Archivio | giugno 2016

30 giugno: Santi Primi Martiri della Santa Chiesa di Roma

Santi Primi Martiri della Santa Chiesa di Roma
IdM-Buona giornata!

sec. I, dall’anno 64

30 giugno: martiriroma

La Chiesa celebra oggi molti cristiani che, come attesta Papa Clemente, furono trucidati nei giardini vaticani da Nerone dopo l’incendio di Roma (luglio 64). Anche lo storico romano Tacito nei suoi Annali dice: “alcuni ricoperti di pelle di belve furono lasciati sbranare dai cani, altri furono crocifissi, ad altri fu appiccato il fuoco al termine del giorno in modo che servissero di illuminazione notturna”. (Mess. Rom.)
Emblema: Palma
Martirologio Romano: Santi protomartiri della Santa Chiesa di Roma, che accusati dell’incendio della Città furono per ordine dell’imperatore Nerone crudelmente uccisi con supplizi diversi: alcuni, infatti, furono esposti ai cani coperti da pelli di animali e ne vennero dilaniati; altri furono crocifissi e altri ancora dati al rogo, perché, venuta meno la luce del giorno, servissero da lampade notturne. Tutti questi erano discepoli degli Apostoli e primizie dei martiri che la Chiesa di Roma presentò al Signore.
L’odierna celebrazione introdotta dal nuovo calendario romano universale si riferisce ai protomartiri della Chiesa di Roma, vittime della persecuzione di Nerone in seguito all’incendio di Roma, avvenuto il 19 luglio del 64. Perché Nerone perseguitò i cristiani? Ce lo dice Cornelio Tacito nel XV libro degli Annales: “Siccome circolavano voci che l’incendio di Roma fosse stato doloso, Nerone presentò come colpevoli, punendoli con pene ricercatissime, coloro che, odiati per le loro abominazioni, erano chiamati dal volgo cristiani”. Ai tempi di Nerone, a Roma, accanto alla comunità ebraica, viveva quella esigua e pacifica dei cristiani. Su questi, poco conosciuti, circolavano voci calunniose. Nerone scaricò su di loro, condannandoli ad efferati supplizi, le accuse a lui rivolte. Del resto le idee professate dai cristiani erano di aperta sfida agli dei pagani gelosi e vendicativi… “I pagani – ricorderà più tardi Tertulliano – attribuiscono ai cristiani ogni pubblica calamità, ogni flagello. Se le acque del Tevere escono dagli argini e invadono la città, se al contrario il Nilo non rigonfia e non inonda i campi, se vi è siccità, carestia, peste, terremoto, è tutta colpa dei cristiani, che disprezzano gli dei, e da tutte le parti si grida: i cristiani ai leoni!”. Nerone ebbe la responsabilità di aver dato il via all’assurda ostilità del popolo romano, peraltro molto tollerante in materia religiosa, nei confronti dei cristiani: la ferocia con la quale colpì i presunti incendiari non trova neppure la giustificazione del supremo interesse dell’impero. Episodi orrendi come quello delle fiaccole umane, cosparse di pece e fatte ardere nei giardini del colle Oppio, o come quello di donne e bambini vestiti con pelle di animali e lasciati in balia delle bestie feroci nel circo, furono tali da destare un senso di pietà e di orrore nello stesso popolo romano. “Allora – scrive ancora Tacito – si manifestò un sentimento di pietà, pur trattandosi di gente meritevole dei più esemplari castighi, perché si vedeva che erano eliminati non per il bene pubblico, ma per soddisfare la crudeltà di un individuo”, Nerone. La persecuzione non si arrestò a quella fatale estate del 64, ma si prolungò fino al 67. Tra i martiri più illustri vi furono il principe degli apostoli, crocifisso nel circo neroniano, dove sorge la basilica di S. Pietro, e l’apostolo dei gentili, S. Paolo, decapitato alle Acque Salvie e sepolto lungo la via Ostiense. Dopo la festività congiunta dei due apostoli, il nuovo calendario vuole appunto celebrare la memoria dei numerosi martiri che non poterono avere un posto peculiare nella liturgia.
Autore: Piero Bargellini

PREGHIERA

“Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Com’è scritto:«Per amor di te siamo messi a morte tutto il giorno; siamo stati considerati come pecore da macello». Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amatiInfatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.(Rom. 8:35,39)

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29 giugno: SANTI PIETRO E PAOLO

SANTI PIETRO E PAOLO

IdM-Buona giornata!

pietro e paolo

m. 67 d.C.

Martirologio Romano: Solennità dei santi Pietro e Paolo Apostoli. Simone, figlio di Giona e fratello di Andrea, primo tra i discepoli professò che Gesù era il Cristo, Figlio del Dio vivente, dal quale fu chiamato Pietro. Paolo, Apostolo delle genti, predicò ai Giudei e ai Greci Cristo crocifisso. Entrambi nella fede e nell’amore di Gesù Cristo annunciarono il Vangelo nella città di Roma e morirono martiri sotto l’imperatore Nerone: il primo, come dice la tradizione, crocifisso a testa in giù e sepolto in Vaticano presso la via Trionfale, il secondo trafittocon la spada e sepolto sulla via Ostiense. In questo giorno tutto il mondo con uguale onore e venerazione celebra il loro trionfo.

Il 29 di giugno la Chiesa commemora la solennità liturgica degli Apostoli:

San PIETRO

Pietro, scelto da Cristo a fondamento dell’edificio ecclesiale, clavigero del regno dei cieli (Mt 16,13-19), pastore del gregge santo (Gv 21,15-17), confermatore dei fratelli (Lc 22,32), è nella sua persona e nei suoi successori il segno visibile dell’unità e della comunione nella fede e nella carità. Gli apostoli Pietro e Paolo sigillarono con il martirio a Roma, verso l’anno 67, la loro testimonianza al Maestro.

San PAOLO

Paolo, cooptato nel collegio apostolico dal Cristo stesso sulla via di Damasco, strumento eletto per portare il suo nome davanti ai popoli, è il più grande missionario di tutti tempi, l’avvocato dei pagani, l’apostolo delle genti, colui che insieme a Pietro far risuonare il messaggio evangelico nel mondo mediterraneo. Gli apostoli Pietro e Paolo sigillarono con il martirio a Roma, verso l’anno 67, la loro testimonianza al Maestro.

Preghiera ai Santi Apostoli Pietro e Paolo

San Pietro apostolo, eletto da Gesù ad essere roccia su cui è costruita la Chiesa, benedici e proteggi il Sommo Pontefice, i Vescovi, i Sacerdoti e tutti i cristiani sparsi per il mondo. Concedi a noi una fede viva e un amore grande alla Chiesa.

San Paolo apostolo, propagatore del vangelo tra tutte le genti, benedici e aiuta i missionari nella fatica dell’evangelizzazione e concedi a noi di essere sempre testimoni del Vangelo e di adoperarci per l’avvento del regno di Cristo nel mondo.

(da “Pregate con il cuore” ed. dehoniane)

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Messaggio di Medjugorje: 25 giugno 2016 – 35° anniversario di Medjugorje

Messaggio di Medjugorje

Innamorati di Maria / IdM-Famiglia


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25 giugno 2016
35° anniversario di Medjugorje

“Cari figli! Ringraziate Dio con me per il dono che Io sono con voi. Pregate, figlioli, e vivete i comandamenti di Dio perché siate felici sulla terra. Oggi, in questo giorno di grazia desidero darvi la mia benedizione materna di pace e del mio amore. Intercedo per voi presso mio Figlio e vi invito a perseverare nella preghiera perché con voi possa realizzare i miei piani. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

June 25th 2016
35rd anniversary of Medjugorje

“Dear children! Give thanks to God with me for the gift of my being with you. Pray, little children, and live God’s commandments that it may be good for you on earth. Today, on this day of grace, I desire to give you my motherly blessing of peace and of my love. I intercede for you with my Son and call you to persevere in prayer so that, with you, I can realize my plans. Thank you for having responded to my call.”


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La storia delle apparizioni: Medjugorje

La storia delle apparizioni

Medjugorje

IdM-Buona giornata!

Carissimi fratelli, è nostra intenzione farvi conoscere la storia di Medjugorje che una volta era un piccolo villaggio sconosciuto nel sud dell’ Erzegovina, nella Bosnia Croata, vogliamo mostravi le immagini più significative di quel luogo a noi tanto caro e vogliamo soprattutto rendervi partecipi di volta in volta dei Messaggi che la Gospa (la nostra madre del Cielo) periodicamente ci dona attraverso i veggenti: I sei protagonisti fanno parte da oltre 30 anni di quello che si può definire ‘il collegio dei veggenti’.
Tre non hanno più le apparizioni quotidiane (Mirjana dal 25 dicembre 1982, Ivanka dal 6 maggio 1985 e Jakov dal 12 settembre 1998), ma la Madonna ha promesso che apparirà una volta l’anno per tutta la loro vita: a Mirjana il 18 marzo (ma dal 1987 si è aggiunta un’altra apparizione il 2 di ogni mese), a Ivanka il 25 giugno e a Jakov il 25 dicembre.
Gli altri invece, ogni giorno, vedono la Regina della pace in qualunque luogo del mondo si trovino. Il loro è davvero un esempio di fedeltà e di perseveranza che non ha paragoni nella storia delle apparizioni mariane.

«Cari figli, Dio mi permette di realizzare con Lui questa oasi di pace.

Desidero invitarvi a conservarla in modo che sia sempre pura»

(Messaggio della Madonna del 26 giugno 1984)

I luoghi delle apparizioni

Medjugorje: la parrocchia

MEDJUGORJE

Medjugorje all’inizio delle apparizioni era un piccolo villaggio sconosciuto, neppure segnato sulle carte geografiche. Ora è una tra le località più conosciute di tutto il mondo. Medjugorje significa ‘in mezzo ai monti’, infatti è situato ai bordi di un piccolo altopiano, circondato da colline. È una località che si trova nel comune di Citluk, lontana circa trenta kilometri da Mostar (Erzegovina), e il paese è anche sede di una parrocchia, retta pastoralmente dai francescani della provincia dell’Erzegovina. Questa parrocchia appartiene alla diocesi di Mostar e comprende, oltre a Medugorje, anche i paesi di Bijakovici, Miletina, Vionica e ^Surmanci. Ha una bellissima chiesa nuova, a tre navate, terminata nel 1969, ed altre tre chiesette.

Podbrdo: la collina delle apparizioni

PODBRDO: LA COLLINA DELLE APPARIZIONI –

Secondo il racconto degli 8 veggenti sopra il monte Crnica, in località Podbrdo, nel villaggio di Bijakovici, è apparsa la Madonna a partire dal 24 Giugno 1981. Nel punto preciso indicato dai veggenti come il luogo in cui la Madonna si manifestò ai loro occhi è stata innalzata una grande croce di legno, sistemata su un cumulo di pietre ormai annerite per il fumo e la cera delle candele, accese in continuazione. Ai bordi della radura, nelle fessure tra le rocce, si scorgono tante altre piccole croci, alcune con appeso il Cristo crocifisso, altre senza: alle croci sono attaccate immagini sacre o foglietti di carta sui quali sono scritte di proprio pugno dai molti che sono passati di qui, richieste di grazia, preghiere o altro; oppure sono appese coroncine, collanine, fiori, fotografie, ex voto in genere.

Altre croci più improvvisate e artigianali, costruite intrecciando due bastoncini o due rametti o perfino due steli d’erba, legati assieme nel punto di incrocio con un nastro o con un filo, spuntano ovunque, sulla nuda pietraia o tra i cespugli spinosi.

La croce blu

LA CROCE BLU

Col passare del tempo, ai piedi del Podbordo, è sorto un altro piccolo angolo di preghiera il cui nome è dato dal colore blu della croce di legno che alcuni hanno posto nel luogo in cui la Madonna è apparsa nei primi giorni delle apparizioni, quando non era più possibile recarsi sulla collina per il divieto della polizia. Oggi qui si verificano le apparizioni ad Ivan e al suo gruppo di preghiera (ogni martedì e venerdì) e a Mirjana (il secondo giorno del mese). Presso la Croce blu, specialmente in determinate solennità, vi è la presenza di alcune migliaia di persone dato che quel posto ai piedi del Podbrdo è facilmente accessibile dalla strada anche per le persone anziane e malate.

La grande croce sul monte Krizevac eretta nel 1933, anno della redenzione.

IL MONTE KRIZEVAC

L’altro monte che fa angolo con il Crnica si chiamava una volta Sipovac (540 m. d’altezza), ma dal 1933 ha preso il nome di Krizevac a motivo di una grande croce di cemento innalzata sulla cima dai parrocchiani per onorare i 1900 anni della morte e resurrezione di Cristo. Da allora ogni anno per la festa dell’Esaltazione della Croce, che qui si celebra la domenica dopo la Natività di Maria (8 Settembre), si radunano intorno all’Eucaristia fino a 70.000 pellegrini. La croce del Krizevac è cara a Dio, come la Madonna ha rivelato nel messaggio del 30 agosto 1984: ‘Cari figli, anche la croce faceva parte del piano di Dio, quando voi l’avete costruita… Recatevi sul monte e pregate davanti alla croce. Le vostre preghiere mi sono necessarie’. Sulla croce sono incise le parole: ‘A Gesù Cristo Redentore del genere umano, in segno di fede, amore e speranza, in memoria del 1900° anniversario della Passione di Gesù’ ed è fissata una reliquia giunta per l’occasione da Roma: un pezzettino della croce che i cristiani considerano quella sulla quale fu crocifisso Gesù Cristo e la cui parte principale c conservata nella chiesa della Santa Croce di Gerusalemme a Roma. Molte persone proprio su questo monte hanno trovato la pace e la propria via che porta a Dio. Per arrivare ai piedi della croce si deve percorrere un sentiero parecchio più ripido, difficoltoso e lungo di quello del Podbrdo. Proprio inerpicandosi per il ripido viottolo che conduce all vetta, i pellegrini cominciarono a celebrare la pratica devozionale della Via Crucis e così, ai lati del sentiero, sono state poste quattordici semplici croci contrassegnate da numeri romani, che fungono da stazioni. La Vergine segue Gesù ed anche noi lungo la via crucis della vita.

Medjugorje è un piccolo paese nel sud dell’Erzegovina, nella Bosnia croata,
a 30 km circa dalla città di Mostar.

Inizio delle apparizioni (1981)
Il 24.6.1981 verso le ore 18, sei giovani della parrocchia di Medjugorje, Ivanka Ivankovic, Mirjana Dragicevic, Vicka Ivankovic, Ivan Dragicevic, Ivan Ivankovic e Milka Pavlovic, hanno visto sulla collina Crnica, nel luogo chiamato Podbrdo, un´apparizione, una figura bianca con un bambino in braccio. Sorpresi e spaventati, non si sono avvicinati ad essa.
Il giorno dopo alla stessa ora, il 25.6.1981, quattro di loro, Ivanka Ivankovic, Mirjana Dragicevic, Vicka Ivankovic ed Ivan Dragicevic, si sono sentiti fortemente attirati verso il posto dove, il giorno precedente, hanno visto quella che hanno riconosciuto come la Madonna.
Marija Pavlovic e Jakov Colo li hanno raggiunti. Il gruppo dei veggenti di Medjugorje fu così formato. Hanno pregato con la Madonna ed hanno parlato con essa. Da quel giorno, hanno avuto le apparizioni quotidiane, insieme o separatamente.
Milka Pavlovic ed Ivan Ivankovic non hanno mai più visto la Vergine.


nella foto i veggenti sul Podbrdo con Padre Slavko (sopra) e con Padre Jozo (a destra)

I Veggenti durante l’apparizione nella Canonica – 2 scatti in sequenza

Breve storia dei primi giorni
Il primo giorno
Il giorno 24 giugno 1981 alle 18.00 circa i seguenti ragazzi: Ivanka Ivankovic, Mirjana Dragicevic, Vicka Ivankovic, Ivan Dragicevic, Ivan Ivankovic e Milka Pavlovic videro, in una zona detta Podbrdo (sul monte Crnica), una donna giovane e bellissima con un bimbo tra le braccia. Quella volta non disse loro nulla, ma fece solo loro cenno con la mano di avvicinarsi. Ma questi, stupiti e spaventati, non si avvicinarono affatto, sebbene avessero immediatamente pensato che si trattasse della Madonna.

Il secondo giorno:

Il secondo giorno, il 25 giugno 1981, i ragazzi, tutti d’accordo, alla stessa ora si recarono nuovamente sul luogo in cui il giorno prima era loro apparsa la Madonna, nella speranza di vederLa nuovamente. All’improvviso balenò una luce. Insieme ad essa i ragazzi videro anche la Madonna, ma senza il bambino tra le braccia. Era indescrivibilmente bella, radiosa e sorridente. Con le mani faceva loro segno di avvicinarsi. I ragazzi si fecero coraggio e si accostarono a Lei. Immediatamente caddero in ginocchio ed iniziarono a recitare il Padre Nostro, l’Ave Maria ed il Gloria al Padre e la Madonna pregava insieme a loro, ad eccezione dell”Ave Maria’. Dopo la preghiera, iniziò a parlare con i ragazzi. Ivanka le chiese subito di sua madre che era morta due mesi prima. Mirjana chiese alla Vergine un segno per far capire che i ragazzi non mentivano e non erano matti, come alcuni sostenevano.
Alla fine la Madonna si congedò dai ragazzi con le parole: ‘Addio, angeli miei!’. Alla domanda dei fanciulli, se cioè sarebbe nuovamente apparsa loro il giorno seguente, rispose con un cenno affermativo del capo.
Secondo la testimonianza dei ragazzi tutta la scena era stata indescrivibile. Quel giorno sul luogo in cui i ragazzi avevano visto la Vergine il giorno precedente non erano presenti Ivan Ivankovic e Milka Pavlovic. Al loro posto c’erano Marija Pavlovic e Jakov Colo. Da allora ai sei ragazzi, in base alla loro testimonianza, la Vergine appare regolarmente. Milka Pavlovic e Ivan Ivankovic che erano insieme agli altri veggenti il primo giorno, non l’hanno più vista sebbene successivamente si siano uniti agli altri nella speranza di vederLa di nuovo.

Il terzo giorno:

Il 26 giugno 1981 i ragazzi riuscirono a stento ad attendere le 18.00, l’ora in cui la Vergine era loro precedentemente apparsa. Si recarono di nuovo nello stesso luogo per incontrarLa. Erano molto felici, ma quella felicità era un po’ mista alla paura dovuta all’incertezza che ancora regnava su tutto questo.
Ma nonostante tutto i ragazzi avvertivano una forza interiore che li attirava verso la Vergine.
Quando i ragazzi erano ancora in cammino una luce balenò rapidamente per tre volte. Per loro e per gli altri che li seguivano fu il segno che fece capire dove la Madonna si trovasse. Questa volta si manifestò qualcosa in più rispetto ai giorni precedenti, ma nel frattempo la Vergine era improvvisamente scomparsa.
Ma quando i ragazzi iniziarono a pregare riapparve nuovamente ed era meravigliosa, serena, felice e sorridente.
Uscendo di casa, su consiglio di alcune anziane, un uomo del gruppo che si era recato con i ragazzi sul luogo delle apparizioni aveva portato con sé dell’acqua benedetta così che i fanciulli potessero usarla per aspergere l’apparizione ed in questo modo mettersi al riparo da satana. Una volta in compagnia della Vergine, Vicka prese l’acqua ed iniziò ad aspergere dicendo: ‘Se sei la Madonna rimani con noi, se non lo sei vattene via!’.
Udito questo la Vergine sorrise e rimase con i ragazzi.
Allora Mirjana le chiese come si chiamasse e Lei rispose: ‘Io sono la Beata Vergine Maria.’
Quello stesso giorno, una volta che i ragazzi andarono via da Podbrdo, la Vergine apparve di nuovo, ma solo a Marija e disse: ‘Pace, pace, pace e solo pace!’ Dietro di Lei c’era la croce. E con le lacrime agli occhi ripeté per due volte: ‘La pace deve regnare tra Dio e gli uomini ed in mezzo agli uomini!’ Questo punto si trova circa a metà della strada che conduce al luogo delle apparizioni.

Il quarto giorno:

Il 27 giugno 1981 la Vergine apparve ai ragazzi tre volte. Le vennero rivolte parecchie domande alle quali Lei rispose. Riguardo ai sacerdoti disse: ‘Possano i sacerdoti credere saldamente e proteggere la fede del popolo!’
Di nuovo Mirjana e Jakov Le chiesero di lasciare un segno poiché si era cominciato ad insinuare che i ragazzi fossero matti o drogati. La Vergine rispose loro: ‘Non abbiate timore di nulla!’
Prima di congedarsi, alla domanda se sarebbe venuta di nuovo, la Vergine con un cenno del capo rispose affermativamente. Mentre scendevano da Podbrdo, la Vergine apparve loro di nuovo e si congedò dai ragazzi con le parole: ‘Addio, angeli miei! Andate in pace!’

Il quinto giorno

Il 28 giugno 1981 già sul presto iniziò ad arrivare un’infinità di gente proveniente da tutte le parti.
A mezzogiorno c’erano quindicimila persone. Quello stesso giorno il parroco Fra Jozo Zovko interrogò i ragazzi su quello che avevano visto nei giorni precedenti.
Alla solita ora la Vergine apparve di nuovo. I ragazzi pregarono con Lei e di nuovo Le chiesero alcune cose.
Ad esempio Vicka Le chiese: ‘Madonna mia, cosa desideri da noi?’ ed ancora ‘Madonna mia, cosa desideri dai nostri sacerdoti?’ ed Ella rispose ‘Che il popolo preghi e creda veramente!’ e, in merito ai sacerdoti, rispose che essi dovevano credere realmente ed aiutare anche gli altri in tal senso.
Quel giorno la Vergine venne ed andò via più volte. In una occasione i ragazzi Le chiesero perchè non si manifestasse nella chiesa parrocchiale dove tutti avrebbero potuto vederla, ma Lei rispose:
‘Beati coloro che senza vedere crederanno’.
Sebbene la giornata fosse afosa e la gente facesse molte domande i ragazzi si sentivano come in paradiso.
I 6 veggenti furono interrogati nella casa canonica da Padre Jozo.
Riportiamo qui un breve brano, tratto dal nastro originale, dove è possibile sentire la voce di Jakov, che all’epoca aveva si e no 10 anni, dalla quale traspare la genuinità e la spontaneità del racconto (anche se chiaramente chi non conosce il croato non potrà comprenderne il significato).

Il sesto giorno:

Il 29 giugno 1981 i ragazzi furono condotti a Mostar per una visita medica e dopo gli esami vennero dichiarati sani. La dottoressa responsabile dichiarò quanto segue: ‘I matti non sono i ragazzi, ma chi li ha portati qui’.
Quel giorno sul monte delle apparizioni la folla era più numerosa che mai. Quando i ragazzi giunsero al solito luogo ed iniziarono a pregare la Vergine apparve loro immediatamente. In quella occasione Ella invitò tutti a credere: ‘Possa il popolo credere veramente e non temere nulla!’
Quello stesso giorno anche la dottoressa che aveva seguito i ragazzi e li aveva osservati al momento dell’apparizione sentì il desiderio di toccare la Madonna e quando, su richiesta dei ragazzi, con la mano toccò le sue spalle avvertì come un brivido che l’attraversava. E lei che non era credente riconobbe successivamente ed affermò: ‘Qui c’è qualcosa di miracoloso!’
Quello stesso giorno la Madonna guarì prodigiosamente un bambino, Danijel Setka, che i suoi genitori avevano condotto lì chiedendo che venisse guarito. Lei promise, a condizione che i genitori pregassero, digiunassero e credessero realmente. A quel punto, il bimbo guarì.

Il settimo giorno:

Il 30 giugno 1981 due ragazze proposero ai ragazzi di andare con la macchina a fare una passeggiata; in realtà il loro obiettivo era quello di andare lontano dal luogo delle apparizioni e di trattenerli fino a quando non sarebbe trascorso l’orario delle apparizioni. Tuttavia, sebbene i ragazzi fossero lontani da Podbrdo, all’ora solita delle apparizioni, come avvertendo una spinta interiore, chiesero di scendere dall’auto. Scesero e pregarono e la Vergine dalla Collina delle apparizioni, lontano molti chilometri, venne ad incontrarli e recitò con loro sette Padre Nostro… Così l’inganno di quelle ragazze non ebbe successo. Subito dopo la polizia iniziò a proibire l’accesso dei ragazzi e della folla a Podbrdo, il luogo delle apparizioni. Ai ragazzi, e successivamente neanche alla folla, fu più consentito di recarsi in quel luogo. Ma la Vergine continuava ad apparire loro in posti segreti, nelle loro case, in campagna.
I ragazzi rinfrancati parlavano apertamente con la Vergine ed ascoltavano volentieri i Suoi consigli, ammonimenti e messaggi. Tutto questo proseguì fino al 15 gennaio 1982.
Nel frattempo il parroco aveva iniziato a richiamare i pellegrini in chiesa perchè partecipassero al Rosario ed alla celebrazione dell’Eucarestia. Anche i ragazzi venivano e recitavano il Rosario. Anche qui qualche volta la Madonna apparve loro. Lo stesso parroco Fra Jozo Zovko una volta, mentre si recitava il Rosario, vide la Vergine ed interruppe la preghiera e spontaneamente iniziò a cantare ‘Bella sei, bella, Vergine Maria’. Tutta la chiesa capì che stava accadendo qualcosa di insolito. In seguito egli stesso ha dichiarato che in quella occasione aveva davvero visto la Madonna. E lui che fino ad allora non solo aveva avuto dei dubbi, ma era stato contrario alle voci sulle apparizioni, divenne il loro fautore e continuò a renderne testimonianza al punto da venire rinchiuso in prigione.
Dal 15 gennaio 1982 i ragazzi videro la Madonna in una zona vicina alla chiesa e questo fu concesso loro dal parroco a causa delle recenti difficoltà e pericoli e la Vergine aveva già precedentemente acconsentito.
Dal mese di aprile 1985, su richiesta del vescovo diocesano, i ragazzi abbandonarono questo spazio che era il luogo delle apparizioni ed ebbero in cambio una stanzetta nella casa parrocchiale.
Per tutto questo periodo di tempo, dall’inizio delle apparizioni fino ad oggi, solo cinque giorni i ragazzi non hanno visto la Madonna.
La Vergine non è sempre apparsa nello stesso luogo, alle stesse persone o agli stessi gruppi, e le Sue apparizioni non hanno sempre avuto la stessa durata. A volte sono durate solo un paio di minuti, a volte ore. Inoltre la Vergine non è sempre apparsa quando i ragazzi lo desideravano. Una volta i ragazzi pregarono ed attesero, ma la Vergine non apparve nè a quell’ora, nè dopo, in modo inaspettato. Talvolta è apparsa ad alcuni e non ad altri. Se non aveva precedentemente promesso di apparire ad una certa ora, nessuno era in grado di prevedere se o quando sarebbe apparsa. Non si è manifestata solo ai veggenti, ma anche ad altre persone di qualsiasi età, cultura, razza o interesse. Tutto questo ci fa capire che le apparizioni non sono controllate dall’uomo, che non dipendono dal tempo, dal luogo, dal desiderio o dalle preghiere dei veggenti e del popolo, ma solo dalla volontà di Colei che appare.
I 6 veggenti di Medjugorje
Jakov
Jakov Colo è nato il 6.3.1971 a Sarajevo. Ha avuto apparizioni quotidiane dal 25.6.1981. al 12.9.1998. Quel giorno, affidandole il decimo segreto, la Vergine gli disse che per tutta la sua vita avrebbe avuto un’apparizione all’anno, il giorno di Natale, 25 dicembre. Jakov è sposato, ha tre bambini, vive con la sua famiglia a Medjugorje. L´intenzione di preghiera affidata a lui dalla Vergine: per i malati.
Ivan

Ivan Dragicevic è nato il 25.5.1965 a Bijakovici, parrocchia Medjugorje. Continua tuttora ad avere apparizioni quotidiane. La Vergine gli ha rivelato nove segreti. Ivan è sposato, ha tre bambini, vive con la sua famiglia negli Stati Uniti e a Medjugorje. L´intenzione di preghiera affidata a lui dalla Vergine: per i giovani e per i sacerdoti.

Ivanka
Ivanka Ivankovic-Elez è nata il 21.6.1966 a Bijakovici, parrocchia Medjugorje. E stata la prima a vedere la Gospa. Fino al 7 maggio 1985 ha avuto apparizioni quotidiane. Quel giorno, affidandole il decimo segreto, la Vergine le disse che per tutta la sua vita avrebbe avuto un’apparizione all’anno in occasione dell’anniversario delle apparizioni, il 25 giugno. Ivanka è sposata, ha tre bambini, vive con la sua famiglia a Medjugorje. L´intenzione di preghiera affidata a lei dalla Vergine: per le famiglie.
Marija
Marija Pavlovic-Lunetti è nata il 1.4.1965 a Bijakovici, parrocchia Medjugorje. Continua tuttora ad avere apparizioni quotidiane. La Vergine gli ha rivelato nove segreti. Grazie a lei, la Vergine invia il suo messaggio alla parrocchia ed al mondo. Dal 1.03.1984 al 8.1.1987 il messagio era dato ogni giovedi, e dal 25 gennaio 1987, il 25 di ogni mese. La Vergine gli ha rivelato nove segreti. Marija è sposata, ha quattro bambini, vive con la sua famiglia in Italia e a Medjugorje. L´intenzione di preghiera affidata a lei dalla Vergine: per le anime del purgatorio.
Mirjana
Mirjana Dragicevic-Soldo è nata il 18.3.1965 a Sarajevo. Ha avuto apparizioni quotidiane dal 24.6.1981. al 25.12.1982. Quel giorno, affidandole il decimo segreto, la Vergine le disse che per tutta la sua vita avrebbe avuto un’apparizione all’anno il 18 marzo. Dal 2 agosto 1987, secondo la sua testimonianza, ogni secondo giorno del mese Mirjana sente la voce della Vergine e qualche volta La vede ed insieme a Lei prega per i non credenti. Mirjana è sposata, ha due bambini, vive con la sua famiglia a Medjugorje. L´intenzione di preghiera affidata a lei dalla Vergine: per i non credenti, quelli che non conoscono l´amore di Dio.
Vicka
Vicka Ivankovic-Mijatovic è nata il 3.9.1964 a Bijakovici, parrocchia Medjugorje. Continua tuttora ad avere apparizioni quotidiane. La Vergine gli ha rivelato nove segreti. Vicka è sposata, ha una bambina e vive a Krehin Grac presso Medjugorje. L´intenzione di preghiera affidata a lei dalla Vergine: per i malati.
I messaggi
Secondo l’unanime testimonianza dei veggenti, la Vergine durante le Sue apparizioni, ha dato determinati messaggi affinché essi li riferissero all’umanità. Sebbene i messaggi siano stati molti, è possibile ricondurli a cinque messaggi fondamentali poiché tutti gli altri rappresentano o fanno da supporto a questi cinque.

Messaggi generici

PACE –
Già il terzo giorno la Madonna ha esposto come primo dei suoi messaggi: ‘Pace, pace, pace e solo pace!’ ed ha ripetuto due volte: ‘La pace deve regnare tra Dio e gli uomini ed in mezzo agli uomini!’
Considerando il fatto che la veggente Marija ha visto la croce dietro la Madonna mentre esprimeva questo messaggio, ciò vuol dire chiaramente che questa pace può venire solo da Dio che per mezzo della Vergine in Cristo è divenuto ‘nostra pace’ (Efesini 2,14), ‘La pace non come la dà il mondo’ (Giovanni 14,27) e per questo Cristo ha comandato ai Suoi apostoli di portarla al mondo (Matteo 10,11 ) così che tutti gli uomini possano diventare ‘figli della pace’ (Luca 10,6). Quindi anche la Vergine, in quanto ‘Regina degli Apostoli’ , viene presentata a Medjugorje come la vera ‘Regina della Pace’. Nessun’altro sa, come Lei o meglio di Lei, convincere il mondo attuale che si trova ad affrontare problemi di distruzione del fatto che la pace sia il bene più grande e più prezioso.
FEDE –
Il secondo messaggio della Vergine è quello della fede. La Vergine ne ha parlato già al quarto, quinto e sesto giorno delle apparizioni e questo è comprensibile. Cioè senza la fede non è possibile trovare la pace. Pertanto la fede è la risposta alla parola di Dio nella quale Egli non solo si manifesta, ma si dona agli uomini. Nella fede l’uomo riceve la parola di Dio che in Cristo è divenuto ‘nostra pace’ (Efesini 2,14). Accogliendola l’uomo diventa un uomo nuovo, con una vita nuova in Cristo e partecipe della natura di Dio (Efesini 2,18).
Così l’uomo ottiene la pace, sia verso Dio, sia verso gli uomini.
Nessuno quindi conosce come la Madonna il valore della fede e quanto essa sia importante per l’uomo di oggi. Per questo motivo Ella la mette sempre in evidenza ai veggenti e chiede loro di donarla agli altri. Lei la antepone a tutto quello che gli uomini cercano e la considera la condizione primaria per poter soddisfare tutte le richieste, desideri e preghiere che si riferiscono alla salute ed a qualsiasi altro bisogno umano.
CONVERSIONE –
Anche la conversione è uno dei messaggi più frequenti della Vergine poiché nell’uomo di oggi la fede è debole o del tutto assente e senza la conversione non è possibile ottenere la pace. La vera conversione vuol dire ‘lavare il cuore’ (Geremia 4,14) poiché un cuore corrotto crea e favorisce una struttura e dei rapporti sociali insoddisfacenti, leggi ingiuste e organizzazioni servili. Senza una radicale trasformazione nel cuore ed una sua conversione, la pace non è possibile. Ecco perchè la Madonna raccomanda una frequente confessione.
Questa richiesta è rivolta indistintamente a tutti gli uomini poiché ‘non esiste giusto, neppure uno… tutti furono fuorviati, tutti si sono corrotti’ (Romani 3,11-12).

PREGHIERA –
A partire dal quinto giorno delle apparizioni e quasi quotidianamente la Vergine raccomanda la preghiera.
Ella chiede a tutti gli uomini di pregare incessantemente, proprio come Cristo aveva chiesto (Marco 9,29; Matteo 8,38; Luca 11,5-13…). La preghiera quindi sprona e rafforza la fede dell’uomo, senza la quale non vi sono dei rapporti regolari né con Dio, né con gli altri.
Inoltre con la preghiera l’uomo manifesta il suo legame vitale con Dio: Lo riconosce, Lo ringrazia per i doni ricevuti e con fiducia si aspetta tutte le altre cose di cui ha bisogno, in modo particolare la salvezza. La preghiera rinsalda questo atteggiamento dell’uomo e lo aiuta ad instaurare un rapporto regolare con Dio poiché senza questo rapporto non è possibile conservare e promuovere la pace con se stessi e con gli altri.
La fondatezza della preghiera è particolarmente evidente poiché la Parola di Dio è rivolta all’uomo e l’uomo risponde ad essa con le parole. La risposta è una fede espressa o appunto una preghiera che rinsalda, rinnova, promuove e sostiene la preghiera stessa.
Inoltre con la preghiera l’uomo annuncia Dio ed il Vangelo ed accende la fede negli altri.

DIGIUNO –
Già dal sesto giorno delle apparizioni la Vergine ha frequentemente raccomandato il digiuno che è al servizio della fede. In questo modo l’uomo verifica, rinsalda ed assicura il proprio controllo di sè. Solo l’uomo che riesce a dominarsi può essere libero e pronto a mettersi al servizio di Dio e del prossimo, come la fede vuole. Il digiuno garantisce all’uomo che il suo abbandonarsi alla fede sia sincero e sicuro. Il digiuno aiuta l’uomo a liberarsi da qualunque schiavitù ed innanzitutto dal peccato. Chi non appartiene a se stesso è uno schiavo. Quindi il digiuno aiuta l’uomo a frenare i suoi desideri che facilmente lo condurrebbero a sprecare in modo avventato dei beni di cui altri avrebbero bisogno per la mera sopravvivenza.
Con il digiuno è possibile ottenere dei beni che consentono di dimostrare il proprio amore ai poveri e ai miseri ed almeno in parte colmare le differenze esistenti tra loro ed i ricchi. Il digiuno cura la povertà degli uni con l’abbondanza e quella degli altri con la povertà stessa. In questo modo si crea quella pace che oggi è in particolar modo minacciata dalle enormi differenze tra ricchi e poveri (nord e sud).
Dai messaggi della Vergine si evince chiaramente che la pace è il bene più prezioso e che la fede, la conversione, la preghiera ed il digiuno sono le uniche condizioni per poterla ottenere.

Messaggi speciali

Abbiamo detto che, oltre ai cinque messaggi che sin dall’inizio la Vergine ha consegnato a tutto il mondo, Ella ha iniziato, dall’1 marzo 1984, ogni mercoledì e tramite Marija Pavlovic, a consegnare altri messaggi per la parrocchia di Medjugorje e per i pellegrini che si recano a Medjugorje. La Madonna quindi ha scelto non solo i veggenti, ma anche tutta la parrocchia ed i pellegrini come Suoi testimoni e collaboratori. Tutto questo è evidente nel Suo primo messaggio, in cui dice: ‘Io ho appositamente scelto questa parrocchia ed intendo guidarla’. Ha confermato tutto questo in un’altra occasione dicendo: ‘ Ho scelto in modo particolare questa parrocchia che mi è più cara delle altre e vi ho dimorato con piacere quando l’Altissimo mi ha mandata’ (21 marzo 1985).
La Madonna ha fornito anche una motivazione per questa scelta: ‘Tornate alla parrocchia, questo è il mio desiderio. Così che possano farlo anche tutti coloro che vengono qui’ (8 marzo 1984). ‘Vi prego, tutti voi che appartenente a questa parrocchia, vivete i miei messaggi’ (16 agosto 1984) . E’ necessario che innanzitutto i parrocchiani ed i pellegrini divengano testimoni delle Sue apparizioni e dei Suoi messaggi così che poi, insieme ai veggenti, possano realizzare i Suoi piani di conversione del mondo e riconciliazione con Dio.
La Vergine conosce bene la natura e la debolezza dei parrocchiani e dei pellegrini con i quali intende collaborare per la redenzione del mondo ed è certa che tutto questo richieda una forza soprannaturale.
Ed è per questo motivo che li rivolge e li conduce alla sorgente di questa forza. La prima sorgente è la preghiera.
In quasi tutti i suoi moniti, Ella la raccomanda vivamente. Tra le preghiere mette particolarmente in evidenza la S. Messa (7 marzo 1985, 16 maggio 1985), una costante devozione al Santissimo Sacramento dell’Altare (15 marzo 1984), allo Spirito Santo (2 giugno 1984, 9 giugno 1984, 11 aprile 1985, 9 maggio 1985, 16 maggio 1985, 23 maggio 1985…) e la lettura delle Sacre Scritture (8 ottobre 1984, 14 febbraio 1985).
Con questi messaggi speciali rivolti alla parrocchia di Medjugorje ed ai pellegrini la Vergine desidera approfondire e rendere più comprensibili per tutti i primi messaggi che ha inviato al mondo.
Dal 25 gennaio 1987 la Vergine invia i Suoi messaggi il 25 di ogni mese tramite la veggente Marija Pavlovic. Tutto questo continua ancora oggi.
Dr. Fra Ljudevit Rupcic
(Professore di teologia. Traduttore delle Sacre Scritture in croato. Vive a Medjugorje).
I dieci segreti
La Madonna ha trasmesso ai veggenti 10 segreti che riguardano tutta l’umanità. In essi risulterà chiaro il piano di Maria per la salvezza del mondo. Mirjana ha ricevuto i dieci segreti, sa cosa sono, quando e dove si realizzeranno, ed ha il compito di comunicarlo a un frate cappuccino da lei prescelto, Padre Petar, con dieci giorni di anticipo.
Faranno assieme una settimana di preghiera e di digiuno poi P. Petar dovrà darne notizia al mondo tre giorni prima che si verifichino.
Lo scopo della Vergine, dice Mirjana, è di salvare tutti, invitando tutti a conoscere l’amore del suo Figlio e consegnare il proprio cuore a lui.
Di questi segreti sappiamo solo che il terzo parla di un segno inequivocabile e bello della sua presenza che la Vergine lascerà sulla collina della prima apparizione. Il settimo invece pare sia molto drammatico, ma Mirjana insiste che non c’è di che avere paura. Chi ha il Signore al primo posto nel cuore non ha nulla da temere.
Alla fine arriverà il tempo della pace, annuncia con sicurezza Mirjana. La Vergine infatti si è presentata a Medjugorje col titolo di Regina della Pace. Non si sa quando tutto accadrà.
Ma secondo padre Livio, che a Medjugorje ha dedicato una serie di libri e che con la sua radio, segue da anni lo svolgersi degli eventi, i fatti dell’11 settembre potrebbero essere l’inizio della vicenda di Medjugorje (per inciso sulle Twin Towers vi erano anche i potenti ripetitori di Radio Maria, che diffondevano i messaggi di Medjugorje).
Il Papa nell’ottobre del 2000, concludendo il grande Giubileo, rinnovò la consacrazione della terra al Cuore Immacolato di Maria dicendo che siamo a un bivio fra trasformare la terra in un luogo di rovine o farne un giardino.
A suo tempo furono fatti esperimenti scientifici, da parte di équipes di medici di chiara fama, che portano all’esclusione di qualsiasi forma di allucinazione e confermarono l’inspiegabilità, sotto il profilo puramente scientifico, dei fenomeni legati alle apparizioni.
Sembra che in un’occasione la Madonna abbia detto che tali sperimentazioni non erano necessarie. Effettivamente basta la semplice osservazione della normalità psicologica dei ragazzi, del loro equilibrio e di una progressiva maturazione umana e spirituale nel tempo per concludere che si tratta di testimoni del tutto attendibili.
Non si è mai sentito nessun abitante del luogo dubitare di loro, eppure quante mamme e quanti padri avrebbero desiderato che fosse un loro figlio o una loro figlia ad essere scelti come testimoni della Beata Vergine Maria! In quale paese del mondo non ci sono rivalità, piccole gelosie e contrasti di interesse? Tuttavia nessuno a Medjugorje ha mai messo in dubbio che la Madonna abbia scelto questi sei e non altri. Fra i ragazzi e le ragazze di Medjugorje non ci sono mai stati altri candidati veggenti.
Bisogna dare atto soprattutto alle famiglie di Bijakovici, la frazione di Medjugorje da dove sono originari i veggenti, di aver accettato disciplinatamente le scelte della Gospa, come lì viene chiamata la Madonna, senza mormorazioni e senza mai metterle in discussione. Satana, per tessere i suoi tortuosi intrighi, ha dovuto sempre ricorrere a gente estranea, trovando impermeabile la gente del posto.

Il tempo che passa è un grande galantuomo. Se qualcosa non va, prima o poi viene alla luce. La verità ha le gambe lunghe e questo lo si vede esaminando con animo sereno un periodo che ormai supera i 25 anni di apparizioni quotidiane.
Si tratta fra l’altro dell’età più difficile della vita, quella dell’adolescenza e della giovinezza, dai quindici ai trent’anni. Età tempestosa, soggetta alle evoluzioni più imprevedibili. Chi ha dei figli sa molto bene cosa significhi.
Eppure i ragazzi di Medjugorje hanno percorso questo lungo cammino senza appannamenti o eclissi di fede e senza sbandamenti morali. Chi conosce bene i fatti sa quali pesi abbiano dovuto sopportare fina dall’inizio, quando il regime comunista li perseguitava in vari modi, pedinandoli, impedendo la salita alla montagna delle apparizioni e perfino cercando di farli passare per dei malati mentali. Si trattava in fondo solo di ragazzi. Pensavano fosse sufficiente intimidirli. Una volta ho assistito a un blitz della polizia segreta che portò via Vicka e Marija per un interrogatorio. Il clima dei primi anni era denso di minacce. L’incontro quotidiano con la Madre celeste è sempre stata la vera forza che li ha sostenuti.
A questo si aggiunga l’ostilità del vescovo del luogo, il cui atteggiamento, comunque lo si voglia valutare, ha rappresentato e rappresenta tutt’ora una croce pesante da portare. Una delle veggenti una volta mi ha detto, quasi piangendo: «Il vescovo afferma che io sono una bugiarda». Conficcata nel fianco di Medjugorje resta una spina costituita dall’atteggiamento ostile di alcuni ambienti ecclesiastici e solo Dio sa perchè nella sua sapiente regìa ha voluto che la parrocchia, e in primo luogo i veggenti, portassero questa croce.
Sono stati anni di navigazione fra le onde di un oceano piuttosto agitato. Ma tutto questo è nulla di fronte alla fatica quotidiana dell’accoglienza dei pellegrini. Fin dai primi giorni delle apparizioni accorrevano a migliaia da tutta la Croazia e oltre. Poi incominciò la piena inarrestabile dei visitatori da ogni parte del mondo. A partire dalle prime ore del mattino le case dei veggenti erano assediate da ogni genere di persone che pregavano, interrogavano, piangevano e soprattutto speravano che la Madonna si chinasse sulle loro necessità.
A partire dal 1985 ho trascorso tutte le mie vacanze, un mese all’anno, a Medjugorje per aiutare alcuni veggenti nell’accoglienza dei pellegrini. Dal mattino alla sera questi ragazzi, e in modo particolare Vicka e Marija, accoglievano gruppi, testimoniavano i messaggi, ascoltavano le raccomandazioni, pregavano insieme alla gente. Le lingue si mescolavano, le mani si intrecciavano, i biglietti di richieste per la Madonna si accumulavano, i malati supplicavano, i più esagitati, in primo luogo naturalmente gli italiani, quasi assalivano le case dei veggenti. Mi chiedo come le famiglie abbiano potuto resistere in mezzo a questo assedio incessante.
Poi, verso sera, quando la gente sciamava verso la chiesa, ecco finalmente il momento della preghiera e dell’apparizione. Una sosta corroborante senza la quale non si sarebbe potuto andare avanti. Ma poi ecco la cena da preparare, gli amici, i parenti e i conoscenti invitati a tavola da servire, i piatti da lavare e infine, quasi sempre, il gruppo di preghiera fino a notte inoltrata.
Quale giovane avrebbe potuto resistere a questo tipo di vita? Quale l’avrebbe anche solo affrontata? Chi non avrebbe perso il suo equilibrio psicologico? Eppure a distanza di anni ti trovi di fronte delle persone serene, calme ed equilibrate, certe di quel che dicono, umanamente comprensive, consapevoli d ella loro missione. hanno i loro limiti e i loro difetti, per fortuna, ma sono semplici, limpidi e umili. Sono i sei ragazzi il segno primo e più prezioso della presenza della Madonna a Medjugorje.

Tratto da: ‘Perchè credo a Medjugorje’ (edizioni Sugarco) 1998
[Padre Livio Fanzaga]

24 giugno: Natività di San Giovanni Battista

Natività di San Giovanni Battista
IdM-Buona giornata!

Ain Karim (Galilea) Macheronte Transgiordania, I secolo giovannino batttista2

Giovanni Battista è l’unico santo, oltre la Madre del Signore, del quale si celebra con la nascita al cielo anche la nascita secondo la carne. Fu il più grande fra i profeti perché poté additare l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. La sua vocazione profetica fin dal grembo materno è circondata di eventi straordinari, pieni di gioia messianica, che preparano la nascita di Gesù. Giovanni è il Precursore del Cristo con la parole con la vita. Il battesimo di penitenza che accompagna l’annunzio degli ultimi tempi è figura del Battesimo secondo lo Spirito.
La data della festa, tre mesi dopo l’annunciazione e sei prima del Natale, risponde alle indicazioni di Luca. (Mess. Rom.)

Patronato: Monaci

Emblema: Agnello, ascia
Martirologio Romano: Solennità della Natività di san Giovanni Battista, precursore del Signore: già nel grembo della madre, ricolma di Spirito Santo, esultò di gioia alla venuta dell’umana salvezza; la sua stessa nascita fu profezia di Cristo Signore; in lui tanta grazia rifulse, che il Signore stesso disse, a suo riguardo, che nessuno dei nati da donna era più grande di Giovanni Battista.
Giovanni Battista è l’ultimo profeta dell’Antico Testamento e il primo Apostolo di Gesù, perché gli rese testimonianza ancora in vita. È tale la considerazione che la Chiesa gli riserva, che è l’unico santo dopo Maria ad essere ricordato nella liturgia, oltre che nel giorno della sua morte (29 agosto), anche nel giorno della sua nascita terrena (24 giugno); ma quest’ultima data è la più usata per la sua venerazione, dalle innumerevoli chiese, diocesi, città e paesi di tutto il mondo, che lo tengono come loro santo patrono.
E il santo più raffigurato nell’arte di tutti i secoli; non c’è pala d’altare o quadro di gruppo di santi, da soli o intorno al trono della Vergine Maria, dove non sia presente questo santo, rivestito di solito con una pelle d’animale e con in mano un bastone terminante a forma di croce. Senza contare le tante opere pittoriche dei più grandi artisti come Raffaello, Leonardo, ecc. che lo raffigurano bambino, che gioca con il piccolo Gesù, sempre rivestito con la pelle ovina e chiamato affettuosamente “San Giovannino”.
Ciò testimonia il grande interesse, che in tutte le epoche ha suscitato questo austero profeta, così in alto nella stessa considerazione di Cristo, da essere da lui definito “Il più grande tra i nati da donna”.
Nel Vangelo di San Luca (1, 5) si dice che era nato in una famiglia sacerdotale, suo padre Zaccaria era della classe di Abia e la madre Elisabetta, discendeva da Aronne. Essi erano osservanti di tutte le leggi del Signore, ma non avevano avuto figli, perché Elisabetta era sterile e ormai anziana. Un giorno, mentre Zaccaria offriva l’incenso nel Tempio, gli comparve l’arcangelo Gabriele che gli disse: “Non temere Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio che chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché sarà grande davanti al Signore” e proseguendo nel descrivere le sue virtù, cioè pieno di Spirito Santo, operatore di conversioni in Israele, precursore del Signore con lo spirito e la forza di Elia.

Dopo quella visione, Elisabetta concepì un figlio fra la meraviglia dei parenti e conoscenti; al sesto mese della sua gravidanza, l’arcangelo Gabriele, il messaggero celeste, fu mandato da Dio a Nazareth ad annunciare a Maria la maternità del Cristo e la venuta del precursore: anche Elisabetta, tua parente, nella vecchiaia ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio.

Maria allora si recò dalla cugina Elisabetta per farle visita e al suo saluto, declamò il bellissimo canto del Magnificat, per le meraviglie che Dio stava operando per la salvezza dell’umanità e mentre Elisabetta esultante la benediceva, anche il figlio che portava in grembo sussultò di gioia.

Della sua infanzia e giovinezza non si sa niente, ma quando ebbe un’età conveniente, Giovanni conscio della sua missione, si ritirò a condurre la dura vita dell’asceta nel deserto, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico.

Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio (28-29 d.C.), iniziò la sua missione lungo il fiume Giordano, con l’annuncio dell’avvento del regno messianico ormai vicino, esortava alla conversione e predicava la penitenza.

Molti cominciarono a pensare che egli fosse il Messia tanto atteso, ma Giovanni assicurava loro di essere solo il Precursore: Io vi battezzo con acqua per la conversione, ma colui che viene dopo di me è più potente di me e io non sono degno neanche di sciogliere il legaccio dei sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.
Alla delegazione ufficiale, inviatagli dai sommi sacerdoti disse, che egli non lo era affatto il Messia, ma che anzi Egli era già in mezzo a loro, ma essi non lo conoscevano; aggiungendo Io sono la voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia. Anche Gesù si presentò al Giordano per essere battezzato e Giovanni quando se lo vide davanti disse: Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! e a Gesù: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?” e Gesù: “Lascia fare per ora, poiché conviene che adempiamo ogni giustizia”.
Allora Giovanni acconsentì e lo battezzò e vide scendere lo Spirito Santo su di Lui come una colomba, mentre una voce diceva: “Questo è il mio Figlio prediletto nel quale mi sono compiaciuto”. Da quel momento Giovanni confidava ai suoi discepoli:€”Ora la mia gioia è completa. Egli deve crescere e io invece diminuire” (Gv 3, 29-30).
Autore: Antonio Borrelli

INNO

(dai Vespri di San Giovanni Battista)

Risuoni nella Chiesa, unanime e festoso, l’inno delle tue lodi, o Giovanni Battista.

Negli arcani silenzi del tempio d’Israele un angelo di Dio svela al padre il tuo nome.

Tu profeta fanciullo riconosci nel grembo della Vergine Madre l’atteso delle genti.

Tu sorgi dal deserto con il fuoco di Elia a convocare gli umili nel regno del Signore.

Sia lode e onore a Cristo, Parola del Dio vivo, al Padre e al Santo Spirito

nei secoli dei secoli.

Amen.

NOVENA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU’

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NOVENA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU’

O Sangue Preziosissimo, sorgente di vita eterna, prezzo e motivo dell’ universo, bagno sacro delle nostre anime, che difendi senza sosta la causa degli uomini presso il Trono della suprema Misericordia, io Ti adoro profondamente.

Io vorrei, se possibile, compensare le ingiurie e gli oltraggi che ricevi continuamente da parte degli uomini, soprattutto da parte di quelli che osano bestemmiare.

Chi potrebbe non benedire il Sangue così Prezioso, non essere infiammato d’amore per Gesù che l’ha versato?

Cosa sarei diventato se non fossi stato riscattato da questo Sangue Divino, che l’Amore ha fatto uscire fino all’ultima goccia dalle vene del mio Salvatore?

O Amore immenso, che ci hai donato questo balsamo di salvezza!

O balsamo inestimabile, che provieni dalla sorgente di un amore infinito!

Io ti scongiuro, che tutti i cuori e tutte le lingue Ti lodino, Ti benedicano e Ti rendano grazia, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Così sia.

Padre nostro…

Ave Maria…

Gloria al Padre…

Concludere con la recita delle Litanie al Preziosissimo Sangue.

Questa preghiera è da recitarsi per nove giorni consecutivi, e si raccomanda di assistere almeno ad una Messa durante il tempo della Novena.

LITANIE DEL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU’

Signore, pietà. Signore, pietà
Cristo, pietà. Cristo, pietà
Signore, pietà. Signore, pietà
Cristo, ascoltaci. Cristo ascoltaci
Cristo, esaudiscici. Cristo, esaudiscici

Padre celeste, Dio, abbi pietà di noi
Figlio redentore del mondo, Dio, abbi pietà di noi
Spirito Santo, Dio, abbi pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio, abbi pietà di noi

Sangue di Cristo, Unigenito dell’eterno Padre, salvaci
Sangue di Cristo, Verbo di Dio incarnato, “
Sangue di Cristo, della nuova ed eterna alleanza, “
Sangue di Cristo, scorrente a terra nell’agonia, “
Sangue di Cristo, profuso nella flagellazione,
Sangue di Cristo, stillante nella coronazione di spine,
Sangue di Cristo, effuso sulla croce,
Sangue di Cristo, prezzo della nostra salvezza,
Sangue di Cristo, senza il quale non vi è perdono,
Sangue di Cristo, nell’Eucaristia bevanda e lavacro delle anime,
Sangue di Cristo, fiume di misericordia,
Sangue di Cristo, vincitore dei demoni,
Sangue di Cristo, fortezza dei martiri,
Sangue di Cristo, vigore dei confessori,
Sangue di Cristo, che fai germogliare i vergini,
Sangue di Cristo, sostegno dei vacillanti,
Sangue di Cristo, sollievo dei sofferenti,
Sangue di Cristo, consolazione nel pianto,
Sangue di Cristo, speranza dei penitenti,
Sangue di Cristo, conforto dei morenti,
Sangue di Cristo, pace e dolcezza dei cuori,
Sangue di Cristo, pegno della vita eterna,
Sangue di Cristo, che liberi le Anime del purgatorio,
Sangue di Cristo, degnissimo di ogni gloria ed onore,

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, perdonaci, o Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, esaudiscici, o Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi
Ci hai redenti, o Signore, con il tuo Sangue. E ci hai fatti regno per il nostro Dio

PREGHIAMO
O Padre, che nel Sangue prezioso del tuo unico Figlio hai redento tutti gli uomini, custodisci in noi l’opera della tua misericordia, perché celebrando questi santi misteri otteniamo i frutti della nostra redenzione.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

20 giugno: MADONNA DELLA CONSOLATA

MADONNA DELLA CONSOLATA

IdM-Buona giornata!

PATRONA DI TORINO

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La devozione torinese verso la Consolata, Patrona dell’ Arcidiocesi, è certamente la più sentita oltre ad essere la più antica. Nella storia remota sull’origine del Santuario troviamo l’anziano Re Arduino di Ivrea che, ritiratosi nell’Abbazia di Fruttuaria, ebbe in sogno disposizione dalla Madonna, insieme a S. Benedetto e S. Maria Maddalena, di costruire tre chiese a lei dedicate: la Consolata, Belmonte nel Canavese e Crea nel Monferrato. Nel 1104 la Vergine apparve anche ad un cieco di Briancon, Giovanni Ravachio, a cui disse di recarsi a Torino dove, trovando un quadro che la rappresentava, avrebbe acquistato la vista. Messosi in viaggio per un momento gli si aprirono gli occhi presso Pozzo Strada, oggi vi sorge la parrocchia dedicata alla Natività di Maria, e vide da lontano il campanile di S. Andrea (antico titolo del Santuario). Giunto finalmente alla meta, scavando, trovò l’immagine della Vergine e acquistò la sospirata vista. Probabilmente l’icona era stata nascosta durante l’imperversare dell’eresia del vescovo iconoclasta Claudio, affinché non fosse distrutta. Accorse il vescovo Mainardo, allora residente a Testona di Moncalieri e la miracolosa immagine venne ricollocata con i dovuti onori. Quest’effige oggi non esiste più mentre vi è nella parte bassa del Santuario la cappella sotterranea detta “delle Grazie”.

Il complesso abbaziale di S. Andrea era retto dai benedettini che vi avevano trovato rifugio a causa delle scorribande saracene. Della loro presenza ci restano il millenario imponente campanile in stile romanico-lombardo. Ai benedettini subentrarono poi i Cistercensi Riformati. Il quadro oggi venerato è invece dono del Cardinale Della Rovere (il costruttore del Duomo) ed è attribuito ad Antoniazzo Romano. Opera della fine del XV secolo si ispira alla Madonna del Popolo di Roma. La devozione della città verso la Vergine fu sempre accompagnata a quella della Casa Regnante. I Savoia furono attenti ai vari interventi costruttivi facendo sì che vi lavorassero i migliori artisti al loro servizio. La devozione della città verso la Vergine Consolata è rimasta costante nei secoli, il popolo con i suoi sovrani vi si raccoglieva in preghiera sia nelle occasioni felici, sia in quelle infauste: centinaia di ex-voto lo testimoniano. Tra i vari avvenimenti che videro la Consolata particolarmente invocata, ricordiamo l’assedio alla città da parte dei francesi nel 1706. Torino resistette eroicamente per mesi agli attacchi del forte esercito nemico. Nel 1835 durante l’epidemia di colera, in ringraziamento per il limitato numero di vittime fu eretta all’esterno del Santuario una colonna con la statua della Vergine. Nel 1852 lo scoppio della vicina polveriera di Borgo Dora vide Paolo Sacchi, novello Pietro Micca, scongiurare la tragedia. Il vicino ospedale del Cottolengo subì gravissimi danni, tra le macerie restò illesa un’immagine della Consolata e fortunosamente non si registrò alcuna vittima.

Anche durante le due guerre mondiali i torinesi si rivolsero alla loro Patrona: centinaia di spalline militari, croci di guerra, un’edicola all’esterno e una lapide all’interno celo ricordano. Il Santuario fu meta di numerosi santi, tra gli altri ricordiamo S. Carlo Borromeo, S. Francesco di Sales, S. Giuseppe Benedetto Cottolengo, Don Bosco che portava qui i suoi ragazzi dal vicino Valdocco, S. Giuseppe Cafasso, qui si venerano le sue spoglie, S. Leonardo Murialdo che fuori dal portone faceva la questua per le sue opere, S. Ignazio da Santhià si raccoglieva lungamente in preghiera durante il suo giro in città prima di salire al Monte, il Beato Pier Giorgio Frassati vi sostava per la Messa prima di recarsi nelle soffitte dai poveri, S. Giuseppe Marello vi fu miracolato da ragazzo, la Beata Enrichetta Dominici del vicino Istituto S. Anna, il Venerabile Pio Brunone Lanteri fondatore degli Oblati di Maria Vergine che nell’800 ressero il Santuario. La festa si celebra, preceduta dalla solenne novena, il 20 giugno. Al tramonto del sole la statua argentea viene condotta in processione per le vie del centro cittadino. Migliaia di fedeli la seguono preceduti da tutti i religiosi e le religiose della città, da tutte le confraternite e dalle associazioni cattoliche di volontariato. Il Cuore pulsante della Diocesi il Santuario è un’oasi, in pieno centro cittadino, per temprare lospirito. Le celebrazioni si susseguono quasi ininterrottamente tutti i giorni e numerosi sacerdoti sono sempre presenti per riconciliare con Dio chiunque lo desidera.

Autore: Daniele Bolognini

E’ bello pregare Maria meditando che la consolata da Dio
è più che mai la Consolatrice nostra

“V

Oppresso dalla tribolazione, gemendo e piangendo
sotto il peso delle mie miserie
a Te ricorro o Beatissima Vergine Maria.
Tu sei in cielo la Regina degli Angeli e dei Santi
ma qui in terra Tu vuoi essere la Madre delle consolazioni.
Tu sei la Consolata ed io
tuo figlio
benchè indegno voglio essere consolato.
Io non ti chiedo onori, o Maria,
non piaceri, non ricchezze, io ti chiedo consolazione.
O Maria dolcissima, tu sai il modo,
tu conosci la via per esaudirmi
in Te pienamente mi affido.
Dì una parola a quel Gesù che con tanto amore
tieni fra le tue braccia
ed io gusterò la gioia del conforto.
Da te consolato, o Maria, e dal tuo divino Figlio,
io porterò in pace le mie stesse tribolazioni.
Mi sarà facile il soffrire, mi sarà dolce il morire
e come sarò giunto ai piedi del tuo trono
io canterò senza posa in eterno
le tue misericordie.
Amen
(3 Ave Maria)

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