Archivio | maggio 2016

E’ l’ultimo giorno di maggio!

mamma celeste


E’ l’ultimo giorno di maggio!

Preghiamo l’Atto di consacrazione a Cristo per mezzo di Maria del Santo di Montfort. A confermare la nostra consacrazione offriamo la partecipazione della Santa Messa per questa intenzione, e, durante la Comunione al Corpo e Sangue del Signore, invochiamo e ringraziamo la Spirito Santo per averci guidato in questo cammino, per averci preparato a tale consacrazione, e pronunciamo con tutto il cuore una formula di consacrazione alla Madonna che lo Spirito ci suggerirà.

Con la gioia nel cuore cantiamo infine insieme a Maria il “Magnificat”ringraziando il Signore per le grandi cose che in noi ha fatto, fa e farà!Ogni nostra parola, azione, ogni pensiero, nella consacrazione a Maria, sarà nella piena libertà e nella perfetta adesione alla Volontà di Dio.Come Maria. Per essere tutti suoi. Per sempre. A lode e gloria di Dio.

ATTO DI CONSACRAZIONE TOTALE A MARIA
( Luigi Maria Grignon di Monfort )

Consapevole della mia vocazione cristiana,

io rinnovo oggi nelle tue mani, o Maria,

gli impegni del mio Battesimo.

Rinuncio a Satana, alle sue seduzioni,

alle sue opere, e mi consacro a GESU’ Cristo

per portare con Lui la mia croce nella fedeltà

di ogni giorno alla volontà del PADRE.

Alla presenza di tutta la Chiesa

ti riconosco per mia Madre e Sovrana.

A te offro la mia persona, la mia vita e

il valore delle mie buone opere,
passate, presenti e future.

Disponi di me e di quanto mi appartiene
alla maggior gloria di Dio,

nel tempo e nell’eternità.

Amen!

“Magnificat”

«L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi.
Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre».

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La potenza del S. Rosario 6


Il Rosario salva il Brasile dal comunismo 1962-1964


“Cari figli! Tutte le preghiere che dite alla sera nelle vostre case siano per la conversione dei peccatori, perché il mondo si trova in grande peccato. Pregate il Rosario ogni sera.”
Messaggio del 8 ottobre 1984

rosario

Erano anni bui: il mondo era in uno stato di paura e confusione, la Russia stava cercando di farsi strada nel convertire quanti più paesi possibile al suo dominio. Nazioni impoverite, con governi corrotti e in subbuglio erano facili bersagli. Cuba era appena caduta in mani ai sovietici, e il Brasile nei loro piani avrebbe dovuto essere la loro prossima conquista. L’allora presidente Joao Goulart, stava fortemente spingendo per una forma di governo comunista. Iniziò a insediare noti comunisti in posizioni governative e allo stesso tempo cercava di convincere i cittadini che il comunismo era una buona cosa per il paese .

Con il cattolicesimo ancora forte nel Paese, il Cardinale de Barros Camara fece alla gente un discorso radiofonico. Disse che seguendo i consigli della Madonna di Fatima in materia di preghiera e di penitenza, il Brasile avrebbe potuto rovesciare la minaccia comunista. Il presidente Goulart gli rispose deridendo il rosario e dicendo che il governo avrebbe salvato l’economia dal collasso, non la preghiera.

Una donna brasiliana di nome Dona Amelia Bastos era molto preoccupata per questo pericolo imminente. Suo marito apparteneva a un gruppo di uomini chiamati “anti-rossi”, che si opponevano al comunismo in Brasile. Una notte Dona Amelia decise che anche lei avrebbe dovuto fare qualcosa. Formò subito un gruppo chiamato “campagna delle donne per la democrazia” (CAMDE) e iniziò a reclutare quante più persone possibili per pregare il rosario in grandi gruppi, per contrastare il piano di conquista comunista.
Grazie a lei, in una città chiamata Belo Horizonte un gruppo di 20.000 donne recitarono il rosario ad alta voce riuscendo a disperdere un raduno pro-comunismo. Il successo di questa protesta pacifica fornì l’ impulso per le donne cattoliche di andare avanti.

Con l’aiuto del cielo e del cardinale arcivescovo de Barros Camara, Dona Amelia reclutò l’ incredibile numero di 600.000 donne che sfilarono a San Paolo per pregare il rosario per la pace, chiedendo alla Madre di Dio di preservarle dal destino e dalle sofferenze delle donne martiri di Cuba, Polonia, Ungheria e altre nazioni asservite.
Leone Brizola, un importante policito comunista, non riuscì a fare il suo intervento previsto, sventato dal tintinnio di 3000 rosari e il mormorio delle preghiere nella sala del comizio.
Non una sola vita fu persa in questa incredibile serie di proteste anti-comuniste pacifiche, una campagna descritta da molti testimoni come “una delle manifestazioni più commoventi nella storia brasiliana.” Molti altri raduni del rosario si tennero nelle principali città, nonostante le minacce di azioni militari contro le donne col rosario.
Sotto questa pressione, il 1 aprile 1964 il presidente Goulart lasciò il paese, insieme a molti membri del governo .

Preghiamo il rosario per proteggere anche il nostro paese dalla corruzione e dalle leggi anti cristiane!

Visitazione della Beata Vergine Maria

Visitazione della Beata Vergine Maria
IdM-Buona giornata!

vaisitazDopo l’annuncio dell’Angelo, Maria si mette in viaggio (“frettolosamente” dice S. Luca) per far visita alla cugina Elisabetta e prestarle servizio. Aggregandosi probabilmente ad una carovana di pellegrini che si recano a Gerusalemme, attraversa la Samaria e raggiunge Ain-Karim, in Giudea, dove abita la famiglia di Zaccaria. E’ facile immaginare quali sentimenti pervadano il suo animo alla meditazione del mistero annunciatole dall’angelo. Sono sentimenti di umile riconoscenza verso la grandezza e la bontà di Dio, che Maria esprimerà alla presenza della cugina con l’inno del Magnificat, l’espressione “dell’amore gioioso che canta e loda l’amato(S. Bernardino da Siena): “La mia anima esalta il Signore, e trasale di gioia il mio spirito…“. La presenza del Verbo incarnato in Maria è causa di grazia per Elisabetta che, ispirata, avverte i grandi misteri operanti nella giovane cugina, la sua dignità di Madre di Dio, la sua fede nella parola divina e la santificazione del precursore, che esulta di gioia nel seno della madre. Maria rimane presso Elisabetta fino alla nascita di Giovanni Battista, attendendo probabilmente altri otto giorni per il rito dell’imposizione del nome. Accettando questo computo del periodo trascorso presso la cugina Elisabetta, la festa della Visitazione, di origine francescana (i frati minori la celebravano già nel 1263), veniva celebrata il 2 luglio, cioè al termine della visita di Maria. Sarebbe stato più logico collocarne la memoria dopo il 25 marzo, festa dell’Annunciazione, ma si volle evitare che cadesse nel periodo quaresimale. La festa venne poi estesa a tutta la Chiesa latina da papa Urbano VI per propiziare con la intercessione di Maria la pace e l’unità dei cristiani divisi dal grande scisma di Occidente. Il sinodo di Basilea, nella sessione del 10 luglio 1441, confermò la festività della Visitazione, dapprima non accettata dagli Stati che parteggiavano per l’antipapa. L’attuale calendario liturgico, non tenendo conto della cronologia suggerita dall’episodio evangelico, ha abbandonato la data tradizionale del 2 luglio (anticamente la Visitazione veniva commemorata anche in altre date) per fissarne la memoria all’ultimo giorno di maggio, quale coronamento del mese che la devozione popolare consacra al culto particolare della Vergine. “Nell’Incarnazione – commentava S. Francesco di SalesMaria si umilia confessando di essere la serva del Signore… Ma Maria non si indugia ad umiliarsi davanti a Dio perchè sa che carità e umiltà non sono perfette se non passano da Dio al prossimo. Non è possibile amare Dio che non vediamo, se non amiamo gli uomini che vediamo. Questa parte si compie nella Visitazione“.

Celebrazione Mariana per la conclusione del mese di Maggio in Vaticano – 31 Maggio 2000 –

gp2 Carissimi Fratelli e Sorelle!E’ sempre suggestivo questo momento di fede e di devoto omaggio a Maria, che conclude il mese di maggio, mese mariano. Avete recitato il Santo Rosario camminando verso questa Grotta di Lourdes, che si trova al centro dei Giardini Vaticani. Qui, davanti all’immagine della Vergine Immacolata, avete deposto nelle sue mani le vostre intenzioni di preghiera, meditando sul mistero che oggi si celebra: la Visitazione di Maria a Santa Elisabetta. In questo avvenimento, narrato dall’evangelista Luca, traspare una più profonda “visitazione”: quella di Dio al suo popolo, salutata dall’esultanza del piccolo Giovanni – il più grande tra i nati di donna (cfr Mt 11,11) – fin dal grembo della madre. Il mese mariano si conclude così nel segno del gaudio – secondo mistero “gaudioso” – nel segno cioè della gioia, del giubilo. “Magnificat anima mea Dominum / et exultavit spiritus meus in Deo salutari meo(Lc 1,46-47). Così canta la Vergine di Nazaret, che contempla il trionfo della divina misericordia. In Lei prorompe l’intima esultanza per i disegni di Dio, il Quale predilige gli umili e i piccoli e li colma dei suoi beni. E’ questo il giubilo nello Spirito Santo, che farà esultare il cuore stesso del Redentore, commosso perché al Padre piace rivelare ai piccoli i misteri del Regno dei cieli. “Magnificat anima mea Dominum! ” Così cantiamo anche noi questa sera, con l’animo colmo di riconoscenza verso Dio. Lo ringraziamo perché in questo mese di maggio del Grande Giubileo, ci ha dato modo di sperimentare con speciale intensità la presenza della Madre del Redentore, presenza assidua e orante, come nella prima Comunità di Gerusalemme. Possa il suo cantico di lode diventare quello di ogni anima cristiana per il grande mistero dell’amore di Dio, che, in Cristo, “ha visitato e redento il suo popolo! (Lc 1,68) E’ questo il mio augurio, al termine del mese mariano ed in questa vigilia dell’Ascensione di Gesù, che ci invita a volgere lo sguardo verso il Cielo, dove Egli ci attende, assiso alla destra del Padre. Ritornando nelle vostre case, portate la gioia di quest’incontro e mantenete fisso lo sguardo dell’animo su Gesù, nella speranza di poter essere un giorno con Lui, uniti nella stessa gloria. Vi accompagni Maria con materna sollecitudine nel vostro cammino! Con questi sentimenti, imparto di cuore la Benedizione Apostolica a voi tutti qui presenti ed ai vostri cari.

Giovanni Paolo II

La potenza del S. Rosario 5


“Per ricompensarti del piccolo servizio che mi hai reso portando la corona…”


“Cari figli, oggi come mai prima vi invito alla preghiera. Che la vostra preghiera sia preghiera per la pace. Satana é forte e desidera distruggere non solo la vita umana ma anche la natura e il pianeta su cui vivete. Perciò, cari figli, pregate per poter essere protetti attraverso la preghiera con la benedizione della pace di Dio. Dio mi ha mandato tra voi per aiutarvi. Se volete, afferrate il Rosario; già solo il Rosario può fare i miracoli nel mondo e nella vostra vita. Io vi benedico e rimango con voi finché Dio lo vuole. Grazie perché non tradirete la mia presenza qui. Grazie perché la vostra risposta serve al bene e alla pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
Messaggio del 25 gennaio 1991

rosario
Alfonso, re di Léon e di Galizia, desiderando che i suoi domestici onorassero la Vergine santa col Rosario, pensò bene di portare al fianco una grossa corona per incitarli con il suo esempio, senza ch’egli, tuttavia, si obbligasse a recitarlo; in tal modo indusse tutti i componenti la corte a recitarlo devotamente. Il re si ammalò e giunse agli estremi. Lo si credeva già morto, ed invece era semplicemente rapito in estasi e portato davanti al tribunale di Gesù Cristo. Vide i demoni che l’accusavano di tutti i delitti che aveva commesso; il divin Giudice era già sul punto di condannarlo alla pena eterna, quando la Vergine intervenne presso il Figlio per intercedere in favore del re. Si prese allora una bilancia, si buttarono su un piatto tutti i peccati del re; la Madonna gettò sull’altro piatto il grosso Rosario che Alfonso aveva portato per onorarla, vi aggiunse i Rosari che, dietro il suo esempio, aveva fatto recitare. Tutto questo pesò più dei peccati; ed allora la Vergine gli disse guardandolo benignamente: “Per ricompensarti del piccolo servizio che mi hai reso portando la corona, ti ho ottenuto da mio Figlio di vivere ancora per alcuni anni, Impiegali bene e fai penitenza”.
Ritornato in sé il re esclamò: “O benedetto Rosario della Vergine, al quale devo di essere sfuggito dalla dannazione eterna!”. E dopo aver riacquistato la salute, fu sempre devoto del Rosario che recitò ogni giorno.
Che i devoti della Vergine santa si studino di attirare il maggior numero possibile di fedeli nella recita del santo Rosario, ad esempio di questo re; godranno dei suoi favori quaggiù e la vita eterna. “Chi mi mette in luce avrà la vita eterna” (Sir 24,31).

Ss. Corpo e Sangue di Cristo

Ss. Corpo e Sangue di Cristo
IdM-Buona giornata!

corpus domini

La celebrazione della solennità del “Corpo e Sangue di Cristo”, introdotta da papa Urbano IV nel 1264, è per noi oggi motivo di riflessione, di lode e ringraziamento e di profonda adorazione e contemplazione.

È tornare con il cuore e la mente alle radici del nostro essere Chiesa, del nostro vivere e del nostro morire. È tuffarci in modo tutto particolare nelle sorgenti della salvezza. Ad ogni Celebrazione Eucaristica è il Signore che viene a noi e ci raduna come popolo perché, “in festosa assemblea celebriamo il sacramento pasquale del suo Corpo e del suo Sangue”. Egli è l’unico, sommo ed eterno sacerdote che per noi diviene offerta sull’altare della croce e che a noi si offre oggi “in apparenza umile(S. Francesco).

Il pane e il vino, che per le mani del sacerdote diverranno il Corpo e il Sangue del Signore, sono il segno di un Dio che mai si stanca di incarnarsi per essere accanto all’uomo. Egli “ogni giorno si umilia, come quando dalla sede regale discese nel grembo della Vergine; ogni giorno viene a noi in apparenza umile; ogni giorno discende dal seno del Padre sopra l’altare nelle mani del sacerdote”. E’ il mistero dell’incarnazione che si rinnova ad ogni celebrazione. È mistero d’amore che rinnova il sacrificio di Cristo contemplato e celebrato dalla Chiesa nel Triduo Pasquale.

La solennità odierna, è bene ricordarlo, riunisce le due antiche celebrazioni del “Corpo di Cristo” e del “Preziosissimo Sangue“.

Per cogliere che cosa sia l’Eucaristia, è necessario riferirsi al gesto fondante di Gesù Cristo; Gesù Cristo ha voluto un gesto semplice: durante un pasto, ha preso del pane e del vino. È finito il culto grandioso dell’Antico Testamento con i suoi sacrifici spettacolari. Gesù ha preso quanto c’era di più ordinario per restare alla portata di tutti … “per molti”…

Gesù Cristo ha inteso fare un gesto d’amore: in questo pane che è il suo corpo, in questo vino che è il suo sangue, egli dona se stesso. Si darà sulla croce fino alla fine; ma la sera del Giovedì Santo ha concentrato tutto il suo amore nel suo Corpo e nel suo Sangue… L’Eucaristia può essere compresa soltanto nell’amore. Gesù Cristo ha inteso fare un gesto di offerta, ha istituito l’Eucaristia perché questi avvenimenti salvifici non rimanessero imprigionati nella storia, ma fossero presenti a tutti gli uomini di ogni tempo. Gesù Cristo ci trascina così nel movimento del suo dono; egli continua in mezzo a noi, attraverso di noi e con noi, a offrirsi al Padre: “Egli volle perpetuare nei secoli il memoriale della sua passione”.

Onoriamo e adoriamo oggi il “Corpo del Signore”, spezzato e donato per la salvezza di tutti gli uomini, fatto cibo per sostenere la nostra “vita nello Spirito”. Gesù ha moltiplicato i pani e i pesci per nutrire la folla che lo seguiva: il cibo fisico agisce in me anche quando non ci penso, anche quando dormo si trasforma in carne, sangue, energie vitali.

Il cibo spirituale è diverso: è efficace se io collaboro con Cristo, che vuole trasformare la mia vita nella sua. L’Eucaristia è la festa della fede, stimola e rafforza la fede.

Se guardo a me stesso, mi trovo sempre piccolo, imperfetto, peccatore, pieno di limiti. Eppure Dio mi ama, come ama tutti gli uomini, fino a farsi nostro cibo e bevanda per comunicarci la sua vita divina, farci vivere la sua vita di amore.

L’Eucaristia non è credibile se rimane un rito, il ricordo di un fatto successo duemila anni fa. È invece una “scuola di vita”, una proposta di amore che coinvolge tutta la mia vita: deve rendermi disponibile ad amare il prossimo, fino a dare la mia vita per gli altri. Secondo l’esempio che Gesù ci ha lasciato.

Una ragazza venne in India per unirsi alle “Missionarie della Carità”.

Da noi c’è la regola che le nuove arrivate vadano alla Casa dei morenti. Allora io dissi a quella ragazza: “Hai visto, durante la Messa, con quanto amore e rispetto il sacerdote toccava Gesù nell’ostia. Fa’ così anche tu, quando sarai alla Casa dei morenti, perché nei corpi distrutti dei nostri poveri c’è proprio quello stesso Gesù”.

Andarono. Dopo tre giorni la nuova venuta ritornò e mi disse con un grande sorriso (non ho mai veduto un sorriso simile): “Madre, ho toccato il Corpo di Cristo per tre ore di seguito”.

Le chiesi: “Come?, e lei mi rispose: “Quando siamo arrivate là, avevano appena portato un uomo che era caduto in una fogna e c’era rimasto per un bel po’ di tempo. Era coperto di ferite, di sporcizia e di vermi, e io l’ho pulito. E sapevo che stavo toccando il corpo di Cristo”.

È stata una cosa bellissima!

Madre Teresa di Calcutta

“Innamorati di San Giuseppe”: Beata Maria Repetto

“Innamorati di San Giuseppe” Suor Maria Repetto

Suor Maria Repetto, suora brignolina, che Papa Giovanni Paolo II ha beatificato il 4 ottobre 1981, aveva una fiducia illimitata in san Giuseppe. Non cessava di consigliare di ricorrere a lui. Quando le si chiedeva qualcosa di un po’ difficile, si recava innanzi tutto a pregare davanti alla statua di san Giuseppe, poi tornava e dava la risposta attesa. Un giorno, una moglie raccomanda suo marito diventato cieco. Suor Maria le consiglia di pregare san Giuseppe, poi va nella sua stanza e gira verso il muro il quadro che raffigura il santo, dicendo: «Prova un po’ anche tu quel che significa essere nel buio». Il giorno seguente, la donna torna ed annuncia che, improvvisamente, il marito ha ricuperato la vista! Subito suor Maria corre nella sua stanza e rigira il quadro, dicendo con semplicità: «Grazie, san Giuseppe!» Il suo modo di fare, che può stupire, denota una libertà del tutto filiale nei riguardi del grande santo. Seguendo l’esempio della beata Maria Repetto, ricorriamo a san Giuseppe per tutte le nostre necessità, temporali e spirituali, ed applichiamoci ad imitare le sue virtù. Il Beato Giovanni XXIII affermava, il 19 marzo 1961: «Chiunque voglia salvarsi, essere al sicuro nella casa del Padre e conservare i doni preziosi della natura e della grazia ricevuti da Dio, deve semplicemente conformarsi al perpetuo insegnamento del Vangelo e della Chiesa, di cui l’umile vita di san Giuseppe ci offre un esemplio molto attraente». http://www.clairval.com/index.it.html

Da oggi: NOVENA AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

NOVENA AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

(26 maggio-3 GIUGNO)
IdM-Buona giornata!

Dal 26 maggio al 3 giugno, recita della Coroncina al Cuore Immacolato di Maria:

1. Cuore Immacolato di Maria, modello di fedeltà nell’adempimento di tutti i doveri, fa’ che anch’io compia con la stessa prontezza e costanza i miei doveri verso Dio, me stesso e il prossimo.

Ave Maria

2. Cuore Immacolato di Maria, pieno di grazia, tabernacolo dell’Altissimo, fa’ che anch’io viva la vita della grazia; mi consideri quale tempio vivo dello Spirito Santo; fugga ad ogni costo il peccato e ripari con la conversione costante le colpe passate.

Ave Maria

3. Cuore Immacolato di Maria, beato fra tutti per la tua fede nella parola di Dio, fa’ che io creda fermamente e con gioia a tutte le verità rivelate, e conservi gelosamente il tesoro della mia fede.

Ave Maria

4. Cuore Immacolato di Maria, in tutto e sempre conforme al volere di Dio, fa’ che anch’io non dimentichi mai che il mio fine sulla terra è quello di fare la volontà di Dio, qualunque essa sia e a qualunque costo.

Ave Maria

5. Cuore Immacolato di Maria, unito continuamente a Dio in una perfetta vita interiore, fa’ che io pure mi elevi a Dio con tutta l’anima nel raccoglimento e nella preghiera.

Ave Maria

6. Cuore Immacolato di Maria, profondamente umile, nonostante l’altissima dignità di Madre di Dio, ottienimi la grazia di riconoscere il mio nulla, di accettare le inevitabili umiliazioni della vita e di non cercare mai la lode umana.

Ave Maria

7. Cuore Immacolato di Maria, ottienimi la grazia di amare quella purezza di cuore che Gesù proclamò vera beatitudine in terra, e indispensabile virtù per vedere Dio nel cielo.

Ave Maria

8. Cuore Immacolato di Maria, mite come quello del tuo divin Figlio, ottienimi la grazia di saper vincere ogni impeto d’ira, ogni risentimento di fronte alle difficoltà, contraddizioni e offese.

Ave Maria

9. Cuore Immacolato di Maria, sereno sempre fra i più atroci dolori, ottienimi la grazia di ripetere nelle varie prove della vita il mio Fiat sereno e cristiano.

Ave Maria

10. Cuore Immacolato di Maria, esemplare di soggezione all’autorità familiare, religiosa e civile, fa’ che io ti imiti riconoscendo sempre nei miei legittimi superiori i rappresentanti di Dio.

Ave Maria

11. Cuore Immacolato di Maria, tutto bontà materna verso i tuoi figli nelle loro necessità, fa’ che anch’io ami il mio prossimo come me stesso, non rifiutando mai il sostegno, la preghiera e l’aiuto.

Ave Maria

12. Cuore Immacolato di Maria, tutto ardente per la salvezza delle anime, fa’ che io pure senta lo spirito di apostolato per i peccatori e per gli infedeli, e di compassione per le anime del Purgatorio e lavori con tutte le mie forze a dilatare nel mondo il regno di Gesù Cristo e ad accrescere nel cielo il numero dei santi.

Ave Maria

Preghiera al Cuore Immacolato di Maria

O Cuore Immacolato di Maria, colmo di bontà,

mostra il tuo amore verso di noi.

La fiamma del tuo cuore, o Maria, scenda su tutti gli uomini.

Noi ti amiamo immensamente.

Imprimi nei nostri cuori il vero amore così da avere un continuo desiderio di te.

O Maria, mite e umile di cuore, ricordati di noi quando siamo nel peccato.

Tu sai che tutti gli uomini peccano.

Donaci, per mezzo del tuo Cuore Immacolato, la salute spirituale.

Fa’ che sempre possiamo guardare alla bontà del tuo cuore materno

e che ci convertiamo per mezzo della fiamma del tuo cuore. Amen.