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LA CONSACRAZIONE PERSONALE AL CUORE DELLA MADRE E LA CONSACRAZIONE DELLA FAMIGLIA

LA CONSACRAZIONE AL CUORE DELLA MADRE

33-Cuore-Immacolato-Maria2 miniLa consacrazione a Maria, e in particolare, al Suo Cuore, è sempre stata fonte inesauribile di vita interiore per le anime dei credenti.
Essa appare analoga alla vita religiosa che, come il Concilio Vaticano II afferma “ha le sue radici più profonde nella consacrazione battesimale e ne è un’espressione più perfetta” (PC 5).
Gli ultimi pontefici hanno parlato in termini positivi della consacrazione mariana. Giovanni Paolo II si è così espresso: “Come potremmo vivere il nostro battesimo senza contemplare Maria, la benedetta fra le donne, così accogliente del dono di Dio? Cristo ce l’ha data per madre. L’ha data per madre alla Chiesa……. Ogni cattolico spontaneamente si consacra a Lei per meglio consacrarsi al Signore.” (Giovanni Paolo II, Angelus a Le Bourget 1.6.1988).
Lo stesso Papa, inoltre, mette in relazione il mistero della Redenzione con “il cuore della Vergine di Nazareth, quando ha pronunziato il suo fiat. Da quel momento questo cuore verginale ed insieme materno, sotto la particolare azione dello Spirito Santo, segue sempre l’opera del suo Figlio e va verso tutti coloro che Cristo ha abbracciato e abbraccia continuamente nel suo inesauribile amore. E perciò questo cuore dev’essere anche maternamente inesauribile. La caratteristica di questo amore materno, che la madre di Dio immette nel mistero della Redenzione e della vita della Chiesa, trova la sua espressione nella sua singolare vicinanza all’uomo ed a tutte le sue vicende. In questo consiste il mistero della madre” (Redemptor hominis – 1979).

Consigli pratici
Perché l’Atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria abbia una sua certa solennità, diamo i seguenti suggerimenti:
Preparazione spirituale per la consacrazione con la confessione, il S. Rosario e, per chi può, la S. Messa.

LA FAMIGLIA CRISTIANA

La famiglia cristiana, per la grazia dei Sacramenti vissuta in una concreta esperienza di fede e di carità, si pone come segno e riflesso dell’Amore Trinitario e come attuazione originale e immagine della Chiesa, tanto da meritare il nome di “chiesa domestica” (cf. Concilio Vaticano II, Lumen gentium, 11).
Partecipa alla vita e alla missione della Chiesa, ricevendo e trasmettendo l’amore di Cristo.
La famiglia cristiana offre a Dio il culto spirituale con la preghiera comune e l’offerta del proprio stare insieme, nella fatica e nel riposo, nella sofferenza e nella gioia, celebrando l’Eucaristia nel giorno del Signore, procedendo insieme nel cammino di fede (Cf. CEI, La verità vi farà liberi, 1071-72).

LA CONSACRAZIONE DELLA FAMIGLIA

Poste queste premesse, la consacrazione della famiglia al Cuore Immacolato della Madre di Dio si propone come valido aiuto a quanti vogliono vivere meglio alla sequela di Cristo Gesù.
Imitando le virtù di Maria, discepola perfetta di Cristo, la famiglia consacrata potrà testimoniare l’Amore di Dio nella Chiesa e nel mondo.
L’impegno della famiglia che vuole vivere sotto la guida particolare del Cuore di Maria si può articolare in tre punti fondamentali: penitenza, preghiera, riparazione.
Penitenza: consiste nella riconciliazione in Cristo con il Padre, con i propri fratelli, con se stessi. Ciò richiede da parte di ciascuno la volontà di evitare il peccato, di obbedire alla legge di Dio espressa nei Comandamenti e in ciò che insegna il Magistero della Chiesa. Il sacramento della Riconciliazione è quindi indispensabile quale segno visibile che arricchisce con gli abbondanti doni della Grazia e che fortifica l’anima del credente che vuole vivere nello spirito della penitenza. Infine, ciascuno compia i doveri del proprio stato accettandone anche la fatica, il dolore, l’incomprensione, e viva testimoniando Cristo nel momento e nella situazione in cui si trova.
Preghiera: visto che qui è considerata nell’ambito familiare, bisogna porre l’attenzione sulla preghiera liturgica che comprende la Messa, la celebrazione dei Sacramenti, la Liturgia delle ore, e sulla preghiera comunitaria non ufficiale, che comprende l’Adorazione Eucaristica, la Via Crucis, il Rosario.
Un’attenzione particolare merita il Rosario: la famiglia trovi il momento più adatto per pregare insieme nei giorni feriali e si unisca con Maria a lodare e ad invocare Gesù rivivendo con Lei i misteri salvifici del suo Figlio e meditandoli, come Lei, nel proprio cuore.
La famiglia poi non manchi di porre la giusta attenzione alla lettura ed alla meditazione della Parola di Dio.
Riparazione: la Croce di Cristo ricostruisce il giusto rapporto dell’uomo con Dio, riparando i danni causati dal peccato. Però “ogni uomo, nella sua sofferenza, può diventare partecipe della sofferenza redentiva di Cristo” (Giovanni Paolo II, Salvifici doloris, 19).
In questo senso ciascun membro della famiglia può “riparare” i peccati dei propri fratelli rivolti al cuore di Dio ed al cuore di Maria, offrendo, in unione al sacrificio eucaristico, il bene compiuto, le preghiere, i dolori, per la conversione dei peccatori.
L’Eucaristia ha una sua centralità in questa azione “riparatrice”, e la famiglia, in virtù di questo orientamento spirituale verso il cuore di Maria, può sottolineare questa azione con la pia pratica dei primi sabati del mese.
Le tre intenzioni principali da tener sempre presenti in questo impegno di vita sono: La conversione dei peccatori, la riparazione dei peccati e la Pace nel mondo.

Condizioni generali e preparazione

Poiché la consacrazione riguarda la famiglia, è logico che questa sia costituita da almeno due persone.
Nel considerare l’impegno che questa consacrazione comporta, è bene che almeno due membri di una famiglia ne condividano i contenuti in modo che siano di testimonianza per gli altri membri e li invoglino indirettamente a condividere anche questa esperienza.
Possono esserci nella vita di ogni famiglia momenti di incomprensione, di smarrimento, di chiusura, di non condivisione anche nei riguardi di questa esperienza di vita spirituale. Proprio questo non diventi motivo di ulteriore attrito, ma ognuno rispetti la libertà dell’altro offrendo solidarietà e comprensione.

Per chi consacra anche la propria famiglia
Ci si procuri una statuetta o un’immagine della Madonna e la si collochi in un luogo decoroso della propria abitazione perché vi rimanga sempre e diventi “l’angolo bello” della casa, davanti a cui pregare quotidianamente (Cf. Stefano de Fiores e Salvatore Meo, Nuovo dizionario di mariologia).

Questo Atto di Consacrazione può essere rinnovato ogni anno, o in altre circostanze particolari.

ATTO DI CONSACRAZIONE
AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

Secondo San Luigi Maria di Montfort

Io, (nome), peccatore infedele, rinnovo oggi e ratifico
nelle tue mani, O Maria Immacolata, i voti del mio Battesimo.
Rinunzio per sempre a Satana, alle sue seduzioni e alle sue opere
e mi dò interamente a Gesù Cristo, la Sapienza incarnata,
per portare la mia croce dietro a Lui tutti i giorni della mia vita.
E affinchè io gli sia più fedele che nel passato, ti scelgo oggi,
o Maria, alla presenza di tutta la Corte celeste, per mia Madre e Padrona.
A Te, come uno schiavo, io abbandono
e consacro il mio corpo e l’anima mia,
i miei beni interni ed esterni e il valore stesso
delle mie buone opere passate, presenti e future,
lasciandoti un intero e pieno diritto di disporre di me e
di tutto ciò che mi appartiene, senza eccezione, a tuo piacimento,
alla maggior gloria di Dio nel tempo e nell’eternità. Amen.

CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO
DELLA BEATA VERGINE DI FATIMA

O Vergine santa, Madre di Gesù e Madre nostra,
che sei apparsa a Fatima ai tre pastorelli
per recare al mondo un messaggio di pace e di salvezza,
io mi impegno ad accogliere questo tuo messaggio.
Mi consacro oggi al tuo Cuore Immacolato
per appartenere così più perfettamente a Gesù.
Aiutami a vivere fedelmente la mia consacrazione,
con una vita tutta spesa nell’amore di Dio
e dei fratelli, sull’esempio della tua vita.
In particolare ti offro le preghiere,
le azioni, i sacrifici della giornata,
in riparazione dei peccati miei e degli altri,
con l’impegno di compiere il mio dovere quotidiano
secondo la volontà del Signore.
Ti prometto di recitare ogni giorno il Santo Rosario,
contemplando i misteri della vita di Gesù,
intrecciati ai misteri della tua vita.
Voglio vivere sempre da vero figlio tuo
e cooperare perché tutti ti riconoscano
e ti amino come Madre di Gesù,
vero Dio e unico nostro Salvatore. Così sia.


CONSACRAZIONE DELLA FAMIGLIA
AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

Venite, o Maria e degnatevi di abitare in questa casa.
Come già al vostro cuore immacolato fu consacrata la Chiesa
e tutto il genere umano, così noi, in perpetuo,
affidiamo e consacriamo al vostro Cuore immacolato la nostra famiglia;
che il vostro amore e patrocinio ci ottenga grazia
che tutti i familiari vivano sempre
in pace con Dio e tra di loro.
Rimanete con noi, vi accogliamo con cuore di figli, indegni, ma desiderosi
di essere sempre vostri, in vita, in morte e nell’eternità.
Restate con noi come abitaste nella casa di Zaccaria e di Elisabetta;
come foste gioia nella casa degli sposi di Cana;
come foste madre per l’apostolo Giovanni.
Portateci Gesù Cristo, Via, Verità e Vita.
Allontanate da noi il peccato ed ogni male.
In questa casa siete Madre, Maestra e Regina.
Dispensate a ciascuno di noi
le grazie spirituali e materiali che ci occorrono;
specialmente accresceteci la fede, la speranza,
la carità verso Dio e verso il prossimo.
Suscitate fra i nostri cari sante vocazioni.
Siate sempre con noi, nelle gioie e nelle pene,
e soprattutto fate che un giorno tutti i membri di questa famiglia
si ritrovino con Voi riuniti in Paradiso.

 

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2 febbraio: Presentazione del Signore

Presentazione del Signore

IdM-Buona giornata!

 

Cari amici,
oggi, giorno della Festa della Presentazione del Signore e della XIX Giornata mondiale della Vita Consacrata, vi proponiamo le parole di Giovanni Paolo II del 2002.
Sia per ognuno di noi un arricchimento per la fede!
Buona lettura!
FESTA DELLA PRESENTAZIONE DEL SIGNORE

OMELIA DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II

Sabato, 2 Febbraio 2002
Giornata della Vita Consacrata

presentazione

1. “Portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore” (Lc 2,22).

Quaranta giorni dopo il Natale, la Chiesa rivive oggi il mistero della presentazione di Gesù al tempio. Lo rivive con lo stupore della santa Famiglia di Nazaret, illuminata dalla piena rivelazione di quel “bambino”, che – come ci hanno ricordato poc’anzi la prima e la seconda Lettura – è il giudice escatologico promesso dai profeti (Ml 3,1-3), il “sommo sacerdote misericordioso e fedele” venuto ad “espiare i peccati del popolo” (Eb 2,17).

Il bambino, che Maria e Giuseppe recano trepidanti al Tempio, è il Verbo incarnato, il Redentore dell’uomo e della storia!

Quest’oggi, commemorando ciò che avvenne quel giorno a Gerusalemme, siamo invitati ad entrare anche noi nel Tempio, per meditare il mistero di Cristo, unigenito del Padre che, con la sua Incarnazione e la sua Pasqua, è diventato il primogenito dell’umanità redenta.

In questa festa si prolunga così il tema di Cristo luce, che caratterizza le solennità del Natale e dell’Epifania.

2. “Luce delle genti e gloria d’Israele” (Lc 2,32). Queste parole profetiche le pronuncia il vegliardo Simeone, ispirato da Dio, quando prende tra le braccia il bambino Gesù. Egli preannuncia, al tempo stesso, che “il Messia del Signore” realizzerà la sua missione quale “segno di contraddizione” (Lc 2,34). Quanto a Maria, la Madre, parteciperà anche Lei in prima persona alla passione del suo Figlio divino (cfr Lc 2,35).

Nella festa odierna celebriamo, pertanto, il mistero della consacrazione: consacrazione di Cristo, consacrazione di Maria, consacrazione di tutti coloro che si pongono alla sequela di Gesù per amore del Regno.

3. Mentre saluto con fraterna cordialità il Signor Cardinale Eduardo Martínez Somalo, che presiede questa celebrazione, sono lieto di potermi incontrare con voi, carissimi Fratelli e Sorelle che un giorno, vicino o lontano, avete fatto dono totale di voi stessi al Signore nella scelta della vita consacrata. Nel rivolgere a ciascuno il mio saluto colmo di affetto, penso alle grandi cose che Dio ha operato e opera in voi, “attirando a sé” l’intera vostra esistenza.

Lodo con voi il Signore, perché è Amore così grande e bello, da meritare il dono inestimabile di tutta la persona nell’insondabile profondità del cuore e nel concreto dipanarsi del quotidiano lungo le diverse età della vita.

Il vostro “Eccomi!“, modellato su quello di Cristo e della Vergine Maria, è simboleggiato dai ceri che hanno illuminato questa sera la Basilica Vaticana. La festa di oggi è dedicata in modo speciale a voi, che nel Popolo di Dio rappresentate con singolare eloquenza la novità escatologica della vita cristiana. Voi siete chiamati ad essere luce di verità e di giustizia; testimoni di solidarietà e di pace.

4. E’ ancora vivo il ricordo della Giornata di preghiera per la pace, vissuta dieci giorni fa ad Assisi. Per questa straordinaria mobilitazione in favore della pace nel mondo, sapevo e so di poter contare in modo particolare su voi, carissime persone consacrate. A voi, anche in questa occasione, esprimo profonda gratitudine.

Grazie, anzitutto, della preghiera. Quante comunità contemplative, interamente votate all’orazione, bussando notte e giorno al cuore del Dio della pace, cooperano alla vittoria di Cristo sull’odio, sulla vendetta e sulle strutture di peccato!

Oltre che con la preghiera, molti di voi, Fratelli e Sorelle carissimi, costruiscono la pace con la testimonianza della fraternità e della comunione, diffondendo nel mondo, come lievito, lo spirito evangelico, che fa crescere l’umanità verso il Regno dei cieli. Grazie anche per questo!

Su molteplici frontiere, non mancano poi religiosi e religiose che offrono il loro fattivo impegno per la giustizia, operando fra gli emarginati, intervenendo sulle radici dei conflitti e contribuendo così a edificare una pace sostanziale e durevole. Dovunque la Chiesa è impegnata a difendere e promuovere l’uomo e il bene comune, là ci siete anche voi, cari consacrati e consacrate, che per essere totalmente di Dio siete anche totalmente dei fratelli. Di questo ogni persona di buona volontà vi è grata.

5. L’icona di Maria, che contempliamo mentre offre Gesù nel tempio, prefigura quella della Crocifissione, anticipandone anche la chiave di lettura. Sul Calvario, infatti, giunge a compimento l’oblazione del Figlio e, unita ad essa, quella della Madre. Una stessa spada trafigge entrambi, la Madre e il Figlio (cfr Lc 2,35). Lo stesso dolore. Lo stesso amore.

Per questa via, la Mater Jesu è diventata Mater Ecclesiae. Il suo pellegrinaggio di fede e di consacrazione costituisce l’archetipo per quello di ogni battezzato. Lo è, in modo singolare, per quanti abbracciano la vita consacrata.

Quanto è consolante sapere che Maria ci è accanto, come Madre e Maestra, nel nostro itinerario di consacrazione! Oltre che sul piano semplicemente affettivo, lo è più profondamente su quello dell’efficacia soprannaturale, attestata dalle Scritture, dalla Tradizione e dalla testimonianza dei Santi, molti dei quali hanno seguito Cristo nella via esigente dei consigli evangelici.

O Maria, Madre di Cristo e Madre nostra, ti ringraziamo per la premura con cui ci accompagni nel cammino della vita, e ti chiediamo: presentaci oggi nuovamente a Dio, nostro unico bene, perché la nostra vita, consumata dall’Amore, sia sacrificio vivente, santo e a lui gradito.

Amen!

www.vatican.va/roman

22 ottobre: San Giovanni Paolo II

San Giovanni Paolo II

Innamorati di Maria / IdM-Famiglia / IdM-Buona giornata!



Ioannes Paulus PP. II
Karol Wojtyla
16.X.1978 – 2.IV.2005


Sua Santità Giovanni Paolo II
Breve Biografia

Karol Józef Wojtyla, divenuto Giovanni Paolo II con la sua elezione alla Sede Apostolica il 16 ottobre 1978, nacque a Wadowice, città a 50 km da Kraków (Polonia), il 18 maggio 1920. Era l´ultimo dei tre figli di Karol Wojtyla e di Emilia Kaczorowska, che morì nel 1929. Suo fratello maggiore Edmund, medico, morì nel 1932 e suo padre, sottufficiale dell´esercito, nel 1941. La sorella, Olga, era morta prima che lui nascesse.

Fu battezzato il 20 giugno 1920 nella Chiesa parrocchiale di Wadowice dal sacerdote Franciszek Zak; a 9 anni ricevette la Prima Comunione e a 18 anni il sacramento della Cresima. Terminati gli studi nella scuola superiore Marcin Wadowita di Wadowice, nel 1938 si iscrisse all´Università Jagellónica di Cracovia.

Quando le forze di occupazione naziste chiusero l´Università nel 1939, il giovane Karol lavorò (1940-1944) in una cava ed, in seguito, nella fabbrica chimica Solvay per potersi guadagnare da vivere ed evitare la deportazione in Germania.

A partire dal 1942, sentendosi chiamato al sacerdozio, frequentò i corsi di formazione del seminario maggiore clandestino di Cracovia, diretto dall´Arcivescovo di Cracovia, il Cardinale Adam Stefan Sapieha. Nel contempo, fu uno dei promotori del “Teatro Rapsodico”, anch´esso clandestino.

Dopo la guerra, continuò i suoi studi nel seminario maggiore di Cracovia, nuovamente aperto, e nella Facoltà di Teologia dell´Università Jagellónica, fino alla sua ordinazione sacerdotale avvenuta a Cracovia il 1ÌŠnovembre 1946, per le mani dell´Arcivescovo Sapieha.

Successivamente fu inviato a Roma, dove , sotto la guida del domenicano francese P. Garrigou-Lagrange, conseguì nel 1948 il dottorato in teologia, con una tesi sul tema della fede nelle opere di San Giovanni della Croce (Doctrina de fide apud Sanctum Ioannem a Cruce). In quel periodo, durante le sue vacanze, esercitò il ministero pastorale tra gli emigranti polacchi in Francia, Belgio e Olanda.

Nel 1948 ritornò in Polonia e fu coadiutore dapprima nella parrocchia di Niegowi´c, vicino a Cracovia, e poi in quella di San Floriano, in città. Fu cappellano degli universitari fino al 1951, quando riprese i suoi studi filosofici e teologici. Nel 1953 presentò all´Università cattolica di Lublino la tesi: “Valutazione della possibilità di fondare un’etica cristiana a partire dal sistema etico di Max Scheler”. Più tardi, divenne professore di Teologia Morale ed Etica nel seminario maggiore di Cracovia e nella Facoltà di Teologia di Lublino.

Il 4 luglio 1958, il Papa Pio XII lo nominò Vescovo titolare di Ombi e Ausiliare di Cracovia. Ricevette l´ordinazione episcopale il 28 settembre 1958 nella cattedrale del Wawel (Cracovia), dalle mani dell´Arcivescovo Eugeniusz Baziak.

Il 13 gennaio 1964 fu nominato Arcivescovo di Cracovia da Papa Paolo VI, che lo creò e pubblicò Cardinale nel Concistoro del 26 giugno 1967, del Titolo di S. Cesareo in Palatio, Diaconia elevata pro illa vice a Titolo Presbiterale.

Partecipò al Concilio Vaticano II (1962-1965) con un contributo importante nell´elaborazione della costituzione Gaudium et spes. Il Cardinale Wojtyla prese parte anche alle 5 assemblee del Sinodo dei Vescovi anteriori al suo Pontificato.

I Cardinali, riuniti in Conclave, lo elessero Papa il 16 ottobre 1978. Prese il nome di Giovanni Paolo II e il 22 ottobre iniziò solennemente il ministero Petrino, quale 263° successore dell´Apostolo. Il suo pontificato è stato uno dei più lunghi della storia della Chiesa ed è durato quasi 27 anni.

Giovanni Paolo II ha esercitato il suo ministero con instancabile spirito missionario, dedicando tutte le sue energie sospinto dalla sollecitudine pastorale per tutte le Chiese e dalla carità aperta all´umanità intera. I suoi viaggi apostolici nel mondo sono stati 104. In Italia ha compiuto 146 visite pastorali. Come Vescovo di Roma, ha visitato 317 parrocchie (su un totale di 333).

Più di ogni Predecessore ha incontrato il Popolo di Dio e i Responsabili delle Nazioni: alle Udienze Generali del mercoledì (1166 nel corso del Pontificato) hanno partecipato più di 17 milioni e 600 mila pellegrini, senza contare tutte le altre udienze speciali e le cerimonie religiose [più di 8 milioni di pellegrini solo nel corso del Grande Giubileo dell´anno 2000], nonché i milioni di fedeli incontrati nel corso delle visite pastorali in Italia e nel mondo. Numerose anche le personalità governative ricevute in udienza: basti ricordare le 38 visite ufficiali e le altre 738 udienze o incontri con Capi di Stato, come pure le 246 udienze e incontri con Primi Ministri.

Il suo amore per i giovani lo ha spinto ad iniziare, nel 1985, le Giornate Mondiali della Gioventù. Le 19 edizioni della GMG che si sono tenute nel corso del suo Pontificato hanno visto riuniti milioni di giovani in varie parti del mondo. Allo stesso modo la sua attenzione per la famiglia si è espressa con gli Incontri mondiali delle Famiglie da lui iniziati a partire dal 1994.

Giovanni Paolo II ha promosso con successo il dialogo con gli ebrei e con i rappresentati delle altre religioni, convocandoli in diversi Incontri di Preghiera per la Pace, specialmente in Assisi.

Sotto la sua guida la Chiesa si è avvicinata al terzo millennio e ha celebrato il Grande Giubileo del 2000, secondo le linee indicate con la Lettera apostolica Tertio millennio adveniente. Essa poi si è affacciata al nuovo evo, ricevendone indicazioni nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte, nella quale si mostrava ai fedeli il cammino del tempo futuro.

Con l´Anno della Redenzione, l´Anno Mariano e l´Anno dell´Eucaristia, Giovanni Paolo II ha promosso il rinnovamento spirituale della Chiesa.

Ha dato un impulso straordinario alle canonizzazioni e beatificazioni, per mostrare innumerevoli esempi della santità di oggi, che fossero di incitamento agli uomini del nostro tempo: ha celebrato 147 cerimonie di beatificazione – nelle quali ha proclamato 1338 beati – e 51 canonizzazioni, per un totale di 482 santi. Ha proclamato Dottore della Chiesa santa Teresa di Gesù Bambino.

Ha notevolmente allargato il Collegio dei Cardinali, creandone 231 in 9 Concistori (più 1 in pectore, che però non è stato pubblicato prima della sua morte). Ha convocato anche 6 riunioni plenarie del Collegio Cardinalizio.

Ha presieduto 15 assemblee del Sinodo dei Vescovi: 6 generali ordinarie (1980, 1983, 1987, 1990; 1994 e 2001), 1 assemblea generale straordinaria (1985) e 8 assemblee speciali (1980, 1991, 1994, 1995, 1997, 1998 [2] e 1999).

Tra i suoi documenti principali si annoverano 14 Lettere encicliche, 15 Esortazioni apostoliche, 11 Costituzioni apostoliche e 45 Lettere apostoliche.

Ha promulgato il Catechismo della Chiesa cattolica, alla luce della Tradizione, autorevolmente interpretata dal Concilio Vaticano II. Ha riformato i Codici di diritto Canonico Occidentale e Orientale, ha creato nuove Istituzioni e riordinato la Curia Romana.

A Papa Giovanni Paolo II, come privato Dottore, si ascrivono anche 5 libri: “Varcare la soglia della speranza” (ottobre 1994); “Dono e mistero: nel cinquantesimo anniversario del mio sacerdozio” (novembre 1996); “Trittico romano”, meditazioni in forma di poesia (marzo 2003); “Alzatevi, andiamo!” (maggio 2004) e “Memoria e Identità” (febbraio 2005).

Giovanni Paolo II è morto in Vaticano il 2 aprile 2005, alle ore 21.37, mentre volgeva al termine il sabato e si era già entrati nel giorno del Signore, Ottava di Pasqua e Domenica della Divina Misericordia.

Da quella sera e fino all´8 aprile, quando hanno avuto luogo le Esequie del defunto Pontefice, più di tre milioni di pellegrini sono confluiti a Roma per rendere omaggio alla salma del Papa, attendendo in fila anche fino a 24 ore per poter accedere alla Basilica di San Pietro.

Il 28 aprile successivo, il Santo Padre Benedetto XVI ha concesso la dispensa dal tempo di cinque anni di attesa dopo la morte, per l´inizio della Causa di beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo II. La Causa è stata aperta ufficialmente il 28 giugno 2005 dal Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale per la diocesi di Roma. Il 1° maggio 2011 il Venerabile Papa Giovanni Paolo II viene poclamato Beato da Benedetto XVI e il 27 aprile 2014 proclamato Santo da Francesco.

 

 

Preghiera per implorare Grazie per intercessione
di San Giovanni Paolo II

O Trinità Santa,

ti ringraziamo per aver donato alla Chiesa il papa Giovanni Paolo II

e per aver fatto risplendere in lui la tenerezza della tua paternità,

la gloria della Croce di Cristo e lo splendore dello Spirito d’amore.

Egli, confidando totalmente nella tua infinita misericordia

e nella materna intercessione di Maria

ci ha dato un’immagine viva di Gesù Buon Pastore,

e ci ha indicato la santità come misura alta della vita cristiana ordinaria

quale strada per raggiungere la comunione eterna con te.

Concedici, per sua intercessione, secondo la tua volontà,

la grazia che imploriamo,

nella speranza che egli sia presto annoverato nel numero dei tuoi santi.

Amen.

con aprrovazione ecclesiastica

Novena a San Leopoldo Mandic dal 3 all’11 maggio

 

Novena a San Leopoldo Mandic  dal 3 all’11 maggio

IdM-Buona giornata!

San Leopoldo Mandic nacque a Castelnuovo di Cattaro (Montenegro) il 12 Maggio 1866 e morì a Padova il 30 Luglio 1942. Passò quasi tutta la sua vita in confessionale con il più eroico sacrificio. La sua parola era sorgente di perdono, di luce, di conforto. Si offrì a Dio vittima per il ritorno dei fratelli orientali all’unità della Chiesa. Dopo la morte, la fama della sua santità si diffuse rapidamente in gran parte del mondo. innumerevoli le grazie attribuite alla sua intercessione, venne proclamato beato da Paolo VI nel 1976. Giovanni Paolo II lo dichiarò Santo il 16 Ottobre 1983. La sua festa si celebra il 12 Maggio.

s.leopoldo

 

Novena a San Leopoldo Mandic  dal 3 all’11 maggio

 

 

O San Leopoldo, arricchito dall’eterno divin Padre di tanti tesori di grazia a favore di quanti a te ricorrono, ti preghiamo di ottenerci una viva fede e un’ardente carità, per cui ci teniamo sempre uniti a Dio nella sua Santa grazia

 

Gloria al Padre

 

O San Leopoldo, fatto dal divin Salvatore strumento perfetto della sua infinita misericordia nel sacramento della penitenza, ti preghiamo di ottenerci la grazia di confessarci spesso e bene, per poter avere sempre l’anima nostra monda da ogni colpa e realizzare in noi la perfezione alla quale ci chiama.

Gloria al Padre

 

O San Leopoldo, vaso eletto dei doni dello Spirito Santo, da te abbondantemente trasfusi in tante anime, ti preghiamo di ottenerci di essere liberati da tante pene e afflizioni che ci opprimono, o di avere la forza di sopportare tutto con pazienza per completare in noi ciò che manca alla passione di Cristo.

Gloria al Padre

 

O San Leopoldo, che durante la tua vita mortale nutristi un tenerissimo amore alla Madonna, nostra dolce madre, e ne fosti ricambiato con tanti favori, ora che sei felice vicino a Lei, pregala per noi affinchè guardi alle nostre miserie e si mostri sempre nostra madre misericordiosa.

Ave Maria

 

O San Leopoldo, che avesti sempre tanta compassione per le umane sofferenze e consolasti tanti afflitti, vieni in nostro aiuto;  nella tua bontà non ci abbandonare, ma consola anche noi ottenendoci la grazia che domandiamo. Così sia.

 

 

 

 

“Abbiamo in cielo un cuore di Madre, la Madonna, madre nostra, che ai piedi della croce soffrì quanto è possibile ad una creatura umana, comprende i nostri dolori e ci consola”.

 

“Fede! Abbiate fede! Dio è medico e medicina”.

 

“Nel buio della vita, la flaccola della fede e la devozione alla Madonna ci guidano ad essere fortissimi nella speranza”.

 

San Leopoldo Mandic

 

2 aprile: Diamo un saluto al nostro caro amato Giovanni Paolo II°

 

 

Giovanni Paolo II

Innamorati di Maria

 

Ioannes Paulus PP. II
Karol Wojtyla
16.X.1978 – 2.IV.2005



Sua Santità Giovanni Paolo II

Breve Biografia

GPII-1


Karol Józef Wojtyla, divenuto Giovanni Paolo II con la sua elezione alla Sede Apostolica il 16 ottobre 1978, nacque a Wadowice, città a 50 km da Kraków (Polonia), il 18 maggio 1920. Era l´ultimo dei tre figli di Karol Wojtyla e di Emilia Kaczorowska, che morì nel 1929. Suo fratello maggiore Edmund, medico, morì nel 1932 e suo padre, sottufficiale dell´esercito, nel 1941. La sorella, Olga, era morta prima che lui nascesse.

Fu battezzato il 20 giugno 1920 nella Chiesa parrocchiale di Wadowice dal sacerdote Franciszek Zak; a 9 anni ricevette la Prima Comunione e a 18 anni il sacramento della Cresima. Terminati gli studi nella scuola superiore Marcin Wadowita di Wadowice, nel 1938 si iscrisse all´Università Jagellónica di Cracovia.

Quando le forze di occupazione naziste chiusero l´Università nel 1939, il giovane Karol lavorò (1940-1944) in una cava ed, in seguito, nella fabbrica chimica Solvay per potersi guadagnare da vivere ed evitare la deportazione in Germania.

A partire dal 1942, sentendosi chiamato al sacerdozio, frequentò i corsi di formazione del seminario maggiore clandestino di Cracovia, diretto dall´Arcivescovo di Cracovia, il Cardinale Adam Stefan Sapieha. Nel contempo, fu uno dei promotori del “Teatro Rapsodico”, anch´esso clandestino.

Dopo la guerra, continuò i suoi studi nel seminario maggiore di Cracovia, nuovamente aperto, e nella Facoltà di Teologia dell´Università Jagellónica, fino alla sua ordinazione sacerdotale avvenuta a Cracovia il 1ÌŠ novembre 1946, per le mani dell´Arcivescovo Sapieha.

Successivamente fu inviato a Roma, dove , sotto la guida del domenicano francese P. Garrigou-Lagrange, conseguì nel 1948 il dottorato in teologia, con una tesi sul tema della fede nelle opere di San Giovanni della Croce (Doctrina de fide apud Sanctum Ioannem a Cruce). In quel periodo, durante le sue vacanze, esercitò il ministero pastorale tra gli emigranti polacchi in Francia, Belgio e Olanda.

Nel 1948 ritornò in Polonia e fu coadiutore dapprima nella parrocchia di Niegowi´c, vicino a Cracovia, e poi in quella di San Floriano, in città. Fu cappellano degli universitari fino al 1951, quando riprese i suoi studi filosofici e teologici. Nel 1953 presentò all´Università cattolica di Lublino la tesi: “Valutazione della possibilità di fondare un’etica cristiana a partire dal sistema etico di Max Scheler”. Più tardi, divenne professore di Teologia Morale ed Etica nel seminario maggiore di Cracovia e nella Facoltà di Teologia di Lublino.

Il 4 luglio 1958, il Papa Pio XII lo nominò Vescovo titolare di Ombi e Ausiliare di Cracovia. Ricevette l´ordinazione episcopale il 28 settembre 1958 nella cattedrale del Wawel (Cracovia), dalle mani dell´Arcivescovo Eugeniusz Baziak.

Il 13 gennaio 1964 fu nominato Arcivescovo di Cracovia da Papa Paolo VI, che lo creò e pubblicò Cardinale nel Concistoro del 26 giugno 1967, del Titolo di S. Cesareo in Palatio, Diaconia elevata pro illa vice a Titolo Presbiterale.

Partecipò al Concilio Vaticano II (1962-1965) con un contributo importante nell´elaborazione della costituzione Gaudium et spes. Il Cardinale Wojtyla prese parte anche alle 5 assemblee del Sinodo dei Vescovi anteriori al suo Pontificato.

I Cardinali, riuniti in Conclave, lo elessero Papa il 16 ottobre 1978. Prese il nome di Giovanni Paolo II e il 22 ottobre iniziò solennemente il ministero Petrino, quale 263° successore dell´Apostolo. Il suo pontificato è stato uno dei più lunghi della storia della Chiesa ed è durato quasi 27 anni.

Giovanni Paolo II ha esercitato il suo ministero con instancabile spirito missionario, dedicando tutte le sue energie sospinto dalla sollecitudine pastorale per tutte le Chiese e dalla carità aperta all´umanità intera. I suoi viaggi apostolici nel mondo sono stati 104. In Italia ha compiuto 146 visite pastorali. Come Vescovo di Roma, ha visitato 317 parrocchie (su un totale di 333).

Più di ogni Predecessore ha incontrato il Popolo di Dio e i Responsabili delle Nazioni: alle Udienze Generali del mercoledì (1166 nel corso del Pontificato) hanno partecipato più di 17 milioni e 600 mila pellegrini, senza contare tutte le altre udienze speciali e le cerimonie religiose [più di 8 milioni di pellegrini solo nel corso del Grande Giubileo dell´anno 2000], nonché i milioni di fedeli incontrati nel corso delle visite pastorali in Italia e nel mondo. Numerose anche le personalità governative ricevute in udienza: basti ricordare le 38 visite ufficiali e le altre 738 udienze o incontri con Capi di Stato, come pure le 246 udienze e incontri con Primi Ministri.

Il suo amore per i giovani lo ha spinto ad iniziare, nel 1985, le Giornate Mondiali della Gioventù. Le 19 edizioni della GMG che si sono tenute nel corso del suo Pontificato hanno visto riuniti milioni di giovani in varie parti del mondo. Allo stesso modo la sua attenzione per la famiglia si è espressa con gli Incontri mondiali delle Famiglie da lui iniziati a partire dal 1994.

Giovanni Paolo II ha promosso con successo il dialogo con gli ebrei e con i rappresentati delle altre religioni, convocandoli in diversi Incontri di Preghiera per la Pace, specialmente in Assisi.

Sotto la sua guida la Chiesa si è avvicinata al terzo millennio e ha celebrato il Grande Giubileo del 2000, secondo le linee indicate con la Lettera apostolica Tertio millennio adveniente. Essa poi si è affacciata al nuovo evo, ricevendone indicazioni nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte, nella quale si mostrava ai fedeli il cammino del tempo futuro.

Con l´Anno della Redenzione, l´Anno Mariano e l´Anno dell´Eucaristia, Giovanni Paolo II ha promosso il rinnovamento spirituale della Chiesa.

Ha dato un impulso straordinario alle canonizzazioni e beatificazioni, per mostrare innumerevoli esempi della santità di oggi, che fossero di incitamento agli uomini del nostro tempo: ha celebrato 147 cerimonie di beatificazione – nelle quali ha proclamato 1338 beati – e 51 canonizzazioni, per un totale di 482 santi. Ha proclamato Dottore della Chiesa santa Teresa di Gesù Bambino.

Ha notevolmente allargato il Collegio dei Cardinali, creandone 231 in 9 Concistori (più 1 in pectore, che però non è stato pubblicato prima della sua morte). Ha convocato anche 6 riunioni plenarie del Collegio Cardinalizio.

Ha presieduto 15 assemblee del Sinodo dei Vescovi: 6 generali ordinarie (1980, 1983, 1987, 1990; 1994 e 2001), 1 assemblea generale straordinaria (1985) e 8 assemblee speciali (1980, 1991, 1994, 1995, 1997, 1998 [2] e 1999).

Tra i suoi documenti principali si annoverano 14 Lettere encicliche, 15 Esortazioni apostoliche, 11 Costituzioni apostoliche e 45 Lettere apostoliche.

Ha promulgato il Catechismo della Chiesa cattolica, alla luce della Tradizione, autorevolmente interpretata dal Concilio Vaticano II. Ha riformato i Codici di diritto Canonico Occidentale e Orientale, ha creato nuove Istituzioni e riordinato la Curia Romana.

A Papa Giovanni Paolo II, come privato Dottore, si ascrivono anche 5 libri: “Varcare la soglia della speranza” (ottobre 1994); “Dono e mistero: nel cinquantesimo anniversario del mio sacerdozio” (novembre 1996); “Trittico romano”, meditazioni in forma di poesia (marzo 2003); “Alzatevi, andiamo!” (maggio 2004) e “Memoria e Identità” (febbraio 2005).

Giovanni Paolo II è morto in Vaticano il 2 aprile 2005, alle ore 21.37, mentre volgeva al termine il sabato e si era già entrati nel giorno del Signore, Ottava di Pasqua e Domenica della Divina Misericordia.

Da quella sera e fino all´8 aprile, quando hanno avuto luogo le Esequie del defunto Pontefice, più di tre milioni di pellegrini sono confluiti a Roma per rendere omaggio alla salma del Papa, attendendo in fila anche fino a 24 ore per poter accedere alla Basilica di San Pietro.

Il 28 aprile successivo, il Santo Padre Benedetto XVI ha concesso la dispensa dal tempo di cinque anni di attesa dopo la morte, per l´inizio della Causa di beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo II. La Causa è stata aperta ufficialmente il 28 giugno 2005 dal Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale per la diocesi di Roma.

Il 27 aprile 2014 viene proclamato Santo.

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PREGHIERA PER IMPLORARE GRAZIE ATTRAVERSO L’INTERCESSIONE DI S. GIOVANNI PAOLO II, PAPA

O Trinità Santa, ti ringraziamo per aver donato

alla Chiesa S. Giovanni Paolo II

e per aver fatto risplendere in lui la tenerezza

della tua paternità, la gloria della Croce

di Cristo e lo splendore dello Spirito

d’amore. Egli, confidando totalmente nella

tua infinita misericordia e nella materna intercessione

di Maria, ci ha dato un’immagine

viva di Gesù Buon Pastore e ci ha indicato

la santità come misura alta della vita

cristiana ordinaria quale strada per raggiungere

la comunione eterna con Te. Concedici,

per sua intercessione, secondo la tua volontà,

la grazia che imploriamo, nella speranza

che egli sia presto annoverato nel numero

dei tuoi santi. Amen.

LA CONSACRAZIONE PERSONALE AL CUORE DELLA MADRE E LA CONSACRAZIONE DELLA FAMIGLIA

LA CONSACRAZIONE AL CUORE DELLA MADRE

33-Cuore-Immacolato-Maria2 miniLa consacrazione a Maria, e in particolare, al Suo Cuore, è sempre stata fonte inesauribile di vita interiore per le anime dei credenti.
Essa appare analoga alla vita religiosa che, come il Concilio Vaticano II afferma “ha le sue radici più profonde nella consacrazione battesimale e ne è un’espressione più perfetta” (PC 5).
Gli ultimi pontefici hanno parlato in termini positivi della consacrazione mariana. Giovanni Paolo II si è così espresso: “Come potremmo vivere il nostro battesimo senza contemplare Maria, la benedetta fra le donne, così accogliente del dono di Dio? Cristo ce l’ha data per madre. L’ha data per madre alla Chiesa……. Ogni cattolico spontaneamente si consacra a Lei per meglio consacrarsi al Signore.” (Giovanni Paolo II, Angelus a Le Bourget 1.6.1988).
Lo stesso Papa, inoltre, mette in relazione il mistero della Redenzione con “il cuore della Vergine di Nazareth, quando ha pronunziato il suo fiat. Da quel momento questo cuore verginale ed insieme materno, sotto la particolare azione dello Spirito Santo, segue sempre l’opera del suo Figlio e va verso tutti coloro che Cristo ha abbracciato e abbraccia continuamente nel suo inesauribile amore. E perciò questo cuore dev’essere anche maternamente inesauribile. La caratteristica di questo amore materno, che la madre di Dio immette nel mistero della Redenzione e della vita della Chiesa, trova la sua espressione nella sua singolare vicinanza all’uomo ed a tutte le sue vicende. In questo consiste il mistero della madre” (Redemptor hominis – 1979).

Consigli pratici
Perché l’Atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria abbia una sua certa solennità, diamo i seguenti suggerimenti:
Preparazione spirituale per la consacrazione con la confessione, il S. Rosario e, per chi può, la S. Messa.

LA FAMIGLIA CRISTIANA

La famiglia cristiana, per la grazia dei Sacramenti vissuta in una concreta esperienza di fede e di carità, si pone come segno e riflesso dell’Amore Trinitario e come attuazione originale e immagine della Chiesa, tanto da meritare il nome di “chiesa domestica” (cf. Concilio Vaticano II, Lumen gentium, 11).
Partecipa alla vita e alla missione della Chiesa, ricevendo e trasmettendo l’amore di Cristo.
La famiglia cristiana offre a Dio il culto spirituale con la preghiera comune e l’offerta del proprio stare insieme, nella fatica e nel riposo, nella sofferenza e nella gioia, celebrando l’Eucaristia nel giorno del Signore, procedendo insieme nel cammino di fede (Cf. CEI, La verità vi farà liberi, 1071-72).

LA CONSACRAZIONE DELLA FAMIGLIA

Poste queste premesse, la consacrazione della famiglia al Cuore Immacolato della Madre di Dio si propone come valido aiuto a quanti vogliono vivere meglio alla sequela di Cristo Gesù.
Imitando le virtù di Maria, discepola perfetta di Cristo, la famiglia consacrata potrà testimoniare l’Amore di Dio nella Chiesa e nel mondo.
L’impegno della famiglia che vuole vivere sotto la guida particolare del Cuore di Maria si può articolare in tre punti fondamentali: penitenza, preghiera, riparazione.
Penitenza: consiste nella riconciliazione in Cristo con il Padre, con i propri fratelli, con se stessi. Ciò richiede da parte di ciascuno la volontà di evitare il peccato, di obbedire alla legge di Dio espressa nei Comandamenti e in ciò che insegna il Magistero della Chiesa. Il sacramento della Riconciliazione è quindi indispensabile quale segno visibile che arricchisce con gli abbondanti doni della Grazia e che fortifica l’anima del credente che vuole vivere nello spirito della penitenza. Infine, ciascuno compia i doveri del proprio stato accettandone anche la fatica, il dolore, l’incomprensione, e viva testimoniando Cristo nel momento e nella situazione in cui si trova.
Preghiera: visto che qui è considerata nell’ambito familiare, bisogna porre l’attenzione sulla preghiera liturgica che comprende la Messa, la celebrazione dei Sacramenti, la Liturgia delle ore, e sulla preghiera comunitaria non ufficiale, che comprende l’Adorazione Eucaristica, la Via Crucis, il Rosario.
Un’attenzione particolare merita il Rosario: la famiglia trovi il momento più adatto per pregare insieme nei giorni feriali e si unisca con Maria a lodare e ad invocare Gesù rivivendo con Lei i misteri salvifici del suo Figlio e meditandoli, come Lei, nel proprio cuore.
La famiglia poi non manchi di porre la giusta attenzione alla lettura ed alla meditazione della Parola di Dio.
Riparazione: la Croce di Cristo ricostruisce il giusto rapporto dell’uomo con Dio, riparando i danni causati dal peccato. Però “ogni uomo, nella sua sofferenza, può diventare partecipe della sofferenza redentiva di Cristo” (Giovanni Paolo II, Salvifici doloris, 19).
In questo senso ciascun membro della famiglia può “riparare” i peccati dei propri fratelli rivolti al cuore di Dio ed al cuore di Maria, offrendo, in unione al sacrificio eucaristico, il bene compiuto, le preghiere, i dolori, per la conversione dei peccatori.
L’Eucaristia ha una sua centralità in questa azione “riparatrice”, e la famiglia, in virtù di questo orientamento spirituale verso il cuore di Maria, può sottolineare questa azione con la pia pratica dei primi sabati del mese.
Le tre intenzioni principali da tener sempre presenti in questo impegno di vita sono: La conversione dei peccatori, la riparazione dei peccati e la Pace nel mondo.

Condizioni generali e preparazione

Poiché la consacrazione riguarda la famiglia, è logico che questa sia costituita da almeno due persone.
Nel considerare l’impegno che questa consacrazione comporta, è bene che almeno due membri di una famiglia ne condividano i contenuti in modo che siano di testimonianza per gli altri membri e li invoglino indirettamente a condividere anche questa esperienza.
Possono esserci nella vita di ogni famiglia momenti di incomprensione, di smarrimento, di chiusura, di non condivisione anche nei riguardi di questa esperienza di vita spirituale. Proprio questo non diventi motivo di ulteriore attrito, ma ognuno rispetti la libertà dell’altro offrendo solidarietà e comprensione.

Per chi consacra anche la propria famiglia
Ci si procuri una statuetta o un’immagine della Madonna e la si collochi in un luogo decoroso della propria abitazione perché vi rimanga sempre e diventi “l’angolo bello” della casa, davanti a cui pregare quotidianamente (Cf. Stefano de Fiores e Salvatore Meo, Nuovo dizionario di mariologia).

Questo Atto di Consacrazione può essere rinnovato ogni anno, o in altre circostanze particolari.

ATTO DI CONSACRAZIONE
AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

Secondo San Luigi Maria di Montfort

Io, (nome), peccatore infedele, rinnovo oggi e ratifico
nelle tue mani, O Maria Immacolata, i voti del mio Battesimo.
Rinunzio per sempre a Satana, alle sue seduzioni e alle sue opere
e mi dò interamente a Gesù Cristo, la Sapienza incarnata,
per portare la mia croce dietro a Lui tutti i giorni della mia vita.
E affinchè io gli sia più fedele che nel passato, ti scelgo oggi,
o Maria, alla presenza di tutta la Corte celeste, per mia Madre e Padrona.
A Te, come uno schiavo, io abbandono
e consacro il mio corpo e l’anima mia,
i miei beni interni ed esterni e il valore stesso
delle mie buone opere passate, presenti e future,
lasciandoti un intero e pieno diritto di disporre di me e
di tutto ciò che mi appartiene, senza eccezione, a tuo piacimento,
alla maggior gloria di Dio nel tempo e nell’eternità. Amen.

CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO
DELLA BEATA VERGINE DI FATIMA

O Vergine santa, Madre di Gesù e Madre nostra,
che sei apparsa a Fatima ai tre pastorelli
per recare al mondo un messaggio di pace e di salvezza,
io mi impegno ad accogliere questo tuo messaggio.
Mi consacro oggi al tuo Cuore Immacolato
per appartenere così più perfettamente a Gesù.
Aiutami a vivere fedelmente la mia consacrazione,
con una vita tutta spesa nell’amore di Dio
e dei fratelli, sull’esempio della tua vita.
In particolare ti offro le preghiere,
le azioni, i sacrifici della giornata,
in riparazione dei peccati miei e degli altri,
con l’impegno di compiere il mio dovere quotidiano
secondo la volontà del Signore.
Ti prometto di recitare ogni giorno il Santo Rosario,
contemplando i misteri della vita di Gesù,
intrecciati ai misteri della tua vita.
Voglio vivere sempre da vero figlio tuo
e cooperare perché tutti ti riconoscano
e ti amino come Madre di Gesù,
vero Dio e unico nostro Salvatore. Così sia.


CONSACRAZIONE DELLA FAMIGLIA
AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

Venite, o Maria e degnatevi di abitare in questa casa.
Come già al vostro cuore immacolato fu consacrata la Chiesa
e tutto il genere umano, così noi, in perpetuo,
affidiamo e consacriamo al vostro Cuore immacolato la nostra famiglia;
che il vostro amore e patrocinio ci ottenga grazia
che tutti i familiari vivano sempre
in pace con Dio e tra di loro.
Rimanete con noi, vi accogliamo con cuore di figli, indegni, ma desiderosi
di essere sempre vostri, in vita, in morte e nell’eternità.
Restate con noi come abitaste nella casa di Zaccaria e di Elisabetta;
come foste gioia nella casa degli sposi di Cana;
come foste madre per l’apostolo Giovanni.
Portateci Gesù Cristo, Via, Verità e Vita.
Allontanate da noi il peccato ed ogni male.
In questa casa siete Madre, Maestra e Regina.
Dispensate a ciascuno di noi
le grazie spirituali e materiali che ci occorrono;
specialmente accresceteci la fede, la speranza,
la carità verso Dio e verso il prossimo.
Suscitate fra i nostri cari sante vocazioni.
Siate sempre con noi, nelle gioie e nelle pene,
e soprattutto fate che un giorno tutti i membri di questa famiglia
si ritrovino con Voi riuniti in Paradiso.

 

Presentazione del Signore

Presentazione del Signore

IdM-Buona giornata!

 

Cari amici,
oggi, giorno della Festa della Presentazione del Signore e della XVIII Giornata mondiale della Vita Consacrata, vi proponiamo le parole di Giovanni Paolo II del 2002.
Sia per ognuno di noi un arricchimento per la fede!
Buona lettura!
FESTA DELLA PRESENTAZIONE DEL SIGNORE

OMELIA DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II

Sabato, 2 Febbraio 2002
Giornata della Vita Consacrata

presentazione

1. “Portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore” (Lc 2,22).

Quaranta giorni dopo il Natale, la Chiesa rivive oggi il mistero della presentazione di Gesù al tempio. Lo rivive con lo stupore della santa Famiglia di Nazaret, illuminata dalla piena rivelazione di quel “bambino”, che – come ci hanno ricordato poc’anzi la prima e la seconda Lettura – è il giudice escatologico promesso dai profeti (Ml 3,1-3), il “sommo sacerdote misericordioso e fedele” venuto ad “espiare i peccati del popolo” (Eb 2,17).

Il bambino, che Maria e Giuseppe recano trepidanti al Tempio, è il Verbo incarnato, il Redentore dell’uomo e della storia!

Quest’oggi, commemorando ciò che avvenne quel giorno a Gerusalemme, siamo invitati ad entrare anche noi nel Tempio, per meditare il mistero di Cristo, unigenito del Padre che, con la sua Incarnazione e la sua Pasqua, è diventato il primogenito dell’umanità redenta.

In questa festa si prolunga così il tema di Cristo luce, che caratterizza le solennità del Natale e dell’Epifania.

2. “Luce delle genti e gloria d’Israele” (Lc 2,32). Queste parole profetiche le pronuncia il vegliardo Simeone, ispirato da Dio, quando prende tra le braccia il bambino Gesù. Egli preannuncia, al tempo stesso, che “il Messia del Signore” realizzerà la sua missione quale “segno di contraddizione” (Lc 2,34). Quanto a Maria, la Madre, parteciperà anche Lei in prima persona alla passione del suo Figlio divino (cfr Lc 2,35).

Nella festa odierna celebriamo, pertanto, il mistero della consacrazione: consacrazione di Cristo, consacrazione di Maria, consacrazione di tutti coloro che si pongono alla sequela di Gesù per amore del Regno.

3. Mentre saluto con fraterna cordialità il Signor Cardinale Eduardo Martínez Somalo, che presiede questa celebrazione, sono lieto di potermi incontrare con voi, carissimi Fratelli e Sorelle che un giorno, vicino o lontano, avete fatto dono totale di voi stessi al Signore nella scelta della vita consacrata. Nel rivolgere a ciascuno il mio saluto colmo di affetto, penso alle grandi cose che Dio ha operato e opera in voi, “attirando a sé” l’intera vostra esistenza.

Lodo con voi il Signore, perché è Amore così grande e bello, da meritare il dono inestimabile di tutta la persona nell’insondabile profondità del cuore e nel concreto dipanarsi del quotidiano lungo le diverse età della vita.

Il vostro “Eccomi!“, modellato su quello di Cristo e della Vergine Maria, è simboleggiato dai ceri che hanno illuminato questa sera la Basilica Vaticana. La festa di oggi è dedicata in modo speciale a voi, che nel Popolo di Dio rappresentate con singolare eloquenza la novità escatologica della vita cristiana. Voi siete chiamati ad essere luce di verità e di giustizia; testimoni di solidarietà e di pace.

4. E’ ancora vivo il ricordo della Giornata di preghiera per la pace, vissuta dieci giorni fa ad Assisi. Per questa straordinaria mobilitazione in favore della pace nel mondo, sapevo e so di poter contare in modo particolare su voi, carissime persone consacrate. A voi, anche in questa occasione, esprimo profonda gratitudine.

Grazie, anzitutto, della preghiera. Quante comunità contemplative, interamente votate all’orazione, bussando notte e giorno al cuore del Dio della pace, cooperano alla vittoria di Cristo sull’odio, sulla vendetta e sulle strutture di peccato!

Oltre che con la preghiera, molti di voi, Fratelli e Sorelle carissimi, costruiscono la pace con la testimonianza della fraternità e della comunione, diffondendo nel mondo, come lievito, lo spirito evangelico, che fa crescere l’umanità verso il Regno dei cieli. Grazie anche per questo!

Su molteplici frontiere, non mancano poi religiosi e religiose che offrono il loro fattivo impegno per la giustizia, operando fra gli emarginati, intervenendo sulle radici dei conflitti e contribuendo così a edificare una pace sostanziale e durevole. Dovunque la Chiesa è impegnata a difendere e promuovere l’uomo e il bene comune, là ci siete anche voi, cari consacrati e consacrate, che per essere totalmente di Dio siete anche totalmente dei fratelli. Di questo ogni persona di buona volontà vi è grata.

5. L’icona di Maria, che contempliamo mentre offre Gesù nel tempio, prefigura quella della Crocifissione, anticipandone anche la chiave di lettura. Sul Calvario, infatti, giunge a compimento l’oblazione del Figlio e, unita ad essa, quella della Madre. Una stessa spada trafigge entrambi, la Madre e il Figlio (cfr Lc 2,35). Lo stesso dolore. Lo stesso amore.

Per questa via, la Mater Jesu è diventata Mater Ecclesiae. Il suo pellegrinaggio di fede e di consacrazione costituisce l’archetipo per quello di ogni battezzato. Lo è, in modo singolare, per quanti abbracciano la vita consacrata.

Quanto è consolante sapere che Maria ci è accanto, come Madre e Maestra, nel nostro itinerario di consacrazione! Oltre che sul piano semplicemente affettivo, lo è più profondamente su quello dell’efficacia soprannaturale, attestata dalle Scritture, dalla Tradizione e dalla testimonianza dei Santi, molti dei quali hanno seguito Cristo nella via esigente dei consigli evangelici.

O Maria, Madre di Cristo e Madre nostra, ti ringraziamo per la premura con cui ci accompagni nel cammino della vita, e ti chiediamo: presentaci oggi nuovamente a Dio, nostro unico bene, perché la nostra vita, consumata dall’Amore, sia sacrificio vivente, santo e a lui gradito.

Amen!

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