Archivio | 8 agosto 2017

8 agosto: San Domenico di Guzman

San Domenico di Guzman
Sacerdote e fondatore dell’Ordine Predicatori
IdM-Buona Giornata!

s.domenicoBurgos, 1170? – Bologna, 6 agosto 1221

Nasce nel 1170 a Caleruega, un villaggio montano della Vecchia Castiglia (Spagna) da Felice di Gusmán e da Giovanna d’Aza.
Suo tratto distintivo fin da giovane: carità e povertà.
Convinto che fosse necessario riportare il clero all’austerità di vita che era alla base dell’eresia degli Albigesi e dei Valdesi, fondò a Tolosa l’Ordine dei Frati Predicatori che, nato sulla Regola agostiniana, divenne qualcosa di totalmente nuovo, basato su predicazione itinerante, mendicità (per la prima volta legata ad un ordine clericale), una serie di osservanze di tipo monastico e studio approfondito.
San Domenico si distinse per rettitudine, spirito di sacrificio e zelo apostolico. Le Costituzioni dell’Ordine dei Frati Predicatori attestano chiarezza di pensiero, spirito costruttivo ed equilibrato e senso pratico che si rispecchiano nel suo Ordine, uno dei più importanti della Chiesa.
Sfinito dal lavoro apostolico ed estenuato dalle grandi penitenze, il 6 agosto 1221 muore circondato dai suoi frati, nel suo amatissimo convento di Bologna, in una cella non sua, perché lui, il Fondatore, non l’aveva.
Gregorio IX, a lui legato da una profonda amicizia, lo canonizzerà il 3 luglio 1234. (Avvenire)
Patronato: Astronomi
Etimologia: Domenico = consacrato al Signore, dal latino
Emblema: Stella in fronte, Giglio, Cane, Libro
Martirologio Romano: Memoria di San Domenico, sacerdote, che, canonico di Osma, umile ministro della predicazione nelle regioni sconvolte dall’eresia albigese, visse per sua scelta nella più misera povertà, parlando continuamente con Dio o di Dio. Desideroso di trovare un nuovo modo di propagare la fede, fondò l’Ordine dei Predicatori, al fine di ripristinare nella Chiesa la forma di vita degli Apostoli, e raccomandò ai suoi confratelli di servire il prossimo con la preghiera, lo studio e il ministero della parola. La sua morte avvenne a Bologna il 6 agosto.
(6 agosto: A Bologna, anniversario della morte di san Domenico, sacerdote, la cui memoria si celebra tra due giorni).
La fisionomia spirituale di S. Domenico è inconfondibile; egli stesso negli anni duri dell’apostolato albigese si era definito: “umile ministro della predicazione”. Attraverso lunghe notti passate in chiesa accanto all’altare e dalla tenerissima devozione verso Maria, aveva conosciuto la misericordia di Dio e “a quale prezzo siamo stati redenti”, per questo cercherà di testimoniare l’amore di Dio dinanzi ai fratelli. L’Ordine da lui fondato ha come scopo la salvezza delle anime mediante la predicazione che scaturisce dalla contemplazione: “contemplata aliis tradere” sarà la formula con cui s. Tommaso d’Aquino esprimerà l’ispirazione di s. Domenico e l’anima dell’Ordine. Per questo nell’Ordine da lui fondato hanno una grande importanza lo studio, la vita liturgica, la vita comune, la povertà evangelica.
Ardito, prudente, risoluto e rispettoso verso l’altrui giudizio, geniale sulle iniziative e obbediente alle direttive della Chiesa, Domenico è l’apostolo che non conosce compromessi né irrigidimenti: “tenero come una mamma, forte come un diamante”, lo ha definito Lacordaire.
Fonte: Edizioni Studio Domenicano, Bologna
per approfondimenti: www.santiebeati.it

Dalla «Storia dell’Ordine dei Predicatori»
O parlava con Dio, o parlava di Dio

Domenico era dotato di grande santità ed era sostenuto sempre da un intenso impeto di fervore divino. Bastava vederlo per rendersi conto di essere di fronte a un privilegiato della grazia. V’era in lui un’ammirabile inalterabilità di carattere, che si turbava solo per solidarietà col dolore altrui. E poiché il cuore gioioso rende sereno il volto, tradiva la placida compostezza dell’uomo interiore con la bontà esterna e la giovialità dell’aspetto. Si dimostrava dappertutto uomo secondo il Vangelo, nelle parole e nelle opere. Durante il giorno nessuno era più socievole, nessuno più affabile con i fratelli e con gli altri. Di notte nessuno era più assiduo e più impegnato nel vegliare e pregare.
Era assai parco di parole e, se apriva la bocca, era o per parlare con Dio nella preghiera o per parlare di Dio. Questa era la norma che seguiva e questa pure raccomandava ai fratelli. La grazia che più insistentemente chiedeva a Dio era quella di una carità ardente, che lo spingesse a operare efficacemente alla salvezza degli uomini. Riteneva infatti di poter arrivare a essere membro perfetto del corpo di Cristo solo qualora si fosse dedicato totalmente e con tutte le forze a conquistare anime. Voleva imitare in ciò il Salvatore, offertosi tutto per la nostra salvezza.
A questo fine, ispirato da Dio, fondò l’Ordine dei Frati Predicatori, attuando un progetto provvidenziale da lungo accarezzato. Esortava spesso i fratelli, a voce e per lettera, a studiare sempre l’Antico e il Nuovo Testamento. Portava continuamente con sé il vangelo di Matteo e le lettere di san Paolo, e meditava così lungamente queste ultime da arrivare a saperle quasi a memoria. Due o tre volte fu eletto vescovo; ma egli sempre rifiutò, volendo piuttosto vivere con i suoi fratelli in povertà. Conservò illibato sino alla fine lo splendore della sua verginità.
Desiderava di essere flagellato, fatto a pezzi e morire per la fede di Cristo. Gregorio IX ebbe a dire di lui: «Conosco un uomo, che seguì in tutto e per tutto il modo di vivere degli apostoli; non v’é dubbio che egli in cielo sia associato alla loro gloria».(Libellus de Principiis O.P.; Acta canoniz. sancti Dominici; Monumenta O.P. Mist. 16, Romae 1935, pp. 30 ss., 146-147).

ORIGINI DEL SANTO ROSARIO
(Tratto da “Il segreto ammirabile del Santo Rosario” – S. Luigi)
rosario (2)Il Rosario contiene due elementi: l’orazione mentale e l’orazione vocale. La mentale consiste nella meditazione dei principali misteri della vita, della morte e della gloria di Gesù Cristo e della sua santissima Madre. La vocale consiste nel dire quindici decine di Ave Maria, ognuna preceduta da un Pater, meditando e contemplando in pari tempo le quindici principali virtù praticate da Gesù e da Maria nei quindici misteri del santo Rosario. Nella prima parte di cinque decine, si onorano e si considerano i cinque misteri gaudiosi; nella seconda i cinque misteri dolorosi; nella terza i cinque misteri gloriosi. In questo modo il Rosario risulta composto da preghiere vocali e da meditazione per onorare e imitare i misteri e le virtù della vita, della passione e morte e della gloria di Gesù Cristo e di Maria. Il santo Rosario, essendo sostanzialmente composto della preghiera di Cristo Gesù e della salutazione angelica il Pater e l’Ave e della meditazione dei misteri di Gesù e di Maria, è senza dubbio la prima e la principale devozione in uso presso i fedeli, dal tempo degli Apostoli e dei primi discepoli, dì secolo in secolo giunta fino a noi. Tuttavia, nella forma e nel metodo in cui è recitato attualmente, fu ispirato alla Chiesa e suggerito dalla Vergine a san Domenico per convertire gli Albigesi e i peccatori, soltanto nel 1214, nel modo che sto per dire, così come lo riferisce il beato Alano della Rupe nel suo celebre libro De Dignitate psalterii. San Domenico, constatando che i peccati degli uomini erano di ostacolo alla conversione degli Albigesi, si ritirò in una foresta presso Tolosa e vi restò tre giorni e tre notti in continua preghiera e penitenza. E tali furono i suoi gemiti e i suoi pianti, le sue penitenze a colpi di disciplina per placare la collera di Dio che cadde svenuto. La Vergine santa, allora gli apparve accompagnata da tre principesse del cielo e gli disse: “Sai tu, caro Domenico, di quale arma si servì la SS. Trinità per riformare il mondo?” “Signora mia -le rispose- voi lo sapete meglio di me: dopo il figliolo vostro Gesù voi foste lo strumento principale della nostra salvezza”. Ella soggiunse: “Sappi che l’arma più efficace è stato il Salterio angelico, che è il fondamento della Nuova Alleanza; perciò se tu vuoi conquistare a Dio quei cuori induriti, predica il mio salterio”. Il Santo si ritrovò consolato e ardente di zelo per la salvezza di quelle popolazioni, andò nella cattedrale di Tolosa. Immediatamente le campane, mosse dagli angeli, suonarono a distesa per radunare gli abitanti. All’inizio della sua predica si scatenò un furioso temporale; il suolo sussultò, il sole si oscurò, tuoni e lampi continui fecero impallidire e tremare tutto l’uditorio. Il loro spavento crebbe quando videro una effige della Vergine, esposta in luogo ben visibile, alzare per tre volte le braccia al cielo e chiedere la vendetta di Dio su di loro qualora non si convertissero e non ricorressero alla protezione della santa Madre di Dio. Questo prodigio del cielo infuse la più alta stima per la nuova devozione del Rosario e ne estese la conoscenza. Il temporale finalmente cessò per le preghiere di san Domenico, che proseguì il discorso spiegando l’eccellenza del santo Rosario con tanto fervore ed efficacia da indurre quasi tutti gli abitanti di Tolosa ad abbracciarne la pratica e a rinunciare ai propri errori. In breve tempo si notò nella città un grande cambiamento di costumi e di vita. Questo prodigioso stabilirsi del santo Rosario, che ricorda un poco il modo con cui Dio promulgò la Legge sul Sinai, mostra con chiarezza l’eccellenza di questa sublime pratica. San Domenico, ispirato dallo Spirito Santo, istruito dalla Vergine e dalla sua personale esperienza, fin che visse predicò il Rosario con l’esempio e con la parola, nelle città e nelle campagne, ai grandi e ai piccoli, ai sapienti ed agli ignoranti ai cattolici ed agli eretici. Il santo Rosario, ch’egli recitava ogni giorno, era la sua preparazione alla predica e il suo appuntamento dopo la predicazione.
Le quindici promesse della Vergine Maria a coloro che recitano il S. Rosario
(Rivelate a San Domenico e al Beato Alano della Rupe):
1) Chiunque mi servirà fedelmente recitando il Rosario, riceverà grazie cospicue.
2) Io prometto la mia speciale protezione e le più grandi grazie a tutti quelli che reciteranno il Rosario.
3) Il Rosario sarà un arma potentissima contro l’inferno, distruggerà i vizi, farà diminuire i peccati e sconfiggerà le eresie.
4) Il Rosario procurerà le virtù e farà fiorire le buone opere: otterrà per le anime l’abbondante misericordia di Dio: sottrarrà i cuori delle persone dall’amore del mondo e delle sue vanità e li eleverà al desiderio delle cose eterne: che santificazione avranno le anime con questi mezzi!
5) L’anima che raccomanderà se stessa con la recita del Rosario non perirà.
6) Chiunque reciterà il S. Rosario devotamente, applicandosi alla considerazione dei misteri non sarà mai vinto dalla disgrazia: Dio non lo castigherà nella sua giustizia ed egli non morirà di morte improvvisa: se sarà giusto, rimarrà in grazia di Dio e diverrà degno della vita eterna.
7) Chiunque avrà una vera devozione per il Rosario non morirà senza i Sacramenti della Chiesa.
8) Coloro che sono fedeli alla recita del Rosario avranno durante la loro vita e alla loro morte la luce di Dio e la pienezza delle sue grazie: al momento della morte parteciperanno dei meriti dei santi del Paradiso
9) Libererò dal purgatorio coloro che saranno stati devoti del Rosario.
10) I figli devoti del Rosario meriteranno un alto grado di gloria in Paradiso.
11) Otterrai ciò che mi chiedi con la recita del Rosario.
12) Tutti quelli che propagheranno il Rosario saranno aiutati da me nelle loro necessità.
13) Io ho ottenuto dal mio Divin Figlio che tutti i sostenitori del Rosario avranno come intercessori l’intera corte celeste durante la loro vita e nell’ora della morte.
14) Tutti quelli che recitano il Rosario sono miei figli, fratelli e sorelle del mio unico Figlio, Gesù.
15) La devozione al mio Rosario è un grande segno di predestinazione.

Recitate ogni giorno il Rosario, per ottenere la pace nel mondo
” — Nostra Signora di Fatima, 1917

Preghiera:

Guida e proteggi, Signore, la tua Chiesa per i meriti e gli insegnamenti di san Domenico nostro Padre;

egli, che fu insigne predicatore della tua verità, interceda come nostro patrono davanti a te.

Per il nostro Signore.