Archivi

Miracoli a Milano durante la II guerra mondiale…

Scoppiata la guerra, il Prevosto di una parrocchia di Milano, Monsignor Mario Svampa, sacerdote devotissimo della Madonna, indice frequenti incontri di preghiera, vuole che la medaglia della Madonna Miracolosa sia appesa sulle imposte di tutte le case ed invita i fedeli a pregarla ogni giorno perchè ci protegga.

Il primo bombardamento sull’Italia avviene a Milano

La notte di domenica 17 giugno 1940 la Francia compie il primo bombardamento sull’Italia.
È notte fonda, l’una e venti minuti: un terribile boato, un rumore as­sordante ci scuote nel sonno; un fuggire precipitoso nelle cantine e nei rifugi. Aerei francesi sorvolano Milano e nell’intento di colpire le case minime di Vialba, scambiate per caserme militari, sganciano numerose bombe sul territorio della Parrocchia.

Alcune bombe cadono sull’asilo parrocchiale. Le due ali dell’edificio sono rase al suolo; della parte centrale, dove al piano superiore dormo­no le Suore, rimane solo la parete esterna.

I fatti miracolosi
Le Suore, svegliate dal tremendo scoppio, invocano: “Maria Ausilia­trice, salvaci!” e sono salve, appendendosi alle finestre pericolanti per­chè il pavimento delle stanze è crollato. Solo il tratto di pavimento oc­cupato dal letto di Suor Rosa Panzeri, malata di cuore, resta inspiega­bilmente attaccato alla parete.

santua4 maria auxLa bomba che colpisce di striscio la cappella, ne provoca il crollo e scava una voragine tra la Chiesetta e la colonnina del cortile su cui è posta la statua della Madonna. Nonostante il terribile spo­stamento d’aria provocato dalla bomba esplosa, la statua di Maria Ausiliatrice, collocata sulla colonna senza alcun sigillo, non subisce il minimo spostamento. Blocchi di muro sfiorano la sta­tua e vanno a sfondare il muro della casa retrostante.

Dal fienile della cascina adiacente all’asilo, viene invece scaraventato a terra, dall’altezza di cinque metri, un uomo di fatica, che dopo aver prestato servizio presso un contadino che lo assumeva a giornata, vi dor­miva la notte. Luigi, rialzatosi incolume, sente le invocazioni di aiuto delle Suore, prende una scala a pioli e, oltrepassato il muro di cinta crol­lato, camminando pericolosamente rasente alla voragine, mette in sal­vo le suore che sono terrorizzate, ma vive. È il giovane soldato Guido Moretti, in congedo per motivi di salute, che soccorre le Suora malata. Cessato il bombardamento, insieme ai sacerdoti, molti parrocchiani si precipitano all’asilo.

Sotto le macerie della cappella, Mons. Mario Svampa e Mons. Fe­derico Tettamanti, accorsi immediatamente, ricercano affanno­samente l’Ostia Consacrata e la ritrovano dopo più di un’ora di ricerche, intatta, sepolta tra i massi, lontano dalla pisside che la custodiva, ridotta in frantumi…

Tremanti di gioia e di meraviglia, la portano al sicuro nel tabernacolo della chiesa parrocchiale.

La Via Aldini è ricoperta di vetri che lo scoppio ha infranto in tutte le case. Ma tutti sono salvi! Sono salvi anche gli abitanti delle Case Mi­nime cui erano destinate le armi micidiali.

Altre bombe cadute nell’orto, dietro l’asilo, restano inesplose così pure quelle capitate nel piccolo cimitero, situato al posto delle odierne pisci­ne di Via Graf e in Via Zoagli.

Tre bombe cadono all’Ospedale Sacco, di fronte al terzo padiglione che ospita circa trecento ammalati di tubercolosi. Restano conficcate nel ter­reno inesplose. Un’edicola alla Madonna viene eretta sul luogo a ricordo. Tutti riconoscono l’intervento miracoloso di Dio per intercessio­ne della Madonna Ausiliatrice!

Vengono indette celebrazioni di ringraziamento a Dio e alla Vergine San­tissima e, la domenica seguente ai fatti, la Superiora delle Suore del Pre­ziosissimo Sangue, cui era affidata la cura dell’asilo-oratorio, Suor Car­mela Sala riceve, nella S. Comunione, la piccola Ostia Miracolosa.

Finita la guerra, i nostri soldati reduci dai fronti, portano in trionfo, la Statua Miracolosa di Maria Ausiliatrice, per le vie della parrocchia. La Statua miracolosa della Madonna Ausiliatrice che si trovava nel cortile è ora collocata sopra l’altare nella Cappella Santuario.

santua5 maria auxEntrando nel santuario, a sinistra, alta sulla parete, una lapide in mar­mo ricorda i fatti del 17 giugno 1940: sulla parete opposta si può legge­re il decreto del Cardinal Ildefonso Schuster che dichiara la cappella Santuario Mariano.

Una scheggia di bomba è affissa ad un legno.

Anche oggi, a buon diritto, il piccolo Santuario di Via Aldini può essere considerato il Santuario Mariano del Decanato Quarto Og­giaro.

Ogni giorno feriale, nelle prime ore del mattino, nella Cappella Santua­rio viene celebrata la Santa Messa; le Suore ed alcuni fedeli innalzano a Dio e alla Madonna la lode di gloria e di ringraziamento.

Ogni terza domenica del mese i fedeli si raccolgono per adorare Gesù Eucaristia e al quarto venerdì per innalzare alla Madre di Dio la pre­ghiera a lei gradita: il Santo Rosario.

Tratto da: “NOTTE DI MIRACOLI A MILANO” dell’autrice Narcisa Boniardi.