22 ottobre: San Giovanni Paolo II

San Giovanni Paolo II

Innamorati di Maria / IdM-Famiglia / IdM-Buona giornata!



Ioannes Paulus PP. II
Karol Wojtyla
16.X.1978 – 2.IV.2005


Sua Santità Giovanni Paolo II
Breve Biografia

Karol Józef Wojtyla, divenuto Giovanni Paolo II con la sua elezione alla Sede Apostolica il 16 ottobre 1978, nacque a Wadowice, città a 50 km da Kraków (Polonia), il 18 maggio 1920. Era l´ultimo dei tre figli di Karol Wojtyla e di Emilia Kaczorowska, che morì nel 1929. Suo fratello maggiore Edmund, medico, morì nel 1932 e suo padre, sottufficiale dell´esercito, nel 1941. La sorella, Olga, era morta prima che lui nascesse.

Fu battezzato il 20 giugno 1920 nella Chiesa parrocchiale di Wadowice dal sacerdote Franciszek Zak; a 9 anni ricevette la Prima Comunione e a 18 anni il sacramento della Cresima. Terminati gli studi nella scuola superiore Marcin Wadowita di Wadowice, nel 1938 si iscrisse all´Università Jagellónica di Cracovia.

Quando le forze di occupazione naziste chiusero l´Università nel 1939, il giovane Karol lavorò (1940-1944) in una cava ed, in seguito, nella fabbrica chimica Solvay per potersi guadagnare da vivere ed evitare la deportazione in Germania.

A partire dal 1942, sentendosi chiamato al sacerdozio, frequentò i corsi di formazione del seminario maggiore clandestino di Cracovia, diretto dall´Arcivescovo di Cracovia, il Cardinale Adam Stefan Sapieha. Nel contempo, fu uno dei promotori del “Teatro Rapsodico”, anch´esso clandestino.

Dopo la guerra, continuò i suoi studi nel seminario maggiore di Cracovia, nuovamente aperto, e nella Facoltà di Teologia dell´Università Jagellónica, fino alla sua ordinazione sacerdotale avvenuta a Cracovia il 1ÌŠnovembre 1946, per le mani dell´Arcivescovo Sapieha.

Successivamente fu inviato a Roma, dove , sotto la guida del domenicano francese P. Garrigou-Lagrange, conseguì nel 1948 il dottorato in teologia, con una tesi sul tema della fede nelle opere di San Giovanni della Croce (Doctrina de fide apud Sanctum Ioannem a Cruce). In quel periodo, durante le sue vacanze, esercitò il ministero pastorale tra gli emigranti polacchi in Francia, Belgio e Olanda.

Nel 1948 ritornò in Polonia e fu coadiutore dapprima nella parrocchia di Niegowi´c, vicino a Cracovia, e poi in quella di San Floriano, in città. Fu cappellano degli universitari fino al 1951, quando riprese i suoi studi filosofici e teologici. Nel 1953 presentò all´Università cattolica di Lublino la tesi: “Valutazione della possibilità di fondare un’etica cristiana a partire dal sistema etico di Max Scheler”. Più tardi, divenne professore di Teologia Morale ed Etica nel seminario maggiore di Cracovia e nella Facoltà di Teologia di Lublino.

Il 4 luglio 1958, il Papa Pio XII lo nominò Vescovo titolare di Ombi e Ausiliare di Cracovia. Ricevette l´ordinazione episcopale il 28 settembre 1958 nella cattedrale del Wawel (Cracovia), dalle mani dell´Arcivescovo Eugeniusz Baziak.

Il 13 gennaio 1964 fu nominato Arcivescovo di Cracovia da Papa Paolo VI, che lo creò e pubblicò Cardinale nel Concistoro del 26 giugno 1967, del Titolo di S. Cesareo in Palatio, Diaconia elevata pro illa vice a Titolo Presbiterale.

Partecipò al Concilio Vaticano II (1962-1965) con un contributo importante nell´elaborazione della costituzione Gaudium et spes. Il Cardinale Wojtyla prese parte anche alle 5 assemblee del Sinodo dei Vescovi anteriori al suo Pontificato.

I Cardinali, riuniti in Conclave, lo elessero Papa il 16 ottobre 1978. Prese il nome di Giovanni Paolo II e il 22 ottobre iniziò solennemente il ministero Petrino, quale 263° successore dell´Apostolo. Il suo pontificato è stato uno dei più lunghi della storia della Chiesa ed è durato quasi 27 anni.

Giovanni Paolo II ha esercitato il suo ministero con instancabile spirito missionario, dedicando tutte le sue energie sospinto dalla sollecitudine pastorale per tutte le Chiese e dalla carità aperta all´umanità intera. I suoi viaggi apostolici nel mondo sono stati 104. In Italia ha compiuto 146 visite pastorali. Come Vescovo di Roma, ha visitato 317 parrocchie (su un totale di 333).

Più di ogni Predecessore ha incontrato il Popolo di Dio e i Responsabili delle Nazioni: alle Udienze Generali del mercoledì (1166 nel corso del Pontificato) hanno partecipato più di 17 milioni e 600 mila pellegrini, senza contare tutte le altre udienze speciali e le cerimonie religiose [più di 8 milioni di pellegrini solo nel corso del Grande Giubileo dell´anno 2000], nonché i milioni di fedeli incontrati nel corso delle visite pastorali in Italia e nel mondo. Numerose anche le personalità governative ricevute in udienza: basti ricordare le 38 visite ufficiali e le altre 738 udienze o incontri con Capi di Stato, come pure le 246 udienze e incontri con Primi Ministri.

Il suo amore per i giovani lo ha spinto ad iniziare, nel 1985, le Giornate Mondiali della Gioventù. Le 19 edizioni della GMG che si sono tenute nel corso del suo Pontificato hanno visto riuniti milioni di giovani in varie parti del mondo. Allo stesso modo la sua attenzione per la famiglia si è espressa con gli Incontri mondiali delle Famiglie da lui iniziati a partire dal 1994.

Giovanni Paolo II ha promosso con successo il dialogo con gli ebrei e con i rappresentati delle altre religioni, convocandoli in diversi Incontri di Preghiera per la Pace, specialmente in Assisi.

Sotto la sua guida la Chiesa si è avvicinata al terzo millennio e ha celebrato il Grande Giubileo del 2000, secondo le linee indicate con la Lettera apostolica Tertio millennio adveniente. Essa poi si è affacciata al nuovo evo, ricevendone indicazioni nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte, nella quale si mostrava ai fedeli il cammino del tempo futuro.

Con l´Anno della Redenzione, l´Anno Mariano e l´Anno dell´Eucaristia, Giovanni Paolo II ha promosso il rinnovamento spirituale della Chiesa.

Ha dato un impulso straordinario alle canonizzazioni e beatificazioni, per mostrare innumerevoli esempi della santità di oggi, che fossero di incitamento agli uomini del nostro tempo: ha celebrato 147 cerimonie di beatificazione – nelle quali ha proclamato 1338 beati – e 51 canonizzazioni, per un totale di 482 santi. Ha proclamato Dottore della Chiesa santa Teresa di Gesù Bambino.

Ha notevolmente allargato il Collegio dei Cardinali, creandone 231 in 9 Concistori (più 1 in pectore, che però non è stato pubblicato prima della sua morte). Ha convocato anche 6 riunioni plenarie del Collegio Cardinalizio.

Ha presieduto 15 assemblee del Sinodo dei Vescovi: 6 generali ordinarie (1980, 1983, 1987, 1990; 1994 e 2001), 1 assemblea generale straordinaria (1985) e 8 assemblee speciali (1980, 1991, 1994, 1995, 1997, 1998 [2] e 1999).

Tra i suoi documenti principali si annoverano 14 Lettere encicliche, 15 Esortazioni apostoliche, 11 Costituzioni apostoliche e 45 Lettere apostoliche.

Ha promulgato il Catechismo della Chiesa cattolica, alla luce della Tradizione, autorevolmente interpretata dal Concilio Vaticano II. Ha riformato i Codici di diritto Canonico Occidentale e Orientale, ha creato nuove Istituzioni e riordinato la Curia Romana.

A Papa Giovanni Paolo II, come privato Dottore, si ascrivono anche 5 libri: “Varcare la soglia della speranza” (ottobre 1994); “Dono e mistero: nel cinquantesimo anniversario del mio sacerdozio” (novembre 1996); “Trittico romano”, meditazioni in forma di poesia (marzo 2003); “Alzatevi, andiamo!” (maggio 2004) e “Memoria e Identità” (febbraio 2005).

Giovanni Paolo II è morto in Vaticano il 2 aprile 2005, alle ore 21.37, mentre volgeva al termine il sabato e si era già entrati nel giorno del Signore, Ottava di Pasqua e Domenica della Divina Misericordia.

Da quella sera e fino all´8 aprile, quando hanno avuto luogo le Esequie del defunto Pontefice, più di tre milioni di pellegrini sono confluiti a Roma per rendere omaggio alla salma del Papa, attendendo in fila anche fino a 24 ore per poter accedere alla Basilica di San Pietro.

Il 28 aprile successivo, il Santo Padre Benedetto XVI ha concesso la dispensa dal tempo di cinque anni di attesa dopo la morte, per l´inizio della Causa di beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo II. La Causa è stata aperta ufficialmente il 28 giugno 2005 dal Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale per la diocesi di Roma. Il 1° maggio 2011 il Venerabile Papa Giovanni Paolo II viene poclamato Beato da Benedetto XVI e il 27 aprile 2014 proclamato Santo da Francesco.

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Preghiera per implorare Grazie per intercessione
di San Giovanni Paolo II

O Trinità Santa,

ti ringraziamo per aver donato alla Chiesa il Papa Giovanni Paolo II

e per aver fatto risplendere in lui la tenerezza della tua paternità,

la gloria della Croce di Cristo e lo splendore dello Spirito d’amore.

Egli, confidando totalmente nella tua infinita misericordia

e nella materna intercessione di Maria

ci ha dato un’immagine viva di Gesù Buon Pastore,

e ci ha indicato la santità come misura alta della vita cristiana ordinaria

quale strada per raggiungere la comunione eterna con te.

Concedici, per sua intercessione, secondo la tua volontà,

la grazia che imploriamo.

Amen.

con approvazione ecclesiastica

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BEATA VERGINE MARIA DELLA PROVVIDENZA: Terzo sabato di Ottobre (celebrazione mobile)

 

BEATA VERGINE MARIA DELLA PROVVIDENZA

terzo sabato di Ottobre (celebrazione mobile)

                                                                                                                              IdM-Buona giornata!

provvidenza

La devozione alla Madonna della divina Provvidenza risale al 1732, quando il popolo romano cominciò a venerarne la bella effigie nella chiesa di San Carlo ai Catinari. Nel 1744 Benedetto XIV (+ 1758) concesse alla Congregazione dei Chierici Regolari di San Paolo (Barnabiti) una messa della beata Vergine Maria, “madre della divina Provvidenza” e l’istituzione di una confraternita. Da allora, numerosi pontefici, da Pio VII a Giovanni Paolo II, hanno voluto recare personalmente alla Madonna della Provvidenza l’omaggio della loro pietà. È noto poi che numerosi Santi e Beati hanno messo sotto la sua protezione molte opere di beneficenza.

Patronato: Macchia di Giarre e Zafferana Etnea (Catania); Corpo di Commissariato dell’Eserc

Etimologia: Provvidenza = assistenza benevola di Dio a favore delle creature; Maria = amata

Sotto questo titolo si onora la missione che Dio, la cui provvidenza tutto dispone secondo un disegno di amore, affidò alla beata Vergine affinché fosse: – benignissima Madre di Cristo; per la provvidenza divina che si è dispiegata nell’economia della salvezza, la beata Vergine Maria ha generato il Salvatore del mondo; – provvida madre degli uomini, che Cristo Gesù le ha affidato dalla croce; – dispensatrice di grazia; colei che a Cana di Galilea pregò il Figlio in favore degli sposi, ora, assisa alla destra del Figlio, veglia sulla Chiesa che lotta, che soffre, che spera. La beata Vergine è chiamata “madre della divina Provvidenza”, perché da Dio ci è stata data come premurosa madre, che ci procura con la sua intercessione i beni del cielo. Come Dio non può dimenticarsi del suo popolo e che proprio come una madre lo consola, così la Madonna ha compassione di noi, intercede per noi, ci ricolma di consolazione.
I fedeli sorretti dal patrocinio di una Madre così sublime, trovano grazia e sono aiutati al momento opportuno e cercando, secondo il comando del Signore, anzitutto il regno di Dio e la sua giustizia, sperimentano in ogni circostanza della vita la provvidenza del Padre.

Il 31 maggio 1986, con Decreto dell’Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia, confermato dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti in data 19 luglio 1989, la Beata Vergine Maria della Divina Provvidenza è stata dichiarata Patrona presso Dio del Corpo di Commissariato dell’Esercito Italiano.

Fonte: Parrocchia Macchia di Giarre (CT)

PREGHIAMO:

 

Maria,
Vergine Immacolata e Madre della Divina Provvidenza,
mantieni la mia anima con la pienezza della tua grazia.
Governa la mia vita
e dirigila sulla via della virtù,
fa’ che io possa compiere la volontà divina.
Ottieni per me
il perdono e la remissione di tutti i miei peccati.
Sii il mio rifugio, la mia protezione, la mia difesa, e la mia guida
nel mio pellegrinaggio attraverso il mondo.
Confortami in mezzo alle prove.
Conducimi sicuro attraverso ogni pericolo.
Dammi la tua protezione sicura nelle tempeste dell’afflizione.

 

Maria,
Rinnova il mio cuore spiritualmente,
così che possa diventare un luogo sacro di abitazione
per il tuodivin Figlio Gesù.
Tieni lontano da me ogni genere di peccato,
negligenza, imprudenza, la codardia e il rispetto umano.
Tu sei la Madre della Provvidenza
e la Vergine del perdono.
Siete la mia speranza sulla terra.
Fa’ che io possa avere te come mia madre
nella gloria del cielo.

 

18 ottobre: San Luca Evangelista

San Luca Evangelista

IdM-Buona giornata!

San Luca, Evangelista, secondo la tradizione nacque ad Antiochia da famiglia pagana e medico di professione e si convertì alla fede in Cristo. Divenuto compagno di san Paolo Apostolo, sistemò con cura nel Vangelo tutte le opere e gli insegnamenti di Gesù, divenendo scriba della mansuetudine di Cristo, e narrò negli Atti degli Apostoli gli inizi della vita della Chiesa fino al primo soggiorno di Paolo a Roma.(Martirologio Romano)
La benignità del Salvatore.

San Paolo, nell’epistola a Tito, ricorda per due volte che è “apparsa sulla terra la benignità e l’umanità di Dio Salvatore”. Ripetè spesso queste parole al discepolo prediletto, san Luca, nelle conversazioni, nei viaggi, nella loro lunga intimità.
Se è difficile stabilire differenze e anche soltanto fare confronti tra i Santi e più ancora fra gli Evangelisti, si può notare che il Vangelo di san Luca ci presenta prima di tutto un Salvatore buono e misericordioso. San Luca era uomo di talento, conosceva in modo mirabile il greco, descriveva e dipingeva con garbo scene e paesaggi e aveva un’anima squisita per bontà e dolcezza che dava al talento un’attrattiva straordinaria.
Il medico.

San Luca aveva fatto studi di medicina e san Paolo lo chiama “medico carissimo”. Nelle narrazioni di guarigioni operate da Gesù rivela la sua qualità di medico sa dissimulare a perfezione quando qualcosa non giova alla buona fama dei medici, come nel caso dell’emorroissa, mentre gli altri evangelisti indugiano sulla incapacità della scienza umana quasi con compiacenza.

Il ritrattista.

L’abilità di narratore e di pittore gli ha fatto attribuire il ritratto della Vergine Maria, ma il ritratto più bello della Madre del Salvatore ce lo dà nel Vangelo e negli Atti e si pensa che egli abbia conosciuti i dettagli sull’infanzia del Signore da Maria stessa o dai suoi confidenti immediati.
Fu pittore eccellente del salvatore Gesù. Nel suo racconto, evitò qualsiasi anche apparente severità per le persone, notò pure appena di passaggio le crudeltà delle quali il Salvatore fu vittima durante la Passione. Si fermò con compiacenza a descrivere a lungo i primi tempi della vita di Gesù, presentandolo sempre con la Madre e parlando spesso della sua preghiera, della sua misericordia per i peccatori, della sua pazienza verso i nemici. Ci ha dato i racconti della donna peccatrice, del buon Samaritano, del figlio prodigo, del buon ladrone, dei discepoli di Emmaus e in tutta la narrazione appare preoccupato ispirarci confidenza nella “benignità e umanità del nostra Salvatore” venuto per salvare “tutti gli uomini”. Egli vuole persuaderci che tutte le miserie umane, fisiche e morali, possono essere guarite dal Salvatore del quale l’Apostolo, i primi discepoli e la Vergine stessa gli hanno parlato; vuole che intendiamo come rivolte a noi le parole di tenerezza di Gesù: “Dico a voi, che siete miei amici… Non temete, piccolo gregge… ” e, leggendo si comprende che lo sguardo di Gesù durante la Passione non si ferma solo su Pietro, ma sopra ciascuno di noi.La mortificazione della croce.Ci attira al Maestro, ma non esita a dirci che per seguirlo ed essere degni di Lui, bisogna prendere la croce, rinunciare totalmente a se stessi, abbandonare le proprie cose. Siccome questo non si fa senza sacrificio, egli ce lo dice con dolcezza, imitando la melodia gregoriana del Communio del Comune dei martiri, che si fa carezzevole, seducente, per portarci a prendere con Gesù la croce ogni giorno.Egli pure prese la sua croce e la Chiesa nell’Orazione della Messa lo loda “per aver portato sempre nel suo corpo la mortificazione della croce, per la gloria di Dio”. Se la Chiesa usa il colore rosso dei martiri, per onorare colui che fra gli Apostoli e gli Evangelisti solo non versò il sangue per Cristo, bisogna che la sua mortificazione sia stata ben meritoria. Fu essa il suo martirio, martirio non di qualche giorno o di qualche ora, ma di tutta la vita, ignoto ai contemporanei, ma noto alla Chiesa che, guidata dallo Spirito Santo lo glorifica oggi nella Liturgia.L’insegnamento.

Per noi c’è un insegnamento. Come san Luca, possiamo e dobbiamo essere martiri. Col battesimo ci siamo impegnati a preferire la morte al peccato mortale e avviene che noi dobbiamo scegliere tra la morte e il peccato. Bisogna allora scegliere senza esitazione, certi della ricompensa che seguirà alla scelta.D’ordinario non possiamo scegliere tra morte e peccato, e la coscienza ci impone soltanto di rinunciare al nostro egoismo e ce lo impone tutti i giorni e, siccome tutti i giorni lo sforzo si rinnova, noi qualche volta cediamo, rinunciando all’amicizia o per lo meno all’intimità divina, conservando nel cuore un poco di amor proprio. Se vi rinunciassimo, ci assicureremmo la gloria che riceve san Luca nella sua eternità beata. La sua intercessione e il suo esempio possano aiutarci a camminare sulle sue orme e su quelle del salvatore e della Madre sua dei quali il Vangelo ci presenta una così seducente figura.VITA. Luca nacque ad Antiochia da famiglia pagana e si convertì verso l’anno 40. A Troade san Paolo lo prese per compagno nel secondo viaggio a Filippi, nel 49. Più tardi Luca si unisce definitivamente all’Apostolo. Dopo la morte di san Paolo, Luca lascia Roma e da allora si perdono le sue tracce.

Luca è tutto bontà e dolcezza e sfrutta il suo talento letterario, scrivendo il suo Vangelo verso il 60 con lo scopo di attirare i gentili verso la bellezza e la misericordia del Signore. Più tardi scrive gli Atti degli Apostoli. Muore, senza versare il sangue per Cristo, ma la Chiesa l’onora come martire, per la mortificazione e le sofferenze sopportate in vita per la causa del Vangelo.

La mortificazione della croce.

Sii benedetto, o Evangelista dei gentili, per aver posto fine alla lunga notte, che ci teneva prigionieri e soffocava i nostri cuori.. Confidente nella Madre di Dio, l’anima tua risente del profumo verginale di queste relazioni e lo riverbera negli scritti e in tutta la vita. Nell’opera grandiosa in cui l’Apostolo delle genti, troppo spesso abbandonato e tradito, ti trovò ugualmente fedele nel momento del naufragio (At 27) e della prigionia (2Tm 4,11) come nei giorni migliori furono tua parte la tenerezza discreta e la silenziosa devozione. Perciò a buon diritto la Chiesa applica a te le parole che Paolo diceva di se stesso: sempre siamo tribolati, esitanti, perseguitati, abbattuti, portando nel nostro corpo la morte di Gesù, questa morte che manifesta senza fine la vita del Signore nella nostra carne mortale (2Cor 4,8-11). Il figlio dell’uomo, che la tua penna ispirata ci fece amare nel suo Vangelo, tu lo riproduci nella sua santità in te stesso.

Il pittore.

Custodisci in noi il frutto dei tuoi molteplici insegnamenti. Se i pittori cristiani ti onorano, se è bene che imparino da te che l’ideale di ogni bellezza risiede nel Figlio e nella Madre sua, vi è tuttavia un’arte, che sorpassa quella delle linee e dei colori: quella che produce in noi la rassomiglianza divina. In questa noi vogliamo eccellere alla tua scuola, perché sappiamo di san Paolo, il tuo maestro, che la conformità di immagine con il Figlio di Dio è l’unico titolo alla predestinazione degli eletti (Rm 8,29).

Il medico.

Proteggi i medici fedeli, che si onorano di camminare suoi tuoi passi e si appoggiano, nel loro ministero di sacrificio e di carità, alla fiducia di cui tu godi presso l’autore della vita. Aiutali nelle cure rivolte a guarire e a sollevare le sofferenze e ispira il loro zelo quando il momento di una temibile morte si approssima.

Purtroppo il mondo richiede la dedizione di chiunque sia in grado, con la preghiera e con l’azione di scongiurare la sua crisi. Quando il figlio dell’uomo ritornerà credete che troverà ancora la fede sulla terra? (Lc 18,8) così parla il Signore nel tuo Vangelo, ma aggiunge che bisogna pregare senza interruzione (ibidem), per la Chiesa dei tempi nostri e di tutti i tempi secondo la parabola della vedova importuna, che finisce per aver ragione del giudice iniquo, che ha in mano la sua causa. Dio non renderà giustizia ai suoi eletti, se continuamente lo supplicheranno? tollererà che siano oppressi senza fine? Io vi dico: li vendicherà con prontezza (ivi, 2-8).

PREGHIERA A SAN LUCA EVANGELISTA

Glorioso S. Luca che, per estendere a tutto il mondo sino alla fine dei secoli, a scienza divina della salute, registraste in apposito libro non solo gli insegnamenti e le gesta del nostro Signore Gesù Cristo, ma ancora i fatti piùmeravigliosi dei suoi Apostoli per la fondazione della Chiesa; ottenete a noi tutti la grazia diconformar sempre la nostra vita a quei santissimi documenti che per impulso particolare dello Spirito Santo, e sotto la sua dettatura, avete dato a tutti ì popoli nei vostri libri divini. Glorioso S. Luca, che per la verginità di cui faceste costantemente professione, meritaste di avere una speciale familiarità colla regina delle vergini, Maria Santissima, che vi erudì personalmente, non solo in ciò che riguarda la sua divina elezione in Vera Madre di Dio, ma ancora in tutti i misteri dell’incarnazione del Verbo, dei suoi primi passi nel mondo, e della privata sua vita; ottenete a noi tutti la grazia di amar anche noi costantemente la bella virtù della purità, per meritarci noi pure quei favori che agli imitatori fedeli delle sue virtù dispensa sempre generosissima la comune avvocata e madre nostra Maria. Gloria.

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15 ottobre: Santa Teresa di Gesù (d’Avila) Vergine e dottore della Chiesa

Santa Teresa di Gesù (d’Avila)

Vergine e dottore della Chiesa

IdM-Buona giornata!

Avila, Spagna, 1515 – Alba de Tormes, 15 ottobre 1582

Nata nel 1515, fu donna di eccezionali talenti di mente e di cuore. Fuggita da casa, entrò a vent’anni nel Carmelo di Avila, in Spagna. Faticò prima di arrivare a quella che lei chiama la sua «conversione», a 39 anni. L’incontro con alcuni direttori spirituali la lanciò a grandi passi verso la perfezione. Nel Carmelo concepì e attuò la riforma che prese il suo nome. Unì alla più alta contemplazione un’intensa attività come riformatrice dell’Ordine carmelitano. Dopo il monastero di San Giuseppe in Avila, con l’autorizzazione del generale dell’Ordine si dedicò ad altre fondazioni ed estese la riforma anche al ramo maschile. Fedele alla Chiesa, nello spirito del Concilio di Trento, contribuì al rinnovamento dell’intera comunità ecclesiale. Morì a Alba de Tormes (Salamanca) nel 1582. Beatificata nel 1614, venne canonizzata nel 1622. Paolo VI, nel 1970, la proclamò Dottore della Chiesa. (Avvenire)

Etimologia: Teresa = cacciatrice, dal greco; oppure donna amabile e forte, dal tedesco

Emblema: Giglio

Martirologio Romano: Memoria di santa Teresa di Gesù, vergine e dottore della Chiesa: entrata ad Ávila in Spagna nell’Ordine Carmelitano e divenuta madre e maestra di una assai stretta osservanza, dispose nel suo cuore un percorso di perfezionamento spirituale sotto l’aspetto di una ascesa per gradi dell’anima a Dio; per la riforma del suo Ordine sostenne molte tribolazioni, che superò sempre con invitto animo; scrisse anche libri pervasi di alta dottrina e carichi della sua profonda esperienza.

Nella sua autobiografia ci sprona:

Vorrei persuadere tutti ad essere devoti di questo glorioso santo. Per la grande esperienza che ho dei beni che ci ottiene da Dio, non ho mai conosciuto una persona che gli sia devota e lo veneri in modo particolare che non abbia poi visto avvantaggiarsi nelle virtù, poiché egli giova moltissimo alle anime che si raccomandano a Lui“.

Qualunque grazia si domanda a San Giuseppe verrà certamente concessa, chi vuol credere faccia la prova affinché si persuada”.

PREGHIERA A SANTA TERESA D’AVILA

O Santa Teresa,
che attraverso la tua costanza nella preghiera raggiungesti le più alte vette della contemplazione
e sei stata additata dalla Chiesa quale maestra di orazione,
ottienici dal Signore la grazia di imparare il tuo stile di preghiera
per poter raggiungere come te quell’intimo rapporto di amicizia con Dio dal quale sappiamo di essere amati.

 

13 ottobre: Maria “Rosa Mistica” e la Santa Comunione Riparatrice

rosamisticamini9 GIUGNO 1966 – LA TERZA APPARIZIONE ALLE FONTANELLE, FESTA DEL “CORPUS DOMINI”

Dal diario di Pierina:

“Oggi è festa del Corpo del Signore. Festa dell’unione! Festa dell’amore!” “Quanto desidererei che questo grano diventasse Pane Eucaristico… in tante Comunioni riparatrici”. (Accennava al frumento maturo nel campo adiacente). “Desidererei che questo grano trasformato in tante particole arrivasse a Roma e per il 13 ottobre raggiungesse Fatima”.
Le dissi:
“Ma tutto lo debbono dare?”. Mi rispose:
“Sia riferito ai Signori Proprietari del campo che siano generosi nell’offrire questo grano. E si trovino altri cuori generosi, affinché si adempia ciò che desidero”.
“Desidero che qui sia fatta una pensilina con una statua con lo sguardo sulla Fonte”.
“Per il 13 ottobre la statua sia portata qui processionalmente; però prima desidero che il popolo di Montichiari si consacri al mio Cuore”. (sospesa). “Raccomando ai figli di Montichiari che si rendano degni delle grazie che il mio Divino Figlio Gesù concede loro, perciò si emendino dai loro peccati e ritornino ad essere degli esemplari cristiani (sospesa), di esempio al mondo. Montichiari è il paese che il mio Divino Figlio vuole prediligere con l’inviarmi a portare le sue grazie”.
“A te chiedo nuovamente tanta generosità; avrai tanto da soffrire, ma nulla andrà perduto. Io sarò sempre con te”
6 AGOSTO 1966 – QUARTA E ULTIMA APPARIZIONE ALLE FONTANELLE, FESTA DELLA TRASFIGURAZIONE
Dal diario di Pierina:

“Il mio Divino Figlio Gesù mi ha inviata nuovamente per chiedere l’unione mondiale della Comunione riparatrice, e questo sia il giorno 13 ottobre”.
Dopo la mia affermazione, continuò:
“Sia diffusa a tutto il mondo la notizia di questa santa iniziativa che deve incominciare quest’anno per la prima volta e sia sempre ripetuta ogni anno”.
“A quei Rev.di sacerdoti e fedeli che faranno questa pratica eucaristica è assicurata l’abbondanza delle mie grazie”.
“Si cerchi di far arrivare del grano al diletto figlio Papa Paolo e si dica che è stato benedetto dalla nostra visita. (Spiccò qui maggiormente il suo sorriso). È grano della sua terra bresciana – Montichiari – e si dica ciò che il mio Divino Figlio Gesù Cristo desidera, e anche per Fatima”.
Col grano che rimane siano fatti panini e in un giorno fisso vengano distribuiti qui alla Fonte in ricordo della nostra venuta. E questo sia di ringraziamento da parte dei figli che lavorano la terra”.
“Dopo che io fui assunta in Cielo, mi sono sempre interposta come Mediatrice tra il mio Divino Figlio Gesù Cristo e tutta l’umanità!… Quanti favori!… Quanti castighi ho fermato!… Quanti colloqui ho avuto con le anime!… Quante visite feci ancora sulla terra a portare messaggi!”.
“Ma gli uomini continuano ancora ad offendere il Signore! Ecco il perché del mio desiderio dell’unione mondiale della Santa Comunione Riparatrice”.
“È un atto di amore e riconoscenza da parte dei figli verso il Signore”.
“Ho scelto questo luogo di Montichiari perché nei figli che lavorano la terra c’è ancora umiltà come in una povera Betlemme. Poi questo luogo ove ci sarà sempre preghiera, si trasformerà in tante grazie”.
[Il desiderio della Madonna riguardo al grano da mandare a Roma e a Fatima fu perfettamente soddisfatto, certamente per l’intervento del Parroco Abate Mons. Francesco Rossi. Paolo VI benedisse personalmente quel frumento che fu usato per la Santa Comunione, ed una parte fu portato a Fatima dal vescovo Mons. José Pereira Venancio.]
SINTESI DELLE DEVOZIONI RICHIESTE DA ROSA MISTICA NEI SUOI MESSAGGI

1. Ogni 13 del mese sia dedicato a speciali atti di devozione a Maria, con una preparazione di preghiera nei 12 giorni precedenti.

2. Il 13 luglio di ogni anno sia festeggiato in onore di Maria “Rosa Mistica”.
3. Il 13 ottobre di ogni anno (II° domenica del mese) sia santificato con la Santa Comunione Riparatrice preceduta dalla confessione. Il messaggio parla di “Unione Mondiale della santa Comunione Riparatrice”.
Sotto questa denominazione si possono costituire Gruppi di Preghiera o Congregazioni.
4. Ogni anno l’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione, a mezzogiorno si pratichi l’Ora di Grazia, attendendo le grazie particolari di conversione e di santificazione promesse per quell’Ora. La si pratichi nella propria Chiesa adorando il Santissimo Sacramento, se è possibile, altrimenti anche privatamente o in gruppi di preghiera.
5. Recarsi alla Fonte benedetta in processione, con preghiere penitenziali. Vi si portino gli ammalati e vi si rechino come pellegrini i bisognosi di aiuti spirituali per sé e per i propri cari.
6. Rimangano fondamentali e caratteristiche della Devozione a Maria Rosa Mistica le parole significate dalle tre rose: Preghiera, Sacrificio, Penitenza, cioè pregare con perseveranza e non sottrarsi alle sofferenze, e questo in favore delle anime consacrate.
In particolare: per la conversione delle anime consacrate infedeli alla propria vocazione e per la loro santificazione; per l’aumento delle vocazioni religiose e sacerdotali. Questo scopo della devozione, proposto da Maria prima di tutto agli Istituti Religiosi, diventa in seguito un invito rivolto a ogni cristiano.
7. Caratteristica di tutti i messaggi di Rosa Mistica: accrescere lo spirito di riparazione delle offese contro il sacramento dell’Eucaristia, contro il nome di Dio e di Gesù, contro i privilegi di Maria, contro la Chiesa e il Papa, contro l’innocenza dei piccoli e delle anime semplici, contro la sacralità della vita umana e la santità della famiglia.
Naturalmente presupposto di queste pratiche devozionali è l’osservanza dei Comandamenti, la pratica delle virtù cristiane e in primo luogo della carità verso il prossimo
NOVENA A MARIA SANTISSIMA ROSA MISTICA
( La novena si prega per dodici giorni e il tredicesimo giorno è il giorno della Grazia richiesta )

Vergine Immacolata, Madre di Grazia, Rosa Mistica a Onore del tuo Divin Figlio ci prostriamo davanti a Te per implorare da Dio misericordia: non per i nostri meriti, ma per la bontà del Tuo cuore materno, ti chiediamo Aiuti e Grazie, sicuri che ci aiuterai.

Ave Maria

Madre di Gesù, Regina del santo Rosario e Madre della Chiesa Corpo mistico di Cristo, impetriamo per il mondo riarso dalle discordie il dono dell’unità e della pace e tutte quelle Grazie che possano convertire noi e i cuori di tanti figli.

Ave Maria

Rosa Mistica, Regina degli apostoli fa fiorire attorno agli Altari Eucaristici numerose vocazioni religiose e sacerdotali che con la santità della vita e lo zelo ardente per le anime possano estendere il Regno del Tuo Gesù in tutto il mondo, ricolma pure noi dei tuoi favori celesti.

Salve Regina

Rosa mistica, Madre della Chiesa, prega per noi

In riparazione delle bestemmie:

Nei grani grossi della corona si prega:

Diamo omaggio, gloria ed onore a Gesù Redentore, alla Vergine Maria con i Santi, lode sia.

Padre Nostro

Nei grani piccoli si prega:

Signore ti benedico per quelli che ti maledicono

A conclusione della decina si prega:

Vergine Immacolata siate sempre benedetta

Gloria al Padre

Si conclude la novena con:

Sia lodato e ringraziato ogni momento il santissimo e divinissimo sacramento

DIO SIA BENEDETTO

Benedetto è il Suo santo Nome

Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo

Benedetto il Nome di Gesù

Benedetto il Suo Sacratissimo Cuore

Benedetto il Suo preziosissimo Sangue

Benedetto Gesù nel Santissimo Sacramento dell’Altare

Benedetto lo Spirito Santo Paraclito

Benedetta la gran Madre di Dio Maria Santissima

Benedetta la Sua Santa ed Immacolata Concezione

Benedetta la Sua gloriosa Assunzione

Benedetto il Nome di Maria Vergine e Madre

Benedetto San Giuseppe Suo castissimo Sposo

Benedetto Dio nei Suoi Angeli e nei Suoi Santi.

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Io sono la Madonna del Rosario 13 ottobre 1917 “Continuate a recitare il S. Rosario ogni giorno”

Io sono la Madonna del Rosario
13 ottobre 1917
“Continuate a recitare il S. Rosario ogni giorno”

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Cari figli,
oggi vi invito a cominciare a dire il Rosario con fede viva, così io potrò aiutarvi. Voi, cari figli, desiderate ricevere grazie, ma non pregate, io non vi posso aiutare dato che voi non desiderate muovervi. Cari figli, vi invito a pregare il Rosario; il Rosario sia per voi un impegno da eseguire con gioia, così comprenderete perché sono da così tanto tempo con voi: desidero insegnarvi a pregare. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!
Messaggio del 12 giugno 1986
Già il solo Rosario può fare miracoli nel mondo e nelle vostre vite. Io vi benedico e rimango con voi finché Dio lo vuole. Grazie perché non tradirete la mia presenza qui e grazie perché la vostra risposta serve al bene e alla pace.
25 gennaio 1991
Si giunge al 13 Ottobre 1917: l’attesa per il grande prodigio promesso dalla “Signora” è spasmodica.
Verso le 11 del mattino incomincia a piovere: la folla (che a quell’ora tocca le 70.000 persone) resta stoicamente sul po­sto, con i piedi nel fango, con gli abiti inzuppati, in attesa del­l’arrivo dei tre pastorelli.
Giunta alla Cova da Iria, mossa da un impulso interiore, Lucia dice alle persone di chiudere gli ombrel­li per recitare il Rosario.
Tutti obbediscono, e si recita il Rosario.
Subito dopo la Signora appare sul leccio.

“Che cosa vuole da me? “
Voglio dirti che desidero che si eriga qui una Cappella in mio onore, perché io sono la Madonna del Rosario. Con­tinuate a recitare il Rosario ogni giorno. La guerra finirà presto e i soldati ritorneranno alle loro case.
“Ho molte cose da chiederle: la guarigione di alcune perso­ne ammalate, la conversione dei peccatori e altre cose… “
Alcune le esaudirò, altre no… è necessario che si emen­dino, che chiedano perdono dei loro peccati“.
Quindi con espressione triste dice: “

Non offendete più Dio, Nostro Signore, perché Egli è già troppo offeso!


Sono queste le ultime parole che la Vergine pronuncia al­la Cova da Iria.A questo punto la Madonna, aprendo le mani, le fa riflettere sul sole e, mentre sale, il riflesso della Sua persona è proiettato sul sole stesso.
Questa è la ragione per cui Lucia grida forte: “Guardate il so­le!!“.
Quando la Vergine scompare nelle immense distanze del firmamento, oltre al sole i pastorelli vedono San Giuseppe con il Bambi­no Gesù e Nostra Signora vestita di bianco con un manto blu. San Giuseppe con il Bambino Gesù benedicono il mondo. Poco dopo, questa visione scompare e i pastorelli vedono Nostro Signore Gesù Cristo e la Vergine sotto le apparenze di Addolorata e infine ancora la Madonna, questa volta sotto le apparenze di Nostra Signora del Carmelo.Ma cosa vedono le folle presenti in quell’ora alla Cova da Iria?
Al grido di Lucia: “Guardate il sole!” tutti alzano istintivamente lo sguardo verso il cielo. Ed ecco che le nubi si squarciano, la pioggia cessa e appare il sole: il suo colore è ar­genteo, ed è possibile fissarlo senza restarne abbagliati. Improvvisamente il sole prende a girare vorticosamente su se stesso, emettendo in ogni direzione luci azzurre, rosse, gialle, che colorano in modo fantastico il cielo e la folla attonita. Tre volte si ripete questo spettacolo, finchè tutti hanno la impressione che il sole precipiti su di loro. Dalla moltitudine erompe un grido di terrore! C’è chi invoca: “Dio mio,
miseri­cordia!”, chi grida: “Mio Dio io credo in Te!”, e chi in ginocchio nel fango, recita l’atto di pentimento.
Il prodigio solare dura circa dieci minuti ed è visto contem­poraneamente da settantanlila persone, da semplici contadini ed uomini colti, da credenti ed increduli, da gente venuta per vede­re il prodigio annunciato dai pastorelli e gente venuta per beffarsi di loro.
Tutti testimonieranno gli stessi fatti avvenuti nello stesso momento. Al termine del fenomeno, nonostante la pioggia precendente ogni persona si ritrova completamenta asciutta.

ALLA BEATA VERGINE DI FATIMA
Maria, Madre di Gesù e della Chiesa, noi abbiamo bisogno di Te. Deside­riamo la luce che s’irradia dalla tua bontà, il conforto che ci proviene dal tuo Cuore Immacolato, la carità e la pace di cui Tu sei Regina. Ti affidiamo con fiducia le nostre neces­sità perché Tu le soccorra, i nostri dolori perché Tu li lenisca, i nostri mali perché Tu li guarisca, i nostri corpi perché Tu li renda puri, i nostri cuori perché siano colmi d’a­more e di contrizione, e le nostre anime perché con il tuo aiuto si salvino. Ricorda, Madre di bontà, che alle tue pre­ghiere Gesù nulla rifiuta. Concedi sollievo alle anime dei defunti, guarigione agli ammalati, purezza ai gio­vani, fede e concordia alle famiglie, pace all’umanità. Richiama gli erranti sul retto sentiero, donaci molte vocazioni e santi Sacerdoti, proteggi il Papa, i Vescovi e la santa Chiesa di Dio. Maria, ascoltaci e abbi pietà di noi. Volgi a noi i tuoi occhi
misericordiosi. Dopo que­sto esilio mostra a noi Gesù, frutto bene­detto del tuo grembo, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen.
SUPPLICA ALLA MADONNA DI FATIMA
per il 13 Maggio e il 13 Ottobre
O Vergine Immacolata, in questo giorno solen­nissimo, e in quest’ora memoranda, in cui appa­rendo per l’ultima volta nelle vicinanze di Fati­ma a tre innocenti pastorelli, vi dichiaraste per la Madonna del Rosario e diceste d’essere venuta ap­positamente dal cielo per esortare i cristiani a cambiar vita, a far penitenza dei peccati e a recita­re ogni giorno il S. Rosario, noi animati dalla vo­stra bontà veniamo a rinnovarVi le nostre promes­se, a protestarVi la nostra fedeltà e ad umiliarVi le nostre suppliche. Volgete, o Madre amatissima, su di noi il vostro sguardo materno ed esauditeci. Ave Maria
1 – O Madre nostra, nel vostro Messaggio ci avete prevenuti: «Una propaganda empia diffon­derà nel mondo i suoi errori, suscitando guerre e persecuzione alla Chiesa. Molti buoni saranno martirizzati. Il S. Padre avrà molto da soffrire, va­rie nazioni saranno annientate». Tutto purtroppo si va tristamente verificando. La S. Chiesa, nono­stante le immense effusioni di carità sulle miserie accumulate dalle guerre e dall’odio, viene combat­tuta, oltraggiata, coperta di scherno, impedita nel­la sua divina missione. I fedeli con parole mendaci, ingannati e travolti nell’errore dai senza Dio. O Madre tenerissima, pietà di tanti mali, date forza alla S. Sposa del vostro Divin Figliolo, che prega, combatte e spera. Confortate il S. Padre; sostenete i perseguitati per la giustizia, date coraggio ai tri­bolati, aiutate i Sacerdoti nel loro ministero, susci­tate anime d’Apostoli; rendete fedeli e costanti tut­ti i battezzati; richiamate gli erranti; umiliate i ne­mici della Chiesa; conservate i fervorosi, rianimate i tiepidi, convertite gli infedeli. Salve Regina
2 – O Madre benigna, se l’umanità si è allonta­nata da Dio, se errori colpevoli e perversioni mora­li col disprezzo dei divini diritti e l’empia lotta con­tro il S. Nome, hanno provocato la Divina Giusti­zia, noi non siamo senza colpa. La nostra vita cri­stiana non è ordinata secondo gl’insegnamenti del­la Fede del Vangelo. Troppa vanità, troppa ricerca del piacere, troppa dimenticanza dei nostri eterni destini, troppo attaccamento a ciò che passa, trop­pi peccati, hanno giustamente fatto gravare su di noi il pesante flagello di Dio. Diradate, o Madre, le tenebre del nostro intelletto, corroborate le nostre fiacche volontà, illuminateci, convertiteci e salvate­ci.
E pietà vi prenda anche delle nostre miserie, dei nostri dolori e dei nostri disagi per la vita quotidia­na. O Madre buona, non guardate i nostri demeri­ti, ma la materna vostra bontà e venite in nostro soccorso. Otteneteci il perdono dei nostri peccati e dateci il pane per noi e le nostre famiglie: pane e lavoro, pane e tranquillità per i nostri focolari, pa­ne e pace imploriamo dal vostro Cuore materno. Salve Regina


3 – Si ripercuote nell’anima nostra il gemito del Vostro Cuore Materno: «Bisogna che si emen­dino, che domandino perdono dei peccati, che non offendano più Nostro Signore, che è già tanto offe­so. Sì, è il peccato, causa di tante rovine. È il pec­cato che rende infelici i popoli e le famiglie, che se­mina di spine e di lacrime il sentiero della vita. O Madre buona, noi qui ai vostri piedi ne facciamo una promessa solenne e fervorosa. Ci pentiamo delle nostre colpe e siamo confusi nel terrore dei mali meritati in vita e nell’eternità. E invochiamo la grazia della S. Perseveranza nel buon proposito. Custoditeci nel vostro Cuore Immacolato per non cadere in tentazione. È questo il rimedio di salvez­za che ci avete indicato. «Il Signore per salvare i peccatori, vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato».
Dunque al Vostro Cuore Immacolato Dio ha affidato la salvezza del nostro secolo. E noi in que­sto Cuore Immacolato ci rifugiamo; e vogliamo che tutti i nostri fratelli erranti e tutti gli uomini vi trovino asilo e salvezza. Sì, o Vergine Santa, trion­fate nei nostri cuori e fateci degni di cooperare ai trionfi del vostro Cuore Immacolato nel mondo. Salve Regina


4 – Permetteteci, o Vergine Madre di Dio, che noi rinnoviamo in questo momento la nostra Con­sacrazione e quella delle nostre famiglie. Sebbene tanto deboli noi promettiamo che lavoreremo, con l’aiuto Vostro, affinché tutti si consacrino al vostro Cuore Immacolato, che specialmente… (Trani) no­stra diventi tutta un trionfo con la Comunione ri­paratrice nei primi sabati, con la consacrazione delle famiglie dei cittadini, con il Santuario, che dovrà sempre ricordarci le materne tenerezze della vostra Apparizione a Fatima.
E rinnovate su di noi e su questi nostri deside­ri e voti, quella materna Benedizione che ascen­dendo verso il Cielo, donaste al mondo.
Benedite il S. Padre, la Chiesa, il nostro Arci­vescovo, i sacerdoti tutti, le anime che soffrono. Benedite tutte le nazioni, le città, le famiglie e gli individui che si sono consacrati al Vostro Cuore Immacolato, perché in esso trovino asilo e salvez­za. In modo particolare benedite tutti coloro che hanno cooperato all’erezione del Vostro Santuario in Trani, e tutti i suoi associati sparsi in Italia e nel mondo, benedite poi con materno amore tutti coloro che disinteressatamente lavorano per la dif­fusione del Vostro culto e il trionfo al Vostro Cuo­re Immacolato nel mondo. Amen. Ave Maria

13 ottobre: Anniversario dell’ultima apparizione a Fatima

13 ottobre: Anniversario dell’ultima apparizione a Fatima
Il miracolo del sole
Oggi ricordiamo l’anniversario dell’ultima apparizione di Fatima e questa necessariamente ci porta a scoprire il meraviglioso miracolo che è avvenuto durante l’ultima apparizione della Mamma Celeste: Il miracolo del sole.
Negli ultimi anni sentiamo spesso del miracolo del sole, documentati con foto o video, nei diversi luoghi legati alle apparizioni mariane. E’ importante così scoprire che cosa sia il vero miracolo del sole, cosa ha significato il miracolo del sole avvenuto a Fatima e che messaggio offre questo miracolo.

Io sono la Madonna del Rosario. Continuate a recitarlo tutti i giorni… È necessario che i peccatori si convertano, che chiedano perdono dei loro peccati”. – Questo è il primo messaggio della Vergine ai tre pastorelli.La Madonna, per il 13 Ottobre, aveva promesso ai veggenti di Fatima un grande miracolo, affinché tutti credessero: man mano che si avvicinava il giorno fatidico, l’attesa diventava sempre più impaziente e mobilitava folle mai viste precedentemente.

Riferisce il giornale portoghese ‘O Dia’ in un reportage del 19 Ottobre 1917, che oggi sappiamo essere stato citato da Dona Madalena de Martel Patricio: “Si erano spopolati paesi, villaggi e città vicine. Fin dalla vigilia sulle strade gruppi di pellegrini si avviavano a Fatima…”.

E il giornale ‘O Seculo’, per la penna di Averlino de Almeida, dà questa descrizione: “Sulla strada s’incontrano i primi gruppi di pellegrini che vanno verso il luogo santo, distante ben più di venti chilometri. Uomini e donne sono quasi tutti scalzi.

Al sorger dell’alba, nuovi gruppi si avviano intrepidi e attraversano l’abitato, il cui silenzio viene rotto dall’armonia dei loro canti. Il sole nasce, ma la volta del cielo minaccia la pioggia. Le nubi nere si ammucchiano proprio verso Fatima, ma nulla può arrestare coloro che, da tutte le strade e con tutti i mezzi di locomozione, confluiscono al paese.

A mezzogiorno del 13 Ottobre 1917 la vallata era un mare di gente: era piovuto durante tutta la notte e continuava a piovere, ma l’attesa era grande…, anche se qualcuno era venuto per deridere e assistere allo spettacolo del grande fiasco”.

Il momento fissato era il mezzogiorno solare. La pioggia cessò e alcuni istanti dopo i tre bambini vedono il lampo e Lucia grida: “Silenzio! Silenzio! Viene la Madonna, viene la Madonna!”.

E la Madonna, per l’ultima volta, viene a posare i suoi piedi verginali sopra l’elce dei giorni precedenti.

Lucia entra in comunicazione diretta con lei e non sente la mamma che le dice: “Guarda bene, figlia; guarda di non ingannarti!”.

Una nube argentea avvolge il candido gruppo come una tenue voluta di incenso.

Lucia si rivolge con la semplicità di sempre alla Vergine che le appare: “Che volete da me?” “Voglio dirti che si costruisca qui una Cappella in mio onore. Io sono la Madonna del Rosario. Continuate a recitare il Rosario tutti i giorni. La guerra sta per finire e i soldati torneranno presto alle proprie case”“Ho molte grazie da chiederVi. Le esaudirete?”, esclama Lucia. – “Alcune sì, altre no”, risponde la Vergine. E aggiunge: È necessario che i peccatori si convertano, che chiedano perdono dei loro peccati”.

E, assumendo un’aria di tristezza, continua: Non offendano più Gesù che è già troppo offeso”.“Non volete più niente da me?”, domanda infine Lucia. – “Non voglio altro”, risponde la bianca Signora. – “Io pure non Vi chiedo più nulla”, conclude Lucia.

E la Madonna del Rosario si accomiata, per l’ultima volta, dai suoi tre confidenti.

La visione è più splendente del sole! Mentre i fanciulli contemplavano estatici, ha inizio il miracolo annunziato: stupendo come nessuno avrebbe osato sperare.

E furono testimoni del “miracolo del sole” circa sessantamila persone.

Mons. Angelo Comastri

Tratto dalla rivista “Madre di Dio”, ed.San Paolo (novembre 2003)

Il 13 ottobre 1930, col documento A Divina Providência, il vescovo di Leiria José Alves Correia da Silva dichiarò “degne di credito le visioni dei fanciulli nella Cova da Iria”, autorizzando ufficialmente il culto della Madonna di Fatima col titolo di Nossa Senhora de Fátima. Questo ha portato quindi anche al riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa cattolica della “natura soprannaturale del miracolo del sole”.
Desideriamo così sottolineare il significato della parola “miracolo” per la Chiesa:
S.Tommaso d’Aquino: «La parola miracolo deriva da meraviglia. E la meraviglia sorge dinanzi a effetti evidenti le cui cause rimangono occulte: così capita di meravigliarsi a chi vede un’eclisse di sole e ne ignora la causa, come fa osservare Aristotele [cfr. Metafisica, I, 2]. Può darsi però che la causa di un fatto sia nota a qualcuno pur rimanendo occulta ad altri. Allora il fatto può riuscire meraviglioso per alcuni, ma non per tutti: come di un’eclisse di sole resta meravigliato l’ignorante, ma non l’astronomo. Il miracolo, invece, è un fatto totalmente meraviglioso, poiché ha una causa veramente occulta per tutti. E tale causa è Dio. Quindi le opere compiute da Dio fuori dell’ordine delle cause da noi conosciute vengono dette miracoli» (Summa theologiae, I, q. 105, a. 7).
Il miracolo deve essere quindi in grado di “puntare” verso una causa corrispondente ed adeguata, che possa essere riconosciuta, in modo non ambiguo, nell’azione personale di Dio. L’azione divina, in quanto personale, non si esaurisce nel semplice fatto prodigioso in quanto tale, ma possiede una dimensione ed una finalità rivelative, è una comunicazione in favore dell’uomo.
Latourelle (1987) propone una formulazione strutturata e concisa definendo il miracolo come «un prodigio religioso, che esprime nell’ordine cosmico (l’uomo e l’universo) un intervento gratuito e speciale del Dio di potenza e di amore, che rivolge agli uomini un segno della presenza ininterrotta nel mondo della sua Parola di salvezza»”
Entriamo nei dettagli, attraverso le testimonianze dei presenti al miracolo del sole, comprendiamo un messaggio importante che tale miracolo ci offre: “La Vergine Santa aveva moltiplicato i suoi prodigi per confermare la verità delle affermazioni dei piccoli veggenti e, in definitiva, la verità del Vangelo di Gesù. Perché la preoccupazione di Maria è una sola: farci capire che quel che ha detto Gesù è tutto vero, anzi: è la Verità!”

Di fatti i bimbi, in un’apparizione, chiesero alla Madonna di aiutarli e compiere un miracolo che dimostrasse inequivocbilmente che loro non mentivano.
La Madonna allora promise loro: In ottobre farò il miracolo perché tutti credano.

I racconti dei testimoni
Il resoconto di un testimone oculare, il dott. José Maria de Almeida Garrett, professore alla Facoltà di Scienze di Coimbra, Portogallo
“Saranno state circa le tredici e trenta pomeridiane quando, nel punto esatto dove si trovavano i fanciulli si alzò una colonna di fumo, sottile, bella e azzurrina, che si estendeva per almeno due metri sopra le loro teste, e a quella altezza evaporava.
Questo fenomeno, perfettamente visibile a occhio nudo, durò pochi secondi.
Non avendo preso nota della sua durata, non so dire se era più o meno di un minuto. Il fumo si dissolse improvvisamente, e dopo un po’ si riformò una seconda volta, e poi una terza.
Il cielo, che era stato nuvoloso tutto il giorno, improvvisamente si schiarì: la pioggia cessò e sembrò che il sole stesse per riempire di luce la campagna circostante, che in quella mattinata invernale appariva così malinconica.
Io stavo guardando il luogo delle apparizioni in una serena, anche se fredda, aspettativa di qualcosa che doveva accadere, e la mia curiosità diminuiva per il lungo tempo che era passato senza che nulla attirasse la mia attenzione. Il sole, pochi istanti prima, si era fatto largo tra la spessa coltre di nuvole che lo nascondevano e ora risplendeva chiaro e intenso.
Improvvisamente udii il clamore di centinaia di voci e vidi che la folla si sparpagliava ai miei piedi … voltava la schiena al luogo dove, fino a quel momento, si era concentrata la sua attesa e guardava verso il sole dall’altro lato. Anche io mi sono rivoltato verso il punto che richiamava lo sguardo di tutti e potei vedere il sole apparire come un disco chiarissimo, con i contorni nitidi, che splendeva senza offendere la vista. Non poteva essere confuso con il sole visto attraverso una nebbia (che non c’era in quel momento) perché non era né velato né attenuato. A Fatima esso manteneva la sua luce e il suo calore e si stagliava nel cielo con i suoi nitidi contorni, come un largo tavolo da gioco. La cosa più stupefacente era il poter contemplare il disco solare, per lungo tempo, brillante di luce e calore, senza ferirsi gli occhi o danneggiare la retina. [Durante questo tempo] il disco del sole non rimase immobile: aveva un movimento vertiginoso [ma] non come lo scintillìo di una stella in tutto il suo splendore perché esso girava su se stesso in folli giravolte.
Durante il fenomeno solare che ho appena descritto, avvenne anche un cambiamento di colore nell’atmosfera. Guardando verso il sole, ho notato che tutto stava diventando più scuro. Ho guardato prima gli oggetti più vicini e poi ho esteso il mio sguardo ai campi fino all’orizzonte. Vidi ogni cosa assumere il colore dell’ametista. Gli oggetti intorno a me, il cielo e l’atmosfera, erano dello stesso colore. Ogni cosa, sia vicina che lontana era cambiata, assumendo il colore di un vecchio damasco giallo. Sembrava che la gente soffrisse di itterizia e io ricordo di aver provato un senso di divertimento vedendo le persone sembrare così brutte e sgradevoli. La mia stessa mano era di tale colore.
Poi, improvvisamente, si udì un clamore, un grido di angoscia prorompere da tutti. Il sole, roteando selvaggiamente, sembrò staccarsi all’improvviso dal firmamento e, rosso come sangue, avanzare minacciosamente verso la terra come per schiacciarci con il suo peso immenso e ardente. Durante quei momenti provai una sensazione veramente terribile.
Tutti i fenomeni che ho descritto furono da me osservati in uno stato d’animo calmo e sereno, senza alcun disturbo emotivo. Interpretarli e spiegarli è compito di altri. Debbo dichiarare infine che mai, prima o dopo il 13 ottobre [1917] ho assistito a simili fenomeni atmosferici o solari”.

“Noi guardavamo senza difficoltà il sole – ci racconta il padre di Giacinta – e non accecava. Pareva che si spegnesse e si accendesse un po’ in un modo, un po’ in un altro. Gettava raggi di luce da un lato e dall’altro e colorava ogni cosa di differenti colori: gli alberi e il popolo, la terra e l’aria. Ma la cosa più stupefacente è che il sole non faceva male alla vista.
Tutto era quieto e tranquillo. Tutti tenevano gli occhi rivolti verso il cielo, quando ad un certo punto il sole si fermò e poi cominciò a danzare e a saltare: si fermò un’altra volta e un’altra volta cominciò a danzare, fino al punto che sembrò staccarsi dal cielo e venire sopra di noi. Fu un momento terribile!…”.Maria da Capelinha ha dichiarato: “Il sole assumeva diversi colori: giallo, azzurro, bianco; e tremava, tremava tanto che pareva una ruota di fuoco che venisse a cadere sul popolo! Tutti gridavano: ‘Ahi, Gesù, qui moriamo tutti! Gesù, qui moriamo tutti!’.
Altri urlavano: ‘O Madonna, aiuto!’ – e recitavano l’atto di contrizione. Ci fu persino una signora che fece la confessione generale, e ad alta voce diceva: ‘Io ho fatto questo e quest’altro peccato…’.Interessantissima è pure la descrizione rilasciata da P. Ignazio Lourenco: “Avevo allora appena nove anni e frequentavo la Scuola elementare del mio paese, che dista da Fatima 18 o 19 kilometri. Si era verso mezzogiorno, quando fummo sorpresi dalle grida ed esclamazioni di uomini e donne che passavano per la strada, davanti alla Scuola. La maestra fu la prima a correre sulla strada, senza poter impedire che noi ragazzi le corressimo dietro. Nella strada il popolo piangeva e gridava, indicando il sole: era il miracolo, il grande miracolo che si vedeva distintamente dall’alto del monte, ove è posto il mio paese. Mi sento incapace di descriverlo come anch’io lo vidi e sentii allora […].
Vicino a me stava un incredulo che aveva passato la mattinata a ridersi dei creduloni che facevano tutto quel viaggio a Fatima ‘per vedere una ragazza’. Lo guardai: era come paralizzato, assorto, spaventato, con gli occhi fissi al sole. Poi lo vidi tremare da capo a piedi e, levando le mani al cielo, cadere in ginocchio nel fango, gridando: ‘Nostra Signora! Nostra Signora!’ […].
Passati dieci minuti di fenomeni straordinari e terribili, il sole tornò al suo posto, nello stesso modo con cui era disceso, pallido e quasi senza splendore… Quando la gente si persuase che il pericolo era scampato, fu un’esplosione di gioia. Tutti proruppero in un coro di ringraziamento: ‘Miracolo, miracolo! Sia benedetta la Madonna!’ “.
Terminato il fenomeno solare, avvenne un fatto naturalmente inspiegabile: tutta quella gente, inzuppata d’acqua com’era, si ritrovò completamente asciutta.
La Vergine Santa aveva moltiplicato i suoi prodigi per confermare la verità delle affermazioni dei piccoli veggenti e, in definitiva, la verità del Vangelo di Gesù. Perché la preoccupazione di Maria è una sola: farci capire che quel che ha detto Gesù è tutto vero, anzi: è la Verità!
Intervista ad Anna Cabral de Camara Ribeiro FerreiraDi origine aristocratica, lucida, semplice nel raccontare l’avvenimento,
ella ha già narrato il miracolo allo stesso Papa Giovanni Paolo II, quando questi andò in Portogallo a visitare Fatima. Vera matriarca, ha più di cento discendenti diretti, tra nipoti e pronipoti.
La Santa Vergine ha voluto concludere le sue apparizioni a Fatima davanti a cinquantamila persone, compiendo un prodigio in cielo visibile da tutti coloro che si trovavano sul posto e nelle vicinanze. Si trattava di attirare l’attenzione di tutta l’umanità sul messaggio che Ella aveva appena trasmesso ai tre umili pastorelli d’Aljustrel, villaggio del Portogallo allora sconosciuto che ha raggiunto in tal modo la gloria e la fama nella Storia.
S’intende che questa fantastica “danza del sole” non ha soltanto commosso le persone che vi hanno assistito. Oggi meraviglia anche tutti coloro che vengono a conoscenza dell’avvenimento, autenticazione soprannaturale del messaggio che nel corso di sei mesi Nostra Signora ha comunicato a Lucia, Giacinta e Francesco.
Un amico di Spunti ha incontrato a casa sua, nel Portogallo, la Signora Anna Cabral de Camara Ribeiro Ferreira, la quale ha assistito al miracolo del sole durante l’ultima apparizione della Santa Vergine a Fatima ìl 113 ottobre 1917.Che età aveva al momento del miracolo del sole?
Avevo quattordici anni quando sono andata con mio padre, mia madre, mio zio, mia zia e le mie due sorelle a vedere ciò che accadeva a Fatima.E’ stato in occasione di quale apparizione?
Per l’ultima apparizione, quella del 13 ottobre, il giorno in cui Nostra Signora aveva annunziato – e noi lo sapevamo – che durante l’ultima apparizione Ella avrebbe dato un segno affinché tutti credessero che Lei appariva ai pastorelli sull’albero, il leccio.
Ed é quello che è successo. Noi siamo giunti ed abbiamo constatato che laggiù non c’erano altro che dei lecci. Pioveva da diversi giorni e c’era quindi molto fango. Ad un certo momento la folla si è aperta per lasciar passare i tre pastorelli che si avviavano verso il leccio dove Nostra Signora era solita apparire e dove, oggi, esiste una piccola cappella.
Poi la pioggia è cessata. I pastorelli sono passati vicino a noi e sono andati ad inginocchiarsi sotto l’albero dove Nostra Signora era apparsa. Essi hanno cominciato a pregare il rosario assieme a noi. Lucia, la più grande, ha interrotto ad un tratto la recitazione del rosario e ha detto, rivolta ai presenti: Guardate il sole! Ci siamo rivolti verso il sole che si era affacciato dopo la scomparsa delle nuvole e lo abbiamo visto danzare; faceva dei giri come una ruota, si aveva l’impressione che scendesse e lanciasse una miriade di faville. Avevamo tutti una grandissima paura! Dopo aver avuto l’impressione che il sole andasse a schiacciarsi sulla terra, ci siamo tutti messi in ginocchio nel fango ed abbiamo cominciato a pregare, terrorizzati. Tutto questo è durato poco tempo, il sole si è fermato all’improvviso. Io posso assicurarle che la gente era sollevata. Tutti si sono alzati ed abbiamo continuato a pregare. Abbiamo capito che era proprio un miracolo, che era il segno annunziato e tutti abbiamo creduto.
Vorrei raccontarle un’altra cosa che soltanto noi abbiamo visto. Proprio davanti a noi c’era una contadina con un enorme paracqua e, quando le persone pregavano, lei le accompagnava. Era talmente concentrata nelle sue preghiere che non faceva attenzione al sole e non aveva visto nulla. E’ rimasta per tutto il tempo sotto suo paracqua a pregare. D’un tratto ha girato la testa verso l’alto ed ha detto: Ah, la Madre Santa, San Giuseppe, il Bambino Gesù! Mio padre si è girato e ci ha detto: Povera donna! E’ cosi nervosa che vede la Sacra Famiglia attraverso il suo parapioggia. Ma noi l’abbiamo rispettata e l’abbiamo lasciata in pace, poveretta.
Qualche tempo dopo, Lucia ha raccontato che dopo la scomparsa della Santa Vergine, era apparsa loro la Sacra Famiglia. Dunque, quella contadina, con assoluta certezza e benché non avesse visto il miracolo del sole perché era raccolta in preghiera, è stata ricompensata per la sua devozione da Nostra Signora che probabilmente le ha lasciato vedere la Sacra Famiglia.
Questo è ciò che ho visto e ciò a cui ho assistito!”
Un altro fatto è testimoniato da tutti i presenti: mentre prima del prodigio solare la folla aveva gli abiti letteralmente inzuppati di pioggia, dieci minuti dopo si trovò con gli abiti completamente asciutti! E gli abiti non possono andare soggetti ad allucinazioni!
In conclusione ciò che desideriamo sottolineare è il significato che questo miracolo ci offre: l’importanza del messaggio di Fatima per l’umanità che Dio ha voluto confermare al mondo intero, attraverso la Sua potente presenza.
Abbracciamo il messaggio di Fatima e ascoltiamo gli inviti che la nostra Mamma Celeste ci fa tutt’oggi: conversione, preghiera (soprattutto la recita del rosario quotidiano), sacrifici, consacrazione al Cuore Immacolato. Questi sono le vie per la salvezza personale e per la salvezza delle anime, per la riparazione delle offese fatte a Dio e al Cuore Immacolato.

LA NOSTRA RISPOSTA AL MESSAGGIO DELLA MADONNA
Tratto da: Edizioni «Il Cuore della Madre» – Apostolato Mondiale di Fatima

LE GRANDI LINEE DI UN ITINERARIO

Gli avvenimenti di Fatima, – questi singolari inter­venti di Maria nella nostra storia, – non restano un episodio isolato, come un bel monumento nella storia. Essi sollecitano una risposta da parte nostra. Sono come un filo di grazia che attira e coinvolge la nostra collaborazione per intessere quella storia di salvezza che Dio ha disposto per i nostri tempi.

Ma se noi non accogliamo questo «filo di grazia», se non vi intessiamo attorno la nostra vita, noi venia­mo meno alla nostra responsabilità di collaboratori con Dio nel costruire la storia.

Come accoglieremo dunque il Messaggio della Madonna?

1. Dobbiamo, anzitutto, credere nella missione che Iddio Le ha assegnata in ordine alla salvezza degli uomini.

2. Dobbiamo, attuare quella «conversione di vita» alla quale la Madonna ci chiama.

3. Dobbiamo, sentirci solidali con gli uomini e cor­responsabili con loro nel piano della salvezza.

4. Dobbiamo esprimere questa presa di coscienza dei rapporti che abbiamo con Dio, con Maria, con il mondo e degli impegni che ne derivano, con un gesto veramente responsabile qual’è la «consacrazione o affidamento».

5. Dobbiamo vivere ogni giorno il nostro impegno e tenerlo nutrito con sagge pratiche di pietà.

6. E tutto questo piano di lavoro lo dobbiamo im­medesimare con la nostra vita; dobbiamo sen­tirlo radicato nella nostra realtà di «Chiesa»; dobbiamo dilatarlo in tutte le nostre dimensioni di «Chiesa».

Innamorati di Maria © 1997-2017

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