Archivio | maggio 2017

I PRIMI SEI GIOVEDI’ DEL MESE

 

I PRIMI SEI GIOVEDI’ DEL MESE

Amore al SS. Sacramento in

ALEXANDRINA MARIA da COSTA

(salesiana cooperatrice 1904-1955)

Messaggera dell’Eucaristia

Alexandrina-Maria-da-Costa

 

Attraverso Alexandrina Gesù chiede che:

 

“… venga ben predicata e ben propagata la devozione ai Tabernacoli,  perchè per giorni e giorni le anime non Mi visitano, non Mi amano, non riparano…

Non credono che Io abito là.

Voglio che si accenda nelle anime la devozione verso queste prigioni d’Amore…

Sono tanti coloro che, pur entrando nelle Chiese, neppure Mi salutano e non si soffermano un momento ad adorarMi.

Io vorrei molte guardie fedeli, prostrate davanti ai Tabernacoli, per non lasciarvi accadere tanti e tanti crimini” (1934)

 

Durante gli ultimi 13 anni di vita, Alexandrina visse di sola Eucarestia, senza alimentarsi più. E’ l’ultima missione che Gesù le affida:

 

“…Faccio che tu viva solo di Me, per provare al mondo ciò che vale l’Eucaristia, 

e ciò che è la mia vita nelle anime: luce e salvezza per l’umanità” (1954)

 

Pochi mesi prima di morire la Madonna le disse:

 

“…Parla alle anime! Parla dell’Eucaristia! Parla loro del Rosario! 

Che si alimentino della carne di Cristo, della preghiera e del Mio Rosario ogni giorno!” (1955).

RICHIESTE E PROMESSE di GESU’

“Mia figlia, fa’ che io sia amato, consolato e riparato nella mia Eucarestia.

Di’ in mio nome che a quanti faranno bene la Santa Comunione, con sincera umiltà, fervore e amore per i primi 6 giovedì consecutivi e passeranno un’ora di Adorazione davanti al Mio Tabernacolo in intima unione con Me, prometto il cielo.

 

Di’ che onorino attraverso l’eucaristia le Mie Sante Piaghe, onorando per prima quella della Mia sacra spalla, così poco ricordata.

 

Chi al ricordo delle Mie Piaghe unirà quello dei dolori della Mia Madre benedetta e per loro Ci chiederà grazie spirituali o corporali, ha la Mia promessa che saranno accordate, a meno che non siano di danno per la loro anima.

 

Nel momento della loro morte condurrò con Me la Mia Santissima Madre per difenderli.” (25-02-1949)

 

” Parla dell’Eucaristia, prova dell’Amore infinito: è l’alimento delle anime.

Di’ alle anime che Mi amano, che vivano unite a Me durante il loro lavoro; 

nelle loro case, sia di girono che di notte, si inginocchino sovente in spirito, e a capo chino dicano:

 

Gesù, vi adoro in ogni luogo

dove abitate Sacramentato;

Vi faccio compagnia per coloro che Vi disprezzano,

Vi amo per coloro che non Vi amano,

Vi dò sollievo per coloro che Vi offendono.

Gesù, venite al mio cuore!

 

Questi momenti saranno per Me di grande gioia e consolazione.

Quali crimini si commettono contro di Me nella Eucaristia!”

giovedi220

Tratte dal libro: “Adoratori di Gesù con Alexandrina” Elledici Editore

A cura di Don Pierluigi Cameroni SDB e Maria Rita Scrimieri 

 

Clicca QUI per scaricare l’intero libretto

 

E’ l’ultimo giorno di maggio!

mamma celeste


E’ l’ultimo giorno di maggio!

Preghiamo l’Atto di consacrazione a Cristo per mezzo di Maria del Santo di Montfort. A confermare la nostra consacrazione offriamo la partecipazione della Santa Messa per questa intenzione, e, durante la Comunione al Corpo e Sangue del Signore, invochiamo e ringraziamo la Spirito Santo per averci guidato in questo cammino, per averci preparato a tale consacrazione, e pronunciamo con tutto il cuore una formula di consacrazione alla Madonna che lo Spirito ci suggerirà.

Con la gioia nel cuore cantiamo infine insieme a Maria il “Magnificat”ringraziando il Signore per le grandi cose che in noi ha fatto, fa e farà!Ogni nostra parola, azione, ogni pensiero, nella consacrazione a Maria, sarà nella piena libertà e nella perfetta adesione alla Volontà di Dio.Come Maria. Per essere tutti suoi. Per sempre. A lode e gloria di Dio.

ATTO DI CONSACRAZIONE TOTALE A MARIA
( Luigi Maria Grignon di Monfort )

Consapevole della mia vocazione cristiana,

io rinnovo oggi nelle tue mani, o Maria,

gli impegni del mio Battesimo.

Rinuncio a Satana, alle sue seduzioni,

alle sue opere, e mi consacro a GESU’ Cristo

per portare con Lui la mia croce nella fedeltà

di ogni giorno alla volontà del PADRE.

Alla presenza di tutta la Chiesa

ti riconosco per mia Madre e Sovrana.

A te offro la mia persona, la mia vita e

il valore delle mie buone opere,
passate, presenti e future.

Disponi di me e di quanto mi appartiene
alla maggior gloria di Dio,

nel tempo e nell’eternità.

Amen!

“Magnificat”

«L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi.
Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre».

La potenza del S. Rosario 6


Il Rosario salva il Brasile dal comunismo 1962-1964


“Cari figli! Tutte le preghiere che dite alla sera nelle vostre case siano per la conversione dei peccatori, perché il mondo si trova in grande peccato. Pregate il Rosario ogni sera.”
Messaggio del 8 ottobre 1984

rosario

Erano anni bui: il mondo era in uno stato di paura e confusione, la Russia stava cercando di farsi strada nel convertire quanti più paesi possibile al suo dominio. Nazioni impoverite, con governi corrotti e in subbuglio erano facili bersagli. Cuba era appena caduta in mani ai sovietici, e il Brasile nei loro piani avrebbe dovuto essere la loro prossima conquista. L’allora presidente Joao Goulart, stava fortemente spingendo per una forma di governo comunista. Iniziò a insediare noti comunisti in posizioni governative e allo stesso tempo cercava di convincere i cittadini che il comunismo era una buona cosa per il paese .

Con il cattolicesimo ancora forte nel Paese, il Cardinale de Barros Camara fece alla gente un discorso radiofonico. Disse che seguendo i consigli della Madonna di Fatima in materia di preghiera e di penitenza, il Brasile avrebbe potuto rovesciare la minaccia comunista. Il presidente Goulart gli rispose deridendo il rosario e dicendo che il governo avrebbe salvato l’economia dal collasso, non la preghiera.

Una donna brasiliana di nome Dona Amelia Bastos era molto preoccupata per questo pericolo imminente. Suo marito apparteneva a un gruppo di uomini chiamati “anti-rossi”, che si opponevano al comunismo in Brasile. Una notte Dona Amelia decise che anche lei avrebbe dovuto fare qualcosa. Formò subito un gruppo chiamato “campagna delle donne per la democrazia” (CAMDE) e iniziò a reclutare quante più persone possibili per pregare il rosario in grandi gruppi, per contrastare il piano di conquista comunista.
Grazie a lei, in una città chiamata Belo Horizonte un gruppo di 20.000 donne recitarono il rosario ad alta voce riuscendo a disperdere un raduno pro-comunismo. Il successo di questa protesta pacifica fornì l’ impulso per le donne cattoliche di andare avanti.

Con l’aiuto del cielo e del cardinale arcivescovo de Barros Camara, Dona Amelia reclutò l’ incredibile numero di 600.000 donne che sfilarono a San Paolo per pregare il rosario per la pace, chiedendo alla Madre di Dio di preservarle dal destino e dalle sofferenze delle donne martiri di Cuba, Polonia, Ungheria e altre nazioni asservite.
Leone Brizola, un importante policito comunista, non riuscì a fare il suo intervento previsto, sventato dal tintinnio di 3000 rosari e il mormorio delle preghiere nella sala del comizio.
Non una sola vita fu persa in questa incredibile serie di proteste anti-comuniste pacifiche, una campagna descritta da molti testimoni come “una delle manifestazioni più commoventi nella storia brasiliana.” Molti altri raduni del rosario si tennero nelle principali città, nonostante le minacce di azioni militari contro le donne col rosario.
Sotto questa pressione, il 1 aprile 1964 il presidente Goulart lasciò il paese, insieme a molti membri del governo .

Preghiamo il rosario per proteggere anche il nostro paese dalla corruzione e dalle leggi anti cristiane!

Visitazione della Beata Vergine Maria

Visitazione della Beata Vergine Maria
IdM-Buona giornata!

vaisitazDopo l’annuncio dell’Angelo, Maria si mette in viaggio (“frettolosamente” dice S. Luca) per far visita alla cugina Elisabetta e prestarle servizio. Aggregandosi probabilmente ad una carovana di pellegrini che si recano a Gerusalemme, attraversa la Samaria e raggiunge Ain-Karim, in Giudea, dove abita la famiglia di Zaccaria. E’ facile immaginare quali sentimenti pervadano il suo animo alla meditazione del mistero annunciatole dall’angelo. Sono sentimenti di umile riconoscenza verso la grandezza e la bontà di Dio, che Maria esprimerà alla presenza della cugina con l’inno del Magnificat, l’espressione “dell’amore gioioso che canta e loda l’amato(S. Bernardino da Siena): “La mia anima esalta il Signore, e trasale di gioia il mio spirito…“. La presenza del Verbo incarnato in Maria è causa di grazia per Elisabetta che, ispirata, avverte i grandi misteri operanti nella giovane cugina, la sua dignità di Madre di Dio, la sua fede nella parola divina e la santificazione del precursore, che esulta di gioia nel seno della madre. Maria rimane presso Elisabetta fino alla nascita di Giovanni Battista, attendendo probabilmente altri otto giorni per il rito dell’imposizione del nome. Accettando questo computo del periodo trascorso presso la cugina Elisabetta, la festa della Visitazione, di origine francescana (i frati minori la celebravano già nel 1263), veniva celebrata il 2 luglio, cioè al termine della visita di Maria. Sarebbe stato più logico collocarne la memoria dopo il 25 marzo, festa dell’Annunciazione, ma si volle evitare che cadesse nel periodo quaresimale. La festa venne poi estesa a tutta la Chiesa latina da papa Urbano VI per propiziare con la intercessione di Maria la pace e l’unità dei cristiani divisi dal grande scisma di Occidente. Il sinodo di Basilea, nella sessione del 10 luglio 1441, confermò la festività della Visitazione, dapprima non accettata dagli Stati che parteggiavano per l’antipapa. L’attuale calendario liturgico, non tenendo conto della cronologia suggerita dall’episodio evangelico, ha abbandonato la data tradizionale del 2 luglio (anticamente la Visitazione veniva commemorata anche in altre date) per fissarne la memoria all’ultimo giorno di maggio, quale coronamento del mese che la devozione popolare consacra al culto particolare della Vergine. “Nell’Incarnazione – commentava S. Francesco di SalesMaria si umilia confessando di essere la serva del Signore… Ma Maria non si indugia ad umiliarsi davanti a Dio perchè sa che carità e umiltà non sono perfette se non passano da Dio al prossimo. Non è possibile amare Dio che non vediamo, se non amiamo gli uomini che vediamo. Questa parte si compie nella Visitazione“.

Celebrazione Mariana per la conclusione del mese di Maggio in Vaticano – 31 Maggio 2000 –

gp2 Carissimi Fratelli e Sorelle!E’ sempre suggestivo questo momento di fede e di devoto omaggio a Maria, che conclude il mese di maggio, mese mariano. Avete recitato il Santo Rosario camminando verso questa Grotta di Lourdes, che si trova al centro dei Giardini Vaticani. Qui, davanti all’immagine della Vergine Immacolata, avete deposto nelle sue mani le vostre intenzioni di preghiera, meditando sul mistero che oggi si celebra: la Visitazione di Maria a Santa Elisabetta. In questo avvenimento, narrato dall’evangelista Luca, traspare una più profonda “visitazione”: quella di Dio al suo popolo, salutata dall’esultanza del piccolo Giovanni – il più grande tra i nati di donna (cfr Mt 11,11) – fin dal grembo della madre. Il mese mariano si conclude così nel segno del gaudio – secondo mistero “gaudioso” – nel segno cioè della gioia, del giubilo. “Magnificat anima mea Dominum / et exultavit spiritus meus in Deo salutari meo(Lc 1,46-47). Così canta la Vergine di Nazaret, che contempla il trionfo della divina misericordia. In Lei prorompe l’intima esultanza per i disegni di Dio, il Quale predilige gli umili e i piccoli e li colma dei suoi beni. E’ questo il giubilo nello Spirito Santo, che farà esultare il cuore stesso del Redentore, commosso perché al Padre piace rivelare ai piccoli i misteri del Regno dei cieli. “Magnificat anima mea Dominum! ” Così cantiamo anche noi questa sera, con l’animo colmo di riconoscenza verso Dio. Lo ringraziamo perché in questo mese di maggio del Grande Giubileo, ci ha dato modo di sperimentare con speciale intensità la presenza della Madre del Redentore, presenza assidua e orante, come nella prima Comunità di Gerusalemme. Possa il suo cantico di lode diventare quello di ogni anima cristiana per il grande mistero dell’amore di Dio, che, in Cristo, “ha visitato e redento il suo popolo! (Lc 1,68) E’ questo il mio augurio, al termine del mese mariano ed in questa vigilia dell’Ascensione di Gesù, che ci invita a volgere lo sguardo verso il Cielo, dove Egli ci attende, assiso alla destra del Padre. Ritornando nelle vostre case, portate la gioia di quest’incontro e mantenete fisso lo sguardo dell’animo su Gesù, nella speranza di poter essere un giorno con Lui, uniti nella stessa gloria. Vi accompagni Maria con materna sollecitudine nel vostro cammino! Con questi sentimenti, imparto di cuore la Benedizione Apostolica a voi tutti qui presenti ed ai vostri cari.

Giovanni Paolo II

La potenza del S. Rosario 5


“Per ricompensarti del piccolo servizio che mi hai reso portando la corona…”


“Cari figli, oggi come mai prima vi invito alla preghiera. Che la vostra preghiera sia preghiera per la pace. Satana é forte e desidera distruggere non solo la vita umana ma anche la natura e il pianeta su cui vivete. Perciò, cari figli, pregate per poter essere protetti attraverso la preghiera con la benedizione della pace di Dio. Dio mi ha mandato tra voi per aiutarvi. Se volete, afferrate il Rosario; già solo il Rosario può fare i miracoli nel mondo e nella vostra vita. Io vi benedico e rimango con voi finché Dio lo vuole. Grazie perché non tradirete la mia presenza qui. Grazie perché la vostra risposta serve al bene e alla pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
Messaggio del 25 gennaio 1991

rosario
Alfonso, re di Léon e di Galizia, desiderando che i suoi domestici onorassero la Vergine santa col Rosario, pensò bene di portare al fianco una grossa corona per incitarli con il suo esempio, senza ch’egli, tuttavia, si obbligasse a recitarlo; in tal modo indusse tutti i componenti la corte a recitarlo devotamente. Il re si ammalò e giunse agli estremi. Lo si credeva già morto, ed invece era semplicemente rapito in estasi e portato davanti al tribunale di Gesù Cristo. Vide i demoni che l’accusavano di tutti i delitti che aveva commesso; il divin Giudice era già sul punto di condannarlo alla pena eterna, quando la Vergine intervenne presso il Figlio per intercedere in favore del re. Si prese allora una bilancia, si buttarono su un piatto tutti i peccati del re; la Madonna gettò sull’altro piatto il grosso Rosario che Alfonso aveva portato per onorarla, vi aggiunse i Rosari che, dietro il suo esempio, aveva fatto recitare. Tutto questo pesò più dei peccati; ed allora la Vergine gli disse guardandolo benignamente: “Per ricompensarti del piccolo servizio che mi hai reso portando la corona, ti ho ottenuto da mio Figlio di vivere ancora per alcuni anni, Impiegali bene e fai penitenza”.
Ritornato in sé il re esclamò: “O benedetto Rosario della Vergine, al quale devo di essere sfuggito dalla dannazione eterna!”. E dopo aver riacquistato la salute, fu sempre devoto del Rosario che recitò ogni giorno.
Che i devoti della Vergine santa si studino di attirare il maggior numero possibile di fedeli nella recita del santo Rosario, ad esempio di questo re; godranno dei suoi favori quaggiù e la vita eterna. “Chi mi mette in luce avrà la vita eterna” (Sir 24,31).

“Innamorati di San Giuseppe”: Beata Maria Repetto

“Innamorati di San Giuseppe” Suor Maria Repetto

Suor Maria Repetto, suora brignolina, che Papa Giovanni Paolo II ha beatificato il 4 ottobre 1981, aveva una fiducia illimitata in san Giuseppe. Non cessava di consigliare di ricorrere a lui. Quando le si chiedeva qualcosa di un po’ difficile, si recava innanzi tutto a pregare davanti alla statua di san Giuseppe, poi tornava e dava la risposta attesa. Un giorno, una moglie raccomanda suo marito diventato cieco. Suor Maria le consiglia di pregare san Giuseppe, poi va nella sua stanza e gira verso il muro il quadro che raffigura il santo, dicendo: «Prova un po’ anche tu quel che significa essere nel buio». Il giorno seguente, la donna torna ed annuncia che, improvvisamente, il marito ha ricuperato la vista! Subito suor Maria corre nella sua stanza e rigira il quadro, dicendo con semplicità: «Grazie, san Giuseppe!» Il suo modo di fare, che può stupire, denota una libertà del tutto filiale nei riguardi del grande santo. Seguendo l’esempio della beata Maria Repetto, ricorriamo a san Giuseppe per tutte le nostre necessità, temporali e spirituali, ed applichiamoci ad imitare le sue virtù. Il Beato Giovanni XXIII affermava, il 19 marzo 1961: «Chiunque voglia salvarsi, essere al sicuro nella casa del Padre e conservare i doni preziosi della natura e della grazia ricevuti da Dio, deve semplicemente conformarsi al perpetuo insegnamento del Vangelo e della Chiesa, di cui l’umile vita di san Giuseppe ci offre un esemplio molto attraente». http://www.clairval.com/index.it.html

Ascensione del Signore

Ascensione del Signore
IdM-Buona giornata!

ascensione

L’Ascensione di Gesù al Cielo, è la grandiosa conclusione della permanenza visibile di Dio fra gli uomini, preludio della Pentecoste, inizia la storia della Chiesa e apre la diffusione del cristianesimo nel mondo.

Senso biblico del termine ‘Ascensione’
Secondo una concezione spontanea e universale, riconosciuta dalla Bibbia, Dio abita in un luogo superiore e l’uomo per incontrarlo deve elevarsi, salire.
L’idea dell’avvicinamento con Dio, è data spontaneamente dal monte e nell’Esodo (19, 3), a Mosè viene trasmessa la proibizione di salire verso il Sinai, che sottintendeva soprattutto quest’avvicinamento al Signore; “Delimita il monte tutt’intorno e dì al popolo; non salite sul monte e non toccate le falde. Chiunque toccherà le falde sarà messo a morte”.
Il comando di Iavhè non si riferisce tanto ad una salita locale, ma ad un avvicinamento spirituale; bisogna prima purificarsi e raccogliersi per poter udire la sua voce. Non solo Dio abita in alto, ma ha scelto i luoghi elevati per stabilirvi la sua dimora; anche per andare ai suoi santuari bisogna ‘salire’.
Così lungo tutta la Bibbia, i riferimenti al ‘salire’ sono tanti e continui e quando Gerusalemme prende il posto degli antici santuari, le folle dei pellegrini ‘salgono’ festose il monte santo; “Ascendere” a Gerusalemme, significava andare a Iavhè, e il termine, obbligato dalla reale posizione geografica, veniva usato sia dalla simbologia popolare per chi entrava nella terra promessa, come per chi ‘saliva’ nella città santa.
Nel Nuovo Testamento, lo stesso Gesù ‘sale’ a Gerusalemme con i genitori, quando si incontra con i dottori nel Tempio e ancora ‘sale’ alla città santa, quale preludio all’”elevazione” sulla croce e alla gloriosa Ascensione.

I testi che segnalano l’Ascensione
I Libri del Nuovo Testamento contengono sporadici accenni al mistero dell’Ascensione; i Vangeli di Matteo e di Giovanni non ne parlano e ambedue terminano con il racconto di apparizioni posteriori alla Resurrezione.
Marco finisce dicendo: “Gesù… fu assunto in cielo e si assise alla destra di Dio” (XVI, 10); ne parla invece Luca: “Poi li condusse fin verso Betania, e alzate le mani, li benedisse. E avvenne che nel benedirli si staccò da loro e fu portato verso il cielo” (XXIV, 50-51).
Ancora Luca negli Atti degli Apostoli, attribuitigli come autore sin dai primi tempi, al capitolo iniziale (1, 11), colloca l’Ascensione sul Monte degli Ulivi, al 40° giorno dopo la Pasqua e aggiunge: “Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato tra di voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo”.
Gli altri autori accennano solo saltuariamente al fatto o lo presuppongono, lo stesso s. Paolo pur conoscendo il rapporto tra la Risurrezione e la glorificazione, non si pone il problema del come Gesù sia entrato nel mondo celeste e si sia trasfigurato; infatti nelle varie lettere egli non menziona il passaggio dalla fase terrestre a quella celeste.
Ma essi ribadiscono l’intronizzazione di Cristo alla destra del Padre, dove rimarrà fino alla fine dei secoli, ammantato di potenza e di gloria; “Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove Cristo sta assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra; siete morti infatti, e la vostra vita è nascosta conCristo in Dio!” (Colossesi, 3, 1-3).

I dati storici dell’Ascensione
Luca, il terzo evangelista, negli “Atti degli Apostoli” specifica che Gesù dopo la sua passione, si mostrò agli undici apostoli rimasti, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del Regno di Dio; bisogna dire che il numero di ‘quaranta giorni’ è denso di simbolismi, che ricorre spesso negli avvenimenti del popolo ebraico errante, ma anche con Gesù, che digiunò nel deserto per 40 giorni.
San Paolo negli stessi ‘Atti’ (13, 31) dice che il Signore si fece vedere dai suoi per “molti giorni”, senza specificarne il numero, quindi è ipotesi attendibile, che si tratti di un numero simbolico.
L’Ascensione secondo Luca, avvenne sul Monte degli Ulivi, quando Gesù con gli Apostoli ai quali era apparso, si avviava verso Betania, dopo aver ripetuto le sue promesse e invocato su di loro la protezione e l’assistenza divina, ed elevandosi verso il cielo come descritto prima (Atti, 1-11).
Il monte Oliveto, da cui Gesù salì al Cielo, fu abbellito da sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino con una bella basilica; verso la fine del secolo IV, la ricca matrona Poemenia edificò un’altra grande basilica, ricca di mosaici e marmi pregiati, sul tipo del Pantheon di Roma, nel luogo preciso dell’Ascensione segnato al centro da una piccola rotonda.
Poi nelle alterne vicende che videro nei secoli contrapposti Musulmani e Cristiani, Arabi e Crociati, alla fine le basiliche furono distrutte; nel 1920-27 per voto del mondo cattolico, sui resti degli scavi fu eretto un grandioso tempio al Sacro Cuore, mentre l’edicola rotonda della chiesa di Poemenia, divenne dal secolo XVI una piccola moschea ottagonale.

Il significato dell’Ascensione
San Giovanni nel quarto Vangelo, pone il trionfo di Cristo nella sua completezza nella Resurrezione, e del resto anche gli altri evangelisti, dando scarso rilievo all’Ascensione, confermano che la vera ascensione, cioè la trasfigurazione e il passaggio di Gesù nel mondo della gloria, sia avvenuta il mattino di Pasqua, evento sfuggito ad ogni esperienza e fuori da ogni umano controllo.
Quindi correggendo una mentalità sufficientemente diffusa, i testi evangelici invitano a collocare l’ascensione e l’intronizzazione di Gesù alla destra del Padre, nello stesso giorno della sua morte, egli è tornato poi dal Cielo per manifestarsi ai suoi e completare la sua predicazione per un periodo di ‘quaranta’ giorni.
Quindi l’Ascensione raccontata da Luca, Marco e dagli Atti degli Apostoli, non si riferisce al primo ingresso del Salvatore nella gloria, quanto piuttosto l’ultima apparizione e partenza che chiude le sue manifestazioni visibili sulla terra.
Pertanto l’intento dei racconti dell’Ascensione non è quello di descrivere il reale ritorno al Padre, ma di far conoscere alcuni tratti dell’ultima manifestazione di Gesù, una manifestazione di congedo, necessaria perché Egli deve ritornare al Padre per completare tutta la Redenzione: “Se non vado non verrà a voi il Consolatore, se invece vado ve lo manderò” (Giov. 16, 5-7).
Il catechismo della Chiesa Cattolica dà all’Ascensione questa definizione: “Dopo quaranta giorni da quando si era mostrato agli Apostoli sotto i tratti di un’umanità ordinaria, che velavano la sua gloria di Risorto, Cristo sale al cielo e siede alla destra del Padre. Egli è il Signore, che regna ormai con la sua umanità nella gloria eterna di Figlio di Dio e intercede incessantemente in nostro favore presso il Padre. Ci manda il suo Spirito e ci dà la speranza di raggiungerlo un giorno, avendoci preparato un posto”.

La celebrazione della festa liturgica e civile
La prima testimonianza della festa dell’Ascensione, è data dallo storico delle origini della Chiesa, il vescovo di Cesarea, Eusebio (265-340); la festa cadendo nel giovedì che segue la quinta domenica dopo Pasqua, è festa mobile e in alcune Nazioni cattoliche è festa di precetto, riconosciuta nel calendario civile a tutti gli effetti.
In Italia previo accordo con lo Stato Italiano, che richiedeva una riforma delle festività, per eliminare alcuni ponti festivi, la CEI ha fissato la festa liturgica e civile, nella domenica successiva ai canonici 40 giorni dopo Pasqua.
Al giorno dell’Ascensione si collegano molte feste popolari italiane in cui rivivono antiche tradizioni, soprattutto legate al valore terapeutico, che verrebbe conferito da una benedizione divina alle acque (o in altre regioni alle uova).
A Venezia aveva luogo una grande fiera, accompagnata dallo ‘Sposalizio del mare’, cerimonia nella quale il Doge a bordo del ‘Bucintoro’, gettava nelle acque della laguna un anello, per simboleggiare il dominio di Venezia sul mare; a Bari la benedizione delle acque marine, a Firenze si celebra la ‘Festa del grillo’.

Preghiere
Padre, che nell’Ascensione di Tuo Figlio proclami la Sua gloriosa Resurrezione e indichi a noi la nostra futura destinazione, donaci la volontà di inserire questa destinazione, il nostro futuro, cioè, nella vita di tutti i giorni, come presenza che ci liberi dalle strette frontiere delle cose terrene e ci dia la forza di sopportarne i momenti difficili.

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l’hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione. Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.