Archivio | maggio 2015

E’ l’ultimo giorno di maggio!

mamma celeste


E’ l’ultimo giorno di maggio!

Preghiamo l’Atto di consacrazione a Cristo per mezzo di Maria del Santo di Montfort. A confermare la nostra consacrazione offriamo la partecipazione della Santa Messa per questa intenzione, e, durante la Comunione al Corpo e Sangue del Signore, invochiamo e ringraziamo la Spirito Santo per averci guidato in questo cammino, per averci preparato a tale consacrazione, e pronunciamo con tutto il cuore una formula di consacrazione alla Madonna che lo Spirito ci suggerirà.

Con la gioia nel cuore cantiamo infine insieme a Maria il “Magnificat”ringraziando il Signore per le grandi cose che in noi ha fatto, fa e farà!Ogni nostra parola, azione, ogni pensiero, nella consacrazione a Maria, sarà nella piena libertà e nella perfetta adesione alla Volontà di Dio.Come Maria. Per essere tutti suoi. Per sempre. A lode e gloria di Dio.

ATTO DI CONSACRAZIONE TOTALE A MARIA
( Luigi Maria Grignon di Monfort )

Consapevole della mia vocazione cristiana,

io rinnovo oggi nelle tue mani, o Maria,

gli impegni del mio Battesimo.

Rinuncio a Satana, alle sue seduzioni,

alle sue opere, e mi consacro a GESU’ Cristo

per portare con Lui la mia croce nella fedeltà

di ogni giorno alla volontà del PADRE.

Alla presenza di tutta la Chiesa

ti riconosco per mia Madre e Sovrana.

A te offro la mia persona, la mia vita e

il valore delle mie buone opere,
passate, presenti e future.

Disponi di me e di quanto mi appartiene
alla maggior gloria di Dio,

nel tempo e nell’eternità.

Amen!

“Magnificat”

«L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi.
Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre».

La potenza del S. Rosario 6


Il Rosario salva il Brasile dal comunismo 1962-1964


“Cari figli! Tutte le preghiere che dite alla sera nelle vostre case siano per la conversione dei peccatori, perché il mondo si trova in grande peccato. Pregate il Rosario ogni sera.”
Messaggio del 8 ottobre 1984

rosario

Erano anni bui: il mondo era in uno stato di paura e confusione, la Russia stava cercando di farsi strada nel convertire quanti più paesi possibile al suo dominio. Nazioni impoverite, con governi corrotti e in subbuglio erano facili bersagli. Cuba era appena caduta in mani ai sovietici, e il Brasile nei loro piani avrebbe dovuto essere la loro prossima conquista. L’allora presidente Joao Goulart, stava fortemente spingendo per una forma di governo comunista. Iniziò a insediare noti comunisti in posizioni governative e allo stesso tempo cercava di convincere i cittadini che il comunismo era una buona cosa per il paese .

Con il cattolicesimo ancora forte nel Paese, il Cardinale de Barros Camara fece alla gente un discorso radiofonico. Disse che seguendo i consigli della Madonna di Fatima in materia di preghiera e di penitenza, il Brasile avrebbe potuto rovesciare la minaccia comunista. Il presidente Goulart gli rispose deridendo il rosario e dicendo che il governo avrebbe salvato l’economia dal collasso, non la preghiera.

Una donna brasiliana di nome Dona Amelia Bastos era molto preoccupata per questo pericolo imminente. Suo marito apparteneva a un gruppo di uomini chiamati “anti-rossi”, che si opponevano al comunismo in Brasile. Una notte Dona Amelia decise che anche lei avrebbe dovuto fare qualcosa. Formò subito un gruppo chiamato “campagna delle donne per la democrazia” (CAMDE) e iniziò a reclutare quante più persone possibili per pregare il rosario in grandi gruppi, per contrastare il piano di conquista comunista.
Grazie a lei, in una città chiamata Belo Horizonte un gruppo di 20.000 donne recitarono il rosario ad alta voce riuscendo a disperdere un raduno pro-comunismo. Il successo di questa protesta pacifica fornì l’ impulso per le donne cattoliche di andare avanti.

Con l’aiuto del cielo e del cardinale arcivescovo de Barros Camara, Dona Amelia reclutò l’ incredibile numero di 600.000 donne che sfilarono a San Paolo per pregare il rosario per la pace, chiedendo alla Madre di Dio di preservarle dal destino e dalle sofferenze delle donne martiri di Cuba, Polonia, Ungheria e altre nazioni asservite.
Leone Brizola, un importante policito comunista, non riuscì a fare il suo intervento previsto, sventato dal tintinnio di 3000 rosari e il mormorio delle preghiere nella sala del comizio.
Non una sola vita fu persa in questa incredibile serie di proteste anti-comuniste pacifiche, una campagna descritta da molti testimoni come “una delle manifestazioni più commoventi nella storia brasiliana.” Molti altri raduni del rosario si tennero nelle principali città, nonostante le minacce di azioni militari contro le donne col rosario.
Sotto questa pressione, il 1 aprile 1964 il presidente Goulart lasciò il paese, insieme a molti membri del governo .

Preghiamo il rosario per proteggere anche il nostro paese dalla corruzione e dalle leggi anti cristiane!

Visitazione della Beata Vergine Maria

Visitazione della Beata Vergine Maria
IdM-Buona giornata!

vaisitazDopo l’annuncio dell’Angelo, Maria si mette in viaggio (“frettolosamente” dice S. Luca) per far visita alla cugina Elisabetta e prestarle servizio. Aggregandosi probabilmente ad una carovana di pellegrini che si recano a Gerusalemme, attraversa la Samaria e raggiunge Ain-Karim, in Giudea, dove abita la famiglia di Zaccaria. E’ facile immaginare quali sentimenti pervadano il suo animo alla meditazione del mistero annunciatole dall’angelo. Sono sentimenti di umile riconoscenza verso la grandezza e la bontà di Dio, che Maria esprimerà alla presenza della cugina con l’inno del Magnificat, l’espressione “dell’amore gioioso che canta e loda l’amato(S. Bernardino da Siena): “La mia anima esalta il Signore, e trasale di gioia il mio spirito…“. La presenza del Verbo incarnato in Maria è causa di grazia per Elisabetta che, ispirata, avverte i grandi misteri operanti nella giovane cugina, la sua dignità di Madre di Dio, la sua fede nella parola divina e la santificazione del precursore, che esulta di gioia nel seno della madre. Maria rimane presso Elisabetta fino alla nascita di Giovanni Battista, attendendo probabilmente altri otto giorni per il rito dell’imposizione del nome. Accettando questo computo del periodo trascorso presso la cugina Elisabetta, la festa della Visitazione, di origine francescana (i frati minori la celebravano già nel 1263), veniva celebrata il 2 luglio, cioè al termine della visita di Maria. Sarebbe stato più logico collocarne la memoria dopo il 25 marzo, festa dell’Annunciazione, ma si volle evitare che cadesse nel periodo quaresimale. La festa venne poi estesa a tutta la Chiesa latina da papa Urbano VI per propiziare con la intercessione di Maria la pace e l’unità dei cristiani divisi dal grande scisma di Occidente. Il sinodo di Basilea, nella sessione del 10 luglio 1441, confermò la festività della Visitazione, dapprima non accettata dagli Stati che parteggiavano per l’antipapa. L’attuale calendario liturgico, non tenendo conto della cronologia suggerita dall’episodio evangelico, ha abbandonato la data tradizionale del 2 luglio (anticamente la Visitazione veniva commemorata anche in altre date) per fissarne la memoria all’ultimo giorno di maggio, quale coronamento del mese che la devozione popolare consacra al culto particolare della Vergine. “Nell’Incarnazione – commentava S. Francesco di SalesMaria si umilia confessando di essere la serva del Signore… Ma Maria non si indugia ad umiliarsi davanti a Dio perchè sa che carità e umiltà non sono perfette se non passano da Dio al prossimo. Non è possibile amare Dio che non vediamo, se non amiamo gli uomini che vediamo. Questa parte si compie nella Visitazione“.

Celebrazione Mariana per la conclusione del mese di Maggio in Vaticano – 31 Maggio 2000 –

gp2 Carissimi Fratelli e Sorelle!E’ sempre suggestivo questo momento di fede e di devoto omaggio a Maria, che conclude il mese di maggio, mese mariano. Avete recitato il Santo Rosario camminando verso questa Grotta di Lourdes, che si trova al centro dei Giardini Vaticani. Qui, davanti all’immagine della Vergine Immacolata, avete deposto nelle sue mani le vostre intenzioni di preghiera, meditando sul mistero che oggi si celebra: la Visitazione di Maria a Santa Elisabetta. In questo avvenimento, narrato dall’evangelista Luca, traspare una più profonda “visitazione”: quella di Dio al suo popolo, salutata dall’esultanza del piccolo Giovanni – il più grande tra i nati di donna (cfr Mt 11,11) – fin dal grembo della madre. Il mese mariano si conclude così nel segno del gaudio – secondo mistero “gaudioso” – nel segno cioè della gioia, del giubilo. “Magnificat anima mea Dominum / et exultavit spiritus meus in Deo salutari meo(Lc 1,46-47). Così canta la Vergine di Nazaret, che contempla il trionfo della divina misericordia. In Lei prorompe l’intima esultanza per i disegni di Dio, il Quale predilige gli umili e i piccoli e li colma dei suoi beni. E’ questo il giubilo nello Spirito Santo, che farà esultare il cuore stesso del Redentore, commosso perché al Padre piace rivelare ai piccoli i misteri del Regno dei cieli. “Magnificat anima mea Dominum! ” Così cantiamo anche noi questa sera, con l’animo colmo di riconoscenza verso Dio. Lo ringraziamo perché in questo mese di maggio del Grande Giubileo, ci ha dato modo di sperimentare con speciale intensità la presenza della Madre del Redentore, presenza assidua e orante, come nella prima Comunità di Gerusalemme. Possa il suo cantico di lode diventare quello di ogni anima cristiana per il grande mistero dell’amore di Dio, che, in Cristo, “ha visitato e redento il suo popolo! (Lc 1,68) E’ questo il mio augurio, al termine del mese mariano ed in questa vigilia dell’Ascensione di Gesù, che ci invita a volgere lo sguardo verso il Cielo, dove Egli ci attende, assiso alla destra del Padre. Ritornando nelle vostre case, portate la gioia di quest’incontro e mantenete fisso lo sguardo dell’animo su Gesù, nella speranza di poter essere un giorno con Lui, uniti nella stessa gloria. Vi accompagni Maria con materna sollecitudine nel vostro cammino! Con questi sentimenti, imparto di cuore la Benedizione Apostolica a voi tutti qui presenti ed ai vostri cari.

Giovanni Paolo II

SANTISSIMA TRINITA’

SANTISSIMA TRINITA’

Innamorati di Maria

trinità

La solennità della Santissima Trinità è la festa del “Dio unico in Tre Persone”. Con questo è già detto tutto, ma tutto resta ancora da capire, accogliere con amore, adorare nella contemplazione. Il tema ha una importanza centrale sul fronte missionario. Si afferma, con facilità, che tutti i popoli – anche i non cristiani – sanno che Dio esiste e che anche i ‘pagani’ credono in Dio. Questa verità condivisa – pur con alcune differenze, riserve e la necessità di purificare immagini e rapporti – è la base che rende possibile il dialogo fra le religioni, e in particolare il dialogo fra i cristiani e i seguaci di altre religioni. Sulla base di un Dio unico comune a tutti, è possibile tessere un’intesa fra i popoli in vista di azioni concertate a favore della pace, in difesa di diritti umani, per la realizzazione di progetti di sviluppo e crescita umana e sociale. Su questo fronte abbiamo visto gesti coraggiosi e positivi di intesa e collaborazione, promossi anche da grandi Papi, come Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II; ma sempre nella chiara consapevolezza che tutto questo è soltanto una parte dell’azione evangelizzatrice della Chiesa nel mondo.
Per un cattolico l’orizzonte di relazioni fondate sull’esistenza di un Dio unico non è sufficiente, e tanto meno lo è per un missionario cosciente della straordinaria rivelazione ricevuta per mezzo di Gesù Cristo, rivelazione che abbraccia tutto il mistero di Dio, nella sua unità e trinità. Il Vangelo che il missionario porta al mondo, oltre a rafforzare e perfezionare la comprensione del monoteismo, apre all’immenso, sorprendente mistero del Dio-comunione di Persone. La parola ‘mistero’ è da intendersi più per ciò che rivela che per quello che nasconde. In questa materia è meglio lasciare la parola ai mistici. Per S. Giovanni della Croce “c’è ancora molto da approfondire in Cristo. Questi infatti è come una miniera ricca di immense vene di tesori, dei quali, per quanto si vada a fondo, non si trova la fine; anzi in ciascuna cavità si scoprono nuovi filoni di ricchezze”. Rivolgendosi alla Trinità, S. Caterina da Siena esclama: “Tu, Trinità eterna, sei come un mare profondo, in cui più cerco e più trovo, e quanto più trovo, più cresce la sete di cercarti. Tu sei insaziabile; e l’anima, saziandosi nel tuo abisso, non si sazia, perché permane nella fame di te, sempre più te brama, o Trinità eterna”.
La rivelazione cristiana del Dio trino offre parametri nuovi sul mistero di Dio. Sia in se stesso, sia nei suoi rapporti con l’uomo e il creato, come pure per le relazioni fra le persone umane. Un anonimo ha trasmesso il seguente dialogo, scarno ma essenziale, tra un musulmano e un cristiano.

– Diceva un musulmano: “Dio, per noi, è uno; come potrebbe avere un figlio?”

– Rispose un cristiano: “Dio, per noi, è amore; come potrebbe essere solo?”

Si tratta di una forma stilizzata di ‘dialogo interreligioso’, che manifesta una verità fondamentale del Dio cristiano, capace di arricchire anche il monoteismo ebraico, musulmano e delle altre religioni. Infatti, il Dio rivelato da Gesù (Vangelo) è soprattutto Dio-amore (cf. Gv 3,16; 1Gv 4,8). È un Dio unico, in una piena comunione di Persone. Egli si rivela a noi soprattutto come un “Dio misericordioso e pietoso” (I lettura); “Dio ricco di misericordia” (Ef 2,4).
È questo il vero volto di Dio che tutti i popoli hanno il diritto e il bisogno di conoscere * dai missionari della Chiesa. Per questo, afferma il Concilio, “la Chiesa pellegrinante è missionaria per sua natura, in quanto essa trae origine dalla missione del Figlio e dalla missione dello Spirito Santo, secondo il progetto di Dio Padre” (Ad Gentes 2). Nei primi numeri dello stesso Decreto il Concilio spiega l’origine e il fondamento trinitario della missione universale della Chiesa, offrendo, tra l’altro, una delle più alte sintesi teologiche di tutto il Concilio.

PREGHIERA ALLA SANTISSIMA TRINITA’’

Trinità Santa,
unico Dio infinito ed eterno,
ti rendiamo grazie per i tuoi mirabili interventi
nella storia della salvezza
e ti lodiamo nel tuo ineffabile mistero.

Nella tua immensa condiscendenza
hai colmato di grazia la Vergine Maria,
figlia di Sion e nostra sorella
rendendola madre e discepola del Figlio,
figlia amata del Padre,
tempio vivo dello Spirito Santo.

Contemplando Maria noi pensiamo a te,
adorabile Trinità,
e ci sentiamo con lei amati dal Padre,
redenti da Cristo e rinnovati dallo Spirito.

Una cosa sola ti chiediamo:
rendi le nostre Chiese tua autentica icona,
una sola comunità nel rispetto delle persone,
e nella ricerca di unità nell’amore.

Tu sei il Dio Uno e Trino,
che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.

XX Congresso mariologico Mariano Internazionale 15-24 settembre 2000

La potenza del S. Rosario 5


“Per ricompensarti del piccolo servizio che mi hai reso portando la corona…”


“Cari figli, oggi come mai prima vi invito alla preghiera. Che la vostra preghiera sia preghiera per la pace. Satana é forte e desidera distruggere non solo la vita umana ma anche la natura e il pianeta su cui vivete. Perciò, cari figli, pregate per poter essere protetti attraverso la preghiera con la benedizione della pace di Dio. Dio mi ha mandato tra voi per aiutarvi. Se volete, afferrate il Rosario; già solo il Rosario può fare i miracoli nel mondo e nella vostra vita. Io vi benedico e rimango con voi finché Dio lo vuole. Grazie perché non tradirete la mia presenza qui. Grazie perché la vostra risposta serve al bene e alla pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
Messaggio del 25 gennaio 1991

rosario
Alfonso, re di Léon e di Galizia, desiderando che i suoi domestici onorassero la Vergine santa col Rosario, pensò bene di portare al fianco una grossa corona per incitarli con il suo esempio, senza ch’egli, tuttavia, si obbligasse a recitarlo; in tal modo indusse tutti i componenti la corte a recitarlo devotamente. Il re si ammalò e giunse agli estremi. Lo si credeva già morto, ed invece era semplicemente rapito in estasi e portato davanti al tribunale di Gesù Cristo. Vide i demoni che l’accusavano di tutti i delitti che aveva commesso; il divin Giudice era già sul punto di condannarlo alla pena eterna, quando la Vergine intervenne presso il Figlio per intercedere in favore del re. Si prese allora una bilancia, si buttarono su un piatto tutti i peccati del re; la Madonna gettò sull’altro piatto il grosso Rosario che Alfonso aveva portato per onorarla, vi aggiunse i Rosari che, dietro il suo esempio, aveva fatto recitare. Tutto questo pesò più dei peccati; ed allora la Vergine gli disse guardandolo benignamente: “Per ricompensarti del piccolo servizio che mi hai reso portando la corona, ti ho ottenuto da mio Figlio di vivere ancora per alcuni anni, Impiegali bene e fai penitenza”.
Ritornato in sé il re esclamò: “O benedetto Rosario della Vergine, al quale devo di essere sfuggito dalla dannazione eterna!”. E dopo aver riacquistato la salute, fu sempre devoto del Rosario che recitò ogni giorno.
Che i devoti della Vergine santa si studino di attirare il maggior numero possibile di fedeli nella recita del santo Rosario, ad esempio di questo re; godranno dei suoi favori quaggiù e la vita eterna. “Chi mi mette in luce avrà la vita eterna” (Sir 24,31).

“Innamorati di San Giuseppe”: Beata Maria Repetto

“Innamorati di San Giuseppe” Suor Maria Repetto

Suor Maria Repetto, suora brignolina, che Papa Giovanni Paolo II ha beatificato il 4 ottobre 1981, aveva una fiducia illimitata in san Giuseppe. Non cessava di consigliare di ricorrere a lui. Quando le si chiedeva qualcosa di un po’ difficile, si recava innanzi tutto a pregare davanti alla statua di san Giuseppe, poi tornava e dava la risposta attesa. Un giorno, una moglie raccomanda suo marito diventato cieco. Suor Maria le consiglia di pregare san Giuseppe, poi va nella sua stanza e gira verso il muro il quadro che raffigura il santo, dicendo: «Prova un po’ anche tu quel che significa essere nel buio». Il giorno seguente, la donna torna ed annuncia che, improvvisamente, il marito ha ricuperato la vista! Subito suor Maria corre nella sua stanza e rigira il quadro, dicendo con semplicità: «Grazie, san Giuseppe!» Il suo modo di fare, che può stupire, denota una libertà del tutto filiale nei riguardi del grande santo. Seguendo l’esempio della beata Maria Repetto, ricorriamo a san Giuseppe per tutte le nostre necessità, temporali e spirituali, ed applichiamoci ad imitare le sue virtù. Il Beato Giovanni XXIII affermava, il 19 marzo 1961: «Chiunque voglia salvarsi, essere al sicuro nella casa del Padre e conservare i doni preziosi della natura e della grazia ricevuti da Dio, deve semplicemente conformarsi al perpetuo insegnamento del Vangelo e della Chiesa, di cui l’umile vita di san Giuseppe ci offre un esemplio molto attraente». http://www.clairval.com/index.it.html

26 maggio: Santa Maria del fonte di Caravaggio

Santa Maria del fonte di Caravaggio

IdM-Buona giornata!

!cid_04EB7F9398114987A7AC7DBCD8D27236@PC719!cid_F201D3D3FA7141B8A671AE05894ED906@PC719
Carissimi amici Innamorati di Maria,

anche la storia di questa apparizione ci aiuta a considerare con riconoscenza come la Madre di Dio, perennemente china sui Suoi figli, abbia sempre avuto una parte attiva e determinante nel corso della storia.

Nei primi anni del 1400, a Caravaggio (BG) una ragazza di nome Giovannetta, particolarmente devota alla Vergine Santissima, per obbedienza al padre sposa un uomo che ben presto si dimostra crudele, maltrattandola con ingiurie, minacce e percosse. Un giorno, il 26 maggio 1432, dopo essere stata ingiustamente picchiata viene obbligata dal marito a recarsi nei campi per procurare il foraggio per le bestie. Mentre falcia l’erba pregando e piangendo, Giovannetta chiede aiuto alla Vergine perché non l’abbandoni.
All’improvviso una bellissima e dolce Signora le appare dicendole di non temere perché le sue preghiere, per mezzo Suo, erano state esaudite da Dio.
!cid_0F351FD507544AAC88E21F7B86FE9AF1@PC719“Ascolta bene e ricorda le mie parole. Mio Figlio Onnipotente voleva distruggere la terra tutta per la cattiveria degli uomini che continuano a compiere sempre nuove scellerataggini e peccati. Ma io l’ho pregato per sette anni perché ciò non facesse. Voglio che tu dica a tutti che digiunino a pane e acqua il venerdì in onore di mio Figlio e che celebrino il sabato dopo il vespro per devozione a Me. Alzati e non temere. Riferisci ciò che ti ho comandato e quanto dirai sarà comprovato da tali meraviglie che nessuno dubiterà della verità delle tue parole”.
Dal terreno, improvvisamente, sgorga una fonte d’acqua mai vista prima. La Signora incarica inoltre Giovannetta di portare un messaggio di pace ai governanti che all’epoca erano tra loro in guerra, invitandoli a costruire una cappella in quel luogo.

Giovannetta porta il messaggio al suo popolo e ai governanti, per sollecitarli, in nome della Madonna, agli accordi e alle opere di concordia e di pace. Si presenta a Filippo Maria Visconti, Signore di Milano; poi al governo della Repubblica Veneta; e, più tardi, su galere veneziane, si porta addirittura fino a Costantinopoli, dall’Imperatore d’Oriente Giovanni III, il cui intervento, sollecitato dalla Madonna a mezzo di Giovannetta, sarà decisivo per il ritorno della Chiesa greca all’unita’ della Chiesa Romana. Dovunque la veggente va, reca con se’ a prova dell’apparizione e della missione avuta, anfore di acqua della fonte miracolosa, che opera prodigi di guarigione su innumerevoli infermi. Ed ecco che – contro ogni previsione e speranza- la pace si realizza per la patria (nel 1433 avviene la pace tra Milano e Venezia) ed anche per la Chiesa, nel ritorno degli scismatici alla Chiesa Cattolica (nel 1438 – ritorno dei Greci all’unita’ della Chiesa Romana, e proclamazione del primato personale del papa su tutta la Chiesa). L’Apparizione di Caravaggio resta, così, mirabilmente legata alla causa della Pace e dell’Unita’ della Chiesa di Cristo.

Come in tutte le apparizioni la Madonna richiama il mondo alla penitenza. In particolare raccomanda, per evitare i castighi divini, la preghiera ed il digiuno a pane e acqua, così come ancora oggi fa amorevolmente. Ascoltiamola ed anche noi contribuiremo alla pace nel mondo ed alla salvezza delle anime.
Caravaggio non é solo uno dei più importanti templi mariani d’Italia, con una storia centenaria ed una sua ricca spiritualità; é anche uno scrigno d’arte. Il 31 luglio 1432, a soli due mesi dall’apparizione, il vescovo di Cremona concedeva la facoltà di “porre in luogo la prima pietra della chiesa”.