Archivio | 10 dicembre 2015

Supplica alla Madonna di Loreto

Supplica alla Madonna di Loreto

IdM-Buona giornata!

Carissimi fratelli e sorelle,
oggi 10 dicembre, a mezzogiorno, ricordiamoci di unirci in preghiera con tutti i fedeli nella recita della supplica alla Madonna di Loreto. Se vi è possibile diffondete questo invito, affinché più voci possibili si alzino verso la Mamma Celeste:

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Supplica alla Madonna di Loreto
(si recita a mezzogiorno del 10 dicembre)

O Maria Loretana, Vergine gloriosa, noi ci accostiamo fiduciosi a Te:
accogli oggi la nostra umile preghiera.
L’umanità è sconvolta da gravi mali dai quali vorrebbe liberarsi da sola.
Essa ha bisogno di pace, di giustizia, di verità, di amore e si illude
di poter trovare queste divine realtà lontano da tuo Figlio.
O Madre! Tu portasti il Salvatore divino nel tuo seno purissimo
e vivesti con Lui nella santa Casa
che noi veneriamo su questo colle loretano,
ottienici la grazia di cercare Lui
e di imitare i suoi esempi che conducono alla salvezza.
Con fede e amore filiale, ci portiamo spiritualmente alla tua Casa benedetta.
Per la presenza della tua Famiglia essa è la Casa santa per eccellenza
alla quale vogliamo si ispirino tutte le famiglie cristiane:
da Gesù ogni figlio impari l’ubbidienza e il lavoro;
da Te, o Maria, ogni donna apprenda l’umiltà e lo spirito di sacrificio;
da Giuseppe, che visse per Te e per Gesù, ogni uomo impari a
credere in Dio e a vivere in famiglia e nella società con fedeltà e rettitudine.
Molte famiglie, o Maria, non sono un santuario dove si ama e si serve Dio;
per questo Ti preghiamo affinché Tu ci ottenga che ognuna imiti la tua,
riconoscendo ogni giorno e amando sopra ogni cosa il tuo Figlio divino.
Come un giorno, dopo anni di preghiera e di lavoro,
egli uscì da questa Casa santa per far sentire la sua Parola che è Luce e Vita,
così ancora dalle sante mura che ci parlano di fede e di carità,
giunga agli uomini l’eco della sua parola onnipotente che illumina e converte.
Ti preghiamo, o Maria, per il Papa, per la Chiesa Cattolica,
per l’Italia e per tutti i popoli della terra, per le istituzioni ecclesiali e civili
e per i sofferenti e i peccatori, affinché tutti divengano discepoli di Dio.
O Maria, in questo giorno di grazia, uniti ai devoti spiritualmente presenti
a venerare la santa Casa ove fosti adombrata dallo Spirito Santo,
con viva fede Ti ripetiamo le parole dell’Arcangelo Gabriele:
Ave, o piena di grazia, il Signore è con Te!
Noi Ti invochiamo ancora: Ave, o Maria, Madre di Gesù e Madre della Chiesa,
Rifugio dei peccatori, Consolatrice degli afflitti, Aiuto dei Cristiani.
Tra le difficoltà e nelle frequenti tentazioni noi siamo in pericolo di perderci,
ma guardiamo a Te e Ti ripetiamo:
Ave, Porta dei Cielo; ave, Stella del Mare!
Salga a Te la nostra supplica, o Maria.
Essa Ti dica i nostri desideri, il nostro amore a Gesù
e la nostra speranza in Te, o Madre nostra.
Ridiscenda la nostra preghiera sulla terra
con abbondanza di grazie celesti. Amen.

Salve, o Regina

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10 dicembre: Beata Vergine di Loreto – Traslazione santa casa di Loreto

Beata Vergine di Loreto – Traslazione Santa Casa di Loreto

IdM-Buona giornata!

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La tradizione popolare racconta che nella notte tra il 9 ed il 10 dicembre del 1294 le pietre della casa di Nazareth vennero trasportate in volo dagli angeli. La versione popolare del trasporto ‘per mano di angeli’ con ogni probabilità è nata dal fatto che nella vicenda hanno svolto un ruolo chiave e primario i regnanti dell’Epiro, appartenenti alla famiglia Angeli, come risulta da un documento notarile del 1294, scoperto recentemente.

In realtà, alcuni studi e dei documenti ritrovati hanno confermato che il trasporto avvenne per mare su navi crociate.

Gli studi recenti delle pietre e dei graffiti e di altri documenti, purificando la tradizione da elementi leggendari, confermano e attestano l’autenticità della Santa Casa che è assolutamente priva di fondamenta che sono a Nazareth davanti alla grotta.

Il santuario di Loreto è stato per secoli ed è ancora oggi uno dei luoghi di pellegrinaggio tra i più importanti del mondo cattolico.

E’ stato visitato da circa 200 santi e beati, e da numerosi Papi.

Il santuario racchiude la Santa Casa come uno scrigno che contiene perle preziosissime: si tratta delle povere pareti legate ai ricordi più cari al cuore della cristianità. Qui fu annunziato il mistero dell’incarnazione, qui ebbe inizio la storia della salvezza con il sì di Maria all’annuncio dell’angelo; queste pietre sono state santificate dalla presenza e dalla vita quotidiana della Santa Famiglia e sono testimoni mute e perenni del passaggio del Figlio di Dio sulla terra.

Per sette secoli milioni di pellegrini hanno sostato in preghiera in questa casa benedetta, sotto lo sguardo benedicente di Maria in atto di consegnare ancora Gesù al mondo. Maria ha accolto e continua ad accogliere tutti i suoi figli nella sua casa e nel suo cuore di Madre. Tra queste pareti hanno sostato anche personaggi illustri, soprattutto tanti santi e pontefici.

Loreto è il santuario mariano per eccellenza, senza dubbio un «alto luogo dello Spirito», come si è espresso papa Giovanni Paolo II.

Quando papa Pio II era ancora cardinale si ammalò grave­mente, allora chiese di essere trasportato al santuario di Loreto dove pregò la Santa Vergine per la sua guarigione. Maria SS. allora apparve al cardinale ammalato in un sogno, gli prean­nunciò la sua guarigione e che presto sarebbe stato elevato al Soglio di Pietro. Piero Barbo fu infatti presto guarito e venne eletto papa nel 1464. Come atto di riconoscenza verso la Santa Vergine il nuovo papa fece ricostruire il santuario che era crollato. Pio II morì nel 1471.

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PREGHIERA NEL SANTUARIO DI LORETO Santa Maria, Madre di Dio, ti salutiamo nella tua casa. Qui l’arcangelo Gabriele ti ha annunciato che dovevi diventare la Madre del Redentore; che in te il Figlio eterno del Padre, per la potenza dello Spirito Santo, voleva farsi uomo. Qui dal profondo del tuo cuore hai detto: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” (Lc.1,38). Così in te il Verbo si è fatto carne (Gv.1,14).

Così tu sei diventata tempio vivente, in cui l’Altissimo ha preso dimora corporalmente; sei diventata porta per la quale Egli è entrato nel mondo.

Dopo il ritorno dall’Egittoqui, sotto la fedele protezione di san Giuseppe, hai vissuto insieme con Gesù fino all’ora del Suo battesimo nel Giordano.

Qui hai pregato con Lui, con le antichissime preghiere d’Israele, che allora diventavano parole del Figlio rivolte al Padre, cosicché ora noi, in queste preghiere, possiamo pregare insieme col Figlio e siamo uniti al tuo pregare, santa Vergine Madre.

Quiavete letto insieme le Sacre Scritture e certamente avete anche riflettuto sulle parole misteriose del libro del profeta Isaia: “Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità… Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo… Il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà la loro iniquità” (Is.53,5.8.11). Già poco dopo la nascita di Gesù, il vecchio Simeone nel tempio di Gerusalemme ti aveva detto, che una spada avrebbe trafitto la tua anima (Lc.2,35).

Dopo la prima visita al tempio con il Dodicennesiete tornati in questa casa a Nazareth, e quiper molti annihai sperimentato quello che Luca riassume nelle parole: “… e stava loro sottomesso” (Lc.2,51). Tu hai visto l’obbedienza del Figlio di Dio, l’umiltà di Colui che è il Creatore dell’universo e dai Suoi connazionali veniva chiamato ed era “il carpentiere” (Mc.6,3).

Santa Madre del Signore, aiutaci a dire “sì” alla volontà di Dio anche quando non la comprendiamo. Aiutaci a fidarci della Sua bontà anche nell’ora del buio. Aiutaci a diventare umili come lo era il tuo Figlio e come lo eri tu. Proteggi le nostre famiglie, perché siano luoghi della fede e dell’amore; perché cresca in esse quella potenza del bene di cui il mondo ha tanto bisogno. Proteggi il nostro Paese, perché rimanga un Paese credente; perché la fede ci doni l’amore e la speranza che ci indica la strada dall’oggi verso il domani. Tu, Madre buona, soccorrici nella vita e nell’ora della morte. Amen.

Benedetto XVI

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