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La festa degli… “Innamorati”

Se sapeste quanto vi amo, piangereste di gioia!


Figlioli cari, se qualcuno viene da voi e vi chiede qualcosa,
voi gliela date.
Ecco: anch’io sto davanti ai vostri cuori e busso, ma molti non si aprono.
Io vorrei tutti voi per me, ma molti non mi accettano.
Pregate perché il mondo accolga il mio amore!
(1 marzo 82)

hearts

La festa degli innamorati ?
 La festa degli “ Innamorati di Maria ” !!

Auguri a tutti !

Alla nostra Mamma celeste facciamo un dono speciale:
i nostri cuori!


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Evviva!
Innamorati di Maria
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[Innamorati di Maria] I gigli del campo

Carissimi,

ho letto quelle poche (in confronto a quanti siamo) considerazioni che alcuni hanno espresso sulle prossime elezioni, ma so che anche altri la pensano allo stesso modo. E sono d’accordo con tutti, perché sono le riflessioni che tutti i cattolici, me compresa, si stanno facendo in questi giorni.

 

Apparentemente non ci sono soluzioni, né lo è Casini (e men che meno Fini!) in quanto, alleandosi con le sinistre, per forza di cose dovrà sottostare alle decisioni dei più forti non avendo alcuna possibilità di opporsi all’approvazione delle leggi contro Dio. Il PdL, per bocca di Berlusconi, ha già detto che appoggerà il matrimonio omosessuale, con quel che seguirà di adozioni etc, e quindi non c’è scampo.

 

Nessuno si illuda diversamente, perché la politica è fatta di compromessi e di numeri. E i compromessi sono patti segreti che sfuggono alle masse perché si stipulano nel chiuso delle stanze.

 

Premetto che ho lavorato per oltre trent’anni in ambiente politico e quindi ne conosco le dinamiche, le dietrologie, il significato vero delle alleanze pubbliche e dei compromessi sotterranei, gli equilibrismi, i giochi di potere e i ricatti.

 

Il sistema quello è, per cambiarlo bisognerebbe ribaltare d’un botto tutti coloro che ne fanno parte e capite che non è possibile. Né sarebbe auspicabile una rivoluzione che, come dimostra la Storia, castiga gli onesti e affama le popolazioni, mentre manda al governo delle Nazioni i delinquenti e i fuori di testa. E staremmo peggio di prima, come è sempre accaduto.

 

Ci resta solo una speranza, quella cristiana.

 

E l’unico partito cristiano, a mio avviso, certificato dalla testa ai piedi è quello di Magdi Cristiano Allam, pregando il Signore che ce la faccia a far approvare le liste, perché i tempi tecnici sono scarsi. Quindi se ciò accadrà sarà un segno del Cielo e ad un primo miracolo potrebbero seguirne anche altri.

 

Perché fidarsi di lui? Per varie ragioni. La prima è che uno che ha il coraggio di farsi emettere una fatwa (=condanna a morte islamica) per essersi fatto battezzare dal Papa in persona, pubblicamente, davanti alle telecamere di tutto il mondo così da dover vivere sotto protezione, essendo disposto a dare la propria vita per la sua fede in Cristo è affidabile a prescindere.

 

Quanti di noi, con la sua notorietà, si sarebbero comportati ugualmente? Tutti gli islamici che si fanno battezzare lo fanno in segreto, anche in Italia, questo va risaputo.

 

Seconda ragione. Un convertito, e convertito non per comodo o superficialmente, ma avendo capito che essere cristiani vuol dire, all’occorrenza, offrire anche il proprio sangue (quanti di noi se lo ricordano che dovremmo vivere ad imitazione totale di Cristo?) non tradirà certamente la causa di Cristo, perché la sua vita l’ha già disprezzata.

 

Non andrà per ora al Governo, certo, ma non sono affatto voti buttati via. Per tirare fuori dal cilindro un partito nuovo, come lo fu a suo tempo Forza Italia e come è oggi il Movimento5Stelle di Grillo, ci vogliono milioni di euro e grandi potenti interessati a spenderli.

 

Magdi Cristiano Allam non ha le spalle personaggi così inquietantemente ricchi, ha solo oneste e volonterose persone che stanno facendo il possibile e l’impossibile perché si avveri il sogno.

 

Se riusciranno ad entrare in Parlamento otterranno il premio economico previsto, scarso rispetto a quello degli altri, ma sufficiente a far stabilizzare il partito, mentre nel frattempo i nuovi deputati cominceranno a familiarizzare con le regole parlamentari, a formare  i nuovi quadri, a farsi conoscere nelle tv, in cui ora non vengono invitati perché sono dei nessuno, e faranno un’opposizione costruttiva. E fra cinque anni potremo avere il NOSTRO PARTITO.

 

Voglio ricordare che i radicali, da soli e inventando i numeri, strillando e battendo le grancasse, sono riusciti a far approvare le leggi sul divorzio e sull’aborto. Quindi non è necessario essere in tanti per ottenere l’impossibile quando si è determinati e si va da soli.

 

Gli altri hanno i soldi e le alleanze già bell’e fatte? Noi abbiamo le ricchezze del nostro credo e le alleanze con la SS. Trinità e Maria Vergine. Scusate se è poco.

 

 

Le obiezioni poi sul fatto che nei programmi di Io Amo L’Italia vi sia anche l’uscita dall’euro attengono ad un futuro per ora remoto: oggi come oggi non ci sono le condizioni perché ciò avvenga, per le ragioni di cui sopra.

 

Ma senza volermi dilungare su un’ipotesi prematura, mi sono informata da amici economisti e non è affatto un’idea sballata come può sembrare a prima vista. Va tenuto conto che Allam ha i suoi consulenti economici, era il vicedirettore del Corriere della sera, non è uno sprovveduto qualunque. Le vere  sparate a salve sono quelle di Grillo che  neanche si candiderà, ma questa è un’altra storia.

 

Io ho detto la mia e la sosterrò in tutte le sedi in cui mi è possibile farlo, preferisco seminare oggi per avere un vero partito cattolico domani, piuttosto che votare oggi un partito, sicuramente alleato con gli atei, che non tutelerà comunque i valori non negoziabili e che mi sta circuendo con la promessa di darmi da mangiare anche domani: questo sì che sarebbe un voto perso, perché il Signore mi ha già garantito che provvederà a me come fa con i gigli del campo e gli uccelli del cielo….

 

Vi abbraccio tutti. Paola

La strategia del maligno e del mondo

 

Cari amici,
Abbiamo visto sui vari social networks il polverone che si è sollevato sulla vicenda del Papa che, in Uganda – secondo i titoli dei giornali – ha semplicemente “benedetto la promotrice di una legge che prevede la pena di morte per le persone omosessuali”. I giornali hanno interpretato la benedizione del Papa come un consenso della Chiesa alla decisione di sterminare gli omosessuali, ignorando volutamente non solo il senso della benedizione fatta alla persona, ma anche il fatto che la Chiesa già si era pronunciata contro tale ingiustizia nel 2009, condannando tale legge come ingiusta e disumana. 

Se ci fate caso, l’attacco contro il Papa si basa su un travisamento voluto e architettato delle parole e delle azioni del Pontefice, al fine di screditare la Chiesa e naturalmente, vero obiettivo, di suscitare imbarazzo e vergogna in coloro che si professano pubblicamente cristiani cattolici e testimoniano, anche attraverso Facebook e Twitter, il loro amore filiale al Papa e alla Chiesa.

Insomma, il demonio è ripetitivo e banale: nell’anno del sacerdozio proclamato dal Papa, il demonio, attraverso il mondo mediatico ha attaccato la figura sacerdotale, dandone un’immagine distorta attraverso il clamore suscitato sulla pedofilia nella Chiesa; in quest’anno della fede, ad essere sotto attacco è colui che, per volontà di Cristo stesso, è il custode della fede, colui che “conferma i fratelli nella fede”, cioè il Papa.

La strategia del maligno e del mondo è la seguente: non potendo attaccare i contenuti di fede, mostrandosi così “tollerante” sulle diverse fedi di ogni religione (compresa quella cattolica), si preferisce attaccare “di traverso” il Papa e la Chiesa sui temi scottanti che costituiscono l’ossatura della convivenza sociale, e cioè:
  1. l’Eutanasia
  2. L’Aborto 
  3. I matrimoni omosessuali.
Ebbene, su questi temi si è scatenato l’inferno stesso, in seguito alle affermazioni del Papa che, giustamente, fa il suo dovere di Papa, affermando che sono minacce contro la pace e contro i valori morali indissolubili.
Apriti cielo!

Ciò che si sente dire sui social networks è sconvolgente, si arriva persino al delirio, e, ciò che è più grave è che la persona delirante pensa di dire cose giuste, facendosi paladina della vera pace, che consisterebbe nel difendere aborto, eutanasia e nozze gay come fossero diritti umani.
Si sente dire infatti che “l’eutanasia è il gesto disperato di chi ama troppo; l’aborto, spesso e mal volentieri, è un dolore che trascini dentro per tutta una vita; e il matrimonio gay è espressione di un amore come tanti nel mondo.”
Queste parole riassumono il pensiero di tanti, e fanno breccia nel cuore di tanti perché se apparentemente mostrano amore e compassione, nascondono però al loro interno un veleno mortale pericolosissimo.
E’ mai possibile, infatti, che per amore si possa uccidere? Procurare la morte non è contrario all’amore? Se uno Stato permette di uccidere chi non si può difendere, come per esempio i malati terminali o i bambini non ancora nati, lo Stato stesso non si fa forse complice di misfatti inauditi mettendo a repentaglio la stessa pace? Se sono autorizzato dallo Stato a uccidere gli innocenti, perché dunque non posso attentare alla vita dei miei simili in altro modo? E’ ridicolo, allora, proclamare diritto umano l’aborto e l’eutanasia, e poi manifestare se un cane viene maltrattato o sdegnarsi e inorridirsi se una classe di bambini viene mitragliata da un pazzo suicida. Certo, bisogna inorridirsi per queste cose, bisogna chiedere giustizia per questo, ma occorre fare altrettanto per l’eutanasia e l’aborto, proprio per essere coerenti!

Riguardo alle nozze gay, leggiamo cosa scrive il Papa:
“”Anche la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale.”

Se il Papa è contro questi “diritti umani”, allora è un nemico della pace, un vero nazista, e coloro che amano e difendono il Papa sono anch’essi dei nemici da combattere.
La Chiesa è ancora una volta perseguitata su fondamento di una menzogna.

Per questo motivo, noi che amiamo il Papa, non dobbiamo vergognarci di postare sul nostro profilo Facebook o Twitter il nostro amore per il Papa, magari diffondendo la verità dei fatti e sottolineando l’errore diffuso dai Media ai danni della Verità.

Un nuovo scisma?

Carissimi,
ci siamo accorti tutti che la SS. Vergine ha ricominciato insistentemente a chiederci di pregare per i Sacerdoti. Lo aveva fatto spesso prima che, nel giugno 2009, il Papa indicesse l’anno sacerdotale. Poi ultimamente, di nuovo, l’appello.
Abbiamo anche visto, in questi trent’anni, che egli appelli della Madonna si sono compresi appieno solo quando i peggiori avvenimenti si sono verificati.
Quando Lei chiede di pregare per i Ministri che Gesù si è scelto tutti pensiamo sempre ai sacerdoti che conosciamo, alle loro carenze o a qualche torto che ci hanno fatto. E invece Lei si sta riferendo a un pericolo terribile che può dilaniare il Corpo Mistico di Cristo, che è la Chiesa, ancora peggio di come non lo sia già, portando altre sofferenze a tutti, noi compresi, visto che ne facciamo parte perché se un Membro soffre, soffre tutto il Corpo.
Vi riporto questo articolo tratto dal serissimo sito www.vaticaninsider.it del 2 febbraio scorso, che spiega cosa sta succedendo.
Preghiamo tutti con grande fervore per tutti i sacerdoti del mondo e per la Santa Chiesa.

VATICAN  INSIDER – Redazione
Roma

Monsignor Helmut Schueller, 59 anni, è un prete austriaco, parroco di St. Stephan nel villaggio di Probstdorf. In passato è stato presidente della Caritas austriaca e vicario generale del cardinale arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn. Finito il sodalizio con il cardinale, nel 2006 lancia l’iniziativa dei parroci, un “appello alla disobbedienza” che chiede, tra l’altro, il sacerdozio femminile, la comunione ai divorziati risposati, l’abolizione dell’obbligo del celibato, l’apertura ai laici. Insomma, riformare la Chiesa. Un recente sondaggio della Gfk-Umfrage ha rilevato che il 72% dei preti austriaci “simpatizza” con l’appello.

Il movimento (www.pfarrer-initiative.at) mette a dura prova la capacità di dialogo del cardinale Schoenborn, porporato molto vicino a Papa Ratzinger, in prima linea nel contrasto alla pedofilia. La settimana scorsa in Vaticano Schoenborn ha incontrato i vertici della Curia romana per affrontare il tema sempre più scottante dei “disobbedienti”. Segno che il Papa tedesco è particolarmente sensibile ad una protesta ecclesiastica che nasce proprio nel suo mondo germanico. E che, ormai, si estende in diversi paesi del mondo. Hanno già aderito alla iniziativa dei parroci tedeschi “600 preti irlandesi”, e poi sacerdoti in “Germania, Francia, Slovacchia, Australia, Stati Uniti, Africa e America Latina”.

Il prelato è soddisfatto che ci sia stata una riunione in Vaticano sulla Pfarrer-Initiative. “Lo abbiamo appreso dai mass media, non ne eravamo a conoscenza. E’ positivo che il Vaticano si confronti con la nostra proposta. Speriamo che anche i vescovi austriaci prendano in considerazione le nostre richieste”, afferma Schueller.

A dare notizia per primo della riunione in Vaticano, avvenuta il 23 gennaio, è stato il giornalista Guido Horst su ‘Vatican Insider’, secondo il quale “Papa Benedetto è preoccupato per la ribellione dei parroci in Austria. Il colloquio di lunedì scorso si è svolto in un ambiente circondato dalla massima riservatezza. Si vorrebbe evitare di dare l’impressione che sono sempre Roma e il Vaticano a prendere provvedimenti contro i caporioni”.

Alla riunione hanno preso parte, oltre a Schoenborn, i vescovi di Salisburgo (Alois Kothgasser), Graz (Egon Kapellari) e St. Poelten (Klaus Kueng), e poi esponenti della Segreteria di Stato e delle congregazioni per la Dottrina della fede, per i Vescovi e per il Clero. La notizia è stata poi confermata dall’ufficio stampa di Schoenborn, che sinora ha evitato misure canoniche sanzionatorie contro i preti ribelli. E proprio a Vienna oggi la diocesi ha dato notizia della prossima pubblicazione di un volume del teologo viennese Jan-Heiner Tueck che contiene, tra l’altro, contributi di Schoenborn e Schueller.

Il leader dei preti ribelli, intanto, non teme la scomunica né vuole lo scisma. “Non posso immaginare una scomunica. Il nostro movimento ha una base così ampia che non riesco a pensare che si possa risolvere tutto con una sanzione”, spiega Schueller  al telefono dall’Austria. Quanto all’ipotesi scisma, prospettata in passato da Schoenborn, “noi chiediamo un rinnovamento della Chiesa ma vogliamo rimanere dentro.

Sono i nostri critici che ci dicono che dobbiamo andarcene e che se sosteniamo certe tesi allora non apparteniamo alla Chiesa”. Mons. Schueller spera che la Conferenza episcopale austriaca apra un “dialogo teologico” con il movimento della ribellione. “Noi abbiamo sempre parlato in modo aperto, vorremmo confrontarci, ma non siamo mai stati invitati ad un incontro. Il cardinale Schoenborn ha parlato con alcuni rappresentanti viennesi del nostro movimento, ma non c’è ancora stato un dialogo teologico strutturato tra noi e la Conferenza episcopale”.

Nel frattempo, però, il movimento cresce. In Irlanda, in particolare, la Association of Catholic Priests (www.associationofcatholicpriests.ie) è cresciuta in seguito all’esplodere dello scandalo pedofilia nell’isola. E anche in Francia il gruppo “per una vera obbedienza al Vangelo” sta raccogliendo consensi (sapafrance.canalblog.com).

“Non vogliamo creare un movimento, ogni Chiesa ha la sua particolarità geografica – spiega Schueller – ma intendiamo mettere in rete gruppi che pongono questioni simili. Poi forse faremo un incontro tra rappresentanti dei diversi gruppi”. E se incontrasse il Papa cosa gli direbbe? “Non so quanto la posizione del Vaticano dipenda dal Papa, forse poco”, risponde Schueller. “Noi auspichiamo che il Vaticano, e i vescovi, si confrontino con la nostra richiesta di riforme”.