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Ss. Corpo e Sangue di Cristo

Ss. Corpo e Sangue di Cristo
IdM-Buona giornata!

corpus domini

La celebrazione della solennità del “Corpo e Sangue di Cristo”, introdotta da papa Urbano IV nel 1264, è per noi oggi motivo di riflessione, di lode e ringraziamento e di profonda adorazione e contemplazione.

È tornare con il cuore e la mente alle radici del nostro essere Chiesa, del nostro vivere e del nostro morire. È tuffarci in modo tutto particolare nelle sorgenti della salvezza. Ad ogni Celebrazione Eucaristica è il Signore che viene a noi e ci raduna come popolo perché, “in festosa assemblea celebriamo il sacramento pasquale del suo Corpo e del suo Sangue”. Egli è l’unico, sommo ed eterno sacerdote che per noi diviene offerta sull’altare della croce e che a noi si offre oggi “in apparenza umile(S. Francesco).

Il pane e il vino, che per le mani del sacerdote diverranno il Corpo e il Sangue del Signore, sono il segno di un Dio che mai si stanca di incarnarsi per essere accanto all’uomo. Egli “ogni giorno si umilia, come quando dalla sede regale discese nel grembo della Vergine; ogni giorno viene a noi in apparenza umile; ogni giorno discende dal seno del Padre sopra l’altare nelle mani del sacerdote”. E’ il mistero dell’incarnazione che si rinnova ad ogni celebrazione. È mistero d’amore che rinnova il sacrificio di Cristo contemplato e celebrato dalla Chiesa nel Triduo Pasquale.

La solennità odierna, è bene ricordarlo, riunisce le due antiche celebrazioni del “Corpo di Cristo” e del “Preziosissimo Sangue“.

Per cogliere che cosa sia l’Eucaristia, è necessario riferirsi al gesto fondante di Gesù Cristo; Gesù Cristo ha voluto un gesto semplice: durante un pasto, ha preso del pane e del vino. È finito il culto grandioso dell’Antico Testamento con i suoi sacrifici spettacolari. Gesù ha preso quanto c’era di più ordinario per restare alla portata di tutti … “per molti”…

Gesù Cristo ha inteso fare un gesto d’amore: in questo pane che è il suo corpo, in questo vino che è il suo sangue, egli dona se stesso. Si darà sulla croce fino alla fine; ma la sera del Giovedì Santo ha concentrato tutto il suo amore nel suo Corpo e nel suo Sangue… L’Eucaristia può essere compresa soltanto nell’amore. Gesù Cristo ha inteso fare un gesto di offerta, ha istituito l’Eucaristia perché questi avvenimenti salvifici non rimanessero imprigionati nella storia, ma fossero presenti a tutti gli uomini di ogni tempo. Gesù Cristo ci trascina così nel movimento del suo dono; egli continua in mezzo a noi, attraverso di noi e con noi, a offrirsi al Padre: “Egli volle perpetuare nei secoli il memoriale della sua passione”.

Onoriamo e adoriamo oggi il “Corpo del Signore”, spezzato e donato per la salvezza di tutti gli uomini, fatto cibo per sostenere la nostra “vita nello Spirito”. Gesù ha moltiplicato i pani e i pesci per nutrire la folla che lo seguiva: il cibo fisico agisce in me anche quando non ci penso, anche quando dormo si trasforma in carne, sangue, energie vitali.

Il cibo spirituale è diverso: è efficace se io collaboro con Cristo, che vuole trasformare la mia vita nella sua. L’Eucaristia è la festa della fede, stimola e rafforza la fede.

Se guardo a me stesso, mi trovo sempre piccolo, imperfetto, peccatore, pieno di limiti. Eppure Dio mi ama, come ama tutti gli uomini, fino a farsi nostro cibo e bevanda per comunicarci la sua vita divina, farci vivere la sua vita di amore.

L’Eucaristia non è credibile se rimane un rito, il ricordo di un fatto successo duemila anni fa. È invece una “scuola di vita”, una proposta di amore che coinvolge tutta la mia vita: deve rendermi disponibile ad amare il prossimo, fino a dare la mia vita per gli altri. Secondo l’esempio che Gesù ci ha lasciato.

Una ragazza venne in India per unirsi alle “Missionarie della Carità”.

Da noi c’è la regola che le nuove arrivate vadano alla Casa dei morenti. Allora io dissi a quella ragazza: “Hai visto, durante la Messa, con quanto amore e rispetto il sacerdote toccava Gesù nell’ostia. Fa’ così anche tu, quando sarai alla Casa dei morenti, perché nei corpi distrutti dei nostri poveri c’è proprio quello stesso Gesù”.

Andarono. Dopo tre giorni la nuova venuta ritornò e mi disse con un grande sorriso (non ho mai veduto un sorriso simile): “Madre, ho toccato il Corpo di Cristo per tre ore di seguito”.

Le chiesi: “Come?, e lei mi rispose: “Quando siamo arrivate là, avevano appena portato un uomo che era caduto in una fogna e c’era rimasto per un bel po’ di tempo. Era coperto di ferite, di sporcizia e di vermi, e io l’ho pulito. E sapevo che stavo toccando il corpo di Cristo”.

È stata una cosa bellissima!

Madre Teresa di Calcutta

 

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LA SANTISSIMA TRINITA’

 

 

LA SANTISSIMA TRINITA’

IdM-Buona giornata!

trinità

La solennità della Santissima Trinità è la festa del “Dio unico in Tre Persone”. Con questo è già detto tutto, ma tutto resta ancora da capire, accogliere con amore, adorare nella contemplazione. Il tema ha una importanza centrale sul fronte missionario. Si afferma, con facilità, che tutti i popoli – anche i non cristiani – sanno che Dio esiste e che anche i ‘pagani’ credono in Dio. Questa verità condivisa – pur con alcune differenze, riserve e la necessità di purificare immagini e rapporti – è la base che rende possibile il dialogo fra le religioni, e in particolare il dialogo fra i cristiani e i seguaci di altre religioni. Sulla base di un Dio unico comune a tutti, è possibile tessere un’intesa fra i popoli in vista di azioni concertate a favore della pace, in difesa di diritti umani, per la realizzazione di progetti di sviluppo e crescita umana e sociale. Su questo fronte abbiamo visto gesti coraggiosi e positivi di intesa e collaborazione, promossi anche da grandi Papi, come Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II; ma sempre nella chiara consapevolezza che tutto questo è soltanto una parte dell’azione evangelizzatrice della Chiesa nel mondo.
Per un cattolico l’orizzonte di relazioni fondate sull’esistenza di un Dio unico non è sufficiente, e tanto meno lo è per un missionario cosciente della straordinaria rivelazione ricevuta per mezzo di Gesù Cristo, rivelazione che abbraccia tutto il mistero di Dio, nella sua unità e trinità. Il Vangelo che il missionario porta al mondo, oltre a rafforzare e perfezionare la comprensione del monoteismo, apre all’immenso, sorprendente mistero del Dio-comunione di Persone. La parola ‘mistero’ è da intendersi più per ciò che rivela che per quello che nasconde. In questa materia è meglio lasciare la parola ai mistici. Per S. Giovanni della Croce “c’è ancora molto da approfondire in Cristo. Questi infatti è come una miniera ricca di immense vene di tesori, dei quali, per quanto si vada a fondo, non si trova la fine; anzi in ciascuna cavità si scoprono nuovi filoni di ricchezze”. Rivolgendosi alla Trinità, S. Caterina da Siena esclama: “Tu, Trinità eterna, sei come un mare profondo, in cui più cerco e più trovo, e quanto più trovo, più cresce la sete di cercarti. Tu sei insaziabile; e l’anima, saziandosi nel tuo abisso, non si sazia, perché permane nella fame di te, sempre più te brama, o Trinità eterna”.
La rivelazione cristiana del Dio trino offre parametri nuovi sul mistero di Dio. Sia in se stesso, sia nei suoi rapporti con l’uomo e il creato, come pure per le relazioni fra le persone umane. Un anonimo ha trasmesso il seguente dialogo, scarno ma essenziale, tra un musulmano e un cristiano.

– Diceva un musulmano: “Dio, per noi, è uno; come potrebbe avere un figlio?”

– Rispose un cristiano: “Dio, per noi, è amore; come potrebbe essere solo?”

Si tratta di una forma stilizzata di ‘dialogo interreligioso’, che manifesta una verità fondamentale del Dio cristiano, capace di arricchire anche il monoteismo ebraico, musulmano e delle altre religioni. Infatti, il Dio rivelato da Gesù (Vangelo) è soprattutto Dio-amore (cf. Gv 3,16; 1Gv 4,8). È un Dio unico, in una piena comunione di Persone. Egli si rivela a noi soprattutto come un “Dio misericordioso e pietoso” (I lettura); “Dio ricco di misericordia” (Ef 2,4).
È questo il vero volto di Dio che tutti i popoli hanno il diritto e il bisogno di conoscere * dai missionari della Chiesa. Per questo, afferma il Concilio, “la Chiesa pellegrinante è missionaria per sua natura, in quanto essa trae origine dalla missione del Figlio e dalla missione dello Spirito Santo, secondo il progetto di Dio Padre” (Ad Gentes 2). Nei primi numeri dello stesso Decreto il Concilio spiega l’origine e il fondamento trinitario della missione universale della Chiesa, offrendo, tra l’altro, una delle più alte sintesi teologiche di tutto il Concilio.

 

PREGHIERA ALLA SANTISSIMA TRINITA’

Trinità Santa,
unico Dio infinito ed eterno,
ti rendiamo grazie per i tuoi mirabili interventi
nella storia della salvezza
e ti lodiamo nel tuo ineffabile mistero.

Nella tua immensa condiscendenza
hai colmato di grazia la Vergine Maria,
figlia di Sion e nostra sorella
rendendola madre e discepola del Figlio,
figlia amata del Padre,
tempio vivo dello Spirito Santo.

Contemplando Maria noi pensiamo a te,
adorabile Trinità,
e ci sentiamo con lei amati dal Padre,
redenti da Cristo e rinnovati dallo Spirito.

Una cosa sola ti chiediamo:
rendi le nostre Chiese tua autentica icona,
una sola comunità nel rispetto delle persone,
e nella ricerca di unità nell’amore.

Tu sei il Dio Uno e Trino,
che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.

XX Congresso mariologico Mariano Internazionale 15-24 settembre 2000

 

Tantissimi auguri Benedetto XVI per il 91esimo compleanno!

16 Aprile 2018

Tantissimi auguri Benedetto XVI!

IdM-Buona giornata!

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Carissimi amici, vogliamo ricordare oggi il nostro caro Benedetto XVI
nel giorno del suo novantunesimo compleanno, ringraziandolo per l’impegno con cui ha diretto la Chiesa Cattolica nel mondo.
Desideriamo amarlo con tutto il cuore come gli apostoli amarono Gesù per essere al servizio della Chiesa, e dei fratelli, testimoni dell’Amore di Dio e della sua Parola.
Desideriamo altrettanto pregare per lui per i difficili momenti che sta vivendo con la Chiesa!
Tantissimi auguri Benedetto XVI!
Joseph Ratzinger è nato il 16 aprile 1927 in Germania a Marktl am Inn, vicino la confine con l’Austria. Il padre proveniva da una famiglia di agricoltori ed era commissario della gendarmeria, mentre la madre proveniva da una famiglia di artigiani e faceva la cuoca. Durante il nazismo fece parte della Gioventù Hitleriana ed a 16 anni prestò servizio nell’artiglieria contraerea. A seguito della sconfitta del nazismo, dall’aprile al giugno del 1945 fu internato in un campo di prigionia vicino Ulm.

Gli studi di Ratzinger in filosofia si svolsero presso l’Università di Monaco e la Scuola Superiore di Filosofia e Teologia di Frisinga ed il 29 giugno del 1951 fu ordinato sacerdote. Dal 1959 al 1969 insegnò a Bonn, Münster, e Tubinga, mentre nel 1969 diventò professore ordinario all’Università di Ratisbona per la cattedra di Dogmatica. Nel 1962 partecipò come perito al Concilio Ecumenico Vaticano II, presenza che gli dette una notevole fama internazionale.

Paolo VI lo ordinò arcivescovo di Monaco e Frisinga il 24 marzo 1977, diventando vescovo il 28 maggio, arcidiocesi che tenne fino al 15 febbraio 1982. La nomina a Cardinale arrivò il 27 giugno, mentre il 25 novembre 1981 venne nominato Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede da Giovanni Paolo II. Successivamente, assunse la presidenza della Pontificia Commissione Biblica e della Commissione Teologica Internazionale, mentre dal 1986 al 1992 ebbe la presidenza della Commissione per la Preparazione del Catechismo della Chiesa Cattolica. Il 10 novembre 1999 gli fu conferita la laurea honoris causa in Giurisprudenza dalla Libera Università Maria Ss. Assunta di Roma. Il 30 novembre 2002 diventò Decano del collegio cardinalizio e dal 2002 al 2005 fu vescovo della Diocesi Suburbicaria di Ostia.

Alla morte di Giovanni Paolo II, Joseph Ratzinger fu eletto papa il 19 aprile 2005 col nome di Benedetto XVI.

Il 28 febbraio 2013 Benedetto XVI ha rinunciato alla sua carica per motivi legati all’età: preghiamo per lui!

Fonte:http://www.vaticanotours.com

 

Preghiere per liberare anime dal Purgatorio

 

Preghiere per liberare anime dal Purgatorio

Innamorati di Maria / IdM-Famiglia

TI ADORO O CROCE SANTA

Ti adoro, o Croce Santa, che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore, coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue. Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me. Ti adoro, o Croce Santa, per amore di Colui che è il mio Signore. Amen.

(Recitare 33 volte il Venerdì Santo, oppure recitare 50 volte ogni venerdì.
Venne confermata dai Papi Adriano VI, Gregorio XIII e Paolo VI).

ORAZIONE
da recitarsi davanti al Crocifisso

Adoro te, Croce preziosa, che con le venerabili membra del mio Signore Gesù Cristo foste adornata, e col suo preziosissimo sangue tinta. Adoro te mio Dio, posto su quella Croce per amor mio.

Pater, Ave, Gloria e Requiem
CON APPROVAZIONE ECCLESIASTICA

vensantoSENTIMENTI DI MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA
quando ricevette nelle braccia il Suo diletto Figlio.

O fonte inesausta di verità, come Ti sei disseccato!
O saggio dottor degli uomini, come t’e ne stai taciturno!
O splendore di eterna luce, come Ti estinto!
O verace amore, come mai la tua bella faccia è divenuta deforme!
O altissima divinità, come Ti fai vedere a me in tanta povertà.
O amore del mio cuore, quanto è grande la Tua bontà!
O delizia eterna del mio cuore, quanto eccessivi e molteplici sono stati i Tuoi dolori!
Signor mio Gesù Cristo, che hai comune col Padre e con lo Spinto Santo una sola e medesima natura,
abbi pietà di ogni creatura e principalmente delle anime del Purgatorio! Così sia.
Cinque Credo
una Salve Regina
un Pater Ave e Gloria
secondo l’intenzione del Sommo Pontefice
ed un Eterno riposo.

Confermata da Clemente III, da benedetto XIV con indulgenza plenaria, da Pio IX con l’aggiunta di altri 100 giorni d’indulgenza.
Data nel dicembre 1847.

Urgente richiesta di preghiera

Cari amici,
siamo qui a domandarvi urgentemente preghiere per una persona iscritta ad Innamorati di Maria sin dalla sua nascita nel lontano 1997.
Questa nostra sorella sta passando una prova molto pesante a causa dell’ex marito che per motivi diabolici sta facendo di tutto perché il bambino nato dal loro matrimonio venga affidato ai servizi sociali, solo per far dispetto alla madre. Questo bimbo è sano, sereno ed intelligente, e senza nessun motivo plausibile gli assistenti sociali, purtroppo amici dell’ex marito, lo vogliono trasferire in una casa famiglia. Immaginate la disperazione di questa madre innocente, che vive per il suo bimbo, che l’ha cresciuto sereno e nell’amore del Signore, e che si trova a combattere con poteri più grandi di lei.
Purtroppo spesso l’Italia è teatro di giochi sporchi e di corruzione, e il demonio vi ci sguazza. Ma noi sappiamo che Maria, la nostra Mamma Celeste, è più forte, noi sappiamo che la preghiera può fare miracoli. Vi chiediamo una preghiera accorata perché avvenga il miracolo e chi trama nell’ombra venga smascherato nonostante abbia amici tra i poteri forti che governano questa nostra povera nazione.
Confidiamo nell’aiuto di tutti.

Grazie a tutti!

Uniti in preghiera nel Cuore Immacolato
Caesar e staff IdM

P.s.
Oggi è la Madonna dei miracoli. PreghiamoLa insieme.

madonna dei miracoli

Preghiera

Madonna dei Miracoli e Madre nostra Maria,
Mediatrice potentissima di tutte le grazie,
ascolta ed esaudisci la nostra preghiera.
Sii la salute degli infermi,
il rifugio dei peccatori,
la consolatrice degli afflitti,
l’aiuto dei cristiani.
Benedici noi,
tutti quelli che si raccomandano alle nostre preghiere
ed il mondo intero.
Rendi felici i tuoi devoti
affinché possano promulgare la tua bontà
e soccorri le Anime sante del Purgatorio.
Così sia.

– Salve, o Regina…


– Nostra Signora dei Miracoli, prega per noi.


https://innamoratidimaria.wordpress.com/2018/03/09/9-marzo-la-madonna-dei-miracoli-5/

Il sacrificio di S. Massimiliano Maria Kolbe

Il sacrificio di S. Massimiliano Maria Kolbe

IdM-Buona giornata!

Nel giorno della memoria, vogliamo ricordare il sacrificio di San Massimiliano Kolbe.
AUSCHWITZ – ESTATE 1941
kolbe2“Stavamo lavorando fuori dal campo con la ghiaia quando improvvisamente, verso le tre del pomeriggio, le sirene cominciarono ad ululare. Era un segno orribile. Significava che c’era stata una fuga. Immediatamente le sentinelle tedesche sollevarono i fucili, ci contarono, ed iniziarono un controllo rigorosissimo. Oltre a sorvegliare ogni nostro movimento, le guardie stavano all’erta per trovare il fuggitivo che, per quanto ne sapessero, poteva essersi nascosto in un campo, un albero, un pavimento, un veicolo, oppure in altri mille posti (…) Tuttavia, i nostri pensieri non erano rivolti a lui, ma a noi stessi, visto che per ogni evaso del nostro blocco, dieci o venti di noi sarebbero stati uccisi per rappresaglia. Quindi pregai, e sono certo che tutti gli altri fecero lo stesso: “Per favore, fa’ che lui non sia del mio blocco, fa che sia del blocco 3 o del blocco 8, ma non del blocco 14″. Ma quando tornammo al campo, capimmo che ci attendeva il peggio… il prigioniero mancante apparteneva al blocco 14.”
Testimonianza di Francis Mleczko, ex deportato

“Rimanemmo al sole sull’attenti – bollendo – dal mattino fino al tardo pomeriggio, con un unico intervallo a mezzogiorno, quando ci fu distribuita la nostra razione di zuppa. Molti si accasciarono, e vennero lasciati giacere ovunque cadessero. Dopo il lavoro, l’intero campo rimase sulll’attenti finchè gli fu permesso di andare a dormire. Nessuno ebbe da mangiare. Ma il mattino seguente, dopo aver ricevuto soltanto caffè, affrontammo un altro duro giorno di lavoro – tranne il blocco 14, a cui apparteneva il prigioniero mancante. Loro furono di nuovo messi sull’attenti, in pieno sole, per tutto il giorno.”
Testimonianza di Ladislaus Swies, ex deportato

“Questa selezione avvenne verso la fine di luglio o l’inizio di agosto del 1941. Penso che fosse domenica, ma noi non tenevamo conto delle date. Però ricordo che stava suonando l’orchestra. I musicisti erano autorizzati, anzi incoraggiati, a portare i loro strumenti nel campo ed esercitarsi. Di domenica c’erano i loro concerti, i tedeschi amavano la loro musica. Era l’unica cosa di valore che trovassero in noi”.
Testimonianza di Ted Wojtkowski, ex deportato

“L’ EVASO NON E’ STATO TROVATO.
COME RAPPRESAGLIA PER LA FUGA DEL VOSTRO COMPAGNO,
DIECI DI VOI MORIRANNO DI FAME.
. . . LA PROSSIMA VOLTA, SARANNO VENTI”
“Mi trovavo all’incirca nella quinta o sesta fila di dietro ed ero il quinto o sesto uomo dall’estremità da cui cominciò Fritsch. Mentre si avvicinava sempre di più, il mio cuore pulsava velocemente. “Fa’ che mi superi, fa’ che mi superi, oh passa, passa…”. Stavo pregando.Ma no. Lui si fermò proprio davanti a me. I suoi occhi mi esaminarono dalla testa ai piedi, e poi di nuovo. Un secondo esame completo dall’alto verso il basso. Vidi il segretario preparare la matita per scrivere il mio numero. Poi Fritsch mi ordina in Polacco, “Apri la bocca.” La apro. Lui guarda. Passa oltre. Io respiro di nuovo.”
Francis Mleczko

“Mi sembrò che quell’occhiata non finisse mai e che fra un momento sarei stato chiamato… Ma no. Mi sorpassarono e scelsero qualcun altro. Cominciai a tremare per il sollievo…”
Mieczyslaus Koscielniak

“Sto pensando di aver avuto fortuna. Poi improvvisamente lui indica me in fondo alla fila e chiama:”Tu !”. Il terrore mi congela e non riesco a muovermi. Visto che non faccio un passo avanti, il mio vicino pensa che Fritsch stia chiamando lui. Insicuro, mette un piede leggermente in fuori… “Non tu, dummkopf (porco polacco)”, ringhia Fritsch, ed indica me di nuovo. Poi improvvisamente, in una frazione di secondo, cambia idea e, mentre il mio vicino comincia a indietreggiare, gli ordina di venire avanti e prende lui invece di me… Rimango paralizzato…”
Ted Wojtkowski


“Dopo la scelta dei dieci prigionieri, padre Massimiliano uscì dalla fila e, togliendosi il berretto, si mise sull’attenti dinanzi al Comandante. Egli, sorpreso, rivolgendosi a padre Massimiliano, disse: “Che vuole questo porco polacco?”. Padre Massimiliano, puntando il dito verso Francesco Gajowniczek, già prescelto per la morte, rispose: “Sono un sacerdote cattolico polacco; sono anziano (aveva 47 anni), voglio prendere il suo posto, perchè egli ha moglie e figli”. Pare incredibile che il Comandante Fritsch abbia tolto dal gruppo dei condannati il Gajowniczek ed abbia accettata l’offerta di padre Kolbe, e che non abbia piuttosto condannati tutti e due al bunker della fame. Con un mostro come quello, ciò sarebbe stato possibile.”
Francis Wlodarski

“Eravamo così stupiti da essere incapaci, almeno in quel momento, di reagire o di afferrare ciò che era successo… Tutto ciò che potevamo fare era rallegrarci dentro di noi per il fatto di non essere fra i condannati. Grazie a Dio non sono stato scelto io, ma qualcun altro! Per quanto sembri un atteggiamento insensibile, questa fu la nostra prima reazione umana.”
Mieczyslaus Koscielniak
“CONOBBI PERSONALMENTE PADRE KOLBE SOLTANTO NELL’ESTATE DEL 1941,
IL GIORNO CHE OFFRI’ LA SUA VITA PER ME.
Il Lagerfuhrer Fritsch, comandante del campo, circondato dalle guardie, si avvicinò e cominciò a scegliere nelle file dieci prigionieri per mandarli a morte. Indicò col dito anche me. Uscii fuori dalla fila e mi sfuggì un grido: avrei desiderato rivedere ancora i miei figli! Dopo un istante, uscì dalla fila un prigioniero, offrendo se stesso in mia vece. Potei solo cercare di esprimere con gli occhi la mia gratitudine. Ero sbalordito ed afferravo a malapena quello che stava accadendo. L’immensità di tutto ciò: io, il condannato, avrei continuato a vivere e qualcun altro offriva volentieri e spontaneamente la sua vita per me… un estraneo. E’ sogno o realtà?”
Francis Gajowniczek

“Sentii la sua influenza con assai maggior forza, dopo l’avvenimento che aveva scosso il campo, cioè quando egli offrì la propria vita per un altro prigioniero. La notizia dell’episodio si diffuse nel campo intero la notte stessa. Sono profondamente convinto che il comandante del campo permise che il prigioniero da lui scelto venisse sostituito da padre Kolbe, soltanto perchè padre Kolbe era un sacerdote. Egli gli aveva chiesto chiaramente: “Chi sei?”. E, ottenuta la risposta, aveva ripetuto al suo compagno: “E’ un Pfaffe (un pretonzolo)”. E fu soltanto allora, che il comandante Fritsch disse: “Accetto”. Tale convinzione me la sono formata subito, nel campo, quando mi venne riferito lo svolgersi dell’accaduto. Il sacrificio di padre Kolbe provocò una grande impressione nelle menti dei prigionieri, poichè nel campo non si riscontravano quasi mai manifestazioni di amore verso il prossimo. Un prigioniero si rifiutava di dare ad un altro un pezzo di pane… ed ora era successo che qualcuno aveva offerto la propria vita per un altro prigioniero a lui sconosciuto. Tutti i superstiti di Auschwitz testimoniano all’unanimità che, da allora, il campo divenne un luogo un pò meno infernale.
Joseph Stemler

IL BLOCCO 13 : IL BUNKER DELLA FAME

“Le dieci vittime passarono davanti a me e vidi che Padre Kolbe barcollava sotto il peso di uno degli altri, sorreggendolo, poichè costui non riusciva a camminare con le proprie forze.”
Ladislaus Swies


“Il blocco numero 13, era situato nella parte destra del campo, circondato da un muro alto sei metri. Nel sotterraneo (bunker) v’erano delle celle. Ad una di queste celle condussero i dieci prigionieri del blocco n°14. Chiudendo, le guardie gridarono sghignazzando: «Vi seccherete come tulipani». Da quel giorno, gli infelici non ebbero alcun cibo. Ogni giorno le guardie, facendo le visite di controllo, ordinavano di portare via i cadaveri di coloro che erano morti nel corso della notte. Nei momenti di assenza delle guardie, scendevo nel sotterraneo per conversare e consolare i compagni. Le calde preghiere e gli inni alla ss. Vergine si diffondevano per tutto il sotterraneo. Mi sembrava di essere in chiesa: padre Massimiliano Kolbe incominciava, e tutti gli altri rispondevano. Qualche volta erano così immersi nella preghiera, che non si accorgevano della venuta delle guardie per la solita visita. Finalmente, alle grida di queste, le voci si spegnevano. Quale martirio abbiano dovuto sostenere i prigionieri condannati ad una morte così atroce, lo attesti il fatto che i secchi (latrine) erano sempre vuoti e asciutti, dal che conviene arguire che i disgraziati bevevano, per la sete, la propria orina.
Siccome i prigionieri erano già molto indeboliti, ormai le preghiere si recitavano solo sotto voce. Ad ogni ispezione, mentre già quasi tutti giacevano sul pavimento, si vedeva padre Kolbe in piedi o in ginocchio in mezzo a loro: con sguardo sereno fissava coloro che entravano.”

Così trascorsero due settimane. I prigionieri erano morti l’uno dopo l’altro, e, dopo tre settimane, ne erano rimasti ancora solo 4, tra cui anche padre Kolbe. Alle autorità sembrava che la cosa si protraesse troppo a lungo: la cella era necessaria per altre vittime. Perciò, il 14 agosto 1941, condussero nel bunker il criminale tedesco Boch, dell’ospedale, che fece a tutti delle iniezioni endovenose di acido fenico nel braccio sinistro.

Vidi padre Kolbe, con la preghiera sulle labbra, porgere da sè il braccio al carnefice. Non riuscii a sopportarlo. Con il pretesto di dover lavorare in ufficio, andai fuori. Appena uscirono le SS ed il carnefice, ritornai nella cella. Vi trovai Padre Massimiliano Kolbe seduto, appoggiato al muro, con gli occhi aperti e la testa china verso un lato. Il suo viso, sereno e puro, era raggiante“.
Bruno Borgowiec
FESTA DELL’ASSUNZIONE
15 AGOSTO 1941
il corpo di padre Kolbe
fu bruciato nel forno crematorio
e le sue ceneri
furono sparse al vento.
kolbe-mad-corone
O san Massimiliano,
ascolta questa preghiera di lode e di supplica
che ti rivolgo con fiduciosa devozione.
Onoro la santità della tua vita,
guidata da intrepida fede nel mistero di Cristo,
sostenuta da ferma speranza nella potenza della sua grazia,
animata da ardente carità verso Dio e verso il prossimo.
Concedimi di poter vivere costantemente
in fedele corrispondenza alla dignità umana e cristiana.
Esalto la tua attività apostolica,
nella quale t’impegnasti con fervido zelo
a educare il popolo di Dio nella fede in Cristo Signore,
e nella venerazione dell’Immacolata,
Madre sua e Madre nostra, Maria.
Concedimi di poter collaborare con tutte le mie forze,
insieme con l’Immacolata, Regina del mondo e Madre della Chiesa,
per l’avvento nel Regno di Cristo tra gli uomini.
Ammiro il sacrificio eroico con cui offristi la tua vita spontaneamente
per salvare quella di un fratello.
Concedimi di credere fermamente che la fede in Cristo Signore
è l’unica vittoria che vince il male,
e di poter operare con il coraggio dei martiri
per il trionfo della giustizia, della carità e della pace.
Amen.

 

Messaggio di Medjugorje: 25 dicembre 2017

Messaggio di Medjugorje

Innamorati di Maria / IdM-Famiglia

Mamma Celeste IdM

25 dicembre 2017

“Cari figli! Oggi vi porto mio Figlio Gesù, affinché vi doni la Sua pace e la Sua benedizione. Figlioli, vi invito tutti a vivere e testimoniare le grazie e i doni che avete ricevuto. Non temete! Pregate affinché lo Spirito Santo vi dia la forza di essere testimoni gioiosi e uomini di pace e di speranza. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

 

 

December 25th 2017

“Dear children! Today I am bringing to you my Son Jesus for Him to give you His peace and blessing. I am calling all of you, little children, to live and witness the graces and the gifts which you have received. Do not be afraid. Pray for the Holy Spirit to give you the strength to be joyful witnesses and people of peace and hope. Thank you for having responded to my call.”