7 marzo: Madonna di Monte Berico

Madonna di Monte Berico

APPARIZIONI
monteberico La Statua della Madonna di Monte Berico, scolpita in pietra tenera dei colli berici da Nicolò da Venezia, risale al 1430, cioè a soli due anni dalla secon­da apparizione della Vergine Maria.

L’idea di “Madre della Misericordia” che essa incarna ed esprime è comu­ne a quel periodo storico, ma bene esprime la perenne bontà della Madre che, mossa a compassione dei suoi figli vicentini che morivano di peste, il 7 marzo 1426 apparve luminosa a una anziana donna, Vincenza Pasini, che era salita sul colle a portare la colazione al marito, occupato in una sua piccola vigna nel luoghi dove ora sorge il santuario, e le disse: “Non teme­re, Vincenza, Io sono Maria, la Madre di Gesù morto in croce per la salute del genere umano. Va’ e di’ ai vicentini che innalzino in questo luogo una chiesa consacrata al mio nome, se vogliono essere liberati dal flagello che li percuote”. E assicurò che quanti si fossero recati al futuro santuario nella prima domenica di ogni mese e nei giorni a Lei dedicati avrebbero ri­cevuto grazie abbondanti.

Due anni dopo, perdurando la peste e l’incredulità dei vicentini nei riguardi del messaggio della veggente, il 1° agosto 1428 la Vergine apparve di nuovo insistendo sulle sue richieste e sulle sue promesse.

Questa volta i vicentini ci credettero, e subito iniziarono la costruzione del­la chiesa: man mano essa cresceva, diminuiva la peste, sino a cessare del tutto.

Da allora il santuario, che venne via via ampliandosi sino alla struttura at­tuale (1703), fu ed è una testimonianza vivente della presenza di Maria ac­canto ai suoi figli, specialmente ai suoi figli vicentini che la onorano come loro principale Patrona.

Quasi fin dall’inizio, e precisamente dal 1435, sono custodi del Santuario í frati dell’Ordine dei Serva dl Maria.

Da questo luogo, nel 1912, partirono i primi frati missionari Servi di Maria, che dall’Africa avrebbero esteso il loro apostolato in America Latina e in In­dia, portando ovunque l’immagine, la conoscenza e la devozione della Madonna di Monte Berico.

Tutti quelli che verranno a onorarmi in questo luogo nelle mie feste e nella prima domenica di ogni mese, riceveranno molte grazie dal mio Figliuolo Divino e la benedizione dalla mia stessa mano materna”.

MESSAGGIO
Se noi “leggiamo” la statua della Madonna di Monte Berico, ne intuiamo chiaro il duplice messaggio.

Maria SS. è la Madre buona e potente che allarga il suo manto ad accoglie­re noi suoi figli, piccoli, deboli e peccatori, per proteggerci dal maligno e dai maligni: come viene spontaneo, allora, e quanto è consolante ricorrere a Lei con fiducia, specialmente nei momenti di sofferenza da lenire e da tra­sformare qualche volta in guarigione e sempre in atto d’amore redentivo! Ne sono visibile e commovente conferma gli ex-voto e í numerosi pellegri­ni che salgono sul colle berico da soli o con la famiglia o in gruppo durante tutto il corso dell’anno e, in modo particolare, nelle prime domeniche del mese.

La Vergine Maria, assunta in cielo, non ha deposto la sua missione di sal­vezza, ma con la sua molteplice intercessione continua ad ottenerci le gra­zie della salute eterna. Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata! Per questo la Beata Vergine è invocata nella Chiesa con i titoli di Avvocata, Ausiliatrice, Soccorritrice, Mediatrice(LG.62).

Maria SS. è anche la nostra guida alcuna nel cammino della vita. Il ginoc­chio sinistro che le piega la veste la indica in cammino: evidentemente ver­so Cristo Gesù, unica ragione della sua esistenza, della sua grandezza e santità, della sua gloria, e verso i fratelli, diventati suoi figli per volontà del Signore.

Lei ha camminato dietro a Cristo nella fede, nella speranza, nella carità e ora nella gloria, prima di noi; il suo esempio, che si sprigiona chiaro dalle pagine del Vangelo, è per noi affascinante e imitabile. Ma ora Lei cammina accanto a noi pellegrini verso là patria, offrendoci il suo luminoso esempio di perfetta discepola del Signore e assicurandoci la sua potente mediazio­ne materna presso il Figlio Cristo Gesù.

Da Lei protetti e con Lei pellegrinanti nella via della fede, della speranza, della carità e della gloria eterna, noi scendiamo ogni volta dal “monte” alla “pianura”, cioè alla vita quotidiana, più forti e più decisi a costruire famiglie e società migliori.

E l’immagine della Madonna di Monte Berico che onoriamo in Santuario e nelle nostre case ce lo ricorda di continuo, affettuosamente.

Supplica alla Madonna di Monte Berico
O Vergine Santissima, Madre di Dio e Madre mia Maria, Ti ringrazio che ti sei degnata di apparire sul Monte Berico e ti ringrazio per tutte le grazie che qui concedi a quanti a Te ricorrono. Nessuno mai Ti ha pregato invano.
Anch’io a Te ricorro e Ti supplico per la Passione e Morte di Gesù e per i Tuoi dolori: accoglimi, o Madre Pietosa, sotto il tuo manto, che è manto materno; concedimi la grazia particolare che Ti domando (…….) e proteggimi da ogni male e specialmente dal peccato che è il male più grande.Deh! fa’, o Maria, Madre mia, che io goda sempre della tua amorosa protezione in vita e più ancora in morte e che venga poi a vederTi in cielo e a ringraziarTi e benedirTi per sempre. Amen.

 

Oggi, primo sabato del mese di marzo

Oggi, primo sabato del mese
Carissimi amici, oggi è il Primo Sabato del mese!
Per molti di voi sarà il primo, e per molti altri già il quinto!
mamma idmPrepariamoci devotamente a questo preziosissimo appuntamento: sia interiormente, sia materialmente programmando già fin d’ora la giornata, affinché niente e nessuno possa farci distogliere dal portare a termine anche questa importantissima tappa. Se durante il giorno metteremo al primo posto ciò che ci domanda la Madonna, tutto sarà più facile.

Ricordiamo quindi ciò che ci richiede la Madre di Dio da compiere al primo sabato del mese:

“Guarda figlia mia, il mio Cuore coronato di spine, che gli uomini ingrati ad ogni momento mi infiggono con bestemmie e ingratitudini. Tu, almeno, cerca di consolarmi e assicura a tutti coloro che: – Per 5 mesi consecutivi, nel primo sabato del mese si confesseranno con l’intenzione di riparare le offese al Cuore Immacolato,
– riceveranno la Santa Comunione con la stessa intenzione, sempre nel primo sabato del mese,
– reciteranno il Rosario, almeno una terza parte con la stessa intenzione,
– e mi faranno compagnia per un quarto d’ora meditando i 15 misteri del Rosario con lo scopo di offrirmi riparazione,
Io prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie per la salvezza delle loro anime” La confessione può essere fatta anche entro otto giorni precedenti il primo sabato, purché ci si comunichi in grazia, con l’intenzione di offrire riparazione al Cuore Immacolato di Maria. Se si dimenticasse di formulare questa intenzione nella confessione allora essa può essere formulata nella confessione seguente. La confessione e la comunione devono ripetersi per 5 mesi consecutivi senza interruzione altrimenti si deve ricominciare da capo.
Per coloro che hanno difficoltà a trovare o ad andare alla S. Messa di sabato, il Signore permette la partecipazione Eucaristica il giorno dopo, cioè alla domenica con la concessione del confessore. Infatti Lucia stessa chiese a Gesù:

“«A chi non potrà soddisfare tutte le condizioni al sabato, non potrà farlo alla domenica?»

Gesù rispose: «Sarà ugualmente accetta la pratica di questa devozione alla domenica, dopo il primo sabato, quando i miei sacerdoti, per giusti motivi, lo concederanno alle anime».

Gesù rivelò a Lucia la ragione dei 5 sabati di riparazione, si tratta di 5 classi di offese e bestemmie contro il Cuore Immacolato di Maria:


1. bestemmie contro la Immacolata Concezione.
2. contro la Sua Verginità.
3. contro la Sua Maternità Divina e il rifiuto di riconoscerla come Madre degli uomini.
4. L’opera di coloro che pubblicamente infondono nel cuore dei piccoli l’indifferenza, il disprezzo e perfino l’odio contro questa Madre Immacolata.
5. L’opera di coloro che La offendono direttamente nelle sue immagini sacre.
Moderazione IdM


“Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato; a chi la praticherà prometto la salvezza; queste anime saranno predilette da Dio, e come fiori saranno collocati da Me dinanzi al Suo trono” (Fatima)

http://www.innamorati-di-maria.it/5primisabati.html

 

Oggi: il primo venerdì del mese al Sacro Cuore

Il primo venerdì del mese al Sacro Cuore

Innamorati di Maria

Mostrando il suo Cuore a Santa Margherita Maria Alacoque (1647-1690), Gesù disse: “Ecco quel cuore che ha tanto amato gli uomini e dai quali non riceve che ingratitudini e disprezzo…”.
In diverse apparizioni alla stessa Santa, Gesù fece dive
rse promesse per coloro che avessero onorato il suo Cuore, tra le quali c’ è quella definita “la grande promessa”:
“A tutti quelli che, per nove mesi consecutivi, si comunicheranno al primo venerdì d’ogni mese, io prometto la grazia della perseveranza finale: essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i Santi Sacramenti (se necessari) ed il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.”
CONDIZIONI:
1. Accostarsi alla Comunione.
La Comunione va fatta bene, cioè in grazia di Dio; quindi, se si è in peccato mortale, bisogna premettere la confessione.
2. Per nove mesi consecutivi.
Quindi chi avesse incominciato le Comunioni e poi per dimenticanza, malattia, ecc. ne avesse tralasciata anche una sola, deve incominciare da capo.
3. Ogni primo venerdì del mese.
La pia pratica si può iniziare in qualsiasi mese dell’anno.
“Era tradizionale – e in alcuni Paesi lo è ancora – la consacrazione al Sacro Cuore delle famiglie, che ne conservavano un’immagine nella loro casa. Le radici di questa devozione affondano nel mistero dell’Incarnazione; è proprio attraverso il Cuore di Gesù che in modo sublime si è manifestato l’Amore di Dio verso l’umanità.” (Benedetto XVI)

CONSACRAZIONE DELLA FAMIGLIA AL SACRO CUORE

O Gesú, che hai manifestato a S. Margherita Maria
il desiderio di regnare con il tuo Cuore sulle fa­miglie cristiane
vogliamo oggi proclamare la tua regalità d’amo­re sulla nostra famiglia.
Noi tutti vogliamo vivere, d’ora innanzi come Tu vuoi: – vogliamo far fiorire nella nostra casa le virtù alle quali hai promesso la pa­ce quaggiù.
Vogliamo tener lontano da noi tutti quello che è in contrasto con Te.
Tu regnerai sul nostro intellet­to, per la semplicità della nostra fede; sui nostri cuori per l’amore continuo che avremo per te e che ravviveremo ricevendo spes­so la S. Comunione.
Degnati, o Cuore Divino, di re­stare sempre in mezzo a noi, di benedire le nostre attività spiri­tuali e materiali,
di santificare le nostre gioie di sollevare le nostre pene.
Se mai qualcuno di noi avesse la disgrazia di offenderti ricorda­gli o Gesú,
che hai un Cuore buo­no e misericordioso con il pecca­tore che si pente.
E nei giorni di dolore saremo fiduciosamente sottomessi al tuo divino volere.
Ci consoleremo pen­sando che verrà un giorno in cui tutta la famiglia,
riunita felice in cielo potrà cantare per sempre le tue glorie e i tuoi benefici.
Ti presentiamo oggi questa no­stra consacrazione per mezzo del Cuore Immacolato di Maria e del glorioso suo Sposo
S. Giuseppe,
affinché con il loro aiuto possia­mo metterla in pratica in tutti i giorni della nostra vita.
Dolce Cuore del mio Gesú, fa ch’io t’ami sempre piú.
Cuore di Gesú, venga il tuo re­gno.

Un dono per Maria: la Novena del Rosario di 54 giorni

Un dono per Maria: la Novena del Rosario di 54 giorni

 

 
 
 
Carissimi Innamorati di Maria, la “Novena del Rosario di 54 giorni” è una ininterrotta serie di Rosari in onore della Madonna, rivelata all’incurabile malata Fortuna Agrelli dalla Madonna di Pompei a Napoli nel 1884. Da 13 mesi Fortuna Agrelli soffriva di terribili dolori, i più celebri medici non riuscivano a curarla. Il 16 Febbraio 1884, la ragazza e i suoi parenti cominciarono una novena di Rosari.
 
La Regina del Santo Rosario la premiò con una apparizione il 3 Marzo. Maria sedeva su un alto trono, sormontato da luminose figure, portava il divin Figlio sul grembo e sulla mano un Rosario. La Madonna e il Santo Bambino erano accompagnati da San Domenico e Santa Caterina da Siena. Il trono era decorato da fiori, la bellezza della Madonna era meravigliosa.
 
La Santa Vergine disse: “Figlia, tu mi hai invocato con vari titoli e hai sempre ottenuto favori da me. Ora, poiché mi hai chiamato con il titolo così gradito a me, ‘Regina del Santo Rosario’, non posso più rifiutarti il favore che tu chiedi; perché questo nome è il più prezioso e caro per me. Fai tre novene, e tu otterrai tutto.” Una volta ancora La Regina del Santo Rosario le apparve e disse: Chiunque desidera ottenere favori da me dovrebbe fare tre novene della preghiera del Rosario, e tre novene in ringraziamento.”

 

La novena consiste di 5 decine del Rosario ogni giorno per 27 giorni in petizione; poi immediatamente 5 decine ogni giorno per 27 giorni in ringraziamento, incurante se la richiesta è stata concessa. Le meditazioni variano da giorno a giorno. Il primo giorno della novena si meditano i misteri gaudiosi, il secondo i luminosi, il terzo i dolorosi, il quarto i gloriosi; il quinto giorno di nuovo i gaudiosi e così via per tutti i 54 giorni. E’ una novena laboriosa, ma una novena di Amore. Possiamo offrirla a Maria per la conversione dei peccatori, la pace nel mondo e la santità delle famiglie cristiane, oppure per i nostri bisogni più urgenti, naturalmente secondo la volontà di Dio.

 

 
 

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Nell’apparizione della Madonna di Pompei avvenuta in Napoli nel Marzo del 1884 in casa del Commendatore Agrelli, la celeste Madre si degnò di rivelare più chiaramente il modo con cui vuole essere invocata per concedere le sue misericordie.

– Chiunque vuol grazie da me, – Ella diceva alla sofferente Fortunatina Agrelli, – faccia TRE NOVENE con la recitazione delle 15 poste del Rosario, e TRE NOVENE DI RINGRAZIA­MENTO.

Novena d’Impetrazione alla Vergine del Rosario di Pompei

Si ponga la prodigiosa immagine in luogo distinto e, potendolo, si accendano due candele, simbolo della fede che arde nel cuore del credente. Quindi si prenda fra le mani la corona del Rosario. Prima di cominciare la Novena, pregare Santa Caterina da Siena che si degni di recitarla insieme a noi.

O Santa Caterina da Siena, mia Protettrice e Maestra, tu che assisti dal cielo i tuoi devoti allorché recitano il Rosario di Maria, assistimi in questo momento e degnati di recitare insieme con me la Novena alla Regina del Rosario che ha posto il trono delle sue grazie nella Valle di Pompei, affinché per tua intercessione io ottenga la desiderata grazia. Amen.

V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

I. – O Vergine Immacolata e Regina del Santo Rosario, tu, in questi tempi di morta fede e di empietà trionfante, hai voluto piantare il tuo seggio di Regina e di Madre sull’antica terra di Pompei, soggiorno di morti pagani. Da quel luogo dov’erano adorati gl’idoli e i demoni, Tu oggi, come Madre della divina grazia, spargi dappertutto i tesori delle celesti misericordie. Deh! da quel trono ove regni pietosa, rivolgi, o Maria, anche sopra di me gli occhi tuoi benigni, ed abbi pietà di me che ho tanto bisogno del tuo soccorso. Mòstrati anche a me, come a tanti altri ti sei mostrata, vera Madre di misericordia: mentre io con tutto il cuore ti saluto e t’invoco mia Sovrana e Regina del Santo Rosario.

Salve, Regina, Madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi e mostraci, dopo quest’esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

II. – Prostrata ai piedi del tuo trono, o grande e gloriosa Signora, l’anima mia ti venera tra gemiti ed affanni onde è oppressa oltre misura. In queste angustie ed agitazioni in cui mi trovo, io alzo confidente gli occhi a te, che ti sei degnata di eleggere per tua dimora le campagne di poveri ed abbandonati contadini. E là, di fronte alla città ed all’anfiteatro ove regna silenzio e rovina, Tu, come Regina delle Vittorie, levasti la tua voce potente per chiamare da ogni parte d’Italia e del mondo cattolico i devoti tuoi figli ad erigerti un Tempio. Deh! ti muovi alfine a pietà di quest’anima mia che giace avvilita nel fango. Pietà di me, o Signora, pietà di me che sono oltremodo ripieno di miserie e di umiliazioni. Tu, che sei lo sterminio dei
demoni, difendimi da questi nemici che mi assediano. Tu, che sei l’Aiuto dei
cristiani, traimi da queste tribolazioni in cui verso miserevolmente. Tu, che sei la
Vita nostra, trionfa sulla morte che minaccia l’anima mia in questi pericoli cui trovasi
esposta; ridonami la pace, la tranquillità, l’amore, la salute. Amen.

Salve, Regina…

III. – Il sentire che tanti sono stati da te beneficati, solo perché sono ricorsi a te con
fede, m’infonde novella lena e coraggio d’invocarti in mio soccorso. Tu già
promettesti a S. Domenico che chi vuol grazie, col tuo Rosario le ottiene; ed io, col
tuo Rosario in mano, oso ricordarti, o Madre, le tue sante promesse. Anzi tu stessa ai
dì nostri operi continui prodigi per chiamare i tuoi figli a onorarti nel Tempio di
Pompei. Tu dunque vuoi tergere le nostre lacrime, vuoi lenire i nostri affanni! Ed io
col cuore sulle labbra, con viva fede ti chiamo e t’invoco: Madre mia!… Madre
cara!… Madre bella!… Madre dolcissima, aiutami! Madre e Regina del Santo Rosario
di Pompei, non più tardare a stendermi la mano tua potente per salvarmi: ché il
ritardo, come vedi, mi porterebbe alla rovina.

Salve, Regina…

IV. – E a chi altri mai potrei ricorrere, se non a te che sei il Sollievo dei miserabili, il
Conforto degli abbandonati, la Consolazione degli afflitti? Io te lo confesso, l’anima
mia è miserabile: gravata da enormi colpe, merita di ardere nell’inferno, indegna di
ricevere grazie! Ma non sei tu la Speranza di chi dispera, la Madre di Gesù, unico
mediatore tra l’uomo e Dio, la potente nostra Avvocata presso il trono dell’Altissimo,
il Rifugio dei peccatori? Deh! solo che tu dica una parola in mio favore al tuo Figlio,
ed Egli ti esaudirà. Chiedigli, dunque, o Madre, questa grazia di cui tanto io ho
bisogno. (Si domandi la grazia che si vuole). Tu sola puoi ottenermela: Tu che sei
l’unica speranza mia, la mia consolazione, la mia dolcezza, tutta la vita mia. Così
spero. Amen.

Salve, Regina…

V. – O Vergine e Regina del santo Rosario, Tu che sei la Figlia del Padre Celeste, la
Madre del Figlio divino, la Sposa dello Spirito Santo; Tu che tutto puoi presso la
Santissima Trinità, devi impetrarmi questa grazia tanto a me necessaria, purché non
sia di ostacolo alla mia salvezza eterna. (Si ripeta la grazia che si desidera). Te la
domando per la tua Immacolata Concezione, per la tua divina Maternità, per i tuoi
gaudi, per i tuoi dolori, per i tuoi trionfi. Te la domando per il cuore del tuo amoroso
Gesù, per quei nove mesi che lo portasti nel seno, per gli stenti della sua vita, per
l’acerba sua passione, per la sua morte in croce, per il Nome suo santissimo, per il
suo preziosissimo Sangue. Te la domando infine per il Cuore tuo dolcissimo, nel
Nome tuo glorioso, o Maria, che sei Stella del mare, Signora potente, Mare di dolore,
Porta del paradiso e Madre di ogni grazia. In te confido, da te tutto spero, tu mi devi salvare. Amen.

Salve, Regina…

V. Regina del Santo Rosario, prega per noi.
R. Affinché diventiamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione – O Dio, il tuo unico Figlio, ci ha acquistato con la sua vita, morte e risurrezione, i beni della salvezza eterna: concedi a noi che, venerando questi misteri nel Santo Rosario della Vergine Maria, imitiamo ciò che contengono e otteniamo ciò che promettono. Per Cristo Nostro Signore.
Amen.

 
 
 
PREGHIERA
a S. Domenico e a S. Caterina da Siena
per ottenere le grazie dalla S. Vergine di Pompei

O santo sacerdote di Dio e glorioso Patriarca San Domenico, che fosti l’amico, il figlio prediletto e il confidente della celeste Regina, e tanti prodigi operasti per virtù del S. Rosario; e tu, Santa Caterina da Siena, figliuola primaria di quest’Ordine del Rosario e potente mediatrice presso il trono di Maria e presso il Cuore di Gesù, da cui avesti scambiato il cuore: voi, Santi miei cari, guardate le mie necessità e abbiate pietà dello stato in cui mi trovo. Voi aveste in terra il cuore aperto ad ogni altrui miseria e la mano potente a sovvenirla: ora in Cielo non è venuta meno né la vostra carità, né la vostra potenza. Pregate per me la Madre del Rosario ed il Figlio Divino, giacché ho gran fiducia che per mezzo vostro potrò conseguire la grazia che tanto desidero. Amen.

Gloria al Padre… (tre volte).

Novena di Ringraziamento alla Vergine del Rosario di Pompei

Si ponga la prodigiosa immagine in luogo distinto e, potendolo, si accendano due candele, simbolo della fede che arde nel cuore del credente. Quindi si prenda fra le mani la corona del Rosario.

V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

I. – Eccomi ai tuoi ginocchi, o Madre Immacolata di Gesù, che godi di essere invocata Regina del Rosario nella Valle di Pompei. Con la letizia nel cuore, con l’animo compreso dalla più viva gratitudine io ritorno a te, mia generosa Benefattrice, mia dolce Signora, Sovrana del mio cuore, a te, che ti sei mostrata veramente la Madre mia, la Madre che assai mi ama. Nei miei gemiti Tu mi hai ascoltato, nelle mie afflizioni mi hai consolato, nelle mie angustie mi hai ridonato la pace. Dolori e pene di morte assediarono il mio cuore, e Tu, o Madre, dal tuo trono di Pompei, con uno sguardo pietoso mi hai rasserenato. Chi mai si volse a te con fiducia e non venne esaudito? Se tutto il mondo conoscesse quanto sei buona, quanto compassionevole con chi soffre, tutte le creature farebbero a te ricorso. Sii Tu sempre benedetta, o Vergine Sovrana di Pompei, da me e da tutti, dagli uomini e dagli Angeli, dalla terra e dal Cielo. Amen.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Salve, Regina, Madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi e mostraci, dopo quest’esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

II. – Grazie io rendo a Dio e grazie a te, Madre divina, dei nuovi benefici che per la pietà e misericordia tua mi sono stati elargiti. Che sarebbe stato di me, se Tu avessi respinto i miei sospiri, le lacrime mie? Per me ti ringrazino gli Angeli del paradiso e i cori degli Apostoli, dei Martiri, delle Vergini, dei Confessori. Per me ti ringrazino tante anime di peccatori da te salvate, che ora godono in cielo la visione della tua immortale bellezza. Vorrei che insieme con me tutte le creature ti amassero, e che il mondo tutto ripetesse l’eco dei miei ringraziamenti. Che potrò io rendere a te, o Regina, ricca di pietà e di magnificenza? La vita che mi resta io consacro a te, ed a propagare ovunque il tuo culto, o Vergine del Rosario di Pompei, alla cui invocazione la grazia del Signore mi ha visitato. Promuoverò la devozione del tuo Rosario; narrerò a tutti la misericordia che m’impetrasti; predicherò sempre quanto fosti buona
con me, affinché anche gl’indegni come me, e i peccatori a te si rivolgano con fiducia.

Gloria al Padre… e Salve, Regina…

III. – Con quali nomi ti chiamerò io, o candida colomba di pace? Con quali titoli invocherò te, che i santi Dottori chiamarono Signora del creato, Porta della vita, Tempio di Dio, Reggia di luce, Gloria dei cieli, Santa tra i Santi, Miracolo dei miracoli, Paradiso dell’Altissimo? Tu sei la Tesoriera delle grazie, la Onnipotenza supplichevole, anzi la stessa Misericordia di Dio che discende sugli infelici. Ma so pure che è dolce al tuo cuore l’essere invocata Regina del Rosario nella Valle di Pompei. E così chiamandoti, sento la dolcezza del tuo mistico Nome, o Rosa del Paradiso, trapiantata nella Valle del pianto per addolcire gli affanni di noi esuli figli di Eva; Rosa rubiconda di carità, più fragrante di tutti gli aromi del Libano, che, col profumo di tua soavità celestiale, attiri nella tua Valle il cuore dei peccatori al Cuore di Dio. Tu sei la Rosa di eterna freschezza, che, innaffiata dai rivoli delle acque celesti, gettasti le tue radici sulla terra inaridita da una pioggia di fuoco; Rosa d’intemerata bellezza, che nel luogo della desolazione piantasti l’Orto delle delizie del Signore. Esaltato sia Dio, che rese il Nome tuo così ammirabile. Benedite, o popoli, il Nome della Vergine di Pompei, poiché tutta la terra è piena della sua misericordia.

Gloria al Padre… e Salve, Regina…

IV. – Tra le tempeste che mi avevano sommerso levai gli occhi miei a te, nuova Stella di speranza apparsa ai dì nostri sulla Valle delle rovine. Dal profondo delle amarezze alzai le mie voci a te, Regina del Rosario di Pompei, e sperimentai la potenza di questo titolo a te sì caro. Salve, io griderò sempre, salve, o Madre di pietà, mare immenso di grazie, oceano di bontà e di compassione! Le glorie del tuo Rosario, le vittorie della tua Corona, chi canterà degnamente? Tu al mondo, che si svincola dalle braccia di Gesù, per darsi a quelle di Satana, appresti salute in quella Valle dove Satana divorava le anime. Tu calcasti, trionfatrice, i ruderi dei templi pagani, e sulle rovine della idolatria ponesti lo sgabello della tua dominazione. Tu mutasti una plaga di morte in Valle di risurrezione e di vita, e sulla terra dominata dal tuo nemico impiantasti la Cittadella del rifugio, ove accogli i popoli a salvezza. Ecco i figli tuoi, sparsi nel mondo, quivi t’innalzarono un trono, a testimonianza dei tuoi prodigi, come trofeo delle tue misericordie. Tu da quel Trono chiamasti anche me tra i figli della tua predilezione: su di me peccatore si posò lo sguardo della tua misericordia. Siano benedette in eterno le opere tue, o Signora; e benedetti siano i prodigi tutti da te operati nella Valle della desolazione e dello sterminio.

Gloria al Padre… e Salve, Regina…

V. – Risuoni su ogni lingua la gloria tua, o Signora, e il vespro tramandi al dì seguente il concento delle nostre benedizioni. Tutte le genti ti chiamino beata, e te beata ripetano tutti i lidi della terra e i cori celesti. Tre volte beata pur io ti chiamerò con gli Angeli, con gli Arcangeli, con i Principati; tre volte beata con le angeliche Potestà, con le Virtù dei cieli, con le Dominazioni superne. Beatissima te predicherò con i Troni, con i Cherubini e con i Serafini. O sovrana mia salvatrice, non lasciar di piegare i tuoi occhi misericordiosi su questa famiglia, su questa nazione, su tutta la Chiesa. Soprattutto non mi negare la maggiore delle grazie: cioè che la mia fragilità da te non mi distacchi giammai. In quella fede e in quell’amore onde arde in questo istante l’anima mia, fa’ che io perseveri sino all’ultimo respiro. E, quanti concorriamo al decoro del tuo Santuario in Pompei e all’incremento delle sue opere di carità, fa’ che siam tutti nel numero degli eletti. O corona del Rosario della Madre mia, ti stringo al petto e ti bacio con venerazione. (Qui si bacia la propria corona). Tu sei la via per raggiungere ogni virtù, il tesoro dei meriti per il paradiso, il pegno della mia predestinazione, la catena forte che stringe il nemico, sorgente di pace a chi ti onora in vita, auspicio di vittoria a chi ti bacia in morte. In quell’ora estrema io ti aspetto, o Madre. Il tuo apparire sarà il segnale della mia salvezza; il tuo Rosario mi aprirà le porte del Cielo. Amen.

Gloria al Padre… e Salve, Regina…

V. Regina del Santo Rosario, prega per noi.
R. Affinché diventiamo degni delle promesse di Cristo.

Orazione – Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci hai insegnato di ricorrere a te con fiducia e chiamarti: Padre nostro che sei nei cieli; Signore buono, che sei sempre misericordioso e perdoni, per intercessione della Immacolata Vergine Maria, esaudisci noi, che ci gloriamo del titolo di figli del Rosario; gradisci le nostre umili grazie per i doni ricevuti; e il Trono che le innalzasti nel Santuario di Pompei rendi ogni giorno più glorioso e perenne, per i meriti di Gesù Cristo Nostro Signore. Amen.

INDULGENZE

concesse dal S. Padre Leone XIII a chi recita la Novena di ringraziamento alla Vergine del SS. Rosario di Pompei.

Beatissimo Padre, Il Cardinal Raffaele Monaco La Valletta, Decano del S. Collegio, Protettore del San­tuario di Maria SS. del Rosario in Valle di Pompei, espone che ad una Novena di Pre­ghiere, composta dall’Avvocato Bartolo Longo, per chiedere grazie alla Santissima Vergine del Rosario, con Rescritto della Sacra Con­gregazione dei Riti del 29 Novembre 1887, fu accordata da Vostra Santità l’Indulgenza Plenarla a quelli che, aven­dola praticata per nove giorni, veramente pentiti, confessati e comunicati in un giorno o durante la Novena, o dopo di averla com­piuta, pregheranno per qualche spazio di tem­po secondo la intenzione della Santità Vostra avanti la Immagine della Madonna del Rosario di Pompei.

Ora, essendosi già da due anni pubblicata dallo stesso Avv. Longo la sottoposta Novena di ringraziamento alla Vergine del SS. Ro­sario di Pompei per le grazie ottenute, ed essendo siffattamente praticata dal popolo cri­stiano, da doversene ora ristampare la deci­masettima edizione, lo scrivente Cardinale, ad accrescere sempre più lo spirituale vantaggio dei fedeli, che con quella Novena manifestano la loro gratitudine alla Vergine del Rosario in Valle di Pompei, per le grazie richieste, implora da Vostra Santità che le stessa Indul­genza plenariea concessa a chi re­cita la Novena di impetrazione di grazie siano estese con le stesse condizioni, a quelli che reciteranno la Novena di Ringraziamento. Rescritto.

Ex audientia SS.mi die 29 Aprilis 1892. Ss.mus benigne annuit pro gratia in omni­bus iuxta preces, contrariis quibuscumque non obstantibus.

R. CARD. MONACO, Proíector. Il S. P. Pio X, con Rescritto del 18 Novem­bre 1903, ha confermato in perpetuo tale In­dulgenza l’ha resa applicabile alle Anime del Purgatorio.

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Da oggi: NOVENA DELLA GRAZIA

NOVENA DELLA GRAZIA

Innamorati di Maria

Nella prima domenica dopo l’Immacolata, l’11 dicembre 1633, si svolse nel palazzo reale di Napoli la festa tradizionale della monarchia spagnola, molto devota alla Vergine Maria. Per rendere più solenne la festa, il Viceré aveva voluto che nella loggia intorno al gran cortile fossero eretti quattro altari.

Ne fu affidata la realizzazione ad altrettanti nobili cavalieri, tra cui Carlo Brancaccio, fratello del cardinale omonimo. Carlo a sua volta, per meglio riuscire nell’intento, si rivolse al Padre Marcello Mastrilli s.j., sicuro che l’altare da lui eretto sarebbe risultato di sicura finezza artistica.

Terminata la festa, il P. Mastrilli volle tornare al suo altare dove gli operai si apprestavano a togliere gli addobbi. Ed ecco che improvvisamente uno degli operai, che lavorava su una lunga scala, si lasciò sfuggire un pesante martello, che colpì violentemente P.Mastrilli alla testa.

Soccorso e portato nel collegio gesuitico del “Gesù Vecchio”, il ferito ricevette tutte le cure possibili dai medici, ma – nonostante un breve periodo di miglioramento – ogni rimedio si rivelò vano, e P. Mastrilli si aggravò al punto che – dopo 21 giorni – il 2 gennaio 1634 era ormai in fin di vita, né c’erano altre speranze per salvarlo.

Il giorno seguente le sue condizioni erano sempre disperate, ma ecco che il mattino di mercoledì 4 gennaio P. Mastrilli fu visto, con stupore di tutti, all’altare a celebrare la Messa, quando ormai ci si attendeva la sua morte. Evidentemente qualcosa di straordinario era avvenuto, e fu lo stesso P. Mastrilli a riferirlo.

S.Francesco Saverio
S.Francesco Saverio
guarisce il P.Mastrilli s.j.

[Residenza del Gesù Nuovo – Napoli]

Come scrisse in una relazione – firmata e consegnata alle autorità della Diocesi – prima di ricevere l’estrema unzione fece voto, davanti al suo Padre Provinciale, P. Carlo di Sangro, di partire come missionario in India, se il Signore lo avesse voluto guarire.

Pregò quindi il suo confessore di far portare nella sua camera una immagine di S. Francesco Saverio, pregandolo che gli concedesse di poter fare la Comunione prima di morire, data la difficoltà che aveva di inghiottire. E per questo si accostò alla gola una piccola reliquia del Santo.

Difatti poté poi ricevere la Comunione, e per il resto del giorno, poiché si sentiva soffocare, pregò pure la Madonna di affrettare la sua morte. Ma ecco che a questo punto si sentì chiamare: “Marcello! Marcello!” Sentì poi ancora la medesima voce, e volgendo gli occhi verso l’immagine di San Francesco Saverio, ecco che scomparvero ai suoi occhi i confratelli che gli stavano vicino, e vide una persona vestita da pellegrino, col volto di San Francesco Saverio.

“Ebbene – gli disse il Santo – che si fa? Volete morire o andare alle Indie?” P. Mastrilli rispose che desiderava fare quello che Dio voleva. “Non vi ricordate – proseguì allora il Santo – che ieri, col permesso del vostro Provinciale, avete fatto voto di andare in India se Dio vi avesse ridato la salute?” Alla sua risposta affermativa il Santo continuò: “Dunque, allegramente, dite con me queste parole…” E il Santo gli fece ripetere, con alcune aggiunte concernenti la partenza per le Indie e la domanda del martirio, la formula dei voti propria della Compagnia di Gesù.

Infine aggiunse: “Ormai siete sano. Ringraziate Dio di un favore così grande, e in segno di adorazione baciate le cinque piaghe del vostro crocifisso”. Inoltre aggiunse anche che “quanti avessero ferventemente richiesto la sua intercessione presso Dio per nove giorni in Onore della sua canonizzazione (quindi dal 4 al 12 marzo, giorno della sua canonizzazione), avrebbero certamente sperimentato gli effetti del suo grande potere nei cieli ed avrebbero ricevuto qualsiasi grazia che avesse contribuito alla loro salvezza”.

Infatti, come tutti poterono costatare, il P.Mastrilli era completamente guarito. E tre anni dopo partì per l’Oriente, dove tre anni dopo, nel 1637, morì martire in Giappone, a Nagasaki.

Grato della guarigione ottenuta, il Mastrilli conservò per S. Francesco Saverio una grande devozione, che si sforzò di diffondere tra quanti il Signore metteva nel suo cammino di missionario. Molti da allora testimoniarono di grazie ricevute da S. Francesco Saverio, e si diffuse così quella che venne chiamata la «Novena della Grazia», che in modo particolare si pratica dal 4 al 12 marzo.

Testo della “Novena della Grazia”

Carissimo S. Francesco Saverio, con te adoro Dio nostro Signore, ringraziandolo per i grandi doni di grazia che ti ha concesso durante la tua vita, e per la gloria di cui ti ha coronato in Cielo.
Ti supplico con tutto il cuore di intercedere per me presso il Signore, perché mi dia anzitutto la grazia di vivere e morire santamente, e mi conceda la grazia particolare di cui ho bisogno in questo momento, sempre che sia secondo la Sua volontà e la Sua maggior gloria. Amen.

– Padre nostro – Ave Maria – Gloria.
– Prega per noi, S. Francesco Saverio.
– E saremo degni delle promesse di Cristo.

Preghiamo:

O Dio, che con la predicazione apostolica di S. Francesco Saverio hai chiamato molti popoli dell’Oriente alla luce dei Vangelo, fa’ che ogni comunità cristiana abbia il suo fervore missionario, perché su tutta la terra la Santa Chiesa si allieti di nuovi figli. Per Cristo nostro Signore. Amen.

SACRO MANTO DI SAN GIUSEPPE

L’origine della devozione al Sacro Manto di San Giuseppe risale al 22 Agosto 1882, data in cui l’Arcivescovo di Lanciano Mons. F.M. Petrarca ha approvato la devozione a questa pratica, invitando i fedeli a farne uso frequente.
Queste orazioni vanno recitate per 30 giorni consecutivi in ricordo dei 30 anni di vita di San Giuseppe a fianco di Gesù. Sono senza numero le grazie che si ottengono ricorrendo a San Giuseppe. E’ cosa buona accostarsi ai Sacramenti e promuovere il culto del Santo.

Introduzione

San Giuseppe ci sorrida propizio e ci benedica sempre.
San Giuseppe, conforto degli afflitti, prega per noi!

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore vieni presto in nostro aiuto.
Gesù, Giuseppe e Maria,
vi dono il cuore e l’anima mia.

GLORIA AL PADRE

(alla Santissima Trinità ringraziandola per aver esaltato San Giuseppe ad una dignità del tutto eccezionale)


INVOCAZIONE ALLO SPIRITO SANTO

Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal Cielo un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto.
O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza, nulla è nell’uomo, nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato.
Dona ai tuoi fedeli, che solo in te confidano, i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna.
Amen.

CREDO APOSTOLICO

Io credo in Dio, Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra
e in Gesù Cristo, suo unico Figlio,
nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo,
nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato,
fu crocifisso, morì e fu sepolto;
discese agli inferi,
il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente;
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo,
la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne, la vita eterna.
Amen!

Offerta

1) Eccomi San Giuseppe, prostrato devotamente innanzi a te. Ti presento questo Manto prezioso e nello stesso tempo ti offro il proposito della mia devozione fedele e sincera. Tutto quello che potrò fare in tuo onore, durante la mia vita, io intendo eseguirlo, per mostrarti tutto il mio amore verso di te.
Aiutami, San Giuseppe! Assistimi ora e in tutta la mia vita, ma soprattutto nell’ora della mia morte, come tu fosti assistito da Gesù e da Maria, perché ti possa un giorno onorare nella patria celeste per tutta l’eternità. Amen.

2) O glorioso Patriarca San Giuseppe, prostrato innanzi a te, ti venero devotamente e ti offro queste mie preghiere, a ricordo delle innumerevoli virtù che adornano la tua santa persona. In te ebbe compimento il sogno misterioso dell’antico Giuseppe, poiché, non solo il Sole divino, Gesù, ti circondò con i suoi fulgidissimi raggi, ma anche la mistica luna, Maria, ti rischiarò con la sua dolce luce.
Glorioso San Giuseppe, come l’esempio di Giacobbe, che andò personalmente a rallegrarsi con il figlio suo prediletto, esaltato sopra il trono dell’Egitto, servì a trascinarvi anche i suoi figli, così spero che l’esempio di Gesù e di Maria, che ti onorarono con tutta la loro stima e con tutta la loro fiducia, convincano anche me a intessere in tuo onore questo manto prezioso.
O gran Santo, fa’ che il Signore rivolga sopra di me uno sguardo di benevolenza. E come l’antico Giuseppe non scacciò i colpevoli fratelli, anzi li accolse pieno di amore, li protesse e li salvò dalla fame e dalla morte, così tu, o glorioso Patriarca, mediante la tua intercessione, fa’ che il Signore non voglia mai abbandonarmi in questa valle di esilio. Ottienimi inoltre la grazia di conservarmi sempre nel numero dei tuoi servi devoti, e come loro di vivere sereno sotto il manto della tua protezione ogni giorno della mia vita e nel momento della mia morte. Amen.

Orazioni

1) Salve o glorioso San Giuseppe, custode dei tesori incomparabili del Cielo e padre davidico di Colui che nutre tutte le creature. Dopo Maria Santissima tu sei il Santo più degno del nostro amore e meritevole della nostra venerazione. Fra tutti i Santi, tu solo avesti l’onore di allevare, guidare, nutrire e abbracciare il Messia, che tanti Profeti e Re avevano desiderato vedere.
San Giuseppe, salva l’anima mia e ottienimi dalla Misericordia Divina la grazia che umilmente imploro. Ti ricordo anche le anime benedette del Purgatorio perché tu ottenga per loro grande sollievo nelle loro pene.

3 GLORIA AL PADRE


2) Potente San Giuseppe, che fosti proclamato patrono universale della Chiesa, t’invoco fra tutti i Santi, quale fortissimo protettore dei miseri e benedico mille volte il tuo cuore, pronto sempre a soccorrere ogni sorta di bisogni. A te, o caro San Giuseppe, fanno ricorso la vedova, l’orfano, l’abbandonato, l’afflitto, ogni sorta di sventurati. Poiché non c’è dolore, angoscia o disgrazia che tu non abbia pietosamente soccorso, degnati, per i doni che Dio ha messo nelle tue mani, di ottenermi la grazia che ti domando. Anche voi, anime sante del Purgatorio, supplicate San Giuseppe per me.

3 GLORIA AL PADRE


3) Tu, o caro Santo, che conosci tutti i miei bisogni, prima ancora che li esponga con la preghiera, sai quanto mi è necessaria la grazia che ti domando. L’anima mia addolorata non trova riposo in mezzo alle pene. Nessun cuore umano potrebbe comprendere la mia angoscia; se pure trovassi compassione presso qualche anima caritatevole, essa non mi potrebbe aiutare. Tu invece hai donato conforto e pace, grazie e favori a tante persone che ti hanno pregato prima di me; per questo mi prostro davanti a te e ti supplico sotto il grave peso che mi opprime.
A te o San Giuseppe ricorro e spero che non mi vorrai respingere, poiché Santa Teresa ha detto e lasciato scritto nelle sue memorie: “Qualunque grazia si domanda a San Giuseppe verrà certamente concessa”.
O San Giuseppe, consolatore degli afflitti, abbi pietà del mio dolore e porta verso la luce divina e la felicità le anime sante del Purgatorio, che tanto sperano dalle nostre preghiere.

3 GLORIA AL PADRE


4) Eccelso Santo, per la tua perfettissima obbedienza a Dio, abbi pietà di me.
Per la tua santa vita piena di meriti, esaudiscimi.
Per il tuo carissimo Nome, aiutami.
Per il tuo clementissimo cuore, soccorrimi.
Per le tue sante lacrime, confortami.
Per i tuoi dolori, abbi compassione di me.
Per le tue allegrezze, consola il mio cuore.
Da ogni male dell’anima e del corpo liberami.
Da ogni pericolo e disgrazia salvami.
Soccorrimi con la tua santa protezione e, nella tua misericordia e potenza, ottienimi quello che mi è necessario e soprattutto la grazia di cui ho particolare bisogno. Alle anime care del Purgatorio ottieni la pronta liberazione dalle loro pene.

3 GLORIA AL PADRE


5) Glorioso San Giuseppe innumerevoli sono le grazie e i favori, che tu ottieni per i poveri afflitti. Tutti coloro che sono ammalati, oppressi, affamati e offesi nella loro dignità umana, calunniati, traditi, implorano la tua regale protezione certi di essere esauditi nelle loro domande.
Non permettere, San Giuseppe carissimo, che io sia il solo, fra tante persone beneficate, a restare privo della grazia che ti domando. Mostrati anche verso di me potente e generoso e io ti ringrazierò come mio grande protettore e particolare liberatore delle anime sante del Purgatorio.

3 GLORIA AL PADRE


6) Eterno divin Padre, per i meriti di Gesù e di Maria, degnati di concedermi la grazia che imploro. A nome di Gesù e di Maria, mi prostro riverente alla tua divina presenza e ti prego devotamente di accettare la mia ferma decisione di essere tra i molti che vivono sotto la protezione di San Giuseppe. Benedici quindi il prezioso manto, che io oggi dedico a lui quale segno della mia devozione.

3 GLORIA AL PADRE

Pie suppliche

In ricordo della vita nascosta di San Giuseppe con Gesù e Maria.

San Giuseppe, prega Gesù
Che venga nell’anima mia e la santifichi.
San Giuseppe, prega Gesù
Che venga nel mio cuore e lo infiammi di carità.
San Giuseppe, prega Gesù
Che venga nella mia intelligenza e la illumini.
San Giuseppe, prega Gesù
Che venga nella mia volontà e la fortifichi.
San Giuseppe, prega Gesù
Che venga nei miei pensieri e li purifichi.
San Giuseppe, prega Gesù
Che venga nei miei affetti e li regoli.
San Giuseppe, prega Gesù
Che venga nei miei desideri e li diriga.
San Giuseppe, prega Gesù
Che venga nelle mie azioni e le benedica.

San Giuseppe, ottienimi da Gesù
Il suo santo amore.
San Giuseppe, ottienimi da Gesù
L’imitazione delle sue virtù.
San Giuseppe, ottienimi da Gesù
La vera umiltà di spirito.
San Giuseppe, ottienimi da Gesù
La mitezza di cuore.
San Giuseppe, ottienimi da Gesù
La pace dell’anima.
San Giuseppe, ottienimi da Gesù
Il santo timore di Dio.
San Giuseppe, ottienimi da Gesù
Il desiderio della perfezione.
San Giuseppe, ottienimi da Gesù
La dolcezza di carattere.
San Giuseppe, ottienimi da Gesù
Un cuore puro e caritatevole.
San Giuseppe, ottienimi da Gesù
La grazia di sopportare con pazienza le sofferenze della vita.
San Giuseppe, ottienimi da Gesù
La forza per compiere sempre la volontà del Padre.
San Giuseppe, ottienimi da Gesù
La perseveranza nell’operare il bene.
San Giuseppe, ottienimi da Gesù
La fortezza nel sopportare le croci.
San Giuseppe, ottienimi da Gesù
Il distacco dai beni di questa terra.
San Giuseppe, ottienimi da Gesù
Di camminare per la via stretta del cielo.
San Giuseppe, ottienimi da Gesù
Di fuggire ogni occasione di peccato.
San Giuseppe, ottienimi da Gesù
Un santo desiderio del Paradiso.
San Giuseppe, ottienimi da Gesù
La perseveranza finale.

San Giuseppe, non mi allontanare da te.
San Giuseppe, fa’ che il mio cuore non cessi mai di amarti e la mia lingua di lodarti.
San Giuseppe, per l’amore che portasti a Gesù aiutami ad amarlo.
San Giuseppe degnati di accogliermi come tuo devoto.
San Giuseppe, io mi dono a te: accettami e soccorrimi.
San Giuseppe, non mi abbandonare nell’ora della morte.
Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l’anima mia.

3 GLORIA AL PADRE

Invocazioni a San Giuseppe

1) Ricordati, mio caro protettore San Giuseppe, purissimo sposo di Maria vergine, che mai si udì che alcuno abbia invocato la tua protezione e chiesto il tuo aiuto, senza essere stato consolato. Con questa fiducia, mi rivolgo a te e con insistenza mi raccomando.
O San Giuseppe, ascolta la mia preghiera, accoglila pietosamente ed esaudiscila. Amen.

2) Glorioso San Giuseppe, sposo di Maria e padre davidico di Gesù, pensa a me, veglia su di me. Insegnami a lavorare per la mia santificazione, aiutami a comprendere il tuo esempio di castità. Prendi sotto la tua pietosa cura i bisogni urgenti che oggi affido alle tue sollecitudini paterne. Allontana gli ostacoli e le difficoltà e fa che il felice esito di quanto ti chiedo sia per la maggior gloria del Signore e per il bene dell’anima mia. In segno della mia più viva riconoscenza, ti prometto di fare conoscere le tue glorie, mentre con tutto l’affetto benedico il Signore che ti volle tanto potente in cielo e sulla terra. Amen.

Litanie in onore a San Giuseppe

Signore, pietà Signore, pietà
Cristo, pietà Cristo, pietà
Cristo, ascoltaci Cristo, ascoltaci
Cristo esaudiscici Cristo esaudiscici

Padre celeste, Dio abbi pietà di noi
Figlio, Redentore del mondo, Dio abbi pietà di noi
Spirito Santo, Dio abbi pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi

Santa Maria prega per noi
San Giuseppe prega per noi
Glorioso figlio di Davide prega per noi
Splendore dei Patriarchi prega per noi
Sposo della Madre di Dio prega per noi
Custode purissimo della Vergine prega per noi
Tu che nutristi il Figlio di Dio prega per noi
Solerte difensore di Cristo prega per noi
Capo dell’alma Famiglia prega per noi
O Giuseppe giustissimo prega per noi
O Giuseppe castissimo prega per noi
O Giuseppe prudentissimo prega per noi
O Giuseppe fortissimo prega per noi
O Giuseppe obbedientissimo prega per noi
O Giuseppe fedelissimo prega per noi
Modello di pazienza prega per noi
Amante della povertà prega per noi
Modello dei lavoratori prega per noi
Decoro della vita domestica prega per noi
Custode dei vergini prega per noi
Sostegno delle famiglie prega per noi
Conforto dei sofferenti prega per noi
Speranza degli infermi prega per noi
Patrono dei moribondi prega per noi
Terrore dei demoni prega per noi
Protettore della Santa Chiesa prega per noi

Agnello di Dio,
che togli i peccati del mondo perdonaci, o Signore
Agnello di Dio,
che togli i peccati del mondo esaudiscici, o Signore
Agnello di Dio,
che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi

Preghiamo:
O Padre, che ci hai rinnovati con il tuo dono, fa che camminiamo davanti a te nelle vie della santità e della giustizia, sull’esempio e per l’intercessione di San Giuseppe, uomo giusto e fedele, che nella pienezza dei tempi cooperò con il grande mistero della nostra redenzione. Per Cristo nostro Signore.
Amen!

Chiusura del Sacro Manto

O Glorioso San Giuseppe, che da Dio sei stato posto a capo e custode della più santa tra le famiglie, degnati di custodire dal cielo l’anima mia, che domanda di essere ricevuta sotto il manto del tuo patrocinio.
Fin da ora, ti eleggo padre, protettore, guida, ponendo sotto la tua speciale custodia l’anima mia, il mio corpo, quanto ho e quanto sono, la mia vita e la mia morte.
Guardami come tuo figlio; difendimi da tutti i miei nemici visibili e invisibili; assistimi in tutte le necessità; consolami in tutte le amarezze della vita, ma specialmente durante l’agonia. Rivolgi una parola per me a quell’amabile Redentore, che Bambino portasti sulle tue braccia, a quella Vergine gloriosa, di cui fosti dilettissimo sposo.
Ottienimi quelle benedizioni che tu vedi essere utili al mio vero bene, alla mia eterna salvezza, e io farò di tutto per non rendermi indegno del tuo speciale patrocinio.
Amen!

MARZO: Mese dedicato a S. Giuseppe

MARZO

Mese dedicato a S. Giuseppe

La devozione a San Giuseppe, sposo di Maria, padre putativo di Gesù e patrono della Chiesa, è ricca di grazie, di conforti, di esempi. Ecco un utile richiamo delle pratiche più frequenti in onore di San Giuseppe:

1) OGNI GIORNO – Recitare con fede e preservanza la breve giaculatoria in favore dei morenti:
“S.Giuseppe, padre putativo di Gesù Cristo e vero sposo di Maria Vergine, prega per noi e per gli agonizzanti di questo giorno e di questa notte”;
unendo l’invocazione: “S.Giuseppe, prega per me”, con un Pater, Ave, Gloria; si lucrano così, preziose indulgenze parziali.
Recitare ogni giorno la preghiera del Sacro Manto.

2) OGNI SETTIMANA – Distinguere e santificare con fioretti ed opere buone, soprattutto con la S. Comunione, i mercoledì dell’anno dedicati a S.Giuseppe.

3) OGNI MESE – Celebrare con particolare fervore il primo mercoledì del mese, accostandosi ai Sacramenti della Riconciliazione e all’Eucaristia.

Il demonio ha sempre temuto la vera devozione a Maria poiché è “segno di predestinazione”, secondo le parole di sant’Alfonso. Allo stesso modo teme la vera devozione a San Giuseppe […] perché è la strada più sicura per andare a Maria. Così il demonio [… fa] credere ai devoti ottusi di spi­rito o disattenti che pregare San Giuseppe va a scapito della devozione per Maria.

Non dimentichiamo che il demonio è bugiardo. Le due devozioni sono, invece, inseparabili».

Santa Teresa d’Avila nella sua «Autobiografia» scrisse: «Non so come si possa pensare alla Regina degli Angeli e al molto da lei sofferto col Bambino Gesù, senza ringraziare San Giuseppe che fu loro di tanto aiuto».

E ancora:

«Non mi ricordo finora di averlo mai pregato di una gra­zia senza averla subito ottenuta. Ed è cosa che fa meraviglia ricordare i grandi favori che il Signore mi ha fatto e i perico­li di anima e di corpo da cui mi ha liberata per l’intercessio­ne di questo Santo benedetto.

Ad altri sembra che Dio abbia concesso di soccorrerci in questa o in quell’altra necessità, mentre ho sperimentato che il glorioso San Giuseppe estende il suo patrocinio su tutte. Con ciò il Signore vuol darci a intendere che, a quel modo che era a lui soggetto in terra, dove egli come padre putativo gli poteva comandare, altrettanto gli è ora in cielo nel fare

tutto ciò che gli chiede. […]

Per la grande esperienza che ho dei favori di San Giuseppe, vorrei che tutti si persuadessero ad essergli devo­ti. Non ho conosciuta persona che gli sia veramente devota e gli renda qualche particolare servizio senza far progressi in virtù. Egli aiuta moltissimo chi si raccomanda a lui. E già da vari anni che nel giorno della sua festa io gli chiedo qualche grazia e sempre mi sono vista esaudita. Se la mia domanda non è tanto retta, egli la raddrizza per il mio maggior bene. […]

Chi non mi crede ne faccia la prova, e vedrà per espe­rienza come sia vantaggioso raccomandarsi a questo glorio­so Patriarca ed essergli devoto».

I motivi che ci devono spingere ad essere devoti di San Giuseppe sono sintetizzabili nei seguenti:

1) Sua dignità di Padre putativo di Gesù, di vero Sposo di Maria SS. e di Patrono universale della Chiesa;

2) Sua grandezza e santità superiore a quella di ogni altro Santo;

3) Sua potenza d’intercessione sul cuore di Gesù e di Maria;

4) L’esempio di Gesù, di Maria e dei Santi;

5) Il desiderio della Chiesa che istituì in suo onore due feste: il 19 Marzo e il primo Maggio (quale Protettore e Modello degli operai) e indulgenziò tante pratiche in suo onore;

6) Il nostro vantaggio. Santa Teresa dichiara: «Non ricor­do di avergli chiesta alcuna grazia senza averla ricevuta… Conoscendo per lunga esperienza il meraviglioso potere che ha presso Dio vorrei persuadere tutti a onorarlo con culto particolare»;

7) Attualità del suo culto. «Nell’epoca del rumore e dello strepito, è il modello del silenzio; nell’epoca dell’agitazione senza freno, è l’uomo della preghiera immobile; nell’epoca della vita in superficie, è l’uomo della vita in profondità; nell’epoca della libertà e delle rivolte, è l’uomo dell’obbe­dienza; nell’epoca della disorganizzazione delle famiglie è il modello della dedizione paterna, della delicatezza e della fedeltà coniugali; nell’epoca in cui sembrano contare solo i valori temporali, è l’uomo dei valori eterni, i veri”».

Ma non possiamo andare oltre senza aver prima ricordato quanto dichiara, decreta in perpetuo (!) e raccomanda il grande Leone XIII, devotissimo di San Giuseppe, nella sua enciclica “Quamquam pluries”:

«Tutti i cristiani, di qualunque condizione e stato, hanno ben motivo di affidarsi e abbandonarsi all’amorosa tutela di San Giuseppe. In lui i padri di famiglia hanno il più alto modello di vigilanza e provvidenza paterna; i coniugi un perfetto esemplare di amore, di concordia e di fedeltà coniu­gale; i vergini il tipo e, nello stesso tempo il difensore del­l’integrità verginale. I nobili, ponendosi innanzi agli occhi l’immagine di San Giuseppe, imparino a conservare la loro dignità anche nell’avversa fortuna; i ricchi comprendano quali sono i beni che occorre desiderare con ardente brama e radunare con impegno.

I proletari, gli operai e coloro che hanno poca fortuna, ricorrano a San Giuseppe per un titolo o diritto loro tutto particolare e imparino da lui quello che debbono imitare. Infatti Giuseppe, sebbene di stirpe regale, unito in matrimonio con la più santa ed eccelsa tra le donne, padre putativo del Figlio di Dio, passò la vita sua nel lavoro e procurò il necessario per il sostentamento dei suoi con l’opera e l’arte delle sue mani. Se dunque ben si osserva, la condizione di coloro che sono in basso, non è per nulla abietta; e il lavoro dell’operaio, lungi dall’essere disonorante, può invece esse­re molto nobilitato [e nobilitante], se viene unito alla pratica delle virtù. Giuseppe, contento del poco e del suo, sopportò con animo forte ed elevato le privazioni e le strettezze inse­parabili dal suo modestissimo vivere; ad esempio del Figlio suo, il quale, essendo Signore di tutte le cose, assunte le sembianze del servo, abbracciò volenterosamente la massi­ma povertà e la mancanza di ogni cosa. […] Decretiamo che in tutto il mese di Ottobre, alla recita del Rosario, da Noi già altre volte prescritta, si aggiunga l’orazione a San Giuseppe, di cui riceverete la formula assieme a questa enciclica; e che ciò si faccia ogni anno, in perpetuo.

A quelli che devotamente reciteranno la suddetta orazio­ne, concediamo l’indulgenza di sette anni e di sette quaran­tene ogni volta.

E’ molto vantaggioso e altamente raccomandabile consa­crare, come già si fa in vari luoghi, il mese di Marzo a onore di San Giuseppe, santificandolo con quotidiani esercizi di pietà. […]

Raccomandiamo inoltre a tutti i fedeli […] il 19 Marzo […] di santificarlo almeno in privato, ad onore del santo Patriarca, come fosse giorno festivo».

E il Papa Benedetto XV incalza: «Poiché questa Santa Sede ha approvato diverse maniere con cui onorare il Santo Patriarca, si celebrino con mag­giore solennità possibile il Mercoledì ed il mese che gli è dedicato».

Quindi la Santa Madre Chiesa, per mezzo dei suoi pastori ci raccomanda due cose in particolare: la devozione al Santo e il prenderlo a nostro modello.

«Imitiamo la purezza, l’uma­nità, lo spirito di preghiera e di raccoglimento di Giuseppe a Nazareth, dove egli visse con Dio, come Mosè nella nube (Ep.).

Imitiamolo anche nella devo­zione a Maria: «Nessuno, dopo Gesù, conobbe più di lui la gran­dezza di Maria, l’amò più tenera­mente e desiderò di farla tutta sua e di darsi tutto a Lei. Egli infatti si consacrò a Lei nel modo più perfetto, col vincolo del matrimonio. Le consacrò i suoi beni mettendoli a sua dispo­sizione, il suo corpo mettendolo a suo servizio. Non amò nulla e nessuno, dopo Gesù, più di Lei e fuori di Lei. La fece sua Sposa per amarla, la costituì sua Regina per aver l’onore di servirla, riconobbe in Lei la sua Maestra per seguire, docile come un bambino, i suoi inse­gnamenti; la prese come suo Modello per ricopiare in sè tutte le sue virtù. Nessuno più di Lui conobbe e riconobbe di dovere tutto a Maria».

Ma, si sa, momento culminante della nostra vita è quello della morte: da esso dipende infatti tutta la nostra eternità, o di Paradiso con gl’inesprimibili suoi godimenti o d’inferno con gl’indicibili suoi dolori.

Importante è quindi avere allora l’assistenza e il patroci­nio di un Santo che in quei momenti ci aiuti e ci difenda dai terribili ultimi attacchi di Satana. La Chiesa, divinamente ispirata, con premura e solerzia di Madre, ha pensato bene di costituire come Santo Protettore dei suoi figli nell’ora dell’agonia San Giuseppe, il Santo ch’ebbe il meritato pre­mio di essere assistito, nel momento del suo trapasso, da Gesù e da Maria. Con questa scelta la Santa Madre Chiesa vuole assicurarci la speranza di avere al nostro capezzale San Giuseppe, che ci soccorra in compagnia di Gesù e di Maria, lui che ne ha sperimentato l’infinita potenza ed effi­cacia. Non per nulla gli ha dato quindi il titolo di «Speranza degl’infermi» e di «Patrono dei moribondi».

«San Giuseppe […], dopo avere avuto l’insigne privilegio di morire tra le braccia di Gesù e di Maria, a sua volta, assi­ste sul loro letto di morte, in modo efficace e dolce, quanti lo invocano per ottenere una santa morte».

«Quale pace, quale dolcezza sapere che c’è un patrono, un amico della buona morte… che non chiede altro che d’esservi vicino! È pieno di cuore ed è onnipotente, sia in questa vita che nell’altra! Non comprendete l’immensa grazia di assicurarvi la sua speciale, dolce e potente protezione per il momento del trapasso?».

«Vogliamo assicurarci una morte tranquilla ed in grazia di Dio? Onoriamo San Giuseppe! Egli, quando saremo sul letto di morte, verrà ad assisterci e ci farà superare le insidie del demonio, il quale farà di tutto per avere la vittoria finale».

«È del massimo interesse per tutti vivere questa devozio­ne verso il “Patrono della buona morte!”».

Santa Teresa d’Avila non si stancava mai di raccoman­dare di essere molto devoti di San Giuseppe e a dimostrazio­ne dell’efficacia del suo patrocinio, narrava: «Ho osservato che al momento di rendere l’ultimo respiro, le mie figlie godevano pace e tranquillità; la loro morte era simile al dolce riposo dell’orazione. Nulla indicava che il loro interno fosse agitato da tentazioni. Quei lumi divini liberarono il mio cuore dal timore della morte. Morire, mi pare adesso la cosa più facile per un’anima fedele».

«Ancora di più: possiamo ottenere che San Giuseppe vada ad aiutare anche i parenti lontani o dei poveri empi, degli increduli, dei peccatori scandalosi… Doman­diamogli di andare a suggerire ciò che li attende. Porterà loro i soccorsi efficaci per comparire perdonati davanti al Sommo Giudice, di cui non ci si prende gioco! Se si sapesse questo!…»

«Raccomandate a San Giuseppe quelli a cui volete assicu­rare ciò che sant’Agostino definisce la grazia delle grazie, una buona morte, e state pur certi che andrà in loro soccorso.

Quante persone faranno una buona morte perché sarà stato invocato per loro San Giuseppe, il grande Patrono della buona morte!…»

San Pio X, conscio dell’importanza del momento del tra­passo, ordinò di porre bene in vista un invito che sollecitasse i celebranti a raccomandare nella santa Messa tutti i mori­bondi del giorno. Non solo, ma favorì con ogni mezzo tutte quelle istituzioni che si prefiggessero come cura particolare l’assistenza ai moribondi, arrivò persino a dare l’esempio iscrivendosi egli stesso alla confraternita dei «Sacerdoti del transito di San Giuseppe», che aveva la sua sede sul Monte Mario: suo desiderio era che si formasse una ininterrotta catena di Messe che in ogni momento del giorno e della notte venissero celebrate a pro dei moribondi.

Si deve certo alla bontà di Dio, l’avere ispirato al Beato Luigi Guanella la santa iniziativa di costituire la Pia Unione del «Transito di San Giuseppe». San Pio X l’ap­provò, la benedisse e le diede grande incremento. La Pia Unione si propone di onorare San Giuseppe e di pregarlo in particolare per tutti i moribondi, ponendoli sotto la protezio­ne di San Giuseppe, nella certezza che il Santo Patriarca sal­verà le loro anime.

A questa Pia Unione possiamo iscrivere non solo i nostri cari, ma anche altre persone, atei, conviventi, scandalosi, pubblici peccatori…, pure a loro insaputa.

Benedetto XV, da parte sua, insiste: «Siccome Egli è singolare Protettore dei moribondi, si suscitino principalmente quelle pie Associazioni, che furono fondate allo scopo di pregare per i moribondi».

Coloro che hanno a cuore la salvezza delle anime, offra­no a Dio sacrifici e preghiere, per mezzo di San Giuseppe, affinché la Divina Misericordia abbia pietà dei peccatori ostinati che sono in agonia.

A tutti i devoti si raccomanda di recitare mattina e sera la seguente giaculatoria:

O San Giuseppe, Padre putativo di Gesù e vero Sposo di Maria Vergine, prega per noi e per tutti i moribondi di que­sto giorno (o di questa notte).

Le pratiche devozioriali, con le quali onorare San Giuseppe, e le preghiere per ottenere la sua potentissima assistenza sono tantissime; ne suggeriamo alcune:

1) Devozione al NOME di San Giuseppe;

2) NOVENA;

3) MESE (ebbe origine a Modena; fu scelto Marzo perchè vi ricorre la festa del Santo, benchè si possa scegliere altro mese o iniziarlo il 17 Febbraio con le indulgenze del mese di Maggio);

4) FESTE: 19 Marzo e 1 ° Maggio;

5) MERCOLEDI’: a) Primo Mercoledì, facendo qualche pio esercizio; b) Ogni Mercoledì qualche preghiera in onore del Santo;

6) LE SETTE DOMENICHE precedenti la festa;

7) LITANIE (sono recenti; approvate per tutta la Chiesa nel 1909).

San Giuseppe era povero. Chi volesse onorarlo in questo suo stato, potrebbe farlo beneficando i poveri. Taluni lo fanno offrendo il pranzo a un certo numero di bisognosi o a qualche famiglia indigente, il Mercoledì o in un giorno festi­vo dedicato al Santo; altri invitando un poverello in casa propria, dove lo fanno pranzare trattandolo con ogni riguar­do, come se fosse un membro della famiglia.

Altra pratica è quella di offrire il pranzo in onore della Sacra Famiglia: si scelgono un uomo povero che rappresenti San Giuseppe, una donna bisognosa che rappresenti la Madonna e un ragazzino povero che rappresenti Gesù. A tavola i tre poverelli sono serviti dai familiari e trattati con il massimo rispetto, come se fossero veramente la Vergine, San Giuseppe e Gesù in persona.

In Sicilia questa pratica va sotto il nome di «Verginelli», quando i poveri scelti sono dei bambini, che, per la loro innocenza, in onore della Verginità di San Giuseppe, vengo­no detti appunto verginelli, cioè piccoli vergini.

In certi paesi della Sicilia i verginelli e i tre personaggi della Sacra Famiglia vengono fatti vestire alla maniera ebrea, cioè con vesti tipiche della rappresentazione icono­grafica della Sacra Famiglia e degli Ebrei del tempo di Gesù.

Per impreziosire l’atto di carità con un atto di umiltà (subendo tanti possibili rifiuti, mortificazioni e umiliazioni) taluni usano chiedere in elemosina tutto quanto occorre per il pranzo dei poveri invitati; è comunque auspicabile che le spese siano frutto di sacrifici.

Ai poveri scelti (verginelli o Sacra Famiglia) solitamente viene richiesto di assistere alla Santa Messa e di pregare secondo le intenzioni dell’offerente; è altresì prassi comune che tutta la famiglia dell’offerente si unisca agli atti di pietà richiesti ai poveri (con Confessione, Santa Messa, Comunione, preghiere varie…).

Per San Giuseppe la Chiesa ha formulato orazioni parti­colari, arricchendole d’indulgenze. Eccone le principali da recitarsi spesso e possibilmente in famiglia:

1. Le «Litanie di San Giuseppe»: sono un intreccio di lodi e di suppliche. Si recitino in modo particolare al 19 di ogni mese.

2. «A te, Beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione noi ricorriamo…». Questa preghiera si recita specialmente nel mese di Marzo e in Ottobre, a chiusura del Santo Rosario. La Chiesa esorta a recitarla pubblicamente davanti al Santissimo Sacramento esposto.

3. «I sette dolori e le sette allegrezze» di San Giuseppe. Questa recita è assai utile, perché richiama alla mente i momenti più importanti della vita del nostro Santo.

4. L’ «Atto di Consacrazione». Questa preghiera può recitarsi quando si consacra la famiglia a San Giuseppe ed a chiusura del mese a Lui consacrato.

5. La «Preghiera per la buona morte». Poiché San Giuseppe è il Patrono degli agonizzanti, recitiamo spesso quest’ orazione, per noi e per i nostri cari.

6. Si raccomanda anche la seguente preghiera:

«San Giuseppe, nome soave, nome amoroso, nome potente, delizia degli Angeli, terrore dell’inferno, onore dei giusti! Purificatemi, fortificatemi, santificatemi! San Giuseppe, nome dolcissimo, siate il mio grido di guerra, il mio grido di speranza, il mio grido di vittoria! A voi mi affi­do in vita ed in morte. San Giuseppe, pregate per me!»

«Esponete in casa la sua immagine. Consacrategli la famiglia e ciascuno dei figli. Pregate e cantate in suo onore. San Giuseppe non tarderà a far piovere le sue grazie su tutti i vostri cari. Provate – come dice Santa Teresa d’Avila- e vedrete!»

«In questi «tempi ultimi» in cui i demoni sono scatenati […] la devozione a San Giuseppe prendiamola seriamente. Lui che salvò la Chiesa nascente dalle mani del crudele Erode, saprà oggi strapparla dagli artigli dei demoni e da tutti i loro artifizi».

27 febbraio: S. Gabriele dell’Addolorata

S. Gabriele dell’Addolorata

Innamorati di Maria

s.gabriele dell'addolorataSan Gabriele dell’Addolorata, che si festeggia oggi, è unito alla nostra Santa Gemma da una relazione spirituale che è un vero poema di grazia e di cielo, tipico delle anime amiche che sono a loro volta innamorate di Dio. Gemma “incontra” la prima volta San Gabriele nell’inverno del 1899 leggendone la vita. La lessi più volte” scriverà lei stessa, “non mi saziavo mai di rileggerla e di ammirare le sue virtù ed i suoi esempi. La sera non trovavo sonno se non avevo l’immagine sua sotto il guanciale”. Lo elegge suo protettore e consigliere. Le apparizioni di San Gabriele sono frequenti. Gabriele le fa baciare il suo abito e la corona del rosario. Recitano spesso insieme il breviario mentre Gemma è in estasi. Aspetto” scrive al direttore spirituale, “una visitina di Gabriele, devo parlargli di molte cose”. Gabriele (Gabriellino lo chiama lei) l’accompagna verso la santità lungo la via della croce.Gemma coraggio” le dice in una apparizione “ti aspetto al Calvario: è verso quel monte che sei diretta. Le raccomanda la devozione alla Madonna addolorata. All’occorrenza Gabriele la rimprovera sapendo essere anche un maestro esigente e severo, proprio come un fratello maggiore. In una apparizione le dice: “Sorella mia… sorella mia tu sarai”. Gemma gli domanda se riuscirà a diventare monaca passionista. Gabriele sorridendo le ripete sorella mia…”, le fa una carezza sulla fronte e le dona il distintivo passionista che porta sul petto. Nonostante gli sforzi, Gemma non entrerà in monastero. Nel cuore e nello spirito però è passionista e ne professa privatamente anche i voti. Pio XII dichiarandola santa infatti la chiamerà giustamente “spirituale religiosa passionista”. Degna figlia di Paolo della Croce, dolce sorella di Gabriele dell’Addolorata.

Gemma un giorno cominciò ad ammalarsi di una curvatura alla spina dorsale. Inoltre contrasse la meningite, che la lasciò temporaneamente sorda. Dei grossi ascessi le si formaronno in testa, le caddero i capelli, e infine le membra divennero paralizzate. Il medico curante tentò molti rimedi nessuno dei quali ebbe successo. Gemma, che aveva vent’anni, sembrava in punto di morte. Fu suggerita una novena come l’unica via di salvezza. A mezzanotte del 23 febbraio 1899, Gemma udì il rumore di un rosario e si accorse che San Gabriele le stava davanti. Le parlò così:
Vuoi guarire? . . . prega con fede il Cuore di Gesù; ogni sera, fino che non sarà terminata la Novena, io verrò qui da te, e pregheremo insieme il Cuor di GesùIl primo giorno di marzo la novena finì. La grazia fu accordata: Gemma era guarita! Quando si alzò, coloro che le stavano intorno piangevano di gioia. Sì, era stato compiuto un miracolo e grazie al Cuore di Gesù e all’intercessione di Gabriele dell’Addolorata, un ulteriore segno di questa mistica amicizia.

Preghiera:

passionista

O Signore, che hai insegnato a San Gabriele dell’Addolorata a meditare assiduamente i dolori della tua dolcissima Madre, e per mezzo di lei lo hai elevato alle vette più alte della santità, concedi a noi, per la sua intercessione e il suo esempio, di vivere tanto uniti alla tua Madre addolorata da goderne sempre la materna protezione. Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Messaggio di Medjugorje: 25 febbraio 2021

Messaggio di Medjugorje

Innamorati di Maria 

Mamma Celeste IdM
25 febbraio 2021

“‘Cari figli! Dio mi ha permesso di essere con voi anche oggi per invitarvi alla preghiera e al digiuno. Vivete questo tempo di grazia e siate testimoni della speranza perché, vi ripeto figlioli, con la preghiera e il digiuno anche le guerre si possono respingere. Figlioli, credete e vivete nella fede e con la fede questo tempo di grazia e il mio Cuore Immacolato non lascia nessuno di voi nell’inquietudine se ricorre a me. Intercedo per voi davanti all’Altissimo e prego per la pace nei vostri cuori e per la speranza nel futuro. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

February 25th 2021

“Dear children! God has permitted me to be with you also today, to call you to prayer and fasting. Live this time of grace and be witnesses of hope, because I repeat to you, little children, that with prayer and fasting also wars can be suppressed. Little children, believe and live this time of grace in faith and with faith; and my Immaculate Heart does not leave any of you in peacelessness if you have recourse to me. I intercede for you before the Most High and I pray for peace in your hearts and for hope for the future. Thank you for having responded to my call.”

Preghiera contro le calamità naturali ed epidemie

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Preghiera contro le calamità naturali ed epidemie

Misericordia del mio Dio abbracciateci e liberateci da qualunque flagello.

Gloria…

Eterno Padre, segnateci col Sangue dell’Agnello immacolato come segnaste le case del popolo vostro.

Gloria…

Sangue preziosissimo di Gesù, nostro amore, gridate al vostro divin Padre misericordia per noi e liberateci.

Gloria…

Piaghe del mio Gesù, bocche di amore e di misericordia, parlate propizie per noi al suo celeste Padre, nascondeteci in voi, e liberateci.

Gloria…

Eterno Padre, Gesù è nostro e pur nostro è il suo Sangue; dunque, se lo amate e vi è carissimo un tal dono, liberateci, e senza dubbio noi lo speriamo.

Gloria…

Eterno Padre, Voi non volete la morte del peccatore ma che si converta e viva; fate, per misericordia vostra, che noi viviamo e siamo vostri.

Gloria…

Maria, Madre di misericordia, pregate per noi, e saremo salvi.
Maria, nostra Avvocata, parlate per noi e saremo liberi.
II Signore giustamente ci flagella per i nostri peccati, ma Voi, o Maria, scusateci, perché siete nostra Madre pietosissima.
Maria, nel vostro Gesù ed in Voi abbiamo riposte le nostre speranze: fate che non restiamo delusi.
Maria, Madre di purità, Madre piena della più perfetta umiltà, Tabernacolo di Gesù Cristo, noi veniamo a Voi; deh! liberateci dai meritati flagelli, e soprattutto dal peccato causa di ogni castigo.

Salve Regina…