Archivio | 7 dicembre 2015

7 dicembre: Sant’Ambrogio

 

 

Sant’Ambrogio
Vescovo e Dottore della Chiesa

IdM-Buona giornata!

s.ambrogio

Sant’Ambrogio nacque a Treviri (ieri “Gallia”, oggi Germania – Trier, vicino al confine con il Lussemburgo), si pensa tra il 334 e il 339; era figlio di un prefetto romano.

Dopo aver studiato a Roma, Ambrogio fu nominato governatore della Liguria e dell’Emilia; stabilì poi la sua residenza a Milano.

Alla morte del vescovo ariano di Milano (Aussenzio), nel 374, agì con grande abilità e successo per la pacificazione tra ariani e cattolici, che si disputavano anche politicamente il controllo della città, con tumulti sempre maggiori.

Ambrogio si recò allora alla chiesa per sedare il tumulto: qui parlò a lungo della pace e del bene della nazione e con tale capacità persuasiva che improvvisamente il popolo lo acclamò vescovo all’unanimità.

Di fronte al rifiuto e alla resistenza di Ambrogio (stava preparandosi ma non era ancora battezzato), il desiderio del popolo fu sottoposto all’Imperatore Valentiniano, che si mostrò ben contento che il vescovo fosse scelto tra i magistrati da lui nominati. Questo, nonostante Ambrogio stesse ancora preparandosi al Battesimo, e perciò fosse riluttante ad accettare la carica, fino a cercare di fuggire; ma, riconosciuto, fu riportato in trionfo in città.

Fu battezzato, ordinato diacono, sacerdote e quindi vescovo: tutto nel breve arco di una settimana. Il 7 dicembre 374, riceveva la consacrazione episcopale.

Combatté a fondo arianesimo e paganesimo; grande la sua influenza sull’imperatore Teodosio.

Fu instancabile nell’adempiere i doveri del ministero pastorale, amministrando personalmente il battesimo a quasi tutti i candidati tanto che, dopo la sua morte, cinque vescovi riuscivano appena a supplirlo.

Amò intensamente i poveri e i prigionieri: donò ai poveri e alla Chiesa tutto l’oro e l’argento che possedeva quando fu eletto vescovo; alla Chiesa donò pure i suoi terreni, destinandone il solo usufrutto alla sorella Marcellina, in modo da non serbare per sé cosa alcuna che potesse dire sua.

Così, come soldato privo di impedimenti e pronto a combattere, si mise al seguito di Cristo Signore che «da ricco che era si è fatto povero per noi, perché diventassimo ricchi per mezzo della sua povertà».

Godeva con coloro che erano nella gioia, piangeva con chi era afflitto.

Scrisse opere di morale e di teologia, inni di preghiera, apportando innovazioni al culto e al canto liturgico. Logorato dalle grandi fatiche e dall’intensa cura della Chiesa di Dio, prima ancora di cadere ammalato predisse il giorno della sua morte.

Onorato, vescovo di Vercelli, chiamato per tre volte dalla voce di Dio, accorse al suo capezzale portandogli il Corpo del Signore. Dopo essersi comunicato, pose le braccia in croce e consegnò la sua anima a Dio il 4 aprile dell’anno 397, il Sabato Santo.

Preghiera a Sant’Ambrogio
O glorioso Sant’Ambrogio, che fedele alle divine disposizioni, diveniste per tutta la terra il maestro ed il modello d’ogni cristiana virtù, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di non ambire giammai alcuna distinzione nel mondo, ma di mettere piuttosto la nostra gloria nell’adempiere esattamente la volontà del Signore.O glorioso Sant’Ambrogio, che tutta la vostra vita impiegaste nel difendere contro gli assalti dell’eresia e dell’empietà tutte le verità della fede, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di professar costantemente fino alla morte la nostra religione santissima che per gratuita donazione di Dio abbiamo la sorte di professare.

O glorioso Sant’Ambrogio, che non temeste di predicare la verità anche in faccia ai potenti, e trionfaste di tutti i cuori con la celeste vostra eloquenza, otteneteci, vi preghiamo, la grazia che non ci lasciamo mai dominare dagli umani rispetti, e con la dolcezza del nostro parlare e con la mansuetudine del nostro tratto, edifichiamo sempre i nostri prossimi, nell’atto medesimo che attendiamo alla santificazione di noi stessi.

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