Archivio | novembre 2014

Da oggi, 29 novembre: NOVENA ALL’IMMACOLATA CONCEZIONE

NOVENA ALL’IMMACOLATA CONCEZIONE

I° GIORNO: INVOCAZIONE D’AIUTO A MARIA

O Vergine Immacolata, primo e soave frutto di salvezza, noi ti ammiriamo e con Te celebriamo le grandezze del Signore che ha fatto in Te mirabili prodigi. Guardando Te, noi possiamo capire ed apprezzare l’opera sublime della Redenzio­ne e possiamo vedere nel loro risultato esemplare le ricchezze infinite che Cristo, con il suo Sangue, ci ha donato. Aiutaci, o Maria, ad essere, come Te, salvato­ri insieme con Gesù di tutti i nostri fratelli. Aiutaci a portare agli altri il dono ricevuto, ad essere “segni” di Cristo sulle strade di questo nostro mondo assetato di verità e di gloria, bisognoso di redenzione e di salvezza. Amen. 3 Ave Maria

 

2° GIORNO: TI SALUTO, O MARIA

Ti saluto, o Maria, tutta pura, tutta irre­prensibile e degna di lode. Tu sei la corredentrice, la rugiada del mio arido cuore, la serena luce della mia mente confusa, la riparatrice di tutti i miei mali. Compatisci, o purissima, l’infermità dell’a­nima mia. Tu puoi ogni cosa perché sei la Madre di Dio; a Te nulla si nega, perché sei la Regina. Non disprezzare la mia preghiera e il mio pianto, non deludere la mia attesa. Piega il Figlio tuo in mio favore e, finché durerà questa vita, difendimi, proteggimi, custodiscimi. 3 Ave Maria

3° GIORNO: OTTIENIMI UN CUORE FEDELE

anta Maria, Madre di Dio, conservami un cuore di fanciullo, puro e limpido come acqua di sorgente. Ottienimi un cuore semplice che non si ripieghi ad assaporare le proprie tristezze: un cuore magnanimo nel donarsi, facile alla compassione; un cuore fedele e generoso, che non dimentichi alcun bene e non serbi rancore di alcun male. Formami un cuore dolce e umile che ami senza esigere di essere riamato; un cuore grande e indomabile così che nessuna ingratitudine lo possa chiudere e nessuna indifferenza lo possa stancare; un cuore tormentato dalla gloria di Gesù Cristo, ferito dal suo grande amore con una piaga che non rimargini se non in Cielo. 3 Ave Maria

 

4° GIORNO: AIUTACI, O MADRE

Regina nostra, inclita Madre di Dio, ti preghiamo: fa’ che i nostri cuori siano ricolmi di grazia e risplendano di sapienza. Rendili forti con la tua forza e ricchi di virtù. Su noi effondi il dono della misericordia, perché otteniamo il perdono dei nostri peccati. Aiutaci a vivere così da meritare la gloria e la beatitudine del Cielo. Questo ci conceda Gesù Cristo, tuo Figlio, che ti ha esaltata al di sopra degli Angeli, ti ha incoronata Regina, e ti ha fatto assidere in eterno sul fulgido trono. A Lui onore e gloria nei secoli. Amen. 3 Ave Maria

 

5° GIORNO: SALVACI, O MARIA!

O Vergine, bella come la luna, delizia del Cielo, nel cui volto guardano i beati e si specchiano gli Angeli, fa’ che noi, tuoi figli, ti assomigliamo, e che le nostre anime ricevano un raggio della tua bellez­za che non tramonta con gli anni, ma che rifulge nell’eternità. O Maria, Sole del Cielo, risveglia la vita dovunque è la morte e rischiara gli spiriti dove sono le tenebre. Rispecchiandoti nel volto dei tuoi figli, concedi a noi un rifles­so del tuo lume e del tuo fervore. Salvaci, o Maria, bella come la luna, fulgi­da come il sole, forte come un esercito schierato, sorretto non dall’odio, ma dalla fiamma dell’amore. Amen. 3 Ave Maria

 

6° GIORNO: TU, O MARIA

Ave Maria! Piena di grazia, più Santa dei Santi, più elevata dei cieli, più glo­riosa degli Angeli, più venerabile di ogni creatura. Ave, celeste Paradiso! Tutto fra­granza, giglio che olezza soave, rosa profu­mata che si schiude a salute dei mortali. Ave, tempio immacolato di Dio costruito santamente, adorno di divina magnificen­za, aperto a tutti, oasi di mistiche delizie. Ave purissima! Vergine Madre! Degna di lode e di venerazione, fonte d’ac­que zampillanti, tesoro d’innocenza, splendore di santità. Tu, o Maria, guidaci al porto della pace e della salvezza, a gloria di Cristo che vive in eterno con il Padre e con lo Spirito Santo. Amen. 3 Ave Maria

 

7° GIORNO: RICORDATI DEI TUOI FIGLI

Vergine Maria, Madre della Chiesa, a Te raccomandiamo la Chiesa tutta. Tu che sei chiamata “aiuto dei Pastori”, proteggi e assisti i vescovi nella loro missio­ne apostolica, e quanti, sacerdoti, religiosi, laici, li aiutano nella loro ardua fatica. Ricordati di tutti i tuoi figli; avvalora pres­so Dio le loro preghiere; conserva salda la loro fede; fortifica la loro speranza; aumenta la carità. Ricordati di coloro che versano nelle tribo­lazioni, nelle necessità, nei pericoli; ricordati di coloro soprattutto che soffrono perse­cuzioni e si trovano in carcere per la fede. A costoro, o Vergine, concedi la forza e affretta il sospirato giorno della giusta libertà. 3 Ave Maria

 

8° GIORNO: O PADRE MISERICORDIOSO

Padre di misericordia, datore di ogni bene, noi ti ringraziamo perché dalla nostra stirpe umana hai eletto la beata Ver­gine Maria ad essere Madre del Figlio tuo fatto uomo. Ti ringraziamo perché l’hai preservata da ogni peccato, l’hai riempita di ogni dono di grazia, l’hai congiunta all’opera di redenzione del tuo Figlio e l’hai assunta in anima e corpo al Cielo. Ti preghiamo, per sua intercessione, di poter realizzare la nostra vocazione cristia­na, di crescere ogni giorno nel tuo amore e di venire con Lei a godere per sempre nel tuo regno beato. Amen. 3 Ave Maria

 

9° GIORNO: CHINATI SU DI NOI

Ascolta, o prediletta da Dio, l’ardente grido che ogni cuore fedele innalza verso di Te. Chinati sulle nostre piaghe dolo­ranti. Muta le menti dei malvagi, asciuga le lacrime degli afflitti e degli oppressi, custo­disci il fiore della purezza nei giovani, pro­teggi la Chiesa santa, fa’ che gli uomini tutti sentano il fascino della cristiana bontà… Accogli, o Madre dolcissima, le nostre umili suppliche e ottienici soprattutto che possiamo un giorno ripetere dinanzi al tuo trono l’inno che si leva oggi sulla terra intorno ai tuoi altari: tutta bella sei, o Maria! Tu gloria, Tu letizia, Tu onore del nostro popolo. Amen. 3 Ave Maria.

 

 

 

Un po’ di storia…

La riflessione teologica sull’Immacolata Concezio­ne di Maria è stata molto lenta. Una festa della Natività di Maria era celebrata in Oriente verso la fine del VI secolo. Nel secolo seguente, poi, sorse una festa della Concezione di Maria. In Occidente, invece, questa festa della Concezione di Maria appare solo in Italia Meridiona­le, a Napoli, nel IX secolo e in­torno al 1060 veniva celebrata anche in Inghilterra, introdotta molto probabilmente da un mo­naco orientale. Dopo la conqui­sta dell’isola da parte dei Nor­manni, la festa riacquistò vigore e passò in Europa come festa del­l’Immacolata Concezione. Non tutti i teologi del tempo erano favorevoli. Perfino il gran­de San Bernardo di Chiaravalle (1091-1153), il cantore di Maria, colui che si sentì rispondere ad un suo saluto rivolto alla statua della Vergine: “Ave, Bernarde” (Ciao, Bernardo), protestò in una lette­ra contro i Canonici di Lione per aver introdotto questa festa. In questo stesso periodo, però, un discepolo di Sant’Anselmo di Aosta (1033-1109), Eadmero, so­stenne la possibilità dell’Imma­colata Concezione. L’argomento era molto semplice: Dio lo poteva fare. Se perciò lo voleva fare, lo fece. Di qui ebbe origine il fa­moso assioma: “Potuit, decuit, ergo fecit” (Dio poteva; era con­veniente, perciò lo fece). L’in­tuizione era buona, ma poteva portare a delle esagerazioni. U­na volta che i teologi avevano deciso che una cosa era conve­niente, concludevano che Dio l’a­veva fatta. Ed esagerazioni del genere non mancarono. Seguirono alcuni secoli di di­battito teologico al riguardo. Poi, nel 1477, Sisto IV dà il suo be­neplacido ad una Messa della Concezione; nel 1695, Innocen­zo XII approva una Messa con ufficio e ottava per la Chiesa in­tera, ed infine, nel 1708, con Cle­mente IX la festa divenne di pre­cetto. Un altro appoggio alla cele­brazione dell’Immacolata Con­cezione venne nel 1830 con le apparizioni della Vergine a Ca­terina Labouré, che promosse la diffusione della Medaglia Mira­colosa con l’invocazione: “O Ma­ria, concepita senza peccato, pre­gate per noi che ricorriamo a voi”. Finalmente nel 1854, Pio IX definì come dogma di fede la Concezione Immacolata di Ma­ria e quattro anni dopo la Ma­donna stessa, a suggello di quan­to la Chiesa aveva proclamato, si autodefinì a Lourdes: “Io so­no l’Immacolata Concezione”. Con la riforma liturgica del Va­ticano Il questa celebrazione ha assunto il grado di solennità.

L’Immacolata Concezione è spesso fraintesa da chi è privo di una sufficiente istruzione cate­chetica: viene confusa con il con­cepimento verginale di Gesù. Diciamo subito che il Nuovo Testamento non dice nulla sulla concezione di Maria. La rifles­sione teologica dei primi secoli toccò sì Maria, ma in modo indi­retto. I primi due dogmi mariani, infatti, cioè la Verginità di Maria e la Maternità divina, erano pret­tamente cristologici, nel senso che erano affermazioni fatte su Maria, ma con il fine di salva­guardare verità riguardanti Gesù. I due dogmi mariani più re­centi, cioè quello dell’Immaco­lata Concezione e quello del­l’Assunzione, riguardano in maniera più diretta Maria. Da un certo punto di vista essi rappre­sentano dei privilegi concessi al­la Madonna, perché doveva es­sere Madre di Gesù, vero Dio e vero uomo. Però il loro signifi­cato più profondo è soteriologi­co, in quanto riguardano la nostra salvezza. Ci ammaestrano sul nostro fine ultimo, sulla gra­zia vittoriosa di Cristo che vin­ce il peccato e ci porta alla glo­ria finale. La cosa fondamentale che possiamo dire sull’Immacolata Concezione è che Maria è stata redenta in previsione dei meriti del Figlio suo. Gesù ha guada­gnato sulla croce la grazia del­l’Immacolata Concezione di sua Madre. Tutto ciò significa che la salvezza dell’umanità era opera­tiva ancora prima che Cristo na­scesse. Solo se vediamo Dio con­dizionato dal tempo, proviamo imbarazzo per il concetto di “re­denzione preservativa”, vale a di­re fatta in vista dei meriti acqui­siti da Gesù sul Calvario. Intui­zione questa tanto cara al beato Duns Scoto (1266-1308). La salvezza è sempre un do­no gratuito di Dio. Il bambino è santificato gratuitamente nel­l’acqua del battesimo e l’adulto accetta come dono di Dio la gra­zia della giustificazione median­te la fede. Quando diciamo che Maria è stata concepita senza macchia di peccato, diciamo che è stata redenta nel modo più perfetto possibile: il peccato non l’ha po­tuta nemmeno sfiorare. Questa sua Concezione Immacolata. però, è un dono totalmente gra­tuito di Dio. Mediante questo privilegio, dunque, Maria è la perfetta sal­vata. Ella non ha mai avuto gli o­stacoli spirituali che distolgono noi, creature nate con il peccato originale, dal totale amore di Dio. Questo dono le ha permesso di pronunciare al momento del­l’Annunciazione, pur con un pro­fondo atto di fede di fronte al di­segno imperscrutabile di Dio, un sì senza limiti, senza alcuna re­strizione inconscia. In molti passi la liturgia ci pre­senta la Vergine Santa come ini­zio della Chiesa. Sì, perché Ma­ria è la persona dove la grazia della redenzione raggiunse la sua espressione massima. In Maria, infatti, la Chiesa incomincia ad e­sistere “senza macchia né ruga… ma santa e immacolata” (Ef 5,27). Ciò che la Chiesa intera sarà un giorno, è già perfetto in Maria mediante la sua Immacolata Con­cezione e la sua Assunzione. E allora si deve concludere che la Vergine Immacolata è lon­tanissima da noi ed è inimitabi­le? No, assolutamente! Nel mon­do della grazia e dello spirito, solo il peccato è anormale, men­tre la santità è normale. La no­stra esperienza quotidiana ce lo conferma. Quando siamo in con­tatto regolare con Dio nella pre­ghiera, quando prendiamo la vi­ta spirituale con maggior serietà, tendiamo ad essere più buoni, più disponibili, più gentili verso gli altri. Il fatto, quindi, che Ma­ria sia senza peccato, la rende perciò Madre di Misericordia, Madre compassionevole, Aiuto dei Cristiani. In una parola: Cor­redentrice.

Vorrei concludere queste bre­vi note e riflessioni con alcune e­spressioni di lode nei confronti di Maria Immacolata, espressioni che troviamo nella Liturgia del­le Ore, ma nate dalla mente e dal cuore del genio più alto della no­stra poesia: Dante Alighieri. «… Qui se’ a noi meridiana face di cantate, e giuso, intra i mortali, se’ di speranza fontana vivace. Donna, se’ tanto grande e tanto vali, che qual vuol grazia ed a te non ricorre, sua disianza vuol volar sanz’ali. La tua benignità non pur soccorre a chi domanda, ma molte fiate liberamente al dimandar precorre. In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s’aduna quantunque in creatura è di bontate…». (Paradiso, XXXIII, 10-21) Tutti questi pregi e lodi, che Dante indirizza alla Vergine San­ta, sono possibili e convenienti solo perché Maria è Madre di Dio e Immacolata.

 

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29 novembre: LE APPARIZIONI DI BEAURAING

LE APPARIZIONI DI BEAURAING

Innamorati di Maria

La Vergine dal Cuore d’oro
Amate Mio Figlio? Mi amate? Allora sacrificatevi per Me
Beauraing è una piccola cittadina nel sud del Belgio. E’ qui che a partire dal 29 novembre 1932 la Madonna appare a cinque ragazzini per 33 volte, fino al 3 gennaio 1933.

Nella sera del 29 novembre Albert (11 anni) si reca assieme ai suoi amici Fernande, Andrée e Gilberte al convento delle Suore dove la sorella resta abitualmente per studiare. Si dirigono verso la porta del convento e suonano il campanello. Mentre i ragazzi attendono, Albert vede qualcosa che lo lascia attonito; indicando agli altri la direzione con la mano, grida: “Guardate! La Madonna cammina sul ponte!“. E così vedono la figura luminosa di una donna vestita di bianco che cammina, lentamente, con le mani giunte e sostenuta da una nuvola che Le nasconde i piedi. I ragazzi all’inizio si sentono attratti dalla prodigiosa visione ma poi si fanno sopraffare dalla paura e fuggono senza neanche voltarsi indietro.

Nei giorni seguenti invece essi si recheranno ogni sera nel luogo dell’apparizione, accanto ad un albero di biancospino, per recitare il Rosario ed attendere la venuta della Signora. I piccoli veggenti col passare dei giorni vengono accompagnati al loro appuntamento con la Vergine da una folla di gente che si fa di volta in volta sempre più numerosa.
Quando inizia l’apparizione i ragazzi cadono in ginocchio tutti e cinque simultaneamente sul duro ciottolato della strada, con una forza tale da lasciare esterefatti i presenti. Eppure non riportarono mai alcun genere di ferita o contusione.

Nell’apparizione del 5 dicembre Albert chiede alla Signora:Siete la Vergine Immacolata?. La Signora, sorridendo, annuisce con un cenno del capo; allora Albert le domanda: Che cosa ci chiedete?” e la Madonna risponde: “Di essere molto buoni“.

Il 13 dicembre i ragazzi chiedono ancora una volta alla Madonna: “Che cosa volete che facciamo per Voi?
Una cappella
risponde la Madonna.

Nell’apparizione del 21 dicembre la Madonna rivela: Sono la Vergine Immacolata“.

Martedì 23 dicembre, Fernande Le chiede Perché venite qui?; la Madonna risponde: Perché si venga qui in pellegrinaggio.

Il 27 la Beata Vergine appare solo a Fernande con un cuore d’oro circondato di raggi; questo cuore viene visto anche dagli altri veggenti nell’apparizione del 30 dicembre. La Vergine dice a Fernande: Pregate, pregate molto!“.

Nell’apparizione del 1 gennaio Maria dice ai ragazzi: Pregate sempre! .

Il giorno dell’ultima apparizione l’afflusso di gente è enorme: 25-30.000 persone. Per chilometri e chilometri la strada che porta al luogo delle apparizioni è gremita di visitatori e file di automezzi. I ragazzi iniziano la recita del Rosario e dopo le prime due decine cadono in ginocchio in estasi; Maria affida a Gilberte una promessa:Convertirò i peccatori“. Ad Andrée dice: Sono la Madre di Dio, la Regina del Cielo. Pregate sempre e quindi scompare.

Alla fine dell’apparizione, mentre i quattro ragazzi vengono interrogati, Fernande rimane ancora in ginocchio. Improvvisamente la ragazza ed altre persone presenti sentono come un rumore di tuono e vedono una palla di fuoco sul biancospino. La Vergine appare a Fernande e le chiede: Amate Mio Figlio? Mi amate?, la ragazza risponde di sì e la Madonna le dice: Allora sacrificatevi per Me“. In quel momento la Beata Vergine inizia a risplendere di una luce brillantissima, stende le braccia e i ragazzi possono vedere il Suo Cuore d’oro. Prima di scomparire la Madonna li saluta dando loro un Addio che significa la fine definitiva delle apparizioni.

Il 18 maggio 1985 anche Giovanni Paolo II si è recato a Beauraing. Si è inginocchiato davanti alla Vergine del “Cuore d’oro” ed ha incontrato Gilberte e Albert Voisin e Gilberte Degeimbre.

NOSTRA SIGNORA DI KIBEHO

 

NOSTRA SIGNORA DI KIBEHO

IdM-Buona giornata!

kibeho

“Vi esorto a pregare con fervore affinché questo Santuario di Kibeho possa diventare il luogo da cui sorgerà un popolo rwandese rinnovato nella fede, assetato di amore per il suo Dio, deciso a dimenticare il triste passato della guerra fratricida, i cui segni terribili si riscontrano dappertutto e, in modo particolare, in questo luogo”.

 

Così esordiva, la mattina del 31 maggio di un anno fa, il Card. Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, nel consacrare il nuovo Santuario mariano dedicato a Notre Dame des Douleurs a Kibeho, luogo oramai divenuto meta di pellegrinaggi da ogni parte dell’Africa e del mondo fin dall’inizio degli anni Ottanta. Quasi una nuova Lourdes nel cuore dell’Africa nera.

 

Le apparizioni della Vergine a Kibeho (dal 28 novembre 1981 al 28 novembre 1989) sono le prime che si sono verificate in terra africana e sulle quali la Chiesa ha espresso il suo riconoscimento, giudicandole autentiche, al termine di una lunga inchiesta e di un rigoroso processo canonico.

 

Una dichiarazione del Vescovo di Gikongoro, la diocesi di appartenenza di Kibeho, preparata in accordo con la Congregazione per la Dottrina della Fede, è stata resa nota in contemporanea, nel maggio 2003, in Africa e in Vaticano, per ufficializzare quello che è un evento straordinario. Un documento lungo ventitre pagine che rappresenta il frutto di una lunga e prudente inchiesta da parte della Chiesa.

 

“La Vergine Maria è apparsa a Kibeho, nella giornata del 28 novembre 1981 – ha affermato il Vescovo Monsignor Augustin Misago – e nel corso dei mesi seguenti. Ci sono più buone ragioni per crederlo che per negarlo. A questo riguardo, solo le tre veggenti dell’inizio meritano di essere considerate come autentiche; si tratta di Alphonsine Mumureke, Anathalie Mukamazimpaka e Marie-Claire Mukangango”.

 

La storia di Kibeho cominciò alle 12.35 di un sabato, il 28 novembre 1981, in un Collegio gestito da Suore locali. Quel giorno tutte le ragazze del Collegio erano nel refettorio. La prima del gruppo a “vedere” fu Alphonsine Mumureke, di sedici anni. Secondo quanto lei stessa scrive nel suo diario, stava servendo a tavola le sue compagne, quando udì una voce femminile che la chiamava: Figlia mia, vieni qui. Si diresse verso il corridoio, accanto al refettorio, e lì le apparve una donna di incomparabile bellezza.

 

Era vestita di bianco, con un velo bianco sulla testa, che nascondeva i capelli, e che sembrava unito al resto del vestito, che non aveva cuciture. Era scalza e le sue mani erano giunte sul petto con le dita rivolte al cielo. La Madonna, come lei disse, non era proprio bianca (muzungu) quale si vede nei santini, ma neppure nera. Alphonsine affermerà, nella sua testimonianza, di non riuscire a dire con esattezza di che colore fosse la sua pelle.

 

Alphonsine le domandò: “Chi sei?”; e lei rispose, in lingua rwandese: Io sono la Madre del Verbo.

 

La Signora a questo punto chiese ad Alphonsine di insegnare alle sue compagne a pregare perché esse non sapevano farlo o non lo facevano abbastanza, nonché a tenere in stima la devozione a Maria, loro Madre. L’apparizione durò circa un quarto d’ora. Alla fine, la Signora scomparve lentamente, alzandosi verso il cielo.

 

La sera del 12 gennaio 1982, Maria SS.ma apparve ad Anathalie Mukamazimpaka, che aveva allora 17 anni. Due mesi più tardi, il 2 marzo 1982, la Madonna apparve anche a Marie-Claire Mukangango, di 21 anni. Questa apparizione fu determinante, dal momento che Marie-Claire era la più scettica e, data anche la sua maggiore età, esercitava una grande influenza sulle altre compagne del Collegio. Per lei Alphonsine era solo matta. Sosteneva con fermezza di non credere assolutamente alle apparizioni. Ma quando pure lei dovette ammettere di aver visto la Madonna, tutte le collegiali si arresero a tale evidenza.

 

Da quel momento la notizia delle apparizioni si diffuse assai velocemente in tutto il Rwanda, attirando a Kibeho una folla sempre più imponente di curiosi e di fedeli.

 

Secondo il racconto delle veggenti, la Madonna apparsa a Kibeho come “Nyina wa Jambo” in lingua locale: “Madre del Verbo” o “Madre di Dio” – vuole portare, non solo a Kibeho e alla terra africana, bensì al mondo intero, il suo messaggio evangelico, il messaggio di suo Figlio Gesù, che è poi lo stesso di tutti i tempi e per tutti i luoghi: l‘amore per Dio e per il prossimo, invitando tutti gli uomini alla conversione, alla penitenza e al digiuno. Il frutto di tutto ciò sarà l’unità e la pace. Diversamente non ci potrà essere che odio ed inimicizie.

 

È significativo, infatti, che in una delle apparizioni, e precisamente in quella del 19 agosto 1982, di fronte a oltre ventimila persone, i veggenti ebbero una spaventosa visione di quello che poi dodici anni più tardi sarebbe accaduto nel loro paese, con il genocidio rwandese.

 

Quel giorno la “Signora” apparve ai veggenti a turno. Il suo volto era triste, sembrava assai contrariata. Alphonsine, una del gruppo, disse che piangeva. E anche i veggenti cominciarono a piangere e a battere i denti dalla paura.

 

L’apparizione fu eccezionalmente lunga, ebbe una durata complessiva di circa otto ore; e le immagini della visione furono tremende: “un fiume di sangue, persone che si uccidevano a vicenda, cadaveri abbandonati senza che nessuno si curasse di seppellirli, teste mozzate, un albero immerso nelle fiamme, un mostro spaventoso, un abisso spalancato…”. Fatti terrificanti che poi si sarebbero tristemente avverati allo scoppio della guerra civile fra le etnie degli Hutu e i Tutsi che avrebbero funestato anni dopo il Rwanda. Alcuni dei veggenti scomparvero proprio nei massacri del 1994.

 

“Il sacrificio di migliaia di persone uccise nella vecchia chiesa e intorno ad essa – ha ricordato il Cardinale Sepe, il giorno dell’inaugurazione del Santuario mariano di Kibeho – grida con voce forte verso tutti noi e ci invita ad incamminarci su una nuova strada, sulla strada della pace, del perdono reciproco delle colpe arrecate e sulla strada della riconciliazione. Il vero popolo di Dio non può nutrire sentimenti di odio, di divisione, di vendette, di disprezzo, che sono estranei a Dio e al suo amore.”

 

Disse la Madonna a Marie-Claire: Io mi rivelo dove voglio, quando voglio e a chi io voglio. Io non vengo soltanto per Kibeho, non soltanto per la diocesi di Butare, non soltanto per il Rwanda, non soltanto per l’Africa, ma per il mondo intero. Questo mondo è sull’orlo di una catastrofe. Meditate sulle sofferenze di Nostro Signore Gesù e sul profondo dolore di Sua Madre. Pregate il Rosario, specialmente i Misteri Dolorosi, per ricevere la grazia di pentirvi.

 

Alla veggente Alphonsine, Maria disse: Sono venuta per preparare la strada a mio Figlio, per il vostro bene, e voi non lo volete capire. Il tempo rimasto è poco e voi siete distratti. Siete distratti dai beni effimeri di questo mondo. Ho visto molti dei miei figli perdersi e sono venuta per mostrargli la vera strada….

Come per altre apparizioni mariane, il messaggio fondamentale di Kibeho è l’invito alla conversione, alla preghiera e al digiuno.

Nei suoi accorati appelli, Maria sottolinea l’importanza di amare il prossimo e di non sottovalutare il reale potere della preghiera, specialmente del Santo Rosario.

Preghiera di Papa Benedetto XVI a Maria protettrice dell’Africa

Santa Maria, Madre di Dio, Protettrice dell’Africa, tu hai dato al mondo la vera Luce, Gesù Cristo. Con la tua obbedienza al Padre e per mezzo della grazia dello Spirito Santo ci hai dato la fonte della nostra riconciliazione e della nostra giustizia, Gesù Cristo, nostra pace e nostra gioia.

Madre di tenerezza e di saggezza, mostraci Gesù, il Figlio tuo e Figlio di Dio, sostieni il nostro cammino di conversione affinché Gesù faccia brillare su di noi la sua Gloria in tutti i luoghi della nostra vita personale, familiare e sociale.

Madre piena di Misericordia e di Giustizia, con la tua docilità allo Spirito Consolatore, ottieni per noi la grazia di essere testimoni del Signore Risorto, affinché diventiamo sempre più sale della terra e luce del mondo.

Madre del Perpetuo Soccorso, alla tua intercessione materna affidiamo la preparazione e i frutti del Secondo Sinodo per l’Africa. Regina della Pace, prega per noi! Nostra Signora d’Africa, prega per noi!

Benedetto XVI
(Instrumentum laboris della Seconda Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi)

La Mamma Celeste consiglia di pregare questo Rosario il martedì e il venerdì, meditando la Passione di Gesù…

Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre

Mio Dio, ti offro questa Coroncina dei dolori per la Tua maggior gloria, in onore della Tua Santa Madre. Mediterò e condividerò la Sua sofferenza.

O Maria, Ti supplico, per le lacrime che hai versato in quei momenti, ottieni a me e a tutti i peccatori il pentimento delle nostre colpe.

Recitiamo la Coroncina pregandoti per tutto il bene che ci hai fatto donandoci il Redentore, che noi, purtroppo, continuiamo a crocifiggere ogni giorno.

Sappiamo che se qualcuno è stato ingrato verso un altro che gli ha fatto del bene e lo vuole ringraziare, la prima cosa che fa è riconciliarsi con lui; per questo recitiamo la Coroncina pensando alla morte di Gesù per i nostri peccati e chiedendogli perdono.

  • Atto di dolore
  • Credo
  • A me peccatore e a tutti i peccatori concedi la contrizione perfetta dei nostri peccati ( 3 volte)

PRIMO DOLORE

Il vecchio Simeone annuncia a Maria che una spada di dolore le trapasserà l’anima

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”. (Lc 2,33-35)

  • Padre nostro
  • 7 Ave Maria
  • Madre piena di misericordia ricorda al nostro cuore, le sofferenze di Gesù durante la sua Passione.

Preghiamo

O Maria, non si è ancora dileguata la dolcezza per la nascita di Gesù, che già comprendi che sarai pienamente coinvolta nel destino di dolore che attende il Tuo Divin Figlio. Per questa Tua sofferenza intercedi per noi dal Padre la grazia di una vera conversione del cuore, una completa decisione per la santità senza temere le croci del cammino cristiano e le incomprensioni degli uomini. Amen.

SECONDO DOLORE

Maria fugge in Egitto con Gesù e Giuseppe

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo”. Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre, e nella notte fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: “Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio. (Mt 2,13-15)

  • Padre nostro
  • 7 Ave Maria
  • Madre piena di misericordia ricorda al nostro cuore, le sofferenze di Gesù durante la sua Passione.

Preghiamo

O Maria, dolcissima Madre, che hai saputo credere alla voce degli Angeli e docilmente ti sei messa in cammino fidandoti, in tutto, di Dio, facci diventare come Te, pronti a credere sempre che la Volontà di Dio è solo sorgente di grazia e di salvezza per noi. Rendici docili, come Te, alla Parola di Dio e pronti a seguirLa con fiducia.

TERZO DOLORE

Lo smarrimento di Gesù

Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”. (Lc 2,48)

  • Padre nostro
  • 7 Ave Maria
  • Madre piena di misericordia ricorda al nostro cuore, le sofferenze di Gesù durante la sua Passione.

Preghiamo

O Maria, noi Ti preghiamo di insegnarci a meditare nel cuore, con docilità e amore, tutto ciò che il Signore ci offre da vivere, anche quando non riusciamo a capire e l’angoscia vuole sopraffarci. Dacci la grazia di starTi vicino perché Tu possa comunicarci la Tua forza e la Tua fede. Amen.

QUARTO DOLORE

Maria incontra suo Figlio carico della Croce

Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. (Lc 23,27)

  • Padre nostro
  • 7 Ave Maria
  • Madre piena di misericordia ricorda al nostro cuore, le sofferenze di Gesù durante la sua Passione.

Preghiamo

O Maria, noi Ti preghiamo di insegnarci il coraggio di soffrire, di dire di sì al dolore, quando questo viene a fare parte della nostra vita e Dio ce lo manda come mezzo di salvezza e di purificazione.
Facci essere generosi e docili, capaci di guardare Gesù negli occhi e di trovare in questo sguardo la forza per continuare a vivere per Lui, per il Suo piano d’amore nel mondo, anche se questo dovesse costarci, come è costato a Te.

QUINTO DOLORE

Maria sta presso la Croce del Figlio

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Gesù, allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna ecco il tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco la tua madre!”. E dal quel momento il discepolo la prese nella sua casa. (Gv 19,25-27)

  • Padre nostro
  • 7 Ave Maria
  • Madre piena di misericordia ricorda al nostro cuore, le sofferenze di Gesù durante la sua Passione.

Preghiamo

O Maria, Tu che conosci il soffrire, rendici sensibili anche al dolore degli altri, non solo al nostro. In ogni sofferenza donaci la forza per continuare a sperare e a credere nell’amore di Dio che supera il male con il bene e che vince la morte per aprirci alla gioia della Risurrezione. Amen.

SESTO DOLORE

Maria riceve il corpo inanimato di suo Figlio

Giuseppe di Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodemo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com’è usanza di seppellire per i Giudei. (Gv 19,38-40)

  • Padre nostro
  • 7 Ave Maria
  • Madre piena di misericordia ricorda al nostro cuore, le sofferenze di Gesù durante la sua Passione.

Preghiamo

O Maria, accetta la nostra lode per quanto fai per noi e accogli l’offerta della nostra vita: non vogliamo staccarci da Te perché in ogni momento possiamo attingere dal Tuo coraggio e dalla Tua fede la forza di essere testimoni di un amore che non muore.
Per quel Tuo dolore senza tempo, vissuto nel silenzio, donaci, Mamma Celeste, la grazia di staccarci da ogni attaccamento alle cose e agli affetti terreni ed aspirare unicamente all’unione con Gesù nel silenzio del cuore. Amen.

SETTIMO DOLORE

Maria alla tomba di Gesù

Ora, nel luogo dov’era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Parasceve dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino. (Gv 19,41-42)

  • Padre nostro
  • 7 Ave Maria
  • Madre piena di misericordia ricorda al nostro cuore, le sofferenze di Gesù durante la sua Passione.

Preghiamo

O Maria, quale dolore provi ancora oggi nel constatare che tante volte il sepolcro di Gesù sta nei nostri cuori.
Vieni, o Madre e con la Tua tenerezza visita il nostro cuore nel quale, a causa del peccato, spesso seppelliamo l’amore divino.
E quando abbiamo l’impressione di avere la morte nel cuore, donaci la grazia di volgere prontamente il nostro sguardo a Gesù Misericordioso e di riconoscere in Lui la Risurrezione e la Vita. Amen.

 

Supplica per la Festa della Medaglia Miracolosa

Supplica per la Festa della Medaglia Miracolosa
IdM-Buona giornata!

Da recitarsi alle 17 del 27 Novembre, festa della Medaglia, in ogni 27 del mese, ed in ogni urgente necessità.

O Vergine Immacolata, noi sappiamo che sempre ed ovunque sei disposta ad esaudire le preghiere dei tuoi figli esuli in questa valle di pianto, ma sappiamo pure che vi sono giorni ed ore in cui ti compiaci di spargere più abbondantemente i tesori delle tue grazie.Ebbene, o Maria, eccoci qui prostrati davanti a te, proprio in quello stesso giorno ed ora benedetta, da te prescelta per la manifestazione della tua Medaglia. Noi veniamo a te, ripieni di immensa gratitudine ed illimitata fiducia, in quest’ora a te sì cara, per ringraziarti del gran dono che ci hai fatto dandoci la tua immagine, affinché fosse per noi attestato d’affetto e pegno di protezione.Noi dunque ti promettiamo che, secondo il tuo desiderio, la santa Medaglia sarà il segno della tua presenza presso di noi, sarà il nostro libro su cui impareremo a conoscere, seguendo il tuo consiglio, quanto ci hai amato e ciò che noi dobbiamo fare, perché non siano inutili tanti sacrifici tuoi e del tuo divin Figlio. Sì, il tuo Cuore trafitto, rappresentato sulla Medaglia, poggerà sempre sul nostro e lo farà palpitare all’unisono col tuo.

Lo accenderà d’amore per Gesù e lo fortificherà per portar ogni giorno la propria croce dietro a Lui. Questa è l’ora tua, o Maria, l’ora della tua bontà inesauribile, della tua misericordia trionfante, l’ora in cui facesti sgorgare per mezzo della tua Medaglia, quel torrente di grazie e di prodigi che inondò la terra. Fai, o Madre, che quest’ora, che ti ricorda la dolce commozione del tuo Cuore, la quale ti spinse a venirci a visitare e a portarci il rimedio di tanti mali, fai che quest’ora sia anche l’ora nostra: l’ora della nostra sincera conversione, e l’ora del pieno esaudimento dei nostri voti.

Tu che hai promesso proprio in quest’ora fortunata, che grandi sarebbero state le grazie per chi le avesse domandate con fiducia: volgi benigna i tuoi sguardi alle nostre suppliche. Noi confessiamo di non meritare le tue grazie, ma a chi ricorreremo, o Maria, se non a te, che sei la Madre nostra, nelle cui mani Dio ha posto tutte le sue grazie? Abbi dunque pietà di noi. Te lo domandiamo per la tua Immacolata Concezione e per l’amore che ti spinse a darci la tua preziosa Medaglia.

O Consolatrice degli afflitti, che già ti inteneristi sulle nostre miserie, guarda ai mali da cui siamo oppressi. Fai che la tua Medaglia sparga su di noi e su tutti i nostri cari i tuoi raggi benefici: guarisca i nostri ammalati, dia la pace alle nostre famiglie, ci scampi da ogni pericolo. Porti la tua Medaglia conforto a chi soffre, consolazione a chi piange, luce e forza a tutti. – Ma specialmente permetti, o Maria, che in quest’ora solenne ti domandiamo la conversione dei peccatori, particolarmente di quelli, che sono a noi più cari. Ricordati che anch’essi sono tuoi figli, che per essi hai sofferto, pregato e pianto. Salvali, o Rifugio dei peccatori, affinché dopo di averti tutti amata, invocata e servita sulla terra, possiamo venirti a ringraziare e lodare eternamente in Cielo. Cosi sia.

Salve Regina e tre volte “O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te”.

27 novembre: La Medaglia miracolosa

La Medaglia miracolosa
IdM-Buona giornata!

Cari fratelli,
vi presentiamo l’apparizione della Madonna a Rue du Bac, conosciuta per la “Medaglia Miracolosa”.
È una piccola medagliadellaMadonna per eccellenza, perché è l’unica da Lei ideata e voluta, già conosciuta in quasi tutto il mondo e chiamata
miracolosa per le grazie, i prodigi e i miracoli che le vengono attribuiti.

La Medaglia fu coniata, e tante furono le guarigioni spirituali e corporali che si ottennero, che dal popolo riconoscente fu battezzata appunto “Miracolosa.
Portiamola dunque con fede; portiamola sempre; procuriamola a tutti quelli a cui vogliamo assicurare la specialissima protezione promessa da Maria SS.

Santa Caterina e la Medaglia Miracolosa

Ma dove e come ha avuto origine la Medaglia miracolosa? Essa risale al 1830. La sua origine è veramente meravigliosa. Si può dire che questa medaglietta è “miracolosa ” già nel suo nascere.

Siamo a Parigi. Ci troviamo nella Casa Madre delle Suore di San Vincenzo de’ Paoli e Santa Luisa de Marillac, le Figlie della Carità. Tra le novizie c’è un’umile suora che si chiama Suor Caterina Labouré, oggi Santa. A quest’umile novizia, nascosta e sconosciuta, avverranno alcuni dei fatti più straordinari che possono capitare a una creatura sulla terra: le apparizioni della Vergine Immacolata. Perché a Suor Caterina? … Perché proprio a lei? ..

Perché era una Suora tanto umile, tanto semplice, tanto angelica…

La conferma più splendida della lode di Gesù agli umili la troviamo nel comportamento di S. Caterina dopo i fatti straordinari: ella seppe tenere nascosto il segreto delle apparizioni della Madonna per ben 46 anni, ossia fino alla morte, rivelandolo soltanto al suo confessore. A questi “piccoli” Dio dona le cose più grandi.

“Ecco un’altra Mamma!”

Fin da piccina, S. Caterina Labouré ebbe nel Cuore una devozione così tenera e filiale verso la Madonna che quando le morì la mamma, ella riunì i fratellini ai piedi di una statuina di Maria e disse loro “Non abbiamo più la mamma: ecco un’altra Mamma!”

Visse così, laboriosa e pura, fino alla sua giovinezza.

La Sposa di Gesù.

Finalmente, superati ostacoli amarissimi, la pia giovane poté entrare nel noviziato delle Figlie della Carità, a Parigi, in Rue du Bac.

Ecco il proposito fondamentale scritto da lei stessa con semplicità:

“Prenderò Maria per modello al principio delle mie azioni, e penserò come Ella avrebbe fatto il dovere che sto per compiere”.

 

La Madonna le appare

“Venuta la festa di S. Vincenzo (19 luglio) la buona Madre Marta (la direttrice delle novizie) ci fece alla vigilia un’istruzione sulla devozione dovuta ai Santi e specialmente sulla devozione alla Madonna. Questo mi accese sì gran desiderio di vedere la SS. Vergine, che andai a letto col pensiero di vedere in quella stessa notte la mia buona Madre Celeste era tanto tempo che desideravo vederla. Essendoci stato distribuito un pezzettino di tela di una cotta di S. Vincenzo, ne tagliai una metà e la inghiottii. Così mi addormentai col pensiero che S. Vincenzo mi avrebbe ottenuto la grazia di vedere la Madonna.

Alle undici e mezzo mi sento chiamare per nome: “Suor Labouré! Suor Labouré!” Svegliatami, guardo dalla parte donde veniva la voce, che era dal lato del passaggio del letto. Tiro la cortina e vedo un fanciullino vestito di bianco, dai quattro ai cinque anni, il quale mi dice:

“Venite in cappella; la Madonna vi aspetta”. Mi venne subito il pensiero mi sentiranno! Ma quel fanciullo è pronto a rispondermi “State tranquilla: sono le undici e mezzo e tutti dormono profondamente. Venite che vi aspetto”.

Vestitami in fretta, mi diressi verso quel fanciullo che era restato in piedi senza avanzarsi oltre la spalliera del letto.

Il fanciullo mi seguì, o meglio, io seguii lui dovunque passava, tenendosi sempre alla mia sinistra. Erano accesi i lumi da per tutto dove noi passavamo, il che molto mi sorprendeva. Assai più meravigliata però rimasi all’ingresso della cappella, quando l’uscio si aprì, appena il fanciullino l’ebbe toccato con la punta di un dito. La meraviglia poi fu al colmo quando vidi tutte le candele e tutte le torce accese, come alla Messa di mezzanotte. Però non vedevo ancora la Madonna.

Il fanciullo mi condusse nel presbiterio accanto alla poltrona del Signor Direttore, dove io mi posi in ginocchio, mentre il fanciullino rimase tutto il tempo in piedi. Parendomi il tempo troppo lungo, ogni tanto guardavo per timore che le suore vegliatrici passassero dalla tribuna”.

“Ecco la Madonna”

“Finalmente giunse il sospirato momento. Il fanciullino mi avvertì, dicendomi: “Ecco la Madonna, eccola!”.

Sentii un rumore come il fruscio di vesti di seta venire dalla parte della tribuna, presso il quadro di S. Giuseppe, e vidi la S.Vergine che venne a posarsi sui gradini dell’altare dal lato del Vangelo. Era la SS. Vergine, ma tutta simile a Sant’Anna, solo il volto non era lo stesso.

Io ero incerta se si trattasse della Madonna. Ma il fanciullino che era lì mi disse “Ecco la Madonna!”. Dire ciò che provai in quel momento e ciò che succedeva in me, mi sarebbe impossibile. Mi sembrava di non riconoscere la Madonna. Quel fanciullino mi parlò allora non più con voce di bambino, ma d’uomo alto e robusto; e disse parole forti. Io, guardando la Santissima Vergine, spiccai allora un salto verso di Lei, ed inginocchiatami sui gradini dell’altare, appoggiai le mani sulle ginocchia di Maria…

Fu quello il momento più dolce della mia vita”.

“Io sarò con voi”

“Dire tutto ciò che provai mi sarebbe impossibile. La Madonna mi spiegò come dovevo comportarmi col mio direttore e parecchie cose che non debbo dire; m’insegnò il modo di regolarmi nelle mie pene e mostrandomi con la sinistra i piedi dell’altare, mi disse di andarmi a gettare ai piedi dell’altare ad espandervi il mio cuore, aggiungendo che colà io avrei ricevuto tutti i conforti a me necessari.

Figlia mia -mi disse la Madonna- Dio vuole affidarvi una missione. Avrete molto da soffrire, ma soffrirete volentieri, pensando che si tratta della gloria di Dio. Avrete la grazia; dite tutto quanto in voi succede, con semplicità e confidenza. Vedrete certe cose, sarete ispirata nelle vostre orazioni; rendetene conto a chi è incaricato dell’anima vostra“.

Io chiesi allora alla SS.Vergine la spiegazione delle cose che mi erano mostrate (la Santa allude ad alcune visioni avute precedentemente). E Maria rispose: Figlia mia, i tempi sono molto tristi; gravi sciagure stanno per colpire la Francia; il trono sarà rovesciato; tutto sarà sconvolto da disgrazie d’ogni specie. (Dicendo questo la Madonna aveva l’aspetto moltoaddolorato). Ma venite ai piedi di questo altare; qui le grazie saranno sparse su tutti… sopra tutte le persone che le chiederanno con fiducia e fervore, sui piccoli e sui grandi…“.

Figlia mia, io mi compiaccio di spandere le mie grazie sulla comunità (vostra). Io l’amo molto, ma ho della pena, perché vi sono (in essa) degli abusi: la regola non è osservata, la regolarità lascia a desiderare, vi è una grande rilassatezza nelle due comunità (Preti della Missione e Figliedella Carità); dillo a colui che è incaricato di voi, benché non sia ancora superiore. Egli sarà fra qualche tempo incaricato in modo speciale della (vostra) Comunità; egli deve fare tutto il possibile per rimettere la regola in vigore, diteglielo da parte mia“.

Ch’egli vegli sulle cattive letture, sulla perdita di tempo e sulle visite. Allorché la regola sarà rimessa in vigore, vi sarà una Comunità che verrà ad unirsi alla vostra.

Ma sopraggiungeranno grandi mali; il pericolo sarà grande, ma non temete, il buon Dio e S.Vincenzo proteggeranno la comunità… (LaVergine era sempre triste). Io stessa sarò con voi, ho sempre vegliato su di voi; vi accorderò molte grazie… Verrà un momento in cui il pericolo sarà grande e tutto sembrerà perduto, ma io sarò con voi; abbiate fiducia. Avrete prove evidenti della mia visita e della protezione di Dio e di quella di S. Vincenzo sulle due Comunità.

In altre comunità vi saranno vittime (La SS.Vergine aveva le lacrime agliocchi dicendo questo); vittime vi saranno nel clero di Parigi e lo stesso Arcivescovo morrà (di nuovo la Madonna versò lacrime). Figlia mia, la Croce sarà disprezzata; per le vie scorrerà sangue; il mondo intero sarà nell’afflizione. (Qui la Vergine Santa non poteva più parlare un gran dolore Le era dipinto sul volto)…”.

“Non ripresi più sonno”
“Quanto tempo restassi con la Madonna, non saprei dire tutto quello che so è che, dopo di avermi lungamente parlato, se ne andò scomparendo come ombra che svanisce, dirigendosi verso la tribuna, per quella parte da cui era venuta. Alzatami dai gradini dell’altare, rividi il fanciullino al posto dove l’avevo lasciato, il quale mi disse: “È partita!”. Rifacemmo lo stesso cammino, trovando sempre tutti i lumi accesi e tenendosi quel bambino sempre alla mia sinistra.

Credo che quel bambino fosse il mio angelo custode, resosi visibile per farmi vedere la Madonna; io infatti l’ avevo molto pregato di ottenermi un tal favore. Era vestito di bianco e portava con sé una luce miracolosa, ossia era sfolgorante di luce, dell’età dai quattro ai cinque anni.

Tornata a letto, sentii suonare le due e non ripresi più sonno”.

 

La Medaglia Miracolosa

Era il 27 novembre. Questa è l’apparizione più importante e fondamentale. In essa l’umile Santa Caterina ebbe la rivelazione della celebre Medaglia miracolosa, e la Madonna le spiegò in che cosa consisteva la missione che voleva affidarle. Una missione vasta quanto la terra. Proprio lei, l’umile e ignorata Suor Caterina, veniva eletta perché facesse conoscere a tutti gli uomini il celeste pegno di misericordia che l’Immacolata si degnava donare all’umanità. E Suor Caterina si metterà all’opera non risparmiandosi nelle prove e nelle sofferenze a cui verrà sottoposta. Era sicura dell’aiuto di Colei che è la Regina dell’universo, e prima o poi, quindi, sarebbe arrivata l’ora della diffusione di questa medaglina, piccolo tesoro di grazia. Per Suor Caterina, del resto, dovette essere ben poca cosa sacrificarsi senza risparmio per la Regina Immacolata che l’aveva inebriata delle sue celestiali apparizioni. Ella stessa ha descritto in modo dettagliato anche questa seconda e più celebre apparizione. Leggiamola con amore.

Bellezza indescrivibile

“Il 27 novembre 1830, che capitava il sabato antecedente alla prima domenica di Avvento, alle cinque e mezzo di sera, facendo la meditazione in profondo silenzio, mi parve di sentire dal lato destro della cappella un rumore come il fruscio di una veste di seta. Avendo volto lo sguardo a quel lato, vidi la Santissima Vergine all’altezza del quadro di San Giuseppe. La sua statura era media, e la sua bellezza tale che mi è impossibile descriverla. Stava in piedi, la sua veste era di seta e di color bianco-aurora, fatta, come si dice, à la vierge (“alla vergine”), cioè accollata e con maniche lisce. Dal capo le scendeva un velo bianco sino ai piedi. Aveva i capelli spartiti e una specie di cuffia con un merletto di circa tre centimetri di larghezza, leggermente appoggiato sui capelli. Il viso era abbastanza scoperto; i piedi poggiavano sopra un globo; o meglio, sopra un mezzo globo, o almeno io non ne vidi che una metà (più tardi la Santa confesserà di aver visto sotto i piedi della Vergine anche un serpente color verdastro chiazzato di giallo).

Le sue mani, elevate all’altezza della cintura, mantenevano in modo naturale un altro globo più piccolo che rappresentava l’universo. Ella aveva gli occhi rivolti al cielo, e il suo volto diventò risplendente, mentre presentava il globo a Nostro Signore.

Tutto ad un tratto le sue dita si ricoprirono di anelli, ornati di pietre preziose, le une più belle delle altre, le une più grosse e le altre più piccole, le quali gettavano dei raggi gli uni più belli degli altri questi raggi partivano dalle pietre preziose; le più grosse gettavano raggi più grandi, e le più piccole raggi meno grandi, sicché tutta se ne riempiva la parte inferiore, e io non vedevo più i suoi piedi…”.

“Fate coniare una medaglia…”

“Mentre io ero intenta a contemplarla, la Santissima Vergine abbassò gli occhi verso di me e intesi una voce che mi disse queste parole: “Questo globo chevedete rappresenta tutto il mondo, in particolare la Francia ed ognisingola persona…“. Io qui non so ridire ciò che provai e ciò che vidi, la bellezza e lo splendore dei raggi così sfolgoranti! … E la Vergine Santissima aggiunse: Sono il simbolo delle Grazie che io spargo sulle persone cheme le domandano“, facendomi così comprendere quanto è dolce pregare la Santissima Vergine e quanto Ella è generosa con le persone che La pregano; quante grazie Ella accorda alle persone che gliele cercano e quale gioia Ella prova nel concederle. In quel momento, io ero e non ero… Non so…. io godevo. Ed ecco formarsi intorno alla SS.Vergine un quadro alquanto ovale, sul quale in alto, a modo di semicerchio dalla mano destra alla sinistra di Maria si leggevano queste parole scritte a lettere d’oro: O Maria, concepita senzapeccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi“.

Allora si fece sentire una voce che mi disse: Fate coniare una medaglia su questo modello; tutte le persone che la porteranno, riceveranno grandi grazie specialmente portandola al collo; le grazie saranno abbondantiper le persone che la porteranno con fiducia… “. All’istante mi parve che il quadro si voltasse e io vidi il rovescio della Medaglia. Vi era la lettera M (iniziale del nome Maria) sormontata da una croce senza crocifisso che aveva come base la lettera I (iniziale del nome Iesus, Gesù). Più sotto poi vi erano due cuori, uno circondato da spine (quello di Gesù), l’altro trapassato da una spada (quello di Maria). Dodici stelle infine circondavano il tutto. Poi tutto disparve, come qualcosa che si spegne, ed io sono rimasta ripiena non so di che, di buoni sentimenti, di gioia, di consolazione”.

 

DIFFONDIAMO LA MEDAGLIA MIRACOLOSA

Una delle prime a ricevere la Medaglia Miracolosa, fu la stessa Santa Caterina Labouré, la quale, quando l’ebbe tra le mani, la baciò, e poi disse: Ora bisogna diffonderla “.

Da queste parole dell’umile Santa, la piccola Medaglia prese il via, e rapida come una minuscola cometa, fece il giro del mondo intero. Si pensi che nella sola Francia, nei primi dieci anni, ne vennero coniate e vendute ben settantaquattro milioni. Perché questa prodigiosa diffusione? Per la fama di “Miracolosa ” che ben presto si meritò dal popolo.

Grazie e miracoli si moltiplicavano via via operando conversioni e guarigioni, aiuti e benedizioni per le anime e per i corpi.

CORONCINA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA

O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, che, mossa a pietà dalle nostre miserie, scendesti dal cielo per mostrarci quanta cura prendi alle nostre pene e quanto ti adoperi per allontanare da noi i castighi di Dio e ottenerci le sue grazie, soccorrici in questa presente nostra necessità e concedici le grazie che ti domandiamo.

Ave Maria.O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te. (tre volte).

O Vergine Immacolata, che ci hai fatto dono della tua Medaglia, quale rimedio a tanti mali spirituali e corporali che ci affliggono, come difesa delle anime, medicina dei corpi e conforto di tutti i miseri, ecco che noi la stringiamo riconoscenti sul nostro cuore e ti domandiamo per essa di esaudire la nostra preghiera.

Ave Maria. O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te. (tre volte).

O Vergine Immacolata, che hai promesso grandi grazie ai devoti della tua Medaglia, se ti avessero invocato con la giaculatoria da Te insegnata, noi, pieni di fiducia nella Tua parola, ricorriamo a Te e Ti domandiamo, per a Tua Immacolata Concezione, la grazia di cui abbiamo bisogno.

Ave Maria. O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te. (tre volte).

Messaggio di Medjugorje: 25 novembre 2014

Messaggio di Medjugorje

Innamorati di Maria / IdM-Famiglia

 

c.i.
25 novembre 2014

 

“Cari figli! Oggi in modo particolare vi invito alla preghiera. Pregate, figlioli, per comprendere chi siete e dove dovete andare. Siate portatori della Buona Novella e uomini di speranza. Siate amore per tutti coloro che sono senza amore. Figlioli, sarete tutto e realizzarete tutto soltanto se pregate e se siete aperti alla volontà di Dio, Dio che desidera guidarvi verso la vita eterna. Io sono con voi e di giorno in giorno intercedo per voi davanti a mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”

 

November 25th 2014

 

“Dear children! In a special way, today I am calling you to prayer. Pray, little children, so that you may comprehend who you are and where you need to go. Be carriers of the good news and be people of hope. Be love for all those who are without love. Little children, you will be everything and will achieve everything only if you pray and are open to God’s will – to God who desires to lead you towards eternal life. I am with you and intercede for you from day to day before my Son Jesus. Thank you for having responded to my call.”

 

 

 

NOSTRA SIGNORA DELLA PREGHIERA

 

 

 

 

 

NOSTRA SIGNORA DELLA PREGHIERA

 


IdM-Buona giornata!

 

 

 

ile-bouchard_voyantes

 

 

L’Ile Bouchard è una piccola città della Francia nord-occidentale. Qui, nella chiesa di San Gilles, dall’8 al 14 dicembre 1947 apparve la Madre di Dio.
La prima apparizione ebbe luogo nel pomeriggio della festa dell’Immacolata Concezione, a 4 bambine (nella foto).

Le ragazzine descrissero una bellissima Signora, circondata da una luce dorata, vestita di una veste bianca e brillante, con un rosario bianco tra le mani.
Ai suoi piedi l’ arcangelo Gabriele, circondato da una luce bianca ed intensa, inginocchiato in contemplazione profonda della Vergine, nella sua mano sinistra teneva un giglio, e la mano destra era posata cuore.

 

 

Queste le parole principali della Vergine:

 

 

«Dite ai piccoli di pregare per la Francia, perché ne ha molto bisogno in questi giorni di grande pericolo»
«Io vengo qui non per operare miracoli ma per esortarvi a pregare per la Francia!».

 

« Sì, sono la vostra Mamma Celeste. »
« Volete pregare per i peccatori? »
« Porterò la gioia nelle famiglie »

La Francia viveva in quei giorni una situazione tormentata, minacciata da una sommossa comunista. Scioperi, morti, sabotaggi, si stava in un clima da guerra civile.
La Madonna insegna alle fanciulle a pregare il Rosario per salvare il paese e pochi giorni dopo accade infatti l’incredibile. Il regista rosso delle manovre insurrezionali, nonostante il parere contrario dei suoi “compagni”, ordina improvvisamente la cessazione dei moti e la pace e l’ordine ritornano a regnare nel paese. Lo sciopero generale rientra e ci si avvia verso la pacificazione: il pericolo è scampato.

La Vergine si mostra come una mamma vicina ai suoi figli e preoccupata per loro. Chiede preghiere per la propria nazione e per i peccatori. Ci immerge nello sguardo d’amore di Gesù verso i peccatori, ci mostra l’importanza di avere compassione e offrire preghiere e sacrifici per la loro conversione e per la pace nel proprio paese.

 

Il culto di “Nostra Signora della Preghiera” è stato riconosciuto nel 1988 da Monsignor Honoré, l’arcivescovo di Giri. L’8 dicembre 2001, in una delibera pubblica, l’Arcivescovo di Giri, André Vingt-Trois, autorizza “i pellegrinaggi ed il culto pubblico celebrato nella chiesa di San Gilles di L’Ile Bouchard, e l’ invocazione di Nostra Signora della Preghiera.” 

 

Anche Suor Emmanuel ha citato queste apparizioni in un suo libro:

 

 

“(…) il migliore esempio a questo riguardo è, per me, quello che è successo nel 1947, quando la Francia si trovava sull’orlo del baratro. I comunisti stavano per prendere il potere; scioperi generali paralizzavano tutto il Paese. La catastrofe era imminente. Una mattina, a Chateauneuf-deGalaure (Francia), Padre Finet apre i giornali e il suo morale cade a pezzi, va sotto zero. Era l’8 dicembre. Va alla “Ferme” per conversare e pregare con Marta Robin (mistica francese, ndr), come al solito. Le espone in dettaglio lo stato allarmante della Francia e conclude: “Marta, la Francia è fregata!”. “No, Padre!”, replica Marta in tono gioioso, la Francia non è come dice! La Madonna apparirà a dei bambini e la Francia sarà salva”.

 

Erano le dieci del mattino. Padre Finet esce dalla casa di Marta e continua il suo lavoro, perplesso. Alle tredici, quello stesso giorno, la Madonna appare a quattro ragazzine nella chiesa di Ile Bouchard, in Turenna (Francia): “In questi giorni la Francia è in grave pericolo, pregate!“, dice loro. I giorni seguenti Nostra Signora della Preghiera insegna loro come recitare il Rosario, pregare per i peccatori e fare il segno della croce.

 

Dieci giorni dopo gli scioperi erano rientrati, la minaccia comunista sventata, il Paese poteva cominciare la sua ricostruzione. Per tutto questo la Madonna aveva trovato quattro ragazzine…e una grande santa che, giorno e notte, si offriva vittima a Dio per evitare al suo paese il frutto del peccato che è la morte.

 

Il grande segreto della Gospa a Medjugorje? Permettetemi di sussurrarvelo all’orecchio: La preghiera è il solo mezzo per salvare la razza umana (30 luglio 1987) (Da: “Medjugorje, Il Trionfo del Cuore”).

 

 

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