7 dicembre: Sant’Ambrogio

 

Sant’Ambrogio
Vescovo e Dottore della Chiesa

IdM-Buona giornata!

s.ambrogio

Sant’Ambrogio nacque a Treviri (ieri “Gallia”, oggi Germania – Trier, vicino al confine con il Lussemburgo), si pensa tra il 334 e il 339; era figlio di un prefetto romano.

Dopo aver studiato a Roma, Ambrogio fu nominato governatore della Liguria e dell’Emilia; stabilì poi la sua residenza a Milano.

Alla morte del vescovo ariano di Milano (Aussenzio), nel 374, agì con grande abilità e successo per la pacificazione tra ariani e cattolici, che si disputavano anche politicamente il controllo della città, con tumulti sempre maggiori.

Ambrogio si recò allora alla chiesa per sedare il tumulto: qui parlò a lungo della pace e del bene della nazione e con tale capacità persuasiva che improvvisamente il popolo lo acclamò vescovo all’unanimità.

Di fronte al rifiuto e alla resistenza di Ambrogio (stava preparandosi ma non era ancora battezzato), il desiderio del popolo fu sottoposto all’Imperatore Valentiniano, che si mostrò ben contento che il vescovo fosse scelto tra i magistrati da lui nominati. Questo, nonostante Ambrogio stesse ancora preparandosi al Battesimo, e perciò fosse riluttante ad accettare la carica, fino a cercare di fuggire; ma, riconosciuto, fu riportato in trionfo in città.

Fu battezzato, ordinato diacono, sacerdote e quindi vescovo: tutto nel breve arco di una settimana. Il 7 dicembre 374, riceveva la consacrazione episcopale.

Combatté a fondo arianesimo e paganesimo; grande la sua influenza sull’imperatore Teodosio.

Fu instancabile nell’adempiere i doveri del ministero pastorale, amministrando personalmente il battesimo a quasi tutti i candidati tanto che, dopo la sua morte, cinque vescovi riuscivano appena a supplirlo.

Amò intensamente i poveri e i prigionieri: donò ai poveri e alla Chiesa tutto l’oro e l’argento che possedeva quando fu eletto vescovo; alla Chiesa donò pure i suoi terreni, destinandone il solo usufrutto alla sorella Marcellina, in modo da non serbare per sé cosa alcuna che potesse dire sua.

Così, come soldato privo di impedimenti e pronto a combattere, si mise al seguito di Cristo Signore che «da ricco che era si è fatto povero per noi, perché diventassimo ricchi per mezzo della sua povertà».

Godeva con coloro che erano nella gioia, piangeva con chi era afflitto.

Scrisse opere di morale e di teologia, inni di preghiera, apportando innovazioni al culto e al canto liturgico. Logorato dalle grandi fatiche e dall’intensa cura della Chiesa di Dio, prima ancora di cadere ammalato predisse il giorno della sua morte.

Onorato, vescovo di Vercelli, chiamato per tre volte dalla voce di Dio, accorse al suo capezzale portandogli il Corpo del Signore. Dopo essersi comunicato, pose le braccia in croce e consegnò la sua anima a Dio il 4 aprile dell’anno 397, il Sabato Santo.

Preghiera a Sant’Ambrogio
O glorioso Sant’Ambrogio, che fedele alle divine disposizioni, diveniste per tutta la terra il maestro ed il modello d’ogni cristiana virtù, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di non ambire giammai alcuna distinzione nel mondo, ma di mettere piuttosto la nostra gloria nell’adempiere esattamente la volontà del Signore.O glorioso Sant’Ambrogio, che tutta la vostra vita impiegaste nel difendere contro gli assalti dell’eresia e dell’empietà tutte le verità della fede, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di professar costantemente fino alla morte la nostra religione santissima che per gratuita donazione di Dio abbiamo la sorte di professare.

O glorioso Sant’Ambrogio, che non temeste di predicare la verità anche in faccia ai potenti, e trionfaste di tutti i cuori con la celeste vostra eloquenza, otteneteci, vi preghiamo, la grazia che non ci lasciamo mai dominare dagli umani rispetti, e con la dolcezza del nostro parlare e con la mansuetudine del nostro tratto, edifichiamo sempre i nostri prossimi, nell’atto medesimo che attendiamo alla santificazione di noi stessi.

 

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4 dicembre: S. Barbara

S. Barbara
Vergine e martire

IdM-Buona giornata!

s.barbaraNacque a Nicomedia nel 273. Si distinse per l’impegno nello studio e per la riservatezza, qualità che le giovarono la qualifica di «barbara», cioè straniera, non romana. Tra il 286-287 Barbara si trasferì presso la villa rustica di Scandriglia, oggi in provincia di Rieti, al seguito del padre Dioscoro, collaboratore dell’imperatore Massimiano Erculeo. La conversione alla fede cristiana di Barbara provocò l’ira di Dioscoro. La ragazza fu così costretta a rifugiarsi in un bosco dopo aver distrutto gli dei nella villa del padre. Trovata, fu consegnata al prefetto Marciano. Durante il processo che iniziò il 2 dicembre 290 Barbara difese il proprio credo ed esortò Dioscoro, il prefetto ed i presenti a ripudiare la religione pagana per abbracciare la fede cristiana. Questo le costò dolorose torture. Il 4 dicembre, infine, fu decapitata con la spada dallo stesso Dioscoro, che fu colpito però da un fulmine. La tradizione invoca Barbara contro i fulmini, il fuoco e la morte improvvisa. I suoi resti si trovano nella cattedrale di Rieti. (Avvenire)

Patronato: Architetti, Minatori, Moribondi, Fucili e polvere da sparo, Vigili del Fuoco

Etimologia: Barbara = straniera, dal greco

Emblema: Palma, Torre

Martirologio Romano: A Nicomedia, commemorazione di santa Barbara, che fu, secondo la tradizione, vergine e martire.

PREGHIERA a SANTA BARBARA

patrona dei Vigili del Fuoco

Iddio, che illumini i cieli e colmi gli abissi,
arda nei nostri petti, perpetua,
la fiamma del sacrificio.
Fa’ più ardente della fiamma
il sangue che ci scorre nelle vene,
vermiglio come un canto di vittoria.
Quando la sirena urla per le vie della città,
ascolta il palpito dei nostri cuori
votati alla rinuncia.
Quando a gara con le aquile verso di te
saliamo, ci sorregga la tua mano piegata.
Quando l’incendio, irresistibile avvampa,
bruci il male che s’annida
nelle case degli uomini,
non la ricchezza che accresce
la potenza della Patria.
Signore, siamo i portatori della Tua croce e
il rischio è il nostro pane quotidiano.
Un giorno senza rischio è non vissuto, poiché
per noi credenti la morte è vita, è luce:
nel terrore dei crolli, nel furore delle acque,
nell’inferno dei roghi, la nostra vita è fuoco,
la nostra fede è Dio.
Per Santa Barbara martire.
Così sia.

PREGHIERA per OTTENERE UNA BUONA MORTE

Signore, che avete eletto santa Barbara per la consolazione dei viventi e dei moribondi, accordateci per la sua intercessione di vivere sempre nel vostro divino amore, e di mettere tutta la nostra speranza nei meriti della dolorosissima passione del vostro Figlio, affinché la morte del peccato mai non ci incolga: ma che muniti dei santi Sacramenti della Penitenza, della Eucaristia e della Estrema Unzione, possiamo incamminarci senza timore nella gloria eterna. Noi ve ne supplichiamo per il medesimo Gesù Cristo nostro Signore. Così sia.

(Leone XIII, 21 marzo 1879)

PREGHIERA a SANTA BARBARA

Illustre Vergine e Martire Santa Barbara,
Padrona ed avvocata nostra,
prescelta dai nostri padri per la custodia di questa devota terra,
deh! Gradite il culto che abbiamo per voi,
e i voti che ogni anno vi offriamo.
Vi preghiamo di ottenerci la perseveranza nelle buone opere,
ed una viva fede,
affinché con ferma speranza potessimo aspirare al Cielo
per godervi insieme con gli angeli e i Santi
nello splendore dell’Eterna Carità.

PREGHIERA a SANTA BARBARA

O gloriosa vergine di Nicodemia, Santa Barbara,

che malgrado la prigionia severissima inflittavi

dal vostro stesso padre, per tema che diveniste cristiana,

trovaste modo di farvi istruire in questa religioni e farvi

battezzare, fate che apprezziamo il gran dono della Fede

conservandola viva ed operosa malgrado tutti

gli attacchi del mondo e del demonio.

Gloria…

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3 DICEMBRE: SAN FRANCESCO SAVERIO PATRONO DELLE MISSIONI E DELL’ORIENTE

3 DICEMBRE
SAN FRANCESCO SAVERIO
PATRONO DELLE MISSIONI E DELL’ORIENTE

IdM-Buona giornata!

san-Francesco-saverio1A San Francesco Saverio sono bastati dieci anni di lavoro missionario, fatto con intelligenza e assoluta dedizione per il nome di Gesù, per guadagnarsi sul campo i titoli di Patrono dell’Opera di Propagazione della Fede (1904) di Patrono delle Missioni (nel 1927 insieme a Santa Teresa di Gesù Bambino, mai stata in una missione vera e propria). Ma già nel lontano 1748 era stato dichiarato Patrono dell’Oriente. È una delle più grandi figure del 1500 e della storia della Chiesa moderna.

Ma chi era Francesco Saverio?
Nacque nel castello di Xavier, nella Spagna del nord, nel 1506. Sesto figlio di Maria e di Juan de Jassu, che aveva studiato a Bologna e che allora ricopriva la carica di presidente del Consiglio reale di Navarra. Era di famiglia nobile. Ma già da bambino conobbe il dolore per la perdita del padre. Dopo essere entrato nel clero di Pamplona, nel 1525 si recò a Parigi per proseguire gli studi. Quella di Parigi era una delle famose università del tempo di respiro “europeo” (insieme a Bologna, Salamanca, Oxford, Padova, ed altre) che attirava studenti da tutta Europa.

Nel 1530 Francesco diventò “Magister Artium” oggi si direbbe si laureò in Lettere. Cominciò ad insegnare perché gli interessava la carriera accademica. Nel collegio Santa Barbara, dove risiedeva, conobbe Ignazio di Loyola, altro spagnolo in trasferta a Parigi per studi. L’incontro voluto dalla Provvidenza si rivelò decisivo per la sua vita. Egli stesso scriverà in una lettera: “Quale grazia Nostro Signore mi ha fatto nell’aver conosciuto il signor Maestro Ignazio”. Questi aveva 15 anni più di lui, quindi più maturo di anni, più esperto della vita e più avanti nel cammino spirituale: si era già “convertito” a Gesù Cristo.

Dopo lunghe conversazioni con Ignazio nel 1533 avvenne la “conversione” definitiva di Francesco a Gesù Cristo. Continuò inoltre a far parte di quel gruppo di “ignazisti” che nel 1534 a Montmartre emisero i voti religiosi: era il primo nucleo della Compagnia di Gesù, chiamati poi Gesuiti. Diventato sacerdote a Venezia nel 1537, e dopo un po’ di apostolato nelle città di Vicenza e di Bologna, fu segretario di Ignazio di Loyola per il biennio ’39-’40. Poi la svolta radicale, che avrebbe segnato per sempre la sua vita. Nel 1540 Francesco accettò con entusiasmo di sostituire un missionario in partenza che si era ammalato. Il papa Paolo III lo nominò nunzio apostolico per le Indie.

Missionario
tra i pescatori di perle

san-Francesco-saverioIl 1500 è stato un secolo di grandi navigatori. La scoperta dell’America da parte del genovese Cristoforo Colombo nel 1492 aveva risvegliato l’entusiasmo. Il mare non faceva più paura, non era il nemico dell’uomo di cui bisognava diffidare. Nel mare si tornavano a vedere grandi opportunità: nuove vie di comunicazione, certamente, ma anche di arricchimento veloce (molto spesso a spese degli indigeni) mediante il commercio.

Francesco Saverio partecipò di questo spirito di avventura proprio di tanti navigatori del secolo. “Per lui mari e oceani non furono mai barriere d’ignoto e di paura. Erano strade aperte. Vero uomo dell’Evo moderno, non tollerava limiti nell’andare. Ma la sua meta non erano l’oro e l’argento del Nuovo Mondo appena scoperto: affrontava onde e tempeste solo per incontrare altri uomini, ignorando confini e barriere di razza o lingua o cultura. Tutti erano destinatari della notizia cristiana e lui doveva farsene messaggero. Nulla e nessuno era troppo lontano o troppo diverso” (Domenico Agasso).

Erano molti quelli che sfidavano i mari per arricchire se stessi materialmente. Francesco e tanti altri missionari (prima e dopo di loro) affrontavano le stesse fatiche e gli stessi rischi per arricchire gli altri spiritualmente.
Nel maggio del 1542 era a Goa, allora capitale delle colonie portoghesi dell’Oriente. Furono questi per Francesco mesi di intensa attività pastorale, nel settore della formazione del clero indigeno. Era tornato un po’ professore. Ma sentiva nel profondo del cuore che questo non era il suo compito e il suo destino. Il suo primo lavoro missionario fu nelle coste meridionali del subcontinente indiano e nell’isola di Ceylon. Lavorò con dedizione e amore tra i pescatori di perle, convertiti da poco tempo, e privi di cure pastorali. Questi appartenevano ad una delle caste più basse dell’India: Francesco ne imparò la lingua, il tamil, li istruì scrivendo per loro un Catechismo, e li difese politicamente dagli invasori.
Nel biennio ’45-’47 lavorò nelle isole Molucche, appartenenti anch’esse alla diocesi di Goa. Oltre agli indigeni egli si occupa anche dei mercanti portoghesi, giunti nelle Indie per arricchirsi. Anch’essi avevano bisogno delle sue cure pastorali.

Francesco non si è stabilito in modo permanente in nessun luogo di missione. Un po’ come san Paolo, il suo grande modello, lui doveva iniziare il lavoro missionario più difficile, seminare i campi di seme evangelico, altri lo avrebbero coltivato e curato, altri ancora avrebbero raccolto. Voleva personalmente conoscere tutta l’Asia, per informare il Papa su questo nuovo mondo.
E per realizzare questa spinta missionaria ecco che Dio gli prepara un altro incontro provvidenziale. Anche questo darà una svolta decisiva alla sua opera di evangelizzatore.

“I Giapponesi amano
ascoltare le cose di Dio”

Verso la metà del 1547 nell’isola di Malacca Francesco Saverio fece la conoscenza di un indomito lupo di mare, di nome Yajiro, un ex pirata dei mari della Cina. Particolare fondamentale: era giapponese. Questi gli fece una bellissima descrizione del Cipangu, cioè del Giappone. Yajiro parlava dei propri connazionali come di un popolo di buona cultura, animato dal desiderio di imparare e dell’interesse anche per le cose religiose. Francesco ascoltava tutte queste cose, sognando già il suo nuovo campo di apostolato. Voleva presto rispondere a questo desiderio dei Giapponesi di conoscere “cose nuove su Dio”.

Quest’anno cade proprio il 450° anniversario del suo arrivo in Giappone. Arrivò infatti il 15 agosto 1549, precisamente a Kagoshima insieme ad un suo compagno missionario e Yajiro che frattanto aveva ricevuto il battesimo prendendo il nome di Paolo della Santa Fede: sarebbe stato il suo interprete. Il primo approccio con i nuovi amici da portare a Cristo non fu semplice. Francesco trovò un paese in preda alle lotte fra i grandi feudatari e latifondisti, con un potere centrale imperiale che non si imponeva. Il problema della lingua affiorò subito. Data la modesta cultura dell’ex pirata diventato interprete le difficoltà furono tante. Impiegò ben quaranta giorni ad imparare i comandamenti in giapponese. I frutti di conversione arrivarono e furono abbondanti e consolanti. Lui stesso scriveva con entusiasmo ai Gesuiti di Goa questo bellissimo elogio dei Giapponesi di allora: “La gente con la quale abbiamo finora parlato è la migliore che abbia mai incontrato, e credo che tra gli infedeli non se ne troverà mai altra che superi i giapponesi. È gente sobria nel mangiare; molti sanno leggere e scrivere; hanno una sola moglie; pochi sono i ladri; amano ascoltare le cose di Dio”.

Cresceva intanto l’opposizione alla sua predicazione da parte dei bonzi buddisti. Cercò una strada diversa, per vincere questa resistenza. Puntò in alto, molto in alto, all’imperatore stesso. Voleva ottenere il permesso di predicare da lui stesso. Ma qui fece un errore: l’aspetto umile dei missionari, il loro modo di vestire suscitò invece che attenzione disprezzo tra la gente, con il risultato che non venne ricevuto dall’imperatore.
Cambiò subito strategia e metodologia evangelizzatrice. Oggi si parla molto di adattamento e di “inculturazione” per poter annunciare il Vangelo. Non è certo una novità nel campo della evangelizzazione. La storia della Chiesa porta molti esempi. Sulla scia del primo evangelizzatore, di Gesù Cristo stesso. Nel secondo incontro Francesco ed i suoi amici si presentarono vestiti secondo l’etichetta, portando all’imperatore dei doni europei. Ottenne così il permesso di predicare liberamente e fare conversioni.
Nel Giappone Francesco battezzò più di mille persone. Riuscì a formare delle buone comunità di cristiani, compatte e composte da tutte le classi sociali.
Ma sempre più sovente affiorava una obiezione. Francesco presentava il Cristianesimo come la verità in campo religioso, superiore alle altre religioni conosciute dai Giapponesi. Questi però gli dicevano: se nel cristianesimo c’è la verità come mai in Cina non ne sanno niente? Per i Giapponesi di allora la Cina era il paese guida, in tutto, dalle scoperte scientifiche alle ultime mode. Quindi doveva conoscere anche il Cristianesimo se questo era la verità. E Francesco che conosceva bene la logica decise subito di partire per la Cina. Cristianizzata la Cina, in Asia non ci sarebbero state altre difficoltà.
È proprio vero che l’uomo propone e Dio dispone. Francesco lasciò il Giappone per far ritorno a Goa e qui preparare il viaggio. Dopo varie difficoltà arrivò a Canton, porta verso la Cina. Accompagnato da un solo compagno, cinese e cristiano, colto da forti febbri, morì sull’isola di Sanchnan, proprio davanti alle coste cinesi. Era il 1552. Aveva solo 46 anni. Il suo sogno svaniva. Ma altri ben presto nel suo ricordo e seguendo l’esempio, avrebbero ripreso l’idea e realizzato il progetto.

MARIO SCUDU ***

San Francesco Saverio: missionario catechista


san-Francesco-saverio2San Francesco Saverio fu un grande missionario e un grande catechista. E fu grande missionario perché grande catechista. Questo lo dimostrò nella sua prima missione nell’India meridionale. Nel suo metodo missionario procurò subito di imparare la lingua dei suoi catechizzandi. Ebbe poi una opzione preferenziale per i bambini e i ragazzi. Proprio per essi preparò dei Catechismi. Per gli adulti invece creò un “metodo per pregare” e anche un catechismo adatto a loro.

Nel Giappone, cambiando i soggetti da evangelizzare, cambiò metodologia. Ne studiò prima la struttura sociale, quindi cominciò i primi approcci con i signori feudali e con i bonzi, attraverso numerose “discussioni o dialoghi”.

San Francesco Saverio dava grande importanza al ministero della Parola, e questa annunciata con stile popolare. Lo considerava come il centro di tutta la evangelizzazione. Lui stesso affermava: “Le vostre prediche saranno frequenti tanto quanto protranno esserlo, poiché questo è un bene universale da cui si ottiene molto frutto, servizio a Dio e vantaggio per le anime”.

Preghiera di S. Francesco Saverio per la conversione degli infedeli


ETERNO Iddio, Creatore di Tutte le cose, ricordatevi che Voi solo creaste le anime degli infedeli e le faceste ad immagine e similitudine vostra.
Mirate, o Signore, come si riempie di quelle l’inferno e ricordatevi che il vostro Figliuolo Gesù Cristo sparse tutto il Suo Sangue e tanto patì per esse.
Non permettete che il vostro Figliolo e Signor nostro sia più lungamente sprezzato dagli infedeli e dai peccatori, ma, anzi placato dalle orazioni della Chiesa, che del benedetto vostro Figliuolo è la carissima Sposa, movetevi a pietà di loro, e, dimenticando la loro idolatria, infedeltà e malizia, fate che amino anch’essi di tutto cuore il comun Redentore Gesù Cristo, che è la nostra vita e la nostra resurrezione, l’autore e il conservatore della nostra libertà e di ogni nostro bene a cui sia gloria e benedizione per tutti i secoli dei secoli.
Così sia.


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Oggi, primo sabato del mese di dicembre

Oggi, primo sabato del mese di dicembre
Carissimi amici, oggi è il Primo Sabato del mese di dicembre!
Per molti di voi sarà il primo, e per molti altri già il quinto!
mamma idmPrepariamoci devotamente a questo preziosissimo appuntamento: sia interiormente, sia materialmente programmando già fin d’ora la giornata, affinché niente e nessuno possa farci distogliere dal portare a termine anche questa importantissima tappa. Se durante il giorno metteremo al primo posto ciò che ci domanda la Madonna, tutto sarà più facile.

Ricordiamo quindi ciò che ci richiede la Madre di Dio da compiere al primo sabato del mese:

“Guarda figlia mia, il mio Cuore coronato di spine, che gli uomini ingrati ad ogni momento mi infiggono con bestemmie e ingratitudini. Tu, almeno, cerca di consolarmi e assicura a tutti coloro che: – Per 5 mesi consecutivi, nel primo sabato del mese si confesseranno con l’intenzione di riparare le offese al Cuore Immacolato,
– riceveranno la Santa Comunione con la stessa intenzione, sempre nel primo sabato del mese,
– reciteranno il Rosario, almeno una terza parte con la stessa intenzione,
– e mi faranno compagnia per un quarto d’ora meditando i 15 misteri del Rosario con lo scopo di offrirmi riparazione,
Io prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie per la salvezza delle loro anime” La confessione può essere fatta anche entro otto giorni precedenti il primo sabato, purché ci si comunichi in grazia, con l’intenzione di offrire riparazione al Cuore Immacolato di Maria. Se si dimenticasse di formulare questa intenzione nella confessione allora essa può essere formulata nella confessione seguente. La confessione e la comunione devono ripetersi per 5 mesi consecutivi senza interruzione altrimenti si deve ricominciare da capo.
Per coloro che hanno difficoltà a trovare o ad andare alla S. Messa di sabato, il Signore permette la partecipazione Eucaristica il giorno dopo, cioè alla domenica con la concessione del confessore. Infatti Lucia stessa chiese a Gesù:

“«A chi non potrà soddisfare tutte le condizioni al sabato, non potrà farlo alla domenica?»

Gesù rispose: «Sarà ugualmente accetta la pratica di questa devozione alla domenica, dopo il primo sabato, quando i miei sacerdoti, per giusti motivi, lo concederanno alle anime».

Gesù rivelò a Lucia la ragione dei 5 sabati di riparazione, si tratta di 5 classi di offese e bestemmie contro il Cuore Immacolato di Maria:


1. bestemmie contro la Immacolata Concezione.
2. contro la Sua Verginità.
3. contro la Sua Maternità Divina e il rifiuto di riconoscerla come Madre degli uomini.
4. L’opera di coloro che pubblicamente infondono nel cuore dei piccoli l’indifferenza, il disprezzo e perfino l’odio contro questa Madre Immacolata.
5. L’opera di coloro che La offendono direttamente nelle sue immagini sacre.
Moderazione IdM


“Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato; a chi la praticherà prometto la salvezza; queste anime saranno predilette da Dio, e come fiori saranno collocati da Me dinanzi al Suo trono” (Fatima)

http://www.innamorati-di-maria.it/5primisabati.html

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Oggi: il primo venerdì del mese al Sacro Cuore

Il primo venerdì del mese al Sacro Cuore

IdM-Buona giornata!

Mostrando il suo Cuore a Santa Margherita Maria Alacoque (1647-1690), Gesù disse: “Ecco quel cuore che ha tanto amato gli uomini e dai quali non riceve che ingratitudini e disprezzo…”.
In diverse apparizioni alla stessa Santa, Gesù fece dive
rse promesse per coloro che avessero onorato il suo Cuore, tra le quali c’ è quella definita “la grande promessa”:
“A tutti quelli che, per nove mesi consecutivi, si comunicheranno al primo venerdì d’ogni mese, io prometto la grazia della perseveranza finale: essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i Santi Sacramenti (se necessari) ed il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.”

CONDIZIONI:1. Accostarsi alla Comunione.
La Comunione va fatta bene, cioè in grazia di Dio; quindi, se si è in peccato mortale, bisogna premettere la confessione.2. Per nove mesi consecutivi.
Quindi chi avesse incominciato le Comunioni e poi per dimenticanza, malattia, ecc. ne avesse tralasciata anche una sola, deve incominciare da capo.3. Ogni primo venerdì del mese.
La pia pratica si può iniziare in qualsiasi mese dell’anno.
“Era tradizionale – e in alcuni Paesi lo è ancora – la consacrazione al Sacro Cuore delle famiglie, che ne conservavano un’immagine nella loro casa. Le radici di questa devozione affondano nel mistero dell’Incarnazione; è proprio attraverso il Cuore di Gesù che in modo sublime si è manifestato l’Amore di Dio verso l’umanità.” (Benedetto XVI)

CONSACRAZIONE DELLA FAMIGLIA AL SACRO CUORE

O Gesú, che hai manifestato a S. Margherita Maria
il desiderio di regnare con il tuo Cuore sulle fa­miglie cristiane
vogliamo oggi proclamare la tua regalità d’amo­re sulla nostra famiglia.
Noi tutti vogliamo vivere, d’ora innanzi come Tu vuoi: – vogliamo far fiorire nella nostra casa le virtù alle quali hai promesso la pa­ce quaggiù.
Vogliamo tener lontano da noi tutti quello che è in contrasto con Te.
Tu regnerai sul nostro intellet­to, per la semplicità della nostra fede; sui nostri cuori per l’amore continuo che avremo per te e che ravviveremo ricevendo spes­so la S. Comunione.
Degnati, o Cuore Divino, di re­stare sempre in mezzo a noi, di benedire le nostre attività spiri­tuali e materiali,
di santificare le nostre gioie di sollevare le nostre pene.
Se mai qualcuno di noi avesse la disgrazia di offenderti ricorda­gli o Gesú,
che hai un Cuore buo­no e misericordioso con il pecca­tore che si pente.
E nei giorni di dolore saremo fiduciosamente sottomessi al tuo divino volere.
Ci consoleremo pen­sando che verrà un giorno in cui tutta la famiglia,
riunita felice in cielo potrà cantare per sempre le tue glorie e i tuoi benefici.
Ti presentiamo oggi questa no­stra consacrazione per mezzo del Cuore Immacolato di Maria e del glorioso suo Sposo
S. Giuseppe,
affinché con il loro aiuto possia­mo metterla in pratica in tutti i giorni della nostra vita.
Dolce Cuore del mio Gesú, fa ch’io t’ami sempre piú.
Cuore di Gesú, venga il tuo re­gno.

Da oggi, 29 novembre: NOVENA ALL’IMMACOLATA CONCEZIONE

NOVENA ALL’IMMACOLATA CONCEZIONE

I° GIORNO: INVOCAZIONE D’AIUTO A MARIA

O Vergine Immacolata, primo e soave frutto di salvezza, noi ti ammiriamo e con Te celebriamo le grandezze del Signore che ha fatto in Te mirabili prodigi. Guardando Te, noi possiamo capire ed apprezzare l’opera sublime della Redenzio­ne e possiamo vedere nel loro risultato esemplare le ricchezze infinite che Cristo, con il suo Sangue, ci ha donato. Aiutaci, o Maria, ad essere, come Te, salvato­ri insieme con Gesù di tutti i nostri fratelli. Aiutaci a portare agli altri il dono ricevuto, ad essere “segni” di Cristo sulle strade di questo nostro mondo assetato di verità e di gloria, bisognoso di redenzione e di salvezza. Amen. 3 Ave Maria

2° GIORNO: TI SALUTO, O MARIA

Ti saluto, o Maria, tutta pura, tutta irre­prensibile e degna di lode. Tu sei la corredentrice, la rugiada del mio arido cuore, la serena luce della mia mente confusa, la riparatrice di tutti i miei mali. Compatisci, o purissima, l’infermità dell’a­nima mia. Tu puoi ogni cosa perché sei la Madre di Dio; a Te nulla si nega, perché sei la Regina. Non disprezzare la mia preghiera e il mio pianto, non deludere la mia attesa. Piega il Figlio tuo in mio favore e, finché durerà questa vita, difendimi, proteggimi, custodiscimi. 3 Ave Maria

3° GIORNO: OTTIENIMI UN CUORE FEDELE

anta Maria, Madre di Dio, conservami un cuore di fanciullo, puro e limpido come acqua di sorgente. Ottienimi un cuore semplice che non si ripieghi ad assaporare le proprie tristezze: un cuore magnanimo nel donarsi, facile alla compassione; un cuore fedele e generoso, che non dimentichi alcun bene e non serbi rancore di alcun male. Formami un cuore dolce e umile che ami senza esigere di essere riamato; un cuore grande e indomabile così che nessuna ingratitudine lo possa chiudere e nessuna indifferenza lo possa stancare; un cuore tormentato dalla gloria di Gesù Cristo, ferito dal suo grande amore con una piaga che non rimargini se non in Cielo. 3 Ave Maria

4° GIORNO: AIUTACI, O MADRE

Regina nostra, inclita Madre di Dio, ti preghiamo: fa’ che i nostri cuori siano ricolmi di grazia e risplendano di sapienza. Rendili forti con la tua forza e ricchi di virtù. Su noi effondi il dono della misericordia, perché otteniamo il perdono dei nostri peccati. Aiutaci a vivere così da meritare la gloria e la beatitudine del Cielo. Questo ci conceda Gesù Cristo, tuo Figlio, che ti ha esaltata al di sopra degli Angeli, ti ha incoronata Regina, e ti ha fatto assidere in eterno sul fulgido trono. A Lui onore e gloria nei secoli. Amen. 3 Ave Maria

5° GIORNO: SALVACI, O MARIA!

O Vergine, bella come la luna, delizia del Cielo, nel cui volto guardano i beati e si specchiano gli Angeli, fa’ che noi, tuoi figli, ti assomigliamo, e che le nostre anime ricevano un raggio della tua bellez­za che non tramonta con gli anni, ma che rifulge nell’eternità. O Maria, Sole del Cielo, risveglia la vita dovunque è la morte e rischiara gli spiriti dove sono le tenebre. Rispecchiandoti nel volto dei tuoi figli, concedi a noi un rifles­so del tuo lume e del tuo fervore. Salvaci, o Maria, bella come la luna, fulgi­da come il sole, forte come un esercito schierato, sorretto non dall’odio, ma dalla fiamma dell’amore. Amen. 3 Ave Maria

6° GIORNO: TU, O MARIA

Ave Maria! Piena di grazia, più Santa dei Santi, più elevata dei cieli, più glo­riosa degli Angeli, più venerabile di ogni creatura. Ave, celeste Paradiso! Tutto fra­granza, giglio che olezza soave, rosa profu­mata che si schiude a salute dei mortali. Ave, tempio immacolato di Dio costruito santamente, adorno di divina magnificen­za, aperto a tutti, oasi di mistiche delizie. Ave purissima! Vergine Madre! Degna di lode e di venerazione, fonte d’ac­que zampillanti, tesoro d’innocenza, splendore di santità. Tu, o Maria, guidaci al porto della pace e della salvezza, a gloria di Cristo che vive in eterno con il Padre e con lo Spirito Santo. Amen. 3 Ave Maria

7° GIORNO: RICORDATI DEI TUOI FIGLI

Vergine Maria, Madre della Chiesa, a Te raccomandiamo la Chiesa tutta. Tu che sei chiamata “aiuto dei Pastori”, proteggi e assisti i vescovi nella loro missio­ne apostolica, e quanti, sacerdoti, religiosi, laici, li aiutano nella loro ardua fatica. Ricordati di tutti i tuoi figli; avvalora pres­so Dio le loro preghiere; conserva salda la loro fede; fortifica la loro speranza; aumenta la carità. Ricordati di coloro che versano nelle tribo­lazioni, nelle necessità, nei pericoli; ricordati di coloro soprattutto che soffrono perse­cuzioni e si trovano in carcere per la fede. A costoro, o Vergine, concedi la forza e affretta il sospirato giorno della giusta libertà. 3 Ave Maria

8° GIORNO: O PADRE MISERICORDIOSO

Padre di misericordia, datore di ogni bene, noi ti ringraziamo perché dalla nostra stirpe umana hai eletto la beata Ver­gine Maria ad essere Madre del Figlio tuo fatto uomo. Ti ringraziamo perché l’hai preservata da ogni peccato, l’hai riempita di ogni dono di grazia, l’hai congiunta all’opera di redenzione del tuo Figlio e l’hai assunta in anima e corpo al Cielo. Ti preghiamo, per sua intercessione, di poter realizzare la nostra vocazione cristia­na, di crescere ogni giorno nel tuo amore e di venire con Lei a godere per sempre nel tuo regno beato. Amen. 3 Ave Maria

9° GIORNO: CHINATI SU DI NOI

Ascolta, o prediletta da Dio, l’ardente grido che ogni cuore fedele innalza verso di Te. Chinati sulle nostre piaghe dolo­ranti. Muta le menti dei malvagi, asciuga le lacrime degli afflitti e degli oppressi, custo­disci il fiore della purezza nei giovani, pro­teggi la Chiesa santa, fa’ che gli uomini tutti sentano il fascino della cristiana bontà… Accogli, o Madre dolcissima, le nostre umili suppliche e ottienici soprattutto che possiamo un giorno ripetere dinanzi al tuo trono l’inno che si leva oggi sulla terra intorno ai tuoi altari: tutta bella sei, o Maria! Tu gloria, Tu letizia, Tu onore del nostro popolo. Amen. 3 Ave Maria.

Un po’ di storia…

La riflessione teologica sull’Immacolata Concezio­ne di Maria è stata molto lenta. Una festa della Natività di Maria era celebrata in Oriente verso la fine del VI secolo. Nel secolo seguente, poi, sorse una festa della Concezione di Maria. In Occidente, invece, questa festa della Concezione di Maria appare solo in Italia Meridiona­le, a Napoli, nel IX secolo e in­torno al 1060 veniva celebrata anche in Inghilterra, introdotta molto probabilmente da un mo­naco orientale. Dopo la conqui­sta dell’isola da parte dei Nor­manni, la festa riacquistò vigore e passò in Europa come festa del­l’Immacolata Concezione. Non tutti i teologi del tempo erano favorevoli. Perfino il gran­de San Bernardo di Chiaravalle (1091-1153), il cantore di Maria, colui che si sentì rispondere ad un suo saluto rivolto alla statua della Vergine: “Ave, Bernarde” (Ciao, Bernardo), protestò in una lette­ra contro i Canonici di Lione per aver introdotto questa festa. In questo stesso periodo, però, un discepolo di Sant’Anselmo di Aosta (1033-1109), Eadmero, so­stenne la possibilità dell’Imma­colata Concezione. L’argomento era molto semplice: Dio lo poteva fare. Se perciò lo voleva fare, lo fece. Di qui ebbe origine il fa­moso assioma: “Potuit, decuit, ergo fecit” (Dio poteva; era con­veniente, perciò lo fece). L’in­tuizione era buona, ma poteva portare a delle esagerazioni. U­na volta che i teologi avevano deciso che una cosa era conve­niente, concludevano che Dio l’a­veva fatta. Ed esagerazioni del genere non mancarono. Seguirono alcuni secoli di di­battito teologico al riguardo. Poi, nel 1477, Sisto IV dà il suo be­neplacido ad una Messa della Concezione; nel 1695, Innocen­zo XII approva una Messa con ufficio e ottava per la Chiesa in­tera, ed infine, nel 1708, con Cle­mente IX la festa divenne di pre­cetto. Un altro appoggio alla cele­brazione dell’Immacolata Con­cezione venne nel 1830 con le apparizioni della Vergine a Ca­terina Labouré, che promosse la diffusione della Medaglia Mira­colosa con l’invocazione: “O Ma­ria, concepita senza peccato, pre­gate per noi che ricorriamo a voi”. Finalmente nel 1854, Pio IX definì come dogma di fede la Concezione Immacolata di Ma­ria e quattro anni dopo la Ma­donna stessa, a suggello di quan­to la Chiesa aveva proclamato, si autodefinì a Lourdes: “Io so­no l’Immacolata Concezione”. Con la riforma liturgica del Va­ticano Il questa celebrazione ha assunto il grado di solennità.

L’Immacolata Concezione è spesso fraintesa da chi è privo di una sufficiente istruzione cate­chetica: viene confusa con il con­cepimento verginale di Gesù. Diciamo subito che il Nuovo Testamento non dice nulla sulla concezione di Maria. La rifles­sione teologica dei primi secoli toccò sì Maria, ma in modo indi­retto. I primi due dogmi mariani, infatti, cioè la Verginità di Maria e la Maternità divina, erano pret­tamente cristologici, nel senso che erano affermazioni fatte su Maria, ma con il fine di salva­guardare verità riguardanti Gesù. I due dogmi mariani più re­centi, cioè quello dell’Immaco­lata Concezione e quello del­l’Assunzione, riguardano in maniera più diretta Maria. Da un certo punto di vista essi rappre­sentano dei privilegi concessi al­la Madonna, perché doveva es­sere Madre di Gesù, vero Dio e vero uomo. Però il loro signifi­cato più profondo è soteriologi­co, in quanto riguardano la nostra salvezza. Ci ammaestrano sul nostro fine ultimo, sulla gra­zia vittoriosa di Cristo che vin­ce il peccato e ci porta alla glo­ria finale. La cosa fondamentale che possiamo dire sull’Immacolata Concezione è che Maria è stata redenta in previsione dei meriti del Figlio suo. Gesù ha guada­gnato sulla croce la grazia del­l’Immacolata Concezione di sua Madre. Tutto ciò significa che la salvezza dell’umanità era opera­tiva ancora prima che Cristo na­scesse. Solo se vediamo Dio con­dizionato dal tempo, proviamo imbarazzo per il concetto di “re­denzione preservativa”, vale a di­re fatta in vista dei meriti acqui­siti da Gesù sul Calvario. Intui­zione questa tanto cara al beato Duns Scoto (1266-1308). La salvezza è sempre un do­no gratuito di Dio. Il bambino è santificato gratuitamente nel­l’acqua del battesimo e l’adulto accetta come dono di Dio la gra­zia della giustificazione median­te la fede. Quando diciamo che Maria è stata concepita senza macchia di peccato, diciamo che è stata redenta nel modo più perfetto possibile: il peccato non l’ha po­tuta nemmeno sfiorare. Questa sua Concezione Immacolata. però, è un dono totalmente gra­tuito di Dio. Mediante questo privilegio, dunque, Maria è la perfetta sal­vata. Ella non ha mai avuto gli o­stacoli spirituali che distolgono noi, creature nate con il peccato originale, dal totale amore di Dio. Questo dono le ha permesso di pronunciare al momento del­l’Annunciazione, pur con un pro­fondo atto di fede di fronte al di­segno imperscrutabile di Dio, un sì senza limiti, senza alcuna re­strizione inconscia. In molti passi la liturgia ci pre­senta la Vergine Santa come ini­zio della Chiesa. Sì, perché Ma­ria è la persona dove la grazia della redenzione raggiunse la sua espressione massima. In Maria, infatti, la Chiesa incomincia ad e­sistere “senza macchia né ruga… ma santa e immacolata” (Ef 5,27). Ciò che la Chiesa intera sarà un giorno, è già perfetto in Maria mediante la sua Immacolata Con­cezione e la sua Assunzione. E allora si deve concludere che la Vergine Immacolata è lon­tanissima da noi ed è inimitabi­le? No, assolutamente! Nel mon­do della grazia e dello spirito, solo il peccato è anormale, men­tre la santità è normale. La no­stra esperienza quotidiana ce lo conferma. Quando siamo in con­tatto regolare con Dio nella pre­ghiera, quando prendiamo la vi­ta spirituale con maggior serietà, tendiamo ad essere più buoni, più disponibili, più gentili verso gli altri. Il fatto, quindi, che Ma­ria sia senza peccato, la rende perciò Madre di Misericordia, Madre compassionevole, Aiuto dei Cristiani. In una parola: Cor­redentrice.

Vorrei concludere queste bre­vi note e riflessioni con alcune e­spressioni di lode nei confronti di Maria Immacolata, espressioni che troviamo nella Liturgia del­le Ore, ma nate dalla mente e dal cuore del genio più alto della no­stra poesia: Dante Alighieri. «… Qui se’ a noi meridiana face di cantate, e giuso, intra i mortali, se’ di speranza fontana vivace. Donna, se’ tanto grande e tanto vali, che qual vuol grazia ed a te non ricorre, sua disianza vuol volar sanz’ali. La tua benignità non pur soccorre a chi domanda, ma molte fiate liberamente al dimandar precorre. In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s’aduna quantunque in creatura è di bontate…». (Paradiso, XXXIII, 10-21) Tutti questi pregi e lodi, che Dante indirizza alla Vergine San­ta, sono possibili e convenienti solo perché Maria è Madre di Dio e Immacolata.

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29 novembre: LE APPARIZIONI DI BEAURAING

LE APPARIZIONI DI BEAURAING

Innamorati di Maria

La Vergine dal Cuore d’oro
Amate Mio Figlio? Mi amate? Allora sacrificatevi per Me
Beauraing è una piccola cittadina nel sud del Belgio. E’ qui che a partire dal 29 novembre 1932 la Madonna appare a cinque ragazzini per 33 volte, fino al 3 gennaio 1933.

Nella sera del 29 novembre Albert (11 anni) si reca assieme ai suoi amici Fernande, Andrée e Gilberte al convento delle Suore dove la sorella resta abitualmente per studiare. Si dirigono verso la porta del convento e suonano il campanello. Mentre i ragazzi attendono, Albert vede qualcosa che lo lascia attonito; indicando agli altri la direzione con la mano, grida: “Guardate! La Madonna cammina sul ponte!“. E così vedono la figura luminosa di una donna vestita di bianco che cammina, lentamente, con le mani giunte e sostenuta da una nuvola che Le nasconde i piedi. I ragazzi all’inizio si sentono attratti dalla prodigiosa visione ma poi si fanno sopraffare dalla paura e fuggono senza neanche voltarsi indietro.

Nei giorni seguenti invece essi si recheranno ogni sera nel luogo dell’apparizione, accanto ad un albero di biancospino, per recitare il Rosario ed attendere la venuta della Signora. I piccoli veggenti col passare dei giorni vengono accompagnati al loro appuntamento con la Vergine da una folla di gente che si fa di volta in volta sempre più numerosa.
Quando inizia l’apparizione i ragazzi cadono in ginocchio tutti e cinque simultaneamente sul duro ciottolato della strada, con una forza tale da lasciare esterefatti i presenti. Eppure non riportarono mai alcun genere di ferita o contusione.

Nell’apparizione del 5 dicembre Albert chiede alla Signora:Siete la Vergine Immacolata?. La Signora, sorridendo, annuisce con un cenno del capo; allora Albert le domanda: Che cosa ci chiedete?” e la Madonna risponde: “Di essere molto buoni“.

Il 13 dicembre i ragazzi chiedono ancora una volta alla Madonna: “Che cosa volete che facciamo per Voi?
Una cappella
risponde la Madonna.

Nell’apparizione del 21 dicembre la Madonna rivela: Sono la Vergine Immacolata“.

Martedì 23 dicembre, Fernande Le chiede Perché venite qui?; la Madonna risponde: Perché si venga qui in pellegrinaggio.

Il 27 la Beata Vergine appare solo a Fernande con un cuore d’oro circondato di raggi; questo cuore viene visto anche dagli altri veggenti nell’apparizione del 30 dicembre. La Vergine dice a Fernande: Pregate, pregate molto!“.

Nell’apparizione del 1 gennaio Maria dice ai ragazzi: Pregate sempre! .

Il giorno dell’ultima apparizione l’afflusso di gente è enorme: 25-30.000 persone. Per chilometri e chilometri la strada che porta al luogo delle apparizioni è gremita di visitatori e file di automezzi. I ragazzi iniziano la recita del Rosario e dopo le prime due decine cadono in ginocchio in estasi; Maria affida a Gilberte una promessa:Convertirò i peccatori“. Ad Andrée dice: Sono la Madre di Dio, la Regina del Cielo. Pregate sempre e quindi scompare.

Alla fine dell’apparizione, mentre i quattro ragazzi vengono interrogati, Fernande rimane ancora in ginocchio. Improvvisamente la ragazza ed altre persone presenti sentono come un rumore di tuono e vedono una palla di fuoco sul biancospino. La Vergine appare a Fernande e le chiede: Amate Mio Figlio? Mi amate?, la ragazza risponde di sì e la Madonna le dice: Allora sacrificatevi per Me“. In quel momento la Beata Vergine inizia a risplendere di una luce brillantissima, stende le braccia e i ragazzi possono vedere il Suo Cuore d’oro. Prima di scomparire la Madonna li saluta dando loro un Addio che significa la fine definitiva delle apparizioni.

Il 18 maggio 1985 anche Giovanni Paolo II si è recato a Beauraing. Si è inginocchiato davanti alla Vergine del “Cuore d’oro” ed ha incontrato Gilberte e Albert Voisin e Gilberte Degeimbre.

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