Ore 12: SUPPLICA ALLA REGINA DEL SS. ROSARIO DI POMPEI

SUPPLICA ALLA REGINA DEL SS. ROSARIO DI POMPEI

Innamorati di Maria

Oggi 8 Maggio è il giorno della solenne supplica alla Madonna del Santo Rosario di Pompei.
Alle ore 12, in comunione con tutti i fedeli, si eleva la preghiera della Chiesa, mettiamoci in comunione recitando questa preghiera con tutto il cuore:


Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
42241aO Augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del Cielo e della Terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi, raccolti nel tuo Tempio di Pompei, (in questo giorno solenne), effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti esprimiamo le nostre miserie.
Dal Trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo pietoso, su di noi, su le nostre famiglie, su l’Italia, su l’Europa, sul mondo. Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita. Vedi, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo, quante calamità ed afflizioni ci costringono.
O Madre, implora per noi misericordia dal Tuo Figlio divino, e vinci con la clemenza il cuore dei peccatori. Sono nostri fratelli e figli tuoi che costano sangue al dolce Gesù e contristano il tuo sensibilissimo Cuore. Mostrati a tutti quale sei, Regina di pace e di perdono.
Ave Maria
E’ vero che noi, per primi, benché tuoi figli, con i peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore.
Lo confessiamo: siamo meritevoli dei più aspri castighi, ma tu ricordati che, sul Golgota, raccogliesti, col Sangue divino, il testamento del Redentore moribondo, che ti dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori.
Tu dunque, come Madre nostra, sei la nostra Avvocata, la nostra speranza. E noi, gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!
O Madre buona, abbi pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri defunti, soprattutto dei nostri nemici, e di tanti che si dicono cristiani, epppur offendono il Cuore amabile del tuo Figliuolo. Pietà oggi imploriamo per le Nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, perché pentito ritorni al tuo Cuore.
Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia!
Ave Maria

Degnati benevolmente, o Maria, di esaudirci! Gesù ha riposto nelle tue mani tutti i tesori delle Sue grazie e delle Sue misericordie.

Tu siedi, coronata Regina, alla destra del tuo Figlio, splendente di gloria immortale su tutti i Cori degli Angeli. Tu distendi il tuo dominio per quanto sono distesi i cieli, e a te la terra e le creature tutte sono soggette. Tu sei l’onnipotente per grazia, tu dunque puoi aiutarci. Se tu non volessi aiutarci, perché figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione, non sapremmo a chi rivolgerci. Il tuo cuore di Madre non permetterà di vedere noi, tuoi figli, perduti. Il Bambino che vediamo sulle tue ginocchia e la mistica Corona che miriamo nella tua mano, ci ispirano fiducia che saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in te, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, e, oggi stesso, da te aspettiamo le sospirate grazie.

Ave Maria
Chiediamo la benedizione a Maria.

Un’ultima grazia noi ora ti chiediamo, o Regina, che non puoi negarci (in questo giorno solennissimo). Concedi a tutti noi l’amore tuo costante e in modo speciale la materna benedizione.

Non ci staccheremo da te finche’ non ci avrai benedetti. Benedici, o Maria, in questo momento il Sommo Pontefice. Agli antichi splendori della tua Corona, ai trionfi del tuo Rosario, onde sei chiamata Regina delle Vittorie, aggiungi ancor questo, o Madre: concedi il trionfo alla Religione e la pace alla umana Società. Benedici i nostri Vescovi, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l’onore del tuo Santuario. Benedici infine tutti gli associati al tuo Tempio di Pompei e quanti coltivano e promuovono la devozione al Santo Rosario.

O Rosario benedetto di Maria, Catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza, negli assalti dell’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più.

Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia, a te l’ultimo bacio della vita che si spegne.
E l’ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti.
Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo.
Amen.

Salve Regina

La potenza del S. Rosario 2

“Cari figli! Oggi vi invito ad affrontare, specialmente adesso, Satana con la preghiera. Satana vuole agire di più adesso che sapete che agisce. Cari figli, vestite l’equipaggiamento di battaglia e vincetelo con il Rosario in mano!
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
Medjugorje 8 agosto 1985

rosarioNell’immediato dopoguerra, i sovietici occuparono la parte più ricca dell’Austria, compresa la capitale Vienna, con una forza impressionante di 50.000 soldati e incominciarono ad organizzare in tutto il paese disordini e rivoluzioni con l’intento di dar vita ad un’effimera repubblica socialista, così da impossessarsi di tutta la nazione austriaca.
A questo progetto si oppose un frate cappuccino, Petrus Pavlicek, che diede inizio ad un grande movimento di preghiera, la Crociata Riparatrice del Rosario, presieduto da una statua della Madonna di Fatima. Il movimento impegnò più di 500.000 cittadini per giorni e notti ininterrottamente, finché tra maggio e ottobre 1955 l’Armata Rossa, fatto mai avvenu­to prima in nessuno dei luoghi occupati dai comunisti, si ritirò completamente e pacificamente.
Si erano utilizzati tutti i mezzi diplomatici per ottenere la ritirata dei Russi, ma la cosa sembrava del tutto impossibile senza aprire un nuovo terribile conflitto. Vi furono 268 riunioni e il Cancelliere federale si sentì dire apertamente da Molotov: “Signor Figl, è inutile farsi delle illusioni. Ciò che noi Russi abbiamo, non lo restituiamo mai più!”. Ma Molotov non aveva fatto i conti con Padre Petrus Pavlicek. Questo frate, davanti all’altare della Madonna a Mariazell – il santuario mariano nazionale austriaco – mentre stava pregando per l’Austria devastata, sentì interiormente queste parole della Madonna:
“Fate ciò che vi dico e avrete la pace!”.
Per dieci anni il Cappuccino attraversò in lungo e in largo tutta l’Austria, invitando gli uomini di buona volontà a recitare il Rosario in una crociata di preghiera e di espiazione. La sua tesi era semplice e avvincente, permeata dalla potenza della fede: “Se è stato possibile intruppare milioni di uomini per una guerra di distruzione, non deve essere difficile organizzarsi per la pace, partendo dall’Austria”. In questo modo, 24 ore su 24, padre Petrus provvide che ci fossero sempre degli austriaci che recitavano il Rosario, pregando la Vergine Santissima per la liberazione del Paese dal giogo comunista.
Sei mesi dopo le sprezzanti parole dette a Berlino, lo stesso Molotov, il 15 maggio 1955, dovette firmare al Belvedere il trattato internazionale di restituzione dei territori, che passò alla storia sotto il nome di “Trattato di Vienna”. Incredibile! D’un tratto è diventato possibile che persino la Russia abbandonasse un territorio occupato. Fu soltanto il risultato ottenuto dall’impegno dei politici? O una grazia divina, una grazia invocata? Sia il cancelliere Julius Raab, che Leopold Figl, il ministro degli esteri dell’Austria libera che firmò il Trattato, non ebbero dubbi: si trattava di un dono di Maria, impetrato con la preghiera assidua di una nazione cattolica. Il cancelliere Raab, nel settembre 1955, a conclusione di una solenne processione di ringraziamento, dichiarava con tutta franchezza e sincerità all’immensa folla presente: “Ringrazio tutti i cattolici che hanno aderito alla crociata di preghiere per la patria e quanti sono qui raccolti per questa testimonianza di fede e di amore alla nostra nazione. Oggi vogliamo, noi che abbiamo il cuore pieno di fede, elevare al Cielo una preghiera colma di gioia e questa preghiera la concludiamo con queste parole: noi siamo liberi grazie a Te, o Maria!”.
Subito dopo la firma del trattato del 15 maggio, aveva inoltre confidato: “La preghiera è stata l’arma e la forza dell’Austria”. Anche Il cardinale König di Vienna era dello stesso avviso: “Molti parlano del trattato di pace con l’Austria come di un miracolo. Io sono persuaso, personalmente, che la grande, sempre crescente schiera di oranti del Rosario ha cooperato, in questo caso, in una forma che non ci è nota ma che noi credenti possiamo ben supporre”. Padre Petrus fu riconosciuto come “il liberatore”: dopo quattro secoli dalle gesta del Beato Marco d’Aviano, un altro figlio di san Francesco aveva salvato Vienna.

 

Novena a Santa Gemma Galgani ( 2 )

Novena a Santa Gemma Galgani
Secondo giorno
Innamorati di Maria

Una famiglia con problemi

Il Signore ha dato, il Signore ha tolto. Benedetto sia il nome del Signore… Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare anche il male?… Non ha forse un duro lavoro l’uomo sulla terra… Beato l’uomo che Dio corregge… poiché egli ferisce ma le sue mani guariscono” (Gb 1,21. 2,10. 7,1. 5,17).

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Prima Orazione

O Dio, che hai reso la vergine santa Gemma Galgani immagine del tuo Figlio crocifisso, donaci, per sua intercessione, di partecipare ai patimenti di Cristo, per meritare di essere associati alla sua gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen. (Dalla liturgia della Chiesa)

Enrico Galgani e Aurelia Landi, i genitori di santa Gemma, avevano unito i loro destini e le loro vite il 25 maggio 1868. Costituirono un matrimonio credente e felice dal quale nacquero otto figli. Gemma fu il quarto virgulto. Dopo non molto che era nata la bimba, fanno trasloco a Lucca, in cerca di possibilità di una migliore formazione per i figli. Preoccupazione fondamentale dei Galgani è la formazione cristiana dei figlioli.

Ma non si attarda il dolore nel bussare alle porte di quella famiglia. Con le malattie si accumulano i debiti. Il negozio, la farmacia, va in fallimento. La signora Aurelia muore il 17 settembre 1886, dopo aver sopportato per cinque anni una grave affezione polmonare. Nel 1894 muore Gino, il fratello preferito di Gemma, all’età di 18 anni. Durante la sua malattia non voleva che io mi staccassi da lui, scrive. Gemma, ancora così bambina, pronuncia sempre il suo sì incondizionato a Gesù. L’11 novembre 1897 muore Enrico, il babbo, di un tumore alla gola. “Vedere il babbo così rassegnato a morire mi diede una forza sì grande che sopportai quella disgrazia con abbastanza serenità“.

I creditori si precipitarono sulla casa dei Galgani, impadronendosi persino delle ultime masserizie. Gemma, tremando ancora davanti al ricordo di quella scena disumana, farà più tardi questa confidenza: “Arrivarono persino a estrarmi dalle tasche le cinque o sei monete, appena qualche soldo, che io portavo con me“.

Gemma è sola nella vita. Spogliata dei sui affetti più cari. Totalmente sola, distaccata da tutto, ma nelle braccia del Signore, il quale, ancora bambina, è già abituata a contemplare sulla Croce e a chiamarlo con amore e fiducia Padre.

I problemi di una famiglia non poterono nemmeno scivolare senza lasciare un’impronta profonda nell’anima di Gemma.

Spunti di Riflessione


• Prima o poi arrivano i problemi; anche le famiglie soffrono. Con divina sapienza ce l’ha detto già Gesù: “Chi non porta la sua croce ogni giorno dietro di me non è degno di essere mio discepolo“.

• È normale che in una famiglia sorgano delle difficoltà di ogni sorta. L’unione familiare, l’unità nei momenti difficili è garanzia di successo davanti a qualunque difficoltà.

• I bambini colgono e vivono, come ha fatto santa Gemma, i problemi che li circondano. I dolori fisici e i problemi morali. È necessario attorno ai bambini un clima e un ambiente sano e prepararli per affrontare dopo con senso cristiano il dolore e le difficoltà della vita.

Preghiera dei Fedeli


I genitori di santa Gemma affrontarono con fede di veri credenti perfino i problemi più gravi: il fallimento economico, la malattia e la morte. Perché confidiamo sempre, in mezzo a qualsiasi difficoltà, nella promessa di Gesù: “Io sarò sempre con voi”. Preghiamo.

Per intercessione di santa Gemma, ascolta, Signore, la nostra preghiera.

Santa Gemma rimase sola nella vita, essendo ancora molto piccola. Per i bambini che sono soli, per gli orfani, per i bambini abbandonati dai genitori, per coloro che vivono affettivamente soli, pur vivendo nelle loro case. Preghiamo.

Per intercessione di santa Gemma, ascolta, Signore, la nostra preghiera.

I genitori di santa Gemma insegnarono ai loro figli a ricorrere al Signore con amore e fiducia in qualunque difficoltà. Perché i genitori e maestri insegnino sempre ai bambini a credere e confidare sempre nel Signore. Preghiamo.

Per intercessione di santa Gemma, ascolta, Signore, la nostra preghiera.

Preghiera Finale


Signore, tu hai vissuto sin da bambino una vita come la nostra, nella abnegazione e nella povertà, nella semplicità di Nazareth. Quando sei arrivato nella nostra terra non hai avuto un luogo adeguato dove nascere e ti hanno dato soltanto una croce dove morire. Santa Gemma, che tu hai scelto per riprodurre la tua vita e per dare al mondo una straordinaria testimonianza, ti offri con amore sincero il dolore che ebbe a soffrire sin dall’infanzia.

Fa che io sappia offrirti generosamente ogni sorta di difficoltà che possa sopraggiungere a me o ai miei.

Che io sappia insegnar loro a fidarsi sempre di te, che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

(Si può recitare anche un Pater Ave, Gloria.)

Oggi: il primo venerdì del mese al Sacro Cuore

Il primo venerdì del mese al Sacro Cuore

Innamorati di Maria

Mostrando il suo Cuore a Santa Margherita Maria Alacoque (1647-1690), Gesù disse: “Ecco quel cuore che ha tanto amato gli uomini e dai quali non riceve che ingratitudini e disprezzo…”.
In diverse apparizioni alla stessa Santa, Gesù fece dive
rse promesse per coloro che avessero onorato il suo Cuore, tra le quali c’ è quella definita “la grande promessa”:
“A tutti quelli che, per nove mesi consecutivi, si comunicheranno al primo venerdì d’ogni mese, io prometto la grazia della perseveranza finale: essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i Santi Sacramenti (se necessari) ed il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.”
CONDIZIONI:
1. Accostarsi alla Comunione.
La Comunione va fatta bene, cioè in grazia di Dio; quindi, se si è in peccato mortale, bisogna premettere la confessione.
2. Per nove mesi consecutivi.
Quindi chi avesse incominciato le Comunioni e poi per dimenticanza, malattia, ecc. ne avesse tralasciata anche una sola, deve incominciare da capo.
3. Ogni primo venerdì del mese.
La pia pratica si può iniziare in qualsiasi mese dell’anno.
“Era tradizionale – e in alcuni Paesi lo è ancora – la consacrazione al Sacro Cuore delle famiglie, che ne conservavano un’immagine nella loro casa. Le radici di questa devozione affondano nel mistero dell’Incarnazione; è proprio attraverso il Cuore di Gesù che in modo sublime si è manifestato l’Amore di Dio verso l’umanità.” (Benedetto XVI)

CONSACRAZIONE DELLA FAMIGLIA AL SACRO CUORE

O Gesú, che hai manifestato a S. Margherita Maria
il desiderio di regnare con il tuo Cuore sulle fa­miglie cristiane
vogliamo oggi proclamare la tua regalità d’amo­re sulla nostra famiglia.
Noi tutti vogliamo vivere, d’ora innanzi come Tu vuoi: – vogliamo far fiorire nella nostra casa le virtù alle quali hai promesso la pa­ce quaggiù.
Vogliamo tener lontano da noi tutti quello che è in contrasto con Te.
Tu regnerai sul nostro intellet­to, per la semplicità della nostra fede; sui nostri cuori per l’amore continuo che avremo per te e che ravviveremo ricevendo spes­so la S. Comunione.
Degnati, o Cuore Divino, di re­stare sempre in mezzo a noi, di benedire le nostre attività spiri­tuali e materiali,
di santificare le nostre gioie di sollevare le nostre pene.
Se mai qualcuno di noi avesse la disgrazia di offenderti ricorda­gli o Gesú,
che hai un Cuore buo­no e misericordioso con il pecca­tore che si pente.
E nei giorni di dolore saremo fiduciosamente sottomessi al tuo divino volere.
Ci consoleremo pen­sando che verrà un giorno in cui tutta la famiglia,
riunita felice in cielo potrà cantare per sempre le tue glorie e i tuoi benefici.
Ti presentiamo oggi questa no­stra consacrazione per mezzo del Cuore Immacolato di Maria e del glorioso suo Sposo
S. Giuseppe,
affinché con il loro aiuto possia­mo metterla in pratica in tutti i giorni della nostra vita.
Dolce Cuore del mio Gesú, fa ch’io t’ami sempre piú.
Cuore di Gesú, venga il tuo re­gno.

Novena a Santa Gemma Galgani ( 1 )

Novena a Santa Gemma Galgani Primo giorno
Innamorati di Maria

“E’ nata una bambina”

“Prevenuti dall’esempio e dalla preghiera comune dei genitori, i figli, anzi tutti quelli che vivono insieme nell’ambito familiare, troveranno più facilmente la strada di una formazione veramente umana della salvezza e della santità.” (Conc. Vaticano II, La Chiesa nel mondo attuale 48).

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Prima Orazione

Gemma nasce nel paesino di Borgonuovo di Camigliano-Capannori, all’ora dell’Angelus Domini del 12 marzo 1878. I suoi genitori si chiamano Enrico Galgani e Aurelia Landi. I Galgani – famiglia unita e credente – costituiscono un focolare molto felice. Il Dott. Enrico è chimico farmacista. Possiede una farmacia a Camigliano.

Gemma è battezzata con i nomi aggiunti Umberta Piaall’indomani della sua nascita, nella parrocchia di San Michele. Lo zio Maurizio scelse per lei il nome di Gemma, non molto gradito a tutti. Fu don Olivo Dinelli a sentenziare: “Speriamo che anche questa bambina sia una Gemma di paradiso“. Anni più tardi, don Pietro Quilici, il parroco che battezzòGemma, soleva ripetere: “Vi rendete conto di cosa significa aver avuto il privilegio di aver battezzato una santa?” All’età di due anni, Gemma frequenta già l’asilo-scuola delle sorelle Vallini a Lucca. Sin da molto piccola, appariva come “privilegiata da Dio”. Le sorelle Vallini dicevano di lei: “Sin dai due anni dimostrava un’intelligenza talmente precoce che sembrava si fosse sviluppato già in lei l’uso della ragione“. Nella casa dei Galgani si vivono la fede, la felicità e la gioia. Il dott. Enrico prediligeva la sua Gemma in modo non nascosto.Il babbo assecondava tutti i miei desideri. Durante la mia grave malattia, lo vidi piangere molte volte” . La signora Aurelia, la mamma, insegnò a sua figlia a credere e a pregare… Ancora, mamma, ancora. Parlami ancora di Gesù” , le diceva la fanciulla. “Mia mamma“, scriveva Gemma più tardi, “è stata colei che da piccola mi ha fatto desiderare il paradiso…“. Il 26 maggio 1885 Gemma riceve il sacramento della Cresima. In quell’occasione Dio chiede da lei un grande sacrificio: sua madre morirà presto. Frequenta ora la scuola delle religiose Zitine. È ancora molto bambina. Esse la preparano con molta cura per la prima comunione. “Datemi Gesù” , diceva, “vedrete che divento più brava“. Fece il ritiro spirituale dalle suore. In quel ritiro fu particolarmente colpita da queste parole del predicatore, don Raffaele Cianetti: “Chi si ciba di Gesù deve vivere la sua stessa vita“. Gemma si comunicò per la prima volta domenica 19 giugno 1887… “Mi sento incapace di descrivere l’esperienza del mio primo incontro con Gesù. Quel giorno capii che le delizie del cielo non sono come quelle della terra“. L’ambiente familiare sano, la formazione cristiana della scuola, i tre sacramenti ricevuti nella sua infanzia, segnarono per sempre l’anima e la vita di Gemma.

Spunti di Riflessione

• Nella vita ciò che alle volte chiamiamo “essere o non essere fortunati” è parola vana. Esiste la vita come un dono di Dio, un amore col quale Dio sceglie, ama ed è sempre presente in ciascuno.

• L’albero si conosce dai frutti. Famiglie credenti e praticanti, come quella di santa Gemma, danno sempre i migliori frutti. La famiglia è la prima e principale scuola della vita e della fede.

Preghiera dei Fedeli

Santa Gemma visse la sua fede come una amicizia e un incontro gioioso con il Signore sin da piccola. Perchè tutti i bambini trovino nelle loro case il clima propizio di cui hanno bisogno per vivere la fede, preghiamo.

Per intercessione di santa Gemma, ascolta, Signore, la nostra preghiera. I genitori di santa Gemma assunsero l’educazione cristiana dei loro figli come occupazione e preoccupazione fondamentale. Perché tutti i genitori credenti prendano sul serio in prima persona la formazione e l’impegno cristiano dei propri figli, preghiamo. Per intercessione di santa Gemma, ascolta, Signore, la nostra preghiera. Sin da molto piccola, santa Gemma già conosce e riflette sulla vita e la passione del Signore. Perché anche noi dedichiamo qualche momento ogni giorno a conoscere e approfondire il mistero della vita, morte e risurrezione di Gesù, preghiamo. Per intercessione di santa Gemma, ascolta, Signore, la nostra preghiera.

Preghiera Finale

Signore, per tua predilezione santa Gemma visse da molto piccola una vita angelica. Nella sua famiglia cristiana trovò l’aiuto migliore e il clima adeguato per lo sviluppo della grazia sacramentale e per conoscere e amare Gesù. Aiutaci a valorizzare la famiglia come il primo santuario dove si vivono la fede, la speranza e l’amore.

Che la mia famiglia sia come quella di Gesù di Nazaret. Come la famiglia di santa Gemma. Per Cristo nostro Signore. Amen. (Si può recitare anche un Pater Ave, Gloria.)

La potenza del S. Rosario 1

“…sua madre le aveva fatto promettere di dire il rosario tutte le sere prima di addormentarsi”

rosarioIl 14 maggio 2009, Mons William Kerr, conosciutissimo in America per la sua difesa dei Diritti Umani, è tornato al Padre. Il famoso assassino seriale Ted Bundy l’aveva preso come suo direttore spirituale prima di morire sulla sedia elettrica.

Mons. Kerr raccontava che durante il suo primo incarico in un ospedale, dovette assistere un giovane bruciato, agonizzante per le sue ferite. Nel 1978 lo aspettava un compito ancora più spaventoso nella casa degli studenti di Tallahassee, in Florida. Una notte Mons Kerr era stato chiamato dalla polizia: doveva andare urgentemente dagli studenti. Quando arrivò, trovò tutte le ragazze fuorchè una, uccise o ferite molto gravemente dal famoso killer Ted Bundy.

Dopo aver amministrato l’unzione degli infermi alla ragazza agonizzante, Mons.Kerr (a quel tempo Padre Kerr) parlò con la ragazza che era scampata. Il poliziotto incaricato di redigere il verbale voleva sapere come mai lei era sopravvissuta a questa brutale aggressione. Effettivamente Ted si era fermato sulla soglia della sua camera, aveva lasciato cadere l’arma e se ne era andato senza toccarla. La ragazza però voleva parlare solo con un sacerdote; lo choc l’aveva quasi resa catatonica. La ragazza raccontò a Padre Kerr che prima di partire per l’università, sua madre le aveva fatto promettere di dire il rosario tutte le sere prima di addormentarsi, per essere protetta, anche se poi si sarebbe addormentata nel dirlo. Questo è quello che lei stava facendo quella sera là. Quando Ted entrò nella sua stanza per ucciderla, la ragazza teneva ancora stretto il suo rosario nella mano.

Tempo dopo, Ted confessò a Mons. Kerr che quando entrò nella camera, si sentì nell’impossibilità di fare anche un solo passo avanti. Dovette lasciar cadere l’arma e scappare. Tale è la potenza del manto protettore di nostra Madre! E quale saggezza di una mamma che ha saputo dare alla figlia l’arma efficace del rosario, che le avrebbe salvato la vita!

Mamma Celeste a casa nostra!

Mamma Celeste a casa nostra!
Innamorati di Maria

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Carissimi amici,
è iniziato maggio, il mese mariano per eccellenza.
La Mamma Celeste anche quest’anno ci chiede di accoglierla nelle nostre case, nelle nostre famiglie e nel nostro cuore.

Conoscerete bene infatti l’usanza di ospitare nelle case un’immagine o una statua della Madonna pellegrinain Innamorati di Maria da più di 20 anni abbiamo invece la tradizione di ospitarne un’immagine tramite il nostro PC: è un gesto simbolico, ma che serve a dimostrare il nostro desiderio ad accogliere l’Immacolata nelle nostre vite, è un piccolo segno del nostro amore e della nostra disponibilità a vivere con Lei, come fece Giovanni ai piedi della croce.
La Madonna Pellegrina verrà inviata agli iscritti che ne faranno richiesta, come una consegna da un cuore all’altro fino ad entrare nelle case di tutti gli Innamorati di Maria che desiderano accoglierla.
Quando riceveremo l’immagine della Madonna Pellegrina, la terremo con noi per una giornata, per pregare dinanzi ad essa, in famiglia o da soli, offrendo a Maria quelle preghiere per le Sue intenzioni e per i bisogni degli altri fratelli del gruppo.
Alla fine della giornata, entro mezzanotte, la saluteremo, reinviando l’immagine alla moderazione IdM, ringraziandoLa per la Sua visita amorosa e materna.
Questo atto di saluto è legato a dare valore alla Sua visita personale che dura per intero giorno.
Questa pratica ha fruttificato, in questi anni, molte aperture di cuori di tutti noi. La nostra Mamma Celeste, attraverso la Sua visita, ci offre la gioia, la consolazione, la condivisione di un amore vitale e ci apre al meraviglioso dono della fede.

Per organizzarci abbiamo bisogno che gentilmente ci inviate il più presto possibile la vostra disponibilità ad accogliere la Madonnina, scrivendoci il vostro nome all’indirizzo

madonnapellegrinaidm@libero.it

ed indicandoci il giorno di maggio in cui desiderate ricevere la visita della Mamma Celeste.

Chi si collega solo dal lavoro, quel giorno potrà usufruire della pausa per pregare dinanzi all’immagine, oppure stamparla e portarla a casa, per pregare in famiglia. (Una volta iscritti, riceverete in privato le istruzioni e i consigli per la ricezione della immagine e la riconsegna).

Chi ci ha già inviato la richiesta, in questi giorni riceverà la conferma della data della visita della Madonna Pellegrina. Quindi vi chiediamo di non fare nessun’altra richiesta per non creare ulteriori lavori in più ai moderatori.
SOLO a chi non riceverà nessuna conferma da parte nostra fino al giorno prima della data richiesta, chiediamo gentilmente di avvisarci.

Vi chiediamo inoltre di aggiungere ai mittenti attendibili l’indirizzo

madonnapellegrinaidm@libero.it

onde evitare disguidi (cioè per evitare che le nostre mail riguardanti la consegna della Madonna Pellegrina finiscano nella cartella spam e/o ci ritornino indietro per impossibilità di consegna), e di verificare di avere spazio nella casella mail per poter ricevere la visita della Madonna Pellegrina.Grazie per l’attenzione e la collaborazione.

Accogliamo degnamente nelle nostre famiglie la Madre di Dio che ci porta il suo Figlio e la Sua benedizione. Egli, il Salvatore, vuole fermarsi presso di noi e dirci: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa” (Lc 19,5.9).

Grazie!
Innamorati di Maria

La meravigliosa storia delle 15 promesse sul Rosario

 

La meravigliosa storia delle 15 promesse sul Rosario


rosarioLa vita del frate domenicano Alain de la Roche si era trasformata in un vero e proprio calvario. Tanto che, in un giorno imprecisato dell’anno 1464, decise addirittura di togliersi la vita. «Una volta stavo nella disperazione dell’anima» scrive Alain. «Già avevo la mano tesa, avendo estratto il coltello, e con la lama affilata, scagliai alla mia gola un colpo deciso». Ma nel momento in cui tutto sembrava ormai compromesso, accadde qualcosa, all’improvviso. «Si avvicinò, misericordiosissima, la salvatrice Maria, e con un colpo deciso, afferra il mio braccio, non mi permette di farlo, mi dà uno schiaffo e dice: “Che fai, o misero? Se tu avessi richiesto il mio aiuto, come hai fatto altre volte, non saresti incorso in così grande pericolo”. Detto questo svanì
».

Dopo quella prima apparizione le cose non cambiarono affatto. Anzi, peggiorarono: le tentazioni si erano ripresentate così assillanti da fargli maturare l’idea di abbandonare la vita religiosa. Come se non bastasse, si era anche ammalato gravemente tanto da convincere i suoi confratelli a dargli l’estrema unzione. Ma una notte, mentre «giaceva miseramente in ardentissimi gemiti» si mise a invocare la Vergine Maria. E per la seconda volta lei gli fece visita. Una luce accecante illuminò allora la sua cella e «apparve maestosa la Beatissima Vergine Maria, che mi salutò dolcissimamente». Da vera mamma, la Madonna si era chinata a curare le infermità del pover’uomo. Gli appese al collo una catena intrecciata dei suoi capelli dalla quale pendevano centocinquanta pietre preziose, inframezzate da altre quindici «secondo il numero del Rosario», annota il frate. Maria stabilì un legame non solo con lui, ma esteso «in modo spirituale e invisibile a coloro che recitano devotamente il suo Rosario».

E a quel punto la Madonna gli disse: «Gioisci allora e rallegrati, o sposo, poiché mi hai fatto gioire tante volte, quante volte mi hai salutato nel mio Rosario. Eppure, mentre io ero felice, tu molto spesso eri angosciato, ma perché? Avevo stabilito di darti cose dolci, perciò per molti anni portavo a te cose amare. Orsù, gioisci ora».

E così fu: dopo sette anni d’inferno, ecco che per Alain de la Roche iniziava un’altra vita: «Nel recitare il Rosario di Maria era particolarmente luminoso, di un’ammirevole letizia unita a un’inesplicabile gioia». E un giorno, proprio mentre stava pregando, ecco che la Vergine, di nuovo «si degnò di farmi molte brevissime rivelazioni», annota. «Esse sono qui di seguito, e le parole sono della Madre di Dio:

1. A tutti quelli che reciteranno devotamente il mio Rosario, io prometto la mia protezione speciale e grandissime grazie.

2. Colui che persevererà nella recitazione del mio Rosario riceverà qualche grazia insigne.

3. Il Rosario sarà una difesa potentissima contro l’inferno; distruggerà i vizi, libererà dal peccato, dissiperà le eresie.

4. Il Rosario farà fiorire le virtù e le buone opere e otterrà alle anime le più abbondanti misericordie divine; sostituirà nei cuori l’amore di Dio all’amore del mondo, elevandoli al desiderio dei beni celesti ed eterni. Quante anime si santificheranno con questo mezzo!

5. Colui che si affida a me con il Rosario, non perirà.

6. Colui che reciterà devotamente il mio Rosario, meditando i suoi misteri, non sarà oppresso dalla disgrazia. Peccatore, si convertirà; giusto, crescerà in grazia e diverrà degno della vita eterna.

7. I veri devoti del mio Rosario non moriranno senza i Sacramenti della Chiesa.

8. Coloro che recitano il mio Rosario troveranno durante la loro vita e alla loro morte la luce di Dio, la pienezza delle sue grazie e parteciperanno dei meriti dei beati.

9. Libererò molto prontamente dal purgatorio le anime devote del mio Rosario.

10. I veri figli del mio Rosario godranno di una grande gloria in cielo.

11. Quello che chiederete con il mio Rosario, lo otterrete.

12. Coloro che diffonderanno il mio Rosario saranno soccorsi da me in tutte le loro necessità.

13. Io ho ottenuto da mio Figlio che tutti i membri della Confraternita del Rosario abbiano per fratelli durante la vita e nell’ora della morte i santi del cielo.

14. Coloro che recitano fedelmente il mio Rosario sono tutti miei figli amatissimi, fratelli e sorelle di Gesù Cristo.

15. La devozione al mio Rosario è un grande segno di predestinazione.

Dopo la “consegna” delle quindici promesse, la Vergine si congedò chiedendo ad Alain un gesto di ubbidienza: «Predica le cose che hai visto e ascoltato. Non avere alcun timore: io sono con te: aiuterò te e tutti i miei salmodianti. Io castigherò coloro che si opporranno a te ».

E Alain, ovvero il Beato Alano, prontamente ubbidì: dal biennio 1464-1465, periodo delle apparizioni, fino alla sua morte, il domenicano non farà altro che diffondere, con la predicazione, l’amata devozione mariana e istituire le relative Confraternite. Tanto da convincere, nel 1474, il capitolo dei domenicani di Olanda a prescrivere, per la prima volta, la recita del Rosario come preghiera da recitarsi per i vivi e per i morti. E sempre in quell’anno, a Francoforte, nella chiesa dei Domenicani, veniva eretto il primo altare per una Confraternita del Rosario.
Intanto, nell’ultimo anno di vita, il 1475, Alano si mise a scrivere l’Apologia del Rosario di Maria, destinata a un tal Ferrico, vescovo di Tournai, per raccontare tutto quello che gli era accaduto undici anni prima.
Circondato dai confratelli, che già da tempo lo consideravano beato, morì alla vigilia della festa della Natività della Beata Vergine Maria che cade l’8 settembre.

 

Novena alla Madonna di Fatima (dal 4 al 12 maggio)

Novena alla Madonna di Fatima
(dal 4 al 12 maggio)
Innamorati di Maria

Questa Novena ci aiuterà a riscoprire gli insegnamenti della Madonna di Fatima e a metterli in pratica.

Le apparizioni della Madonna a Fatima furono anticipate un anno prima da tre apparizioni di un angelo, che preparò i pastorelli a diventare i messaggeri della Madre di Dio. Vediamo quali furono gli insegnamenti dell’angelo non solo per i piccoli pastorelli ma anche per noi Innamorati di Maria e per tutti gli uomini. Riflettiamoci.

fatima_01 Quando l’angelo apparve a Lucia, Jacinta e Francesco la prima volta disse: “Non temete. Io sono l’Angelo della pace. Pregate con me“. E inginocchiandosi chinò il volto fino a terra dicendo: “Mio Dio, io credo, adoro, spero e Vi amo. Chiedo perdono per quelli che non credono, non sperano, non Vi amano.” Dopo aver ripetuto queste parole tre volte, egli si alzò e disse: “Pregate così. I Cuori di Gesù e di Maria sono attenti alla voce delle vostre suppliche “. L’angelo insegna dunque una preghiera di riparazione. Impariamola a memoria e recitiamola frequentemente, a beneficio della conversione e salvezza di tutti i peccatori.

La seconda apparizione angelica avvenne mentre i bambini tra­scorrevano le ore della siesta all’ombra degli alberi. Improvvisamente apparve lo stesso Angelo e disse “Che cosa state facendo? Pregate! Pregate tanto! I Cuori di Gesù e di Maria hanno progetti di grazia per voi. Offrite preghiere e sacrifici all’Altissimo. Fate sacrificio di ogni cosa che fate e offritelo come un atto di riparazione per i peccati dai quali Egli è offeso e per ottenere la conversione dei peccatori. In questo modo attirerete la pace sul vostro Paese. Io sono l’Angelo Custode, l’Angelo del Porto­gallo. Soprattutto accettate e sopportate con sottomissione tutte le sofferenze che nostro Signore vi manderà “. Queste parole aiutano a conoscere chi è Dio, come Egli ci ama e desi­dera essere amato; ci rivelano pure il valore del sacrificio, quan­to gli sia gradito e come, in base ad esso, Egli conceda la grazia della conversione ai peccatori e della pace alle nazioni.

Infine l’angelo apparve la terza volta, portando tra le mani un calice sormontato da un’Ostia da cui cadevano gocce di sangue. Lasciando il calice e l’Ostia sospesi nell’aria Egli si prostrò a terra e ripetè questa preghiera tre volte: “SS. Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, vi adoro profonda­mente, Vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divini­tà di Gesù Cristo, presente in tutti i Tabernacoli del mondo, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze da cui Egli è offeso. E per gli infiniti meriti del Suo Sacratissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, Vi chiedo la conversione dei poveri peccatori”. Impariamo a memoria anche questa preghiera, e recitiamola spesso, soprattutto dopo la Santa Comunione e durante l’Adorazione.

Poi l’angelo disse: “Prendete e bevete il Corpo di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i delitti e consolate il vostro Dio “.

Non scordiamoci il valore della Comunione riparatrice! Iniziamo appena possibile la pratica dei 5 sabati in onore del Cuore Immacolato, oppure dei 9 venerdì del Sacro Cuore.

Novena alla Beata Vergine di Fatima

fatimaminiVergine Santissima, che a Fatima hai rivelato al mondo i tesori di grazie nascosti nella pratica del santo Rosario, infondi nei nostri cuori un grande amore a questa santa devozione, affinché, meditan­do i misteri in esso contenuti, ne raccoglia­mo i frutti e otteniamo la grazia che con questa preghiera ti chiediamo, a maggior gloria di Dio e a vantaggio delle nostre anime. Così sia.

Ave Maria … Cuore Immacolato di Maria, prega per noi. Maria, Madre di Gesù e della Chiesa, noi abbiamo bisogno di Te. Desideriamo la luce che s’irradia dalla tua bontà, il conforto che ci proviene dal tuo Cuore Immacolato, la carità e la pace di cui Tu sei Regina. Ti affidiamo con fiducia le nostre necessità perché Tu le soccorra, i nostri dolori perché Tu li lenisca, i nostri mali perché Tu li guarisca, i nostri corpi perché Tu li renda puri, i nostri cuori perché siano colmi d’amore e di contrizione, e le nostre anime perché con il tuo aiuto si salvino. Ricorda, Madre di bontà, che alle tue preghiere Gesù nulla rifiuta. Concedi sollievo alle anime dei defunti, guarigione agli ammalati, purezza ai giovani, fede e concordia alle famiglie, pace all’umanità. Richiama gli erranti sul retto sentiero, donaci molte vocazioni e santi Sacerdoti, proteggi il Papa, i Vescovi e la santa Chiesa di Dio. Maria, ascoltaci e abbi pietà di noi. Volgi a noi i tuoi occhi misericordiosi. Dopo questo esilio mostra a noi Gesù, frutto benedetto del tuo grembo, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen. (Questa preghiera è da recitarsi per nove giorni consecutivi)

Madonna di Fatima in Vaticano

Preghiera per la Pace

Signore, Padre Santo,
che in Gesù ci hai dato la Tua pace
e attraverso di Lui ci hai voluti condurre al Tuo Cuore
– in questo luogo in cui la Vergine Maria ci invita alla preghiera per la pace nel mondo
e in cui l’Angelo della Pace ci esorta ad adorare Dio solo -,
noi Ti chiediamo che regni la concordia tra i popoli,
che i responsabili delle nazioni trovino cammini di giustizia,
che tutti otteniamo la pace del cuore
e che, per intercessione della Regina della Pace,
siamo costruttori di un mondo più fraterno.
Per Cristo, Nostro Signore.

Amen.

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Preghiera Giubilare di Consacrazione

Salve, Madre del Signore,
Vergine Maria, Regina del Rosario di Fatima!
Benedetta fra tutte le donne,
sei l’immagine della Chiesa rivestita di luce pasquale,
sei l’onore del nostro popolo,
sei il trionfo sul male.

Profezia dell’Amore misericordioso del Padre,
Maestra dell’Annuncio della Buona Novella del Figlio,
Segno del Fuoco ardente dello Spirito Santo,
insegnaci, in questa valle di gioie e di dolori,
le verità eterne che il Padre rivela ai piccoli.

Mostraci la forza del tuo manto protettore.
Nel tuo Cuore Immacolato,
sii il rifugio dei peccatori
e la via che conduce a Dio.

Unito/a ai miei fratelli,
nella Fede, nella Speranza e nell’Amore,
a Te mi affido.
Unito/a ai miei fratelli, attraverso di Te, a Dio mi consacro,
o Vergine del Rosario di Fatima.

E alla fine, avvolto/a dalla Luce che dalle tue mani giunge a noi,
darò gloria al Signore per i secoli dei secoli.

Amen.

Il capitolo VIII della Lumen Gentium – 4

Il capitolo VIII della Lumen Gentium

La Lumen Gentium è la Costituzione Dogmatica sulla Chiesa emessa nel 1964 ed è una delle quattro Costituzioni del Concilio Vaticano II insieme alla Sacrosanctum Concilium, Dei Verbum e Gaudium et Spes.
Il Capito VIII costituisce la base della Mariologia e riassume quanto la Chiesa ha sostenuto nel corso dei secoli e ripete quanto la Chiesa ha sempre creduto, ossia che l’elezione di Maria, la sua libera cooperazione e la sua intercessione riecheggiano la più grande gloria di Dio.

“Il Concilio Vaticano II ha provocato un prodigioso passo in avanti sia in relazione alla dottrina, quanto verso la devozione mariana. È una pena non poter citare l’intero Capitolo VIII della Lumen Gentium. Quando ho preso parte al Concilio, ho potuto riconoscere pienamente la mia personale esperienza nella sostanza di questo ottavo capitolo. Qui ho incontrato tutta la mia passata esperienza sin dalla mia adolescenza, tutto quello che mi ha unito in maniera singolare alla Madre di Dio, e questo sotto forme sempre rinnovate.”
Giovanni Paolo II

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CAPITOLO VIII

IV. Il culto della beata Vergine nella Chiesa

Natura e fondamento del culto

66. Maria, perché madre santissima di Dio presente ai misteri di Cristo, per grazia di Dio esaltata, al di sotto del Figlio, sopra tutti gli angeli e gli uomini, viene dalla Chiesa giustamente onorata con culto speciale. E di fatto, già fino dai tempi più antichi, la beata Vergine è venerata col titolo di « madre di Dio » e i fedeli si rifugiano sotto la sua protezione, implorandola in tutti i loro pericoli e le loro necessità. Soprattutto a partire dal Concilio di Efeso il culto del popolo di Dio verso Maria crebbe mirabilmente in venerazione e amore, in preghiera e imitazione, secondo le sue stesse parole profetiche: «Tutte le generazioni mi chiameranno beata, perché grandi cose mi ha fatto l’Onnipotente» (Lc 1,48). Questo culto, quale sempre è esistito nella Chiesa sebbene del tutto singolare, differisce essenzialmente dal culto di adorazione reso al Verbo incarnato cosi come al Padre e allo Spirito Santo, ed è eminentemente adatto a promuoverlo. Infatti le varie forme di devozione verso la madre di Dio, che la Chiesa ha approvato, mantenendole entro i limiti di una dottrina sana e ortodossa e rispettando le circostanze di tempo e di luogo, il temperamento e il genio proprio dei fedeli, fanno si che, mentre è onorata la madre, il Figlio, al quale sono volte tutte le cose (cfr Col 1,15-16) e nel quale «piacque all’eterno Padre di far risiedere tutta la pienezza » (Col 1,19), sia debitamente conosciuto, amato, glorificato, e siano osservati i suoi comandamenti.

Norme pastorali

67. Il santo Concilio formalmente insegna questa dottrina cattolica. Allo stesso tempo esorta tutti i figli della Chiesa a promuovere generosamente il culto, specialmente liturgico, verso la beata Vergine, ad avere in grande stima le pratiche e gli esercizi di pietà verso di lei, raccomandati lungo i secoli dal magistero della Chiesa; raccomanda di osservare religiosamente quanto in passato è stato sancito circa il culto delle immagini di Cristo, della beata Vergine e dei Santi. Esorta inoltre caldamente i teologi e i predicatori della parola divina ad astenersi con ogni cura da qualunque falsa esagerazione, come pure da una eccessiva grettezza di spirito, nel considerare la singolare dignità della Madre di Dio. Con lo studio della sacra Scrittura, dei santi Padri, dei dottori e delle liturgie della Chiesa, condotto sotto la guida del magistero, illustrino rettamente gli uffici e i privilegi della beata Vergine, i quali sempre sono orientati verso il Cristo, origine della verità totale, della santità e della pietà. Sia nelle parole che nei fatti evitino diligentemente ogni cosa che possa indurre in errore i fratelli separati o qualunque altra persona, circa la vera dottrina della Chiesa. I fedeli a loro volta si ricordino che la vera devozione non consiste né in uno sterile e passeggero sentimentalismo, né in una certa qual vana credulità, bensì procede dalla fede vera, dalla quale siamo portati a riconoscere la preminenza della madre di Dio, e siamo spinti al filiale amore verso la madre nostra e all’imitazione delle sue virtù.

V. Maria, segno di certa speranza e di consolazione per il peregrinante popolo di Dio

Maria, segno del popolo di Dio

68. La madre di Gesù, come in cielo, in cui è già glorificata nel corpo e nell’anima, costituisce l’immagine e l’inizio della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell’età futura, così sulla terra brilla ora innanzi al peregrinante popolo di Dio quale segno di sicura speranza e di consolazione, fino a quando non verrà il giorno del Signore (cfr. 2 Pt 3,10).

Maria interceda per l’unione dei cristiani

69. Per questo santo Concilio è di grande gioia e consolazione il fatto che vi siano anche tra i fratelli separati di quelli che tributano il debito onore alla madre del Signore e Salvatore, specialmente presso gli Orientali, i quali vanno, con ardente slancio ed anima devota, verso la madre di Dio sempre vergine per renderle il loro culto. Tutti i fedeli effondano insistenti preghiere alla madre di Dio e madre degli uomini, perché, dopo aver assistito con le sue preghiere la Chiesa nascente, anche ora, esaltata in cielo sopra tutti i beati e gli angeli, nella comunione dei santi interceda presso il Figlio suo, fin tanto che tutte le famiglie di popoli, sia quelle insignite del nome cristiano, sia quelle che ancora ignorano il loro Salvatore, in pace e concordia siano felicemente riunite in un solo popolo di Dio, a gloria della santissima e indivisibile Trinità.

21 novembre 1964

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