Archivio | marzo 2014

Un dono per i consacrati al mio Cuore Immacolato

 

Un dono per i consacrati al mio Cuore Immacolato

 

“Era vestita tutta di bianco, coperta con un velo, anch’esso, bianco che scendeva fino ai piedi, tutto ornato d’oro.
Ai fianchi aveva, come cintura, un nastro azzurro. Teneva la mano sinistra all’altezza del nastro, o meglio, poco sopra, ed in essa il cuore. Attorno ad esso, simile a un cerchio, c’era una corona di grosse spine, tre delle quali lo penetravano. Una spada trapassava il cuore dalla parte sinistra”.

“Piccola mia, sono venuta per affidarti una missione!”
La protagonista di questa vicenda è una monaca clarissa, Suor Chiara Scarabelli nata il 29 marzo 1912, a Genepreto, minuscolo paesino della valle del Tidone, nel piacentino, e deceduta il 29 gennaio 1994 nel nuovo Monastero, inaugurato solo pochi mesi prima della sua morte, in località S. Silvestro di Curtatone, (Mn). Visse per quasi 63 anni nel Monastero di Santa Chiara in Piazzale Roma di Venezia.
“Si avvicinò a me con un dolce sorriso.
Aveva il medesimo aspetto, era vestita allo stesso modo, portava il cuore nella mano sinistra, nella destra la corona del rosario con dei grani d’oro ed una croce che scendeva giù, fino a circa dieci centimetri dai piedini bianchi, candidi. Tutto attorno alla sua persona, come in cerchio, c’era scritto a caratteri d’oro: “Madre mia, fiducia e speranza, in te mi affido e abbandono”. Mi guardava con una tenerezza ed un sorriso che non trovo parole per esprimere”.
Ho bisogno di te per dare un dono a quei miei cari figli che sono la gioia del mio cuore, perché mi amano e vivono in pratica la consacrazione fatta al mio Cuore Immacolato che avevo chiesto, a Fatima, per volontà di Gesù. (La pratica dei 5 primi sabati del mese)

Desidero dare loro un segno, un dono, per mostrare loro la riconoscenza del mio cuore di Mamma. Esso sarà anche un richiamo per tanti, miei figli che amo con tenerezza, ma che non corrispondono al mio amore.

Io dico loro:

“Figliolini miei, venite, venite al mio cuore, vi aspetto per portarvi a Gesù che vi ama! Solo in lui troverete la pace, la gioia e la felicità che tanto cercate!”

E vi dico ancora:

“Pregate, amatevi come figli di Dio, da veri fratelli, amatevi come vi ama la vostra mamma e come vi ama Gesù!”

Egli ha affidato al mio Cuore Immacolato la missione di chiamare tutti i miei figli alla conversione, alla preghiera, alla penitenza: pregate, pregate! Se non pregate non potete convertirvi. Amatevi tra di voi come vi amo io. Lo dico con dolore. Tanti, tanti non pregano, non amano”.

Piccola mia, ti affido la missione di far coniare una meda­glia che mi ritrae come mi vedi: è un dono d’amore del mio Cuore Immacolato. Ecco, guarda il rovescio della medaglia.

Allora vidi comparire, di fianco a Lei, il suo Cuore e quello di Gesù strettamente uniti, direi quasi legati, da una corona di spine; il Cuore di Gesù era sormontato da una piccola croce e quello della Mamma trapassato da una spada. Sotto i due Cuori c’erano una A ed una M intrecciate, a significare: Ave Maria. Entrambi i Cuori erano circondati da fiamme, simbolo dell’amore di cui ardono per la salvezza di tutte le anime.
Tutto intorno c’era scritto a caratteri d’oro: “Gesù, Maria vi amo, salvate tutte le anime”. Dopo avermi mostrato il rovescio della medaglia, la Mamma disse:

 

 “ dono2Cari figli miei, vi esorto a recitare spesso e col cuore l’in­vocazione: “Gesù, Maria vi amo, salvate tutte le anime”. Sarà come unacarezza che consola il Cuore di Gesù e il mio Cuore Immacolato. L’invocazione, se recitata con fede e col cuore, riparerà ogni volta tante bestemmie. Ogni atto d’amore salverà un’anima. L’amore vi aiuti a valorizzare al mas­simo ogni istante della vostra vita terrena. Più forte sarà l’amore, più la vostra vita sarà feconda.
Amatevi, amatevi, cercate le cose di lassù!
Quaggiù tutto passa: solo l’amore resta in eter­no!
Sarete giudicati sull’amore. Anzi, per chi veramente ama, non ci sarà giudizio: solo un abbraccio del Padre buono col figlio che è vissuto solo per amore e nell’amore! Ascoltate la vostra Mamma! Vi parlo, vi esorto perché vi amo e vi voglio felici in eterno lassù, lassù in Paradiso! Voglio portarvi a Gesù ed al Padre che vi attende tutti!
PROMETTO A TUTTI COLORO CHE PORTE­RANNO CON SÉ QUESTO DONO DEL MIO CUORE IMMACOLATO, TESTIMONIANDO LA LORO CONSACRAZIONE, DI BENEDIRLI, DI CONDURLI PER MANO, DI PORTARLI NEL MIO CUORE COME FIGLI PREDILETTI PER PRESEN­TARLI A GESÙ. LI ASSISTERO’ NEL MOMENTO DELLA MORTE AFFINCHÉ IL NEMICO, SATA­NA, NON POSSA LORO NUOCERE E SARAN­NO LASSÙ, CON ME, IN PARADISO, DOVE GESÙ DARÀ LORO IL PREMIO ETERNO”. 

 

Quando Suor Chiara consegnò la richiesta della Vergine al Padre confessore, egli si mostrava perplesso per via che c’era già un’altra medaglia richiesta e coniata per volere dalla Madonna, la Medaglia Miracolosa.

La Vergine SS. stessa darà la spiegazione a suor Chiara: 

“(…) Questo è un dono che il mio Cuore di Mamma vuole dare a tutti i miei figli; è anche un richiamo. Un dono d’amore per tanti miei figli che mi amano veramente e vivono in pratica la consacrazione al mio Cuore Immacolato che la Chiesa ha fatto di tutta l’umanità per volontà del Signore, a questi sono riconoscente, li tengo al riparo sotto la mia protezione, li assisto, li conduco per mano, sono la Mia consolazione.
È poi un richiamo amoroso per tan­ti, tanti miei figli e dico loro:- Figli miei carissimi, non basta fare a parole l’atto di consacrazione al mio Cuore, ma occorre viverla nella vita pratica di ogni giorno, che significa imitare la vostra Mamma nel suo amore verso Dio, con fede e carità verso tutti i fratelli. Tante creature hanno dimenticato il comandamento di Gesù: «amatevi come io ho amato voi». E io vi supplico: amatevi come vi ama la vostra Mamma che vuole portarvi tutti al Cuore di Gesù. Siete miei cari figli, desidero condurvi tutti alla salvezza, alla gloria eterna. Il Figlio mio ha affidato al mio Cuore la missione di richiamare tutte le creature alla conversione, all’amore, alla preghiera e penitenza allo scopo di prepararle al trionfo del mio Cuore come avevo promesso a Fatima, per l’avvento del Regno di Gesù. Miei cari figli, non offendete più il Signore che è già tanto offeso, ma amatelo, riparate. Siete tutti fratelli, figli del Padre celeste, amatevi, amatevi a vicenda, state in pace con tutti.
Pace, pace, amore. Vi invito alla preghiera, pregate, pregate. Si prega troppo poco da tanti, pregate col cuore. Solo la preghiera con l’amore può vincere satana. Il mio nemico lavora per perdere le anime e trova tanti collaboratori; non permettete che vi seduca. Ha un esercito molto forte, vuole portarvi alla perdizione. Preghiera, fiducia, abbandono in Dio e nel mio Cuore. Figlioli miei, vi amo e per questo vengo a indicarvi la via dell’amore, della pace e della salvezza. Ascoltate la vostra Mamma, lasciatevi condurre per mano. Vi chiedo di offrire la vostra preghiera per coloro che sono sotto il dominio di satana perché si salvino. Dio ha creato tutte le creature per il Paradiso. Testimo­niate la fede con la vostra vita da veri figli di Dio, sacrifica­tevi per la salvezza dei peccatori. Vi ringrazio di tutto quello che farete per i fratelli lon­tani da Dio che rifiutano il suo amore: io sono con voi. In Cielo riceverete dal Padre il premio che vi è promesso. Miei cari figlioli, non abbiate paura di professare la vostra fede. Se pregate, satana non può nuocervi perché siete figli di Dio, che vi guarda con amore. Pregate, pregate, amatevi! Se il Rosario sarà sempre nelle vostre mani, sarà un segno per il demonio che apparte­nete a me. Non stancatevi di pregare col Rosario; sarà un’ar­ma potente per salvare l’umanità. Ascoltate la vostra Mamma che vi supplica: convertitevi, non offendete più il Signore. Tanti miei figli hanno perduto il senso del peccato, fe­riscono il mio Cuore. Ora è il tempo di convertirsi. Aiutatevi, vivete in pace da buoni fratelli in attesa del Signore che viene. Ascoltate il mio figlio prediletto, il beniamino del mio Cuore, il S. Padre, io stessa l’ho preparato per la sua missione, in questo momento. Amatelo, non amareggiate il suo cuore di Pastore, di Padre. A voi della Comunità cristiana affido il compito di farvi testimoni di fronte al mondo annunciando questa attesa del Signore. Vivete insieme con la vostra Mamma questo tempo, lasciatevi condurre, io guiderò i vostri passi incontro al Si­gnore, rifugiatevi nel mio Cuore Immacolato. Figlioli miei, lasciatevi amare dal Signore, non rifiutate il suo amore. Vivete la vostra consacrazione, siate pronti per il trionfo del suo Regno”.

 

Solo quarant’anni dopo si riesce a coniare la prima medaglia, appena Suor Chiara la riceve, Maria stessa le si manifesta e le da un ultimo messaggio rivolto a tutti i suoi figli:

“dono3Benedico questa medaglia, dono del mio Cuore, benedico tutti coloro che la porteranno addosso, sarò loro giuda, sostegno, conforto in vita, e nel momento della loro morte io stessa verrò a prenderli per presentarli a Gesù come fiori olezzanti, cresciuti nel mio Cuore Immacolato. Il Signore vuole che il mio Cuore sia più conosciuto, amato, invocato. (…) Figliolini miei, venite al Cuore della vostra Mamma che vi ama, vi aspetta per donarvi a Gesù. Il mio Cuore è la via più breve e più sicura per andare a Lui, e Lui, Gesù, è la via per andare al Padre. Siete tutti prediletti e amati dal Padre celeste che vi aspetta con le brac­cia aperte per donarvi il suo Regno e farvi felici in eterno. Siate strumenti docili nelle mani della vostra Mamma per salvare tutti i poveri peccatori che offendono il Cuore di Cristo e il mio Cuore Immacolato, però li voglio salvare. Gesù ha affidato al mio Cuore la missione di richiamare tutta l’umanità alla conversione, preghiera, amore, pace, pe­nitenza… È tanto tempo che vengo in mezzo a voi e vi parlo, vi esorto in nome di Cristo… ma quanti sono ancora quelli che non mi ascoltano?… Figliolini miei, pregate, pregate per i poveri peccatori! Quanti negano Dio!… Pretendono di fare un mondo migliore senza Dio! Voi, miei prediletti, formate un forte esercito, così uniti pregate… Pregate, solo la preghiera può salvare le anime. Dite spesso: Sacro Cuore di Gesù, venga il tuo Re­gno, venga per mezzo del Cuore Immacolato di Maria. Vedete come il Cuore di Gesù e il mio sono intimamente uniti da fare un Cuore solo.
Sì, io e Gesù siamo una cosa sola, i peccati che feriscono il suo Cuore, feriscono anche il mio. Quante spine per i pec­cati di tanti miei figli… ne sento tutto il dolore, ma
voglio salvarli a qualunque costo. Miei cari figliolini, aiutate la vostra Mamma a salvare i vostri fratelli, sono tutti figli cari al mio Cuore anche se non mi amano. Pregate, fate violenza al Cuore della Trinità perché nessuno vada perduto. Cristo è morto per tutti! Amate il S. Padre, il dolce Cristo in terra, il beniamino del mio Cuore. Ascoltatelo, state uniti a lui, sostenetelo con la preghiera, siate pronti a difenderlo, ha dei nemici che osta­colano l’opera sua, mentre avrebbero il dovere di collaborare con lui affinché venga il Regno di Cristo…
Pregate, pregate in modo particolare con la preghiera del cuore, nell’intimità con Dio, con Cristo, lasciate posto allo Spirito Santo che prega in voi e per voi. Pregate con il rosario, tenetelo stretto perché ha la forza per disarmare satana che lavora senza tregua per perdere le anime e trova tanti collaboratori. Solo la preghiera è potente, non stancatevi di pregare il mio Cuore Immacolato. Gesù ha affidato alla sua Mamma il potere di vincere il nemico che è satana e i suoi seguaci. Lui, il nemico, lavora per perdere le anime, io lavoro per salvarle e portarle tutte in cielo dove Gesù ha preparato un posto per tutti. Figliolini miei, chiedo la vostra collaborazione, aiutate la vostra Mamma, siate miei testimoni, testimoniate Cristo con la vostra vita. Amatevi, amatevi, state in pace con tutti, non abbiate paura, io sono con voi, confidate nel mio  aiuto e vedrete che, nonostante la rabbia e gli sforzi del demonio, infine il mio Cuore trionferà, è volontà di Gesù! Figliolini miei, non temete, venite al mio Cuore, io vi accolgo tutti: solo qui, nel mio Cuore, siete al sicuro, vi di­fenderò come ho difeso il mio Gesù dalla perfidia di Erode che lo voleva uccidere…  Vi ripeto, state uniti nell’amore vicen­devole e sarete vittoriosi. Vi assicuro che la vittoria sarà di Cristo e della vostra Mamma… La misericordia di Dio è infinita, è sempre pronto ad accogliere il peccatore pentito; anzi, la sua gioia è nel perdo­nare, e fa grande festa quando un peccatore torna pentito al Suo Cuore. Però, guai a coloro che rifiutano e insultano la sua misericordia!… Solo l’amore vincerà l’odio!… Desidero che questo mio invito sia manifestato ai miei figli, affinché vengano tutti a rifugiarsi nel mio Cuore per superare la prova…” 

 

 

 

 Innamorati di Maria 2014

 

Per
informazioni, per richiedere medaglie, immaginette o libretti, o per
segnalare grazie ricevute rivolgersi a:
 

Mons.
Luigi Molinari

viale Castagnetti 18, 29010
Pianello V.T. -PC-
tel: 0523 99 8180 

 

Comitato Suor Chiara Scarabelli

via Mameli 8, 35020
Ponte S. Nicolò  -PD-
tel: 049  718216
 

 

 

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26 marzo: Coniugi Martin, genitori di Santa Teresa di Gesù Bambino

 

 

CONIUGI MARTIN

IdM-Buona giornata!
Il 26 Marzo si ricordano i Beati Coniugi Martin,
genitori di Santa Teresa di Gesù Bambino
Genitori S. Teresina 2
Luigi Stanislao Martin (1823-94) e Zelia Maria Guérin (1831-77)
genitori di Santa Teresa di Gesù Bambino, sono stati dichiarati «Venerabili», riconoscendo le loro «virtù eroiche», da SS Giovanni Paolo II il 26 marzo 1994 e successivamenti dichiarati “Beati”: A portarli sull’altare, l’inspiegabile guarigione, avvenuta nel 2002 a Milano, da una grave malformazione congenita di un neonato.

Sulla scia della Famiglia di Nazareth i coniugi Martin hanno fatto della loro vita coniugale una continua offerta a Dio!!! Pur sentendo inizialmente nel loro animo il richiamo alla vita religiosa, videro svanire i loro propositi e si sposarono il 13 Luglio 1958. Ebbero ben 9 figli di cui 4, due maschi e due femmine morirono in tenera età e gli altri 5 (tutte femmine) scelsero il Carmelo. Santa Teresina era la più piccola. Come si può notare le Famiglie sante … esistono !!! In un mondo in cui predominano separazioni e divorzi, famiglie sfasciate ancor prima che si costituiscano, … la famiglia Martin dovrebbe essere presa ad esempio !!! Inoltre se ben 5 dei loro figli scelsero la vita consacrata vuol dire che loro per primi fecero respirare in famiglia “aria di Dio” !!! La loro vita santa è un’ennesima dimostrazione di come basta dire “SI'” a Dio, sull’esempio della Nostra Mamma durante la Santa Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele, che Dio opererà grandi cose !!! Come sarebbe bello che ogni nuova vocazione nascente trovasse nei genitori il pieno accoglimento, come gioirebbero la Nostra Mamma ed il Nostro Papà se in ogni famiglia i figli potessero dire dei loro genitori quello che ha detto Santa Teresina “Il Buon Dio mi ha dato un padre e una madre più degni del Cielo che della terra”.

Vi allego sotto una preghiera-novena ai “Beati” coniugi Martin con l’augurio che per loro intercessione aumentino le famiglie cristiane e possano nascere sempre più vocazioni nel cuore dei singoli focolari domestici. In Gesù e Maria. Vera

Preghiera per ottenere grazie attraverso l’intercessione dei Beati Louis e Zelie Martin e per la loro glorificazione:

Dio nostro Padre,
io ti ringrazio
di averci donato Luigi Martin e Zelia Guérin,
nell’unità e fedeltà del matrimonio,
ci hanno offerto la testimonianza di una vita cristiana esemplare,
compiendo i loro doveri quotidiani secondo lo spirito del Vangelo.
A
llevando una numerosa famiglia,
attraverso le prove, i lutti e le sofferenze,
hanno manifestato la loro fiducia in te
ed aderito generosamente alla tua volontà.
Signore,
facci conoscere i tuoi disegni a loro riguardo,
e accordami la grazia che ti chiedo,
nella speranza che il padre e la madre
di santa Teresa di Gesù Bambino
possano un giorno essere proposti dalla Chiesa come modello alle famiglie del nostro tempo.
Amen

Messaggio di Medjugorje: 25 marzo 2014

 

Messaggio di Medjugorje

Innamorati di Maria / IdM-Famiglia

 

Mamma Celeste IdM
25 marzo 2014

“Cari figli! Vi invito di nuovo: iniziate la lotta contro il peccato come nei primi giorni, andate a confessarvi e decidetevi per la santità. Attraverso di voi l’amore di Dio scorrerà nel mondo e la pace regnerà nei vostri cuori e la benedizione di Dio vi riempirà. Io sono con voi e davanti al mio Figlio intrcedo per tutti voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

  March 25th 2014

“Dear children! I am calling you anew: begin the battle against sin as in the first days, go to confession and decide for holiness. The love of God will begin to flow through you into the world, peace will begin to rule in your hearts and God’s blessing will fill you. I am with you and intercede for all of you before my Son Jesus. Thank you for having responded to my call.”

 


PREGHIERA DI CONSACRAZIONE DELL’ITALIA

Consacrazione dell’Italia

IdM-Buona giornata!

cuore imm2
Cari amici,
oggi, 25 marzo 2014, Solennità dell’Annunciazione, si festeggia anche il 30′ anniversario della consacrazione del mondo al Cuore Immacolato compiuto da Giovanni Paolo II. Con grande gioia desideriamo rinnovare questa consacrazione attraverso questa preghiera di consacrazione dell’Italia al Cuore Immacolato.
PREGHIERA DI CONSACRAZIONE DELL’ITALIA
Uniti a tutti gli uomini, in comunione con la Chiesa intera, col nostro
Santo Padre, papa Francesco, noi ti rivolgiamo, o Padre, la
nostra supplica in particolare per l’ Italia, attraverso il Cuore e le
mani della Vergine Maria.
Padre, inviaci il tuo Santo Spirito, perché ciascuno di noi possa
diventare uno strumento della tua Pace.

Dalla fame e dalla guerra, liberaci!
Dalla guerra nucleare, da un´autodistruzione incalcolabile, da tutti i
tipi di guerra e di calamità, liberaci!

Dai peccati contro la vita dell´uomo dai suoi primi istanti, liberaci!
Dalla disperazione, dall´odio e dalla degradazione della dignità dei
Figli di Dio, liberaci!
Da tutti i generi di ingiustizia nella vita sociale, nazionale ed
internazionale, liberaci!
Dalla facilità con la quale si calpestano i comandamenti di Dio,
liberaci!
Dal tentativo di sradicare dai cuori umani la Verità stessa di Dio,
liberaci!
Dalla perdita della coscienza del bene e del male, liberaci!
Dai peccati contro lo Spirito Santo, liberaci!

E tu, Madre di Cristo e Madre di tutti gli uomini, noi chiediamo la
tua protezione e la tua intercessione per l’Italia.
Gesù Cristo, il Redentore del
mondo ci ha affidati a te; prega tuo Figlio per noi, affinché invii nel nostro Paese
in abbondanza lo Spirito Santo, lo Spirito di verità che è sorgente di
Vita. Accoglilo per noi e con noi come facesti il giorno della
Pentecoste, con i primi discepoli.

Madre, tu conosci e condividi le nostre sofferenze e le nostre
speranze. Oggi siamo qui davanti a te, Maria Regina della Pace e con
fiducia chiediamo la tua intercessione materna per far fronte alle
sfide dell´avvenire. Oggi ti affidiamo il nostro Paese, l’Italia. Ti
preghiamo, accompagnaci nel nostro cammino, noi che vogliamo, come
l´apostolo Giovanni, accoglierti nelle nostre case per imparare da te a
diventare simili a Gesù.

Sotto il manto della tua Misericordia, noi ci rifugiamo, Santa Madre di
Dio!

Assistici nelle difficoltà quotidiane che la vita riserva ad ognuno.
A te, Aurora di Salvezza, affidiamo il nostro futuro e il nostro
cammino nel nuovo millennio. Ti affidiamo il nostro popolo italiano, a
cominciare dai più deboli e sofferenti, i bambini non ancora nati,
coloro la cui vita è minacciata e coloro che sono nati in condizioni di
povertà, i giovani alla ricerca del senso della vita, i rifugiati, le
persone senza lavoro, quelle che sono provate dalla malattia, le
famiglie divise, gli anziani privi di assistenza e tutti coloro che
sono soli e senza speranza.

Guida i tuoi figli affinché tutti gli uomini, col tuo aiuto,
riconoscano il Cristo, Luce del mondo.

Che ancora una volta si riveli, nella storia dell´umanità, l´infinita
potenza salvatrice del tuo Figlio Gesù, la potenza dell´Amore
Misericordioso del Padre! Che lo Spirito Santo trasformi le coscienze!
Che Egli guarisca la nostra memoria e purifichi i nostri cuori. Che Dio
regni sempre in mezzo a noi, Lui che è Padre, Figlio e Spirito Santo,
AMEN.

25 marzo: Annunciazione del Signore

Annunciazione del Signore
IdM-Buona giornata!

 

Anunciacion_1

Cari amici oggi è un grande giorno, è la festa dell’annuncio dell’angelo a Maria, ma anche la festa del Sì di Maria, infatti i religiosi festeggiano oggi la loro festa, la festa del loro si. Questo ci fa riflettere in maniera particolare sul nostro sì: chiediamoci se abbiamo saputo ascoltare la voce di Dio nella nostra vita, se abbiamo saputo dire il nostro sì ed oggi rinnoviamolo con fede con coraggio. Offriamo in questa domenica particolare il nostro Rosario a Maria perchè lei ci guidi al nostro Sì quotidiano alla Volontà di Dio nella nostra vita.

Cari figli, vi invito anche oggi ad aprirvi alla preghiera. Figlioli, vivete in un tempo nel quale Dio vi dona grandi grazie, ma voi non sapete utilizzarle. Vi preoccupate di tutto il resto, e dell’anima e della vita spirituale il minimo. Svegliatevi dal sonno stanco della vostra anima e dite a Dio con tutta la forza Si. Decidetevi per la conversione e la santità. Sono con voi, figlioli, e vi invito alla perfezione della vostra anima e di tutto quello che fate. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.25 marzo 2001
Il contenuto dell’Annunciazione riguarda il Messia e al tempo stesso l’intimo rapporto tra Madre e Figlio, come si deduce dalle parole dell’angelo Gabriele: “Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta tra le donne… Lo Spirito Santo verrà sopra di te e la potenza dell’Altissimo ti renderà sotto la sua ombra per questo il bambino santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio di Dio”. E’ a motivo di questo intimo rapporto che Maria verrà chiamata “Madre di Dio”.
L’angelo usa il linguaggio dei profeti del Vecchio Testamento nelle loro profezie messianiche, iniziando con l’invito alla gioia e garantendo l’aiuto di Dio alla Vergine prescelta all’alta missione. Maria è oggetto delle compiacenze divine: il Signore è con lei, ha trovato grazia agli occhi dell’Altissimo, sarà vergine e Madre di Dio. Maria stessa riconosce nelle parole dell’angelo i termini profetici che preludono alla rivelazione concernente il Messia. Confrontando la profondità religiosa del fidente abbandono di Maria al volere divino con ciò che vi è di soprannaturale nello stesso annuncio, possiamo affermare che al momento della sua risposta definitiva, del “fiat”, in lei era già presente in maniera reale ciò che sarebbe diventato a poco a poco manifesto nel corso della sua vita, grazie al contatto col suo divin Figlio. “Nel momento dell’Annunciazione, Maria è la più alta espressione dell’attesa di Dio e del Messia nell’Antico Testamento; è la sintesi e il punto culminante dell’attesa messianica ebraica. E’ così che la vede S. Luca nel “Magnificat”; è così che la vede la patristica che va rivivendo nella teologia contemporanea.
A causa della grazia della sua nascita senza macchia e della sua consacrazione verginale a Dio, Maria è stata, nei confronti della luce della fede, d’una ricettività eccezionalmente squisita e delicata. Grazie a ciò, ella ha indicato, nella sua persona, l’apertura fondamentale e sempre più precisa in cui doveva sbocciare l’attesa dell’Antico Testamento per Jahvè-Salvatore ”

 

 

19 marzo: San Giuseppe

San Giuseppe

Innamorati di Maria / IdM-Famiglia

S. Giuseppe

“Non fui mai portata a certe devozioni che alcuni praticano, specialmente donne, nelle quali entrano non so quali cerimonie che io non ho mai potuto soffrire, e che a loro piacciono tanto. Poi si conobbe che non erano convenienti e sapevano di superstizione. Io invece presi come avvocato S. Giuseppe e mi raccomandai a lui con fervore. Questo mio padre e protettore mi aiutò nelle necessità in cui mi trovavo e in molte altre più gravi in cui era in gioco il mio onore e la salute dell’anima mia. Ho visto chiaramente che il suo aiuto fu sempre più grande di quello che avrei potuto sperare.Non mi ricordo finora di averlo mai pregato di una grazia senza averla subito ottenuta. Ed è cosa che fa meraviglia ricordare i grandi favori che il Signore mi ha fatto e i pericoli di anima e di corpo da cui mi ha liberata per l’intercessione di questo santo benedetto.

Ad altri santi sembra che Dio abbia concesso di soccorrerci in questa o in quell’altra necessità, mentre ho sperimentato che il glorioso S. Giuseppe estende il suo patrocinio su tutte. Con ciò il Signore vuole darci a intendere che, a quel modo che era a lui soggetto in terra, dove egli come padre putativo gli poteva comandare, altrettanto gli sia ora in cielo nel fare ciò che gli chiede. Ciò han riconosciuto per esperienza varie altre persone che dietro mio consiglio gli si sono raccomandate. Molte altre gli si son da poco fatte devote per aver sperimentato questa verità.»

«Procuravo di celebrarne la festa con la maggior possibile solennità… Per la grande esperienza che ho dei favori di S. Giuseppe, vorrei che tutti si persuadessero ad essergli devoti. Non ho conosciuta persona che gli sia veramente devota e gli renda qualche particolare servizio senza far progressi in virtù. Egli aiuta moltissimo chi si raccomenda a lui. È già da vari anni che nel giorno della sua festa gli chiedo qualche grazia, e sempre mi sono vista esaudita. Se la mia domanda non è tanto retta, egli la raddrizza per il mio maggior bene».

«Chiedo solo, per amor di Dio, che chi non mi crede ne faccia la prova, e vedrà per esperienza come sia vantaggioso raccomandarsi a questo glorioso patriarca ed essergli devoti».

«Gli devono essere affezionate specialmente le persone di orazione, perché non so come si possa pensare alla Regina degli angeli e al molto da lei sofferto col Bambino Gesù, senza ringraziare S. Giuseppe che fu loro di tanto aiuto.Chi non avesse maestro da cui imparare a far orazione, prenda per guida questo santo glorioso e non si sbaglierà» (Vita 6, 6-8)

S. Teresa d’Avila

LA VITA DI SAN GIUSEPPE

Giuseppe nacque probabilmente a Betlemme, il padre si chiamava Giacobbe (Mt 1,16) e pare che fosse il terzo di sei fratelli. La tradizione ci tramanda la figura del giovane Giuseppe come un ragazzo di molto talento e un temperamento umile, mite e devoto.Giuseppe era un falegname che abitava a Nazareth. All’età di circa trenta anni fu convocato dai sacerdoti al tempio, con altri scapoli della tribù di Davide, per prendere moglie. Giunti al tempio, i sacerdoti porsero a ciascuno dei pretendenti un ramo e comunicarono che la Vergine Maria di Nazareth avrebbe sposato colui il cui ramo avrebbe sviluppato un germoglio. “Ed uscirà un ramo dalla radice di Jesse, ed un fiore spunterà dalla sua radice” (Isaia). Solamente il ramo di Giuseppe fiorì e in tal modo fu riconosciuto come sposo destinato dal Signore alla Santa Vergine.

Maria, all’età di 14 anni, fu data in sposa a Giuseppe, tuttavia ella continuò a dimorare nella casa di famiglia a Nazareth di Galilea per la durata di un anno, che era il tempo richiesto presso gli Ebrei, tra lo sposalizio e l’entrata nella casa dello sposo. Fu proprio in questo luogo che ricevette l’annuncio dell’Angelo e accettò: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” (Lc 1,38).

Poiché l’Angelo le aveva detto che Elisabetta era incinta (Lc 1,39), chiese a Giuseppe di accompagnarla dalla cugina che era nei suoi ultimi tre mesi di gravidanza. Dovettero affrontare un lungo viaggio di 150 Km poiché Elisabetta risiedeva ad Ain Karim in Giudea. Maria rimane presso di lei fino alla nascita di Giovanni Battista.

Maria, tornata dalla Giudea, mise il suo sposo di fronte ad una maternità di cui non poteva conoscerne la causa. Molto inquieto Giuseppe combatté contro l’angoscia del sospetto e meditò addirittura di lasciarla fuggire segretamente (Mt 1,18) per non condannarla in pubblico, perché era uno sposo giusto. Infatti, denunciando Maria come adultera la legge prevedeva che fosse lapidata e il figlio del peccato perisse con Lei (Levitino 20,10; Deuteronomio 22, 22-24).

Giuseppe stava per attuare questa idea quando un Angelo apparve in sogno per dissipare i suoi timori: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in Lei viene dallo Spirito Santo” (Mt 1,20). Tutti i turbamenti svanirono e non solo, affrettò la cerimonia della festa di ingresso nella sua casa con la sposa.

Su ordine di un editto di Cesare Augusto che ordinava il censimento di tutta la terra (Lc 2,1), Giuseppe e Maria partirono per la città di origine della dinastia, Betlemme. Il viaggio fu molto faticoso, sia per le condizioni disagiate, sia per lo stato di Maria oramai prossima alla maternità.

Betlemme in quei giorni brulicava di stranieri e Giuseppe cercò in tutte le locande, un posto per la sua sposa ma le speranze di trovare una buona accoglienza furono frustrate. Maria diede alla luce suo figlio in una grotta nella campagna di Betlemme (Lc 2,7) e alcuni pastori accorsero per fargli visita e aiutarli (Lc 2,16).

La legge di Mosè prescriveva che la donna dopo il parto fosse considerata impura, e rimanesse 40 giorni segregata se aveva partorito un maschio, e 80 giorni se femmina, dopo di che doveva presentarsi al tempio per purificarsi legalmente e farvi un’offerta che per i poveri era limitata a due tortore o due piccioni. Se poi il bambino era primogenito, egli apparteneva per legge al Dio Jahvè. Venuto il tempo della purificazione, dunque, si recano al tempio per offrire il loro primogenito al Signore. Nel tempio incontrarono il profeta Simeone che annunciò a Maria: “e anche a te una spada trafiggerà l’anima” (Lc 2,35).

Giunsero in seguito dei Magi dall’oriente (Mt 2,2) che cercavano il neonato Re dei Giudei. Venuto a conoscenza di ciò, Erode fu preso da grande spavento e cercò con ogni mezzo di sapere dove fosse per poterlo annientare. I Magi intanto trovarono il bambino, stettero in adorazione e offrirono i loro doni portando un sollievo alla S. Famiglia.

Dopo la loro partenza, un Angelo del Signore, in apparizione a Giuseppe, lo esortò a fuggire: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e sta la finché non ti avvertirò; perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo” (Mt 2,13).

Giuseppe si mise subito in cammino con la famiglia (Mt 2,14) per un viaggio di circa 500 Km. La maggior parte del cammino si svolse nel deserto, infestato da numerose serpi e molto pericoloso a causa dei briganti. La S. famiglia dovette così vivere la penosa esperienza di profughi lontano dalla propria terra, perché si adempisse, quanto era stato detta dal Signore per mezzo del Profeta (Os XI,1): «Io ho chiamato il figlio mio dall’Egitto» (Mt 2,13-15).

Nel mese di Gennaio del 4 a.C, immediatamente dopo la morte di Erode, un Angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Alzati, prendi il bambino e sua madre e và nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino» (Mt 2,19). Giuseppe obbedì subito alle parole dell’Angelo e partirono ma quando gli giunse la notizia che il successore di Erode era il figlio Archelao ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nazareth, perché si adempisse quanto era stato detto dai profeti: «Egli sarà chiamato Nazareno» (Mc 2,19-23).

La S. famiglia, come ogni anno, si recò a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Trascorri i giorni di festa, si incamminarono verso la strada del ritorno credendo che il piccolo Gesù di 12 anni fosse nella comitiva. Ma quando seppero che non era con loro, iniziarono a cercarlo affannosamente e, dopo tre giorni, lo ritrovarono al tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati ti cercavamo». (Lc 2,41-48).

Passarono altri venti anni di lavoro e di sacrificio per Giuseppe sempre accanto alla sua sposa e morì poco prima che suo figlio iniziasse la predicazione. Non vide quindi la passione di Gesù sul Golgota probabilmente perché non avrebbe potuto sopportare l’atroce dolore della crocifissione del Figlio tanto amato.


GIUSEPPE PADRE TERRENO

Giuseppe fu il padre terreno di Gesù e come tale dovette provvedere alle necessità della famiglia, tutelare e allevare il suo figliolo adottivo, sempre pronto a soddisfare i desideri di Dio conoscendo, in parte, alcuni suoi disegni.Si prodigò oltre l’umano per non far mancare nulla alla famiglia e, come padre, per insegnare le cose della vita a suo figlio, perché egli doveva, come un fanciullo qualunque, essere sottomesso alla volontà paterna. Iddio non assegnò un padre qualsiasi, ma un’anima pura, perché fosse di sostegno ad una candida sposa e ad un Dio incarnato.

Tanti sottovalutano quello che fu il suo compito: non discusse mai gli ordini impartiti nel sonno, o attraverso i messaggeri di Dio, ma eseguì fedelmente, anche se questo comportava dover abbandonare tutto quello che aveva realizzato in quel momento; le amicizie, gli averi e la sicurezza sociale per affrontare l’ignoto.

La sua fede era tale che non ebbe dubbi o incertezze, andò dove Dio l’inviava col suo fardello, con i suoi tesori costituiti da un’esile madre e da un pargoletto prima, e da un fanciullo poi. Dopo come padre non s’oppose, ma preventivamente assecondò, essendone a conoscenza, i Divini voleri e nel suo animo ardente benedì questo suo figlio, affinché annunciasse con la parola; e nel mondo si compissero i disegni del Padre.

Fu un lavoratore esemplare, un esempio mirabile, portò la famiglia su una nave sicura e seppe guidarla su lidi e porti riparati, anche quando all’esterno v’erano acque tumultuose. Seppe essere un degno compagno per la sua sposa e s’amarono con sentimenti così puri da incantare gli Angeli del cielo.

Oh! voi padri, traete insegnamento da quest’uomo che seppe sì costruire una famiglia umana; applicò ad essa tutte le virtù cui era capace con la sua anima ardente d’amore. Solo l’amore e la fede gli permisero, nel cammino della sua vita, di superare notevoli ostacoli, il peso umano, con il sostentamento, gravava quasi tutto sulle sue spalle, e questo Lui l’ha offerto gioiosamente al suo fanciullo che tanto adorava.

Tanti sottovalutano l’importanza che ha avuto nei disegni di Dio: ma poteva Dio affidare ad un’anima qualunque la responsabilità di padre terreno? Oppure nella sua onniscienza ha scelto un’anima eletta? E nel cielo gli è stato assegnato il posto che gli competeva. Appellatevi tranquillamente a Lui, affinché possa intercedere per voi in tutti i vostri bisogni. Per la sua fedeltà e per il suo amore gli sono state date le potenze d’intercessione e di grazia per tutte le vostre necessità. Sia per voi un modello costante.

Se saprete calcare come padri di famiglia le sue orme, potrete gioire nelle vostre famiglie e sarete guardati benignamente dal cielo, la grazia e la benedizione scenderà su di voi e sulle vostre famiglie. Sarete modelli di rettitudine che scalderà d’amore, non soltanto la vostra famiglia, ma tutte quelle che, sbandate e disperate, desiderano appoggiarsi e sperare negli esempi coerenti.

Nella famiglia affidatevi a Lui, chiedetene il sostegno e pregate, affinché implori su di voi le virtù tanto necessarie per la vostra salvezza.

LA SANTA FAMIGLIA MODELLO IDEALE

Giuseppe accolse con delicatezza un così alto sentimento e rispose con altrettanto amore. Il loro amore era così sublime da appartenere già al livello degli angeli. Giuseppe mai reclamò per sé soddisfazioni umane, sempre attento ad indovinare i desideri di Maria santissima, pronto e vigile nella tutela.Giuseppe provò molta gioia nel vedere il suo fanciullo crescere, giorno dopo giorno, stringerlo tra le sue braccia, ben sapendo chi ero. Con amore egli curava tutta la famiglia, non risparmiandosi nella fatica.

Quando fu il tempo di fuggire in Egitto, non ebbe dubbi o tentennamenti, lasciò tutto quello che aveva, compresa la sicurezza del pane, per salvare suo figlio. Molti sottovalutano il suo ruolo di padre e la sua fatica.

Maestro di rettitudine, Giuseppe seppe essere un esempio per tutti i padri di famiglia, dimostrò che era possibile amare ardentemente, ma di un amore proteso verso il nucleo famigliare senza ritenere nulla per sé: la gioia era la luce riflessa del profumo delle virtù.

Ogni famiglia dovrebbe volgere il suo sguardo a questa Santa Famiglia di quel tempo. Quanti coniugi interpretano il proprio ruolo come il più importante, sviluppano l’amore egoistico per il proprio piacere; così accusano l’altro, mentre non fanno nulla per comprenderlo.

I figli poi sono come teneri boccioli. Occorre che il giardiniere li innaffi adeguatamente e il sole li riscaldi, affinché con il tempo il fiore sbocci rigoglioso e spanda il suo profumo soave. Se il bocciolo invece è abbandonato a se stesso, le erbacce cercheranno di soffocarlo e la mancanza d’acqua, prima o poi, lo farà appassire; per lui non c’è scampo, da solo non può farcela.

Così è per i nostri fanciulli, essi sono bellissimi boccioli che attendono di schiudersi; occorre però irrorarli con la luce della verità e riscaldarli con il sole dell’amore. Tanta cura voi dovete dedicare loro, affinché le erbacce dei vizi e delle false inclinazioni non li soffochino. Se da un lato dovete preoccuparvi della loro crescita umana, dall’altro dovete impegnarvi nella loro crescita spirituale e morale, per trasferire quella luce che permetterà loro di camminare sulla retta via. Quante mamme e papà non fanno mancare nulla al figlio, anzi donano il superfluo, credendo in questo modo di donargli la felicità.

In questo tempo, quanto numerosi sono i fanciulli, i bambini infelici che attendono dai loro genitori l’unica cosa preziosa, l’amore, l’affetto e una guida sicura per le vie dello sviluppo.

La famiglia è l’amore coniugale che si riversa sui figli e racchiude il nucleo familiare. Il bocciolo diventa fiore, alimentato dall’amore di mamma e papà, il suo profumo sarà più o meno intenso in proporzione alle virtù che si è riusciti a coltivare insieme.

Famiglia, sublime opportunità di crescita per tutti i suoi membri, è l’amore che chiama amore e nell’amore la gioia di donare e di vedere i frutti. Se talvolta la fatica farà scendere lacrime di sudore, saranno gocce per alimentare la volontà di procedere e crescere insieme.

Se uno dei membri non intende svolgere il suo compito, oppure è incapace di donare perché è ancora chiuso nel suo egoismo, poca importa gli altri membri che sanno amare lo aiuteranno a maturare.

Maria e Giuseppe erano uniti teneramente nella gioia e nel dolore per il loro figlio così amato da offrire se stessi: Gesù era il loro sole. Seppero accudire teneramente il loro bocciolo, innaffiandolo giorno dopo giorno con le loro virtù e riscaldandolo con il loro amore. Guardiamo a loro con fiducia, domandiamo aiuto ed essi ci verranno incontro come se fossimo i loro figli, ci sosterranno e ci infonderanno il desiderio di crescere e di accudire i nostri boccioli se ne avremo. Ci faranno sperimentare nella famiglia quel desiderio di amare che solo gli angeli possiedono.

LA SANTITÀ DI GIUSEPPE

Giuseppe conosceva perfettamente la santità di Maria e il proposito di verginità perpetua.
Perciò, quando si avvide della gravidanza di Lei, non la ritenne peccatrice-adultera, né la espose alla lapidazione prescritta (Levitico 20, lO; Deuteronomio 22, 22-24). Lui che credeva alla virtù di Maria, avrebbe cessato di essere giusto (Matteo 1, 19) se l’avesse fatta lapidare.Ma Giuseppe, prima dell’apparizione angelica (Matteo 1, 20-23) non conosce la causa per la quale la sua sposa è incinta e non ne sa spiegare il fatto.

E’ Dio che, per mezzo di un Angelo, in sogno ammonisce Giuseppe di astenersi anche semplicemente dal rimandare la sua sposa, e lo esorta invece a prenderla tranquillamente con sé, perché la meternità di Lei a nessuno era da attribuirsi se non a Dio stesso.

La santità di Giuseppe, cioè del giusto che se incorre in qualche imperfezione subito risorge (Proverbi 24, 16), risplende immediatamente di più viva luce:

per aver subito ubbidito all’Angelo (Matteo 1, 24);
per aver subito deciso di compiere in tutto la volontà di Dio (Matteo 1, 24)

La santità di Maria rifulge di specialissima luce in questa terribile circostanza:

per ubbidire a Dio, che voleva riservarsi di manifestare a Giuseppe l’inspiegabile mistero, nulla disse al suo sposo, pur soffrendo acutamente per la prolungata e cocente ambascia del suo sposo e per il pericolo «che un giusto mancasse, egli che non mancava mai…»

Veramente, Maria e Giuseppe, anche in questa dolorosa circostanza e prova, appaiono «…due santi che più grandi il mondo non ha»

AFFIDATI A LUI

La grandezza di questo Santo è impareggiabile e inimmaginabile. Certo, non ha brillato di luce propria ma ha lasciato che splendessero il figlio suo e la sua splendida sposa.

Non ha imposto la sua paternità con ferree regole e non ha sottomesso la sua sposa verginale.

Il suo è stato un cammino di amore e di fede:

  • ha preso la Santa famiglia sulle spalle e ha camminato rettamente con la sofferenza propria dei poveri;
  • ha amato il figlio senza riserve e lo ha guidato e protetto con mani sicure;
  • ha amato la sua sposa come solamente gli angeli sanno fare;
  • ha agito nel silenzio e nella contemplazione dell’Amore di Dio.

L’amore sublime che lo legava a Gesù e a Maria in terra, in cosa si sarà trasformato nel cielo! Il figlio e la sua sposa potranno negargli le sue esortazioni?
Cosa aspetti dunque ad affidarti senza riserve a questo potente intercessore e a considerarlo come un padre?
Infatti, come ha saputo nel tempo terreno guidare la sua famiglia, non potrà ora condurre anche te?

Non essere incredulo e affidati a Lui, può darsi che rimarrai sorpreso della potenza di intercessione di questo Patriarca.
Accostati a lui con estrema fiducia e aprigli i segreti del tuo cuore, invocalo e certemente Lui ti ascolterà. Ti verrà incontro, ti trasformerà la vita e ti avvicinerà sempre più all’Amore di Dio.

Nella vita terrena, San Giuseppe era già nelle mani di Dio e ha consumato nell’umiltà del suo silenzio drammi, angosce, motti e purificazioni di cui non è possibile intravedere la profondità. E come è fecondo questo silenzio: esso permette che tra la parola di Dio e l’obbedienza di Giuseppe non ci sia soluzione di continuità.
Dio parla a San Giuseppe. Chiedi a Giuseppe che ti insegni ad agire nel silenzio con l’umiltà dei santi.

Se il tuo cuore è ansioso di fare qualcosa per i fratelli, perché attanagliati dalla sofferenza o dalla solitudine allora puoi usare la potenza della preghiera. La preghiera infatti è un incontro con Gesù. Un ponte tra l’umano e il divino e può essere l’inizio di un cammino spirituale che apre le porte della vera e completa felicità.

Poi la preghiera ha un carattere terapeutico ed è un’arma invincibile da usare contro tutte le manifestazioni del male, che direttamente o indirettamente ciascuno di noi sperimenta ogni giorno.

PREGI E VANTAGGI DELLA DEVOZIONE DI SAN GIUSEPPEPer capire quale ricca fonte di ogni sorta di grazie sia la devozione al glorioso Patriarca San Giuseppe, basteranno le seguenti parole di S. Teresa, che trovandosi nella sua vita:

« Io non mi ricordo, scrive la Santa, di aver sino ad oggi domandato una grazia a S. Giuseppe, che non me l’abbia accordata. Che bel quadro io metterei sotto gli occhi, se mi fosse dato di esporre le grazie segnalate, colle quali sono stata ricolma da Dio, e i pericoli di anima e di corpo, da cui sono stata liberata, mediante l’intercessione di questo grande Santo! Agli altri Santi Dio concede soltanto la grazia di soccorrerci in questo e tal altro bisogno, ma il glorioso S. Giuseppe, ed io so per esperienza stende il suo potere a tutto. Ed hanno ciò sperimentato al pari di me altre persone, alle quali io avevo consigliato di raccomandarsi a questo incomparabile Protettore… Se io avessi autorità di scrivere, proverei un santo piacere nel raccontare particolarmente le grazie di cui tante persone sono, come me, debitrici a questo grande Santo. Mi contento però di scongiurare per amor di Dio, quelli che forse non mi crederanno, a farne la prova e vedranno per esperienza quanto vantaggio ne venga dal raccomandarsi a questo glorioso Patriarca, ed onorarlo con speciale culto».

Fin qui la Santa, e le sue fervide parole muoveranno di certo in ognuno a farsi devoto di questo potente e tenero protettore.

Un illustre scrittore di ascetica cristiana, ha cosi riassunto i vantaggi che si hanno dalla devozione a S. Giuseppe:

1° Chi sarà suo vero devoto, avrà il dono della castità.
2° Avrà aiuti spirituali per uscire dal peccato.
3° Avrà particolare devozione a Maria Santissima.
4° Farà una buona morte e sarà difeso in quelle ore estreme.
5° Non sarà vinto dai demoni che ne temeranno il nome.
6° Otterrà speciali grazie tanto per l’anima come per il corpo.
7° Avrà la ferma fiducia di conseguire la grazia della perseveranza finale.

Per recare da ultimo una testimonianza autorevole, il Pontefice Pio IX, il grande, dopo aver tante volte raccomandato a tutti la cara devozione a S. Giuseppe, parlava quasi profeticamente dei vantaggi di questa devozione: « Non è invano che Dio infonde nella Chiesa con maggior abbondanza che mai, lo spirito della preghiera. Si prega molto di più e si prega meglio. I sostegni della nascente Chiesa, Maria e Giuseppe, riprendano nei cuori il posto che non avrebbero mai dovuto perdere ed ancora una volta il mondo sarà salvo».

SAN GIUSEPPE PROTETTORE DELLA BUONA MORTELa vita santa di S. Giuseppe, l’assistenza di Gesù e di Maria, tutto contributi a rendere la sua morte preziosa agli occhi del Signore.

La Chiesa paragona quella morte, ora ad un sonno pacifico, come quello di un fanciullo che si addormenta sul seno di sua madre; ora ad una fiaccola odorifera, che si consuma a misura che arde, e che muore, esalando il profumo soave che penetrava la sua sostanza. La morte dei Santi è sempre invidiabile, perché tutti muoiono nel bacio del Signore; ma quel bacio non ha che un dolce e prezioso sentimento di amore.

Ma Giuseppe mori veramente nel bacio del Signore, poiché spirò nelle braccia di Gesù. E se, come crediamo, egli ebbe l’uso dei sensi e della parola sino all’ultimo sospiro, il quale non poteva essere che un sospiro o una slancio d’amore, come non avrà egli coronato una vita cosi santa, se non col pronunciare i nomi sacri di Gesù e di Maria?

O morte beata! Se non posso, come Giuseppe, spirare tra Gesù e Maria, visibili ai miei sguardi, possa io almeno, sulle mie labbra moribonde, unire il vostro nome, o Giuseppe, ai nomi di Gesù e di Maria!

La santa morte di Giuseppe ha prodotto preziosi frutti sulla terra, che fu come aromatizzata dal soave profumo che lascia di sé una santa vita, ed una santa morte, e diede ai cristiani un potente protettore in Cielo presso Dio, specialmente per gli agonizzanti.

Chiunque invochi S. Giuseppe nell’ultima battaglia, sia pur violenta, riporterà vittoria. Beato perciò chi ripone la sua confidenza in questo santo Patriarca, ed unisce spirando il nome santo di Giuseppe ai dolcissimi nomi di Gesù e di Maria.

Tutto il mondo cristiano lo riconosce avvocato degli agonizzanti, e pertanto della buona morte. Giuseppe figlio di Giacobbe, soccorreva nel tempo della carestia gli Egiziani distribuendo loro il grano che aveva raccolto; ma per soccorrere i propri fratelli, fece di più non contento di aver riempito i loro sacchi di frumento, vi aggiunse il prezzo del medesimo. Cosi farà certamente il nostro glorioso S. Giuseppe; con quale generosità non tratterà i suoi devoti? Ah si, al momento della loro estrema necessità, al punto di morte, egli saprà ricompensare i devoti omaggi con cui sarà stato onorato.

La morte dei servi di S. Giuseppe è sommamente calma e soave. Santa Teresa narra le circostanze che accompagnavano gli ultimi istanti delle sue prime figlie, cosi devote a S. Giuseppe. « Ho osservato, di ella, che al momento di rendere l’ultimo respiro esse godevano ineffabile pace e tranquillità; la loro morte era simile al dolce riposo dell’orazione. Nulla indicava che il loro interno fosse agitato da tentazioni. Quei lumi divini liberano il mio cuore dal timore della morte. Morire, mi pare adesso, la cosa più facile per una fedele devota di S. Giuseppe».

PREGHIERE A SAN GIUSEPPE

A Te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione, ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio dopo quello della tua santissima Sposa.
Per quel sacro vincolo di carità, che Ti strinse all’Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, Te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità, che Gesù Cristo acquistò col suo Sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni.
Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amatissimo, gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l’eterna beatitudine in cielo. Cosi sia
LEONE XIII.

Messaggio annuale a Mirjana – 18 marzo 2014

Messaggio annuale a Mirjana – 18 marzo 2014


gospa

LA REGINA DELLA PACE HA DATO IL MESSAGGIO ANNUALE ALLA VEGGENTE MIRJANA NEL GIORNO DEL SUO COMPLEANNO:

“Cari figli, come madre desidero aiutarvi, con il mio amore materno, desidero aiutarvi ad aprire il vostro cuore e a mettere in esso mio Figlio al primo posto.
Desidero attraverso il vostro amore verso mio Figlio e attraverso la vostra preghiera, che vi illumini la luce di Dio e che vi riempia la Grazia e la Misericordia Divina.
Desidero, in questa maniera, che sia lontano da voi il buio e l’ombra mortale, che vuole circondarvi e portarvi alla via sbagliata.
Desidero che voi sentiate la gioia della benedizione di Dio e della sua Promessa.
Voi figli dell’uomo, voi siete figli di Dio, voi siete i miei figli, perciò, figli miei, incamminatevi sulle vie alle quali vi conduce il mio amore, il quale vi insegna l’umiltà, la saggezza e la strada verso il Padre Celeste.
Pregate insieme a me per tutti coloro che non mi accolgono e che non mi seguono: per la durezza del loro cuore, non possono sentire la gioia dell’umiltà, della devozione, della pace e dell’amore, la gioia di mio Figlio.
Pregate per i vostri pastori affinché le loro mani benedette, sempre vi donino la benedizione della gioia di Dio. Grazie.”

La Madonna ha benedetto tutti e tutti gli oggetti portati; inoltre, Mirjana riferisce che quando la Madonna ha nominato il buio e l’ombra mortale tutto era grigio intorno a Lei poi quando ha detto “io desidero che voi sentiate la benedizione della promessa di Dio” tutto questo grigiore è scomparso”.

Su invito della veggente, Padre Hananias, ha impartito la benedizione a tutti i presenti e fatto gli auguri a Mirjana per il suo compleanno.