Archivio | marzo 2012

Consacrazione al Cuore Immacolato 2012

Consacrazione al Cuore Immacolato
 26 marzo 2012

Innamorati di Maria / IdM-Famiglia

Abbiamo concluso la nostra preparazione per la consacrazione e oggi è un grande giorno!
Prima della consacrazione vi ricordiamo:
Consigli pratici
Perché l’Atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria abbia una sua certa solennità, diamo i seguenti suggerimenti:
Preparazione spirituale per la consacrazione con la confessione, il S. Rosario e, per chi può, la S. Messa.

Condizioni generali e preparazione per consacrare la famiglia
Poiché la consacrazione riguarda la famiglia, è logico che questa sia costituita da almeno due persone.
Nel considerare l’impegno che questa consacrazione comporta, è bene che almeno due membri di una famiglia ne condividano i contenuti in modo che siano di testimonianza per gli altri membri e li invoglino indirettamente a condividere anche questa esperienza.
Possono esserci nella vita di ogni famiglia momenti di incomprensione, di smarrimento, di chiusura, di non condivisione anche nei riguardi di questa esperienza di vita spirituale. Proprio questo non diventi motivo di ulteriore attrito, ma ognuno rispetti la libertà dell’altro offrendo solidarietà e comprensione.

Per chi consacra anche la propria famiglia
Ci si procuri una statuetta o un’immagine della Madonna e la si collochi in un luogo decoroso della propria abitazione perché vi rimanga sempre e diventi “l’angolo bello” della casa, davanti a cui pregare quotidianamente (Cf. Stefano de Fiores e Salvatore Meo, Nuovo dizionario di mariologia).

Questo Atto di Consacrazione può essere rinnovato ogni anno, o in altre circostanze particolari.
In questa mail troverete l’immagine della nostra Mamma Celeste con in braccio il Suo Figlioletto Gesù che indica il cielo con una mano e con l’altra il Cuore Immacolato… E’ un’immagine meravigliosa che ci fa capire dove noi siamo custoditi e dove noi siamo diretti! La Mamma Celeste è felice di mostrarci il Suo Cuore e tiene in una mano la corona del Rosario per ricordarci che è “necessaria” la recita quotidiana di questa preghiera per vivere cristianamente. Usate questa immagine durante la consacrazione, in modo che potrete poi stamparvela e incorniciarla in ricordo di questo giorno meraviglioso. Per alcuni oggi sarà un giorno di consacrazione, per altri un gesto di rinnovamento della propria consacrazione già fatta in passato. 
Sotto l’immagine trovate le preghiere di consacrazione: La prima è un atto di consacrazione di S. Luigi Grignion de Monfort dove ognuno di noi dirà il proprio nome rendendo solenne la consacrazione valorizzato attraverso le promesse; la seconda è una preghiera alla Madonna di Fatima alla quale noi ci affidiamo; la terza è per coloro che desiderano consacrare anche la famiglia, da recitare insieme con il secondo componenete della famiglia dopo le precedenti preghiere di consacrazione personale.
Uniti nella consacrazione, da oggi viviamo da veri Innamorati di Maria!
26 marzo 2012
Consacrazione al Cuore Immacolato
 


ATTO DI CONSACRAZIONE
AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

Secondo San Luigi Maria di Montfort

Io, (nome), peccatore infedele, rinnovo oggi e ratifico
nelle tue mani, O Maria Immacolata, i voti del mio Battesimo.
Rinunzio per sempre a Satana, alle sue seduzioni e alle sue opere
e mi dò interamente a Gesù Cristo, la Sapienza incarnata,
per portare la mia croce dietro a Lui tutti i giorni della mia vita.
E affinchè io gli sia più fedele che nel passato, ti scelgo oggi,
o Maria, alla presenza di tutta la Corte celeste, per mia Madre e Padrona.
A Te, come uno schiavo, io abbandono
e consacro il mio corpo e l’anima mia,
i miei beni interni ed esterni e il valore stesso
delle mie buone opere passate, presenti e future,
lasciandoti un intero e pieno diritto di disporre di me e
di tutto ciò che mi appartiene, senza eccezione, a tuo piacimento,
alla maggior gloria di Dio nel tempo e nell’eternità. Amen.

CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO
DELLA BEATA VERGINE DI FATIMA

O Vergine santa, Madre di Gesù e Madre nostra,
che sei apparsa a Fatima ai tre pastorelli
per recare al mondo un messaggio di pace e di salvezza,
io mi impegno ad accogliere questo tuo messaggio.
Mi consacro oggi al tuo Cuore Immacolato
per appartenere così più perfettamente a Gesù.
Aiutami a vivere fedelmente la mia consacrazione,
con una vita tutta spesa nell’amore di Dio
e dei fratelli, sull’esempio della tua vita.
In particolare ti offro le preghiere,
le azioni, i sacrifici della giornata,
in riparazione dei peccati miei e degli altri,
con l’impegno di compiere il mio dovere quotidiano
secondo la volontà del Signore.
Ti prometto di recitare ogni giorno il Santo Rosario,
contemplando i misteri della vita di Gesù,
intrecciati ai misteri della tua vita.
Voglio vivere sempre da vero figlio tuo
e cooperare perché tutti ti riconoscano
e ti amino come Madre di Gesù,
vero Dio e unico nostro Salvatore. Così sia.


CONSACRAZIONE DELLA FAMIGLIA
AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

Venite, o Maria e degnatevi di abitare in questa casa.
Come già al vostro cuore immacolato fu consacrata la Chiesa
e tutto il genere umano, così noi, in perpetuo,
affidiamo e consacriamo al vostro Cuore immacolato la nostra famiglia;
che il vostro amore e patrocinio ci ottenga grazia
che tutti i familiari vivano sempre
in pace con Dio e tra di loro.
Rimanete con noi, vi accogliamo con cuore di figli, indegni, ma desiderosi
di essere sempre vostri, in vita, in morte e nell’eternità.
Restate con noi come abitaste nella casa di Zaccaria e di Elisabetta;
come foste gioia nella casa degli sposi di Cana;
come foste madre per l’apostolo Giovanni.
Portateci Gesù Cristo, Via, Verità e Vita.
Allontanate da noi il peccato ed ogni male.
In questa casa siete Madre, Maestra e Regina.
Dispensate a ciascuno di noi
le grazie spirituali e materiali che ci occorrono;
specialmente accresceteci la fede, la speranza,
la carità verso Dio e verso il prossimo.
Suscitate fra i nostri cari sante vocazioni.
Siate sempre con noi, nelle gioie e nelle pene,
e soprattutto fate che un giorno tutti i membri di questa famiglia
si ritrovino con Voi riuniti in Paradiso.

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Messaggio di Medjugorje: 25 marzo 2012

Messaggio di Medjugorje

Innamorati di Maria / IdM-Famiglia


25 marzo 2012

“Cari figli! Anche oggi con  gioia desidero darvi la mia benedizione materna e invitarvi alla preghiera. Che la preghiera diventi per voi  bisogno affinché ogni giorno cresciate di più nella santità. Lavorate di più sulla vostra conversione perché siete lontani figlioli. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”


Preparazione spirituale alla consacrazione al Cuore Immacolato: Terzo giorno

 

Questa è l’ultima mail sulla preparazione.
Vi ricordiamo che tutti possono fare la consacrazione del 26 marzo.  
Buona preparazione a tutti!
Domani sia per noi un giorno speciale, l’inizio della vita di veri Innamorati di Maria!
Terzo giorno
25 marzo 2012
Imitare restare sempre uniti a Gesù per mezzo di Maria
 

 

Preghiera iniziale

ORAZIONE AL SACRO CUORE DI MARIA

O Cuore immacolato di Maria sempre Vergine,
Cuore, in appresso a quello di Gesù,
il più puro, il più perfetto, il più nobile
che abbia formato la mano onnipotente del Creatore:
fonte inesausto di graza, di bontà, di dolcezza, di misericordia e di amore;
modello di ogni virtù, immagine perfetta del Cuore stesso di Gesù Cristo,
che tutti i Serafini, gli Angeli e i Santi insieme adorano,
prostrato avanti a Voi, col più profondo rispetto
io Vi ringrazio dei sentimenti d’amore e di misericordia
che aveste e vi prego umilmente di rendermi buono.

Letture per la riflessione personale

Da: “L’imitazione di Maria” di Mariano Grosso

8) Prega per i tuoi amici e benefattori; prega anche per i tuoi detrattori, perché ai buoni sia concessa una grazia adeguata, ai nemici un equo giudizio, a tutti la pace e la misericordia di Cristo. Prega affinché tutti gli uomini, per i quali Dio fece tante cose meravigliose e si abbassò, sottomettendosi umilmente a Maria e a Giuseppe, lo amino, osservino i suoi comandamenti e glorifichino il loro Creatore.

9) Sii riconoscente per i benefici concessi gratuitamente da Dio a tutto il genere umano per mezzo della sua Santissima Madre, tributandole continuamente gratitudine e onore; poiché, se la legge naturale comanda di avere sempre rispetto e amore per i genitori carnali, molto di più i figli della Chiesa devono essere grati e riconoscenti verso la loro Madre spirituale e amare al di sopra di tutti i parenti e i congiunti la Madre di Dio. È necessario che tu impari a salire verso Dio con Maria per mezzo di lodi e di preghiere. È necessario che ti appoggi fiduciosamente al suo patrocinio, senza confidare nelle tue forze, perché la tua mente, oppressa dalle passioni, non resti irretita nelle bassezze; ma, infiammata ogni giorno da nuovi desideri, possa tendere liberamente verso l’alto, dove regna felicemente con Gesù, Re degli angeli, la dolce Vergine Maria, gloriosa Regina del cielo.

10) Purtroppo la debolezza della carne, dopo avere gustato per breve tempo le divine consolazioni, ti spinge ancora una volta a scendere su questa valle di lacrime. Ma allora devi ricorrere con tutte le tue forze alla Madre delle molte misericordie, perché suggerisca al suo Figlio misericordioso che tu non hai più vino, e hai bisogno del sacro unguento della devozione per poterlo degnamente lodare. È lei, infatti, che si prende cura dei poveri, di quanti disprezzano il mondo e di quanti vengono disprezzati nel mondo per Gesù e per il Vangelo del regno. Per cui contro il nemico è molto utile conoscere dove trovare rifugio, al riparo dalle frecce acuminate; e dove difendersi dal freddo e dalle tempeste delle tribolazioni. Non vi è luogo dove rifugiarsi più sicuro del grembo di Maria, né cavallo più veloce per sfuggire alle mani del tentatore, di una preghiera diretta con fede alla fortezza di Maria, Regina nostra.

11) Gesù stesso entrò in questa fortezza, assumendo da lei le sacre membra del suo corpo, per vincere il principe delle tenebre. Anche tu, dunque, entra a rifugiarti all’ombra di questa fortezza, pregando giorno e notte di essere salvato per i meriti della Santissima Vergine da tutti i mali che ti sovrastano, tenendoti al sicuro sotto l’ampio e bellissimo manto della nostra Signora; giacché, quando Maria prega, sparisce ogni torma maligna. Se ti aiuta Maria, scamperai da ogni pericolo. In lei trova rifugio il povero; trova rimedio l’infermo; trova conforto l’afflitto; riceve consigli il dubbioso; trova vigore lo sfiduciato. Sarà un bene, anzi un gran bene per te, se lo meriterai e se sarai pronto e docile ai desideri di Maria, perché riceverai i suoi favori qui in terra e la gloria con tutti gli eletti nel cielo. Tieniti stretto a Maria e non lasciarla, finché non ti abbia benedetto e non ti abbia condotto con la sua guida felice alla reggia del cielo. Amen.

 

Da: “Il segreto di Maria” di S. Luigi Maria Grignion de Monfort

Modello perfetto in se stesso e che ci tende perfetti in Gesù Cristo
17.
Maria è il grande modello di Dio, fatto dallo Spirito Santo, per formare al naturale un Uomo-Dio per mezzo dell’unione ipostatica e per formare un Uomo-Dio per mezzo della grazia. A questo stampo non manca nessun lineamento della divinità: chiunque vi è gettato e si lascia maneggiare, riceve tutti i lineamenti di Gesù Cristo vero Dio, in modo soave e proporzionato all’umana debolezza, senza tanta agonia, né tanto travaglio; in modo sicuro, cioè senza timore di illusioni, dato che il demonio non ha mai avuto, né avrà mai accesso in Maria, santa ed immacolata, senza ombra della minima macchia di peccato.

In una maniera pura e divina
18
. O anima cara, quale differenza tra un’anima formata in Gesù Cristo con i metodi ordinari di coloro che, come gli scultori, si fidano della loro abilità e si appoggiano sulla loro capacità, e un’anima molto docile, distaccata da tutto, ben fusa, e che, senza confidare affatto in se stessa, si getta in Maria Santissima e si abbandona all’operazione dello Spirito Santo! Quante macchie, quanti difetti, quante oscurità, quante illusioni, quanto di troppo naturale e di umano c’è nella prima, e quanto la seconda è pura, divina, simile a Gesù Cristo!

Perché Maria è il Paradiso e il mondo di Dio
19.
Non c’è, né ci sarà mai creatura alcuna in cui Dio sarà più grande, al di fuori di Lui stesso e in Lui stesso, che nella divina Maria, senza eccettuare i Beati, i Cherubini e i più alti Serafini, nel Paradiso stesso. Maria è il Paradiso di Dio e il suo mondo ineffabile, dove il Figlio di Dio è entrato per operarvi meraviglie, per custodirlo, per compiacervisi. Egli ha creato un mondo per l’uomo pellegrino, ed è questo che abitiamo; ha creato un mondo per l’uomo beato, ed è il Paradiso; ma ne ha creato un altro per Lui stesso e gli ha dato nome Maria: mondo, questo, sconosciuto a quasi tutti i mortali qui in terra, e incomprensibile anche a tutti gli Angeli, i Beati Comprensori del Cielo, i quali, meravigliati di vedere Dio così alto e così distante da tutti loro, così separato e così nascosto nel suo mondo, la divina Maria, esclamano giorno e notte: “Santo, Santo, Santo!”.

Paradiso dove lo Spirito santo fa entrare la nostra anima perché vi trovi Dio
20
. Beata, mille volte beata è quaggiù quell’anima, a cui lo Spirito Santo rivela il segreto di Maria, perché lo conosca; a cui apre questo giardino chiuso perché vi entri; questa fonte suggellata perché vi attinga e beva a gran sorsi le acque vivificatrici della grazia! Quest’anima non troverà che Dio solo, senza creatura, in quest’amabile creatura: ma Dio nello stesso tempo infinitamente santo ed elevato, infinitamente condiscendente e proporzionato alla propria debolezza. Dio, essendo dappertutto, si può trovare dappertutto, perfino nell’inferno; ma non vi è luogo in cui la creatura possa trovarlo più vicino a sé e più proporzionato alla propria debolezza quanto in Maria, poiché appunto per questo Dio si incarnò in Lei. Dovunque egli è il pane dei forti e degli Angeli, ma in Maria è il Pane dei figli.

Perché Maria, lontano dall’esserci di ostacolo, getta la nostra anima in Dio e la unisce a Lui
21
. Non si creda, dunque, come alcuni falsi illuminati, che Maria, perché creatura, sia di impedimento all’unione con il Creatore; non è più Maria che vive, ma Gesù Cristo solo, Dio solo che vive in Maria. La sua trasformazione in Dio supera quella di San Paolo e degli altri Santi, molto più che il Cielo non superi in altezza la terra. Maria è stata creata solo per Dio, e quindi, ben lontano dal ritenere per se stessa un’anima, la getta in Dio e la unisce a Lui tanto più perfettamente quanto più questa anima è unita a Lei. Maria è l’eco meravigliosa di Dio, che non risponde che: “Dio”, quando le si grida: “Maria”; che glorifica soltanto Dio, quando, con Sant’Elisabetta, viene chiamata beata. Se i falsi illuminati, così miseramente ingannati dal demonio perfino nell’orazione avessero saputo trovare Maria, e per mezzo di Maria, Gesù e, per mezzo di Gesù, Dio, non sarebbero caduti così miseramente.

Preghiera finale
Preghiera a Maria per i suoi fedeli schiavi

Io ti saluto, o Maria, Figlia diletta dell’Eterno Padre; io ti saluto, o Maria, Madre ammirabile del divin Figlio; io ti saluto, o Maria, Sposa fedelissima dello Spirito Santo: io ti saluto, o Maria, mia cara Madre, mia amabile padrona e mia potente Sovrana; io ti saluto, mia gioia, mia gloria, cuore mio ed anima mia! Tu sei tutta mia per misericordia e io sono tutto tuo per giustizia, però non lo sono ancora abbastanza; a Te, dunque, di nuovo interamente mi dono, come eterno schiavo, senza riserva alcuna, né per me né per gli altri.
Se scorgi in me qualche cosa che non è ancora tua prenditela, te ne supplico, in questo momento, e sii la Padrona assoluta di tutto quanto possiedo; distruggi in me, sradica, annienta tutto ciò che spiace a Dio, e in me pianta, innalza, opera tutto ciò che gli piacerà. La luce della tua fede diradi le tenebre del mio spirito; la tua profonda umiltà si sostituisca al mio orgoglio; la tua sublime contemplazione ponga un freno alle distrazioni della mia immaginazione vagabonda; la tua vista ininterrotta di Dio riempia la mia mente della sua presenza; l’incendio della carità del tuo Cuore dilati ed infiammi il mio, così tiepido e freddo; le tue virtù prendano il posto dei miei peccati; i tuoi meriti siano mio ornamento e mio supplemento presso Dio. Infine, o mia carissima e diletta Madre, fa’, se è possibile, che io non abbia altro spirito che il tuo per conoscere Gesù Cristo e i suoi divini voleri; che io non abbia altra anima che la tua per lodare e glorificare il Signore; che io non abbia altro cure che il tuo per amare Dio con puro ed ardente amore come Te.

Io non ti chiedo né visioni, né rivelazioni, né gusti, né piaceri anche spirituali. A te si addice di vedere chiaramente senza tenebre; a Te di gustare pienamente senza amarezze; a Te di trionfare gloriosamente alla destra di tuo Figlio in Cielo, senza umiliazioni di sorta; a Te di comandare in modo assoluto agli angeli, agli uomini e ai demoni senza resistenza alcuna, e infine di disporre, a tuo piacere, di tutti i beni di Dio, senza eccezione alcuna. Ecco, o divina Madre, l’eccellente porzione che il Signore ti ha fatto e che mai ti sarà tolta, ciò che mi causa grandissima gioia.
Per mia porzione quaggiù, altro non voglio se non quella che Tu avesti nel mondo, e cioè: credere puramente, senza nulla gustare e vedere; soffrire con gioia, senza consolazione di creature; morire, continuamente e senza tregua, a me stesso; lavorare molto per Te, fino alla morte, senza alcun interesse, come il più vile dei tuoi schiavi. La sola grazia che per pura misericordia ti chiedo, e che, tutti i giorni e i momenti del mio vivere, io dica tre volte: “Amen: Così sia”, a tutto quello che tu facesti sulla terra durante la tua vita mortale; “Così sia”, a tutto quello che adesso fai in Cielo; “Così sia”, a tutto quello che fai nella mia anima, perché ci sia Tu sola a glorificare pienamente Gesù in me nel tempo e nell’eternità. Amen.

 

LA CONSACRAZIONE AL CUORE DELLA MADRE

La consacrazione a Maria, e in particolare, al Suo Cuore, è sempre stata fonte inesauribile di vita interiore per le anime dei credenti.
Essa appare analoga alla vita religiosa che, come il Concilio Vaticano II afferma “ha le sue radici più profonde nella consacrazione battesimale e ne è un’espressione più perfetta” (PC 5).
Gli ultimi pontefici hanno parlato in termini positivi della consacrazione mariana. Giovanni Paolo II si è così espresso: “Come potremmo vivere il nostro battesimo senza contemplare Maria, la benedetta fra le donne, così accogliente del dono di Dio? Cristo ce l’ha data per madre. L’ha data per madre alla Chiesa……. Ogni cattolico spontaneamente si consacra a Lei per meglio consacrarsi al Signore.” (Giovanni Paolo II, Angelus a Le Bourget 1.6.1988).
Lo stesso Papa, inoltre, mette in relazione il mistero della Redenzione con “il cuore della Vergine di Nazareth, quando ha pronunziato il suo fiat. Da quel momento questo cuore verginale ed insieme materno, sotto la particolare azione dello Spirito Santo, segue sempre l’opera del suo Figlio e va verso tutti coloro che Cristo ha abbracciato e abbraccia continuamente nel suo inesauribile amore. E perciò questo cuore dev’essere anche maternamente inesauribile. La caratteristica di questo amore materno, che la madre di Dio immette nel mistero della Redenzione e della vita della Chiesa, trova la sua espressione nella sua singolare vicinanza all’uomo ed a tutte le sue vicende. In questo consiste il mistero della madre” (Redemptor hominis – 1979).

Consigli pratici
Perché l’Atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria abbia una sua certa solennità, diamo i seguenti suggerimenti:
Preparazione spirituale per la consacrazione con la confessione, il S. Rosario e, per chi può, la S. Messa.

LA FAMIGLIA CRISTIANA

La famiglia cristiana, per la grazia dei Sacramenti vissuta in una concreta esperienza di fede e di carità, si pone come segno e riflesso dell’Amore Trinitario e come attuazione originale e immagine della Chiesa, tanto da meritare il nome di “chiesa domestica” (cf. Concilio Vaticano II, Lumen gentium, 11).
Partecipa alla vita e alla missione della Chiesa, ricevendo e trasmettendo l’amore di Cristo.
La famiglia cristiana offre a Dio il culto spirituale con la preghiera comune e l’offerta del proprio stare insieme, nella fatica e nel riposo, nella sofferenza e nella gioia, celebrando l’Eucaristia nel giorno del Signore, procedendo insieme nel cammino di fede (Cf. CEI, La verità vi farà liberi, 1071-72).

LA CONSACRAZIONE DELLA FAMIGLIA

Poste queste premesse, la consacrazione della famiglia al Cuore Immacolato della Madre di Dio si propone come valido aiuto a quanti vogliono vivere meglio alla sequela di Cristo Gesù.
Imitando le virtù di Maria, discepola perfetta di Cristo, la famiglia consacrata potrà testimoniare l’Amore di Dio nella Chiesa e nel mondo.
L’impegno della famiglia che vuole vivere sotto la guida particolare del Cuore di Maria si può articolare in tre punti fondamentali: penitenza, preghiera, riparazione.
– Penitenza: consiste nella riconciliazione in Cristo con il Padre, con i propri fratelli, con se stessi. Ciò richiede da parte di ciascuno la volontà di evitare il peccato, di obbedire alla legge di Dio espressa nei Comandamenti e in ciò che insegna il Magistero della Chiesa. Il sacramento della Riconciliazione è quindi indispensabile quale segno visibile che arricchisce con gli abbondanti doni della Grazia e che fortifica l’anima del credente che vuole vivere nello spirito della penitenza. Infine, ciascuno compia i doveri del proprio stato accettandone anche la fatica, il dolore, l’incomprensione, e viva testimoniando Cristo nel momento e nella situazione in cui si trova.
Preghiera: visto che qui è considerata nell’ambito familiare, bisogna porre l’attenzione sulla preghiera liturgica che comprende la Messa, la celebrazione dei Sacramenti, la Liturgia delle ore, e sulla preghiera comunitaria non ufficiale, che comprende l’Adorazione Eucaristica, la Via Crucis, il Rosario.
Un’attenzione particolare merita il Rosario: la famiglia trovi il momento più adatto per pregare insieme nei giorni feriali e si unisca con Maria a lodare e ad invocare Gesù rivivendo con Lei i misteri salvifici del suo Figlio e meditandoli, come Lei, nel proprio cuore.
La famiglia poi non manchi di porre la giusta attenzione alla lettura ed alla meditazione della Parola di Dio.
Riparazione: la Croce di Cristo ricostruisce il giusto rapporto dell’uomo con Dio, riparando i danni causati dal peccato. Però “ogni uomo, nella sua sofferenza, può diventare partecipe della sofferenza redentiva di Cristo” (Giovanni Paolo II, Salvifici doloris, 19).
In questo senso ciascun membro della famiglia può “riparare” i peccati dei propri fratelli rivolti al cuore di Dio ed al cuore di Maria, offrendo, in unione al sacrificio eucaristico, il bene compiuto, le preghiere, i dolori, per la conversione dei peccatori.
L’Eucaristia ha una sua centralità in questa azione “riparatrice”, e la famiglia, in virtù di questo orientamento spirituale verso il cuore di Maria, può sottolineare questa azione con la pia pratica dei primi sabati del mese.
Le tre intenzioni principali da tener sempre presenti in questo impegno di vita sono: La conversione dei peccatori, la riparazione dei peccati e la Pace nel mondo.

Condizioni generali e preparazione

Poiché la consacrazione riguarda la famiglia, è logico che questa sia costituita da almeno due persone.
Nel considerare l’impegno che questa consacrazione comporta, è bene che almeno due membri di una famiglia ne condividano i contenuti in modo che siano di testimonianza per gli altri membri e li invoglino indirettamente a condividere anche questa esperienza.
Possono esserci nella vita di ogni famiglia momenti di incomprensione, di smarrimento, di chiusura, di non condivisione anche nei riguardi di questa esperienza di vita spirituale. Proprio questo non diventi motivo di ulteriore attrito, ma ognuno rispetti la libertà dell’altro offrendo solidarietà e comprensione.

Per chi consacra anche la propria famiglia
Ci si procuri una statuetta o un’immagine della Madonna e la si collochi in un luogo decoroso della propria abitazione perché vi rimanga sempre e diventi “l’angolo bello” della casa, davanti a cui pregare quotidianamente (Cf. Stefano de Fiores e Salvatore Meo, Nuovo dizionario di mariologia).

Questo Atto di Consacrazione può essere rinnovato ogni anno, o in altre circostanze particolari.

Preparazione spirituale alla consacrazione al Cuore Immacolato: Secondo giorno

La nostra preparazione si basa sulla riflessione personale. Questa pratica ci aiuterà a comprendere meglio la propria condizione spirituale e metterci a disposizione della grazia del Signore perché ci purifichi e ci renda pronti per la consacrazione al Cuore Immacolato.
Buona preparazione a tutti!
Il 26 marzo sia per noi un giorno speciale, l’inizio della vita di veri Innamorati di Maria!
Secondo giorno
24 marzo 2012
Imitare sempre di più le virtù di Maria racchiuse nel Suo Cuore Immacolato: La santità
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Preghiera iniziale

ORAZIONE AL SACRO CUORE DI MARIA

O Cuore immacolato di Maria sempre Vergine,
Cuore, in appresso a quello di Gesù,
il più puro, il più perfetto, il più nobile
che abbia formato la mano onnipotente del Creatore:
fonte inesausto di graza, di bontà, di dolcezza, di misericordia e di amore;
modello di ogni virtù, immagine perfetta del Cuore stesso di Gesù Cristo,
che tutti i Serafini, gli Angeli e i Santi insieme adorano,
prostrato avanti a Voi, col più profondo rispetto
io Vi ringrazio dei sentimenti d’amore e di misericordia
che aveste e vi prego umilmente di rendermi buono.


Lettura per la riflessione personale

Da: “Il segreto di Maria” di S. Luigi Maria Grignion de Monfort

Bisogna farsi santi: Dio lo vuole
3.
O anima, immagine vivente di Dio e riscattata dal Sangue prezioso di Gesù Cristo, il tuo Signore vuole che tu diventi santa come Lui in questa vita, e gloriosa come Lui nell’altra.
L’acquisto della santità di Dio è la tua sicura vocazione; a questo devono dunque mirare tutti i tuoi pensieri, tutte le tue parole, tutte le tue azioni, tutte le tue pene, e tutti i movimenti della tua vita, altrimenti tu resisti a Dio, non facendo ciò per cui ti ha creata e ti conserva.

Oh, quale opera stupenda! La polvere cambiata in luce, la sozzura in purezza, il peccato in santità, la creatura nel Creatore e l’uomo in Dio!

Oh, opera stupenda! Lo ripeto, ma opera difficile in se stessa ed impossibile con le sole forze della natura. Dio solo, con la sua grazia, ed una grazia copiosa e straordinaria, può venirne a capo; la creazione stessa dell’universo non è un capolavoro così grande come questo!

Per santificarsi, bisogna praticare la virtù
4. Come farai tu, anima predestinata? Di quali mezzi ti servirai per salire dove Dio ti chiama? I mezzi di salvezza e di santità sono noti a tutti sono scritti nel Vangelo, sono spiegati dai maestri della vita spirituale, sono praticati dai Santi e necessari a quanti vogliono salvarsi e giungere alla perfezione; essi sono l’umiltà del cuore, la preghiera continua, la mortificazione universale, l’abbandono alla divina Provvidenza, la conformità alla volontà del Signore.

Per praticare la virtù, è necessaria la grazia di Dio
5.
Per servirsi di tutti questi mezzi di salvezza e di santità, la grazia del soccorso di Dio è assolutamente necessaria, e questa grazia è concessa a tutti più o meno grande: nessuno ne dubita.
Dico più o meno grande, poiché il Signore, benché d’infinita bontà, non concede a tutti nella stessa misura ed intensità la sua grazia, sebbene a ciascuno ne dia a sufficienza. Ora, l’anima fedele con una grazia grande fa una grande azione, e, con una grazia debole, ne fa una piccola; quindi il valore e l’eccellenza delle nostre azioni sono in proporzione del valore e dell’eccellenza della grazia concessa da Dio e corrisposta dall’anima. Questi principi sono incontestabili.
Per trovare la grazia di Dio, bisogna trovare Maria

6. Tutto dunque si riduce a trovare un mezzo facile per ottenere da Dio la grazia necessaria per diventare santo: proprio questo mezzo voglio indicarti e dico che per trovare la grazia di Dio, bisogna trovare Maria.

Preghiera finale

Invocazione finale allo Spirito Santo

O Spirito Santo! Concedimi tutte queste grazie e pianta, innaffia e coltiva nella mia anima l’amabile Maria, vero Albero di Vita, perché cresca, fiorisca e rechi frutti di vita in abbondanza. O Spirito Santo! Dammi una grande devozione ed una grande appoggio sul suo seno materno ed un continuo ricorso alla sua misericordia, affinché in Lei Tu formi nella mia anima Gesù Cristo al naturale, grande e potente, fino alla pienezza della sua età perfetta. Amen.

 

 


LA CONSACRAZIONE AL CUORE DELLA MADRE

La consacrazione a Maria, e in particolare, al Suo Cuore, è sempre stata fonte inesauribile di vita interiore per le anime dei credenti.
Essa appare analoga alla vita religiosa che, come il Concilio Vaticano II afferma “ha le sue radici più profonde nella consacrazione battesimale e ne è un’espressione più perfetta” (PC 5).
Gli ultimi pontefici hanno parlato in termini positivi della consacrazione mariana. Giovanni Paolo II si è così espresso: “Come potremmo vivere il nostro battesimo senza contemplare Maria, la benedetta fra le donne, così accogliente del dono di Dio? Cristo ce l’ha data per madre. L’ha data per madre alla Chiesa……. Ogni cattolico spontaneamente si consacra a Lei per meglio consacrarsi al Signore.” (Giovanni Paolo II, Angelus a Le Bourget 1.6.1988).
Lo stesso Papa, inoltre, mette in relazione il mistero della Redenzione con “il cuore della Vergine di Nazareth, quando ha pronunziato il suo fiat. Da quel momento questo cuore verginale ed insieme materno, sotto la particolare azione dello Spirito Santo, segue sempre l’opera del suo Figlio e va verso tutti coloro che Cristo ha abbracciato e abbraccia continuamente nel suo inesauribile amore. E perciò questo cuore dev’essere anche maternamente inesauribile. La caratteristica di questo amore materno, che la madre di Dio immette nel mistero della Redenzione e della vita della Chiesa, trova la sua espressione nella sua singolare vicinanza all’uomo ed a tutte le sue vicende. In questo consiste il mistero della madre” (Redemptor hominis – 1979).

Consigli pratici
Perché l’Atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria abbia una sua certa solennità, diamo i seguenti suggerimenti:
Preparazione spirituale per la consacrazione con la confessione, il S. Rosario e, per chi può, la S. Messa.

LA FAMIGLIA CRISTIANA

La famiglia cristiana, per la grazia dei Sacramenti vissuta in una concreta esperienza di fede e di carità, si pone come segno e riflesso dell’Amore Trinitario e come attuazione originale e immagine della Chiesa, tanto da meritare il nome di “chiesa domestica” (cf. Concilio Vaticano II, Lumen gentium, 11).
Partecipa alla vita e alla missione della Chiesa, ricevendo e trasmettendo l’amore di Cristo.
La famiglia cristiana offre a Dio il culto spirituale con la preghiera comune e l’offerta del proprio stare insieme, nella fatica e nel riposo, nella sofferenza e nella gioia, celebrando l’Eucaristia nel giorno del Signore, procedendo insieme nel cammino di fede (Cf. CEI, La verità vi farà liberi, 1071-72).

LA CONSACRAZIONE DELLA FAMIGLIA

Poste queste premesse, la consacrazione della famiglia al Cuore Immacolato della Madre di Dio si propone come valido aiuto a quanti vogliono vivere meglio alla sequela di Cristo Gesù.
Imitando le virtù di Maria, discepola perfetta di Cristo, la famiglia consacrata potrà testimoniare l’Amore di Dio nella Chiesa e nel mondo.
L’impegno della famiglia che vuole vivere sotto la guida particolare del Cuore di Maria si può articolare in tre punti fondamentali: penitenza, preghiera, riparazione.
– Penitenza: consiste nella riconciliazione in Cristo con il Padre, con i propri fratelli, con se stessi. Ciò richiede da parte di ciascuno la volontà di evitare il peccato, di obbedire alla legge di Dio espressa nei Comandamenti e in ciò che insegna il Magistero della Chiesa. Il sacramento della Riconciliazione è quindi indispensabile quale segno visibile che arricchisce con gli abbondanti doni della Grazia e che fortifica l’anima del credente che vuole vivere nello spirito della penitenza. Infine, ciascuno compia i doveri del proprio stato accettandone anche la fatica, il dolore, l’incomprensione, e viva testimoniando Cristo nel momento e nella situazione in cui si trova.
Preghiera: visto che qui è considerata nell’ambito familiare, bisogna porre l’attenzione sulla preghiera liturgica che comprende la Messa, la celebrazione dei Sacramenti, la Liturgia delle ore, e sulla preghiera comunitaria non ufficiale, che comprende l’Adorazione Eucaristica, la Via Crucis, il Rosario.
Un’attenzione particolare merita il Rosario: la famiglia trovi il momento più adatto per pregare insieme nei giorni feriali e si unisca con Maria a lodare e ad invocare Gesù rivivendo con Lei i misteri salvifici del suo Figlio e meditandoli, come Lei, nel proprio cuore.
La famiglia poi non manchi di porre la giusta attenzione alla lettura ed alla meditazione della Parola di Dio.
Riparazione: la Croce di Cristo ricostruisce il giusto rapporto dell’uomo con Dio, riparando i danni causati dal peccato. Però “ogni uomo, nella sua sofferenza, può diventare partecipe della sofferenza redentiva di Cristo” (Giovanni Paolo II, Salvifici doloris, 19).
In questo senso ciascun membro della famiglia può “riparare” i peccati dei propri fratelli rivolti al cuore di Dio ed al cuore di Maria, offrendo, in unione al sacrificio eucaristico, il bene compiuto, le preghiere, i dolori, per la conversione dei peccatori.
L’Eucaristia ha una sua centralità in questa azione “riparatrice”, e la famiglia, in virtù di questo orientamento spirituale verso il cuore di Maria, può sottolineare questa azione con la pia pratica dei primi sabati del mese.
Le tre intenzioni principali da tener sempre presenti in questo impegno di vita sono: La conversione dei peccatori, la riparazione dei peccati e la Pace nel mondo.

Condizioni generali e preparazione

Poiché la consacrazione riguarda la famiglia, è logico che questa sia costituita da almeno due persone.
Nel considerare l’impegno che questa consacrazione comporta, è bene che almeno due membri di una famiglia ne condividano i contenuti in modo che siano di testimonianza per gli altri membri e li invoglino indirettamente a condividere anche questa esperienza.
Possono esserci nella vita di ogni famiglia momenti di incomprensione, di smarrimento, di chiusura, di non condivisione anche nei riguardi di questa esperienza di vita spirituale. Proprio questo non diventi motivo di ulteriore attrito, ma ognuno rispetti la libertà dell’altro offrendo solidarietà e comprensione.

Per chi consacra anche la propria famiglia
Ci si procuri una statuetta o un’immagine della Madonna e la si collochi in un luogo decoroso della propria abitazione perché vi rimanga sempre e diventi “l’angolo bello” della casa, davanti a cui pregare quotidianamente (Cf. Stefano de Fiores e Salvatore Meo, Nuovo dizionario di mariologia).

Questo Atto di Consacrazione può essere rinnovato ogni anno, o in altre circostanze particolari.

Preparazione spirituale alla consacrazione al Cuore Immacolato: Primo giorno

La nostra preparazione si basa sulla riflessione personale. Questa pratica ci aiuterà a comprendere meglio la propria condizione spirituale e metterci a disposizione della grazia del Signore perché ci purifichi e ci renda pronti per la consacrazione al Cuore Immacolato.
Ogni giorno affronteremo diversi temi per la preparazione spirituale.
Iniziamo con la preghiera al Cuore di Maria, nostra Mamma Celeste, che ci sarà accanto in modo speciale per questi giorni di preparazione e ci accompagnerà al Suo Cuore con premura e tenereza materna. Ci affidiamo a Lei e ci facciamo guidare da Lei con amore filiale.
Attraverso la lettura per la riflessione esaminiamo la nostra persona. E’ importante comprendere la propria condizione con umiltà e disponibilità. Abbiamo tutto il giorno per poter riflettere e scrutare i nostri cuori in modo che arriviamo a renderci conto della nostra nullità di fronte all’amore immenso di Dio nei nostri confronti. Capire ciò che siamo e ciò che stiamo per ottenere.
Siamo tutti dei peccatori, ma Dio non si è risparmiato di donarci anche questa grazia della consacrazione per amore nostro.
Concludiamo con la preghiera finale, ogni giorno diversa. Ma questa non è la conclusione della pratica! E’ solo l’inizio. Da questo momento siamo invitati a tuffarci nella nostra anima, accompagnati dalla Mamma Celeste, e mettere luce a tante ombre…
Buona preparazione a tutti!
Il 26 marzo sia per noi un giorno speciale, l’inizio della vita di veri Innamorati di Maria!
Primo giorno
23 marzo 2012
Prendere coscienza dei propri difetti e limiti e avere la volontà di migliorare con la grazia di Dio

Preghiera iniziale

ORAZIONE AL SACRO CUORE DI MARIA

O Cuore immacolato di Maria sempre Vergine,
Cuore, in appresso a quello di Gesù,
il più puro, il più perfetto, il più nobile
che abbia formato la mano onnipotente del Creatore:
fonte inesausto di graza, di bontà, di dolcezza, di misericordia e di amore;
modello di ogni virtù, immagine perfetta del Cuore stesso di Gesù Cristo,
che tutti i Serafini, gli Angeli e i Santi insieme adorano,
prostrato avanti a Voi, col più profondo rispetto
io Vi ringrazio dei sentimenti d’amore e di misericordia
che aveste e vi prego umilmente di rendermi buono.

Lettura per la riflessione personale

Da: “L’imitazione di Maria” di Mariano Grosso

3) La Beata Vergine soffrì moltissimo per gli errori del mondo e per le malvagità di tanti; compatì quanti erano veramente pentiti o duramente tentati. Si afflisse per la grande ingratitudine degli uomini, per i quali Dio Padre aveva mandato il suo Figlio unigenito, incarnato per amore, affinché riacquistassero il paradiso, perduto un giorno per il peccato di Adamo. Si addolorò per la dannazione dei cattivi, che in dispregio della parola di Dio preferivano il mondo al cielo e ricercavano le fallaci ricchezze invece delle veraci virtù. Soffrì per la persecuzione degli innocenti e la violenza dei maligni, per il disprezzo dei poveri e l’alterigia dei superbi, per la negligenza del culto divino e la trasgressione dei divini comandamenti. E costituiva per lei motivo di profonda sofferenza il fatto che il mondo intero era immerso nel male e pochi erano disposti ad accogliere la luce eterna, accesa nel mondo per mezzo di lei, Madre di immensa pietà. Per tutti ebbe grandissima pazienza, conducendo una vita piena di sofferenze nonché pregando con lacrime e singulti per la salvezza delle anime.

4) Se vuoi conoscere più a fondo quali e quante sofferenze sostenne Maria nella persecuzione e nella passione del suo Diletto Figlio, saprai che bevve fino all’ultima goccia il calice di tante amare sofferenze, quante ne bevve Gesù in ogni istante della sua vita e per tutte le ferite ricevute nel suo corpo. Quando mai Gesù ebbe infatti a soffrire contrarietà e disprezzo da parte degli uomini, senza che ne soffrisse anche lei per compassione? Se ella soffrì, quando smarrì Gesù solo per qualche giorno, quanto pianse quando lo vide crocifisso e poi morto? Quanti amano Gesù sanno bene, che l’affetto materno di Maria superò nella sofferenza quello di tutte le anime pie. Perciò, se vuoi conoscere la violenza del dolore nella Madre, pensa alla veemenza dell’amore nella Vergine.

5) Nessuno può esprimere il gaudio di Maria; nessuno è in grado di comprendere l’abbondanza della sua dolcezza e la grandezza della sua consolazione, perché dove più sovrabbonda la grazia, là più sovrabbondano la letizia e la consolazione, là Dio più frequentemente suole fare le sue visite. Da ciò deriva, che sempre più ardentemente aumenta l’amore per la lode di Dio e si rinnova tutta la vita interiore dell’ uomo. Perciò la grazia celeste non permette che un cristiano, amante dì Dio sopra ogni cosa, viva senza consolazione interiore; ma lo innalza continuamente alle cose celesti e lo illumina sapientemente sulle cose da fare; lo infiamma nelle sante meditazioni e lo spinge al rendimento di grazie poiché, quanto più grande è la grazia e più pura la vita, tanto più lieta è la coscienza e più devota la preghiera.

6) Una vita lontana dal chiasso del mondo e dai cattivi desideri ha una sete costante e sempre più intensa di venire introdotta nei cori degli angeli; si innalza al di sopra delle cose presenti e arde dal desiderio di godere nell’eterna gloria la Somma Trinità. Gloria che nessun santo in questa vita pregustò più intensamente della beata e gloriosa Vergine Maria, costituita mediatrice più efficace di tutti coloro che contemplano e benedicono Dio.

7) Dopo aver ascoltato l’elogio delle sue lodi, imita anche tu la Madre di Dio, per poter meritare di far parte del numero dei suoi devoti. Studiati di seguire premurosamente Maria Santissima nelle sue celebrate virtù e conseguirai la palma della gloria celeste. Rattristati molto per le tue passate negligenze e per i difetti non ancora vinti, con cui hai offeso Dio e tutte le creature. Hai agito male su questa terra e ti sei comportato con tiepidezza nel servizio di Cristo, per cui devi piangere innanzitutto su te stesso e poi, per carità, sul prossimo. Perciò compatisci coloro, che nei pericoli si comportano male e non se ne accorgono; molti, pur conoscendo le proprie cattiverie, non se ne emendano. Per questi bisogna rattristarsi e pregare, perché Dio conceda loro lo spirito della compunzione per potersi salvare.

Preghiera finale

PREGHIERA A GESU’

Amabile mio Gesù, lascia che io mi rivolga a Te per attestarti la mia riconoscenza per la grazia concessami, nel darmi alla tua santa Madre con la devozione di questa schiavitù, perché Ella sia mia avvocata presso la tua Maestà, e mio supplemento universale nella mia grandissima miseria.
Ahimè! mio Dio, io sono tanto miserabile che, senza questa buona Madre, di certo sarei irrimediabilmente perduto. Sì! Maria mi è necessaria presso di te, in tutto: necessaria, per calmarti nel tuo giusto sdegno, poiché ti ho tanto offeso ed ogni giorno ti offendo ancora tanto; necessaria, per trattenere gli eterni castighi della tua giustizia da me meritati; necessaria, per guardarti, per parlarti, per pregarti, per accostarmi a Te, per piacerti; necessaria, per salvare la mia anima e quella degli altri; necessaria, in una parola, per fare sempre la tua santa volontà e cercare in tutto la tua maggior gloria. Perché non posso io manifestare nel mondo intero questa misericordia che mi hai usato? Perché tutto il mondo non conosce che senza Maria io sarei già dannato? Perché non posso mostrare una degna riconoscenza per un così grande beneficio? Maria è in me. Oh, quale tesoro! Oh, quale consolazione! E dopo di ciò non sarò io tutto di Maria? Oh, quale ingratitudine sarebbe mai questa, mio caro Salvatore! Oh, mandami piuttosto la morte prima che mi colga tanta sventura, perché preferisco morire che vivere senza essere di Maria.
Io l’ho mille e mille volte presa come ogni mio bene con San Giovanni Evangelista ai piedi della Croce, e mille e mille volte a Lei mi sono consacrato; ma se ancora non l’ho fatto come Tu desideri. Gesù mio caro, adesso voglio farlo nel modo che a TE piace; e se mai scorgi nella mia anima e nel mio corpo qualche cosa che non appartiene a questa augusta Principessa, strappamela, te ne prego, e gettala lontano da me, poiché non appartenendo a Maria, è indegna di Te.

 

 

LA CONSACRAZIONE AL CUORE DELLA MADRE

La consacrazione a Maria, e in particolare, al Suo Cuore, è sempre stata fonte inesauribile di vita interiore per le anime dei credenti.
Essa appare analoga alla vita religiosa che, come il Concilio Vaticano II afferma “ha le sue radici più profonde nella consacrazione battesimale e ne è un’espressione più perfetta” (PC 5).
Gli ultimi pontefici hanno parlato in termini positivi della consacrazione mariana. Giovanni Paolo II si è così espresso: “Come potremmo vivere il nostro battesimo senza contemplare Maria, la benedetta fra le donne, così accogliente del dono di Dio? Cristo ce l’ha data per madre. L’ha data per madre alla Chiesa……. Ogni cattolico spontaneamente si consacra a Lei per meglio consacrarsi al Signore.” (Giovanni Paolo II, Angelus a Le Bourget 1.6.1988).
Lo stesso Papa, inoltre, mette in relazione il mistero della Redenzione con “il cuore della Vergine di Nazareth, quando ha pronunziato il suo fiat. Da quel momento questo cuore verginale ed insieme materno, sotto la particolare azione dello Spirito Santo, segue sempre l’opera del suo Figlio e va verso tutti coloro che Cristo ha abbracciato e abbraccia continuamente nel suo inesauribile amore. E perciò questo cuore dev’essere anche maternamente inesauribile. La caratteristica di questo amore materno, che la madre di Dio immette nel mistero della Redenzione e della vita della Chiesa, trova la sua espressione nella sua singolare vicinanza all’uomo ed a tutte le sue vicende. In questo consiste il mistero della madre” (Redemptor hominis – 1979).

Consigli pratici
Perché l’Atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria abbia una sua certa solennità, diamo i seguenti suggerimenti:
Preparazione spirituale per la consacrazione con la confessione, il S. Rosario e, per chi può, la S. Messa.

LA FAMIGLIA CRISTIANA

La famiglia cristiana, per la grazia dei Sacramenti vissuta in una concreta esperienza di fede e di carità, si pone come segno e riflesso dell’Amore Trinitario e come attuazione originale e immagine della Chiesa, tanto da meritare il nome di “chiesa domestica” (cf. Concilio Vaticano II, Lumen gentium, 11).
Partecipa alla vita e alla missione della Chiesa, ricevendo e trasmettendo l’amore di Cristo.
La famiglia cristiana offre a Dio il culto spirituale con la preghiera comune e l’offerta del proprio stare insieme, nella fatica e nel riposo, nella sofferenza e nella gioia, celebrando l’Eucaristia nel giorno del Signore, procedendo insieme nel cammino di fede (Cf. CEI, La verità vi farà liberi, 1071-72).

LA CONSACRAZIONE DELLA FAMIGLIA

Poste queste premesse, la consacrazione della famiglia al Cuore Immacolato della Madre di Dio si propone come valido aiuto a quanti vogliono vivere meglio alla sequela di Cristo Gesù.
Imitando le virtù di Maria, discepola perfetta di Cristo, la famiglia consacrata potrà testimoniare l’Amore di Dio nella Chiesa e nel mondo.
L’impegno della famiglia che vuole vivere sotto la guida particolare del Cuore di Maria si può articolare in tre punti fondamentali: penitenza, preghiera, riparazione.
– Penitenza: consiste nella riconciliazione in Cristo con il Padre, con i propri fratelli, con se stessi. Ciò richiede da parte di ciascuno la volontà di evitare il peccato, di obbedire alla legge di Dio espressa nei Comandamenti e in ciò che insegna il Magistero della Chiesa. Il sacramento della Riconciliazione è quindi indispensabile quale segno visibile che arricchisce con gli abbondanti doni della Grazia e che fortifica l’anima del credente che vuole vivere nello spirito della penitenza. Infine, ciascuno compia i doveri del proprio stato accettandone anche la fatica, il dolore, l’incomprensione, e viva testimoniando Cristo nel momento e nella situazione in cui si trova.
Preghiera: visto che qui è considerata nell’ambito familiare, bisogna porre l’attenzione sulla preghiera liturgica che comprende la Messa, la celebrazione dei Sacramenti, la Liturgia delle ore, e sulla preghiera comunitaria non ufficiale, che comprende l’Adorazione Eucaristica, la Via Crucis, il Rosario.
Un’attenzione particolare merita il Rosario: la famiglia trovi il momento più adatto per pregare insieme nei giorni feriali e si unisca con Maria a lodare e ad invocare Gesù rivivendo con Lei i misteri salvifici del suo Figlio e meditandoli, come Lei, nel proprio cuore.
La famiglia poi non manchi di porre la giusta attenzione alla lettura ed alla meditazione della Parola di Dio.
Riparazione: la Croce di Cristo ricostruisce il giusto rapporto dell’uomo con Dio, riparando i danni causati dal peccato. Però “ogni uomo, nella sua sofferenza, può diventare partecipe della sofferenza redentiva di Cristo” (Giovanni Paolo II, Salvifici doloris, 19).
In questo senso ciascun membro della famiglia può “riparare” i peccati dei propri fratelli rivolti al cuore di Dio ed al cuore di Maria, offrendo, in unione al sacrificio eucaristico, il bene compiuto, le preghiere, i dolori, per la conversione dei peccatori.
L’Eucaristia ha una sua centralità in questa azione “riparatrice”, e la famiglia, in virtù di questo orientamento spirituale verso il cuore di Maria, può sottolineare questa azione con la pia pratica dei primi sabati del mese.
Le tre intenzioni principali da tener sempre presenti in questo impegno di vita sono: La conversione dei peccatori, la riparazione dei peccati e la Pace nel mondo.

Condizioni generali e preparazione

Poiché la consacrazione riguarda la famiglia, è logico che questa sia costituita da almeno due persone.
Nel considerare l’impegno che questa consacrazione comporta, è bene che almeno due membri di una famiglia ne condividano i contenuti in modo che siano di testimonianza per gli altri membri e li invoglino indirettamente a condividere anche questa esperienza.
Possono esserci nella vita di ogni famiglia momenti di incomprensione, di smarrimento, di chiusura, di non condivisione anche nei riguardi di questa esperienza di vita spirituale. Proprio questo non diventi motivo di ulteriore attrito, ma ognuno rispetti la libertà dell’altro offrendo solidarietà e comprensione.

Per chi consacra anche la propria famiglia
Ci si procuri una statuetta o un’immagine della Madonna e la si collochi in un luogo decoroso della propria abitazione perché vi rimanga sempre e diventi “l’angolo bello” della casa, davanti a cui pregare quotidianamente (Cf. Stefano de Fiores e Salvatore Meo, Nuovo dizionario di mariologia).

Questo Atto di Consacrazione può essere rinnovato ogni anno, o in altre circostanze particolari.

Consacrazione al Cuore Immacolato – 26 marzo 2012

A tutti i fratelli e sorelle di Innamorati di Maria,
il 25 marzo 2012, Solennità dell’Annunciazione, si festeggia anche il 28′ anniversario della consacrazione del mondo al Cuore Immacolato compiuto da Giovanni Paolo II. Con grande gioia desideriamo rinnovare questa consacrazione attraverso una preparazione di 3 giorni con le preghiere e riflessioni specifiche.
Dato che il 25 marzo è domenica, sarà il 26 marzoil giorno in cui rinnoviamo la nostra consacrazione al Cuore Immacolato.
 

L’invito di partecipare a questo appuntamento è per tutti, nessuno escluso, per concretizzare il nostro amore e devozione verso la nostra amata Mamma del Cielo!
Questi sono i temi delle mail che riceverete nei 3 giorni antecedenti al 26 marzo:
Giorno 1: 23 marzo 2011
“Prendere coscienza dei propri difetti e limiti, e avere la volontà di migliorare con la grazia di Dio”
Giorno 2: 24 marzo 2011
“Imitare sempre di più le virtù di Maria racchiuse nel suo Cuore Immacolato: la santità”
Giorno 3: 25 marzo 2011
“Restare sempre uniti a Gesù per mezzo di Maria”
Il giorno 26 marzo riceverete una preghiera di consacrazione al Cuore Immacolato con l’immagine della nostra Madre Celeste che potete usare al momento della recita della preghiera di consacrazione.

LA CONSACRAZIONE AL CUORE DELLA MADRE

La consacrazione a Maria, e in particolare, al Suo Cuore, è sempre stata fonte inesauribile di vita interiore per le anime dei credenti.
Essa appare analoga alla vita religiosa che, come il Concilio Vaticano II afferma “ha le sue radici più profonde nella consacrazione battesimale e ne è un’espressione più perfetta” (PC 5).
Gli ultimi pontefici hanno parlato in termini positivi della consacrazione mariana. Giovanni Paolo II si è così espresso: “Come potremmo vivere il nostro battesimo senza contemplare Maria, la benedetta fra le donne, così accogliente del dono di Dio? Cristo ce l’ha data per madre. L’ha data per madre alla Chiesa……. Ogni cattolico spontaneamente si consacra a Lei per meglio consacrarsi al Signore.” (Giovanni Paolo II, Angelus a Le Bourget 1.6.1988).
Lo stesso Papa, inoltre, mette in relazione il mistero della Redenzione con “il cuore della Vergine di Nazareth, quando ha pronunziato il suo fiat. Da quel momento questo cuore verginale ed insieme materno, sotto la particolare azione dello Spirito Santo, segue sempre l’opera del suo Figlio e va verso tutti coloro che Cristo ha abbracciato e abbraccia continuamente nel suo inesauribile amore. E perciò questo cuore dev’essere anche maternamente inesauribile. La caratteristica di questo amore materno, che la madre di Dio immette nel mistero della Redenzione e della vita della Chiesa, trova la sua espressione nella sua singolare vicinanza all’uomo ed a tutte le sue vicende. In questo consiste il mistero della madre” (Redemptor hominis – 1979).

Consigli pratici
Perché l’Atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria abbia una sua certa solennità, diamo i seguenti suggerimenti:
Preparazione spirituale per la consacrazione con la confessione, il S. Rosario e, per chi può, la S. Messa.


LA FAMIGLIA CRISTIANA

La famiglia cristiana, per la grazia dei Sacramenti vissuta in una concreta esperienza di fede e di carità, si pone come segno e riflesso dell’Amore Trinitario e come attuazione originale e immagine della Chiesa, tanto da meritare il nome di “chiesa domestica” (cf. Concilio Vaticano II, Lumen gentium, 11).
Partecipa alla vita e alla missione della Chiesa, ricevendo e trasmettendo l’amore di Cristo.
La famiglia cristiana offre a Dio il culto spirituale con la preghiera comune e l’offerta del proprio stare insieme, nella fatica e nel riposo, nella sofferenza e nella gioia, celebrando l’Eucaristia nel giorno del Signore, procedendo insieme nel cammino di fede (Cf. CEI, La verità vi farà liberi, 1071-72).

LA CONSACRAZIONE DELLA FAMIGLIA

Poste queste premesse, la consacrazione della famiglia al Cuore Immacolato della Madre di Dio si propone come valido aiuto a quanti vogliono vivere meglio alla sequela di Cristo Gesù.
Imitando le virtù di Maria, discepola perfetta di Cristo, la famiglia consacrata potrà testimoniare l’Amore di Dio nella Chiesa e nel mondo.
L’impegno della famiglia che vuole vivere sotto la guida particolare del Cuore di Maria si può articolare in tre punti fondamentali: penitenza, preghiera, riparazione.
– Penitenza: consiste nella riconciliazione in Cristo con il Padre, con i propri fratelli, con se stessi. Ciò richiede da parte di ciascuno la volontà di evitare il peccato, di obbedire alla legge di Dio espressa nei Comandamenti e in ciò che insegna il Magistero della Chiesa. Il sacramento della Riconciliazione è quindi indispensabile quale segno visibile che arricchisce con gli abbondanti doni della Grazia e che fortifica l’anima del credente che vuole vivere nello spirito della penitenza. Infine, ciascuno compia i doveri del proprio stato accettandone anche la fatica, il dolore, l’incomprensione, e viva testimoniando Cristo nel momento e nella situazione in cui si trova.
Preghiera: visto che qui è considerata nell’ambito familiare, bisogna porre l’attenzione sulla preghiera liturgica che comprende la Messa, la celebrazione dei Sacramenti, la Liturgia delle ore, e sulla preghiera comunitaria non ufficiale, che comprende l’Adorazione Eucaristica, la Via Crucis, il Rosario.
Un’attenzione particolare merita il Rosario: la famiglia trovi il momento più adatto per pregare insieme nei giorni feriali e si unisca con Maria a lodare e ad invocare Gesù rivivendo con Lei i misteri salvifici del suo Figlio e meditandoli, come Lei, nel proprio cuore.
La famiglia poi non manchi di porre la giusta attenzione alla lettura ed alla meditazione della Parola di Dio.
Riparazione: la Croce di Cristo ricostruisce il giusto rapporto dell’uomo con Dio, riparando i danni causati dal peccato. Però “ogni uomo, nella sua sofferenza, può diventare partecipe della sofferenza redentiva di Cristo” (Giovanni Paolo II, Salvifici doloris, 19).
In questo senso ciascun membro della famiglia può “riparare” i peccati dei propri fratelli rivolti al cuore di Dio ed al cuore di Maria, offrendo, in unione al sacrificio eucaristico, il bene compiuto, le preghiere, i dolori, per la conversione dei peccatori.
L’Eucaristia ha una sua centralità in questa azione “riparatrice”, e la famiglia, in virtù di questo orientamento spirituale verso il cuore di Maria, può sottolineare questa azione con la pia pratica dei primi sabati del mese.
Le tre intenzioni principali da tener sempre presenti in questo impegno di vita sono: La conversione dei peccatori, la riparazione dei peccati e la Pace nel mondo.


Condizioni generali e preparazione

Poiché la consacrazione riguarda la famiglia, è logico che questa sia costituita da almeno due persone.
Nel considerare l’impegno che questa consacrazione comporta, è bene che almeno due membri di una famiglia ne condividano i contenuti in modo che siano di testimonianza per gli altri membri e li invoglino indirettamente a condividere anche questa esperienza.
Possono esserci nella vita di ogni famiglia momenti di incomprensione, di smarrimento, di chiusura, di non condivisione anche nei riguardi di questa esperienza di vita spirituale. Proprio questo non diventi motivo di ulteriore attrito, ma ognuno rispetti la libertà dell’altro offrendo solidarietà e comprensione.

Per chi consacra anche la propria famiglia
Ci si procuri una statuetta o un’immagine della Madonna e la si collochi in un luogo decoroso della propria abitazione perché vi rimanga sempre e diventi “l’angolo bello” della casa, davanti a cui pregare quotidianamente (Cf. Stefano de Fiores e Salvatore Meo, Nuovo dizionario di mariologia).
Questo Atto di Consacrazione può essere rinnovato ogni anno, o in altre circostanze particolari.

<<Quando verrà quel tempo nel quale le anime respireranno Maria come i corpi respirano l’aria? In quel tempo avverranno cose mirabili su questa misera terra perché lo Spirito Santo vi troverà la sua cara Sposa come riprodotta nelle anime, e quindi scenderà su di loro con l’abbondanza e la pienezza dei suoi beni – in particolar modo del dono della Sapienza – per operarvi meraviglie di grazia… >>dal punto 217 del Trattato del Santo di Montfort

I PAPI E LA CONSACRAZIONE

La Madonna apparendo a Fatima nel 1917 chiese la consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato. Il 31 Ottobre 1942, Papa Pio XII consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria: ” A voi, al vostro Cuore Immacolato, noi, in quest’ora tragica della storia umana, affidiamo, rimettiamo, consacriamo non solo la Santa Chiesa… ma anche tutto il mondo straziato da feroci discordie…”

Paolo VI nuovo successore di Pietro, sentendo forte l’invito di Maria, avanzò sulla scia dei Papi che lo precedettero e il 21 novembre 1964, durante i lavori del Concilio Vaticano II, ricordò a tutti e rinnovò la “Consacrazione a Maria come atto di affidamento alla celeste Madre di tutta l’umana famiglia”. Pellegrino a Fatima il 13 maggio 1967, nel 50° anniversario delle apparizioni, Paolo VI invitò ”… tutti i figli della Chiesa a rinnovare personalmente la propria Consacrazione al Cuore Immacolato della Madre della Chiesa e di vivere questo nobilissimo atto di culto con una vita più conforme alla Volontà Divina, in uno spirito di filiale servizio e di devota imitazione della loro Celeste Regina”. A Paolo VI successe Giovanni Paolo I che, in soli 33 giorni di pontificato, riuscì a trasmettere a tutti il sorriso e l’amore di Cristo. Fu un Papa che, come ricorda bene la terra veneta, amava la Madonna con la semplicità, la purezza e l’abbandono di un vero figlio e che insegnò al mondo non solo come la Consacrazione deve essere enunciata, ma come deve essere realmente vissuta quotidianamente. Tra i grandi sostenitori della Consacrazione a Maria troviamo il Santo Padre Giovanni Paolo II che ha fatto della Consacrazione uno dei punti costanti e qualificati del suo Pontificato. Sia con i fatti che con le parole egli ha realizzato il motto del suo stemma Pontificale “Totus Tuus” (Tutto Tuo) ispirato alla dottrina spirituale del Santo di Montfort che per primo ha enunciato con molta semplicità le basi dottrinali della consacrazione. L’otto dicembre 1983, festa dell’Immacolata, il Santo Padre inviò una lettera riservata a tutti i Vescovi del mondo, invitandoli a prepararsi a celebrare con lui, tutti insieme, la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria il seguente 25 marzo 1984, sollenità dell’annunciazione. Il desiderio del Santo Padre era che i Vescovi consacrassero in quel giorno le Diocesi, i Parroci, le parrocchie, i parrocchiani, le famiglie e ogni singolo fedele consacrasse se stesso. Purtroppo, le cose non andarono in questo modo: non tutti i Vescovi si unirono al Papa e non tutti i Sacerdoti si unirono ai relativi pochi Vescovi consenzienti; di conseguenza la maggior parte dei fedeli non venne neppure a conoscenza della grandiosità dell’atto, e, quindi, non capì l’enorme importanza di quanto si stava facendo. La Consacrazione in sé, però, certo fu ugualmente valida, perché il Signore guarda il desiderio dell’uomo e non se riesce o meno ad attuarlo.

COSA SI INTENDE PER CONSACRAZIONE

E’ Maria stessa dunque che ci chiede di affidarci e consacrarci a Lei. Maria Madre e Regina del Cielo e della terra, dal trono in cui siede osserva il mondo denso di pericoli e insicurezze, per questo desidera stringere i propri figli fra le sue braccia materne per avvicinarli a Lei. Dinanzi al senso di smarrimento e confusione in cui versa il mondo troveremo sicuro rifugio nel Tempio del suo Cuore Immacolato, come nell’Arca al tempo di Noè, così che il nostro cuore potrà palpiterà con il Suo in un incessante atto d’amore verso il Signore. Il Suo Cuore è, infatti, una fornace di purissimo fuoco: tutto brucia, tutto consuma, tutto trasforma, in esso saremo come “germogli” che crescono in un terreno immacolato e fertile; battito dopo battito ci sarà donato il suo stesso Spirito e la sua stessa capacità d’amare.

Rinunciando volontariamente, per amore ai nostri interessi, alle nostre volontà, Maria ci prenderà per mano e come Madre piena di tenerezza, scoprendoci liberi da ogni ricchezza e attaccamento, potrà rivestirci della sua veste immacolata, del suo Splendore, di tutte le sue virtù introducendoci nell’intimo del Cuore di suo Figlio Gesù. Chi le è fedele si lascia portare da lei con la fiducia di un piccolo figlio, nella povertà e nell’umiltà, senza guardare ad alcuna creatura e senza attendere umane approvazioni, lasciandosi penetrare dal dolce suo sorriso che ci conduce ad amare ogni nostro fratello, come, sul legno della croce, fece Gesù.

Il Cuore Immacolato della mamma del Cielo è la Strada Luminosa che ci conduce al gioioso incontro con Gesù, è il luogo più prossimo a Lui, la via più sicura per giungere alla sua Onnipotenza, la stessa che Gesù ha seguito per divenire uomo e venire a noi. Ecco perché è importante affidarci e consacrarci totalmente al suo Cuore così che la nostra umanità possa rivestirsi di bellezza divina.

Maria nella tua pienezza di Grazia sei perfettamente unita a Dio, colma della sua presenza, per quanto, la stessa tua natura umana è in grado di contenere. E’ per questa perfezione, in vista della tua maternità spirituale sull’umanità, che ci chiedi questo atto di fede nei tuoi riguardi poichè in te, solo risplende il Signore, consacrarci a te significa consacrarsi a Gesù.

ALCUNI PUNTI SULLA CONSACRAZIONE A MARIA SECONDO IL SANTO DI MONTFORT, DAL SUO TRATTATO

San Luigi Maria Grignion de Montfort è un Santo la cui spiritualità mariana è stata un esempio per moltissimi cristiani, così il motto del defunto Papa Giovanni Paolo II, “Totus Tuus”, è di inspirazione monfortana esso stesso entrato nello stemma pontificio di questo Pontefice. Desidero in questo capitolo riportare alcuni punti del trattato della vera devozione a Maria scritto da questo Santo dove sono esplicitate le ragioni per cui essere CONSACRATI a Maria al fine di esserlo perfettamente a Gesù.

Dal trattato della vera devozione a Maria:

1) Per MEZZO della ss. Vergine Maria Gesù Cristo venne nel mondo, ancora per MEZZO di lei deve regnare nel mondo.

125) 3°. Ci si CONSACRA dunque nel medesimo tempo alla Santa Vergine e a Gesù Cristo: alla Santa Vergine come al MEZZO perfetto che Gesù Cristo ha scelto per unirsi a noi e per unirci a lui, e a Gesù Cristo Signore come al nostro ultimo fine, al quale noi dobbiamo tutto ciò che siamo, poiché è nostro Redentore e nostro Dio.

132) noi ci siamo offerti e CONSACRATI senza riserva al servizio di Gesù Cristo Signore e della sua santa Madre.

265) Maria (non) viene considerata come l’ultimo fine del nostro servizio. Questo fine ultimo è solo Gesù Cristo. Si prende invece Maria come FINE PROSSIMO, AMBIENTE MISTERIOSO e MEZZO FACILE per incontrarlo.

19 marzo: SAN GIUSEPPE

 

 

SAN GIUSEPPE

IdM-Buona giornata!
 
“Non fui mai portata a certe devozioni che alcuni praticano, specialmente donne, nelle quali entrano non so quali cerimonie che io non ho mai potuto soffrire, e che a loro piacciono tanto. Poi si conobbe che non erano convenienti e sapevano di superstizione. Io invece presi come avvocato S. Giuseppe e mi raccomandai a lui con fervore. Questo mio padre e protettore mi aiutò nelle necessità in cui mi trovavo e in molte altre più gravi in cui era in gioco il mio onore e la salute dell’anima mia. Ho visto chiaramente che il suo aiuto fu sempre più grande di quello che avrei potuto sperare.

Non mi ricordo finora di averlo mai pregato di una grazia senza averla subito ottenuta. Ed è cosa che fa meraviglia ricordare i grandi favori che il Signore mi ha fatto e i pericoli di anima e di corpo da cui mi ha liberata per l’intercessione di questo santo benedetto.

Ad altri santi sembra che Dio abbia concesso di soccorrerci in questa o in quell’altra necessità, mentre ho sperimentato che il glorioso S. Giuseppe estende il suo patrocinio su tutte. Con ciò il Signore vuole darci a intendere che, a quel modo che era a lui soggetto in terra, dove egli come padre putativo gli poteva comandare, altrettanto gli sia ora in cielo nel fare ciò che gli chiede. Ciò han riconosciuto per esperienza varie altre persone che dietro mio consiglio gli si sono raccomandate. Molte altre gli si son da poco fatte devote per aver sperimentato questa verità.»

«Procuravo di celebrarne la festa con la maggior possibile solennità… Per la grande esperienza che ho dei favori di S. Giuseppe, vorrei che tutti si persuadessero ad essergli devoti. Non ho conosciuta persona che gli sia veramente devota e gli renda qualche particolare servizio senza far progressi in virtù. Egli aiuta moltissimo chi si raccomenda a lui. È già da vari anni che nel giorno della sua festa gli chiedo qualche grazia, e sempre mi sono vista esaudita. Se la mia domanda non è tanto retta, egli la raddrizza per il mio maggior bene».

«Chiedo solo, per amor di Dio, che chi non mi crede ne faccia la prova, e vedrà per esperienza come sia vantaggioso raccomandarsi a questo glorioso patriarca ed essergli devoti. Gli devono essere affezionate specialmente le persone di orazione, perché non so come si possa pensare alla Regina degli angeli e al molto da lei sofferto col Bambino Gesù, senza ringraziare S. Giuseppe che fu loro di tanto aiuto.Chi non avesse maestro da cui imparare a far orazione, prenda per guida questo santo glorioso e non si sbaglierà» (Vita 6, 6-8)

S. Teresa d’Avila

VITA DI SAN GIUSEPPE

Giuseppe nacque probabilmente a Betlemme, il padre si chiamava Giacobbe (Mt 1,16) e pare che fosse il terzo di sei fratelli. La tradizione ci tramanda la figura del giovane Giuseppe come un ragazzo di molto talento e un temperamento umile, mite e devoto.

Giuseppe era un falegname che abitava a Nazareth. All’età di circa trenta anni fu convocato dai sacerdoti al tempio, con altri scapoli della tribù di Davide, per prendere moglie. Giunti al tempio, i sacerdoti porsero a ciascuno dei pretendenti un ramo e comunicarono che la Vergine Maria di Nazareth avrebbe sposato colui il cui ramo avrebbe sviluppato un germoglio. “Ed uscirà un ramo dalla radice di Jesse, ed un fiore spunterà dalla sua radice” (Isaia). Solamente il ramo di Giuseppe fiorì e in tal modo fu riconosciuto come sposo destinato dal Signore alla Santa Vergine.

Maria, all’età di 14 anni, fu data in sposa a Giuseppe, tuttavia ella continuò a dimorare nella casa di famiglia a Nazareth di Galilea per la durata di un anno, che era il tempo richiesto presso gli Ebrei, tra lo sposalizio e l’entrata nella casa dello sposo. Fu proprio in questo luogo che ricevette l’annuncio dell’Angelo e accettò: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” (Lc 1,38).

Poiché l’Angelo le aveva detto che Elisabetta era incinta (Lc 1,39), chiese a Giuseppe di accompagnarla dalla cugina che era nei suoi ultimi tre mesi di gravidanza. Dovettero affrontare un lungo viaggio di 150 Km poiché Elisabetta risiedeva ad Ain Karim in Giudea. Maria rimane presso di lei fino alla nascita di Giovanni Battista.

Maria, tornata dalla Giudea, mise il suo sposo di fronte ad una maternità di cui non poteva conoscerne la causa. Molto inquieto Giuseppe combatté contro l’angoscia del sospetto e meditò addirittura di lasciarla fuggire segretamente (Mt 1,18) per non condannarla in pubblico, perché era uno sposo giusto. Infatti, denunciando Maria come adultera la legge prevedeva che fosse lapidata e il figlio del peccato perisse con Lei (Levitico 20,10; Deuteronomio 22, 22-24).

Giuseppe stava per attuare questa idea quando un Angelo apparve in sogno per dissipare i suoi timori: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in Lei viene dallo Spirito Santo” (Mt 1,20). Tutti i turbamenti svanirono e non solo, affrettò la cerimonia della festa di ingresso nella sua casa con la sposa.

Su ordine di un editto di Cesare Augusto che ordinava il censimento di tutta la terra (Lc 2,1), Giuseppe e Maria partirono per la città di origine della dinastia, Betlemme. Il viaggio fu molto faticoso, sia per le condizioni disagiate, sia per lo stato di Maria oramai prossima alla maternità.

Betlemme in quei giorni brulicava di stranieri e Giuseppe cercò in tutte le locande, un posto per la sua sposa ma le speranze di trovare una buona accoglienza furono frustrate. Maria diede alla luce suo figlio in una grotta nella campagna di Betlemme (Lc 2,7) e alcuni pastori accorsero per fargli visita e aiutarli (Lc 2,16).

La legge di Mosè prescriveva che la donna dopo il parto fosse considerata impura, e rimanesse 40 giorni segregata se aveva partorito un maschio, e 80 giorni se femmina, dopo di che doveva presentarsi al tempio per purificarsi legalmente e farvi un’offerta che per i poveri era limitata a due tortore o due piccioni. Se poi il bambino era primogenito, egli apparteneva per legge al Dio Jahvè. Venuto il tempo della purificazione, dunque, si recano al tempio per offrire il loro primogenito al Signore. Nel tempio incontrarono il profeta Simeone che annunciò a Maria: “e anche a te una spada trafiggerà l’anima” (Lc 2,35).

Giunsero in seguito dei Magi dall’oriente (Mt 2,2) che cercavano il neonato Re dei Giudei. Venuto a conoscenza di ciò, Erode fu preso da grande spavento e cercò con ogni mezzo di sapere dove fosse per poterlo annientare. I Magi intanto trovarono il bambino, stettero in adorazione e offrirono i loro doni portando un sollievo alla S. Famiglia.

Dopo la loro partenza, un Angelo del Signore, in apparizione a Giuseppe, lo esortò a fuggire: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e sta la finché non ti avvertirò; perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo” (Mt 2,13).

Giuseppe si mise subito in cammino con la famiglia (Mt 2,14) per un viaggio di circa 500 Km. La maggior parte del cammino si svolse nel deserto, infestato da numerose serpi e molto pericoloso a causa dei briganti. La S. famiglia dovette così vivere la penosa esperienza di profughi lontano dalla propria terra, perché si adempisse, quanto era stato detta dal Signore per mezzo del Profeta (Os XI,1): «Io ho chiamato il figlio mio dall’Egitto» (Mt 2,13-15).

Nel mese di Gennaio del 4 a.C, immediatamente dopo la morte di Erode, un Angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Alzati, prendi il bambino e sua madre e và nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino» (Mt 2,19). Giuseppe obbedì subito alle parole dell’Angelo e partirono ma quando gli giunse la notizia che il successore di Erode era il figlio Archelao ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nazareth, perché si adempisse quanto era stato detto dai profeti: «Egli sarà chiamato Nazareno» (Mc 2,19-23).

La S. famiglia, come ogni anno, si recò a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Trascorri i giorni di festa, si incamminarono verso la strada del ritorno credendo che il piccolo Gesù di 12 anni fosse nella comitiva. Ma quando seppero che non era con loro, iniziarono a cercarlo affannosamente e, dopo tre giorni, lo ritrovarono al tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati ti cercavamo». (Lc 2,41-48).

Passarono altri venti anni di lavoro e di sacrificio per Giuseppe sempre accanto alla sua sposa e morì poco prima che suo figlio iniziasse la predicazione. Non vide quindi la passione di Gesù sul Golgota probabilmente perché non avrebbe potuto sopportare l’atroce dolore della crocifissione del Figlio tanto amato.            

GIUSEPPE PADRE TERRENO 

Giuseppe fu il padre terreno di Gesù e come tale dovette provvedere alle necessità della famiglia, tutelare e allevare il suo figliolo adottivo, sempre pronto a soddisfare i desideri di Dio conoscendo, in parte, alcuni suoi disegni.

Si prodigò oltre l’umano per non far mancare nulla alla famiglia e, come padre, per insegnare le cose della vita a suo figlio, perché egli doveva, come un fanciullo qualunque, essere sottomesso alla volontà paterna. Iddio non assegnò un padre qualsiasi, ma un’anima pura, perché fosse di sostegno ad una candida sposa e ad un Dio incarnato.

Tanti sottovalutano quello che fu il suo compito: non discusse mai gli ordini impartiti nel sonno, o attraverso i messaggeri di Dio, ma eseguì fedelmente, anche se questo comportava dover abbandonare tutto quello che aveva realizzato in quel momento; le amicizie, gli averi e la sicurezza sociale per affrontare l’ignoto.

La sua fede era tale che non ebbe dubbi o incertezze, andò dove Dio l’inviava col suo fardello, con i suoi tesori costituiti da un’esile madre e da un pargoletto prima, e da un fanciullo poi. Dopo come padre non s’oppose, ma preventivamente assecondò, essendone a conoscenza, i Divini voleri e nel suo animo ardente benedì questo suo figlio, affinché annunciasse con la parola; e nel mondo si compissero i disegni del Padre.

Fu un lavoratore esemplare, un esempio mirabile, portò la famiglia su una nave sicura e seppe guidarla su lidi e porti riparati, anche quando all’esterno v’erano acque tumultuose. Seppe essere un degno compagno per la sua sposa e s’amarono con sentimenti così puri da incantare gli Angeli del cielo.

Oh! voi padri, traete insegnamento da quest’uomo che seppe sì costruire una famiglia umana; applicò ad essa tutte le virtù cui era capace con la sua anima ardente d’amore. Solo l’amore e la fede gli permisero, nel cammino della sua vita, di superare notevoli ostacoli, il peso umano, con il sostentamento, gravava quasi tutto sulle sue spalle, e questo Lui l’ha offerto gioiosamente al suo fanciullo che tanto adorava.

Tanti sottovalutano l’importanza che ha avuto nei disegni di Dio: ma poteva Dio affidare ad un’anima qualunque la responsabilità di padre terreno? Oppure nella sua onniscienza ha scelto un’anima eletta? E nel cielo gli è stato assegnato il posto che gli competeva. Appellatevi tranquillamente a Lui, affinché possa intercedere per voi in tutti i vostri bisogni. Per la sua fedeltà e per il suo amore gli sono state date le potenze d’intercessione e di grazia per tutte le vostre necessità. Sia per voi un modello costante.

Se saprete calcare come padri di famiglia le sue orme, potrete gioire nelle vostre famiglie e sarete guardati benignamente dal cielo, la grazia e la benedizione scenderà su di voi e sulle vostre famiglie. Sarete modelli di rettitudine che scalderà d’amore, non soltanto la vostra famiglia, ma tutte quelle che, sbandate e disperate, desiderano appoggiarsi e sperare negli esempi coerenti.

Nella famiglia affidatevi a Lui, chiedetene il sostegno e pregate, affinché implori su di voi le virtù tanto necessarie per la vostra salvezza.

LA SANTA FAMIGLIA MODELLO IDEALE
Giuseppe accolse con delicatezza un così alto sentimento e rispose con altrettanto amore. Il loro amore era così sublime da appartenere già al livello degli angeli. Giuseppe mai reclamò per sé soddisfazioni umane, sempre attento ad indovinare i desideri di Maria santissima, pronto e vigile nella tutela.

Giuseppe provò molta gioia nel vedere il suo fanciullo crescere, giorno dopo giorno, stringerlo tra le sue braccia, ben sapendo chi ero. Con amore egli curava tutta la famiglia, non risparmiandosi nella fatica.

Quando fu il tempo di fuggire in Egitto, non ebbe dubbi o tentennamenti, lasciò tutto quello che aveva, compresa la sicurezza del pane, per salvare suo figlio. Molti sottovalutano il suo ruolo di padre e la sua fatica.

Maestro di rettitudine, Giuseppe seppe essere un esempio per tutti i padri di famiglia, dimostrò che era possibile amare ardentemente, ma di un amore proteso verso il nucleo famigliare senza ritenere nulla per sé: la gioia era la luce riflessa del profumo delle virtù.

Ogni famiglia dovrebbe volgere il suo sguardo a questa Santa Famiglia di quel tempo. Quanti coniugi interpretano il proprio ruolo come il più importante, sviluppano l’amore egoistico per il proprio piacere; così accusano l’altro, mentre non fanno nulla per comprenderlo.

I figli poi sono come teneri boccioli. Occorre che il giardiniere li innaffi adeguatamente e il sole li riscaldi, affinché con il tempo il fiore sbocci rigoglioso e spanda il suo profumo soave. Se il bocciolo invece è abbandonato a se stesso, le erbacce cercheranno di soffocarlo e la mancanza d’acqua, prima o poi, lo farà appassire; per lui non c’è scampo, da solo non può farcela.

Così è per i nostri fanciulli, essi sono bellissimi boccioli che attendono di schiudersi; occorre però irrorarli con la luce della verità e riscaldarli con il sole dell’amore. Tanta cura voi dovete dedicare loro, affinché le erbacce dei vizi e delle false inclinazioni non li soffochino. Se da un lato dovete preoccuparvi della loro crescita umana, dall’altro dovete impegnarvi nella loro crescita spirituale e morale, per trasferire quella luce che permetterà loro di camminare sulla retta via. Quante mamme e papà non fanno mancare nulla al figlio, anzi donano il superfluo, credendo in questo modo di donargli la felicità.

In questo tempo, quanto numerosi sono i fanciulli, i bambini infelici che attendono dai loro genitori l’unica cosa preziosa, l’amore, l’affetto e una guida sicura per le vie dello sviluppo.

La famiglia è l’amore coniugale che si riversa sui figli e racchiude il nucleo familiare. Il bocciolo diventa fiore, alimentato dall’amore di mamma e papà, il suo profumo sarà più o meno intenso in proporzione alle virtù che si è riusciti a coltivare insieme.

Famiglia, sublime opportunità di crescita per tutti i suoi membri, è l’amore che chiama amore e nell’amore la gioia di donare e di vedere i frutti. Se talvolta la fatica farà scendere lacrime di sudore, saranno gocce per alimentare la volontà di procedere e crescere insieme.

Se uno dei membri non intende svolgere il suo compito, oppure è incapace di donare perché è ancora chiuso nel suo egoismo, poca importa gli altri membri che sanno amare lo aiuteranno a maturare.

Maria e Giuseppe erano uniti teneramente nella gioia e nel dolore per il loro figlio così amato da offrire se stessi: Gesù era il loro sole. Seppero accudire teneramente il loro bocciolo, innaffiandolo giorno dopo giorno con le loro virtù e riscaldandolo con il loro amore. Guardiamo a loro con fiducia, domandiamo aiuto ed essi ci verranno incontro come se fossimo i loro figli, ci sosterranno e ci infonderanno il desiderio di crescere e di accudire i nostri boccioli se ne avremo. Ci faranno sperimentare nella famiglia quel desiderio di amare che solo gli angeli possiedono.

LA SANTITÀ DI GIUSEPPE  

Giuseppe conosceva perfettamente la santità di Maria e il proposito di verginità perpetua. Perciò, quando si avvide della gravidanza di Lei, non la ritenne peccatrice-adultera, né la espose alla lapidazione prescritta (Levitico 20, lO; Deuteronomio 22, 22-24). Lui che credeva alla virtù di Maria, avrebbe cessato di essere giusto (Matteo 1, 19) se l’avesse fatta lapidare. Ma Giuseppe, prima dell’apparizione angelica (Matteo 1, 20-23) non conosce la causa per la quale la sua sposa è incinta e non ne sa spiegare il fatto.

E’ Dio che, per mezzo di un Angelo, in sogno ammonisce Giuseppe di astenersi anche semplicemente dal rimandare la sua sposa, e lo esorta invece a prenderla tranquillamente con sé, perché la meternità di Lei a nessuno era da attribuirsi se non a Dio stesso.

La santità di Giuseppe, cioè del giusto che se incorre in qualche imperfezione subito risorge (Proverbi 24, 16), risplende immediatamente di più viva luce:
 
per aver subito ubbidito all’Angelo (Matteo 1, 24);
per aver subito deciso di compiere in tutto la volontà di Dio (Matteo 1, 24)
 
La santità di Maria rifulge di specialissima luce in questa terribile circostanza:
 
per ubbidire a Dio, che voleva riservarsi di manifestare a Giuseppe l’inspiegabile mistero, nulla disse al suo sposo, pur soffrendo acutamente per la prolungata e cocente ambascia del suo sposo e per il pericolo «che un giusto mancasse, egli che non mancava mai…»
 
Veramente, Maria e Giuseppe, anche in questa dolorosa circostanza e prova, appaiono «…due santi che più grandi il mondo non ha»
    

AFFIDATI A LUI       

La grandezza di questo Santo è impareggiabile e inimmaginabile. Certo, non ha brillato di luce propria ma ha lasciato che splendessero il figlio suo e la sua splendida sposa.

Non ha imposto la sua paternità con ferree regole e non ha sottomesso la sua sposa verginale.

Il suo è stato un cammino di amore e di fede:
  

  • ha preso la Santa famiglia sulle spalle e ha camminato rettamente con la sofferenza propria dei poveri;
  • ha amato il figlio senza riserve e lo ha guidato e protetto con mani sicure;
  • ha amato la sua sposa come solamente gli angeli sanno fare;
  • ha agito nel silenzio e nella contemplazione dell’Amore di Dio.
L’amore sublime che lo legava a Gesù e a Maria in terra, in cosa si sarà trasformato nel cielo! Il figlio e la sua sposa potranno negargli le sue esortazioni?
Cosa aspetti dunque ad affidarti senza riserve a questo potente intercessore e a considerarlo come un padre?
Infatti, come ha saputo nel tempo terreno guidare la sua famiglia, non potrà ora condurre anche te?

Non essere incredulo e affidati a Lui, può darsi che rimarrai sorpreso della potenza di intercessione di questo Patriarca.
Accostati a lui con estrema fiducia e aprigli i segreti del tuo cuore, invocalo e certemente Lui ti ascolterà. Ti verrà incontro, ti trasformerà la vita e ti avvicinerà sempre più all’Amore di Dio.

Nella vita terrena, San Giuseppe era già nelle mani di Dio e ha consumato nell’umiltà del suo silenzio drammi, angosce, motti e purificazioni di cui non è possibile intravedere la profondità. E come è fecondo questo silenzio: esso permette che tra la parola di Dio e l’obbedienza di Giuseppe non ci sia soluzione di continuità.
Dio parla a San Giuseppe. Chiedi a Giuseppe che ti insegni ad agire nel silenzio con l’umiltà dei santi.

Se il tuo cuore è ansioso di fare qualcosa per i fratelli, perché attanagliati dalla sofferenza o dalla solitudine allora puoi usare la potenza della preghiera. La preghiera infatti è un incontro con Gesù. Un ponte tra l’umano e il divino e può essere l’inizio di un cammino spirituale che apre le porte della vera e completa felicità.

Poi la preghiera ha un carattere terapeutico ed è un’arma invincibile da usare contro tutte le manifestazioni del male, che direttamente o indirettamente ciascuno di noi sperimenta ogni giorno.

PREGI E VANTAGGI DELLA DEVOZIONE DI SAN GIUSEPPE       
    
Per capire quale ricca fonte di ogni sorta di grazie sia la devozione al glorioso Patriarca San Giuseppe, basteranno le seguenti parole di S. Teresa, che trovandosi nella sua vita:

« Io non mi ricordo, scrive la Santa, di aver sino ad oggi domandato una grazia a S. Giuseppe, che non me l’abbia accordata. Che bel quadro io metterei sotto gli occhi, se mi fosse dato di esporre le grazie segnalate, colle quali sono stata ricolma da Dio, e i pericoli di anima e di corpo, da cui sono stata liberata, mediante l’intercessione di questo grande Santo! Agli altri Santi Dio concede soltanto la grazia di soccorrerci in questo e tal altro bisogno, ma il glorioso S. Giuseppe, ed io so per esperienza stende il suo potere a tutto. Ed hanno ciò sperimentato al pari di me altre persone, alle quali io avevo consigliato di raccomandarsi a questo incomparabile Protettore… Se io avessi autorità di scrivere, proverei un santo piacere nel raccontare particolarmente le grazie di cui tante persone sono, come me, debitrici a questo grande Santo. Mi contento però di scongiurare per amor di Dio, quelli che forse non mi crederanno, a farne la prova e vedranno per esperienza quanto vantaggio ne venga dal raccomandarsi a questo glorioso Patriarca, ed onorarlo con speciale culto».

Fin qui la Santa, e le sue fervide parole muoveranno di certo in ognuno a farsi devoto di questo potente e tenero protettore.

Un illustre scrittore di ascetica cristiana, ha cosi riassunto i vantaggi che si hanno dalla devozione a S. Giuseppe:

1° Chi sarà suo vero devoto, avrà il dono della castità.
2° Avrà aiuti spirituali per uscire dal peccato.
3° Avrà particolare devozione a Maria Santissima.
4° Farà una buona morte e sarà difeso in quelle ore estreme.
5° Non sarà vinto dai demoni che ne temeranno il nome.
6° Otterrà speciali grazie tanto per l’anima come per il corpo.
7° Avrà la ferma fiducia di conseguire la grazia della perseveranza finale.

Per recare da ultimo una testimonianza autorevole, il Pontefice Pio IX, il grande, dopo aver tante volte raccomandato a tutti la cara devozione a S. Giuseppe, parlava quasi profeticamente dei vantaggi di questa devozione: « Non è invano che Dio infonde nella Chiesa con maggior abbondanza che mai, lo spirito della preghiera. Si prega molto di più e si prega meglio. I sostegni della nascente Chiesa, Maria e Giuseppe, riprendano nei cuori il posto che non avrebbero mai dovuto perdere ed ancora una volta il mondo sarà salvo».


SAN GIUSEPPE PROTETTORE DELLA BUONA MORTE    
 

La vita santa di S. Giuseppe, l’assistenza di Gesù e di Maria, tutto contributi a rendere la sua morte preziosa agli occhi del Signore.
 
La Chiesa paragona quella morte, ora ad un sonno pacifico, come quello di un fanciullo che si addormenta sul seno di sua madre; ora ad una fiaccola odorifera, che si consuma a misura che arde, e che muore, esalando il profumo soave che penetrava la sua sostanza. La morte dei Santi è sempre invidiabile, perché tutti muoiono nel bacio del Signore; ma quel bacio non ha che un dolce e prezioso sentimento di amore.
 
Ma Giuseppe mori veramente nel bacio del Signore, poiché spirò nelle braccia di Gesù. E se, come crediamo, egli ebbe l’uso dei sensi e della parola sino all’ultimo sospiro, il quale non poteva essere che un sospiro o una slancio d’amore, come non avrà egli coronato una vita cosi santa, se non col pronunciare i nomi sacri di Gesù e di Maria?
 
O morte beata! Se non posso, come Giuseppe, spirare tra Gesù e Maria, visibili ai miei sguardi, possa io almeno, sulle mie labbra moribonde, unire il vostro nome, o Giuseppe, ai nomi di Gesù e di Maria!
 
La santa morte di Giuseppe ha prodotto preziosi frutti sulla terra, che fu come aromatizzata dal soave profumo che lascia di sé una santa vita, ed una santa morte, e diede ai cristiani un potente protettore in Cielo presso Dio, specialmente per gli agonizzanti.
 
Chiunque invochi S. Giuseppe nell’ultima battaglia, sia pur violenta, riporterà vittoria. Beato perciò chi ripone la sua confidenza in questo santo Patriarca, ed unisce spirando il nome santo di Giuseppe ai dolcissimi nomi di Gesù e di Maria.
 
Tutto il mondo cristiano lo riconosce avvocato degli agonizzanti, e pertanto della buona morte. Giuseppe figlio di Giacobbe, soccorreva nel tempo della carestia gli Egiziani distribuendo loro il grano che aveva raccolto; ma per soccorrere i propri fratelli, fece di più non contento di aver riempito i loro sacchi di frumento, vi aggiunse il prezzo del medesimo. Cosi farà certamente il nostro glorioso S. Giuseppe; con quale generosità non tratterà i suoi devoti? Ah si, al momento della loro estrema necessità, al punto di morte, egli saprà ricompensare i devoti omaggi con cui sarà stato onorato.
 
La morte dei servi di S. Giuseppe è sommamente calma e soave. Santa Teresa narra le circostanze che accompagnavano gli ultimi istanti delle sue prime figlie, cosi devote a S. Giuseppe. « Ho osservato, di ella, che al momento di rendere l’ultimo respiro esse godevano ineffabile pace e tranquillità; la loro morte era simile al dolce riposo dell’orazione. Nulla indicava che il loro interno fosse agitato da tentazioni. Quei lumi divini liberano il mio cuore dal timore della morte. Morire, mi pare adesso, la cosa più facile per una fedele devota di S. Giuseppe».

PREGHIERA A SAN GIUSEPPE 

A Te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione, ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio dopo quello della tua santissima Sposa. Per quel sacro vincolo di carità, che Ti strinse all’Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, Te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità, che Gesù Cristo acquistò col suo Sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni. Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amatissimo, gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l’eterna beatitudine in cielo. Cosi sia. LEONE XIII