Archivio | marzo 2016

Ave o stella del mare

Ave o stella del mare

barco” Ogni giorno cantate tutti insieme <l’ave o stella del mare> ed io vi preserverò da ogni pericolo” ; promessa della Vergine a S. Brigida.

Ave o stella del mare, nobile madre di Dio, vergine sempre Maria, porta felice del cielo.
L’angelo reca il saluto: l’Ave, messaggio di Dio, muta la sorte di Eva, dona la pace all’uomo.
Rompi i legami dei miseri, rendi la luce ai ciechi, scaccia da noi ogni male, chiedi per noi ogni bene,
Mostrati madre per tutti, porta la nostra preghiera: Cristo l’accolga benigno, lui che sie è fatto tuo Figlio.
Vergine sola fra tutte, mite e senza peccato, rendi i tuoi figli innocenti, miti e puri di cuore.
Donaci un cuore sincero, guida alla via sicura, finché vedremo il tuo Figlio, gioia immortale per noi.
Gloria all’altissimo, al Padre, lode al Cristo, allo Spirito; salga al Signore, al Santo, l’unico e triplice onore. Amen.

 

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Un dono per i consacrati al mio Cuore Immacolato

 

Un dono per i consacrati al mio Cuore Immacolato

 

“Era vestita tutta di bianco, coperta con un velo, anch’esso, bianco che scendeva fino ai piedi, tutto ornato d’oro.
Ai fianchi aveva, come cintura, un nastro azzurro. Teneva la mano sinistra all’altezza del nastro, o meglio, poco sopra, ed in essa il cuore. Attorno ad esso, simile a un cerchio, c’era una corona di grosse spine, tre delle quali lo penetravano. Una spada trapassava il cuore dalla parte sinistra”.

“Piccola mia, sono venuta per affidarti una missione!”
La protagonista di questa vicenda è una monaca clarissa, Suor Chiara Scarabelli nata il 29 marzo 1912, a Genepreto, minuscolo paesino della valle del Tidone, nel piacentino, e deceduta il 29 gennaio 1994 nel nuovo Monastero, inaugurato solo pochi mesi prima della sua morte, in località S. Silvestro di Curtatone, (Mn). Visse per quasi 63 anni nel Monastero di Santa Chiara in Piazzale Roma di Venezia.
“Si avvicinò a me con un dolce sorriso.
Aveva il medesimo aspetto, era vestita allo stesso modo, portava il cuore nella mano sinistra, nella destra la corona del rosario con dei grani d’oro ed una croce che scendeva giù, fino a circa dieci centimetri dai piedini bianchi, candidi. Tutto attorno alla sua persona, come in cerchio, c’era scritto a caratteri d’oro: “Madre mia, fiducia e speranza, in te mi affido e abbandono”. Mi guardava con una tenerezza ed un sorriso che non trovo parole per esprimere”.
Ho bisogno di te per dare un dono a quei miei cari figli che sono la gioia del mio cuore, perché mi amano e vivono in pratica la consacrazione fatta al mio Cuore Immacolato che avevo chiesto, a Fatima, per volontà di Gesù. (La pratica dei 5 primi sabati del mese)

Desidero dare loro un segno, un dono, per mostrare loro la riconoscenza del mio cuore di Mamma. Esso sarà anche un richiamo per tanti, miei figli che amo con tenerezza, ma che non corrispondono al mio amore.

Io dico loro:

“Figliolini miei, venite, venite al mio cuore, vi aspetto per portarvi a Gesù che vi ama! Solo in lui troverete la pace, la gioia e la felicità che tanto cercate!”

E vi dico ancora:

“Pregate, amatevi come figli di Dio, da veri fratelli, amatevi come vi ama la vostra mamma e come vi ama Gesù!”

Egli ha affidato al mio Cuore Immacolato la missione di chiamare tutti i miei figli alla conversione, alla preghiera, alla penitenza: pregate, pregate! Se non pregate non potete convertirvi. Amatevi tra di voi come vi amo io. Lo dico con dolore. Tanti, tanti non pregano, non amano”.

Piccola mia, ti affido la missione di far coniare una meda­glia che mi ritrae come mi vedi: è un dono d’amore del mio Cuore Immacolato. Ecco, guarda il rovescio della medaglia.

Allora vidi comparire, di fianco a Lei, il suo Cuore e quello di Gesù strettamente uniti, direi quasi legati, da una corona di spine; il Cuore di Gesù era sormontato da una piccola croce e quello della Mamma trapassato da una spada. Sotto i due Cuori c’erano una A ed una M intrecciate, a significare: Ave Maria. Entrambi i Cuori erano circondati da fiamme, simbolo dell’amore di cui ardono per la salvezza di tutte le anime.
Tutto intorno c’era scritto a caratteri d’oro: “Gesù, Maria vi amo, salvate tutte le anime”. Dopo avermi mostrato il rovescio della medaglia, la Mamma disse:

 

“ dono2Cari figli miei, vi esorto a recitare spesso e col cuore l’in­vocazione: “Gesù, Maria vi amo, salvate tutte le anime”. Sarà come unacarezza che consola il Cuore di Gesù e il mio Cuore Immacolato. L’invocazione, se recitata con fede e col cuore, riparerà ogni volta tante bestemmie. Ogni atto d’amore salverà un’anima. L’amore vi aiuti a valorizzare al mas­simo ogni istante della vostra vita terrena. Più forte sarà l’amore, più la vostra vita sarà feconda.
Amatevi, amatevi, cercate le cose di lassù!
Quaggiù tutto passa: solo l’amore resta in eter­no!
Sarete giudicati sull’amore. Anzi, per chi veramente ama, non ci sarà giudizio: solo un abbraccio del Padre buono col figlio che è vissuto solo per amore e nell’amore! Ascoltate la vostra Mamma! Vi parlo, vi esorto perché vi amo e vi voglio felici in eterno lassù, lassù in Paradiso! Voglio portarvi a Gesù ed al Padre che vi attende tutti!
PROMETTO A TUTTI COLORO CHE PORTE­RANNO CON SÉ QUESTO DONO DEL MIO CUORE IMMACOLATO, TESTIMONIANDO LA LORO CONSACRAZIONE, DI BENEDIRLI, DI CONDURLI PER MANO, DI PORTARLI NEL MIO CUORE COME FIGLI PREDILETTI PER PRESEN­TARLI A GESÙ. LI ASSISTERO’ NEL MOMENTO DELLA MORTE AFFINCHÉ IL NEMICO, SATA­NA, NON POSSA LORO NUOCERE E SARAN­NO LASSÙ, CON ME, IN PARADISO, DOVE GESÙ DARÀ LORO IL PREMIO ETERNO”.

 

Quando Suor Chiara consegnò la richiesta della Vergine al Padre confessore, egli si mostrava perplesso per via che c’era già un’altra medaglia richiesta e coniata per volere dalla Madonna, la Medaglia Miracolosa.

 

La Vergine SS. stessa darà la spiegazione a suor Chiara:

“(…) Questo è un dono che il mio Cuore di Mamma vuole dare a tutti i miei figli; è anche un richiamo. Un dono d’amore per tanti miei figli che mi amano veramente e vivono in pratica la consacrazione al mio Cuore Immacolato che la Chiesa ha fatto di tutta l’umanità per volontà del Signore, a questi sono riconoscente, li tengo al riparo sotto la mia protezione, li assisto, li conduco per mano, sono la Mia consolazione.
È poi un richiamo amoroso per tan­ti, tanti miei figli e dico loro:- Figli miei carissimi, non basta fare a parole l’atto di consacrazione al mio Cuore, ma occorre viverla nella vita pratica di ogni giorno, che significa imitare la vostra Mamma nel suo amore verso Dio, con fede e carità verso tutti i fratelli. Tante creature hanno dimenticato il comandamento di Gesù: «amatevi come io ho amato voi». E io vi supplico: amatevi come vi ama la vostra Mamma che vuole portarvi tutti al Cuore di Gesù. Siete miei cari figli, desidero condurvi tutti alla salvezza, alla gloria eterna. Il Figlio mio ha affidato al mio Cuore la missione di richiamare tutte le creature alla conversione, all’amore, alla preghiera e penitenza allo scopo di prepararle al trionfo del mio Cuore come avevo promesso a Fatima, per l’avvento del Regno di Gesù. Miei cari figli, non offendete più il Signore che è già tanto offeso, ma amatelo, riparate. Siete tutti fratelli, figli del Padre celeste, amatevi, amatevi a vicenda, state in pace con tutti.
Pace, pace, amore. Vi invito alla preghiera, pregate, pregate. Si prega troppo poco da tanti, pregate col cuore. Solo la preghiera con l’amore può vincere satana. Il mio nemico lavora per perdere le anime e trova tanti collaboratori; non permettete che vi seduca. Ha un esercito molto forte, vuole portarvi alla perdizione. Preghiera, fiducia, abbandono in Dio e nel mio Cuore. Figlioli miei, vi amo e per questo vengo a indicarvi la via dell’amore, della pace e della salvezza. Ascoltate la vostra Mamma, lasciatevi condurre per mano. Vi chiedo di offrire la vostra preghiera per coloro che sono sotto il dominio di satana perché si salvino. Dio ha creato tutte le creature per il Paradiso. Testimo­niate la fede con la vostra vita da veri figli di Dio, sacrifica­tevi per la salvezza dei peccatori. Vi ringrazio di tutto quello che farete per i fratelli lon­tani da Dio che rifiutano il suo amore: io sono con voi. In Cielo riceverete dal Padre il premio che vi è promesso. Miei cari figlioli, non abbiate paura di professare la vostra fede. Se pregate, satana non può nuocervi perché siete figli di Dio, che vi guarda con amore. Pregate, pregate, amatevi! Se il Rosario sarà sempre nelle vostre mani, sarà un segno per il demonio che apparte­nete a me. Non stancatevi di pregare col Rosario; sarà un’ar­ma potente per salvare l’umanità. Ascoltate la vostra Mamma che vi supplica: convertitevi, non offendete più il Signore. Tanti miei figli hanno perduto il senso del peccato, fe­riscono il mio Cuore. Ora è il tempo di convertirsi. Aiutatevi, vivete in pace da buoni fratelli in attesa del Signore che viene. Ascoltate il mio figlio prediletto, il beniamino del mio Cuore, il S. Padre, io stessa l’ho preparato per la sua missione, in questo momento. Amatelo, non amareggiate il suo cuore di Pastore, di Padre. A voi della Comunità cristiana affido il compito di farvi testimoni di fronte al mondo annunciando questa attesa del Signore. Vivete insieme con la vostra Mamma questo tempo, lasciatevi condurre, io guiderò i vostri passi incontro al Si­gnore, rifugiatevi nel mio Cuore Immacolato. Figlioli miei, lasciatevi amare dal Signore, non rifiutate il suo amore. Vivete la vostra consacrazione, siate pronti per il trionfo del suo Regno”.

 

Solo quarant’anni dopo si riesce a coniare la prima medaglia, appena Suor Chiara la riceve, Maria stessa le si manifesta e le da un ultimo messaggio rivolto a tutti i suoi figli:

 

“dono3Benedico questa medaglia, dono del mio Cuore, benedico tutti coloro che la porteranno addosso, sarò loro giuda, sostegno, conforto in vita, e nel momento della loro morte io stessa verrò a prenderli per presentarli a Gesù come fiori olezzanti, cresciuti nel mio Cuore Immacolato. Il Signore vuole che il mio Cuore sia più conosciuto, amato, invocato. (…) Figliolini miei, venite al Cuore della vostra Mamma che vi ama, vi aspetta per donarvi a Gesù. Il mio Cuore è la via più breve e più sicura per andare a Lui, e Lui, Gesù, è la via per andare al Padre. Siete tutti prediletti e amati dal Padre celeste che vi aspetta con le brac­cia aperte per donarvi il suo Regno e farvi felici in eterno. Siate strumenti docili nelle mani della vostra Mamma per salvare tutti i poveri peccatori che offendono il Cuore di Cristo e il mio Cuore Immacolato, però li voglio salvare. Gesù ha affidato al mio Cuore la missione di richiamare tutta l’umanità alla conversione, preghiera, amore, pace, pe­nitenza… È tanto tempo che vengo in mezzo a voi e vi parlo, vi esorto in nome di Cristo… ma quanti sono ancora quelli che non mi ascoltano?… Figliolini miei, pregate, pregate per i poveri peccatori! Quanti negano Dio!… Pretendono di fare un mondo migliore senza Dio! Voi, miei prediletti, formate un forte esercito, così uniti pregate… Pregate, solo la preghiera può salvare le anime. Dite spesso: Sacro Cuore di Gesù, venga il tuo Re­gno, venga per mezzo del Cuore Immacolato di Maria. Vedete come il Cuore di Gesù e il mio sono intimamente uniti da fare un Cuore solo.
Sì, io e Gesù siamo una cosa sola, i peccati che feriscono il suo Cuore, feriscono anche il mio. Quante spine per i pec­cati di tanti miei figli… ne sento tutto il dolore, ma
voglio salvarli a qualunque costo. Miei cari figliolini, aiutate la vostra Mamma a salvare i vostri fratelli, sono tutti figli cari al mio Cuore anche se non mi amano. Pregate, fate violenza al Cuore della Trinità perché nessuno vada perduto. Cristo è morto per tutti! Amate il S. Padre, il dolce Cristo in terra, il beniamino del mio Cuore. Ascoltatelo, state uniti a lui, sostenetelo con la preghiera, siate pronti a difenderlo, ha dei nemici che osta­colano l’opera sua, mentre avrebbero il dovere di collaborare con lui affinché venga il Regno di Cristo…
Pregate, pregate in modo particolare con la preghiera del cuore, nell’intimità con Dio, con Cristo, lasciate posto allo Spirito Santo che prega in voi e per voi. Pregate con il rosario, tenetelo stretto perché ha la forza per disarmare satana che lavora senza tregua per perdere le anime e trova tanti collaboratori. Solo la preghiera è potente, non stancatevi di pregare il mio Cuore Immacolato. Gesù ha affidato alla sua Mamma il potere di vincere il nemico che è satana e i suoi seguaci. Lui, il nemico, lavora per perdere le anime, io lavoro per salvarle e portarle tutte in cielo dove Gesù ha preparato un posto per tutti. Figliolini miei, chiedo la vostra collaborazione, aiutate la vostra Mamma, siate miei testimoni, testimoniate Cristo con la vostra vita. Amatevi, amatevi, state in pace con tutti, non abbiate paura, io sono con voi, confidate nel mio aiuto e vedrete che, nonostante la rabbia e gli sforzi del demonio, infine il mio Cuore trionferà, è volontà di Gesù! Figliolini miei, non temete, venite al mio Cuore, io vi accolgo tutti: solo qui, nel mio Cuore, siete al sicuro, vi di­fenderò come ho difeso il mio Gesù dalla perfidia di Erode che lo voleva uccidere… Vi ripeto, state uniti nell’amore vicen­devole e sarete vittoriosi. Vi assicuro che la vittoria sarà di Cristo e della vostra Mamma… La misericordia di Dio è infinita, è sempre pronto ad accogliere il peccatore pentito; anzi, la sua gioia è nel perdo­nare, e fa grande festa quando un peccatore torna pentito al Suo Cuore. Però, guai a coloro che rifiutano e insultano la sua misericordia!… Solo l’amore vincerà l’odio!… Desidero che questo mio invito sia manifestato ai miei figli, affinché vengano tutti a rifugiarsi nel mio Cuore per superare la prova…”

 

 

Innamorati di Maria 2014

 

Per
informazioni, per richiedere medaglie, immaginette o libretti, o per
segnalare grazie ricevute rivolgersi a:

Mons.
Luigi Molinari

viale Castagnetti 18, 29010
Pianello V.T. -PC-
tel: 0523 99 8180

 

Comitato Suor Chiara Scarabelli

via Mameli 8, 35020
Ponte S. Nicolò -PD-
tel: 049 718216

 

 

Lunedì dopo Pasqua: Madonna dell’Arco

Madonna dell’Arco

IdM-Buona giornata!

madonna dellarcoTra i tanti Santuari che costellano il territorio italiano, dedicati alla Madonna e fra i tanti titoli che le sono stati attribuiti nei secoli, ve n’è uno che la venera sotto il titolo di Madonna dell’Arco.
Il Santuario omonimo e il culto popolare tributatole fa parte dei tre maggiori poli della devozione mariana in Campania: Madonna del Rosario di Pompei, Madonna di Montevergine e Madonna dell’Arco.
L’inizio del culto è legato ad un episodio avvenuto verso la metà del XV secolo; era un lunedì di Pasqua, il giorno della cosiddetta “Pasquetta”, cioè la famosa gita fuori porta di una volta e nei pressi di Pomigliano d’Arco, alcuni giovani stavano giocando in un campetto a “palla a maglio”, oggi diremmo a bocce; ai margini del campetto sorgeva un’edicola sulla quale era dipinta una immagine della Madonna con il Bambino Gesù, ma più propriamente era dipinta sotto un arco di acquedotto; da questi archi vengono i nomi di Madonna dell’Arco e Pomigliano d’Arco.
Nello svolgersi del gioco, la palla finiva contro un vecchio tiglio, i cui rami ricoprivano in parte il muro affrescato, il giocatore che aveva sbagliato il colpo, in pratica perse la gara; al colmo dell’ira il giovane riprese la palla e bestemmiando la scagliava violentemente contro l’immagine sacra, colpendola sulla guancia che prese a sanguinare.
La notizia del miracolo si diffuse nella zona, arrivando fino al conte di Sarno, un nobile del luogo, con il compito di “giustiziere”; dietro il furore del popolo, il conte imbastì un processo contro il giovane bestemmiatore, condannandolo all’impiccagione.
La sentenza fu subito eseguita e il giovane venne impiccato al tiglio vicino all’edicola, che però due ore dopo ancora con il corpo penzolante, rinsecchì sotto lo sguardo della folla sbigottita.
Questo episodio miracoloso suscitò il culto alla Madonna dell’Arco, che si sparse subito in tutta l’Italia Meridionale; folle di fedeli accorsero verso il luogo del prodigio, per cui fu necessario costruire con le offerte dei fedeli, una cappella per proteggere la sacra immagine dalle intemperie.
Un secolo dopo il 2 aprile 1589, avvenne un secondo episodio prodigioso, era anche questa volta un lunedì dopo Pasqua, ormai consacrato alla festa della Madonna dell’Arco e una donna -certa Aurelia Del Prete- che dalla vicina S. Anastasia, oggi Comune a cui appartiene la zona di Madonna dell’Arco, si stava recando alla cappella per ringraziare la Madonna, sciogliendo così un voto fatto dal marito, guarito da una grave malattia agli occhi.
Mentre avanzava lentamente nella folla dei fedeli, le scappò di mano un porcellino che aveva acquistato alla fiera, nel cercare di prenderlo, sfuggente fra le gambe della gente, ebbe una reazione inconsulta, giunta davanti alla chiesetta, gettò a terra l’ex voto del marito, lo calpestò maledicendo la sacra immagine, chi l’aveva dipinta e chi la venerava.
La folla inorridì, il marito cercò invano di fermarla, minacciandole la caduta dei piedi, con i quali aveva profanato il voto alla Madonna; le sue parole furono profetiche, la sventurata cominciò ad avere dolori atroci ai piedi che si gonfiavano e annerivano a vista d’occhio.
Nella notte tra il 20 e 21 aprile 1590, notte di venerdì santo, “senza più dolore e senza una goccia di sangue” si staccò di netto un piede e durante il giorno anche l’altro. I piedi furono esposti in una gabbietta di ferro e ancora oggi sono visibili nel Santuario, perché la grande risonanza dell’avvenimento, fece affluire una grande folla di pellegrini, devoti, curiosi, che volevano vederli; con loro arrivarono le offerte, si rese necessario costruire una grande chiesa, di cui fu nominato rettore s. Giovanni Leonardi da parte del papa Clemente VIII.
Il 1° maggio 1593 fu posta la prima pietra dell’attuale Santuario e già dall’anno seguente subentrarono a gestirlo e lo sono tuttora, i padri Domenicani. Il tempio sorse tutto intorno alla cappellina della Madonna, la quale fu anch’essa restaurata ed abbellita con marmi, nel 1621; l’immagine dopo questi lavori, fu in parte coperta da un marmo, per cui per tutto questo tempo è rimasta visibile solo la parte superiore dell’affresco, il mezzo busto della Madonna e del Bambino; recentissimi lavori hanno riportato alla luce e alla venerazione dei fedeli l’intera immagine.
Vari prodigi si sono ripetuti intorno alla sacra effige, che riprese a sanguinare nel 1638 per diversi giorni, nel 1675 la si vide circondata da stelle, fenomeno osservato anche dal papa Benedetto XIII.
Il Santuario raccoglie nelle sue sale e sulle pareti, migliaia di ex voto d’argento, ma soprattutto migliaia di tavolette votive dipinte, rappresentanti i miracoli ricevuti dagli offerenti, che costituiscono oltre la testimonianza della devozione, una interessantissima carrellata storica e di costume dei secoli trascorsi.
Il culto della Madonna dell’Arco è sostenuto da antica devozione popolare, propagata da Associazioni laicali, sparse in tutta la zona campana, ma soprattutto napoletana, i suoi componenti si chiamano “battenti” o “fujenti” cioè coloro che fuggono, corrono; le Compagnie di questi devoti sono dette “paranze” e hanno un’organizzazione con sedi, presidenti, tesorieri, portabandiera e soci.
Hanno bandiere, labari, vestono di bianco, uomini, donne e bambini, con una fascia rossa e blu a tracolla, che li caratterizza. Organizzano pellegrinaggi, di solito il lunedì dell’Angelo, che partendo dai vari luoghi dove hanno sede, portano dei simulacri a spalla abbastanza grandi da impiegare trenta, quaranta uomini e sempre tutti a piedi e a volta di corsa, percorrono molti km per convergere al Santuario, molti sono a piedi nudi; lungo la strada si raccolgono offerte per il Santuario, cosa che fanno già da un paio di mesi prima, girando a gruppi con bandiere, banda musicale e vestiti devozionali per i rioni, quartieri e strade di città e paesi.
Ma se il Santuario con l’annesso grandioso convento dei Domenicani è il centro del culto, in molte strade ed angoli di Napoli e dei paesi campani, sono sorte cappelline, edicole, chiese dedicate alla Madonna dell’Arco, che ognuno si fa carico di custodire, accudire e abbellire, così da continuare la devozione tutto l’anno e vicino alla propria casa.

 

PREGHIERA

madonna dellarco2

O Maria, accoglimi sotto il Tuo Arco potente e proteggimi!

Invocata con questo titolo da oltre cinque secoli, Tu spieghi aperto e solenne l’affetto di Madre,

la potenza e la misericordia di Regina verso gli afflitti.

Io, pieno di fede, così ti invoco:

amami come Madre, proteggimi come Regina,

solleva i miei dolori, o Misericordiosa!

Ave, Ave, Maria!

Santa Maria dell’Arco, prega per noi!
per maggiori informazioni: http://www.madonnadellarco.it

 

 

Apparizione di Gesù Risorto alla Madonna

 

 

 

Apparizione di Gesù Risorto alla Madonna

Innamorati di Maria / IdM-Famiglia

risorto

Il Vangelo non fa nessun accenno all’apparizione di Gesù risorto alla Madonna. Tuttavia è consenso unanime dei Santi Padri della Chiesa e comune opinione dei Teologi e dei fedeli che Gesù, appena risuscitato, sia apparso, prima che ad ogni altro, alla sua Santissima Madre. Sant’Ambrogio afferma che «Maria fu la prima nel vedere e la prima nel credere alla Risurrezione «di Cristo» (De Virg, 1, 3). «Maria – scrive San Bernardo – prima fra tutti, vide il Signore risuscitato » (Sermo de Resurr. Dom.). La stessa cosa testimoniano tanti altri Santi e Dottori della Chiesa.L’apparizione di Cristo risorto alla sua Santa Madre la possiamo provare soltanto con ragioni di convenienza. Era conveniente che Gesù manifestasse alla Madonna la gioia della sua risurrezione:

– per il grande amore che portava la Vergine a Gesù in qualità di Madre e di discepola fedele;

– per il tenerissimo e filiale affetto di Gesù verso di Lei;

– per un giusto compenso ai tanti dolori sofferti durante la Passione e Morte di Gesù;

– come premio della sua fede e costanza nel credere contro ogni dubbio alla risurrezione del Figlio.


Maria e le apparizioni di Cristo risorto

Papa Giovanni Paolo II,
Udienza Generale, Mercoledì 21 maggio 1997

 

1. […] I Vangeli riportano diverse apparizioni del Risorto, ma non l’incontro di Gesù con sua Madre. Questo silenzio non deve portare a concludere che dopo la Resurrezione Cristo non sia apparso a Maria; ci invita invece a ricercare i motivi di una tale scelta da parte degli evangelisti.

Ipotizzando una “omissione”, essa potrebbe essere attribuita al fatto che quanto è necessario per la nostra conoscenza salvifica è affidato alla parola di “testimoni prescelti da Dio” (At 10,41), cioè agli Apostoli, i quali “con grande forza” hanno reso testimonianza della risurrezione del Signore Gesù (cfr At 4,33). Prima che a loro, il Risorto è apparso ad alcune donne fedeli a motivo della loro funzione ecclesiale: “Andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno” (Mt 28,10).

Se gli autori del Nuovo Testamento non parlano dell’incontro della Madre con il Figlio risorto, ciò è, forse, attribuibile al fatto che una simile testimonianza avrebbe potuto essere considerata, da parte di coloro che negavano la resurrezione del Signore, troppo interessata, e quindi non degna di fede.

 

2. I Vangeli, inoltre, riferiscono un piccolo numero di apparizioni di Gesù risorto, e non certo il resoconto completo di quanto accadde nei quaranta giorni dopo la Pasqua. San Paolo ricorda un’apparizione “a più di cinquecento fratelli in una sola volta”(1 Cor 15,6). Come giustificare che un fatto noto a molti non sia riferito dagli Evangelisti, nonostante la sua eccezionalità? E’ segno evidente che altre apparizioni del Risorto, pur essendo nel novero dei fatti avvenuti e notori, non sono state riportate.

La Vergine, presente nella prima comunità dei discepoli (cfr At 1,14), come potrebbe essere stata esclusa dal numero di coloro che hanno incontrato il suo divin Figlio risuscitato dai morti?

 

3. E’ anzi legittimo pensare che verosimilmente la Madre sia stata la prima persona a cui Gesù risorto è apparso. L’assenza di Maria dal gruppo delle donne che all’alba si reca al sepolcro (cfr Mc 16,1; Mt 28,1), non potrebbe forse costituire un indizio del fatto che Ella aveva già incontrato Gesù? Questa deduzione troverebbe conferma anche nel dato che le prime testimoni della resurrezione, per volere di Gesù, sono state le donne, le quali erano rimaste fedeli ai piedi della Croce, e quindi più salde nella fede.

Ad una di loro, Maria Maddalena, infatti, il Risorto affida il messaggio da trasmettere agli Apostoli (cfr Gv 20,17-18). Anche questo elemento consente forse di pensare a Gesù che si mostra prima a sua Madre, Colei che è rimasta la più fedele e nella prova ha conservato integra la fede.

Infine, il carattere unico e speciale della presenza della Vergine sul Calvario e la sua perfetta unione con il Figlio nella sofferenza della Croce, sembrano postulare una sua particolarissima partecipazione al mistero della risurrezione.

Un autore del secolo quinto, Sedulio, sostiene che Cristo si è mostrato nello splendore della vita risorta innanzitutto alla propria Madre. Infatti, Colei che nell’Annunciazione era stata la via del suo ingresso nel mondo era chiamata a diffondere la meravigliosa notizia della risurrezione, per farsi annunziatrice della sua gloriosa venuta. Inondata così dalla gloria del risorto, Ella anticipa lo “sfolgorio” della Chiesa (cfr Sedulio, Carmen Pascale, 5,357-364, CSEL 10, 140s).

 

4. Essendo immagine e modello della Chiesa, che attende il Risorto e che nel gruppo dei discepoli lo incontra durante la apparizioni pasquali, sembra ragionevole pensare che Maria abbia avuto un contatto personale col Figlio risorto, per godere anche lei della pienezza della gioia pasquale.

Presente sul Calvario durante il Venerdì Santo (cfr Gv 19,25) e nel Cenacolo a Pentecoste (cfr At 1,14), la Vergine Santissima è probabilmente stata testimone privilegiata anche della risurrezione di Cristo, completando in tal modo la sua partecipazione a tutti i momenti essenziali del Mistero pasquale. Accogliendo Gesù risorto, Maria è inoltre segno ed anticipazione dell’umanità, che spera nel raggiungimento della sua piena realizzazione mediante la risurrezione dai morti.

Nel tempo pasquale la comunità cristiana, rivolgendosi alla Madre del Signore, la invita a gioire: “Regina Coeli, laetare. Alleluja!”, “Regina del cielo, rallegrati. Alleluja!”. Ricorda così la gioia di Maria per la risurrezione di Gesù, prolungando nel tempo il “rallegrati” rivoltole dall’Angelo nell’annunciazione, perché divenisse “causa di gioia” per l’intera umanità.

 

Il Signore Gesù è risorto! Alleluja!

 

 

 

Il Signore Gesù è risorto!
Alleluja!!

Innamorati di Maria / IdM-Famiglia

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Con grande gioia vi auguriamo una santa Pasqua di Risurrezione!
Fratelli e Sorelle carissimi,
la Parola e il Pane dell’Eucaristia,
mistero e dono della Pasqua,
restano nei secoli come memoria perenne
della passione, morte e risurrezione di Cristo!
Anche noi oggi, Pasqua di Risurrezione,
con tutti i cristiani del mondo ripetiamo:
Gesù, crocifisso e risorto, rimani con noi!
Resta con noi, amico fedele e sicuro sostegno
dell’umanità in cammino sulle strade del tempo!
Tu, Parola vivente del Padre,
infondi fiducia e speranza in quanti cercano
il senso vero della loro esistenza.
Tu, Pane di vita eterna, nutri l’uomo
affamato di verità, di libertà, di giustizia e di pace.

Giovanni Paolo II – Urbi et Orbi 2005

Uniamoci alla gioia della nostra Mamma Celeste!
da tutto lo Staff “Innamorati di Maria”

Sabato santo

 

 

Sabato santo

Innamorati di Maria / IdM-Famiglia

Sabato santo: giorno di silenzio e di conversione

“Ognuno di noi può unirsi al silenzio della Chiesa. Nel considerare che siamo responsabili di questa morte, ci sforzeremo affinché tacciano le nostre passioni, le nostre ribellioni, tutto ciò che ci allontana da Dio…”
Parole di mons. Javier Echevarría, prelato dell’Opus Dei

 

Oggi nella Chiesa è un giorno di silenzio: Cristo giace nel sepolcro e la Chiesa medita, ammirata, ciò che Nostro Signore ha fatto per noi. Taci, per imparare dal Maestro, contemplando il suo corpo disfatto.
Ognuno di noi può unirsi al silenzio della Chiesa. Nel considerare che siamo responsabili di questa morte, ci sforzeremo affinché tacciano le nostre passioni, le nostre ribellioni, tutto ciò che ci allontana da Dio. Ma senza stare passivi: è una grazia che Dio ci concede quando gliela chiediamo davanti al Corpo morto di suo Figlio, quando ci impegniamo a togliere tutto ciò che ci allontana da Lui.
Il Sabato Santo non è una giornata triste. Il Signore ha sconfitto il demonio e il peccato e tra poche ore vincerà anche la morte con la sua gloriosa Risurrezione. Ci ha riconciliato con il Padre celeste: ora siamo figli di Dio! È necessario fare propositi di gratitudine, avere la certezza che supereremo tutti gli ostacoli, di qualsiasi tipo siano, se ci manterremo ben uniti a Gesù con l’orazione e con i sacramenti.
Il mondo ha fame di Dio, anche se certe volte non lo sa. Le persone desiderano ascoltare questa realtà gioiosa – l’incontro con il Signore -, e questo è il compito di noi cristiani. Dobbiamo avere il coraggio di due uomini – Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea -, che durante la vita di Gesù mostrarono rispetti umani, ma al momento decisivo osarono chiedere a Pilato il corpo morto di Gesù per dargli sepoltura. Oppure quello delle sante donne che, quando Cristo è ormai un cadavere, comprano aromi e vanno a imbalsamarlo, senza paura dei soldati che custodivano il sepolcro.
Nell’ora della sbandata generale, quando tutti si sono sentiti in diritto di insultare, deridere e beffarsi di Gesù, essi vanno a dire: dateci quel Corpo, che ci appartiene. Con quale cura lo avranno fatto discendere dalla Croce e avranno osservato le sue Piaghe! Chiediamo perdono e diciamo, con parole di san Josemaría Escrivá: Andrò con loro ai piedi della Croce, mi stringerò al Corpo freddo, cadavere di Cristo, con il fuoco del mio amore…, lo schioderò con le mie riparazioni e le mie mortificazioni…, lo avvolgerò nel lenzuolo nuovo della mia vita limpida e lo seppellirò nel mio petto di roccia viva, da dove nessuno me lo potrà togliere, e lì, Signore, riposa!
Si capisce bene perché hanno posato il corpo morto del Figlio nelle braccia della Madre, prima di dargli sepoltura. Maria era l’unica creatura capace di dirgli che capisce perfettamente il suo Amore per gli uomini, perché non è stata Lei la causa di quei dolori. La Vergine Purissima parla per noi; ma parla per farci reagire, perché proviamo il suo dolore, divenuto una sola cosa con il dolore di Cristo.
Ricaviamone propositi di conversione e di apostolato, di una maggiore identificazione con Cristo, completamente a servizio delle anime. Chiediamo al Signore di trasmetterci l’efficacia salvifica della sua Passione e della sua Morte. Consideriamo il panorama che si presenta ai nostri occhi. La gente che ci sta intorno si aspetta che noi cristiani facciamo scoprire loro le meraviglie dell’incontro con Dio. È necessario che questa Settimana Santa – e poi tutti i giorni – sia per noi un salto di qualità, un modo di dire al Signore di entrare completamente nella nostra vita. Dobbiamo comunicare a molte persone la Vita nuova che Cristo ci ha ottenuto con la Redenzione.
Incidiamo bene nella nostra memoria le scene della Passione e Morte di nostro Signore. Conserviamole nel cuore. E nell’ora della prova, della sofferenza, della difficoltà, pensiamo che Gesù ha trionfato definitivamente: aspetta solo che lo seguiamo, che lo amiamo, che ci identifichiamo con Lui, passando, come Lui, attraverso il sacrificio.
Ricorriamo a Santa Maria: Vergine della Solitudine, Madre di Dio e Madre nostra, aiutaci a comprendere – scrive san Josemaría Escrivá – che dobbiamo fare diventare vita nostra la vita e la morte di Cristo. Morire con la mortificazione e la penitenza, affinché Cristo viva in noi grazie all’Amore. Seguire poi i passi di Cristo, col desiderio di corredimere tutte le anime. Dare la vita per gli altri. Solo così si vive la vita di Gesù Cristo e diventiamo una sola cosa con Lui.

26 marzo: Coniugi Martin, genitori di Santa Teresa di Gesù Bambino

 

 

CONIUGI MARTIN

IdM-Buona giornata!
Il 26 Marzo si ricordano i Beati Coniugi Martin,
genitori di Santa Teresa di Gesù Bambino
Genitori S. Teresina 2
Luigi Stanislao Martin (1823-94) e Zelia Maria Guérin (1831-77)
genitori di Santa Teresa di Gesù Bambino, sono stati dichiarati «Venerabili», riconoscendo le loro «virtù eroiche», da SS Giovanni Paolo II il 26 marzo 1994 e successivamenti dichiarati “Beati”: A portarli sull’altare, l’inspiegabile guarigione, avvenuta nel 2002 a Milano, da una grave malformazione congenita di un neonato.

Sulla scia della Famiglia di Nazareth i coniugi Martin hanno fatto della loro vita coniugale una continua offerta a Dio!!! Pur sentendo inizialmente nel loro animo il richiamo alla vita religiosa, videro svanire i loro propositi e si sposarono il 13 Luglio 1958. Ebbero ben 9 figli di cui 4, due maschi e due femmine morirono in tenera età e gli altri 5 (tutte femmine) scelsero il Carmelo. Santa Teresina era la più piccola. Come si può notare le Famiglie sante … esistono !!! In un mondo in cui predominano separazioni e divorzi, famiglie sfasciate ancor prima che si costituiscano, … la famiglia Martin dovrebbe essere presa ad esempio !!! Inoltre se ben 5 dei loro figli scelsero la vita consacrata vuol dire che loro per primi fecero respirare in famiglia “aria di Dio” !!! La loro vita santa è un’ennesima dimostrazione di come basta dire “SI'” a Dio, sull’esempio della Nostra Mamma durante la Santa Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele, che Dio opererà grandi cose !!! Come sarebbe bello che ogni nuova vocazione nascente trovasse nei genitori il pieno accoglimento, come gioirebbero la Nostra Mamma ed il Nostro Papà se in ogni famiglia i figli potessero dire dei loro genitori quello che ha detto Santa Teresina “Il Buon Dio mi ha dato un padre e una madre più degni del Cielo che della terra”.

Vi allego sotto una preghiera-novena ai “Beati” coniugi Martin con l’augurio che per loro intercessione aumentino le famiglie cristiane e possano nascere sempre più vocazioni nel cuore dei singoli focolari domestici. In Gesù e Maria. Vera

Preghiera per ottenere grazie attraverso l’intercessione dei Beati Louis e Zelie Martin e per la loro glorificazione:

Dio nostro Padre,
io ti ringrazio
di averci donato Luigi Martin e Zelia Guérin,
nell’unità e fedeltà del matrimonio,
ci hanno offerto la testimonianza di una vita cristiana esemplare,
compiendo i loro doveri quotidiani secondo lo spirito del Vangelo.
A
llevando una numerosa famiglia,
attraverso le prove, i lutti e le sofferenze,
hanno manifestato la loro fiducia in te
ed aderito generosamente alla tua volontà.
Signore,
facci conoscere i tuoi disegni a loro riguardo,
e accordami la grazia che ti chiedo,
nella speranza che il padre e la madre
di santa Teresa di Gesù Bambino
possano un giorno essere proposti dalla Chiesa come modello alle famiglie del nostro tempo.
Amen