Archivio | dicembre 2014

TE DEUM

TE DEUM

IdM-Buona giornata!

Cari amici, fratelli, al termine di quest’anno raccogliamoci in preghiera e ringraziando per l’anno passato, per le gioie e per i dolori, offriamo al Signore l’anno che viene che possa essere consacrato a Lui, che possiamo vivere nella pace e nell’amore ogni giorno ed affrontare ogni giorno con la sua forza e la sua grazia.

Alla fine di questo 2014 vogliamo unirci con la Chiesa universale nel canto del Te Deum, anche quest’anno, come ogni anno, la proponiamo in lista per chi stasera è impossibilitato a recarsi a Messa. Sia questo il canto di lode a Dio e di invocazione per questo mondo così bisognoso di Dio.

Innamorati di Maria
Te Deum
Noi ti lodiamo, Dio, ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo è il Signore Dio dell’universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli e la candida schiera dei martiri
Le voci dei profeti si uniscono nella lode
la santa Chiesa proclama la tua gloria:
Padre di infinita maestà;
adora il tuo unico Figlio, e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria, eterno Figlio del Padre,
Tu nascesti dalla Vergine Madre per la salvezza dell’uomo.
Vincitore della morte, hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre.
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore, che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria nell’assemblea dei santi.
Salva il tuo popolo, Signore, guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore, di custodirci senza peccato.
Abbi pietà di noi Signore, abbi pietà.
Sia sempre con noi la tua misericordia: in te abbiamo sperato.
Tu sei la nostra speranza, non saremo confusi in eterno.
-Benediciamo il Padre, e il Figlio con lo Spirito Santo.
-Lodiamolo e glorifichiamolo nei secoli.
-Benedetto sei o Signore, nel firmamento dei cieli.
-Lodevole e glorioso e sommamente esaltato nei secoli.

Messaggio del 1 gennaio 1985 (Messaggio dato al gruppo di preghiera)


Vorrei che per voi questo sia un anno santo.
Desidero che in quest’anno vi abbandoniate a me ancor di più. Pensate, io sono apparsa per la prima volta nell’anno 1981 e ora siamo nel 1985. Vedete da voi che ormai sono qui da lungo tempo. Ringraziate perciò Dio che mi permette di stare qui da tanto tempo. Ma nonostante un tempo così lungo, mi sembra che voi vi siate mossi molto poco. Perciò, ora che comincia un nuovo anno, cominciate anche voi a muovervi! Io vi benedico.

 

SACRA FAMIGLIA DI NAZARETH

SACRA FAMIGLIA DI NAZARETH

IdM-Buona giornata!

 

sacra famigliaCari figli, anche oggi vi invito a rinnovare la preghiera nelle vostre famiglie. Con la preghiera e la lettura della Sacra Scrittura entri nella vostra famiglia lo Spirito Santo che vi rinnoverà. Così diventerete insegnanti della fede nelle vostra famiglia. Con la preghiera e il vostro amore il mondo andrà su una via migliore e l’ amore comincerà a regnare nel mondo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.” (25 aprile 2005)

La devozione alla Sacra Famiglia è una volontà ferma, risoluta ed efficace di fare tutto ciò che piace a Gesù, Maria e Giuseppe e di fuggire ciò che possa loro dispiacere.

Essa ci porta a conoscere, amare ed onorare nel miglior modo possibile la Famiglia di Nazareth per meritarcene i fàvori, le grazie, le benedizioni, il patrocinio, ed è perciò la devozione per noi più effi­cace, più dolce e più tenera.

La devozione più efficace

Chi mai in cielo e in terra è più potente della Sacra Famiglia? Gesù Cristo-Dio è onnipotente come il Padre. Egli è la sorgente di ogni favore, il padrone di ogni grazia, il datore di ogni dono per­fetto; come Uomo-Dio è l’avvocato per eccellenza, che in ogni momento intercede per noi presso Dio Padre.

Maria e Giuseppe per l’altezza della loro san­tità, per l’eccellenza della loro dignità, per i meriti che acquistarono nel perfetto compimento della loro missione divina, per i vincoli che li stringono alla SS. Trinità, godono presso il trono dell’Altissimo una potenza di intercessione infinita; e Gesù, riconoscendo in Maria sua Madre e in Giuseppe il suo custode, a tali intercessori, nulla mai nega.

Gesù, Maria e Giuseppe, padroni delle divine grazie possono aiutarci in qualsiasi bisogno, e chi li prega ottiene tatto e tocca con mano che la devozione alla Sacra Famiglia è fra le più efficaci, effì­cissimta.

La devozione più dolce

Gesù Cristo è nostro fratello, nostro capo, nostro Salvatore e nostro Dio; Egli ci amò tanto che morì sulla croce, ci diede se stesso nell’Eucarestia, ci lasciò sua Madre come Madre nostra, ci destinò come protettore il suo stesso custode; e ci ama tanto che è sempre pronto a darci ogni grazia, ad ottenerci ogni favore dal suo divin Padre, perciò ha detto: «Tutto quello che chiedere­te al Padre nel mio nome, tutto vi sarà dato».

Maria ci è due colte Madre: tale divenne quan­do diede al mondo Gesù, nostro fratello primogeni­to e quando ci generò fra i dolori sul Calvario. Ella ha un Cuore tutto simile al Cuore di Gesù e ci ama immensamente.

Grande è anche l’amore che ci porta San Giuseppe come a fratelli di Gesù e a figli di Maria, come a devoti consacrati. E non è forse la cosa più dolce intrattenersi con delle persone che ci amano e che ci vogliono fare molto bene? Ma chi può mai amarci e farci più bene di Gesù, Maria e Giuseppe, i quali ci amano infinitamente e sogliono fare tutto per noi?

La devozione più tenera

I Cuori antantissimi di Gesù, Maria e Giuseppe tanto più si sentono intenerire verso di noi, quanto più grandi sotto le nostre miserie spirituali e tempo­rali; allo stesso modo che una madre più si intene­risce, quanto più grave è il pericolo in cui versa un suo figlio.

La sacra Famiglia non solo può e vuole aiutar­ci, ma è trascinata a soccorrerci dalla sua tenerezza e dai molti bisogni che ci circondano, perché essa in ogni momento scorge in noi dei membri e dei figli suoi carissimi, e vede in quali strettezze e in quali pericoli viviamo. Questo affaccendarsi di Gesù, Maria e Giuseppe per aiutarci nelle nostre molteplici miserie, non è forse la cosa più tenera, la più consolante? Sì, nella devozione alla Sacra Famiglia, si trova davvero il balsamo del conforto e della consolazione per i nostri cuori!

Fonte: preghiereagesuemaria.it

CONSACRAZIONE ALLA SACRA FAMIGLIA

(Approvata dal Papa Alessandro VII, 1675)

Gesù, Maria, Giuseppe, che avete com­posto la più casta, la più perfetta, la più Santa Famiglia che ci sia mai stata, per essere il modello di tutte le altre, io (nome) alla presenza della Santissima Trinità, Padre e Figlio e Spirito Santo e di tutti i Santi e Sante del Paradiso, oggi scelgo voi e i santi Angeli per miei protet­tori, patroni e avvocati e mi dono e consa­cro interamente a voi, facendo un fermo proposito e una forte risoluzione di non abbandonarvi mai né di permettere che sia detta o fatta alcuna cosa contro il vostro onore, per quanto è in mio potere. Vi supplico dunque di ricevermi per vostro servitore, o servo perpetuo; assiste­temi in tutte le mie azioni e non abbando­natemi nell’ora della morte. Amen.

CORONA ALLA SACRA FAMIGLIA:


Preghiera iniziale:

Mia Sacra Famiglia del Cielo, gui­dami per il retto cammino, coprimi con il tuo sacro manto, e proteggimi da ogni male durante la mia vita qui sulla terra e per sempre. Amen.

Pater, Ave, Gloria

«Sacra Famiglia e mio Angelo custode, pregate per me».
Credo…
Sui grani grossi:
Dolce Cuore di Gesù, sii il nostro amore. Dolce Cuore di Maria, sii la nostra salvezza. Dolce Cuore di S. Giuseppe, sii il custode della nostra famiglia.
Sui grani piccoli:
Gesù, Maria, Giuseppe, Vi amo, salvate anime.
Alla fine:
Sacri Cuori uniti di Gesù, Maria e Giuseppe, fate che io Vi ami sempre più.

27 dicembre: San Giovanni Evangelista

 

San Giovanni Evangelista
IdM-Buona giornata!
s.giovanni
Il più giovane e il più longevo degli Apostoli; il discepolo più presente nei grandi avvenimenti della vita di Gesù; autore del quarto Vangelo, opera essenzialmente dottrinale e dell’Apocalisse, unico libro profetico del Nuovo Testamento.
Giovanni era originario della Galilea, forse di Betsaida Iulia, figlio di Zebedeo e di Salome, fratello di Giacomo il Maggiore; la madre era nel gruppo di donne che seguivano ed assistevano Gesù salendo fino al Calvario, forse era cugina della Madonna; il padre aveva una piccola impresa di pesca sul lago anche con dipendenti.


Giovanni è in ordine temporale come il primo degli apostoli conosciuto da Gesù, ed è l’ultimo degli Apostoli viventi, con cui si conclude la missione apostolica tesa ad illuminare la Rivelazione.
Infatti egli era già discepolo di s. Giovanni Battista, quando questi additò a lui ed Andrea Gesù che passava, dicendo “Ecco l’Agnello di Dio” e i due discepoli udito ciò presero a seguire Gesù, il quale accortosi di loro domandò: “Che cercate?” e loro risposero: “Rabbi dove abiti?” e Gesù li invitò a seguirlo fino al suo alloggio, dove si fermarono per quel giorno; “erano le quattro del pomeriggio”, specifica lui stesso, a conferma della forte impressione riportata da quell’incontro.In seguito si unì agli altri apostoli, quando Gesù passando sulla riva del lago chiamò lui e il fratello Giacomo intenti a rammendare le reti, a seguirlo ed essi “subito, lasciata la barca e il padre loro, lo seguirono”.
Da allora ebbe uno speciale posto nel collegio apostolico, era il più giovane ma nell’elenco è sempre nominato fra i primi quattro, fu prediletto da Pietro, forse suo compaesano, ma soprattutto da Gesù al punto che Giovanni nel Vangelo chiama se stesso “il discepolo che Gesù amava”.

Anche Giovanni adempì la profezia di Gesù di imitarlo nella passione; anche se non subì il martirio come il fratello e gli altri apostoli, dovette patire la persecuzione di Domiziano (51-96) la seconda contro i cristiani, che negli ultimi anni del suo impero, 95 ca., conosciuta la fama dell’apostolo, lo convocò a Roma e dopo averlo fatto rasare i capelli in segno di scherno, lo fece immergere in una caldaia di olio bollente davanti alla porta Latina; ma Giovanni ne uscì incolume.
Ancora oggi un tempietto ottagonale disegnato dal Bramante e completato dal Borromini, ricorda il leggendario miracolo.Fu poi esiliato nell’isola di Patmos a causa della sua predicazione e della testimonianza di Gesù. Dopo la morte di Domiziano, salì al trono l’imperatore Nerva (96-98) tollerante verso i cristiani; quindi Giovanni poté tornare ad Efeso dove continuò ad esortare i fedeli all’amore fraterno, finché ultracentenario morì verso il 104, cosicché il più giovane degli Apostoli, il vergine perché non si sposò, visse più a lungo di tutti portando con la sua testimonianza, l’insegnamento di Cristo fino ai cristiani del II secolo.

Fra tutti gli apostoli e i discepoli, Giovanni fu la figura più luminosa e più completa, dalla sua giovinezza trasse l’ardore nel seguire Gesù e dalla sua longevità la saggezza della sua dottrina e della sua guida apostolica, indicando nella Grazia la base naturale del vivere cristiano.

Giovanni è chiamato giustamente l’Evangelista della carità e il teologo della verità e luce, egli poté penetrare la verità, perché si era fatto penetrare dal divino amore.

Il suo Vangelo, il quarto, ebbe a partire dal II secolo la definizione di “Vangelo spirituale” che l’ha accompagnato nei secoli; Origene nel III secolo, per la sua alta qualità teologica lo chiamò ‘il fiore dei Vangeli’.

All’inizio del Vangelo di Giovanni è posto un prologo con un inno di straordinaria bellezza, divenuto una delle pagine più celebri dell’intera Bibbia e che dal XIII secolo fino all’ultimo Concilio, chiudeva la celebrazione della Messa: “In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio….”.

L’Apocalisse come già detto è l’unico libro profetico del Nuovo Testamento e conclude il ciclo dei libri sacri e canonici riconosciuti dalla Chiesa, il suo titolo in greco vuol dire ‘Rivelazione’.

Di Giovanni esistono anche tre ‘Epistole’ scritte probabilmente a Efeso, che hanno lo scopo di sottolineare e difendere presso determinati gruppi di fedeli (o uno solo, con la terza) alcune verità fondamentali, che erano attaccate da dottrine gnostiche.
San Giovanni ha come simbolo l’aquila, perché come si credeva che l’aquila potesse fissare il sole, anche lui nel suo Vangelo fissò la profondità della divinità.

È il patrono della Turchia e dell’Asia Minore, patronato confermato da papa Benedetto XV il 26 ottobre 1914; giacché Gesù gli affidò la Vergine Maria, è considerato patrono delle vergini e delle vedove; per i suoi grandi scritti è patrono dei teologi, scrittori, artisti; per il suo supplizio dell’olio bollente, protegge tutti coloro che sono esposti a bruciature oppure hanno a che fare con l’olio, quindi: proprietari di frantoi, produttori di olio per lampade, armaioli; patrono degli alchimisti, è invocato contro gli avvelenamenti e le intossicazioni alimentari.

In Occidente il suo culto si diffuse in tutta Europa e templi e chiese sono a lui dedicate un po’ dappertutto, ma la chiesa principale costruita in suo onore è S. Giovanni in Laterano, la cattedrale di Roma.

 

Preghiera a San Giovanni
Per quell’angelica purità, che formò sempre il vostro carattere, e vi meritò i privilegi più singolari, d’esser cioè il discepolo prediletto di Gesù Cristo, di riposare sul suo petto, di contemplare la sua gloria, di assistere da vicino ai prodigi più stupendi, e finalmente di essere dalla bocca stessa del Redentore dichiarato figlio e custode della divina sua Madre, otteneteci, vi preghiamo, o glorioso S. Giovanni, la grazia di custodir sempre gelosamente la castità conveniente al nostro stato, e d’evitare tutto quello che la potrebbe offendere menomamente, per meritarci le grazie più distinte, e specialmente la protezione della Beata Vergine Maria, che è la caparra più sicura della perseveranza nel bene e della beatitudine eterna.
Gloria.

 

26 dicembre: Santo Stefano

Santo Stefano
IdM-Buona giornata!
sstefano1La celebrazione liturgica di Santo Stefano è stata da sempre fissata al 26 dicembre, subito dopo il Natale, perché nei giorni seguenti alla manifestazione del Figlio di Dio furono posti i “comites Christi”, cioè i più vicini nel suo percorso terreno e primi a renderne testimonianza con il martirio.
Del grande e veneratissimo martire s. Stefano, si ignora la provenienza, si suppone che fosse greco; il nome Stefano in greco ha il significato di “coronato”.Gli Atti degli Apostoli, ai capitoli 6 e 7 narrano gli ultimi suoi giorni; Nel 33 o 34 ca., gli ebrei ellenistici vedendo il gran numero di convertiti, sobillarono il popolo e accusarono Stefano di “pronunziare espressioni blasfeme contro Mosè e contro Dio”.
Gli anziani e gli scribi lo catturarono trascinandolo davanti al Sinedrio e con falsi testimoni fu accusato.
E alla domanda del Sommo Sacerdote “Le cose stanno proprio così?”, il diacono Stefano pronunziò un lungo discorso, il più lungo degli ‘Atti degli Apostoli’, in cui ripercorse la Sacra Scrittura dove si testimoniava che il Signore aveva preparato per mezzo dei patriarchi e profeti, l’avvento del Giusto, ma gli Ebrei avevano risposto sempre con durezza di cuore.
Mentre l’odio e il rancore dei presenti aumentava contro di lui, Stefano ispirato dallo Spirito, alzò gli occhi al cielo e disse: “Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo, che sta alla destra di Dio”. Fu il colmo, elevando grida altissime e turandosi gli orecchi, i presenti si scagliarono su di lui e a strattoni lo trascinarono fuori dalle mura della città e presero a lapidarlo con pietre.sstefano2

Mentre il giovane diacono protomartire crollava insanguinato sotto i colpi degli sfrenati aguzzini, pregava e diceva:

“Signore Gesù, accogli il mio spirito” … “Signore non imputare loro questo peccato”.

Dopo la morte di Stefano, la storia delle sue reliquie entrò nella leggenda; il 3 dicembre 415 un sacerdote di nome Luciano di Kefar-Gamba, ebbe in sogno l’apparizione di un venerabile vecchio in abiti liturgici, che gli svelò che lui e i suoi compagni erano dispiaciuti perché sepolti senza onore.
Il prete Luciano domandò chi fosse e il vecchio rispose di essere il dotto Gamaliele che istruì s. Paolo, i compagni erano il protomartire s. Stefano, san Nicodemo suo discepolo, e s. Abiba suo figlio. Con l’accordo del vescovo di Gerusalemme, si iniziò lo scavo con il ritrovamento delle reliquie. La notizia destò stupore nel mondo cristiano, ormai in piena affermazione, dopo la libertà di culto sancita dall’imperatore Costantino un secolo prima.


Attributo di S. Stefano sono le pietre della lapidazione, per questo è invocato contro il mal di pietra, cioè i calcoli ed è il patrono dei tagliapietre e muratori.
A SANTO STEFANO

Donaci, o Padre, di esprimere con la vita
il mistero che celebriamo nel giorno natalizio
di santo Stefano primo martire
e insegnaci ad amare anche i nostri nemici
sull’esempio di lui che morendo
pregò per i suoi persecutori.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

Messaggio di Medjugorje: 25 dicembre 2014

 

Messaggio di Medjugorje

Innamorati di Maria / IdM-Famiglia

 

Mamma Celeste IdM

25 dicembre 2014

 

“Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.” 

 

December 25th 2014

 

“Dear children! Also today, in my arms I am carrying my Son Jesus to you and I am asking from Him peace for you and peace among you. Pray to and adore my Son for His peace and joy to enter into your hearts. I am praying for you to be all the more open to prayer. Thank you for having responded to my call.”

 

 

NATALE DEL SIGNORE

NATALE DEL SIGNORE

Innamorati di Maria / IdM-Famiglia

 

Ora, mentre Maria e Giuseppe si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.

Diede alla luce suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perchè non c’era posto per loro in albergo.

C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge.

Un Angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del signore li avvolse di luce.

Essi furono presi da grande spavento, ma l’Angelo disse loro:

” Non temete, ecco, vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo :

oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore.

Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia ” .

E subito apparve con l’ Angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva:

” Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama!

( Lc 2, 6-14)

nativity-scene

Il Natale del Signore torna ancora tra noi per ridarci la vita, la gioia, l’amore.


Gesù nasce ancora per rinascere in noi, per condurre più in alto chi crede in Lui.

O Gesu’, noi veniamo a Te, noi crediamo in Te: Tu sei la nostra salvezza, Tu sei la porta del Cielo.

O fratelli, adoriamo Dio disceso tra noi, che per redimere il mondo, si è fatto bambino.


Gesù dall’altare invita tutti ad accogliere la Sua pace, che è il segreto di un nuovo avvenire.

Che la luce di Gesù Bambino porti pace e gioia nei nostri cuori

Innamorati di Maria

Cari amici, vorremmo ricordarvi che nel giorno di Natale potremo ottenere l’indulgenza plenaria ricevendo la benedizione Urbi et Orbi del Papa, anche attraverso la radio o la televisione. (RAI 1 la trasmetterà in diretta mondovisione intorno a mezzogiorno).

Può ottenere un’indulgenza plenaria il fedele che assiste a una benedizione urbi et orbi del Papa, anche via radio o in tv, purché in diretta.

Come si può ottenere l’indulgenza plenaria?

Per acquistare l’indulgenza plenaria è necessarioricevere la benedizione e adempiere tre condizioni:
confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.

Si richiede inoltre che sia esclusa qualsiasi affezione al peccato anche veniale.
Si adempie pienamente la condizione della preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice recitando, secondo le sue intenzioni, un Padre Nostro ed un’Ave Maria; è lasciata tuttavia libertà ai singoli di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione di ciascuno.


Buon Natale!

,.,.,.,.,.,.,.,.,.,.

Buon Natale!
-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-
Più di 2000 anni fa una madre attendeva la nascita del figlio che avrebbe salvato l’umanità. Un’attesa piena di speranza e di fede per il mondo intero!
Oggi la stessa Madre ci invita ad aprire i nostri cuori ad accogliere Suo figlio, il Verbo fatto Carne, per fortificarci nella speranza e nella fede.
Se il Figlio di Dio è nato nel mondo per salvarci, offrendo la propria vita, oggi desideriamo accogliere la salvezza amando il suo primo gesto d’amore: la Nascita!
Vieni Signore Gesù! Vieni Salvatore del mondo!
Nativity
-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-
Mamma Celeste, aiutaci a preparare i nostri cuori per accogliere degnamente Gesù Bambino!
Vieni Signore Gesù, nostro Salvatore!

Natale 2014

-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-

Staff Innamorati di Maria