Archivio | febbraio 2013

S. Gabriele dell’Addolorata

S. Gabriele dell’Addolorata

IdM-Buona giornata!

      
s.gabriele dell'addolorataSan Gabriele dell’Addolorata, che si festeggia oggi, è unito alla nostra Santa Gemma da una relazione spirituale che è un vero poema di grazia e di cielo, tipico delle anime amiche che sono a loro volta innamorate di Dio. Gemma “incontra” la prima volta San Gabriele nell’inverno del 1899 leggendone la vita. La lessi più volte” scriverà lei stessa, “non mi saziavo mai di rileggerla e di ammirare le sue virtù ed i suoi esempi. La sera non trovavo sonno se non avevo l’immagine sua sotto il guanciale”. Lo elegge suo protettore e consigliere.

Le apparizioni di San Gabriele sono frequenti. Gabriele le fa baciare il suo abito e la corona del rosario. Recitano spesso insieme il breviario mentre Gemma è in estasi. Aspetto” scrive al direttore spirituale, “una visitina di Gabriele, devo parlargli di molte cose”. Gabriele (Gabriellino lo chiama lei) l’accompagna verso la santità lungo la via della croce.Gemma coraggio” le dice in una apparizione “ti aspetto al Calvario: è verso quel monte che sei diretta. Le raccomanda la devozione alla Madonna addolorata. All’occorrenza Gabriele la rimprovera sapendo essere anche un maestro esigente e severo, proprio come un fratello maggiore. In una apparizione le dice: “Sorella mia… sorella mia tu sarai”. Gemma gli domanda se riuscirà a diventare monaca passionista. Gabriele sorridendo le ripete sorella mia…”, le fa una carezza sulla fronte e le dona il distintivo passionista che porta sul petto. Nonostante gli sforzi, Gemma non entrerà in monastero. Nel cuore e nello spirito però è passionista e ne professa privatamente anche i voti. Pio XII dichiarandola santa infatti la chiamerà giustamente “spirituale religiosa passionista”. Degna figlia di Paolo della Croce, dolce sorella di Gabriele dell’Addolorata.

Gemma un giorno cominciò ad ammalarsi di una curvatura alla spina dorsale. Inoltre contrasse la meningite, che la lasciò temporaneamente sorda. Dei grossi ascessi le si formaronno in testa, le caddero i capelli, e infine le membra divennero paralizzate. Il medico curante tentò molti rimedi nessuno dei quali ebbe successo. Gemma, che aveva vent’anni, sembrava in punto di morte. Fu suggerita una novena come l’unica via di salvezza. A mezzanotte del 23 febbraio 1899, Gemma udì il rumore di un rosario e si accorse che San Gabriele le stava davanti. Le parlò così: Vuoi guarire? . . . prega con fede il Cuore di Gesù; ogni sera, fino che non sarà terminata la Novena, io verrò qui da te, e pregheremo insieme il Cuor di Gesù

Il primo giorno di marzo la novena finì. La grazia fu accordata: Gemma era guarita! Quando si alzò, coloro che le stavano intorno piangevano di gioia. Sì, era stato compiuto un miracolo e grazie al Cuore di Gesù e all’intercessione di Gabriele dell’Addolorata, un ulteriore segno di questa mistica amicizia.

Preghiera:

passionista

O Signore, che hai insegnato a San Gabriele dell’Addolorata a meditare assiduamente i dolori della tua dolcissima Madre, e per mezzo di lei lo hai elevato alle vette più alte della santità, concedi a noi, per la sua intercessione e il suo esempio, di vivere tanto uniti alla tua Madre addolorata da goderne sempre la materna protezione. Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

    

Messaggio di Medjugorje: 25 febbraio 2013

 

Messaggio di Medjugorje

Innamorati di Maria / IdM-Famiglia


IdM Mamma Celeste
25 febbraio 2013

“Cari figli! Anche oggi vi invito alla preghiera.Il peccato vi attira verso le cose terrene ma io sono venuta per guidarvi verso la santità e verso le cose di Dio ma voi lottate e sprecate le vostre energie nella lotta tra il bene e il male che sono dentro di voi. Perciò figlioli, pregate, pregate, pregate affinché la preghiera diventi gioia per voi e la vostra vita diventerà un semplice cammino verso Dio.  Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

 
 

February 25th 2013

“Dear children! Also today I call you to prayer. Sin is pulling you towards worldly things and I have come to lead you towards holiness and the things of God, but you are struggling and spending your energies in the battle with the good and the evil that are in you. Therefore, little children, pray, pray, pray until prayer becomes a joy for you and your life will become a simple walk towards God. Thank you for having responded to my call.”

 

 


La “fede” degli italiani

La “fede” degli italiani

 

Cari amici, desidero con voi analizzare il tempo che stiamo vivendo per maturare con voi una riflessione sull’importanza di una necessaria e più profonda conversione.
Scusate se sarò un po’ lungo.
Da diverso tempo siamo stati invitati dalla Chiesa e, di riflesso, dalla lista IdM a pregare per l’Italia. Il Papa ha voluto rendere pubblica una preghiera speciale per l’Italia qualche anno fa, affinchè la Madonna custodisca il popolo italiano nell’unità e nella pace.
A completamento di questo affidamento il Papa ha voluto ricordare agli italiani cattolici l’importanza di quei valori cristiani e naturali che stanno a fondamento di una vera pacifica convivenza.
La Madonna, dal canto suo, ha a cuore l’Italia, perchè è la culla del papato, il luogo spiritualmente più importante dove si trova il vicario di Cristo. Dalle diverse apparizioni mariane avvenute in Europa si è potuto notare che tracciando con un segno di matita i luoghi in cui Ella è apparsa, si manifestava con evidente chiarezza una grande M, come se il nome di Maria signoreggiasse sull’Europa e particolarmente sull’Italia, cuore dell’Europa.
La Madonna ci ha più volte invitati alla conversione, ma forse abbiamo interpretato i suoi messaggi solo sul piano privato della nostra esistenza. A furia di chiudere la stanza del cuore, secondo l’insegnamento evangelico, per pregare il Padre Celeste che vede nel segreto, abbiamo relegato il cristianesimo ad un fatto privato e soggettivo, invalidandone così – di fatto – il suo carattere missionario e universale.
Quei regimi totalitari del passato che, pur martirizzando i credenti, non sono però riusciti ad eliminare il senso di fede popolare, oggi si sono trasformati in ideologie laiciste che – non potendo più martirizzare i credenti – preferiscono relegare nell’ambito privatistico e soggettivo qualunque espressione religiosa, imponendo però una nuova religione: la religione del relativismo, che ha i suoi dogmi e i suoi papi, i suoi fedeli e i suoi articoli indiscutibili di fede.
La cosa raccapricciante, però, è che a questa nuova religione aderiscono – consapevolmente o meno – molti cattolici, soprattutto quelli che in privato hanno il vangelo sul comodino, lo leggono e lo meditano, vanno in chiesa tutte le domeniche e si vantano di essere fedeli alla moglie, ma che poi di fatto agiscono in totale disobbedienza a Cristo e alla voce del Suo Vicario Romano per quanto riguarda la Cosa Pubblica.
Questa nuova specie di “homo catholicus”, ultimo anello della catena evoluzionistica della cosiddetta “fede adulta”, si mostra oggi quale esempio di equilibrio perfetto tra fede e ragione, tra devozione e laicità, in obbedienza non più al retrogrado Catechismo Cattolico, ma alla – Dio la benedica – “Costituzione Italiana”.
E così avviene un paradosso: da un lato pregano per l’Italia “dei valori” (quelli veri, non quelli di Di PIetro), dall’altro votano ed eleggono partiti contrari a quei valori e a quel Dio che pregano.
E’ quello che succede oggi, cari amici, nel mondo cattolico.
Che cammino di conversione è quello che prevede rosari, messe e digiuni, belle parole du questo o quel passo evangelico, ma che poi si mostra disobbediente alla Chiesa nell’ambito pubblico?
Le nozze gay, la liberalizzazione delle pillole abortive, l’eutanasia e la fecondazione artificiale sono una postilla insignificante all’interno di un progetto di rilancio culturale e sociale, oppure sono la pietra d’inciampo che separa i veri credenti dai falsi credenti?
Questi sono gli “errori” diffusi nel mondo dalla Russia comunista, cari amici, secondo le parole profetiche di Maria a Fatima, altro che la perversione sessuale di questo o di quel personaggio pubblico!
E invece no. Preferiamo un cattolicesimo “fai-da-te”. Un cattolicesimo stile IKEA: prendi quello che vuoi dal vangelo e dalla dottrina della Chiesa e te lo monti a casa, te lo cuci addosso secondo la tua fisionomia, secondo le tue preferenze politiche, secondo i tuoi interessi.
Non si tratta di essere di destra o di sinistra, si tratta di essere obbedienti alla Chiesa!
La Chiesa è Madre, cari amici, e non è una semplice struttura di cui si può fare a meno illudendosi di continuare ad essere cristiani!
Che senso ha pregare un Pater, Ave e Gloria per la Chiesa e per il Papa dopo il Rosario, e poi disobbedire alla Chiesa e al Papa?
Questo significa idolatria. E’ un peccato di idolatria, un peccato mortale, perchè non c’è divisione tra la nostra fede e la nostra persona. Non sono cose diverse! Una persona comprende anche la sua fede, e la fede influenza le sue scelte. Altrimenti non è fede, ma ipocrisia, un modo per placare il desiderio intimo di Dio, un modo per imbrogliare sè stessi.
I risultati delle ultime votazioni parlano chiaro: ai cattolici non importano i valori non-negoziabili! Il Papa è un retrogrado, ancora attaccato ai valori! Ma quali valori? Gli unici valori sono lo stipendio fisso a fine mese, altro che gli embrioni e i gay…
Perdonate la durezza, ma stringi stringi è così. Questa è la fede degli italiani.
Con buona pace del Papa….
Auguri
Salvo

Cattedra di San Pietro

 

 

Cattedra di San Pietro
IdM-Buona giornata!
 

«Disse loro: “Voi chi dite che io sia?”. Rispose Simon Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. E Gesù: “Beato te, Simone figlio di Giona, perché ne’ la carne ne’ il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.”  »

La festa della Cattedra di San Pietro, che si celebra il 22 di febbraio, vanta una tradizione molto antica, attestata a Roma fin dal secolo IV, con la quale si rende grazie a Dio per la missione affidata all’apostolo Pietro e ai suoi successori.

La “cattedra”, letteralmente, è il seggio fisso del Vescovo, posto nella chiesa madre di una Diocesi, che per questo viene detta “cattedrale, ed è il simbolo dell’autorità del Vescovo e, in particolare, del suo “magistero”, cioè dell’insegnamento evangelico che egli, in quanto successore degli Apostoli, è chiamato a custodire e trasmettere alla Comunità cristiana.

Quando il Vescovo prende possesso della Diocesi che il Papa gli affida, egli, portando la mitra e il bastone pastorale, si siede sulla cattedra. Da quella sede guiderà, quale maestro e pastore, il cammino dei fedeli, nella fede, nella speranza e nella carità.

Quale fu, dunque, la “cattedra” di san Pietro?

Egli, scelto da Cristo come “roccia” su cui edificare la Chiesa, iniziò il suo ministero a Gerusalemme, dopo l’Ascensione del Signore e la Pentecoste. La prima “sede” della Chiesa fu il Cenacolo.

Successivamente, la sede di Pietro divenne Antiochia, in Siria, a quei tempi terza metropoli dell’impero romano. Di quella città Pietro fu il primo vescovo. Da lì, si spostò a Roma, dove concluse con il martirio la sua corsa al servizio del Vangelo.

Per questo la sede di Roma, che aveva ricevuto il maggior onore, raccolse anche l’onere affidato da Cristo a Pietro di essere al servizio di tutte le Chiese particolari per l’edificazione e l’unità dell’intero Popolo di Dio. La sede di Roma venne così riconosciuta come quella del successore di Pietro, e la “cattedra” del suo vescovo rappresentò quella dell’Apostolo incaricato da Cristo di pascere tutto il suo gregge.

La cattedra del Vescovo di Roma rappresenta, pertanto, non solo il suo servizio alla comunità romana, ma la sua missione di guida dell’intero Popolo di Dio.

Nell’abside della Basilica di san Pietro si trova il monumento alla Cattedra dell’Apostolo, opera del Bernini, realizzata in forma di grande trono bronzeo, sorretto dalle statue di quattro Dottori della Chiesa, due d’occidente, sant’Agostino e sant’Ambrogio, e due d’oriente, san Giovanni Crisostomo e sant’Atanasio.

Preghiamo oggi per l’amato Papa Benedetto, successore del Beato Pietro, Vicario di Cristo. Preghiamo per il ministero che Iddio gli ha affidato, affinché sostenga sempre con la sua luce e la sua forza il Suo quotidiano servizio a tutta la Chiesa.

(Mons. Tommaso Stenico)

 

“Valori irrinunciabili”

 

“Valori irrinunciabili”

Cari amici,
desideriamo precisare – riguardo al tema delle elezioni politiche – che il nostro obiettivo è unicamente quello di riflettere insieme sulla disastrosa situazione morale in Italia causata dal precedente governo, e di proporre all’attenzione degli iscritti un orientamento politico più conforme alla tutela dei valori cristiani e umani.
A noi non interessano i cavilli politici, le maggioranze o le ipocrisie dell’uno o dell’altro partito: a noi interessa obbedire alla dottrina sociale della Chiesa Cattolica, la quale orienta le scelte dei cristiani all’interno della vita politica verso quei valori irrinunciabili che stanno alla base di una sana e pacifica convivenza.
Non si tratta di per sé di «valori confessionali», poiché tali esigenze etiche sono radicate nell’essere umano e appartengono alla legge morale naturale. Esse non esigono in chi le difende la professione di fede cristiana.
Tali valori sono:
  • il rispetto della vita umana dal suo concepimento al suo naturale termine
  • la tutela della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, a dispetto di qualsiasi altra unione di fatto
  • garanzia della libertà di educazione ai genitori per i propri figli
  • tutela sociale dei minori e alla liberazione delle vittime dalle moderne forme di schiavitù (si pensi ad esempio, alla droga e allo sfruttamento della prostituzione).
  •  il diritto alla libertà religiosa e lo sviluppo per un’economia che sia al servizio della persona e del bene comune, nel rispetto della giustizia sociale,
  •  infine, il grande tema della pace, che è sempre «frutto della giustizia ed effetto della carità»; essa esige il rifiuto radicale e assoluto della violenza e del terrorismo e richiede un impegno costante e vigile da parte di chi ha la responsabilità politica. 
Tali valori non possono essere invertiti in ordine di priorità, in quanto – per una ovvia logicità – non vi può essere libertà e pace laddove l’aborto e l’eutanasia sono considerate “conquiste di civiltà”.
La pace scaturisce dal rispetto dei valori della vita, per questo motivo dobbiamo diffidare da quelle manifestazioni e classi politiche che amano scendere in piazza per sventolare la pace, quando poi nei loro programmi di governo sono presenti al primo posto la difesa dell’aborto quale “diritto civile” e la promozione dell’eutanasia, la pari dignità giuridica delle coppie di fatto con la famiglia naturale, ecc…
Quando andremo a votare, dunque, la cosa più importante da tenere in considerazione è verificare se il partito che desideriamo votare abbia come programma la tutela dei valori fondamentali nell’ordine che ci è stato proposto dalla Chiesa.
Come vedete, la Chiesa mette il tema della “pace” alla fine della scala di valori che propone, proprio per farci capire che la pace non è semplice “assenza di guerra” ma un frutto di comportamenti eticamente fondati e moralmente irrinunciabili.
C’è chi avanza l’ipotesi che il voto dato a partiti minoritari  toglierebbe voti ad altri più grandi partiti, certamente dai principi cristiani anch’essi, e quindi tali voti si “disperderebbero”.
A noi cristiani, che viviamo di fede e di preghiera, tali congetture – seppur condivisibili – non importano, perchè crediamo fermamente che il Signore interverrà nella vita politica quando vedrà che i suoi figli si fideranno di Lui votando secondo le indicazioni della Chiesa.
Se noi uomini facciamo affidamento sulle forze politiche (seppur cristiane), Dio è capace di manifestare la sua potenza anche attraverso partiti minoritari, invisibili politicamente, ma gravidi di quei valori forti che stanno a cuore al Signore, più di tutti gli altri.
Con voi lodiamo il Signore, l’Onnipotente.
Salvo e i moderatori IdM

http://www.innamorati-di-maria.it/esiste_voto_cattolico.htm

Santa Bernardetta Soubirous

 

 

Santa Bernardetta Soubirous
IdM-Buona giornata!
bernadette 

La “Signora vestita di bianco” le aveva fatto una promessa: “Non ti farò felice in questo mondo, ma nell’altro”.

Santa Bernadetta Soubirous è la veggente delle apparizioni mariane avvenute nella grotta di Massabielle a circa un chilometro da Lourdes, in Francia nel 1858. La Vergine Maria le si presentò nella sedicesima apparizione con il titolo di “Immacolata Concezione“.

Le difficoltà non furono poche, le incomprensioni e i sospetti duri a morire, le cause di “infelicità” tante, le umiliazioni pure. Non ultima quella ricevuta all’inizio della sua vita da religiosa. Finite le apparizioni Bernardetta rimase ancora a Lourdes, ritirandosi nel silenzio e nel nascondimento. Poi si consacrò a Dio per sempre, entrando nell’ordine delle suore della carità di Nevers. Aveva vent’anni. Al Vescovo, che aveva ricevuto la sua professione religiosa, e che stava per assegnarle un incarico nella sua nuova comunità, la superiora disse: “Che cosa vuol dire a costei che è buona a nulla?”. Allora il Vescovo, con grande dolcezza le disse: “Figlia mia, poiché siete una buona a nulla, vi darò l’incarico della preghiera”.

E Bernardetta accettò. Fino alla fine della sua vita. I suoi 15 anni di vita religiosa li passò nel nascondimento, nella preghiera, facendo i lavori più umili e più duri, facendo tutto alla maggior gloria di Dio, e unita alla passione di Cristo. Il tutto per la conversione dei peccatori, come le aveva chiesto la Signora vestita di bianco, anche nelle grandi sofferenze che ebbe. Rimarrà, infatti, a letto negli ultimi anni della sua vita.

Diceva spesso: “Maria Ss. l’Immacolata è così bella, che dopo averla vista una volta, non si attende altro che di rivederla in Cielo per sempre”. E andò a vederla, la sua “Madre del Cielo”, il 16 aprile 1879. Morendo col sorriso sulle labbra. A soli 35 anni.

Il corpo di Bernadette riposa incorrotto nell’urna della Chiesa di Nevers. Fu canonizzata nel 1933.

Ma chi era questa “buona a nulla”?

Il suo quadro umano era a dir poco desolante. Per descriverne lo stato familiare bastano poche parole: viveva in una famiglia ridotta in estrema povertà. Il quadro intellettuale povero: di intelligenza solo pratica, di scarsa memoria, quasi analfabeta, all’età di quattordici anni non sapeva quindi né leggere né scrivere. Il quadro clinico?

Piuttosto deprimente. Complessivamente di salute molto fragile, soffriva infatti di asma, era un po’ ritardata nella crescita fisica. Aveva anche poche conoscenze religiose. Non riusciva infatti ad imparare il catechismo per poter ricevere la Prima Comunione. Come lavoro faceva la pastorella. Strumento di compagnia durante il pascolo… un piccolo rosario, che per lei era il “suo tesoro”, e che recitava ogni giorno.

Si può affermare che lo “strumento umano” scelto dall’alto come depositaria di visioni celesti non poteva essere più misero e sconsolante. Ma, se ci meravigliamo, vuol dire che abbiamo dimenticato san Paolo: questi ci aveva già messo in guardia con forza e convinzione scrivendo: Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti (1 Cor 23). Come dire: ricordatevi, cari umani, che la logica studiata e praticata lassù e applicata per la salvezza di noi quaggiù, è diversa dalla nostra, completamente diversa. Dio agisce con sovrana libertà nello scegliere il suoi collaboratori e i suoi “privilegiati”. Il Cristo stesso li scelse tra umili pescatori, che non potevano vantare il sangue blu.

Bernardetta era il contrario di una mistica: era una contadinella pragmatica. Non si contraddisse mai, non cercava ne’ popolarità ne’ ricchezza. Era proprio perché la ragazza non cercava ne’ popolarità ne’ fama, ne’ ricchezza (.. cose molto apprezzate un po’ da tutte le categorie sociali quaggiù ..) che la “Signora vestita di bianco, con un nastro celeste annodato alla vita” affidava a lei, anche se ancora adolescente, un messaggio in cui si chiedeva a tutti conversione, penitenza e preghiera.

Bernardetta, non si contraddisse mai, non rinnegò niente di ciò che aveva visto e non si sottrasse a tutte le difficoltà (i sospetti, le prese in giro, le burla, gli interrogatori, le accuse di isterismo, perfino l’arresto dei gendarmi, con la minaccia della prigione).

Il riconoscimento arrivò dal Vescovo di Tarbes nel 1862: questi dichiarò autentiche le apparizioni e autorizzò la prima cappella nella grotta di Massabielle. Cominciava così la grande storia di Lourdes: storia della misericordia di Dio e della miseria umana, storia di perdono e riconciliazione, di conversione e di molte guarigioni… spirituali. Talvolta certo anche di miracoli veri e propri. Il tutto nel ricordo di Maria, l’Immacolata Concezione. Qui, ancora oggi, milioni di pellegrini ogni anno le fanno visita.

L’ora della giustizia, del trionfo, della fama e ricchezza per Bernardetta, finalmente? Non proprio: due anni dopo il viaggio da Lourdes a Nevers per farsi suora, alla vestizione religiosa affermò: “Io sono venuta qui per nascondermi”. Non richiese mai nessun trattamento di riguardo, visto il privilegio delle apparizioni. Anche durante gli anni della vita religiosa continuarono le difficoltà, le sofferenze, le umiliazioni (“una buona a nulla”), la malattia. “I favori del Cielo si pagano con le lacrime del cuore, con le lacrime di sangue… Le gioie e le pene si controbilanciano, si equilibrano in misura provvidenziale. Alle grandi gioie spirituali, alle effusioni mistiche, fanno da contrappeso le sofferenze purificatrici. Bernardetta ha pagato molto caro di essere stata scelta come messaggera dell’Immacolata, ma era la fattura da pagare”.

E la felicità totale promessale dalla Madonna arrivò con la morte nel 1879. Il cammino terreno di questa “buona a nulla con l’incarico di pregare” era terminato. La sua Madre del Cielo non era più solamente e continuamente nella sua memoria ma la vedeva faccia a faccia. Nella visione beata del Paradiso.

( Maria Ausiliatrice 2001-4 )

Dal “Testamento di Bernardetta
Per la miseria di mamma e papà, per la rovina del mulino, per quel tavolone della sventura, per il vino versato, per le pecore rognose, grazie, mio Dio.

Per la bocca di troppo che ero da sfamare, per i bambini che ho accudito, per le pecore che ho pascolato, Grazie.

Grazie, mio Dio, per il procuratore, per i gendarmi, per le parole rudi di Padre Peyramale.

Per i giorni in cui siete venuta, per quelli in cui non siete venuta, non potrò mai ringraziarvi abbastanza che in Cielo…

Grazie perché se ci fosse stata una giovane più insignificante di me, non avreste scelto me…

Grazie per aver colmato di amarezze il cuore troppo tenero che mi avete dato. Per Madre Josephine, che mi ha definito buona a nulla, grazie…

Per i sarcasmi della Madre Superiora, la sua voce dura, le sue ingiustizie, le sue ironie e per le umiliazioni, grazie.

Grazie di essere stato l’oggetto privilegiato dei rimproveri, per cui le Sorelle dicevano: “Che fortuna non essere Bernardetta”.

Grazie di essere stata Bernardetta, minacciata di prigione perché vi aveva vista, Vergine Santa, di essere stata guardata dalla gente come una bestia rara: questa Bernardetta talmente insignificante, che quando la si vedeva, si diceva: “Quella là?”.

Per questo corpo mingherlino che mi avete dato, per questa malattia di inferno, per le mie carni incancrenite, per le mie ossa cariate, per i miei sudori, per la mia febbre, per i miei dolori sordi e acuti, grazie, mio Dio.

E per questa anima che mi avete dato, per il deserto dell’aridità interiore, per la vostra oscurità e le vostre rivelazioni, per i vostri silenzi e i vostri lampi, per tutto, per Voi, assente o presente … grazie Gesù.

 

 

“Io sono la luce, e voi non mi vedete.

Io sono la via, e voi non mi seguite.

Io sono la verità, e voi non mi credete.

Io sono la vita, e voi non mi cercate.

Io sono il Maestro, e voi non mi ascoltate.

Io sono il capo, e voi non mi obbedite.

Io sono il vostro Dio, e voi non mi pregate.

Io sono il vostro grande amico, e voi non mi amate.

Se siete infelici, non rimproveratelo a me.”

(Preghiera recitata al termine del S. Rosario del 17/02/2013 a Lourdes)