13 giugno: SANT’ANTONIO DI PADOVA

SANT’ANTONIO DI PADOVA

IdM-Buona giornata!

Lisbona (Portogallo) c.1195 – Padova 13 giugno 1231

santo antonio

Fernando di Buglione nasce a Lisbona da nobile famiglia portoghese discendente dal crociato Goffredo di Buglione.
A quindici anni è novizio nel monastero di San Vincenzo a Lisbona, poi si trasferisce nel monastero di Santa Croce di Coimbra, il maggior centro culturale
del Portogallo appartenente all’Ordinedei Canonici regolari di Sant’Agostino, dove studia scienze eteologia con ottimi maestri, preparandosi all’ordinazione sacerdotale che riceverà nel 1219, quando ha ventiquattro anni. Quando sembrava dover percorrere la carriera del teologo e del filosofo,decide di lasciare l’ordine agostiniano. Fernando, infatti, non sopporta i maneggi politici tra i canonici agostiniani e re AlfonsoII, in cuor suo anela ad una vita religiosamente più severa. Il suo desiderio si realizza allorché, nel 1220, giungono a Coimbra i corpi di cinque frati francescani decapitati in Marocco, dove si erano recati a predicare per ordine di Francesco d’Assisi.
Quando i frati del convento di monte Olivares arrivano per accogliere le spoglie dei martiri, Fernando confida loro la sua aspirazione di vivere nello spirito del Vangelo. Ottenuto il permesso dal provinciale francescano di Spagna e dal priore agostiniano, Fernando entra nel romitorio dei Minori e fa subito professione religiosa, mutando il nome in Antonio in onore dell’abate, eremita egiziano. Anelando al martirio, subito chiede ed ottiene di partire missionario in Marocco. Verso la fine del 1220 s’imbarca su un veliero diretto in Africa, ma durante il viaggio è colpito da febbre malarica e costretto a letto. La malattia si protrae e in primavera i compagni lo convincono a rientrare in patria per curarsi.
Secondo altre versioni, Antonio non si fermò mai in Marocco: ammalatosi appena partito da Lisbona, la nave fu spinta da una tempesta direttamente a Messina, in Sicilia. Curato dai francescani della città, in due mesi guarisce. A Pentecosteè invitato al Capitolo generale di Assisi, arriva con altri francescani a Santa Maria degli Angeli dove ha modo di ascoltare Francesco, ma non di conoscerlo personalmente. Il ministro provinciale dell’ordine per l’Italia settentrionale gli propone di trasferirsi a Montepaolo, presso Forlì, dove serve un sacerdote che dica la messa per i sei frati residenti nell’eremo composto da una chiesolina, qualche cella e un orto. Per circa un anno e mezzo vive in contemplazione e penitenza, svolgendo per desiderio personalele mansioni più umili, finché deve scendere con i confratelli in città, per assistere nella chiesa di San Mercuriale all’ordinazione di nuovi sacerdoti dell’ordine e dove predica alla presenza di una vasta platea composta anche dai notabili. Ad Antonio è assegnato il ruolo di predicatore e insegnante dallo stesso Francesco, che gli scrive una lettera raccomandandogli, però, di non perdere lo spirito della santa orazione e della devozione. Comincia a predicare nella Romagna, prosegue nell’Italia settentrionale, usa la sua parola per combattere l’eresia (è chiamato anche il martello degli eretici), catara in Italia e albigese in Francia, dove arriverà nel 1225. Tra il 1223 e quest’ultima data pone le basi della scuola teologica francescana, insegnando nel convento bolognese di SantaMaria della Pugliola. Quando è in Francia, tra il 1225 e il1227, assume un incarico di governo come custode di Limoges. Mentresi trova in visita ad Arles, si racconta gli sia apparso Francesco che aveva appena ricevuto le stigmate. Come custode partecipa nel1227 al Capitolo generale di Assisi dove il nuovo ministro dell’Ordine, Francesco nel frattempo è morto, è Giovanni Parenti, quel provinciale di Spagna che lo accolse anni prima fra i Minori e che lo nomina provinciale dell’Italia settentrionale. Antonio apre nuove case, visita i conventi per conoscere personalmente tutti i frati, controlla le Clarisse e il Terz’ordine, va a Firenze, finché fissa la residenza a Padova e in due mesi scrive i Sermoni domenicali. A Padova ottiene la riforma del Codice statutario repubblicano grazie alla quale un debitore insolvente ma senza colpa, dopo aver ceduto tutti i beni non può essere anche incarcerato. Non solo, tiene testa ad Ezzelino da Romano, che era soprannominato il Feroce e che in un solo giorno fece massacrare undicimila padovani che gli erano ostili, perché liberi i capi guelfi incarcerati. Intanto scrive i Sermoni per le feste dei Santi, i suoi temi preferiti sono i precetti della fede, della morale e della virtù, l’amore di Dio e la pietà verso i poveri, la preghiera e l’umiltà, la mortificazione e si scaglia contro l’orgoglio e la lussuria, l’avarizia e l’usura di cui è acerrimo nemico.
E’ mariologo, convinto assertore dell’assunzione della Vergine, su richiesta di papa Gregorio IX nel 1228 tiene le prediche dellas ettimana di Quaresima e da questo papa è definito “arca del Testamento“. Si racconta che le prediche furono tenute davanti ad una folla cosmopolita e che ognuno lo sentì parlare nella propria lingua. Per tre anni viaggia senza risparmio, è stanco, soffre d’asma ed è gonfio per l’idropisia, torna a Padova e memorabili sono le sue prediche per la quaresima del 1231. Per riposarsi si ritira a Camposampiero, vicino Padova, dove il conte Tiso, che aveva regalato un eremo ai frati, gli fa allestire una stanzetta tra i rami di un grande albero di noce. Da qui Antonio predica, ma scende anche a confessare e la sera torna alla sua cella arborea. Una notte che si era recato a controllare come stesse Antonio, il conte Tiso è attirato da una grande luce che esce dal suo rifugio e assiste alla visita che Gesù Bambino fa al Santo.
A mezzogiorno del 13 giugno, era un venerdì, Antonio si sente mancare e prega i confratelli di portarlo a Padova, dove vuole morire. Caricato su un carro trainato da buoi, alla periferia della città le sue condizioni si aggravano al punto che si decide di ricoverarlo nel vicino convento dell’Arcella dove muore in serata. Si racconta che mentre stava per spirare ebbe la visione del Signore ec he al momento della sua morte, nella città di Padova frotte di bambini presero a correre e a gridare che il Santo era morto.
Nei giorni seguenti la sua morte, si scatenano “guerre intestine” tra il convento dove era morto che voleva conservarne le spoglie e quello di Santa Maria Mater Domini, il suo convento, dove avrebbe voluto morire. Durante la disputa si verificano persino disordini popolari, infine il padre provinciale decide che la salma sia portata a Mater Domini. Non appena il corpo giunge a destinazione iniziano i miracoli, alcuni documentati da testimoni. Anche in vita Antonio aveva operato miracoli quali esorcismi, profezie, guarigioni, compreso il riattaccare una gamba, o un piede, recisa, fece ritrovare il cuore di un avaro in uno scrigno, ad una donna riattaccò i capelli che il marito geloso le aveva strappato, rese innocui cibi avvelenati, predicò ai pesci, costrinse una mula ad inginocchiarsi davanti all’Ostia, fu visto in più luoghi contemporaneamente, da qualcuno anche con Gesù Bambino in braccio. Poiché un marito accusava la moglie di adulterio, fece parlare il neonato “frutto del peccato” secondo l’uomo per testimoniare l’innocenza della donna. I suoi miracoli in vita e dopo la morte hanno ispirato molti artisti fra cui Tiziano e Donatello.
Antonio fu canonizzato l’anno seguente la sua morte dal papa Gregorio IX.
La grande Basilica a lui dedicata sorge vicino al convento di Santa Maria Mater Domini.
Trentadue anni dopo la sua morte, durante la traslazione delle sue spoglie, San Bonaventura da Bagnoregio trovò la lingua di Antonio incorrotta, ed è conservata nella cappella del Tesoro presso la basilica della città patavina di cui è patrono.
Nel 1946 Pio XII lo ha proclamato Dottore della Chiesa.

Autore: Maurizio Valeriani

Patronato: Affamati, oggetti smarriti, Poveri
Etimologia: Antonio = nato prima, o che fa fronte ai suoi avversari, dal greco
Emblema: Giglio, Pesce
Martirologio Romano: Memoria di sant’Antonio, sacerdote e dottore della Chiesa, che, nato in Portogallo, già canonico regolare, entrò nell’Ordine dei Minori da poco fondato, per attendere alla diffusione della fede tra le popolazioni dell’Africa, ma esercitò con molto frutto il ministero della predicazione in Italia e in Francia, attirando molti alla vera dottrina; scrisse sermoni imbevuti di dottrina e di finezza di stile e su mandato di san Francesco insegnò la teologia ai suoi confratelli, finché a Padova fece ritorno al Signore.

PREGHIERA A SANT’ANTONIO DI PADOVA
Ricordatevi, miracoloso santo,
che voi non avete mai lasciato di aiutare e consolare
chi vi ha invocato nelle sue necessità!
Animato io da una grande confidenza e dalla certezza di non pregare invano
a voi ricorro che siete tanto ricco di grazie e tanto caro a Gesù!
Eloquente predicatore dell’infinita misericordia di Dio
non rifiutate la mia preghiera
ma fate che essa giunga con la vostra intercessione al trono di Dio
affinchè io abbia aiuto e conforto nella presente mia necessità.
Così sia.

 

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Coroncina di consacrazione al Cuore Immacolato

Coroncina di consacrazione al Cuore Immacolato



33-Cuore-Immacolato-Maria2 mini– Cantico della Beata Vergine Maria (Lc. 1,46-55)

L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni
mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Gloria al Padre …

(sui grani grossi del rosario)

– O Cuore Immacolato di Maria,
Tabernacolo vivente della Santissima Trinità:

– ci consacriamo a Te.

Ave Maria …

(sui grani piccoli)

– O Cuore Immacolato di Maria:
– ci consacriamo a Te.

Gloria al Padre …


Salve Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra salve.

A te ricorriamo, esuli figli di Eva;
a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

Preghiera di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria
(Preghiera dettata dalla Madonna alla veggente Jelena Vasilj di Medjugorje il 28 novembre 1983).Figli del Divin Amore
Cuore Immacolato di Maria, colmo di bontà,
mostra il tuo amore verso di noi.
La fiamma del tuo Cuore, o Maria,
scenda su tutti gli uomini.
Noi ti amiamo sconfinatamente.
Imprimi nei nostri cuori il vero amore,
così da avere una continua nostalgia di Te!
O Maria, mite ed umile di cuore,
ricordati di noi quando pecchiamo.
Tu sai che tutti gli uomini peccano.
Donaci, per mezzo dei tuo Cuore Immacolato e materno,
la guarigione da ogni malattia spirituale.
Fa’ che sempre possiamo guardare
alla bontà del tuo Cuore materno,
e che ci convertiamo
per mezzo della fiamma del tuo Cuore.Amen.



 

ATTO DI CONSACRAZIONE E RIPARAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA


Guarda figlia mia, il mio Cuore circondato di spine
che gli uomini ingrati infliggono continuamente
con bestemmie e ingratitudini.
Consolami almeno tu
(La Madonna a Lucia di Fatima)
cuore imm2
Cuore Immacolato di Maria – Lubjana, Cattedrale
PIA PRATICA DEI PRIMI CINQUE SABATI
La Madonna apparendo a Fatima il 13 giugno 1917, tra l’altro disse a Lucia:
“Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere ed amare.
Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato.
Guarda figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati infliggono continuamente
con bestemmie e ingratitudini. Consolami almeno tu e fa sapere questo:”A tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, riceveranno la santa Comunione,
reciteranno il rosario e mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i Misteri,
con l’intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell’ora della morte
con tutte le grazie necessarie alla salvezza.” Per realizzare tale progetto di Maria occorrono le seguenti condizioni:Confessione
fatta entro otto giorni precedenti, con l’intenzione di riparare le offese fatte al Cuore Immacolato di Maria.
Se uno nella confessione dimentica di presentare tale intenzione, può’ formularla nella confessione successiva;Comunione
fatta in grazia di Dio il Primo Sabato del mese, con la stessa intenzione della confessione;
La confessione e la comunione devono ripetersi per cinque mesi consecutivi,
senza interruzione altrimenti bisogna ricominciare.Recitare la corona del Rosario
almeno la terza parte, con la stessa intenzione della confessione;Meditazione
per un quarto d’ora fare compagnia alla SS.ma Vergine
meditando sui misteri del rosario.
Atto di Consacrazione e riparazione al Cuore Immacolato di Maria
O Cuore Immacolato di Maria,
ecco a te dinanzi dei figli, i quali vogliono con il loro affetto riparare alle tante offese a te recate da molti che essendo anch’essi figli tuoi, osano insultarti e oltraggiarti.
Noi ti chiediamo perdono anche per le nostre mancanze e ingratitudini, e quale omaggio di riparazione, noi crediamo fermamente nella tua eccelsa dignità a altissimi privilegi, in tutti i dogmi che la Chiesa ha proclamato, anche per quelli che non credono.
Ti ringraziamo dei tuoi innumerevoli benefici, per quelli pure che non li riconoscono; confidiamo in te e ti preghiamo anche per quelli che non ti amano, che non hanno fiducia nella tua materna bontà, che a te non ricorrono.
Volentieri accettiamo le sofferenze che il Signore vorrà mandarci, e ti offriamo le nostre preghiere e i nostri sacrifici per la salvezza dei peccatori.
Converti tanti tuoi figli prodighi e apri loro, quale sicuro rifugio il tuo Cuore, in modo che essi possano trasformare le antiche ingiurie in tenere benedizioni, l’indifferenza in fervida preghiera, l’odio in amore.
Deh! fa’ che non abbiamo ad offendere Dio nostro Signore, già tanto offeso.
Ottienici, per i tuoi meriti, la grazia di conservarci sempre fedeli a questo spirito di riparazione, e di imitare il tuo Cuore nella purezza della coscienza, nell’umiltà e mansuetudine, nell’amore verso Dio e il prossimo.
Cuore Immacolato di Maria, a te lode, amore, benedizione: prega per noi adesso e nell’ora della nostra morte.
Amen
Vergine Santissima e Madre nostra,
nel mostrare il tuo Cuore circondato di spine,
simbolo delle bestemmie ed ingratitudini
con cui gli uomini ripagano le finezze del tuo amore,
hai chiesto di consolarti e ripararti.
Come figli ti vogliamo amare e consolare sempre,
ma specialmente dopo i tuoi materni lamenti,
vogliamo riparare il tuo Cuore Addolorato e Immacolato
che la cattiveria degli uomini ferisce con le pungenti spine dei loro peccati.
In modo particolare vogliamo riparare le bestemmie
proferite contro la tua Immacolata Concezione
e la tua Santa verginità.
Molti, purtroppo, negano che tu sei Madre di Dio
e non ti vogliono accettare come tenera Madre degli uomini.
Altri, non potendoti oltraggiare direttamente,
scaricano la loro collera satanica profanando le tue Sacre Immagini
e non mancano coloro che cercano di infondere nei cuori,
soprattutto dei bambini innocenti che ti sono tanto cari,
l’indifferenza, il disprezzo ed anche l’odio contro di Te.
Vergine Santissima,
prostrati ai tuoi piedi, esprimiamo la nostra pena
e promettiamo di riparare, con i nostri sacrifici, comunioni e preghiere,
tanti peccati ed offese di questi tuoi figli ingrati.
Riconoscendo che anche noi non sempre corrispondiamo alle tue predilezioni,
nè ti amiamo ed onoriamo sufficientemente come Madre nostra,
supplichiamo il perdono misericordioso per le nostre colpe e freddezze.
Madre Santa,
vogliamo ancora chiederti compassione,
protezione e benedizioni per gli attivisti atei e nemici della Chiesa.
Riconduci tutti alla vera Chiesa, ovile di salvezza,
come hai promesso nelle tue apparizioni a Fatima.
Per quanti sono tuoi figli, per tutte le famiglie e per noi in particolare
che ci consacriamo interamente al tuo Cuore Immacolato
Sii rifugio nelle angustie e tentazioni della Vita;
sii cammino per giungere a Dio,
unica fonte sicura di pace e di gioia.
Amen.
Salve Regina…

 

CUORE IMMACOLATO DI MARIA

CUORE IMMACOLATO DI MARIA

IdM-Buona giornata!

cuore immNella Sacra Scrittura, il vocabolo «cuore» è alla base del rapporto religioso-morale dell´uomo con Dio.
Il cuore è al centro di tutta la vita spirituale dell´uomo; è principio di vita, memoria, pensiero, volontà, interiorità: il cuore è inteso come sede dell´incontro con Dio.
L´espressione «cuore immacolato», applicato a Maria è divenuta di uso corrente in seguito alla definizione del dogma dell´Immacolata concezione e raggiunse la massima diffusione negli anni 1942-1952, a motivo degli avvenimenti di Fatima che determinarono la consacrazione del mondo al Cuore immacolato a cui seguì una moltitudine di altre consacrazioni da parte di istituzioni ed individui.
Il fondamento biblico della festa
La devozione al cuore di Maria ha il privilegio singolare di poter contare su due testi chiave del Nuovo Testamento. Essi sono: «Maria, da parte sua, conservava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore» (Luca 2,19); «Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore» (Luca 2,51).
Dai due testi appare la profondità dell´associazione interiore di Maria all´opera salvifica di suo Figlio. Tutto ciò che si compie nel corpo paziente del Figlio, si compie nell´anima e nel cuore della madre che viene rappresentata come protesa, nell´intimo del suo cuore, all´ascolto e all´approfondimento della parola di Dio.
Viene sottolineato l´atteggiamento contemplativo di Maria sui Misteri della vita di Gesù: possiamo pensare a Maria che, dopo l´annuncio dell´angelo, si interroga sui disegni di Dio a suo riguardo e ripete la sua risposta di accettazione: «Si faccia di
me, secondo la tua parola» (Luca 1,37). È la preghiera di adesione piena alla volontà di Dio.
Ci viene così insegnato che conservare nel cuore «tutte» le cose (parole e fatti che riguardano il Signore, è un impegno permanente della fede cristiana, per tutti, in ogni tempo e in ogni luogo).
Si ricorda per «attualizzare» il passato nel presente. Si ricorda per far partecipi, per comunicare ad altri, per trasmettere.
Lungo le varie tappe dell´anno liturgico, noi «facciamo memoria» di tutte le parole e di tutti i gesti compiuti dal Signore Gesù: come Maria li mettiamo a confronto, li riviviamo, soprattutto nell´ora della prova.
Ha detto Giovanni Paolo II: «L´atteggiamento di Maria ispira la nostra fede: quando soffiano le tempeste e tutto sembra naufragare, ci sostenga la memoria di quanto il Signore ha fatto in passato» (Angelus del 31 luglio 1983).
La maturazione storica della festa
L´origine storica della festa è abbastanza recente, come è ricordato nell´Esortazione apostolica Marialis Cultus di Paolo VI che annovera la memoria del Cuore immacolato della beata Vergine Maria tra le «memorie o feste che esprimono orientamenti emersi nella pietà contemporanea» (MC 8).
La commemorazione liturgica è fissata il giorno che segue la solennità del Cuore di Gesù, ritornando così all´origine storica di questa devozione.
San Giovanni Eudes (1601-1680) che fu padre, dottore e primo apostolo di questa devozione, come risulta dalle dichiarazioni di Leone XIII (1903) e di Pio X (1909), non separava mai i due Cuori nei suoi progetti liturgici.
Con alcuni suoi discepoli, nel 1648, il santo cominciò a celebrare la festa del Cuore di Maria, componendo i testi liturgici per la Messa; ma solo nel 1805 Pio VII decise di permetterne la celebrazione a tutti quelli che ne avrebbero fatto esplicita richiesta.
Nel 1864 alcuni vescovi chiesero al Papa la consacrazione del mondo al Cuore di Maria. La prima nazione che si consacrò al Cuore di Maria fu l´Italia, in occasione del Congresso Mariano di Torino del 1897.
Nel secolo XX nuovi avvenimenti prepararono il grande trionfo liturgico della devozione al Cuore di Maria e in particolare le apparizioni di Fatima e le rivelazioni fatte alla mistica portoghese Alessandrina de Balazar. Il 31 ottobre 1942, nel venticinquesimo anniversario delle apparizioni di Fatima, Pio XII consacrava la Chiesa e il genere umano al Cuore immacolato di Maria e, con il decreto del 1944, istituiva la festa universale del Cuore di Maria, fissando la celebrazione al giorno 22 agosto, ottava dell´Assunta, per invocare la pace. Successivamente, la celebrazione venne fissata, come memoria facoltativa, il giorno dopo la solennità del Sacro Cuore di Gesù,
La devozione al Cuore di Maria è sempre stata, nel corso della sua storia, fonte inesauribile di vita interiore per le anime mariane.
San Francesco di Sales fa del cuore della Vergine Maria il luogo di incontro delle anime con lo Spirito Santo. Al momento della Comunione, il nostro cuore diventa come quello di Maria: come lei e con lei ospitiamo Gesù, ci nutriamo della Sua parola e diveniamo suoi annunciatori.
Così preghiamo nella colletta della Messa: «O Dio, che hai preparato una degna dimora dello Spirito Santo nel cuore della beata Vergine Maria, per sua intercessione, concedi anche a noi, tuoi fedeli, di essere tempio vivo della tua gloria». Quella gloria senza fine che con Maria speriamo di godere un giorno nella visione del suo Figlio.
Gianni Sangalli
CONSACRAZIONE DELL’ITALIA

O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, tu hai sempre guardato all’Italia con quello stesso occhio di predilezione con cui l’ha guardata il tuo figlio Gesù.
Egli volle che qui avesse perpetua dimora il suo Vicario in terra, il Papa.
Tu hai voluto questa terra disseminata dei tuoi santuari.
Te la consegniamo, questa nostra patria: sia sempre tua e del tuo Figlio; custodiscila. Sia pura la fede, siano buoni i costumi, siano ordinate le famiglie, sia cristiana la scuola; e regni la giusta pace tra tutti.
Che questa Italia continui a svolgere e compia sempre meglio la sua missione: di essere centro vivo ed operante di civiltà cristiana.

cuoreimm

ATTO DI CONSACRAZIONE AL
CUORE IMMACOLATO DI MARIA

O Vergine di Fatima, Madre di Misericordia,
Regina del Cielo e della Terra,
rifugio dei peccatori,
io mi consacro al Tuo Cuore Immacolato.
Ti consacro il mio cuore, la mia famiglia,
tutte le mie cose.
E affinché questa consacrazione
sia veramente efficace e duratura,
rinnovo oggi le promesse del mio Battesimo
e della Cresima,
impegnandomi a vivere da buon cristiano,
fedele a Dio, alla Chiesa, al Papa.
Voglio recitare il Santo Rosario,
prendere parte all´Eucaristia,
dare importanza al primo sabato del mese
e operare per al conversione dei peccatori.
Ti prometto ancora, o Vergine Santissima,
di zelare il Tuo culto benedetto,
per affrettare con la mia consacrazione
al Tuo Cuore Immacolato
e mediante la Tua intercessione,
l´avvento del Regno di Gesù nel mondo.
Amen.

 

Beata Anna Maria Taigi: casalinga, moglie e santa

Beata Anna Maria Taigi: casalinga, moglie e santa

Beata Anna Maria Taigi

Sposa esemplare e devota della Santissima Trinità. Sono le due caratteristiche di Anna Maria Taigi, nata a Siena nel 1769 e vissuta a Roma dall’età di sei anni alla morte, avvenuta nel 1837.  Ancor giovane si sposò con Domenico Taigi, uomo dal carattere molto difficile. Mandò avanti la casa, dando un’educazione cristiana ai figli. La coppia ne ebbe sette (tre morirono, però, in tenera età). Il matrimonio fu improntato ai più elevati principi cristiani. Conoscendone tutto il profondo valore etico-sociale, e considerandolo semplicemente come un’altissima missione ricevuta dal cielo, la Beata trasformò la sua casa in un vero santuario, dove Iddio aveva il primo posto. Docile al marito, evitava quanto poteva irritarlo e turbare la pace domestica. Sobria e laboriosa, non fece mancare mai nulla alla famiglia e, nel limite delle sue possibilità, fu larga con i poveri. Tra i doni miracolosi che ebbe c’era un sole luminoso che per 47 anni le brillò davanti agli occhi. Vi vedeva quanto accadeva nel mondo e la situazione in cui si trovavano le anime di vivi e morti. Anna Maria è stata beatificata nel 1920 e il suo corpo riposa, incorrotto, in una cappella della chiesa romana di San Crisogono. 



PREGHIERA

O Dio, grandezza degli umili,
che nella beata Anna Maria Taigi
hai donato alle madri di famiglia
un sublime esempio di carità e pazienza,
e al mondo un vivo ideale di vita cristiana,
fa’ che, per i suoi esempi e le sue virtù,
possiamo camminare con cuore gioioso,
nelle vie del mondo,
aperti all’amore di Cristo e del suo Vangelo.
Per Cristo nostro Signore.

Amen.


La Beata Anna Maria Taigi era devotissima delle Anime del Purgatorio. Nella sua pietà amava suffragare le Anime Sante con la recita di cento requiem. Ella testimonia di aver ottenuto da Dio molti celesti favori nelle circostanze più diverse e nei bisogni più gravi, spirituali e temporali recitando la seguente corona, la quale può essere recitata utilizzando un comune rosario.

 Beata Anna Maria Taigi2


CORONA DI CENTO REQUIEM in suffragio dei defunti.

Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

1. Ti offro, adorato mio Gesù, in aiuto delle anime del Purgatorio, i meriti dei patimenti e dei dolori da te sofferti per la nostra redenzione; e incomincio dal contemplare quel sangue, che trasudò dal tuo corpo per la tristezza e l’angustia che ti assalì nell’orto degli Ulivi.

Si recita per 10 volte l’Eterno Riposo (detto anche Requiem) :

L’Eterno riposo dona loro
o Signore
e splenda ad essi la Luce Perpetua.
Riposino in pace.

Amen.

Anime sante, Anime del Purgatorio pregate Dio per me, ch’io pregherò per voi, perché vi doni la gloria del Paradiso.

2. Ti offro, adorato mio Gesù, per le anime del Purgatorio, la somma afflizione, che ti strinse il cuore, nel vedere un tuo discepolo, Giuda, da te amato e beneficato, il quale, fattosi persecutore, con bacio sacrilego ti tradì per consegnarti nelle mani di crudeli nemici.

Si recita per 10 volte l’Eterno Riposo (detto anche Requiem) :

L’Eterno riposo dona loro
o Signore
e splenda ad essi la Luce Perpetua.
Riposino in pace.

Amen.

Anime sante, Anime del Purgatorio pregate Dio per me, ch’io pregherò per voi, perché vi doni la gloria del Paradiso.

3. Ti offro, adorato mio Gesù, per le anime del Purgatorio, la mirabile pazienza con cui sopportasti tanti oltraggi da quella vile soldatesca, che ti trascinò da Anna a Caifa, da Pilato ad Erode, il quale, per maggior disprezzo, facendoti indossare la veste dei folli, fra le beffe e le derisioni del popolo, ti rimandò al governatore romano.

Si recita per 10 volte l’Eterno Riposo (detto anche Requiem) :

L’Eterno riposo dona loro
o Signore
e splenda ad essi la Luce Perpetua.
Riposino in pace.

Amen.

Anime sante, Anime del Purgatorio pregate Dio per me, ch’io pregherò per voi, perché vi doni la gloria del Paradiso.

4. Ti offro, adorato mio Gesù, per le anime del Purgatorio, l’amarezza che turbò il tuo spirito allorché dai Giudei, tu innocente e giusto fosti posposto a Barabba, sedizioso ed omicida; poi legato alla colonna, senza alcuna pietà, fosti percosso con innumerevoli frustate.

Si recita per 10 volte l’Eterno Riposo (detto anche Requiem) :

L’Eterno riposo dona loro
o Signore
e splenda ad essi la Luce Perpetua.
Riposino in pace.

Amen.

Anime sante, Anime del Purgatorio pregate Dio per me, ch’io pregherò per voi, perché vi doni la gloria del Paradiso.

5. Ti offro, adorato mio Gesù, per le anime del Purgatorio l’umiliazione da te tollerata, quando, per trattarti da finto re, ti hanno posto sulle spalle un cencio di porpora e ti hanno dato per scettro una canna, ti cinsero il capo con la tormentosa corona di spine, e così Pilato ti mostrò al popolo con le parole: Ecce homo.

Si recita per 10 volte l’Eterno Riposo (detto anche Requiem) :

L’Eterno riposo dona loro
o Signore
e splenda ad essi la Luce Perpetua.
Riposino in pace.

Amen.

Anime sante, Anime del Purgatorio pregate Dio per me, ch’io pregherò per voi, perché vi doni la gloria del Paradiso.

6. Ti offro, adorato mio Gesù, per le anime del Purgatorio, l’ineffabile rammarico che provasti, quando contro di te si gridò: crucifige, crucifige: ed il penoso peso sostenuto con sublime rassegnazione lungo la via del Calvario, col pesante legno della croce sulle spalle.

Si recita per 10 volte l’Eterno Riposo (detto anche Requiem) :

L’Eterno riposo dona loro
o Signore
e splenda ad essi la Luce Perpetua.
Riposino in pace.

Amen.

Anime sante, Anime del Purgatorio pregate Dio per me, ch’io pregherò per voi, perché vi doni la gloria del Paradiso.

7. Ti offro, adorato mio Gesù, per le anime del Purgatorio, la compassione pietosa, e il dolore profondo da te interamente sentito, allorquando dalla tua diletta Madre, venuta ad incontrarti e ad abbracciarti, fosti con tanta violenza separato.

Si recita per 10 volte l’Eterno Riposo (detto anche Requiem) :

L’Eterno riposo dona loro
o Signore
e splenda ad essi la Luce Perpetua.
Riposino in pace.

Amen.

Anime sante, Anime del Purgatorio pregate Dio per me, ch’io pregherò per voi, perché vi doni la gloria del Paradiso.

8. Ti offro, adorato mio Gesù, per le anime del Purgatorio, gli inauditi tormenti che patisti quando, disteso sulla croce il tuo corpo sanguinante, fosti orribilmente trafitto con chiodi nelle nani e nei piedi, e innalzato sopra l’ignominioso patibolo.

Si recita per 10 volte l’Eterno Riposo (detto anche Requiem) :

L’Eterno riposo dona loro
o Signore
e splenda ad essi la Luce Perpetua.
Riposino in pace.

Amen.

Anime sante, Anime del Purgatorio pregate Dio per me, ch’io pregherò per voi, perché vi doni la gloria del Paradiso.

9. Ti offro, adorato mio Gesù, per le anime del Purgatorio le angosce e le pene, che per tre ore continue sopportasti pendente alla croce e gli spasimi, che soffristi in tutte le membra, accresciuti dalla presenza della tua addolorata Madre, testimone di una simile straziante agonia.

Si recita per 10 volte l’Eterno Riposo (detto anche Requiem) :

L’Eterno riposo dona loro
o Signore
e splenda ad essi la Luce Perpetua.
Riposino in pace.

Amen.

Anime sante, Anime del Purgatorio pregate Dio per me, ch’io pregherò per voi, perché vi doni la gloria del Paradiso.

10. Ti offro, adorato mio Gesù, per le anime del Purgatorio, la desolazione da cui fu oppressa la Vergine Santissima nell’assistere alla tua morte, e lo schianto del suo tenero cuore nell’accoglierti esanime, deposto dalla croce, tra le sue braccia.

Si recita per 10 volte l’Eterno Riposo (detto anche Requiem) :

L’Eterno riposo dona loro
o Signore
e splenda ad essi la Luce Perpetua.
Riposino in pace.

Amen.

Anime sante, Anime del Purgatorio pregate Dio per me, ch’io pregherò per voi, perché vi doni la gloria del Paradiso.

 

Santa Gemma Galgani: le stimmate

Santa Gemma Galgani: le stimmate

IdM-Buona giornata!

gemma stigmate

Una grazia grandissima: le stigmate

Giovedì 8 giugno 1899, ottava del Corpus Domini e vigilia della festa del S.Cuore di Gesù

«Il giorno 8 giugno, dopo la Comunione, Gesù mi avviso che la sera mi avrebbe fatta una grazia grandissima. Andai poi il giorno stesso per confessarmi e lo dissi a Monsignore, e rispose che stassi bene attenta a riferirgli dopo ogni cosa.

Eravamo alla sera: tutto ad un tratto, più presto del solito mi sento un intenso dolore dei miei peccati; ma lo provai così forte, che non l’ho più sentito; quel dolore mi ridusse quasi direi li li per morire. Dopo di questo mi sento raccogliere tutte le potenze dell’anima: l’intelletto non conosceva che i miei peccati e l’offesa di Dio; la memoria tutti me li ricordava, e mi faceva vedere tutti i tormenti che Gesù aveva patito per salvarmi; la volontà me li faceva detestare e promettere di voler tutto soffrire per espiarli. Un mucchio di pensieri si volsero tutti alla mente: erano pensieri di dolore, di amore, di timore, di speranza e di conforto.

Al raccoglimento interno successe ben presto il rapimento dei sensi, ed io mi trovai dinanzi alla Mamma mia celeste, che aveva alla sua destra l’Angelo mio Custode, che per primo mi comandò di recitare l’atto di contrizione.

Dopo che l’ebbi terminato, la Mamma mi rivolse queste parole: “Figlia, in nome di Gesù ti siano rimessi tutti i peccati“. Poi soggiunse: “Gesù mio Figlio ti ama tanto e vuol farti una grazia; saprai tu rendertene degna?” La mia miseria non sapeva che rispondere. Soggiunse ancora: “lo ti sarò Madre, ti mostrerai tu mia vera figlia?” Aperse il manto e con esso mi ricoprì.

gemma stigmate2 In quell’istante comparve Gesù, che aveva tutte le ferite aperte, ma da quelle ferite non usciva più sangue, uscivano come fiamme di fuoco che in un momento solo quelle fiamme vennero a toccare le mie mani e i miei piedi e il cuore. Mi sentii morire, sarei caduta in terra, ma la Mamma mi sorresse, ricoperta sempre col suo manto. Per parecchie ore mi convenne rimanere in quella posizione. Dopo, la Mamma mia mi baciò nella fronte, e tutto disparve e mi trovai in ginocchio in terra, ma mi sentivo ancora un dolore forte alle mani, ai piedi e al cuore.

Mi alzai per mettermi sul letto, e mi accorsi che da quelle parti, dove mi sentiva, usciva del sangue. Mi coprii alla meglio quelle parti, e, poi, aiutata dall’Angelo mio, potei montare sul letto. Quei dolori, quelle pene, anziché affliggermi, mi recavano una pace perfetta. La mattina a stento potei andare a fare la Comunione, e mi misi un paio di guanti, tanto per nascondermi le mani. Non potevo reggermi in piedi; ad ogni momento credevo di morire. Quei dolori mi durarono fino alle 3 del Venerdì, festa solenne del S. Cuore di Gesù.

Questa cosa per primo dovevo dirla al Confessore, ma invece più volte andai a confessarmi senza mai dirgli nulla; esso più volte me lo dimandava, ma io rispondevo di no».

(Autobiografia 261-262)

CONSACRAZIONE DELLA FAMIGLIA AL SACRO CUORE

Sacro Cuore 09

CONSACRAZIONE DELLA FAMIGLIA AL SACRO CUORE

Benedirò le case dove l’immagine del mio S. Cuore è esposta e onora­ta. Metterò la pace nelle famiglie. Le consolerò nelle loro pene.
(Promesse del S. Cuore a S. Margherita Maria Alacoque).

La consacrazione della famiglia è un atto di fede, nell’amore di Gesú Cristo;

di riparazione per i peccati delle famiglie e della società per la profana­zione dei diritti di Dio;

di fiducia nell’aiuto divino;

di impegno di vita cristiana secondo la legge di Dio.

Preparazione

La famiglia si prepari a ricevere be­ne il Signore, capo, Re d’amore della propria casa, possibilmente con la confessione e Comunione.

Si procura un quadro o statuetta del S. Cuore da collocare in un posto d’onore.

Nel giorno stabilito si invitino per la cerimonia il Sacerdote ed anche pa­renti ed amici.

Funzione

Si premettono alcune preghiere, al­meno il Credo, Padre Nostro, Ave Ma­ria. Il Sacerdote, benedetta la casa e il quadro, rivolge parole di fervore a tutti.

Poi tutti leggono la preghiera di consacrazione.

Benedizione della casa

Sac. – Pace a questa casa

Tutti – e a tutti quelli che abitano in essa.

Sac. – Il nostro aiuto è nel nome del Signore

Tutti – che ha fatto il cielo e la terra

Sac. – Il Signore sia con voi

Tutti – E con il Tuo Spirito!

Sac. – Benedici, o Signore, Dio Onnipo­tente, questa casa, affinché prospe­ri in essa sempre la salute, la bontà la pace, l’amore e la lode al Padre e Figlio e Spirito Santo: e questa be­nedizione resti sempre su quanti a­bitano in essa ora e sempre. Amen.

Esaudiscici, o Signore Santo, Onni­potente Eterno Dio e degnati di mandare dal cielo il tuo Angelo, che visiti, custodisca, conforti, pro­tegga e difenda la nostra famiglia. Per Cristo nostro Signore, Amen.

Benedizione del quadro

Onnipotente eterno Dio, che accet­ti il culto delle immagini dei tuoi Santi, affinché dalla loro contem­plazione siamo portati ad imitarne le virtù, degnati di benedire e san­tificare questa immagine dedicata al Sacro Cuore del tuo Figlio Uni­genito Nostro Signore Gesú Cristo, e concedi che chiunque pregherà con fede davanti al Sacro Cuore del Tuo Figlio, e si studierà di ono­rarlo, ottenga per i Suoi meriti e intercessioni la grazia in questa vi­ta e un giorno la gloria eterna. Per Cristo Nostro Signore, Amen.

Preghiera di consacrazione

O Gesú, che hai manifestato a S. Margherita Maria – il desiderio di regnare con il tuo Cuore sulle fa­miglie cristiane – vogliamo oggi proclamare – la tua regalità d’amo­re sulla nostra famiglia.

Noi tutti vogliamo vivere, d’ora innanzi – come Tu vuoi: – vogliamo far fiorire nella nostra casa – le virtù alle quali hai promesso la pa­ce quaggiù.

Vogliamo tener lontano da noi tutti quello che è in contrasto con Te. Tu regnerai – sul nostro intellet­to, per la semplicità della nostra fede; – sui nostri cuori per l’amore continuo – che avremo per te – e che ravviveremo – ricevendo spes­so la S. Comunione.

Degnati, o Cuore Divino, – di re­stare sempre in mezzo a noi, – di benedire le nostre attività spiri­tuali e materiali, – di santificare le nostre gioie – di sollevare le nostre pene.

Se mai qualcuno di noi – avesse la disgrazia di offenderti – ricorda­gli o Gesú, – che hai un Cuore buo­no e misericordioso – con il pecca­tore che si pente.

E nei giorni di dolore – saremo fiduciosamente sottomessi – al tuo divino volere. Ci consoleremo pen­sando – che verrà un giorno – in cui tutta la famiglia, – riunita felice in cielo – potrà cantare per sempre – le tue glorie e i tuoi benefici.

Ti presentiamo oggi – questa no­stra consacrazione – per mezzo del Cuore Immacolato di Maria – e del glorioso suo Sposo S. Giuseppe, – affinché con il loro aiuto – possia­mo metterla in pratica – in tutti i giorni della nostra vita.

Dolce Cuore del mio Gesú, fa ch’io t’ami sempre piú.

Cuore di Gesú, venga il tuo re­gno.

Alla fine

Si recita un Padre Nostro, Ave Maria, Eterno riposo

Sac.: O Signore Gesú, ti ringrazio che oggi hai voluto scegliere que­sta famiglia come tua e la vuoi pro­teggere sempre come la prediletta del tuo Cuore.

Fortifica in tutti la fede e aumenta la carità: donaci la grazia di vivere sempre secondo il tuo Cuore.

Fa’ che questa casa sia l’immagine della tua casa di Nazareth e tutti siano sempre i tuoi fedeli amici. Amen.

Alla fine si firma il diploma-ricordo e si e­spone il S. Cuore nel posto d’onore. Per vi­vere secondo lo spirito della consacrazione, si pratichi l’Apostolato della Preghiera:

1) offrendo ogni giorno tutto al S. Cuo­re di Gesú;

2) partecipando spesso alla S. Messa e alla Comunione, specialmente al pri­mo venerdì del mese;

3) pregando insieme in famiglia, possi­bilmente il Santo Rosario o almeno dieci Ave Maria.

– Ad uso Privato – Su gentile approvazione dell’Apostolato della Preghiera P.zza S. Fedele 4, Milano

La Famiglia……………………………………………………. il giorno …………………………… in data …………………………………..

SI È SOLENNEMENTE CONSACRATA AL S. CUORE DI GESU’

CON QUESTO ATTO

RICONOSCE la sovranità d’amore del Redentore divino, che sul modello della Sua unione con la Chiesa, ha i­stituito il Sacramento del matrimonio e conduce la famiglia a compiere l’alta missione che le ha affidato;

PROMETTE, quale “Chiesa domestica” di darGli testimonian­za nell’educazione dei figli, nell’adesione genero­sa al Vangelo e agli insegnamenti della Chiesa;

SPERA dall’infinita bontà del suo Cuore di ottenere re­denzione, sicurezza di vita e salute, aiuto e pro­tezione in ogni circostanza.

LA FAMIGLIA SI E’ PURE CONSACRATA AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

Persone presenti alla Consacrazione:

………………………………………………………………………………………………

La Consacrazione è stata presieduta dal……………..…

La Famiglia………………………….…