa; ma il suo culto fu più intenso nei Paesi dell’Europa Settentrionale anche grazie al libro di Giovanni Trithemius “Tractatus de laudibus sanctissimae Annae” (Magonza, 1494). Gioacchino fu lasciato discretamente in disparte per lunghi secoli e poi inserito nelle celebrazioni in data diversa; Anna il 25 luglio dai Greci in Oriente e il 26 luglio dai Latini in Occidente, Gioacchino dal 1584 venne ricordato prima il 20 marzo, poi nel 1788 alla domenica dell’ottava dell’Assunta, nel 1913 si stabilì il 16 agosto, fino a ricongiungersi nel nuovo calendario liturgico, alla sua consorte il 26 luglio. Artisti di tutti i tempi hanno raffigurato Anna quasi sempre in gruppo, come Anna, Gioacchino e la piccola Maria oppure seduta su una alta sedia come un’antica matrona con Maria bambina accanto, o ancora nella posa ‘trinitaria’ cioè con la Madonna e con Gesù bambino, così da indicare le tre generazioni presenti. Dice Gesù nel Vangelo “Dai frutti conoscerete la pianta” e noi conosciamo il fiore e il frutto derivato dalla annosa pianta: la Vergine, Immacolata fin dal concepimento, colei che preservata dal peccato originale doveva diventare il tabernacolo vivente del Dio fatto uomo. Dalla santità del frutto, cioè di Maria, deduciamo la santità dei suoi genitori Anna e Gioacchino.
Autore:

Antonio Borrelli www.santiebeati.it

Preghiera a S. Anna rivelata a S. Brigida.

Nelle Rivelazioni di S. Brigida (l. VI, e. 104) si legge che la Santa ebbe in dono dall’Abate di S. Paolo fuori mura di Roma una reliquia del Braccio di S. Anna che conservasi colà nella ricca cappella delle Reliquie. Ora mentre essa pensava al modo di collocare tali Reliquie della Santa Avola di Gesù per custodirle ed onorarle nel modo più degno, le apparve S. Anna stessa che le disse: « Io sono Anna, la Patrona di tutti i coniugati che furono prima delle legge di grazia; e sono la Madre di tutti i coniugati cristiani, perchè Dio volle prendere carne dalla mia discendenza, e perciò tu, figlia mia, invocherai il Signore con.questa preghiera:

Sii benedetto, o Gesù, Figlio di Dio e della Vergine, che ti degna­sti eleggerti per Madre Colei che fu il frutto del sacro coniugio di Anna e Gioacchino; per le preghiere di entrambi abbi pietà di tutti coloro che vivono nello stato coniugale, affinchè si accre­sca il numero dei glorificatori di Dio. Così sia.

 

PREGHIERA A SANT’ANNA PER LA PROTEZIONE DEI FIGLI

Gloriosa Sant’Anna, protettrice delle famiglie cristiane, a te a do i miei figli. So che li ho ricevuti da Dio e che a Dio appartengono. Pertanto ti prego di concedermi la grazia di accettare ciò che la Divina Provvidenza ha disposto per loro. Benedicili, o misericordiosa Sant’Anna e mettili sotto la tua protezione. Non ti chiedo per loro privilegi eccezionali. Solamente desidero consacrarti le loro anime e i loro corpi, affinché tu ci possa preservare da ogni male. A te affido le loro necessità temporali e la loro salvezza eterna. Imprimi nei loro cuori, o mia buona Sant’Anna, l’orrore del peccato, allontanali dal vizio, preservali dalla corruzione, conserva nelle loro anime la Fede, la rettitudine e i sentimenti cristiani ed insegna loro ad amare Dio sopra ogni cosa, come lo hai insegnato alla tua purissima Figlia, l’immacolata Vergine Maria. Sant’Anna, tu che sei stata specchio di pazienza, concedimi la virtù di affrontare con pazienza e amore le difficoltà che si presentano nell’educazione dei miei figli. Per loro e per me, chiedo la tua benedizione, o madre celeste piena di bontà. Che ti onoriamo sempre, come Gesù e Maria, che viviamo conformemente alla volontà di Dio e che dopo questa vita incontriamo la beatitudine nell’altra, riunendoci a te nella gloria per tutta l’eternità Così sia.

PREGHIERA A S. ANNA
per ottenere qualunque grazia

Prostrato ai piedi del tuo trono o grande e gloriosa S. Anna, vengo ad umiliarti la mia fervida prece, la preghiera del cuore; accoglila benigna rendimi grazie, prega per me.

La terra è veramente la valle del pianto – il cammino della vita è se­minato di spine – il cuore in tempe­sta sente forte i colpi del dolore – aiutami Tu, esaudiscimi Tu. O Ma­dre cara prega per me.

Stanco di piangere, senza una parola di conforto e di speranza; oppresso sotto il peso delle tribo­lazioni solo in Te, che ben intendi il dolore di un’anima, ripongo dopo Dio e la Vergine la speranza mia. O madre cara prega per me.

I miei peccati furon causa di farmi perdere la pace del cuore – l’incertezza del perdono mi rende più triste la vita – impetrami Tu la misericordia divina, l’amore a Ge­sù, la protezione della Figlia Tua O madre S. Anna prega per me.

Guarda la casa mia, la famiglia mia – Vedi quante disgrazie mi op­primono quante tribolazioni mi sono d’intorno… O Madre cara Ti chiedo la pace e la provvidenza, la pace dell’anima soprattutto. Prega per me.

Ed ora che ho bisogno di grazie non mi abbandonare Tu che sei po­tente presso il trono di Dio. Allon­tana da me la tristezza e la deso­lazione, i pericoli, i flagelli del Si­gnore. Benedici e salva l’anima mia; fa che in vita e in morte io Ti chiami e Ti senta vicina. Prega per me, o dolce consolatrice degli af­flitti. Fa che un giorno sia ai Tuoi piedi nel santo Paradiso. Così sia. Pater, Ave, Gloria.

PREGHIERA A S. ANNA

O benedetta fra le madri, gloriosa Sant’Anna, che aveste per figlia a voi sogget­ta ed obbediente la Madre di Dio, ammiro l’al­tezza della vostra elezione e le grazie di cui vi adornò l’Altissimo!

Mi unisco a Maria Santissima sempre Vergine nell’onorarvi, nel­l’amarvi, nell’affidarmi alla vostra tutela.

A Gesù, a Maria e a Voi, consacro tutta la mia vita come un’umile offerta della mia devozione.

Voi ottenetemi la grazia di essere degno del Paradiso. Così sia.

3 Gloria al Padre…

Sant’Anna prega per noi

PREGHIERA A SAN GIOACCHINO

O grande e glorioso Patriarca San Gioacchino, quanto sono felice pensando che fosti eletto, fra tutti i Santi a cooperare ai divini misteri e ad arricchire il mondo della Madre di Dio, Maria Santissima!

Per questo singolare privilegio divenisti potentissimo presso la Madre ed il Figlio, per ottenerci le grazie necessarie.

Con tale fiducia ricorro alla tua protezione e Ti raccomando tutte le necessità mie e della mia famiglia, spirituali e temporali; Ti raccomando inoltre, la grazia particolare che desidero e che attendo dalla tua paterna intercessione.

E poiché fosti modello perfetto di vita interiore, ottienimi il raccoglimento e il distacco da tutti i beni passeggeri di questa terra e un amore vivo e perseverante a Gesù e a Maria.

Ti prego di implorare per me all’Eterno Padre, devozione ed obbedienza sincera alla santa Chiesa e al Sommo Pontefice che la governa e ti prego di chiedere al Signore che io possa vivere e morire nella fede, speranza e carità perfetta, invocando i nomi santissimi di Gesù e di Maria, e salvarmi. Amen.

3 Gloria al Padre…

San Gioacchino, felice padre della Madre di Dio prega per noi.

Giaculatorie a S. Anna.

O Madre di Maria Arda ognor per Gesù l’anima mia.

O Madre di Maria benedite dal ciel l’anima mia

O Madre di Maria si rallegra con voi l’anima mia

O Madre di Maria dirigete a Gesù l’anima mia

O Madre di Maria riempite di Gesù l’anima mia

O Madre di Maria proteggete dal ciel l’anima mia

O Madre di Maria illuminate dal ciel l’anima mia

O Madre di Maria ornate di virtù l’anima mia

O Madre di Maria consolate dal ciel l’anima mia

O Madre di Maria viva sempre Gesù nell’anima mia

O Madre di Maria imiti i vostri esempi l’anima mia

O Madre di Maria zeli di voi l’onor l’anima mia

O Madre di Maria esaudite dal ciel l’anima mia

O Madre di Maria beata sia con Voi quest’anima mia

O Madre di Maria mirate con pietà l’anima mia

O Madre di Maria lodi con Voi Gesù l’anima mia.

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Messaggio di Medjugorje: 25 luglio 2021

Messaggio di Medjugorje

 

Mamma Celeste IdM
25 luglio 2021
“Cari figli! Vi invito ad essere preghiera per tutti coloro che non pregano. Testimoniate, figlioli, con le vostre vite la gioia di essere miei e Dio esaudirà le vostre preghiere e vi darà la pace in questo mondo inquieto dove l’orgoglio e l’egoismo regnano. Figlioli, voi siate generosi e amore del mio amore affinché i pagani sentano che siete miei e che si convertano al mio Cuore Immacolato. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. ”
July 25th 2021
“Dear children! I am calling you to be prayer for all those who do not pray. Little children, witness with your lives the joy that you are mine and God will heed your prayers and give you peace in this peaceless world where pride and selfishness reign. Little children, you be generous and be the love of my love, so that pagans can feel that you are mine and convert to my Immaculate Heart. Thank you for having responded to my call.”

MESE AL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU’: 25 Luglio

MESE AL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU’

luglio

25 luglio – DIAMO IL NOSTRO SANGUE A CRISTO

«Nella misura che avrete partecipato alle sofferenze di Cristo, rallegratevi, per­ché quando la sua gloria sarà manifestata, voi sarete nell’allegrezza» (S. Pietro). S. Paolo poi dice che le nostre sofferenze sono il completamento di ciò che manca alla Passione di Gesù. È proprio nel dolore che si riconosce il vero cristiano. L’uomo tiepido o incredu­lo, si dispera, maledice, impreca; il cri­stiano invece è addirittura lieto di poter soffrire qualcosa per Colui, che tanto ha sofferto per noi e gode di poter offrire a Dio i propri dolori a beneficio del Corpo Mistico, al quale ogni cristiano appartie­ne. Perciò i discepoli del Signore, quando erano perseguitati, andavano pieni di gaudio, perché erano stati fatti degni di contumelie per il nome di Cristo. Diamo anche noi il nostro sangue a Cristo! Dobbiamo forse andare in cerca di carnefici? No, non è necessario. Ma quan­do a Dio piacerà visitarci con la sofferenza e sapremo ringraziarlo allora gli offriremo il nostro sangue. La Chiesa ha sempre cir­condato di particolare amore i sofferenti, perché sa che essi hanno una grande ric­chezza da offrire a Cristo: le loro pene. Sono milioni le anime che soffrono, un esercito di veri martiri volontari, sui quali la Chiesa conta come sul pilastro più saldo della sua forza. Gli ospedali, i lebbrosari, gli orfanotrofi, tutti i tuguri e i giacigli, dove si soffre, formano il tesoro più gran­de della Chiesa; lì si posa lo sguardo di Dio e si placa il suo sdegno per i crimini dell’umanità.

ESEMPIO:

Nei primi decenni del nostro secolo il Messico fu oppresso da un regime di ter­rore e dispotismo e la Chiesa accanita­mente perseguitata. Centinaia furono gli episodi di eroismo dei cattolici, senza di­stinzione di età, sesso o condizione socia­le: fanciulle, donne, uomini semplici, lai­ci, sacerdoti affollarono le carceri e diede­ro coraggiosamente il sangue per la fede cristiana. Nella cittadina di Falisco fu arrestato Fiorentino Alvarez, giovane di 18 anni, e gli fu imposto di gridare pubblicamente: «Abbasso Gesù Cristo!». Rispose con fer­mezza: «Sono cattolico, non posso e non voglio». «Sei dunque un rivoluzionario, nemico dello Stato e sarai fucilato». «No, rispose il giovane, sono soltanto cattolico ed amo la mia patria». Lo legarono dietro un camion e lo tra­scinarono velocemente per le vie ferman­dosi dinanzi alla sua casa. La madre, stra­ziata alla vista del figlio insanguinato, lo strinse al petto e gli disse: «Figlio mio sai quanto ti amo e quanto soffro nel vederti in questo stato, però ti dico: Sii forte, non rinnegare Cristo, la fede è più preziosa della vita». I soldati, inviperiti, si diedero a per­cuotere madre e figlio, ma essi ad ogni percossa gridavano più forte: «Viva Cristo Re!», finché il giovane spirò fra le braccia della madre. Sulla terra il nome di Fiorentino Alva­rez è stato scritto a caratteri d’oro nel Martirologio della Chiesa messicana; in cielo Dio lo ha accolto nella fulgida schie­ra dei suoi martiri. Quale esempio per tanti giovani di oggi che non solo si vergognano di essere cri­stiani ma addirittura lottano contro la Chiesa, sposa del Sangue di Cristo!


PROPOSITO:

Nei tuoi dolori ringrazia e benedici il Signore, che ti rende degno di soffrire qualcosa per Lui.


GIACULATORIA:

O Gesù, accetta tutte le mie pene; te le offro in unione col tuo Prezioso Sangue!

Per approfondimenti:
http://www.innamorati-di-maria.it/dedicazione_luglio.htm

MESE AL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU’: 23 Luglio

MESE AL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU’

luglio

23 luglio – IL SANGUE DELLA PACE

La pace è l’aspirazione più ardente dei popoli, perciò Gesù, venendo al mondo, la recò in dono agli uomini di buona vo­lontà ed Egli stesso si fece chiamare: Prin­cipe della pace, Re pacifico e mansueto, che pacificò col Sangue della sua croce sia le cose che sono sulla terra, sia quelle che sono nei cieli. Dopo la Resurrezione apparve ai suoi discepoli e li salutò: «La pace sia con voi». Ma per dimostrare a che prezzo ci aveva ottenuto la pace, mostrò le sue ferite an­cora sanguinanti. Gesù ci ha ottenuto la pace col suo Sangue: La pace di Cristo nel Sangue di Cristo! Non vi può essere vera pace, dunque, lontano da Cristo. Sulla ter­ra, o scorre pacificamente il suo Sangue o quello degli uomini in lotte fratricide. La storia umana è un susseguirsi di guerre sanguinose. Invano Dio, nei perio­di più tormentati, mosso a pietà, ha man­dato i grandi apostoli della pace e della carità per ricordare agli uomini che, es­sendo stato ucciso Cristo, bastava il suo Sangue e non era necessario spargere quello umano. Essi non sono stati ascolta­ti, ma perseguitati e spesso uccisi. È terribile la condanna di Dio contro chi versa il sangue del proprio simile: «Chiunque versa il sangue umano, sarà versato il sangue di lui, perché l’uomo è fatto ad immagine di Dio» (Deut.) Cessi­no, perciò, gli odi e le guerre, stringiamoci intorno alla Croce, vessillo di pace, invo­chiamo l’avvento del Regno di Cristo in tutti i cuori e sorgerà un’era intramonta­bile di tranquillità e di benessere.

ESEMPIO:

Nel 1921 a Pisa per motivi politici, av­venne un grave fatto di sangue. Un giova­ne fu trucidato e la folla, commossa, ne accompagnò il feretro al cimitero. Dietro la bara piangevano i genitori costernati. L’oratore ufficiale concluse così il suo di­scorso: «Davanti al Crocifisso giuriamo di vendicarlo! ». A queste parole si levò a parlare il pa­dre della vittima e, con voce rotta dai sin­ghiozzi, esclamò: «No! mio figlio sia l’ul­tima vittima dell’odio. Pace! Davanti al Crocifisso giuriamo di far la pace tra noi e di amarci».

Sì, pace! Quanti delitti passionali o, così detti, d’onore! Quanti delitti per ra­pine, vili interessi, e vendette! Quanti de­litti nel nome di un’idea politica! La vita umana è sacra e solo Dio, che ce ne ha fatto dono, ha il diritto, quando crede, di chiamarci a Sé. Nessuno s’illuda d’essere in pace con la propria coscienza quando, anche se colpe­vole, riesce a strappare un’assoluzione dai tribunali umani. La vera giustizia, quella che né si sbaglia, né si compra, è quella di Dio.


PROPOSITO:

Mi sforzerò di concorrere alla pacificazione degli animi, evitando di fomentare discordie e rancori.


GIACULATORIA:

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, donaci la pace.

Per approfondimenti:
http://www.innamorati-di-maria.it/dedicazione_luglio.htm